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Full text of "Antichita Egizie"

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CATALOGO GENERALE 
MUSEI DI ANTICHITÀ 


E DEGLI 


OGGETTI D'ARTE 


RACCOLTI NELLE 


GALLERIE E BIBLIOTECHE 
DEL REGNO 


EDITO PER CURA 


DEL 


‘3... MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE 


SERIE SESTA — TOSCANA FD UMBRIA 


—.-. —————& 


Volume I. 


ROMA 


PRESSO LA DIREZ. GEN. DELLE ANTICHITÀ E BELLE ARTI 


MDCCCLXXXVII 
3 


MUSEO ARCHEOLOGICO 


DI 


FIRENZE 


ANTICHITÀ EGIZIE 


ORDINATE E DESCRITTE 


DA 


ERNESTO SCHIAPARELLI 


ni 


(Parte prima) 


POSSE) ce 


ROMA 


TIPOGRAFIA DELLA R. ACCADEMIA DEI LINCEI 


PROPRIETÀ DEL CAV. Y. SALVIUCCI 


1887 


N. \b42.95 


PREFAZIONE 


LI Museo di Firenze, come gli altri Mùsei egiziani di Europa, si andò 
formando nella prima metà di questo secolo, dopo che la scoperta di Cham- 
pollion attirò sull’ Egitto l’attenzione dei dotti: il suo primo nucleo però risale 
al secolo passato, e per quanto mì consta, era allora costituito dalla statua in 
quarzite del pontefice massimo Ptahmes (v. num. 1505), dalla piccola testa 
di arte saitica (num. 1524), erroneamente compresa fra i bronzi romani, e da 
una ristretta serie di idoli in bronzo. A questo primo nucleo si aggiunsero: nel- 
l’anno 1824, una delle collezioni di Giuseppe Nizzoli, da lui formata in Egitto 
nella lunga dimora che vi fece, come addetto al Consolato austriaco del Cairo, 
e che venne acquistata dal Granduca di Toscana Leopoldo II, dietro le istanze 
del benemerito abate Zannoni (*); poscia nel 1829, la collezione pregevo- 
lissima, che il Rosellini reduce dalla spedizione archeologica franco-toscana 
portò dall’ Egitto; nel 1830 una piccola raccolta del dott. Ricci; e nell’anno 
1889 il grande sarcofago di granito rosa, dono splendidissimo di G. Ana- 
stasy, già Console di Danimarca in Egitto. Dall’anno 1839 al 1869 non pare 
che il Museo di Firenze ricevesse alcun incremento; ma da quell’anno in poi 
andò continuamente accrescendosi, sia per molti doni pregevolissimi, tra ì quali 


(*) Il catalogo della detta raccolta di Giuseppe Nizzoli, che trovasi manoscritto nell'Archivio 
delle RR. Gallerie degli Uffizi, fu pubblicato per cura del Ministero di pubblica istruzione, fra 
i« Documenti inediti per servire alla storia dei Musei d'Italia » vol. IV, pag. 346-376. 


IV PREFAZIONE 


meritano speciale menzione quelli dei sigg. Angelo Castelbolognesi, comm. Valle 
de Paz, prof. Vincenzo Consani, comm. Vassalli-Bey, comm. De Martino, avv. 
Alessandro Morpurgo, e dott. Guelfo Cavanna, sia per importanti acquisti fatti 
negli ultimi anni a Roma e in Firenze, sia per la copiosa collezione di iscri- 
zioni e di suppellettile domestica, che per incarico del Ministero dell’ Istru- 
zione, raccolsi io stesso durante la mia missione in Egitto. 

Oggidì i monumenti e gli oggetti di autenticità non dubbia, posseduti dal 
Museo di Firenze, oltrepassano il numero di settemila, distribuiti in cinque 
categorie : delle quali la prima, comprende specialmente le immagini di Divi- 
nità e di animalisacri, gli animali sacri imbalsamati, e gli oggetti del culto; 
la seconda, le statue, i bassorilievi, le iscrizioni storiche e funebri, le are di 
offerta ecc.; la terza, Ie mummie colla suppellettile strettamente funebre, fascie, 
canopi, amuleti, scarabei, figurine osiriane e shabdti, conî ecc.; la quarta, la 
suppellettile domestica; e la quinta, i papiri e gli ostraca. 

Questa classificazione, che adotta nell'ordinamento del Museo, e conservai 
nella distribuzione generale del presente catalogo (*), potrà parere ad alcuno che 
non risponda intieramente ai criterî prevalsi fin qui, nè io oserei affermare 
che essa abbia un carattere rigoroso ed assoluto; ma dubito che ne sia 
stata proposta o possa proporsene altra migliore, poichè a ciò sì oppongono 
difficoltà molteplici e contrarie, provenienti dalla natura stessa della civiltà 
egiziana, essenzialmente organica ed omogenea, rivelantesi con forme legate 
intimamente l’una coll’altra, e che facilmente l’una nell’altra rientrano. 

In ciascuna delle cinque categorie sopra accennate, sì annoverano monu- 
menti di capitale importanza, ed oggetti degni di grande interesse, tantochè 
-se il Museo di Firenze, per numero di papiri e di statue colossali, non può 
gareggiare coì Musei di Londra, Parigi, Torino, Berlino e Leida, serve 


(*) Detta classificazione, essendo fondata su criterî diversi da quelli con cui fu redatto e con- 
tinua a redigersi l'inventario, il numero che ogni singolo monumento od oggetto ha in quest'ultimo, 
di necessità più non corrisponde a quello del presente catalogo. Quindi in questo ogni monumento 
od oggetto porta due numeri, dei quali il primo indica la nuova classificazione, e il secondo, chiuso 
fra parentesi, è quello dato dall'inventario: alla fine dell'intiero catalogo sarà pubblicata una tavola 
progressiva dei numeri dell'inventario, colla loro corrispondenza a quelli del catalogo. 


PREFAZIONE Vv 


Petr ——_—_—_m_m_@@m—@@@@—@———m—tt—t6e—e0_eeeeo—_——_1@—— ——_ __meeerceocee [eee eno l RT rerrrerta-t 


nondimeno mirabilmente a formare in chi lo visita, un concetto assai completo 
della civiltà egiziana, nei suoi varî periodi e nelle sue diverse manifestazioni. 

Nella prima parte di questo catalogo, mi sono proposto di descrivere i 
monumenti e gli oggetti compresi nelle due prime categorie, e seguendo le 
norme che mi furono tracciate dal Direttore generale delle antichità, ho cer- 
cato di farlo in modo, che lo studioso possa non solo formarsi un concetto 
esatto di ogni singolo pezzo, ma vederne l’importanza maggiore o minore, in 
relazione coi monumenti e cogli oggetti analoghi di altri Musei, e in armonia 
con quei punti di storia e di archeologia, che esso deve più specialmente 
illustrare. Con questo scopo ho notato accuratamente, per ogni singolo monu- 
mento, le più piccole particolarità, ho cercato di stabilirne l’età, ne ho pubbli- 
cate integralmente tutte le iscrizioni (*), indicando parimenti, per quanto 
le mie cognizioni me le concedevano, quali fra 1 monumenti esistenti in 
Egitto o in altri Musei, potessero chiarire o completare le indicazioni dei 
monumenti del -Museo di Firenze, riserbandomi di completare il mio lavoro 
con una notizia bibliografica di quanto da altri ui fu pubblicato intorno 
al nostro Museo Fiorentino. 

Quantunque io abbia speso in questo lavoro molto tempo e molta pazienza, 
non so se il fine, che io mi proposi, sia stato raggiunto, e probabilmente 
non lo fu in eguale misura; ma spero che lo sarà maggiormente nella seconda 
parte di questo stesso volume. In ogni modo, delle lacune e delle inesattezze, 
che le persone competenti potessero riscontrarvi, io debbo assumere intiera la 
responsabilità, avendomi il Governo concessa ogni maggior larghezza di tempo 
e di mezzi, affinchè il mio lavoro potesse corrispondere alle presenti esigenze 
dell'archeologia egiziana. © 


E. SCHIAPARELLI 


(*) L'adempimento di questo compito presentava, per l'esecuzione tipografica, non poche diffi- 
coltà che furono felicemente superate, mercè la grande varietà e ricchezza ‘di caratteri geroglifici 
della Tipografia del cav. Salviucci, e l'abilità del personale da essa dipendente. 


INDICE DELLA PARTE PRIMA 


SEZIONE PRIMA 


Immagini di Divinità. 


— Divinità solari: R è, Anher- Shu, Mentu e Menturà. 
— Ciclo degli Dei di Memfi: Ptah, Seget, Bast, Nofertuni. 


Iiemhotep. . 


— Ciclo degli Dei di Tebe: ven CEI -Chem, Wan Harshefi), 


Mut, Consu. 


— Ciclo degli Dei di Abido: ‘Osirida, Iside, Nefti, Oro è 
— Divinità non ascrivibili ad alcun ciclo in modo speciale: Thot e i 
quattro Genii funerarii, Sebek, ila MODE Ma, Neit, 


Selk, Negeb. 


— Divinità tifoniche: Bes, Taurt, A gui ‘ecodati 


— Immagini politeistiche . 
— Divinità del periodo alessandrino . 
— Immagini di incerta attribuzione. . 
Immagini di animali sacri. 
Immagini di animali mitologici e fantastici. 
Mummie di animali sacri. . . 
Emblemi religiosi, CERO oggetti del do ecc. 


SEZIONE SECONDA 


Statue di Faraoni, di grandi dignitarî, di defunti ecc. . 


Bassorilievi e iscrizioni 


Ndosi sè doni ua ® è È 
Piramidi sepolcrali e obelischi . . . . . +. 
Piedestallo simbolico . . . .. .. 


Are di libazione e di offerta. 
Mattoni e materiali di costruzione. 
Sarcofaghi . 


SUPPLEMENTO ALLA SECONDA SEZIONE 


Statue, frammenti ecc. 
Bassorilievi e iscrizioni 
Are di libazione e di offerta. 


108 
127 
128 
136 


pag. 


138 
172 
174 
178 


189 
230 
416 
420 
430 
433 
435 
438 


459 
477 
926 


VIII 


Tav. 


Tav. 


Tav. 


Tav. 


Tav. 


Tav. 
Tav. 
Tav. 


INDICE DELLA PARTE PRIMA 


e. — © —@———— —_6—m——yr_m_+_pokW ono © —° è e. <— 


————————— —  ————————————————  6—_———— 


DESCRIZIONE DELLE TAVOLE 


I. — 1) Statuetta di donna, che prepara la pasta per i pani funebri (catal.. 
num. 1494). — Antico impero. 

2) Testa, frammento di statua di defunto (catal., num. 1497). — 
Antico impero. 

3) Testa, frammento di statua di defunta (catal., num. 1730). — Diciot- 
tesima dinastia. 

4) Testa, frammento di statuetta di un sacerdote di Neit (catal., 
num. 1524). — Periodo saitico. 

II. — 1) Busto, frammento di statua colossale di un Faraone (catal., 
num. 1507). — Quando ne fu redatta la descrizione, mi pareva che 
questo monumento potesse riferirsi alla dinastia diciottesima: ma 
accurati confronti con altri monumenti del Museo di Bulaq e coi 
monumenti di Tanis, mi fanno ora ritenere che sia anteriore a quel 
periodo, e risalga almeno alla dinastia decimaterza. 

2) Lo stesso busto, veduto di profilo. 

III. — 1) Busto, frammento di statua di defunta (catal., num. 1515). Dissi 
che secondo le maggiori probabilità, questa statua doveva riferirsì 
alla dinastia decimanona; ma il confronto fatto con altri monu- 
menti di Egitto, mi ha convinto, che debba riferirsi alla dinastia 


precedente. 
2) Lo stesso busto, veduto di profilo. 
IV. — Frammento di bassorilievo sepolcrale (catal., num. 1587). — Dinastia 
diciottesima. 
V.  — 1) Immagine del defunto Samentuuser, in leggiero rilievo ad incavo 


(catal., num. 1774). — Undecima dinastia. 

2) Immagine del defunto Hatàai adorante, in leggiero rilievo ad 
incavo (catal., num. 1616). — Diciottesima dinastia. 

3) Immagini del defunto Rames e di sua moglie, adoranti, in leg- 
giero rilievo ad incavo (catal., num. 1622). — Principio della 
ventesima dinastia. 

VI. — Stele sepolcrale (catal., num. 1558) ('!). — Medio impero. 
VII. — Stele sepolcrale (catal., num. 1639) (?). — Dinastia ventesimasesta. 
VIII. — Stele sepolcrale (catal., num. 1809). — Periodo tolemaico. 


(‘) Nella descrizione fatta di questa stele sotto il num. 1558, all'espressione « (v. tavola I) », 


si deve sostituire « (v. tavola VI) n. 


(?) Nella descrizione fatta di questa stele sotto il num. 1639, all'espressione « (v. tavola ultima) » 


si deve sostituire « (v. tavola VII) n. 


ioni -_ 


I, 


MONUMENTI RELIGIOSI 


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IMMAGINI DI DIVINITÀ 


I. 


DIVINITÀ SOLARI 


Ra, Anher-Shu, Mentu e Mentura. 


1. (234) Immagine di Ria ( TOP TITLES 


| e R9. O cm dali 
ke È Todt. 15, 83; © N SN to [N rase N_ etc.) rappresentato 
sotto forma di divinità virile a corpo umano e faccia di sparviero, coll’ureo sulla 


fronte e il disco solare sul capo. Il capelli raccolti in treccie e coperti con 
bende striate gli scendono sulle spalle e sul petto: lo shenti serrato sui 
fianchi con una piccola cintura gli cuopre il ventre e le coscie, e lascia sco- 
perto il rimanente del corpo. Sta diritto in piedi colla gamba sinistra in avanti, 
il dorso appoggiato ad un pilastrino, e le braccia amendue distese lungo i 
fianchi. Nel pilastrino vedesi praticato un foro, ma le dimensioni di questa 
immagine escludono la probabilità che sia stata usata come amuleto. Buon 
lavoro: manca del piede sinistro e di parte della gamba. — Rosellini. Porcellana 
verde, alt. 0,135. | 


2. (236) Ra, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurra, alt. 0,032. 


3. (8776) Ra, simile al num. 1. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono Valle de Paz. 
Porcellana azzurra, alt. 0,031. 


4. (235) Ra, simile al num. 1. Amuleto. Lavoro mediocre. — (Gallerie. Porcellana 
azzurrognola, alt. 0,036. 


5. (239) Ra, simile al num. 1. Amuleto. Lavoro mediocre. — (Gallerie. Porcellana 
verdognola, alt. 0,025. 


6. (249) Ra, simile al num. 1. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana ver- 
dognola, alt. 0,030. | 


4 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


———> 66m ——— ——————_———m@— — ——— ——————————— —@u———— —_—_—__—_———. 


-_. —————m mm_mm——————_—m—_—_ ———+6€@ ——€@6 - —_ —_ 


7.(250) Ra, simile al num. 1. Amuleto. Lavoro mediocre — Rosellini. Porcellana 
verdognola, alt. 0,025. 


8.(3715) Ra, simile al num. 1. Amuleto. Buon lavoro — Dono Valle de Paz. Por- 
cellana verdastra, alt. 0,034. 


9. (251) Ra, simile al num. 1. Amuleto. Lavoro mediocre — Rosellini. Porcellana 
verdastra, alt. 0,023. 


10. (238) Ra, simile al num. 1. Amuleto. Lavoro mediocre — Gallerie. Porcellana 
verdastra, alt. 0,027. 


11. (237) Ra, simile al num. 1. Amuleto. Lavoro mediocre — Gallerie. Porcellana 
rosso-scura, alt. 0,042. 


12. (243) Ra (frammento di immagine di), a corpo umano, faccia di sparviero 
coll’ureo e col disco, bende striate sul capo e shenti, come gli undici numeri 
precedenti. È seduto sopra un trono: ha le braccia ripiegate lungo i fianchi e 
le mani sulle ginocchia. Probabilmente fu usato come amuleto. Buonissimo 
lavoro. Manca una parte notevole del trono e delle gambe — Gallerie. Diaspro 
di Etiopia, alt. 0,027. 


13. (4150) Ra, nell’atteggiamento che assume nella cabina della barca solare, seduto 
| in terra colle gambe accocolate, veduto di profilo. Ha il capo coperto colle 
bende striate, che gli raccolgono i capelli sulle spalle e sul petto; il resto 
del corpo è avviluppato in una sola veste, che dal collo gli arriva sino ai piedi. 
Porta al collo una collana, sul capo il disco solare, e sulle ginocchia la penna 
di struzzo. Le bende del capo, il volto, la collana, e la penna di struzzo erano 
anticamente intarsiati con pezzettini di porcellana, di cui rimane ancora un 
frammento di colore blew scuro intorno all’ occhio: il disco era coperto di 
stucco, colorito probabilmente di giallo, e il resto del corpo dipinto con 
un colore rossastro, ora quasi impercettibile. Nella parte inferiore termina 
in un appendice di legno, che dovette servire ad incastrare questa immagine in 
un altro oggetto, forse in una immagine di barca solare, o più probabilmente 
sulla sommità di un'asta, come insegna militare. Buon lavoro. Cattivo stato di 
conservazione. — Provenienza incerta. Legno intagliato e intarsiato, alt. 0,123. 


14. (5111) Ra, sotto forma di divinità virile con corpo e testa d'uomo, visto di pro- 
filo, rappresentato in bassorilievo sopra una piccola tavoletta, rettangolare alla 
base e arcuata superiormente, rivolto verso destra. È diritto in piedi, vestito 
collo shenti, coi capelli coperti dalle bende striate, il disco solare sul capo, 
e lo scettro I nella mano sinistra. Un anellino sulla parte superiore della tavo- 
letta. Buon lavoro. Amuleto. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 6,021. 


15. 


16. 


17. 


18. 


19. 


20. 


21. 


23. 


24. 


RÀ, ANHER-SHU s 


——————————— - cOme ——e ——@ e -— <— 0 -.—__@—È@—_Èm@@@ -mo@P————_—_——@—@—@ @——@@——@—@—t—ÉÉ@.t@tT e; 


(5251) Ra, a corpo umano e faccia di sparviero, seduto colle ginocchia accoco- 


‘late, tutto avvalto in un lungo paludamento, e col disco solare sul capo. Sopra 


il disco un piccolo anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. 
Porcellana turchina, alt. 0, 021. 


(8251) Ri, simile în tutto al numero A sia per la sia 
che per la tecnica. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana 
turchina, alt. 0,021. * 


(5251) Ra, simile in tutto ai due numeri precedenti. Amuleto. Lavoro di- 
screto. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,021. | 


(270) Immagine di Anher-Shu ( GI SÀ Denkm. III t. 198) nella sua 
forma più frequente, di un uomo barbato veduto di fronte col ginocchio destro a 
terra, il sinistro ripiegato in alto, il corpo diritto e le braccia sollevate, quasi 
per sostenere la volta celeste. I lunghi capelli gli scendono in treccie sul petto 
e sul dorso, coperti colle solite bende: ha sul capo il disco solare, e lo shenti 
serrato sui fianchi. Il resto del’ corpo è nudo. Di dietro, all'altezza del collo 
vedesi un piccolo anello, che dimostra come questa immagine fosse portata come 
amuleto. Buon lavoro: manca quasi tutto il disco solare e la mano sinistra: 
è frammentato leggermente alla mano destra e al ginocchio sinistro. — Gal- 
lerie. Porcellana celeste, alt. 0,043. 


(265) Anher-shu (frammento di immagine di), simile al numero precedente. 
L’anello è all'altezza del disco. Amuleto. Buon lavoro. Manca di tutto il braccio 
sinistro, -del ventre e di tutte le gambe. — Gallerie. Porcellana nera, alt. 0,047. 


(276) Anher-Shu, simile al num. 18. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosel- 
lini. Porcellana verdognola, alt. 0,027. 


(268) Anher-Shu, simile al num. 18. Amuleto. Lavoro discreto.. Manca la 
mano sinistra. — is Porcellana azzurra, alt. 0,018. 


2. (277) Laici Shu, simfle ali num. 18. Amuleto. ino cattivo, — Rosellini. 
DEC Lana turchina, alt. 0,020. 


(4352) nai Shu, simile al num. 18. Amuleto. i dual: — Trévas 
nienza incerta. Roncelana, verde, alt. 0,017. 


(4351) Anhber- Shu, simile al num. 18. L’anello è sul dorso.. Amuleto.. Lavoro 
cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,015. 


25. (4353) Anher-Shu, simile ai numeri precedenti, visto di profilo. Amuleto. 


Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana verdognola, alt. 0,014. 


6 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


26. (278) Anher-Shu, simile -al numero precedente. Al disco è unito l’ureo: 
l’anello è all’altezza del disco. Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosellini. Porcellana 
azzurra, alt. 0,030. i i 


27.(266) Anher-Shu, come il num. 18, da cui differisce soltanto per essere ad- 
dossato a.un pilastrino in cui è praticato un foro. Amuleto, ‘Lavoro cattivo. Fram- 
;mentato leggermente sul petto e sulle spalle. — Gallerie, SSERRLSD AZZUITO- 
| gnola, alt. 0,038. i di. 


28. (273) Anher-Shu, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. 
Manca della mano sinistra. — Gallerie. Porcellana nera, alt. 0,026, 


29. (271) Anher-Shu, simile al num. 27. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurroguola alt. 0,022. 


30. (4360) ia Shu, shoe al num. 27 Amuleto. Lavoro cattivo. Manca di parte 
. della mano destra. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,022. 


31. (269) Anher-Shu, simile al num. 27. Amuleto. Lavoro cattivo. — Gallerie. 
Porcellana verdastra, alt. 0,021. 


32. (3952) Anher-Shu, simile al num. 27. Amuleto. Lavoro rozzissimo. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,021. 


33. (4357) Anher-Shu, simile al num. 27. mi Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana aZzuITA, alt. 0,021. 


34. (267) Anher-Shu, simile al num. 27. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0, DE 


35. (4359) Anhber-Sha, simile al num. 27. Amuleto. Lavoro cattivo. Leggermente 
frammentato nelle gambe. — IS ONCRICLAI incerta. EOESOUAnA die ? 
alt. 0,020. 


9 


36. (4356) Anher-Shu, simile al num. 27. Amuleto. Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,020. 


37. (272) Anher-Shu, simile al num. 27. Amuleto. ‘Lavoro cattivo. — Gallerie. 
Porcellana azzurra, alt. 0,018. . | 


38. (3789) Anher-Shu, simile al num. 27. “Amuleto. ene) cattivo. — Dono 
Valle de Paz. Porcellana turchina, alt. 0,018. 


39. (4358) Anber- Shu, simile al num. 27. Amuleto. Lavoro cattivo. Lo smalto 
è consumato quasi del SRO: — Provenienza incerta. iii azzurrognola, 


alt. 0,017. 


ANHER-SHU, MENTU 7 


—————  "————_————— ——————_—_——_ —_—@@——————_————————————_————_————— ——— 


40. (4355) Anher-Shu, simile al num. 27. Amuleto. Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,017. 


41. (4362) Anher-Shu, simile al num. 27. Amuleto. Lavoro cattivo. Manca parte 
del braccio destro. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,012. 


42. (3788) Anh-er-Shu, simile al num. 27, ma visto di profilo. Amuleto. Lavoro 
mediocre — Dono Valle de Paz. Porcellana verdastra. alt. 0,018. 


43. (4354) Anher-Shu, simile i in tutto al num. 27. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,016. ste 


44. (275) Anher-Shu, simile al num. 42. Amuleto. Lavora mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,017. 


45. (274) Anher-Shu, simile al num. 42. Amuleto. Lavoro cattivo. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,016. 


46. (4370) Anher-Shu, simile al num. 42. Amuleto. Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana rosso-scura, alt. 0,022. 


47. (4361) Anher-Shu, simile al num. 42. Amuleto. Lavoro pessimo e appena 
riconoscibile. — Provenienza incerta. Porcellana azzurra, alt. 0,025. 


48. (244) Immagine di Mentu (= al). sotto forma di divinità 


virile a corpo umano e faccia di sparviero, avente il disco solare sul capo 

‘ colle due penne. Sta diritto in piedi, colla gamba sinistra in avanti e le braccia 
distese lungo il corpo; porta lo shenti affibbiato sui fianchi, e il resto del 
corpo è nudo. Di dietro, all’ altezza del capo, doveva trovarsi un anello, ora 
rotto, per poterlo appendere come amuleto. Lavoro cattivo: manca di parte 
delle gambe, ed è coperto di ossido. — Rosellini. Bronzo. alt. 0,053. 


8 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


II. 
CICLO DEGLI DEI DI MENFI 


Ptah (noferhir, anbresef, embrione), Seyet (forme diverse di divinità fem- 
minili a testa di leonessa, Seyet-Bast, Menhit, Urhekau etc.), Bast, Nofertum, 
Jiemhotep. 


| % i ; 6° QLL 

49. (4114) Immagine di Ptah noferbir (=) a e=, SR) 
raffigurato sotto l’aspetto di un uomo barbato, colla testa rasa, diritto in piedi, 
colle gambe e i piedi giunti come una mummia. È avviluppato in un mantello 
stretto al corpo, che gli lascia scoperte solamente le spalle e le mani: porta al 
collo una bellissima collana, e tiene sul petto, stretto fra le mani, lo scettro, I uas, 
‘Posa i piedi sopra una base di bronzo di forma trapeziale. Buon lavoro, ma 
molto ossidato: sul davanti, la base presenta parecchie spaccature, che risalgono 
probabilmente al tempo della sua fabbricazione, se non ha per avventura sof- 
ferto un incendio, che sarà potuto scoppiare nella tomba in cui trovavasi. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,182. n 


50. (4115) Ptah nof erhir, simile al numero precedente. Posa i piedi sopra una 
base di bronzo quadrata, a cui si unisce, sul davanti, l’immagine di una pic- 
cola scala di quattro gradini. Buon lavoro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,170. 


51. (82) Ptah noferhir, simile al num. 49. Posa i piedi sopra una base quadrata 
di bronzo, a cui si aggiunge di sotto un'appendice dello stesso metallo, per 
incastrare questa immagine in un'altra base. Buon lavoro. — Gallerie. Bronzo, 
alt. 0,118. 


52. (4119) Ptah noferbir, in tutto simile al numero precedente. Lavoro medio- 
‘ cre. — Provenienza incerta, alt. 0,120. 


58. (4117) Ptah noferbir, simile al num. 49. Manca di base. Sotto ì piedi, 
un'appendice dello stesso metallo, come i due numeri precedenti. Lavoro me- 
diocre. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,114. 


54. (83) Ptah noferhir, comeil num. 49, da cui differisce soltanto in ciò, che oltre 
allo scettro | was tiene colla sinistra anche l’amuleto Î ang. Lavoro medio- 
cre. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,091. * 


PTAH NOFERHIR 9 


50. (218) Ptah noferbir, simile al num. 49. La collana è poco distinguibile. 
Lo scettro che teneva fra le mani doveva essere un fuscellino di legno, a giu- 
dicare dai fori che si vedono presentemente: ora non esiste più, e forse non 
sarà mai stato messo. Di dietro, sulla schiena, furono segnate a graffito prima 
della cottura alcuni segnì microscopici, ora pressochè illegibili, che contengono 
a quanto pare una delle forme del nome di Menfi. Sempre di dietro, all'altezza 
del collo, vedesi un piccolo anello per appendere questa immagine come amu- 
leto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana verdastra, alt. 0,066. 


56. (4120) Ptah noferhir, simile al num. 49, ma addossato a un pilastrino, in 
cuì è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca una parte del capo 
ed è scrostato in tutto il lato sinistro. — Provenienza incerta. Porcellana ver- 
dognola, alt. 0,046. 


57. (219) Ptah noferhir, simile al num. precedente. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Gallerie. Porcellana verdastra, alt. 0,044. 


58. (4123) Ptah noferhir, simile al num. 56. Amuleto. Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,021. 


59. (4124) Ptah noferhir, simile al num. 56. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,020. 


60. (4121) Ptah noferhbir, simile al num. 56. Amuleto. Lavoro discreto. Manca 
di parte delle gambe. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,019. 


61. (4147) Ptah noferhir (Testa di) barbata, con i capelli corti e addossata a 
un pilastrino. La carnagione e il pilastrino sono smaltati in color verde, in 
verde scuro i capelli e la barba, e gli occhi, ora mancanti, dovevano essere di 
porcellana nera. Sul frammento del pilastrino leggesi una parte del nome di 


Ptah [8] Buon lavoro. Manca del naso: è scrostato sulla fronte e in pa- 


recchi altri punti. — Provenienza incerta. Porcellana policroma, alt. 0,038. 


62. 3050) Ptah embrione, sotto una delle sue forme più complete, rappresen- 
tato da un nano mostruoso e rachitico, nudo, colle braccia distese sui fianchi 
e l’avanbraccio ripiegato sulle coscie. Porta inciso sul capo uno scarabeo, e 
stringe al petto con ambe le mani un serpente in rilievo. Dietro le spalle, ad- 
dossata a Ptah, vedesi incisa l’immagine di Iside alata, colle corna e col disco 
sul capo, colle ali spiegate e avente nelle mani la penna di struzzo. Tra l'im- 
magine di Iside e la statuina di Ptah, all’ altezza del collo, è praticato un pic- 
colo foro. Amuleto. Lavoro discreto. Manca di parte delle a e dei piedi. — 
Gallerie. Pietra nera; alt. 0,031. 


| 
| 
| 


10 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


63. (205) Ptah embrione, come il num. precedente, collo scarabeo sul capo 6 


65 


66 


67 


6 


©’ 
0 


69. 


71 


72. 


con un pugno di serpenti stretti sul petto. A ciascuno dei lati è rappresentata 
in bassorilievo la Dea Nefti, in piedi, vestita con veste stretta al corpo, le 
braccia distese lungo i fianchi, l'emblema sul capo, e sopra questo lo spar- 
viero. Di dietro, pure in bassorilievo, la Dea Iside come il num. precedente. 
Dietro al disco di Iside è praticato un piccolo foro. Amuleto. Buon lavoro. 
Manca di parte delle gambe e dei piedi. — Gallerie. Porcellana azzurra, alt. 0,017. 


. (206) Piah embrione, collo scarabeo sul capo e due serpenti stretti al petto 


in ciascuna delle mani. Dietro il collo vedesi un anello, per portare l’imma- 
gine come amuleto. Lavoro mediocre. — Nosellini. Porcellana turchina, alt. 0,046. 


. (210) Ptah embrione, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro medio- 


cre. — Rosellini. Porcellana verde, alt. 0,031. 


. (198) Ptah embrione, simile al num. 64. Amuleto. Lavoro discreto. Manca 


di parte delle gambe e dei piedi. — Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,029. 


(223) Ptah embrione, simile al num. 64. Lo scarabeo e ì serpenti sono sol- 
tanto segnalati con colore più scuro. Amuleto. Lavoro mediocre. — ARosellini. 
Porcellana turchina, alt. 0,028. 


. (230) Duplice immagine di Ptall embrione, simile al num. 64, addossate 


l'una all'altra. Lo scarabeo è segnato con colore più scuro; in una di esse i 
serpenti sono indicati con due piccole linee incavate, nell'altra mancano. Tra 
il collo delle due immagini è praticato un piccolo foro. Amuleto. Lavoro 
mediocre. Manca parte del viso di una delle immagini. — Rosellini. Smalto 
celeste, alt. 0,017. 


(207) Ptah embrione, come il num. 64, da cui differisce per la mancanza 


dei serpenti e per portare una collana al collo. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,035. 


. (209) Ptah embrione, come il num. precedente, ma senza collana. Amuleto. 


Lavoro mediocre. Lo scarabeo è leggermente frammentato. — Rosellini. Por- 
cellana celeste, alt. 0,028. 


. (201) Ptah embrione, simile al num. precedente. Amuleto. Lavoro cattivo.— 


Gallerie. Porcellana verdastra, alt. 0,016. 


(424) Ptah embrione, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,016. 


73. (186) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 69, addossate 


l'una all'altra. Tra il collo delle due immagini è praticato un foro. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana verdastra, alt. 0,041. 


PTAH EMBRIONE 11 


74. (181) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 70, addossate 
l'una all'altra. Tra il collo delle due immagini è praticato un foro. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — (Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,039. 


75. (4130). Duplice immagine di Ptah embrione, simile al numero precedente. Amu- 
leto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellaria azzurrognola. alt. 0,030. 


76. (182) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 74. Amuleto, 
Lavoro cattivo. — Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,032. 


77.(202) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 74. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,012. 


78. (203) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 74. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Gallerie. Porcellana azzurra, alt. 0,011. 


79. (229) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 74. Lo scarabeo 
è segnato con colore più scuro. Amuleto. Lavoro cattivo. — ARosellini. Porcel- 
lana turchina, alt. 0,016. 


80. (231) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 74. Amuleto. La- 
voro cattivo. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,017. 


81. (190) Piah embrione, come il num. 64, da cui differisce per la mancanza 
dello scarabeo e dei serpenti, e per portare una collana al collo. Amuleto. 
Lavoro discreto. Leggermente frammentato in parecchi punti. — Gallerie. 
Porcellana turchina, alt. 0,051. 


82. (204) Quattro immagini di Ptah embrione, simili al num. precedente addos- 
sate tra loro a due a due, così da formare un gruppo solo. Le teste sono raccolte 
in un solo anello. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Terra scura, alt. 0,041. 


83. (3732) Ptah embrione, simile al num. 81, colle mani riunite sul ventre e 
sostenenti un oggetto indiscernibile, probabilmente un uovo, simbolo della crea- 
zione. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle de Paz. Porcellana turchina, 
alt. 0,038. : 


84. (4122) Ptah embrione, come il num. 64, da cui differisce per la mancanza 
dello scarabeo e dei serpenti. Amuleto. Lavoro discreto.Manca una parte del viso, 
del braccio destro, del ventre, della schiena e della base, ed è leggermente fram- 
mentato ancora in altri punti. — Provenienza incerta, alt. 0,075. 


85. (191) Ptah embrione, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. 
Frammentato nella guancia e nell'orecchio destro. — Gallerie. Porcellana az- 
zurrognola, alt. 0,054. 


12 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


86. (192) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Buon lavoro. — Gal- 
lerie. Porcellana verdastra, alt. 0,056. 


87. (3734) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Dono Valle de Paz. Porcellana verdastra, alt. 0,042. 


88. (184) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Buon lavoro. — Galle- 
rie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,041. 


89. (187) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana azzurra, alt. 0,038. 


90. (189) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,040. 


91. (185) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,039. 


92. (211) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo.. — 
Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,038. 


93. (193) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,035. 


94. (195) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,034. 


95. (194) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,033. 


96. (214) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Ricci. Porcellana azzurrognola, alt. 0,033. 


97. (3735) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Dono Valle de Paz. Porcellana verdastro-scura, alt. 0,032. 


98. (196) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro discreto. — (Gal- 
lerie. Porcellana azzurra, alt. 0,030. 


99. (212) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — Ricci. 
Porcellana turchina, alt. 0,032. 


100. (216) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — Ricci. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,031. 


PTAH EMBRIONE 13 


101. (215) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Ricci. Porcellana azzurrognola, alt. 0,030. 


102. (3737) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono 
Valle de Paz. Porcellana turchina, alt. 0,029. 


- 103. (4131) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,029. 


104. (4126) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,028. 


105. (4135) Ptali embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,028. 


106. (4133) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,027. 


107. (4137) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. Fram- 
mentato leggermente di dietro. — Provenienza incerta. Porcellana azzurro- 
gnola, alt. 0,026. 


108. (4132) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,025. 


109. (4136) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,025. 


110. (217) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Ricci. Porcellana celeste, alt. 0,025. 


111. (213) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Ricci. Porcellana verdastra, alt. 0,025. 


112. (200) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana verdastra, alt. 0,024. 


113. (4134) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,024. 


114 (197) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,024. 


115. (3733) Ptaù embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Dono Valle de Paz. Porcellana celeste, alt. 0,023. 


14 INMAGINI DI DIVINITÀ 


116. (4135) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola. alt. 0,023. 


117. (227) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Rosellini. Porcellana celeste, alt.0,020. 


118. (199) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,020. 


119. (4138) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana verdognola, alt. 0,019. 


120. (226) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — Ro- 
sellini. Porcellana verdastra, alt. 0,016. 


121. (224) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Rosellini. Porcellana verdastra, alt. 0,014. 


122. (225) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,013. 


123. (4142) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,011. 


124. (4144) Ptah embrione, simile al num. 84. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,010. 


125. (4128) Ptah embrione, come il num. 84, ma con due teste addossate l’una 
all’ altra, e un foro tra di esse. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza in- 
certa. Porcellana azzurrognola, alt. 0,026. 


126. (188) Ptah embrione, a due teste simile al numero precedente. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana azzurra, alt. 0,034. 


127. (228) Ptah embrione, a due teste, simile al num. 125. Sulla schiena un 
piccolo anello. Amuleto. Buon lavoro. — Aosellini. Porcellana celeste, alt. 0,022. 


128. (183) Due immagini di Ptah embrione, simili al num. 84, addossate l’una 
all'altra e riunite in un solo amuleto. Tra il collo delle due immagini, un foro. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,029. 


129. (3736) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. precedente. 
Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono Valle de Puz. Porcellana scura, alt. 0,027. 


PTAH EMBRIONE 15 


130. (208) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 128. Amu- 
leto. Lavoro mediocre. Leggermente frammentato in parecchi punti. — Ro- 
sellinî. Porcellana verde, alt. 0,024. 


131. (4127) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 128. Amu- 
leto. Lavoro cattivo. — «Porcellana azzurrognola, alt. 0,022. 


132. (4139) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 128. Amu- 
leto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,013. 


133. (4141) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 128. Amu- 
leto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,008. 


134. (4146) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 128. Appena- 
discernibile. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana ver- 
dastra, alt. 0,009. 


135. (4140) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 128. Ap- 
pena discernibile. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana 
‘’turchina, alt. 0,008. 


136. (4143) Duplice immagine di Ptah embrione, simile al num. 128. Appena 
discernibile. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana tur- ° 
china, alt. 0,008. 


137. (4145) Duplice immagine di Ptal embrione, simile al num. 128; il foro è 
praticato tra le schiene delle due immagini. Amuleto. Buon lavoro. Manca dei 
piedi e di parte delle gambe. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, 
alt. 0,009. | sn 


138. (3738) Forse Ptah embrione, come il num. 81, colle mani serrate l’una 
coll’altra sul ventre. Sopra la testa un anellino della stessa materia. Amu- 
leto. Lavoro cattivo, e forse una falsificazione. — Dono Valle de Paz. Cor- 
niola (?), alt. 0,034. 


139. (4199) Ptal embrione, simile al num. 84, mancante del capo. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,029. 


140. (1731) Frammento di immagino di Ptah embrione, di cui non resta che 
parte del ventre, le gambe e la base della stessa materia. Sta in piedi sopra 
due piccoli cocodrilli posati sopra la base, sotto la quale vedonsi rappresentati 
in incisione parecchi segni simbolici, cioè: 


o = È 8.1 


Intorno alle gambe, nel punto in cui si distacca il piede, furono tracciati due 
cerchieiti dorati, raffiguranti due armille. Probabilmente fu usato come amu- 
leto. Lavoro buonissimo. — Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,031. - 


è 


16 . IMMAGINI DI DIVINITÀ | 


141. (1732) Frammento di immagine di Ptah embrione, di cui non rimane più 

che una parte delle gambe. I piedi, come nel numero precedente, riposano sopra 

. due cocodrilli, che si guardano e rannodano le code tra di loro. Sotto la base 

nessuna iscrizione. Probabilmente amuleto. Lavoro buonissimo. Leggermente 

frammentate la base e la testa di un cocodrillo. — Rosellini. Porcellana ce- 
leste, alt. 0,023, larg. della base 0,021 X 0,021. 


142. (1730) Testa di immagine di Ptah embrione, coi capelli rasi e senza lo 
scarabeo. Buon lavoro. Frammentato sul collo e restaurato. — ARosellini. Por- 
cellana rossastra, alt. 0,025. 


143. (4148) Testa di immagine di Ptah embrione, come il numero precedente. 
° Sul collo rimangono traccie dell'anello, che serviva ad appendere questa imma- 
gine come amuleto. Buon lavoro. Leggermente frammentato nel naso, nell'orecchio 
destro, e in alcuni altri punti. — Prov. incerta. Porcellana verde, alt. 0,022. 


144. (4149) Testa di immagine di Ptah embrione, come il numero precedente. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,014. 


145. (25) Immagine di divinità femminile a corpo umano e faccia di leonessa, chia- 
mata sui monumenti coi nomi di 


ci Pig DA 
pd 

moi 

o 39 

Ar 5 O 


Lal {Ad 

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ANGUS Ei 

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N14 

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o ra SU RZ stili Ill = 5 UO 


- (V. Leps. Denk. III, tav. 14, 207, 210, 221 etc. - Wilkinson, Manners and Customs, 
tav. 27 e 51. - Mariette, Catalogue géneral des monuments d’Abydos, pag. 24 e 25). 


SEZET 17 


A ciascuno di questi nomi non corrisponde sempre una forma speciale di divi- 
nità, e sì possono anzi ridurre alle tre principalissime di Seyet, Seyet-Bast 
e Menbhit. L'immagine che ora esaminiamo ci rappresenta la Dea Se yet ritta 
in piedi, con fianchi arditissimi e snelli ad imitazione di quelli delle leonesse. 
I capelli segnati con smalto di colore’ più scuro, le scendono in treccie sulle 
spalle e sul seno, raccolti nelle solite bende striate: porta l’ureo sulla fronte, 
e sul capo il disco solare. Veste un abito stretto al corpo, proprio delle divi- 
nità femminili, che lascia scoperta una parte del petto e le arriva fin sotto il 
ginocchio: tiene la gamba sinistra ‘în avanti in atto di camminare, il braccio 
destro disteso lungo il fianco, e il sinistro ripiegato sul petto, serrando nel 
pugno un fiore di loto col suo gambo. Dietro il capo vedesi un piccolo anello, 
che serviva per portare l’immagine come amuleto. Lavoro discreto. Rotto in 
due pezzi e mal restaurato. Manca il gomito del braccio sinistro. — Gallerie. 
Porcellana verde, alt. 0,067. 


146. (478) Seyet, simile al numero precedente, Addossata a un pilastrino, in cui è 
praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca dei piedi e di parte delle 
gambe. — Rosellini. Porcellana verdognola, alt. 0,037. 


147. (4338) Se yet, come il num. 145, da cui differisce in ciò che tiene le gambe 
giunte insieme. Nella parte inferiore del disco, rasente il capo, fu praticato 
un foro trasversale. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Por- 
cellana turchina, alt. 0,046. 


148. (4339) Seyet, simile in tutto al numero precedente. Amuleto. Lavoro me- 
diocre. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,046. 


149. (27) Seyet, come il num. 145, ma colle braccia amendue distese sui fian- 
chi, e la gamba sinistra in avanti. È addossata a un pilastrino, su cui è incisa 


l'iscrizione: 
OTT Gi 
CA ) a sfao L% 
(Da dirsi [dal proprietario dell'immagine): Seyet, la gran diletta di Pitah, dona la vita...) 


Nel pilastrino è praticato un foro. Amuleto. Buon lavoro. Manca dei piedi 
e di parte notevole delle gambe. — Gallerie. Porcellana verdastra, alt. 0,068. 


150. (26) Seyet, simile al numero precedente, ma senza iscrizione. Amuleto. Lavoro 
mediocre. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,050.. 


(‘) Ì errore invece della formola comune IL 


ARPAPIA 


18 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


rs 


151. (31) Seyet, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — Gal- 
lerie. Porcellana grigia, alt. 0,052. 


152. (33) Seyet, simile al num. 150. Amuleto. Lavoro mediocre. Rotto e restau- 
rato, mancante di parte dei piedi; è macchiata di rosso nel braccio sinistro e 
sul ventre. — Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,047. 


153. (34) Se yet, simile al num. 150. Amuleto. Lavorò mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,042. 


154. (475) Seyet, simile al num. 150. Amuleto. Buon lavoro. — Aosellini. Por- 
cellana bigia ingiallita, alt. 0,029. | 


155. (4247) Frammento di immagine di Seyet, simile al num. 150. Amuleto. 
Buon lavoro. Non rimane più che la testa col disco e coll’ureo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,018. 


156. (4249) Frammento di immagine di Se yet, simile al num. 150. Amuleto. 
Buon lavoro. Non rimane che parte del petto, la testa coll’ ureo e parte del 
disco. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,016. 


157. (476) Seyet, in piedi e col fiore di loto, come il num. 145, da cui diffe- 
risce in ciò, che invece del disco solare, porta sul capo la duplice corona 
dell’ alto e basso Egitto. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana 
verde, alt. 0,055. 


158. (279) Seyet-Bast, forma intermedia tra la prima e la seconda di queste divi- 
nità. È rappresentata, come al num. 145, da una immagine di divinità femminile, 
a testa di leonessa e corpo umano, veste stretta al corpo, e capelli sulle spalle 
e sul seno coperti colle solite bende. Sta diritta in piedi, colla gamba sinistra 
in avanti; colla mano” sinistra stringe al petto un fiore di loto col gambo, e 
tiene la destra distesa lungo il fianco. Ai piedi un piccolo gatto, simbolo della 
Dea Bast, seduto sulle zampe di dietro. Sulla testa l’ ureo; e dietro ad esso 
un anellino. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,042. 


159. (479) Seyet-Bast, simile al numero precedente, ma senza il gatto. È addos- 
sata a un pilastrino, sulla sommità del quale, e unito all’ ureo, evvi un piccolo 
anello. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana verde, alt. 0,059. 


160. (282) Seyet-Bast, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,029. 


161. (480) Seyet-Bast, simile al num. 159. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gal- 
lerie. Porcellana turchina, alt. 0,026. 


SEXET-BAST 19 


-0—— r—————€mm ———_—__- -—@———@@ @m_—__@ @———_—@6————É@—@@@6—@P—n@s.-——n— o. ——————————_—._—_—_—_——_———_—_—_——_—_———_—1#=È—————————— —————t 


162. (481) Seyet-Bast, simile al num. 159. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosel- 
lini. Porcellana turchina, alt. 0,026. 


163. (281) Seyet-Bast, simile al num. 159. Amuleto. Lavora mediocre. — Galle- 
rie. Porcellana celeste, alt. 0,025. 


164. (4245). Seyet-Bast, come il num. 159, da cui differisce per avere le gambe 
giunte, il braccio sinistro disteso sul fianco, e il destro sul petto. Col pugno 
destro stringe il solito fiore di loto. In mezzo rilievo. Amuleto. Lavoro rozzo 
e con molte apparenze di una falsificazione recente. Manca dei piedi e di pic- 
cola parte delle gambe. — Provenienza incerta. Porcellana verdognola, alt. 0,058. 


165. (28) Seyet-Bast, come il num. 159. Porta pure il braccio sinistro sul 
petto, ma invece del fiore di loto, tiene in mano l’amuleio Gj uta. Sul pila- 
strino a cui è addossata, è incisa l'iscrizione seguente: 


DI | 7/4; i Van 1} 


(Dice [il proprietario dell'immagine] Bast.... largitrice di vita e di salute). 


Amuleto. Buon lavoro. Manca di parte dei piedi. — Gallerie. Porcellana gial- 
lognola, alt. 0,072. 


166. (29) Seyet-Bast, come il num. 159, da cui differisce per avere le braccia 
amendue distese sui fianchi. Sul pilastrino, a cui è addossata, è incisa l'iscrizione: 


NI | ZAR ZAN: Flea 


(Dice [il proprietario dell'immagine): Bast. na largitrice di vita e di salute...) 


Amuleto. Buon lavoro. Frammentata nel naso e sulla fronte: manca dei piedi. — 
Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,063.. 


167. (36) Se yet-Bast, come il num. 159, seduta sopra un trono, colle mani 
distese sulle eoscie. Le braccia e le gambe sono intagliate a giorno. Buon la- 
voro. — Rosellini. Legno, alt. 0,062. 


168. (35) Seyet-Bast, come il num. 145, da cui differisce per la mancanza del 
. disco e dell’ureo. Il foro che attraversa il pugno della mano sinistra dimostra, 
che il fiore di loto che teneva in mano dovette essere di sostanza diversa, 
forse un fuscellino di legno, o un fiorellino naturale. Dietro il capo eravi un 
anellino, ora mancante. Amuleto. Buon lavoro. Manca dell’ orecchio sinistro, di 
parte del braccio sinistro, dei piedi e dell'anello. — Rosellini. Porcellana bleu- 
scura, alt. 0,081. 


20 


IMMAGINI DI DIVINITA 


169. (280) Seyet-Bast, simile al numero precedente, col fiore di loto segnato. 


Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,038. 


170. (468) Seyet-Bast, come il num. 168, da cui differisce soltanto per avere 


le gambe giunte. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana verdo- 
gnola, alt. 0,049. 


171. (3761) Seyet-Bast, simile al numero precedente. È addossata a un pilastrino, 


e posa i piedi sopra una base, anche dello stesso metallo. Ha le braccia distese 
lungo i fianchi, e con la mano destra stringe l’amuleto &- any. Il pilastrino e la 
base sono coperte di iscrizioni, rappresentate da segni rozzamente incisi, alcuni 
dei quali quasi indecifrabili. 


. Iscrizioni del pilastrino: 


12° 


(sic) 


> o 
VALE SI 
O Gol & DEA, 
did fa 


Iscrizioni della base: 


to EHirsimo Nitto 


Li 
di 
Î 


eo 
> 
ae 7 Pn 
ug ah 


i ZZZ) a! 
DANN 


Alcuni errori, la quantità di segni illeggibili, la rozzezza di tutti gli altri, non 
meno che la maniera con cui il lavoro è condotto, ci fa dubitare dell’autenti- 
cità di questa immagine, e ce la fa credere una falsificazione recente. — Pro- 
venienza incerta. Bronzo, alt. 0,230. - 


172. (4342) Seyet-Bast, simile al num. 168, veduta di profilo, nell'atto di tenere 


colla destra l’amuleto + any e colla sinistra lo scettro '] was. Lavorata a giorno. 
Amuleto. Buon lavoro. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,015. 


173. (4246) Frammento di immagine di Seyet-Bast, simile al num. 168. Buon 


lavoro. Non rimane che il busto colla testa, e parte delle braccia: manca l'orec- 
chio destro. — Porcellana giallastra. Provenienza incerta, alt. 0,042. 


174. (472) Seyet-Bast, come il num. 168. È seduta sopra un trono, colle gambe 


lavorate a giorno; tiene le braccia distese sulle coscie; dietro il capo un pic- 
colo anello. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,017. 


SEXET-BAST, MENHIT 21 


175. (4250) Seyet-Bast, seduta, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro 
discreto. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,017. i 


176. (4251) Se yet-Bast, seduta, simile al num. 174. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. Manca dell' orecchio sinistro. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, 
alt. 0,017. 


177. (477) Seyet-Bast, seduta, simile al num. 174. Amuleto. Buon lavoro. — 
Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,013. 


178. (3760) Rappresenta probabilmente la Dea Menh it, altra forma di Seyet, con 
testa di leonessa e corpo umano, i capelli sul seno e sulle spalle, collana 
‘al collo, veste lunga e stretta al corpo. A ciascun braccio, presso la spalla e 
alle giunture delle mani, porta un braccialetto. È inginocchiata per terra, e ri- 
posa il corpo sulle gambe e sui piedi: ha le braccia distese lungo i fianchi, e 
ripiegate sulle coscie: la mano destra è distesa, e la sinistra serrata in pugno 
senza stringere verun oggetto. Questa statuetta merita speciale attenzione, per 
la posa non comune, che vi prende la Dea. Buonissimo lavoro, da attribuirsi 
alla XIX o XX dinastia. Manca della fronte, di parte del capo, di parte della 
schiena, e dei ginocchi. Il rimanente è piuttosto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, circuito alla base 0,287, alt. 0,155. 


179. SA) Probabilmente la Dea Menhit, come il num. 168, seduta sopra un trono, 
col braccio destro disteso lungo il fianco e appoggiato sulla coscia, il sinistro 
sul petto, stringendo in pugno il solito fiore di loto. I capelli sono segnati con 
smalto di colore più scuro. Dietro il capo, un piccolo anello. Amuleto. Lavoro 
.discreto. Leggermente frammentata nelle gambe. — Gallerie. Porcellana tur- 
china, alt. 0,043. 


180. (147) Probabilmente la Dea Menhit, simile al numero precedente. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,036. 


181. (473) Probabilmente la Dea Menhit, seduta sopra un trono, come il num. 179. 
Colla mano sinistra tiene stretto al petto il fiore di loto, e colla destra sostiene 
sulle ginocchia un oggetto, non ben discernibile, probabilmente un sistro, Amu- 
leto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,035. 


182. (3762) Probabilmente la Dea Menbhit, simile al num. 179. Amuleto. Lavoro 
discreto. — Dono Valle de Paz. Porcellana azzurrognola, alt. 0,027. 


183. (470) Probabilmente la Dea Menhit, simile al num. 179. Il trono su cui è 
seduta è lavorato a giorno. Amuleto. Buon lavoro. Manca di parte dell'anello. — 
Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,021. 


184. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


(4252) Probabilmente la Dea Menhkit, simile al num. 179. Amuleto.. Lavoro 
mediocre. Manca di parte dell'anello. — Provenienza incertà. Porcellana cele- 
ste, alt. 0,018. 


: (4253) Probabilmente la Dea Menbit, simile al num. 178. Amuleto. Buon 


lavoro. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,011. 


. (474) Immagine della Dea Bast Gi dì), nella sua forma più comune di di- 


vinità femminile, a faccia di gatto e corpo umano. Ancor essa, come la Dea 
Seyet, veste un abito stretto al corpo, che le lascia scoperta una parte del 
petto, e le giunge sino quasi ai piedi. Porta al collo una collana: colla mano 
destra sollevata teneva un oggetto, ora rotto, probabilmente il sistro; colla 


. sinistra, ripiegata sul petto, una egida rappresentante una testa di gatto, col 


187. 


disco solare; e infilata nel medesimo braccio, una situla. Lavoro discreto. Manca 
del sistro (?), di parte delle gambe e dei piedi. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,081. 


(22) Bast, come il numero precedente, a faccia di gatto, corpo di donna, vestita 
di abito stretto al corpo, le treccie sulle spalle e sul seno. È seduta sopra un 


ui trono, collocato sopra una base larga e antica, pure di legno: tiene le braccia 


188. 


distese suì fianchi e ripiegate sulle coscie. Il legno è coperto da stucco dipinto 
di giallo, con ornati e tratti in giallo più scuro ed in nero. Lavoro discreto, ma * 
poco conservato, lo stucco è scrostato in moltissimi punti, e il colore è sbia- 
dito quasi per tutto. — Gallerie. Legno, base rett. 0,137 X 0,075, alt. 0,164. 


(135) Immagine di Nofertum (eee, ve y TT), rappresentato da un 


uomo barbato, vestito dello shenti, coi capelli raccolti in treccie e coperti 
dalle solite bende. Porta l’ureo sulla fronte, e sul capo un fiore di loto Ssboc- 
ciato, dal centro del quale si sollevano quattro alte penne, riunite in un fascio, 
mentre dai due punti opposti del medesimo, scendono ai due lati dell’ureo due 
appendici o menat figurati sino a toccare le fascie del capo. È diritto in piedi 
sopra una base prismatica di bronzo, in atto. di camminare; col pugno del brac- 
cio sinistro, che tiene disteso lungo il fianco, serra un piccolo oggetto non ben 


 discernibile, forse l’ amuleto Î{ tat o (ff set, e colla mano del braccio destro, ripie- 


189. 


gato sul petto, stringe una clava molto ricurva, di forma assai singolare. Di dietro, 
unito al gambo del fiore di loto, vedesi un anello in direzione orizzontale, che 
sì deve riferire ad un uso speciale a cui -servivano le immagini di questa divinità, 
uso che non siamo ora in grado di determinare con precisione. Buon lavoro: 
il fiore di loto doveva essere intarsiato e incrostato con smalto e con argento, 
ma non ne rimangono che delle piccole traccie nelle cavità del bronzo. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,312. 


(138) Nof ertum, come il numero precedente, da cul differisce per avere 
amendue le braccia distese lungo i fianchi. Le foglie del fiore di loto sono 


NOFERTUM 23 


segnale in incisione. Dietro il gambo del fiore, un anello in direzione orizzon- 
tale. Lavoro mediocre: la gamba sinistra è frammentata: manca il fascio delle 
quattro penne, che era posticcio. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,132. 


190. (4365) Nofertum, simile al numero precedente. Dietro il gambo del fiore vi 
è una grossa appendice, attraversata da un piccolo foro. Lavoro discreto: manca 
la parte superiore delle penne e parte delle SEDIE: Autenticità incerta. — sia 
venienza incerta. Bronzo, alt. 0,142. 


191. (4261) Nofertum, simile al num. 189. Piccola base ovale di bronzo, e un 
anello, ora frammentato, dietro il gambo del fiore. Lavoro mediocre. — Tro- 
venienza incerta. Bronzo, alt. 0,118. 


192. (141) Nofertum, simile al num. 189. Piccola base ovale di bronzo. Lavoro 
mediocre; manca il fascio di penne. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,058. 


193. (5168) Nofertum, simile al num. 189. Anello, ora frammentato, dietro il 
capo. Lavoro cattivo; manca la parte superiore delle penne e ERE delle gambe.— 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,048. 


194. (136) Nofertum, simile al. num. 189, addossato a un pilastrino in cui è 
praticato un foro. Le bende del capo, lo shenti e le foglie del fiore di loto, 
‘sono segnate con smalto dleu-scuro. Lavoro mediocre: manca buona parte delle 
penne. — Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,101. 


195. (140) Nofertum, simile al num. 189. Lo shenti è segnato a fascie di colore 
bleu-scuro. Buon lavoro; manca il fiore con tutto ciò che portava sul capo. — 
Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,088. 


196. (143) Nofertum, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,049. 


197. (144) Nofertum, simile al num. 189. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,033. 


198. (5460) Nofertum, simile al num. 189. Un anellino dietro il capo. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,019. 


199. (5112) Sette piccole immagini di Nofertum, addossate ciascuna a un pila- 
strino, e accostate l’una all’altra in modo da formare un solo amuleto, di cui 
formano la fronte. Attraverso ai sette pilastrini, all'altezza del capo delle imma- 
gini, è praticato un foro. Amuleto. Buon lavoro, tutto a giorno. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,012. 


24 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


200. (5451) Duplice immagine di Nofertum, simili al num. 189, addossata l'una 
all’ altra. Invece della testa di una delle immagini, vedesi un anellino. Amu- 
leto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta, alt. 0,018. 


201. (139) Nofertum, barbato, vestito dello shenti, avente sul capo il fiore di 

loto coi menat e colle penne, come i numeri precedenti. Sta diritto, appoggiato 

‘ a un pilastrino col solito foro, posando i piedi sul dorso di un leone accovac- 
ciato. Lavoro discreto. — ARosellini. Porcellana verde, alt. 0,084. 


202. (137) Nofertum, in piedi sul leone, simile in tutto al numero precedente. 
Lavoro mediocre; la testa del leone è SSEGPEMARTS frammentata. — Gallerie. 
Porcellana bigia, alt. 0,080. 


203. (5169) Frammento di immagine di Nofertum, simile al num. 189, compren- 
dente parte del busto, il capo e parte del diadema. Dietro il capo, il solito 
anello. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,037. 


204. (142) Nofertum, come il num. 189, da cui differisce soltanto per la man- 
canza dei menat, che pendono dal fiore ai due lati del capo. Piccola base ovale 
di bronzo, e un anello, ora frammentato, dietro il capo. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,071. 


205. (2) Nofertum, come il num. 189, da cui differisce per le bende nemes, con 
cui sono acconciati i capelli, e per portare la gamba destra in avanti invece 
della sinistra. Base ovale di bronzo, e anello dietro il capo. Amuleto. Lavoro 
mediocre. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,046. 


206. (3808) Iimhotep (000 ;]TZ gt) Sd» inf) te.) 


Wilkinson, tav. 55), rappresentato da un Re dalla testa rasa, seduto sopra un 
trono, nell’ atto di leggere in un rotolo di papiro, che tiene colle mani dispiegato 
sulle ginocchia. Porta, serrata ai fianchi, una veste stretta al corpo, che gli 
giunge sin quasi ai piedi, ed una gran collana al collo. Il resto. del corpo è 
nudo. Buonissimo lavoro. Manca il rotolo, che doveva tenere fra le mani, come 
pure il seggio antico, su-cui sedeva. Il resto è discretamente conservato. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,186. 


207. (3809) Iimhotep, come il numero precedente, colla testa. rasa e seduto. Dalla 
collana che porta al collo, gli pende sul petto un amuleto: porta lo shenti 
serrato ai fianchi con una cintura, e i sandali ai piedi. Sul rotolo di papiro, 
che tiene spiegato sulle ginocchia, sono incisi tre segni qualunque. La piccola 
base di bronzo, su cui posa i piedi, è forata. Buon lavoro. Manca il seggio, 
su cul sedeva anticamente. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,120. 


TIIMHOTEP 


208. (3810) Iimhotep, come il numero precedente. È vestito dello shenti, serrato 
ai fianchi con una cintura altissima, che gli cuopre una parte del petto; porta i 
sandali ai piedi. Sul rotolo di papiro, furono incisi a capriccio alcuni segni senza 
senso, e del pari la base di bronzo su cui posa i piedi porta parecchi segni 
rozzamente incisi, tra. i quali distinguonsi i segni dl: il principio del nome del 
Dio, e l’ espressione tu.any «datore di vita». Buon lavoro. Manca il 
seggio su cui sedeva anticamente. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,117. 


209. (1780) Iîmhotep, come il num. 204, senza collana e senza sandali. Lavoro 


discreto. Manca il seggio, su cui sedeva anticamente. — Gallerie. Bronzo, 
alt. 0,125. 


i ANNI SPMISINSN 


26 


n — n 0... 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


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III. 


CICLO DEGLI DEI DI TEBE 


Amone (Amon-chem, Num, Harschefi), Mut, Consu. 


210. (1777) Amone o Amonra, (Oa (Na ee 


211. 


212. 


(25 ; eh o) rappresentato da un uomo barbato, vestito dello 


shenti, avente in capo il berretto suo caratteristico, formato dalla parte infe- 
riore della corona bianca, fregiata dell’ureo, e di due altissime penne. Sta ritto 
in piedi, colla gamba sinistra avanzata, il braccio destro disteso sul fianco, e 
il sinistro ripiegato in avanti. Nel pugno destro, attraversato attualmente da 
un foro, doveva stringere lo scettro # probabilmente di bronzo, e nel pugno 


sinistro, forato del pari, lo scettro di Tebe (f) Porta al collo una ricca 


collana, che doveva essere dorata, come pure traccie certissime di doratura si 
trovano sullo shenti. Posa i piedi sopra una base prismatica di bronzo, 
vuota e poi riempita di cemento; a questa base, dalla parte di sotto, era 
unita un'appendice dello stesso metallo, per incastrare questa statuetta in un 
altro piedestallo. Buon lavoro. Manca dell’ureo, delle penne e dei due scettri; 
la base è rotta in parecchi punti: tutta la statuetta è molto ossidata. — Ricci. 
Bronzo, alt. 0,188. 


(545) Amone o Amonra, come il numero precedente. Porta lo shenti serrato 
ai fianchi, e in testa il berretto, a cui erano uniti anticamente l’ ureo e le 
penne. Sta ritto in piedi, tenendo le braccia e le gambe nella stessa posizione 
del numero precedente; colla destra doveva pure impugnare lo scettro î od altro 


amuleto, e colla sinistra teneva lo scettro di Tebe ( . Sotto i piedi, due appen- 
dici di bronzo, di cuì l'una rotta, per incastrarlo in un piedestallo. Buon lavoro. 
Manca dell’ureo, delle penne e degli scettri; la gamba sinistra è rotta dal resto 
del corpo: tutta la statua è coperta di ossido. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,119. 


(544) Amone o Amonra, come il num. 210, col berretto ancora fregiato 
dell’ ureo e delle penne. Diritto in piedi, colla gamba sinistra avanzata, il 
braccio destro ripiegato in avanti, come se dovesse tenere lo scettro di Tebe, 
e il braccio sinistro disteso sul fianco. Posa i piedi sopra una piccola base di 


‘213. 


214. 


215. 


= eve — o 


AMONE 0 AMONBA 27 


-- — —rrr—r—_P——66yy - -— - .=—_————_6F——r——r——6-_r_rPr ——._——& 


bronzo, la quale ‘per mezzo di due appendici, ora rotte, era incastrata in un 
altro piedestallo. Lavoro discreto. Il braccio destro è rotto e ristaurato. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,068. 


(1775) Amone o Amonra, simile al num. 211, collo shenti e col solito ber- 
retto, anticamente fregiato delle penne e probabilmente anche dell’ ureo. Sta 
diritto in piedi, colla gamba destra avanzata e le braccia distese amendue sui 
fianchi; la mano destra è serrata in pugno. Gli occhi erano anticamente intarsiati 
con un altro metallo, probabilmente con argento. Lavoro discreto. Manca delle 
penne; forse anche dell’ureo, degli occhi, di parte della barba, della mano sinistra 
e di parte del braccio, dei piedi e delle gambe fin quasi al ginocchio: Il resto 
è molto ossidato. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,128. 


(1774) Amone o Amonra, come il num. 211, col berretto ornato anti- 
camente dalle solite penne. Porta lo shenti serrato ai fianchi da una cintura, 
a cui si unisce una $@yy più grande, molto ben lavorata, che gli cuopre buona 
parte del petto: porta al collo una piccola collana, ora appena discernibile. Sta 
diritto in piedi, colle gambe giunte, le braccia distese sui fianchi, e le mani 
serrate in pugno. Da alcune leggerissime traccie di doratura sì può dedurre, che 
originariamente tutta la statuetta era stata dorata. Buon lavoro. Manca delle 
penne: il resto è piuttosto ossidato. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,105. 


(5411) Parte anteriore di un busto di A mone, senza barba, con un diadema, 
ornato nella parte di dietro di due corna di capro, e nella parte superiore delle 
penne caratteristiche. Un foro, che vedesi tra le due penne, dimostra che vi era 
incastrato un ureo dello stesso metallo. Veste una specie di clamide, che gli lascia 
scoperto il collo e una parte del busto. Sul petto e sulle spalle sono praticati tre 
fori, ignorasi per quale scopo. Lavoro mediocre, del periodo romano. Manca del- 
l'ureo. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,153. 


216. (1733) Frammento di un’immagine sedente, probabilmente di Amone, com- 


217. 


prendente la parte anteriore del trono, coi piedi e piccola parte delle gambe. 
I piedi sono calzati con..sandali, e riposano sopra due teste di prigionieri 
asiatici, che vedonsi distesi dì sotto. Buonissimo lavoro. — Rosellini. Porcellana 
verde, larg. 0,059 X 0,053, alt. 0,043. 


(5452). Frammento di statuetta virile, vestita dello shenti, e coperto il busto 
con un abito lavorato a squame stretto al corpo, riferibile con molta probabilità 
ad una immagine di Amone. Lavoro stupendo: è particolarmente notevole la 
cintura che sostiene lo shenti, nel centro della quale trovavasi probabilmente 


‘ inciso il nome di Amone, chiuso in un cartello reale. Il bronzo è tirato abba- 


stanza sottile, e il vuoto rimasto internamente è stato riempito con un terriccio 


. nerastro, secondo la tecnica particolarissima che notasi in tutti i DIOREI egi- 


ziani. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,104. 


28 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


218. (5461) Piede, sopra una base pure di bronzo: frammento probabile di una 
statuetta di Amonra, in piedi come il num. 203. Buon lavoro. Molto ossi- 
dato. — Provenienza incerta. Bronzo, alla base 0,066 X 0,021, alt. 0,028. 


219. (17) Immagine # Dio Chem o Amonra kaenmutef, itifallico. 
(FMI don III tav. 189 - Wilk. tar. 26). È rappro- 


sentato sotto la forma di un uomo barbato, col capo coperto dal solito diadema 
di Amone, sormontato dalle penne, e il resto del corpo nudo: col braccio destro 
sollevato, impugna lo staffile SO A\ neyxex, è tiene il sinistro sul membro. 
È addossato a un pilastrino, in cui è praticato un foro. Amuleto. Lavoro 
discreto. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,036. 


220. (20) Chem o Amonra kaenmutef, itifallico, simile al numero precedente. 
Le penne sono fregiate di ornati in rilievo. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosel- 
lini. Porcellana verdognola, alt. 0,022. 


221. (19) Chem o Amonra kaenmutef, itifallico, simile al num. 219. Le 
penne sono arricchite con ornati in rilievo, che sono smaltati in giallo, come 
pure le braccia, il membro, la barba, i piedi e lo staffile. Amuleto. Lavoro di- 
screto. — Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,019. | 


222. (4344) Chem o Amonra kaenmutef, itifallico, simile al num. 219. Amu- 
leto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,017. 


223. (18) Chem o Amonrà kaenmutef, itifallico, simile al num. 219. Amu- - 
leto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,017. 


224. (96) Chem, simile al num. 219, avendo a lato un’altra divinità, di cui non 
si discerne altro, se non la posa del corpo e due alte penne che porta sul capo. 
Rappresenta probabilmente la Dea Mut, la consorte di Amone, che si vede talora 
sui monumenti rappresentata colle due penne sul capo. Dietro il capo di ciascuna 
delle immagini eravi un piccolo anello, ora frammentato. Amuleto. Lavoro me- 
diocre. Molto consunto. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,035. 


225. (3) Num o Amon-num o Harschefi (OPAAMEI. 
ORI SROf, esatto) 2 do 


Denk. III, 66. 192 - Wilk. tav. 21) nella sua forma ni rendono di divinità 
maschile, con testa di capro e corpo umano. Le solite bende striate gli cuoprono 
una parte del capo; porta lo shenti serrato ai fianchi con una piccola cintura, 
e sta ritto in piedi, colla gamba sinistra avanzata, e le braccia distese sui fianchi. 
È addossato a un pilastrino, sulla cui sommità evyvi un piccolo anello. Amuleto. 
Lavoro mediocre. Manca del piede destro, e di parte della gamba sinistra. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,051. 


226. (4) Num, simile al numero precedente. Invece dell'anello, fu praticato un pic- 
colo foro nel pilastrino medesimo. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Por- 
cellana azzurra, alt. 0,044. 


227.(4298) Num, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,044. 


228. (10) Num, simile al num. 226. Amuleto. Lavoro discreto. — at Por- 
cellana Vili alt. 0, 042. 


299. (11) Num, simile al num. 226. Amuleto. Lavoro buonissimo. Leggermente 
frammentato nel. muso. — Gallerie. Porcellana grigia, alt. 0,035. 


230. (12) Num, simile al num. 226. Amuleto. Lavoro buonissimo. Manca di parte 
del corno destro. — Gallerie. Porcellana biancastra, alt. 0,034. 


231. (3955) Num, simile al num. 226. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana verdastra, alt. 0,033. 


232. (13) Num, simile al num. 226. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellinî. Por- 
cellana biancastra alt. 0,032. 


233. (5) Num, simile al num. 226. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Por- 


cellana verdastra, alt. 0,031. 
\ 


234. (3777) Num, simile al num. 226. Amuleto. Lavoro discreto. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana verdastra, alt. 0,029. 


235. (14) N u m, simile al num. 226. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellini. Por- 
‘ cellana azzurrognola, alt. 0,028. i 


- 


236. (6) Num, simile al num. 226. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. SOrSeLAna 
azzurra, alt. 0,027. 


237. (7) Num, simile al num. 226. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana 
verdognola, alt. 0,027. 


238. (8) Num, simile al num. 226. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana 
azzurrognola, alt. 0,027. 


239. (9) Num, simile al num. 226. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana 
biancastra, alt. 0,025. 


240. (3769) Num, simile al num. 226..Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana verdognola, alt. 0,024. 


8.18) 


enni 


241. 


242. 


243. 


240. 


246. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


Lmmerenrnn—_] 


(16) Num, simile al num. 226. Amuleto. Lavoro discreto. — osellini. Por- 
cellana verdastra, alt. 0,022. 

(4264) N um, simile al num. 226. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,018. 


(1) Immagine di Num o Harschefia corpo umano, con quattro teste e quattro 
faccie di ariete, addossate due a due. Sopra tutte le teste doveva trovarsi il 
diadema atef, ora mancante; i capelli poi di ciascuna sono raccolti partita- 
mente nelle solite bende striate. Il corpo intiero, dalle spalle ai piedi, è in- 
volto col mantello di Ptah noferhir e di Osiride; e dal medesimo, per. due 


aperture, escono le mani, che stringono l’una lo scettro { hi c, l’altra lo staffile 


SG A\ neyey. Buon lavoro. Manca il diadema e buona parte delle gambe. — 
Gallerie. Basalte, alt. 0,072. 


. (21) Vaso della forma dei canopi, rappresentato in bassorilievo sopra una pic- 


cola piastra di forma irregolare, il cui coperchio rappresenta una testa di ariete, 
simbolo di Num o Harschefi. In un bassorilievo del tempio di Sebua, la cui 
divinità principale è il Dio Num, del regno di Ramesse II (Denkm. III, 
tav. 180), in mezzo ad altri vasi se ne vede uno della forma suindicata, e avente 
precisamente per coperchio una testa di ariete col disco solare. Ignoro l’uso di 
questi vasi: è però supponibile che contenesse il balsamo ie f] numu, 
il cui nome ha il medesimo suono di quello del Dio Nu m. Buon lavoro. — 
Rosellinî. Porcellana bleu-scura, alt. 0,025. 


(24) Immagine della Dea Mut (OANZESSZTTT Denk. III t. 18 etc.), 


sotto forma di divinità femminile, a testa e corpo umano. Porta sul capò la 
duplice corona bianca e rossa ornata dell’ureo, al collo una collana, e braccia- 
letti alla radice del braccio e al nodo della mano. Una foltissima capigliatura 
le scende confusamente sulle spalle, sul dorso e sul petto: è vestita con un 
abito stretto al corpo, che le lascia scoperta una parte del petto, e le arriva 
sino quasi ai piedi. Sta diritta in piedi, colle gambe giunte e colle braccia df- 
stese lungo ì fianchi. Lavoro discreto. Manca di una parte dei piedi. — Galle- 
rie. Bronzo, alt. 0,112. 


(30). Mut, come il numero precedente, vestita col solito abito delle divinità 
femminili, coi capelli raccolti nelle bende striate, e colla doppia corona sul 
capo. È diritta in piedi sopra una piccola base, colla gamba destra in avanti e 
le braccia distese lungo i fianchi. Gli occhi erano anticamente incrostati con 
pezzettini di smalto. Dietro il capo un anellino. ATI: Lavoro Sereno: — 
Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,055. 


CONSU o AAH-CONSU 31 


i i nn 


247. (4116) Immagine del Dio Consuo Aab-consu (0 Ie 


248. 


249. 


250. 


DI) 


2051. 


rd 
) Ss pui Denk. III, t. 18), nella sua forma più frequènte di divinità maschile, a 
tes 


e corpo umano, avviluppato come il Dio Ptah noferhir in un paludamento, 
da cui non escono che le mani. Ha lunga la barba e i capelli rasi; però sopra l’orec- 
chio destro si distacca un'appendice, creduto generalmente una treccia di capelli, 
che gli arriva insino alla spalla. Tiene sul capo il crescente di luna, coll’ureo e 


col disco lunare: tiene stretto al petto con ambo le mani lo scettro di Tebe 'f, 


e inoltre colla destra lo staffle SS /\ neyey, e colla sinistra lo scettro { hic. 


Buon lavoro. Il disco lunare è leggermente frammentato. — Gallerie. Bronzo, 
alt. 0,113. 


(358) Consu o Aab-consu, come il numero precedente, senza lo staffile 
SS /\ nezrex, e senza lo scettro { hic. È addossato a un pilastrino, în cui è 
praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana giallo- 
gnola, alt. 0,033. 


(4343) Consu o Azh-consu, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro 
rozzo. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,024. 


(360) Aa h-co n 8 u, barbato, coi capelli raccolti dalle solite bende striate, lo 
shenti stretto ai fianchi da una cintura, il crescente ed il disco lunare sul 
capo. Sta ritto in piedi colla gamba sinistra avanzata e le mani sul petto, nel- 


l'atto di sostenere un oggetto non discernibile. La faccia e la barba sono smal- 
‘tate in nero. È addossato a un pilastrino, in cui è praticato un foro. Amuleto. 
" .- Lavoto médiocre. — Rosellini. Porcellana celeste scuro, alt. 0,027. 


cCuai **. 5 


(4181) Consu, sotto l’altra sua forma di divinità maschile, a testa di spar- 
viero e corpo umano. È rappresentato nel punto che esce da un fiore di loto, 
e non si vede che la testa di sparviero, che porta il crescente e il disco lu- 


. nare. Di dietro, all'altezza del disco, un piccolo anello. Amuleto. Lavoro finis- 
, simo. — Provenienza incerta. Porcellana verdognola, alt. 0,020. 


252. 


(387) Piastra di porcellana turchina, sulla quale sono rappresentate in basso 
rilievo e rivolte verso destra le tre divinità del ciclo tebano, Amone, Mut e 


. Consu, e sopra di esse la testa mostruosa del Dio Bes. Amone col diadema 
 - e colle penne, precede portando colla destra lo scettro | vas; segue Mut colla 


doppia corona e coll’ureo, tenendo nelle mani due oggetti non ben discernibili, 


. probabilmente un sistro e una situla; e quindi Consu col corpo fasciato, col cre- 


scente, e col disco lunare sul capo, e lo scettro '| unito all’amuleto Î{ tat nelle 


, mani. La testa di Bes è attraversata da un piccolo foro, in cui rimane traccia del 
‘ ‘file antico, che lo univa a qualche collana. Lavoro discreto — ARosellini. Por- 


cellana turchina, alt. 0,043. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


IV. 
CICLO DEGLI DEI DI ABIDO 


Osiride, Iside, Nefti, Oro. 


Osiride (Asàr yentamenti, Asàr aab, e Asàr noferbhotep) 


258. (116) Immagine di Àsàr yxentàmenti (fine cea): 


na \\ 
sotto la forma di giudice infernale, rappresentato da un uomo barbato, col corpo 
fasciato come una mummia fin sotto le ascelle. Tiene in capo il diadema atef 
composto dalla caratteristica mitra bianca, terminante superiormente in un fiocco 
rotondo, fregiata dell’ureo e fiancheggiata da due penne di struzzo. È sostenuta 
da due corna di ariete, intorno alle quali sono avviticchiati tre urei per ogni 
parte, col disco solare nel capo: due di essi pendono dalle corna e toccano le 
spalle del Dio, e il terzo è sollevato di fianco alla penna di struzzo. Portà'è@l 


collo la collana *% usey, e colle mani sfasciate stringe al petto lo scettro { hic 


e lo staffile A\ neyey. A giudicare dalle pitture, anche le braccia devono essere 
vestite con stoffa del medesimo colore del rimanente del corpo, È diritto in 
piedi: nella parte di sotto porta un'appendice di bronzo, per incastrare l’imma- 
gine in una base. Lavoro discreto. Manca una parte della Doo di struzzo di 
sinistra. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,125. | 


254. (85) Asàr yxentàmenti, come il numero precedente, barbato, fasciato come 


250. 


una mummia fino al collo, coronato del diadema atef colle corna, e con due urei 
che si drizzano sulle medesime lungo le penne, e avente nelle mani lo scettro e 
lo staffile. Si diversifica dal numero precedente per la mancanza della collana, e 
degli urei che pendono dalle corna. Gli occhi sono formati con un pezzettino di 
smalto biancastro, incastrato nel bronzo. Sotto i piedi un'appendice, come il numero 
precedente. Lavoro discreto. Manca parte della penna di struzzo di sinistra, e 
l'occhio destro. Rotto presso i piedi e restaurato. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,145. 


(114) Asàr yentàmenti, come il num. 238, da cui si diversifica soltanto 
per la mancanza della collana e degli urei, che si drizzano sulle cotha lungo 
le penne. Sotto i piedi porta un'appendice. Gli occhi sono incrostati con por- 
cellana biancastra, come il numero precedente. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,128. % pin o, i 


ASAR ZXENTÀMENTI 33 


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256. 


207. 


258. 


259. 


260. 


(66) Asàr yentàmenti, avviluppato in un paludamento che gli lascia sco- 
perte solamente le spalle e parte del petto, come Ptah noferhir. Porta al 
collo la collana &% usey, in capo il diadema atef colle corna e l’ureo sulla 
fronte. Colle mani, che escono per una apertura del paludamento, tiene sul petto 
lo scettro { hic e lo staffile A\ neyey. Sta diritto in piedi; dalla parte di sotto 
porta un'appendice, che serve per incastrarlo in una base di bronzo, di forma 
prismatica, che esiste ancora attualmente. Intorno alla base conserva una fascia 
di geroglifici incisi, di buonissimo stile, a giudicare dall’unico frammento ancora 
discernibile. Lavoro buonissimo. È tutto coperto da uno strato spesso di ossido, 
che cela le iscrizioni della base e i dettagli della statuetta. — Gallerie. Bronzo: 
base larg. 0,145 X 0,061 alt. 0,039; immag. alt. 0,290. 


(4028) Asàr yentaàmenti, simile al numero precedente. Posa i piedi sopra una 
piccola base di bronzo, fasciata da una iscrizione ora illeggibile. Sotto la base, una 
appendice per incastrarlo in un piedestallo. Buon lavoro. Manca di una parte 
della penna di sinistra e di quasi tutta la barba. La collana, lo ‘staffile e parte 
del diadema sono ben conservati: il rimanente fu molto consumato dall’ossido 
e dal lavoro di ristauro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,207. 


(4030) Asàr yxentàmenti, come il num. 256, da cui differisce solamente 
nella forma delle penne, che fiancheggiano la mitra, e che hanno la forma delle 
penne comuni dei volatili, rappresentati dal segno Ù. Sono probabilmente le 


penne dell’uccello “| nenà sacro ad Osiride. Diritto in piedi sopra una 
piccola base di bronzo, che ha nella sua parte inferiore la solita appendice. Buon 
lavoro. Manca una parte della penna di sinistra: il rimanente è ben conservato. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0, 192. 


(75) Asàr yentàmenti, come il num. 256. Posa ì piedi sopra una piccola 
base di bronzo, sotto la quale è la solita appendice. Lavoro discreto. — Galle- 
rie. Bronzo, alt. 0,124. | 


(84) Asàr yentàmenti, come il num. 256. Posa i piedi sopra una piccola 
base di bronzo, che porta unito lateralmente un piccolo anello dello stesso metallo. 
Di dietro, all'altezza delle spalle e dei piedi, altri due piccoli anelli, riuniti 
insieme con una spranghetta, addossata al mantello del Dio. In molte immagini 
di Osiride si vedono questi anelli, e se ne ignora lo scopo. Forse servirono ad 
infilare queste immagini in qualche spranga metallica, sia nell'interno che 
nell’esterno delle case private. Buon lavoro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,113. 


». (67) Asàr yentàmenti, come il num. 256. Riposa sopra una piccola base 


di bronzo, a cui sono uniti nei due lati, due frammenti di mano. Ciò dimo- 
stra, che questa immagine doveva far parte di una statua in bronzo di un qualche 
privato egiziano, probabilmente inginocchiato, che la sosteneva colle proprie mani. 


Buon lavoro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,089. 
5 


POCO dd o n 


262. 


263. 


264. 


265. 


266. 


267. 


268. 


269. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


(3695) Asàr yentaàmenti, colla mitra sul capo, fregiata dell'ureo, delle 
penne di struzzo e delle due corna, come il num. 256. È vestito con un abifo 
stretto al corpo, che gli lascia libere solamente le braccia, che devono però 
esser fasciate, come il resto del corpo; colla mano destra stringe al petto lo 
staffile neyey, e colla sinistra lo scettro ( hic. È diritto in piedi sopra una 
piccola base di bronzo, che nella sua parte inferiore porta la solita appendice. 
Lavoro rozzo. Intiero, ma tutto eoperto di ossido. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,177. 


(4051) Asàr yentàmenti, come il numero precedente. Sotto i piedi, la solita 
appendice. Di dietro, all’ altezza del collo e in direzione orizzontale, un anello. 
Lavoro mediocre. Intiero, ma tutto coperto di ossido. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,132. 


(3704) Asàr yentàmenti, come il num. 262. Lavoro rozzo. Manca dei 
piedi, di parte delle gambe e del corno sinistro. Rotto all’altezza del ventre e 
restaurato: tutto coperto di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,127. 


(4084) Asàr yentàmenti, come il num. 262. Diritto sopra una piccola 
base, collocata anticamente sopra un’altra base un poco più larga, la quale aveva 
di sotto la solita appendice, ora rotta, e di sopra una spranghettina metallica, 
a cui si appoggia ancora attualmente l’immagine in parola. Lavoro discreto. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,112. 


(71) Asàr yentàmenti, come il num. 262. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice. Lavoro mediocre. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,107. 


(80) Asàr yontimenti, come il num. 262. Sotto ì piedi, la solita appen- 
dice. Lavoro mediocre. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,102. 


(4094) Asàr yentàmenti, come il num. 262. Diritto in piedi sopra una 
piccola base di bronzo, che porta inferiormente la solita appendice, ora fram- 
mentata, e lateralmente un anello in direzione orizzontale. Di dietro, all’altezza 
del collo della statuina, un altro anello pure in senso orizzontale. riunito alla 
base con una spranghettina segnata sul mantello del Dio. Lavoro rozzo. È spac- 
cato in parecchi punti, probabilmente in seguito ad un incendio della tomba o 
della casa a cui apparteneva. Consumato molto dall’ ossido. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,100. | 


(4056) Asàr yxentaàmenti, come il num. 262. Sotto i piedi la solita ap- 
pendice. Lavoro rozzo. Intiero, ma coperto di ossido. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,097. 


ASAR ZENTÀMENTI 35 


270. (69) Asàr yxentaàmenti, come il num. 262. Diritto in piedi sopra una piccola 
base di legno, a cui è unita inferiormente la solita appendice. Gli occhi sono 
formati con stucco bianco incastrato nel legno, colle pupille incrostate di smalto 
nero. Tutto il resto del corpo era dorato, come risulta da alcune piccolissime 
traccie di doratura, che rimangono tuttora. Lavoro mediocre.— Gallerie. Legno, 
alt. 0,096. | | 


271. (4059) Asàr yentàmenti, come il num. 262. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice, e lateralmente, unito al piede destro, un anello in direzione verticale. 
Di dietro, all’altezza del collo, un altro anello pure in direzione verticale. La- 
voro rozzo. Frammentato nella parte superiore della mitra e delle penne: molto 
consumato dall’ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,093. 


272. (4091) Asàr yentàmenti, come il num. 262. Sotto i piedi, la solita appen- 
dicé. Lavoro rozzo. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,082. 


273. (4034) Asàr yentàmenti, come îl num. 262. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice, ora frammentata: lateralmente, accanto al piede destro, un piccolo anello 
in direzione verticale, e un altro pure in senso orizzontale, ma in direzione di- 
versa, sul dorso. Lavoro rozzo. Manca una parte della penna di destra: il resto 
è molto consumato dall’ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,079. 


274. (4040) Asàr yxentàmenti, come il num. 262. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice, ora mancante. Lavoro rozzo. Manca una parte della penna di destra: 
il rimanente è tutto coperto di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,074. 


275. (117) Asàr yentàmenti, come il num. 262. Sotto i piedi, una piccola ap- 
pendice appena percettibile. Lavoro cattivo. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,056. 


276. (119) Asàr yentàmenti, come il num. 262. Nel resto, simile in tutto al 
numero precedente. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,056. 


277. (132) Asàr yentàmenti, come il num. 262. È seduto sopra un trono, addos- 
sato a un piccolo obelisco a cui egli si appoggia. La superficie del legno fu 
anticamente coperta con uno strato di stucco biancastro, coperto poi ancora da 
piccole fogliuzze d’oro. La doratura è conservata tuttora nella massima parte 
dell'immagine, ma nel trono non ne rimangono che pochissime traccie. L’obelisco 
è vuotato di dentro, e contiene una sostanza vegetale, che non sapremmo definire, 
come neppure indicare lo scopo per cui vi fu messa. Lavoro discreto. Intiero: 
il legno è ben conservato, e lo stucco è rotto in pochi punti. — Ricci. Legno, 
alt. 0,134. 


278. (4088) Àsàr yxentàmenti, come il num. 262, colla differenza che le brac- 
cia sembrano coperte con un corto mantello unito all’ abito, da cui è fasciato 


36 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


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279. 


280. 


281. 


282. 


283. 


il resto del corpo. Ne escono le mani, che stringono lo scettro e lo staffile. Sotto 
i piedi, la solita appendice. Lavoro mediocre. Mancano le estremità delle due 
corna, non meno che la parte superiore della penna di destra: coperto di os- 
sido in parecchi punti. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,142. 


(5458) Asàr yxentàmenti, come il num. 256, da cui differisce solamente 
per la mancanza delle corna che sostengono le penne. Manca di base: inter- 
namente è vuoto e riempito di terriccio nerastro. Una parte della penna de- 
stra, ora mancante, lascia vedere una piccola scanellatura nella mitra, in cui 
era incastrata ; per cui pare che nelle immagini di bronzo di qualche dimensione, 
le parti molto sporgenti fossero aggiunte in seguito. Buon lavoro. Manca di 
parte della penna di destra: il resto è tutto coperto da uno strato spesso e 
durissimo di ossido, che lo ha in parte consumato, e che copre ì minuti detta- 
gli della statua. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,368. 


(3687) Asàùr xentàmenti, come il numero precedente. Sulle guancie, dalla 
barba fino alle orecchie, è segnata con due linee incise un po’ di pelugine. A cia- 
scuna delle due braccia, alla radice della mano, porta un braccialetto. È di- 
ritto in piedi, sopra una base di bronzo fasciata da tre lati con l'iscrizione: 


TAR Sele pie 
(Asar che dà la vita a Petuasadr....., figlio del sacerdote Aarmestenbasti). 


La base è vuota internamente, e porta unita un’ appendice per incastrare la 
statuetta in un altro piedestallo. Lavoro buonissimo della XXVI dinastia. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,288. 


(5459) Asàr yentàmenti, come il num. 279, da cui differisce solamente 
in ciò, che invece di tenere in mano lo scettro Î hic e lo staffile A\ nezex, 


stringe al petto, con ambo le mani, lo scettro ’) uas. Pelugine segnata, come 


al numero precedente. Sotto i piedi, la solita appendice. Molto ossidato. Buon 
lavoro. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,230. 


(4029) Asàr yentimenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 
piccola base, a cui è unita inferiormente la solita appendice. Buon lavoro. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,194. 

(4094) Asàr yxentàmenti, come il num. 279. Lavoro mediocre per l’ese- 
cuzione, ma notevole per la sua natura. È di bronzo, tirato a una gran sotti- 
gliezza, tutto vuoto di dentro e riempito con mastice, attraversato da una 
verghetta metallica per tutta l'altezza. Esteriormente è ricoperto con uno 


‘ strato sottilissimo di stucco, verniciato prima di giallo e poi dorato. Qua 


-ASAR YENTÀMENTI 97 


—_——————————————  _—_—8——» 


e colà rimangono traccie della vernice gialla e della doratura: lo stucco è 
scrostato in parecchi punti, e ricoperto da una sostanza terrosa e ossidata: 
il bronzo medesimo è frammentato nella parte di dietro delle gambe e dei 
piedi, e nel diadema. — Provenienza incerta. Bronzo ricoperto con stucco, 
alt. 0,173. 


‘ao % 
' 


284. (3697) Asàr yxentàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 
piccola base, colla solita appendice. Buon lavoro. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,164, | n alle: 


285. (70) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una pic- 
cola base vuota, a cui si unisce di dietro la solita appendice. Lavoro discreto. 
Intiero: quando fu trovato doveva essere molto ossidato, come risulta dal lavoro 
di restauro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,159. 


286. (3696) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Il manico dello scettro e dello 
staffile scanellato in parecchi punti, la sottigliezza della lamina di bronzo, che 
forma l’immagine e lascia vuoto tutto l’interno, sono circostanze che ci indu- 
cono a credere,. che fosse tutta coperta da uno strato di stucco, di cui però 
non rimane attualmente alcuna traccia. Lavoro buonissimo della XXVI dinastia. 
Manca delle due penne, di cui non restano più che pochi frammenti: il resto è 
perfettamente conservato. — Provenienza incerta, Bronzo, alt. 0,145. 


287. (3698) Asàr yxentàmenti, come il num 279. Diritto in piedi sopra una 
piccola base, che porta nella sua parte inferiore la solita appendice. La base e i 
piedi serbano traccie di doratura; ma è cosa recente, da attribuirsi ad imperi- 
zia dell'artefice che indorò la base, in cui lo trovammo incastrato. Lavoro discreto. 
Frammentato leggermente nella penna di destra, e molto consumato dall’ os- 
sido, di cui era coperto. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,144. 


288. (73) Asàr yxont&menti, come il num. 279, colla pelugine segnata come il 
num.280. Sotto i piedi, la solita appendice, mediante la quale è incastrato in 
un piccolo piedestallo antico di bronzo, di forma prismatica, che doveva alla 
sua volta essere immesso in un altro piedestallo. Sui manichi degli scettri, 
come pure sul viso, sono praticate delle incisioni assai profonde, per farvi aderire 
uno strato di stucco bleu, che lo doveva ricoprire intieramente, e di cui non 
rimane più che una traccia sul braccio sinistro. Gli occhi sono incrostati con 
stucco biancastro. Lavoro buonissimo della XXVI dinastia. Manca delle due 
penne, che erano posticce, come risulta dai fori visibili attualmente ai lati della 
mitra. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,144, 


289. (4033) Àsàr xentàmenti, come il num. 279. Diritto în piedi sopra una 
piccola base, sotto la quale la solita appendice. Lavoro rozzo. Intiero, ma tutto 
coperto di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,137. 


IMMAGINI DI D:VINITÀ 


290. (78) Àsàr yxentàmen ti, comé il num. 279. Diritto in piedi sopra una piccola 


291. 


292. 


293. 


294. 


290. 


base antica di legno, di forma prismatica; dalla parte di sotto della quale è 
praticato un piccolo foro. Ha gli occhi incrostati con stucco biancastro, e le 
pupille dipinte in nero: il resto dell'immagine era anticamente coperto da uno 
strato sottilissimo di stucco, verniciato di giallo e quindi dorato: attualmente 
ne rimangono poche traccie. Buon lavoro. — Gallerie. Legno, alt. 0,126. 


(4085) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 
piccola base, che ha nella sua parte inferiore la solita appendice, e lateralmente 
un anello in direzione orizzontale. Di dietro, sul dorso della statua, un altro 
anello, pure in senso orizzontale, unito alla base con una spranghettina metallica, 
segnata in rilievo sul mantello del Dio. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,122. 


(72) Asàr yentàmenti, come il num. 279, colla pelugine segnata come 
il num. 280. Diritto in piedi sopra una piccola base vuota, a cui si unisce 
di dietro la solita appendice. Sui quattro lati della base è incisa, in bei gero- 
glifici, la seguente iscrizione: 


SSIATNTOASIST LAS UG 


(Asar Unnofer che dà la vita e la salute a Neshor, figlio del.... Hepetupep, fatto 
dalla signora di casa Nitaker). 


Bellissimo lavoro del tempo di Amasi. Intiero: disgraziatamente l’ossido che lo 
copriva ha consumato in parte i dettagli del viso e del diadema. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,119. | 


(87) Asàr yxentaàmenti, come il num. 279, con pelugine segnata come il 
num. 280. Sotto i piedi, la solita appendice. Lavoro discreto. Manca dell'apice 
della mitra e del fiocco, nonchè di quasi tutta la penna di destra e di tutta 
quella di sinistra. La scanellatura che si osserva nella mitra, dal lato sinistro, 
prova che le penne furono aggiunte dopo la fusione dell'immagine. — Gal- 
lerie. Bronzo, alt. 0,118. 


(4077) Asàr yentàmenti, simile in tutto al numero precedente. Lavoro 
mediocre. Manca la parte superiore della penna sinistra: -il resto è molto 0ssì- 
dato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,117. 


(4055) Asàr xentàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice: lateralmente, accanto al piede destro un piccolo anello in senso orizzon- 
tale, unito con una spranghettina cilindrica all’ appendice suddetta. Di dietro, 
sul dorso, un altro anello pure in direzione orizzontale, unito alla base con una 


ASÀR ZENTÀMENTI 39 


spranghettina, segnata in rilievo sul mantello del Dio. Lavoro discreto. L'ap- 
pendice è rotta e restaurata : il resto è coperto di ossido. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,116. 


296. (3699) Asàr yxentaàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi portava la so- 
lita appendice, ora mancante. Lavoro discreto. Intiero: ma piuttosto ossidato. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,113. 


297. (4065) Asàr yxentàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice, ora frammentata. Lavoro discreto. Intiero, ma molto ossidato. — Pro- 
venienza incerta. Bronzo, alt. 0,112. 


298. (4042) Àsàr yxentàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 
piccola base, che porta inferiormente la solita appendice. Lavoro discreto. Manca 
la parte superiore della penna di sinistra; il resto è molto ossidato. — Pro- 
venienza incerta. Bronzo, alt. 0,112. 


299. (4041) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice. Lavoro mediocre. Intiero, ma tutto coperto di ossido. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,112. : 


800. (4071) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice. Lavoro rozzo. Rotto in due pezzi e restaurato: tutto coperto di ossido. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,107. 


301. (86) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice, ora frammentata. Lavoro mediocre. Manca dell'ureo sul davanti della mitra: 
molto consumato dall’ossido che lo copriva. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,106. 


302. (4089) Asàr yentàmenti, come il num. 279, colla pelugine segnata come 
il num. 280. Diritto in piedi sopra una piccola base vuota a cui si unisco, 
di dietro la solita appendice. Lateralmente, un anello in senso orizzontale. Sul 
dorso un altro anello, pure in senso orizzontale, unito alla base mediante una 
spranghettina segnata in rilievo sul mantello del Dio. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,105. | 


303. (4063) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 
piccola base, che portava inferiormente la solita appendice, ora mancante. Late- 
ralmente, accanto al piede destro, un anello in direzione orizzontale: sul dorso 
un altro anello, pure in direzione orizzontale, unito alla base con una spran- 

‘ ghettina segnata in rilievo sul mantello del Dio. Lavoro mediocre. Intiero, ma 
molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,105. 


40 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


304. (4081) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice, ora mancante in parte. Lavoro mediocre. Intero, ma tutto coperto di 
ossido, e con spaccature in parecchie direzioni. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,102. 


305. (4057) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 
piccola base, che porta di sotto la solita appendice, e lateralmente un anello in 
direzione orizzontale. Di dietro, presso il collo, un altro anello nella medesima 
direzione. Lavoro mediocre. Intiero, ma molto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,101. 


306. (4083) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 

piccola base, che porta inferiormente la solita appendice, ora frammentata. 

Lavoro mediocre. Intiero, ma coperto da uno strato spessissimo di ossido. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,096. 


307. (4039) Asàr yentaàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice; lateralmente, accanto al piede destro, un anello in direzione orizzontale. Di 
dietro, sul dorso, un altro anello, pure in senso orizzontale, unito alla base da 
una spranghettina segnata in piccolo rilievo sul mantello del Dio. Lavoro me- 
diocre. Intiero: la parte superiore del petto e la testa col diadema, sono coperti 
da uno strato spessissimo di ossido, che ne copre tutti i dettagli. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,093. 


308. (4066) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice. Lavoro mediocre. Intiero, ma piuttosto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,089 Lo 


309. (4069) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi portava la solita 
appendice, ora mancante. Lavoro mediocre. Manca la parte superiore del fiocco, 
che sta sul vertice della mitra: è tutto coperto da uno strato spesso di ossido. — 

. Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,088. | 


310. (4078) Àsàr yentàmenti, come il num. 279. Sotto i piedi portava la solita 
appendice, ora mancante: di dietro, all’altezza del collo, un piccolo anello in di- 
rezione orizzontale, unito alla base mediante una spranghettina segnata in rilievo 
sul mantello del Dio. Lavoro mediocre. Intiero, ma tutto coperto di ossido. —. 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,086. 


311. (3702) Asi AT yentimenti, come il num. 279. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice. Lavoro mediocre. Intiero, ma coperto da uno strato spessissimo di ossido. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,084. 


312. (4038) Asàr yxentaàamenti, come ìl num. 279, con pelugine segnata come 
il num. 280. Diritto in piedi sopra una piccola base, che portava inferiormente 


iSAR AENTÀMENTI 41 


"Prc i clue cd fl ito see ian ie Sea ERI. lr elo cdie, bilico cio cui le eo aalt. 


la solita appendice, ora mancante. Lateralmente, accanto alla radice del piede 
destro, un anello in direzione orizzontale. Di dietro, all'altezza del collo, un 
altro anello, pure in senso orizzontale, unito alla base colla solita spranghet- 
tina segnata in leggiero rilievo sul mantello del Dio. Lavoro mediocre. Intiero, 
ma molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,083. 


313. (3703) Àsàr yxentàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 
piccolissima base, che portava di sotto la solita appendice, ora appena percetti- 
bile e lateralmente, accanto al piede destro, un anello in direzione verticale. Di 
dietro, sul dorso, un altro anello in senso orizzontale. Lavoro mediocre. Intiero, 
ma molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,074. 


314. (4076) Asàr yentàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 
piccola base di bronzo, che portava inferiormente la solita appendice, ora 
mancante. Lavoro rozzo. Intiero, ma molto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,071. ; 


315. (4105) Asàr yxentaàmenti, come il num. 279. Diritto in piedi sopra una 
piccolissima base, la quale, presso l'estremità del piede destro, portava un 
anellino in direzione orizzontale, ora frammentato. Di dietro, sul dorso, un altro 
anello pure in direzione orizzontale, unito alla base con una spranghetta segnata 
în rilievo sul mantello del Dio. Lavoro rozzo. Intiero, ma piuttosto ossidato. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,065. 


» 


| O> 
316. (4102) Àsàr yentàmenti, yentineter hat, (FIA 20) 
sotto un baldacchino, di cui non rimane più che una parte del cielo. È vestito, 


come il num. 279, con abito stretto al corpo, che lo cuopre dalle spalle ai piedi 
e non gli lascia libere che le mani: sul capo tiene la mitra col fiocco e colle 
penne. È seduto sopra un trono, e tiene sulle ginocchia stretto fra le mani uno 
scettro, formato dall’ amuleto Î tat a cuì è soprapposta la parte superiore dello 


scettro di Tebe f Lavoro discreto. Anticamente doveva essere tutto dorato, 
ma attualmente non ne rimane alcuna traccia. Manca di una parte della penna 
di destra e dell’ureo, di una parte notevole del baldacchino, e di parte del trono. Il 
rimanente è poco conservato. — Provenienza incerta. Legno intagliato, alt. 0,139. 


317. (3638) Asàr yentàmenti, come il num. 262, da cui differisce solamente 
per la mancanza del fiocco rotondo sull’apice della mitra, e per la mancanza delle 
corna. È diritto in piedi sopra una piccola base prismatica di bronzo, a cui si 
unisce nella sua parte inferiore la solita appendice. Buonissimo lavoro, forse 
anteriore alla XXVI dinastia. Manca la parte superiore dello scettro { hic, 
come pure la parte anteriore della base: il rimanente è coperto da uno strato 
assai spesso di ossido. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,303. 


6 


42 


— —————— ——_  _— ———— -- 


318. 


319. 


320. 


321. 


DIMAGINI DI DIVINITÀ 


e e ZA ee  — _———— — e _  _ “_  _——r_r_—_.___—_—_—r———y—+—————_c<-.__ rn e ea ——_ —— 00» 


(3706) Asàr yxentàmenti, come il num. 262, da cui differisce solamente 
per la mancanza delle corna che sostenevano la mitra. In piedi sopra una pic- 
colissima base, che portava inferiormente la solita appendice, ora rotta. Lavoro 
discreto. Rotto alla radice dei piedi: in parte coperto da uno strato spesso di 
ossido, e in parte alquanto consumato dall’ ossido che lo copriva. — Prove- 
nienza incerta. Bronzo, alt. 0,121. | 


(68) Asàr yentàmenti, come il numero precedente. Sotto i piedi, la solita 
appendice, ora mancante in parte: in ciò che rimane è praticato un piccolo 
foro trasversalmente, per assicurare meglio la statuetta sul piedestallo in cui era 
incastrata. Gli occhi sono formati con smalto biancastro, incastrato nelle cavità 
del bronzo: sopra gli occhi poi, come pure al posto della pelugine, sovente se- 
gnata sulle guancie di questo Dio, come in parecchi altri punti, furono lasciate 
alcune cavità e scanellature, per potervi far aderire uno strato di stucco di cui 
rimangono tuttora alcune traccie. Lavoro discreto. Manca delle due penne, le 
quali a giudicare dai fori che si vedono nella mitra, dovevano essere posticce: 
il bronzo è discretamente conservato. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,198. 


(4032) Asàr yxentamenti, come il num. 318. Aveva gli occhi incrostati 
con smalto, probabilmente biancastro: il bronzo è tirato sottilissimo, così da 
lasciar vuoto tutto l'interno dell'immagine. Lavoro buonissimo della XXVI di- 
nastia. Manca dei piedi e di parte delle gambe: è leggermente frammentato 
ancora in parecchi altri punti. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,184. 


(4101) Àsàr yentàmenti, come il num. 318, Sotto i piedi la solita appen- 
dice. Anticamente aveva gli occhi incrostati con smalto, probabilmente bian- 
castro, come pure il resto dell'immagine era coperto con uno strato sottilis- 
simo di stucco, verniciato di giallo e quindi dorato, di cui rimangono pochissime 


‘’ traccie. Manca degli occhi e della parte superiore e inferiore della penna di 


322. 


sinistra. L’ureo era modellato collo stucco medesimo. Il legno è discretamente 
conservato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,165. 


(79) Asàr yentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice. Lavore mediocre. Manca delle due penne, che erano posticce, come appare 


. dalle scanellature che rimangono nella mitra. Alquanto intaccato dalla muffa. — 


923. 


324. 


Rosellini. Bronzo, alt. 0,133. 


(113) Asàr yentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice. Lavoro mediocre. Manca delle due penne, che dovevano essere posticce, 
a giudicare dalle scanellature che si vedono praticate ai due lati della mitra. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,135. 


(76) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. Diritto in piedi sopra una picco- 
lissima base di bronzo, che porta inferiormente la solita appendice, con cui è 


ASAR ZENTÀMENTI 43 


rn ir er e nn n  — + — e — 0 — n — i —————— ———_____——_m nni 


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incastrato in una base antica di legno. Di dietro, all’altezza del collo, un anello 
in direzione orizzontale. Lavoro discreto. Intiero, ma intaccato dalla muffa. — 
Gallerie. Bronzo, base 0,085 x 0,038 x 0,025; alt. tot. 0,129. 


325. (4036) Asàr yentàmenti, come il num. 318. Diritto in piedi sopra una 
piccola base di bronzo, che porta inferiormente la solita appendice, ora fram- 
mentata. Lavoro mediocre. Manca della parte superiore delle penne: il resto è 
tutto coperto di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,117. 

q 

326. (4079) Asdr yxentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi portava la so- 
lita appendice, ora mancante. Lavoro rozzo. Manca una parte del piede sinistro, 
e la parte superiore della penna di destra: molto ossidato. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,116. 


.- 827. (4073) Asàn.yentàmenti, come il num.318. Sotto i piedi, la solita appendice. 
Lavoro rozzo. Manca la parte superiore della penna di sinistra: il resto è tutto 
coperto di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,116. 


328. (4366) Asàr yentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi portava la so- 
lita appendice, ora frammentata. Lavoro mediocre, Manca delle due penne, che 
dovevano essere posticce, a giudicare dal foro che attraversa la mitra da parte 
a parte. Manca di una parte della barba: l’ureo è molto consumato: è fram- 
mentato e spaccato in diversi punti, forse per azione ignea. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,113. I 


329. (4087) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice. Lavoro rozzo. Intiero, ma alquanto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,112. 


330. (4075) Asàr yentàmenti, come il num. 818. Diritto in piedi, sopra una 
piccola base prismatica, vuota e aperta inferiormente: dalla parte di dietro si 
unisce la solita appendice. Lavoro mediocre. Manca di parte della penna di 
destra: il resto è coperto da uno strato spessissimo di ossido. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,111. 


331. (3701) Asàr yentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi aveva antica- 
mente la solita appendice, ora mancante. Lavoro mediocre. Leggermente fram- 
mentato nella parte superiore della penna sinistra: il resto è alquanto intac- 
cato dalla muffa. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,108. 


332. (4037) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice. Lavoro rozzo. Manca la parte superiore della penna di destra: il resto - 
è coperto da uno spesso strato di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,098. 


- 


44 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


—r— ———— ————————Ò__—_—_—_————r_—————————=—++ mm—-—--————_—11————————t1—11t n ————————@—— @——@——@ 


333. (4074) Asir yentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi portava anti- 


camente la solita appendice, ora frammentata. Lavoro mediocre. Manca la parte 
superiore della penna di sinistra: il resto è tutto coperto di ossido. — Prove- 
nienza incerta. Bronzo, alt. 0,097. 


334. (4047) Asàr yentàmenti, come il num. 318. Diritto in piedi sopra una 


330. 


336. 


337. 


338. 


339. 


340. 


341. 


piccola base di bronzo, che porta inferiormente la solita appendice. Di dietro, 
all'altezza del collo, un anello in senso orizzontale, riunito alla base mediante 
una spranghettina segnata in rilievo sul mantello del Dio. Lavoro rozzo. Intiero, 
ma coperto da uno strato spessissimo di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,097. 


(4082) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. Lavoro mediocre. Manca dei 
piedi e di parte delle gambe, non meno che di parte della penna di destra: il 
rimanente è coperto da uno strato spesso di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,093. UN 


(4054) Asàr yentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi, la solita appendice. 
Lavoro rozzo. Manca la parte inferiore della penna di sinistra: il rimanente è 
coperto da uno strato spesso di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,093. 


(4064) Asàr yentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice, ora frammentata. Lavoro rozzo. Manca una piccola parte della penna di 
sinistra; il resto è molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,092. 


(4061) AÀsàr yentàmenti, come ilnum. 818. Sotto i piedi portava la so- 
lita appendice, ora frammentata. Lavoro rozzo. Intiero, ma molto ossidato — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,086. 


(3705) Frammento di immagine di Asàr yentàmenti, come il num. 318. 
Gli occhi erano anticamente incrostati con stucco biancastro. Mancano i piedi 
e tutte le gambe: rotto in quattro pezzi e restaurato: alquanto ossidato. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,085. 


(4072) Asàr yxentaàmenti, come il num. 318. Diritto in piedi sopra una 
piccola base di bronzo, che porta inferiormente la solita appendice, ora in parte 
mancante. Lavoro rozzo. Intiero, ma coperto da uno strato spessissimo di ossido. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,085. 


(4058) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. Diritto in piedi sopra una 
piccola base di bronzo, che portava inferiormente la solita appendice, ora man- 
cante. Lateralmente sulla base, accanto alla radice del piede destro, un anello 
in senso orizzontale: di dietro, sul dorso, un altro anello pure in direzione 


342. 


343. 


344. 


ASAÀR ZENTÀAMENTI 45 


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orizzontale, riunito alla base con una spranghettina segnata in rilievo sul man- 
tello del Dio. Lavoro rozzo. Manca la parte superiore della penna di destra: 
il resto è molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,083. 


(4060) Àsàr xentaàmenti, come il num. 318. Lavoro mediocre. Manca dei 
piedi e di parte delle gambe, non meno che della parte superiore delle due 
penne. Rotto e restaurato: alquanto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,083. 


(90) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. L’ureo sul davanti della mitra, 
lo staffile e lo scettro, sono segnati in incisione. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice, ora mancante in parte. Lavoro rozzo. Intiero e discretamente conservato. — 
Rosellini. Bronzo, alt. 0,083. 


(4080) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. Sul bastone dello scettro e 
dello staffile, non meno che sulle braccia, sul petto, sul collo e sulle spalle furono 
praticate delle leggiere incisioni, per trattenervi aderente un leggiero strato di 
stucco indorato, che ricopriva tutta l’immagine, come sì deduce da alcune trac- 
cie rimaste intorno al collo e sulla penna di destra. Lavoro mediocre. Manca 
dei piedi e di quasi tutte le gambe: alquanto ossidato dalla parte di dietro. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,078. 


345. (4035) Àsàr yentiàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi portava la solita 


346. 


947. 


348. 


appendice, ora mancante quasi del tutto. Lavoro rozzo. Intiero, ma molto ossi- 
dato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,077. 


(4049) Asàr yentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi, la solita appen- 
dice posticcia, aggiunta dopo la fabbricazione dell'oggetto. Lavoro rozzo. Intiero, 
ma molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,077. 


Cd 


(4044) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice. Lavoro rozzo. Manca la parte superiore della penna di sinistra: il re- 
sto è molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,075. 


(4098) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. Il bronzo, tirato a una gran 
sottigliezza, lascia vuoto tutto l'interno dell’ immagine, riempito con terriccio 
nerastro: esteriormente era tutto dorato, come risulta da alcune traccie che 
osservansi tuttora sul petto, sull'occhio destro e sulla mitra. Lavoro buonissi- 
mo della XXVI dinastia. Manca di tutte le gambe, di tutta la penna di destra, 
che era posticcia, e di parte del fiocco che stava sul vertice della mitra: fram- 
mentato dietro il collo. Il bronzo conserva una buona patina. — Provenienza 


incerta. Bronzo, alt. 0,073. 


46 


349. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


oc 


(4068) Asàr yxentàmenti, come il num. 818. Sotto i piedi, la solita ap- 
pendice. Lavoro rozzo. Intiero, ma molto ossidato: — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,073. 


. (4045) Asàr yentamenti, come il num. 318. Diritto in piedi sopra una 


piccola base, che nella sua parte inferiore portava la solita appendice, ora man- 
cante. Lateralmente, accanto al piede destro, si eleva un anello in direzione 
orizzontale: sulle spalle, un altro anello, pure in senso orizzontale, riunito alla 
base con una spranghettina segnala in rilievo sul mantello del Dio. Lavoro 
rozzo. Manca la parte superiore della penna di destra: il resto è tutto coperto 
da uno strato spessissimo di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,071. 


. (5167) Asàr yentaàmenti, come il num. 318. Di dietro, all'altezza del collo, 


un piccolo anello in direzione orizzontale. Lavoro rozzo. Manca dei piedi e di 
quasi tutte le gambe: molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,046. 


2. (77) Asàr yxentàmenti, come il num. 318. Sotto i piedi, la solita appen- 


dice. Il legno era coperto anticamente con uno strato di stucco indorato, come 
risulta dalle traccie, che ne rimangono tuttora. Gli occhi e le sopracciglia dove- 
vano forse essere indicate con stucco o con porcellana di un colore speciale, 
ma non ne rimane più traccia. Manca dell’ ureo sul davanti della mitra, che 
doveva essere posticcio o modellato collo stucco medesimo. Manca una parte. 
della penna di destra. Il legno è discretamente conservato. — Gallerie. Legno, 
alt. 0,195. 


303. (133) Àsàr yxentàmenti, come il num. 318. È seduto sopra un trono, il 


304. 


cui dorso è costituito da un piccolo obelisco, vuoto internamente e aperto dalla 
parte della base. In questa specie di ripostiglio è conservato ancora attualmente 
un insetto mummificato, probabilmente una cavalletta, avviluppata in una piccola 
fascia di tela alta 0,055 lunga quaranta centimetri. Una lastra sottilissima 
di bronzo, incurvata secondo la lunghezza a mo’ di conca, serve a tenere riu- 
niti insieme i lembi della fascia, e a conservare il tutto a suo posto nell’ interno 
dell’obelisco. Anticamente il legno era coperto con uno strato leggero di stucco, 
verniciato e dorato; ma della doratura rimangono poche traccie. Gli occhi erano 
dipinti in nero. Lavoro mediocre: lo stucco è scrostato in molti punti, e il 
legno medesimo è alquanto consumato, e rotto sulla facciata di dietro dell’obe- 
lisco. — Ricci. Legno, alt. 0,138. 


(111) Asàr yxentaàmenti, come il num. 318. È seduto, come il numero 
precedente sopra un trono, il cui dorso è costituito da un piccolo obelisco, vuoto 
internamente e aperto dalla parte della base. Mancando presentemente la facciata 
posteriore e quella laterale di sinistra dell’obelisco, manca pure la piccola 
mummia che vi doveva essere contenuta. Aveva gli occhi incrostati con stucco 


e e e 


300. 


306. 


307. 


AÀsAR YENTÀMENTI 47 


—__—_— —— @ — — - - - ——--— —- -———+——r—m€6——— + celle ve i | - 1 — —--_  _————È———_——_————mm€——o 


o porcellana, probabilmente biancastra: il resto del corpo, come pure le faccie 
esterne dell’obelisco, erano coperte con uno strato leggerissimo di stucco, appena 
sufficiente a coprire le scabrosità del legno. La figura del Dio doveva essere 
anche indorata, a giudicare da alcune piccole traccie che ne rimangono sul piede 
e sulla gamba sinistra. Lavoro discreto. Manca del fiocco sull’apice della mitra. 
Eccettuato l'obelisco, il resto del legno è ben conservato. -— Gallerie. Legno, 
alt. 0,117. 


(120) Asàr yxentàmenti, come il num. 318, da cuì si differenzia per la 
mancanza del fiocco sull’ apice della mitra e per la forma delle penne, che 
sono probabilmente quelle dell’ uccello sn nenù. È seduto, come il 
num. 353, sopra un trono addossato a un piccolo obelisco. Lavoro mediocre. 
La pietra è consumata e mancante in diversi punti; ma ciò risale in gran parte 
alla sua primitiva fabbricazione." — (icci. Pietra scura, alt. 0,104. . 


(112) AÀsàr yentàmenti, come il num. 318. È seduto, come il num. 358, 
sopra un trono addossato ad un piccolo obelisco, vuoto e aperto alla base. 
Mancando tutta la faccia posteriore e parte di quella laterale di destra, manca 
anche la piccola mummia, che vi era abitualmente riposta. Aveva gli occhi 
incrostati con stucco o porcellana, di colore probabilmente biancastro; il 
rimanente del corpo, come pure l’obelisco, era coperto da un leggiero strato di 
stucco, verniciato e dorato, come si può dedurre da una piccolissima traccia 
che ne rimane sulla spalla destra. Lavoro discreto. Oltre alle faccie mancanti 
dell’obelisco, manca pure una parte del trono, della base, della gamba e del 
piede destro; pare che tutta questa sezione fosse posticcia, a giudicare da un 
piccolo cavicchio di legno e da due fori, che vi si vedono attualmente. Il mastice 
è scrostato quasi per tutto, e il legno è frammentato e tarlato in parecchi punti. — 
Gallerie. Legno, alt. 0,099. | 


(4100) Asàr xentàmenti, visto di profilo e volto verso sinistra, colla mi- 
tra sul capo sormontata dal fiocco e fiancheggiata dalle penne di struzzo. Porta 
al collo una ricca collana, e quindi infino ai piedi è fasciato come una mum- 
mia, tenendo però libere le braccia, che sono fasciate separatamente con ‘bende 
dello stesso colore. Ha le braccia ripiegate sul petto, e stringe colla mano sini- 
stra lo scettro ( hic, mentre nella destra doveva tenere anticamente lo staffile A\ 
neyey. Il legno intagliato è stato coperto, dal vertice del diadema sino al ventre, 
con una tela sottilissima unita a stucco, e dal ventre ai piedi col solo stucco. 
Le penne di struzzo, la collana e le parti nude del corpo furono dorate, colo- 
rite in rosso le fascie e la mitra, e in verde lo scettro ( hic. La barba, la pelu- 
gine, le ciglia, le sopracciglia e le pupille dell'occhio sono segnate in nero. 
Tanto superiormente sulla mitra, quanto inferiormente sotto i piedi, ha un’ap- 


| pendice a forma di tronco di piramide, che dovette servire a tenere incastrata 


questa immagine in una qualche cassetta funeraria, o in altro oggetto religioso — 


48 


359, 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


————————_———»— —_ -_——_—_— —_ —————+—+ _68——8emÒ_r__—. +-—f ——— 


o funebre, nel quale teneva il posto di una colonnina, e faceva l’ufficio delle 
cariatidi Osiriane, della stessa forma che trovansi in parecchie grandi costru- 
zioni, come nell'interno del tempio di Abu-simbel. Buon lavoro. Manca del 
braccio destro, dello staffile e della barba: lo stucco è scrostato in parecchi 
punti, e non conserva che poche traccie del colorito antico. ‘La doratura è ab- 
bastanza conservata , tranne sul profilo della faccia e nella penna destra. — 
Provenienza incerta. Legno intagliato, alt. 0,267. 


(4099) Asàr yentàmenti, visto di profilo, rivolto da sinistra verso destra, 
simile in tutto il resto al numero precedente, e appartenente senza alcun dubbio 
al medesimo oggetto, di cui quello faceva parte. Buon lavoro. Manca la barba, 
la parte superiore dello scettro { Aic, e della penna di destra, non meno che 
quasi tutta l’appendice di sotto. Lo stucco è scrostato quasi da per tutto, e 
della tela non rimane più che una piccola parte sulla mitra, sul viso e sulla 
spalla destra. Pochi resti di doratura e pochissime traccie di colore. — Pro- 
venienza incerta. Legno intagliato, alt. 0,267. 


(4103) Asàr yentàmenti, fasciato come una mummia dal collo insino ai 
piedi. Porta sul capo la mitra, fiancheggiata dalle due penne e ornata dell’ureo 
che era posticcio, come vedesi da un piccolo foro che vi era praticato. Sotto i 
piedi, un piccolo cavicchio di legno incastrato in un foro, per incastrare a sua 
volta l’immagine in un piedestallo, o in qualche arredo sacro o funerario. Tutto 
il legno è stato ricoperto con uno strato leggerissimo di stucco, e quindi dorato. 
Lavoro mediocre. Manca di quasi tutto il viso, dell’ureo e di parte dei piedi: lo 
stucco è scrostato in parecchi punti, e la doratura molto sbiadita. — Prove- 
nienza incerta. Legno, alt. 0,107. 


360. (4104) Asàr yentàmenti, simile in tutto al numero precedente. Lavoro 


361. 


2, 


mediocre. Manca il cavicchio di legno, che era incastrato nel foro praticato sotto 
i piedi, ed è leggermente frammentato sul viso, presso la bocca e sul mento. 
Lo stucco è quasi tutto scrostato, e le traccie di doratura quasi impercettibili. — 
Provenienza incerta. Legno, alt. 0,104. 


(4095) Testa di Asàr yentamenti, colla barba e colla pelugine segnata 
sulle guancie con una piccola incisione. È coperta colla mitra, col fiocco e 
coll’ureo, fiancheggiata dalle due penne, ma senza le corna. Gli occhi erano 
incrostati con stucco biancastro; il bronzo, tirato piuttosto sottile, lascia vuoto 
l'interno. Buon lavoro anteriore alla XXVI dinastia. Rotta sotto il collo e re- 
staurata: manca la parte inferiore della penna di destra, e la parte superiore 
del fiocco e della penna di sinistra. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,071. 


(41950i) Testa di Asàr yxentàmenti, colla mitra, coll’ ureo, col fiocco e 
colle penne. Portava al mento il pizzo di barba, e ha segnata la pelugine sulle 


ASAR XYENTÀMENTI 49 


-— —- —— — — - —  — ——+——— —+ _+—+—_—+—__{}_r—- -———————_y—_— 


guancie con una piccola scanellatura. Aveva gli occhi incrostati con stucco 
biancastro, mentre la faccia e forse anche tutto il resto dell’immagine era do- 
rata, come si può dedurre da alcune piccole traccie di doratura, che rimangono 
sul viso e sotto l’orecchio destro. Il bronzo, tirato piuttosto sottile, lascia vuoto 
l'interno. Buon lavoro della XXVI dinastia. Manca della barba e della parte 
superiore della penna di sinistra: alquanto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,056. 


363. (4106) Frammento di immagine d'Asàr xentàmenti, comprendente la parte 
superiore del capo colla mitra, l’ureo, il fiocco e le penne. Lavoro rozzo. Coperto 
da uno strato spessissimo di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,043. 


364. (81) Asàr yxentaàmenti, nella sua forma di Asàr 4h. Come il num. 256, 
porta sul capo la mitra fregiata dell’ureo, delle corna e delle penne, sormon- 
tata dal fiocco, sopra cui sta il disco lunare, caratteristica di questa forma di- 
vina. È avviluppato, come il numero suddetto, in un paludamento che gli lascia 
scoperte solamente le spalle e parte del petto: porta al collo la collana TW usey, 
e colle mani, che escono dal paludamento, stringe al petto lo scettro { hic e lo 
staffile A\ neyey. È diritto in piedi sopra una piccola base prismatica, vuota e 
aperta di sotto, a cui si unisce la solita appendice. A giudicare dalle scanella- 
ture praticate sul manico dello scettro e dello staffile, l’immagine dovea essere 
ricoperta anticamente da uno strato di stucco, di cui però non rimane alcuna 
traccia. Lavoro discreto. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,142. 


365. (4053) Asér &ah, come il numero precedente. Sotto i piedi portava la 
solita appendice, ora mancante in parte. Lavoro mediocre. Intiero, ma coperto 
da uno strato spessissimo di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,123. 


. 366. (4048) Asàr dh, come il num. 364. Sotto i piedi portava la solita appen- 
dice, ora mancante. Lavoro mediocre. Intiero, ma coperto da uno spesso strato 
di ossido. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,122. 


367. (3692) Asàr a &zh, come il num. 364. Sotto i piedi portava la solita appen- 
dice, ora mancante. Lavoro mediocre. Manca l’estremità del corno di destra: 
è coperto quasi per tutto da uno spesso strato di ossido. — Provenienza incerta. 


Bronzo, alt. 0,110. 


368. (4052) Asàr zh, come il num. 364. Lavoro mediocre. Manca dei piedi e 
di parte delle gambe: è coperto da uno strato spessissimo di ossido. — Pro- 
venienza incerta. Bronzo, alt. 0,093. . 


369. (4050) Asàr dah, come il num. 364. Sotto i piedi portava la solita appen- 
dice, ora mancante in parte. A giudicare da alcune traccie di doratura appena 
| 7 


370. 


371. 


372. 


373. 


374. 


375. 


376. 


377. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


percettibili sul disco lunare, sul labbro inferiore e sul braccio destro, doveva 
essere anticamente coperto con uno strato di stucco e dorato. Lavoro medio- 
cre. Intiero ma molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt.0,086. 


(92) Asàr àah, come il num. 364. Sotto i piedi la solita appendice. Lavoro 
rozzo. ]ntiero, ma consumato in parecchi punti, specialmente sull'estremità del 
corno sinistro; intaccato dalla muffa. — ARosellini. Bronzo, alt. 0,066. 


(4086) Asàr àah, come il num. 364, da cui differisce solamente per la forma 
dell'abito, che gli copre le spalle e tutto il petto, e gli lascia libere intiera- 
mente le braccia, fasciate esse pure separatamente. Posa ì piedi sopra una pic- 
cola base di bronzo, che porta inferiormente la solita appendice, ora frammen- 
tata: di sopra, accosto alla radice del piede destro, si eleva un anello in di- 
rezione orizzontale. Di dietro, all'altezza del collo, un altro anello pure in senso 
orizzontale. Lavoro rozzo. Intiero ma molto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,113. 


(4062) Asàr àah, come il numero precedente. Aveva gli occhi incrostati con 
stucco, probabilmente biancastro, e forse era anche tutto dorato. Sotto i piedi 
portava la solita appendice, ora mancante. Lavoro mediocre. Manca l' estremità 
del piede sinistro e parte della penna di sinistra; il resto è molto ossidato. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,110. 


(88) Asàr àah, come il num. 864, da cui differisce solamente per la man- 
canza delle corna, che fiancheggiano la mitra. Sotto i piedi la solita appendice. 
Anticamente doveva essere ricoperto con uno strato di stucco e quindi dorato, 
come si può indurre da alcune piccolissime traccie di doratura, appena percetti- 
bili. Lavoro discreto del periodo saitico. Intiero, ossidato in alcuni punti, ma 
in generale discretamente conservato. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,089. 


(4043) Asàr àzh, come il numero precedente. Sotto i piedi la solita appen- 
dice. Lavoro rozzo. Manca quasi tutto il disco lunare: molto ossidato. — Pro- 
venienza incerta. Bronzo, alt. 0,084. 


(4096) Asàr azh, come il num. 373. Lavoro rozzo. Manca dei piedi e di parte 
delle gambe: molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,076. 


(89) Asàr àzh, come il num. 373. Sotto i piedi la solita Appendice. Lavoro 
mediocre. Rotto e restaurato a metà delle gambe; il resto è discretamente 


conservato. — Rosellini. Bronzo, alt. .0,075.. 
(91) Àsàr &&h, come il num. 873. Sotto i piedi la solita appendice. Lavoro 


rozzo. Intiero, ma piuttosto ossidato. — Aosellini. Bronzo, alt. 0,64. 


ASAR AAN 51 


378. (94) Asàr &ah, come il num. 373. È diritto in piedi sopra una piccola base 
di bronzo: di dietro, all'altezza del capo, un anello in senso orizzontale. Lavoro 
rozzo. Amuleto. Intiero; intaccato dalla muffa. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,041. 


379. (115) Asàr &Gh, come il num. 373. È nell’atteggiamento di chi è seduto 
sopra un trono: posa i piedi sopra una piccola base di bronzo, sotto la quale, 
come pure sotto le reni, evvi un'appendice ora frammentata, che serviva per 
incastrare l’immagine in un trono di legno o di calcare. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,122. 


380. (3689) Asàr àah, come il num. 371, da cui differisce solamente per la man- 
canza delle corna, che fiancheggiano la mitra. Ha gli occhi incrostati con stucco 
biancastro e la pupilla con smalto nero: probabilmente anche il resto del corpo 
era rivestito di stucco e dorato, ma non ne rimane alcuna traccia. Buon lavoro 
della XXVI dinastia. Manca dell'occhio sinistro, dei piedi e di parte delle gambe.— 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,209. 


381. (4031) Asàr àzh, come il numero precedente. Diritto in piedi sopra una 
piccola base prismatica, a cui si unisce inferiormente la solita appendice. Lavoro 
discreto. Manca l’estremità inferiore della penna di destra: la mitra è coperta 
da grossi nuclei di ossido, e il resto dell'immagine è pure molto ossidato. — 

. Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,185. 


382. (3690) Asàr &ah, come il num. 380, colla pelugine segnata sulle guancie. 
Il bronzo tirato a una gran sottigliezza, lascia l'interno vuoto, che fu riempito 
col solito terriccio. Buon lavoro della XXVI dinastia. Manca dei piedi e della 
parte inferiore delle gambe. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,178. 


383. (3691) Asàr sab, come il num. 880. Il bronzo tirato molto sottile, lascia 
vuoto l'interno, che fu quindi riempito col solito terriccio. Lavoro discreto pro- 
babilmente del periodo tolemaico. Manca di tutta la parte inferiore del corpo. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,147. 


384. (3693) Asàr àah, come il num. 380. Sotto i piedi portava la solita appendice, 
ora mancante in parte. Lavoro rozzo. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,120. 


385. (4067) Asàr àzh, come il num. 380. Sotto i piedi portava la solita appen- 
dice, ora mancante. Lavoro discreto. Rotto e restaurato a metà delle gambe: 
alquanto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,112. 


386. (4046) Asàr àzh, come il num. 380. Sotto i piedi la solita appendice. La- 
voro rozzo. Intiero, ma orribilmente ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,099. 


52 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


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387. (74) Asàr àuh, come il num. 880. Sotto i piedi la solita appendice. La- 
voro rozzo. Rotto sopra i piedi e restaurato: manca di parte della gamba sini- 
stra. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,092. 


388. (4070) Asàr à zh, come il num. 880. Lavoro rozzo. Manca dei piedi e della 
parte inferiore delle gambe: coperto da uno strato spesso di ossido. — Prove- 
nienza incerta. Bronzo, alt. 0,076. 


389. (93) Asàr zh, come il num. 880. Sotto i piedi una piccola appendice. La- 
voro rozza. Intiero, ma consunto in parecchi punti. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,063. | 


390. (3694) Asàr dal, vestito come il num. 380, ell’atteggiamento di essere se- 
duto sopra un trono. Sotto i piedi portava la solita appendice, ora in parte 
mancante, con cui era incastrato in un trono di calcare o di legno. Gli occhi 
erano incrostati con stucco biancastro: il bronzo molto sottile, lasciava vuoto 
l'interno, riempito poi col solito terriccio. Lavoro discreto, forse anteriore . 
alla XXVI dinastia. Manca l'estremità superiore della penna di destra: piuttosto 
ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,198. 


391. (4244) Gruppo di tre immagini di Asàr &ah, collocate di fronte l'una ac- 
canto all'altra. Dietro la terza immagine, partendo da destra, vedesi un pic- 
colo anello. Amuleto. Lavoro rozzo. Manca tutta la parte superiore della prima 
immagine, la quale però doveva essere dello stesso tipo delle altre due, ancor 
esse molto consumate. — Provenienza incerta. -Bronzo, alt. 0,038. 


392. (95) Gruppo di tre immagini di Asàr yentàmenti, e due di Asàr dah, 
insieme riunite e collocate tutte di fronte. Dietro ciascuna di esse, all'altezza 
del capo, eravi un piccolo anello, ora frammentato. Amuleto. Lavoro rozzo. Con- 
sunto e intaccato dalla muffa. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,040. 


393. (4118) Frammento di immagine di Osiride, comprendente tutto il corpo, dal 
collo ai piedi, nell’atteggiamento di essere. seduto sopra un trono. È avviluppato 
nel paludamento di Ptah noferbir, e tiene con amendue le mani stretto 
al petto lo scettro | was, incrostato a distanze regolari con piccole laminette 
di oro. Sotto i piedi portava la solita appendice, ora frammentata, per essere 
incastrato in un trono di pietra calcare o di legno. Buon lavoro, probabilmente 
anteriore alla XXVI dinastia. Mancano quattro delle laminette d’oro, che in- 
crostavano lo scettro: il bronzo è alquanto ossidato. -— Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,125. 


394. (4096) Frammento di immagine di Osiride, comprendente tutto il corpo dalle 
spalle ai piedi. È diritto in piedi vestito col paludamento di Ptah noferbir, 
stringendo al petto colle mani lo scettro e lo staffile. Da alcune traccie di 


OSIRIDE 53 


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doratura, che tuttora rimangono, si può dedurre che anticamente tutta l’imma- 
gine era coperta con un leggero strato di stucco e dorata. Buon lavoro, proba- 
bilmente anteriore alla XXVI dinastia. Molto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,108. 


395. (4097) Frammento di immagine di Osiride, comprendente il torace e parte 
delle gambe. È diritto in piedi, vestito col paludamento di Ptah noferbir, 
collo scettro e collo staffile. Lavoro discreto. Molto ossidato. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,067. 


396. (3706) Frammento di immagine di Osiride, mancante solamente dalla fronte 
in su. Diritto in piedi, vestito con abito stretto al corpo e colle braccia li- 
bere, vestite separatamente e ripiegate sul petto per tenere lo scettro e lo staf- 
file. Il bronzo tirato sottilissimo, lascia vuoto tutto l'interno, riempito poi col 
solito terriccio.. Buon lavoro probabilmente del periodo tolemaico. Ben conser- 
vato. — . Provenienza incerta. Bronzo, alt. di 144. 


397. (5467) Piccolo frammento di una immagine di Dada dns solamente 
la parte inferiore delle gambe coi piedi. Questi posavano sopra una piccola base, 
che portava inferiormente la solita appendice, ora mancante. Accanto alla radice 
del piede destro, un piccolo anello in direzione orizzontale. Lavoro rozzo. Molto 
ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,015. 


398. (1479-1480) Due penne di struzzo, ciascuna delle quali è sostenuta da un 
corno di ariete, termina inferiormente in uno sponzone, e ha due appendici ret- 
tangolari, che insieme a quello dovettero servire a tenerle unite ad una statua 
di Osiride in bronzo, alta non meno di un metro. Buon lavoro. Molto ossidate 
con traccie di carbonato di rame. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,287. 


399. (5075) Penna di struzzo, sostenuta come il numero precedente da un corno 
di ariete, sull’estremità del quale e rasente la penna, si rizza un ureo col disco 
solare sul capo. Alla penna sono unite lungo l’altezza due appendici, di cui 
una frammentata, colle quali era incastrata nel diadema di una statuetta di 
Osiride. Il petto dell'ureo era intarsiato anticamente con pezzettini di porcel- 
lana, ora mancanti. Buon lavoro. Molto ossidato. — Provenienza incerta. Bron- 
zo, alt. 0,088. 


400. (5466) Penna di struzzo con corna di ariete ed ureo, simile in tutto al nu- 


mero precedente. Buon lavoro. Molto’ ossidata con nuclei di sabbia silicea. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,064. 


401. (3799) Penna di struzzo etc. simile in tutto ai due numeri precedenti, man- 
cante della parte superiore. Buon lavoro. Molto ossidata, con resti di sabbia 
silicea. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,048.. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


creo © 


402. (3731) Asàr noferbotep, raffigurato da un uomo barbato, colla pelugine 


403. 


404. 


405. 


segnata sulle guancie, i capelli corti e ricciuti, secondo l’uso dell’antico im- 
pero menfitico. Porta l’ureo sulla fronte, e sul capo la duplice corona bianca e 
rossa, simbolo della sua signoria sul Sud e sul Nord, sull’ alto e basso Egitto. 
Porta al collo una larga collana, e lo shenti stretto ai fianchi con una pic- 
cola cintura: il resto del corpo è intieramente nudo. È diritto in piedi colla 
gamba sinistra in avanti, il braccio destro disteso lungo il fianco, col pugno 
chiuso, nell'atto di stringere uno scettro o un amuleto. Il braccio sinistro è teso 
in avanti, col pugno chiuso del pari, come se tenesse lo scettro 1 uas. Buon 
lavoro probabilmente anteriore alla XXVI dinastia. Manca una piccola parto del 
naso. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,115. 


(313) Busto, frammento di una statua di Iside, nella sua forma più comune di 

Dd Ad e_e C) . . 
divinità femminile con sembianze umane (fo) Se). È diritta in piedi 
coll'’emblema r] sul capo, simbolo del suo nome, l’ureo sulla fronte, e i capelli 


cadenti sul seno e sulle spalle, raccolti nelle solite fascie. Le braccia dovevano 
essere distese lungo i fianchi, ma presentemente mancano del tutto. È addos- 


«sata a un pilastrino, sulla cui faccia posteriore è scolpita in bellissimi gero- 


glifici un’ clelia. di cui non rimane più che il cartello di Amasi con pochi 


— EE ST A 


I due segni PL non fanno parte del prenome di Amasi, e nemmeno del suo 
protocollo. Bellissimo lavoro, da ritenersi tra i più pregevoli della XXVI dinastia. 
Manca quasi tutto l’emblema [|] che portava sul capo, e parte del naso. — 
Gallerie. Basalte, alt. 0,225. i 


(307) Iside, sotto sembianze umane, come il numero precedente. È diritta in 
piedi, colla gamba sinistra in avanti e le braccia distese sui fianchi. Porta 
l’ureo sulla fronte e in capo l'emblema |], i capelli raccolti sulle spalle e sul 
seno, colle bende striate e una veste trasparente e stretta al corpo, che le lascia 
scoperta una parte del petto e le arriva sin presso ai piedi. È addossata a un 
pilastrino, in cui è praticato un Se foro. Amuleto. Buon 10101055 — Rosellini. 
Porcellana biancastra, alt. 0,032. o 


(287) Iside, simile al numero precedente, da cui differisce unicamente per la 
mancanza dell’ureo sulla fronte. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana 
vercognola, alt. 0,037. 


1SIDE 55 


406. 


407. 


408. 


409. 


410. 


411. 


412. 


413. 


414. 


415. 


416. 


(3945) Frammento di immagine di Iside, come il numero precedente, com- 
prendente la parte superiore del corpo dal petto in su. Lavoro mediocre. Amu- 
leto. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,024. 


(305) Iside, come il num. 405, da cui differisce solamente per un modo spe- 
ciale di portare i capelli, non ben discernibile stante la rozzezza del lavoro. 
Amuleto. Lavoro mediocre del tempo greco-romano. Frammentata nei piedi. — 
Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,038. 


(4336) Iside, come il num. 405, da cui differisce per la mancanza del pila- 
strino, e per avere le gambe giunte insieme. Attraverso all'emblema |} è prati- 
cato un piccolo foro, in cui vedesi il resto di un filo con cui era unita ad una 
qualche collana. Amuleto. Lavoro cattivo e del tempo romano: leggermente fram- 


‘mentata al braccio sinistro. — Provenienza incerta. Porcellana verdognola, 
alt. 0,018. 
(4230) Iside, come il num. 405, da cui differisce solamente per la mancanza 


del pilastrino e del foro relativo. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Lapislazzuli, alt. 0,023. 


(291) Iside, simile al numero precedente. Lavoro cattivo. Amuleto. — Gal- 
lerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,018. 


(3754) Iside, come il num. 405, da cui differisce solamente per aver le 
gambe giunte insieme. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle de Paz. Por- 
cellana verde, alt. 0,022. si È 


(4233) Iside, come il num. 405. Nell'alto del pilastrino fu incominciato un 
foro e non continuato. Lavoro cattivo. Amuleto di autenticità dubbia — Prove- 
nienza incerta. Terra nerastra, alt. 0,026. 


(4231) Iside, come il num. 405. Nel pilastrino non fu praticato alcun foro. 
Lavoro cattivo. Amuleto di autenticità dubbia. — Provenienza incerta. Lapis- 
lazzuli, alt. 0,025. | 


(4335) Iside, come il num. 405. Nel pilastrino non fu praticato alcun foro. 
Lavoro cattivo. Amuleto di autenticità Ros: — Provenienza incerta. Lapis- 
lazzuli, alt. 0,025. 


(286) Iside, come il num. 405. Nel pilastrino non fu praticato alcun foro. | 
Amuleto. Lavoro cattivo. — Gallerie. Lapislazzuli, alt. 0,024. 


(4260) Iside, come il num. 405, Nel pilastrino non fu praticato alcun. foro. 
Lavoro cattivo. Amuleto di autenticità dubbia. — Provenienza incerta. Lapis 
lazzuli, alt. 0,023. 


56 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


Fece _i<@Wrsl-s--isi-- emme cantore: ni 


417. (4234) Iside, come il num. 405. Il pilastrino arriva solamente fino all'al- 
tezza del collo. Lavoro mediocre. Amuleto. — Provenienza incerta. Lapis- 
lazzuli, alt. 0,022. 


418. (4228) Iside, come il num. 405. Nel pilastrino, a cui è addossata, non fu 
praticato alcun foro. Lavoro cattivo. Amuleto di autenticità dubbia. — Prove- 
nienza incerta. Terra nerastra, alt. 0,022. 


419. (4236) Iside, come il num. 405. Nel pilastrino non fu praticato alcun foro. 
Lavoro cattivo. Amuleto di autenticità dubbia. — Provenienza incerta. Terra ne- 
rastra, alt. 0,018. 

420. (293) Iside, come il num. 405. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Por- 

| cellana azzurrognola, alt. 0,036. 


421. (290) Iside, come il num. 405. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Lapislazzuli, alt. 0,036. 


422. (3752) Iside, come il num. 405. Amuleto. Lavoro discreto. — Dono Valle de 
Paz. Porcellana verdastra, alt. 0,035. 


423. (299) Iside, come il num. 405. Manca dei piedi e delle gambe, dal ginoc- 
chio in giù. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Lapislazzuli, alt. 0,033. 


424. (3753) Iside, come il num. 405. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca l'estre- 
mità superiore dell’ emblema Ii — Dono Valle de Paz. Lapislazzuli, alt. 0,032. 


425. (308) Iside, come il num. 405. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca la parte 
inferiore del pilastrino. — Rosellini. Lapislazzuli, alt. 0,081. 


426. (292) Iside, come il num. 405. Nel pilastrino non fu praticato alcun foro. 
Amuleto. Lavoro cattivo. Manca l’estremità del piede' sinistro. — Gallerie. 
Porcellana giallognola, alt. 0,031. 


427. (285) Iside, come il num. 405. Amuleto. Lavoro Hecrsto. — Rosellini. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,027. 


428. (288) Iside, come il num. 405. Nel pilastrino, oltre al solito foro, ne fu 
incominciato un altro più basso e più largo, che non fu condotto a termine. 
Lavoro mediocre. — ‘Gallerie. Lapislazzuli, alt. 0,027. 


429. (294) Iside, come il num. 405. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,026. 


430. 


431. 


433. 


434. 


435. 


436. 


ISIDE PIANGENTE 57 


-———————_—————1__—__nv 


(311) Iside, come il num. 405. Amuleto. Lavoro mediocre. — Aosellini. 
Porcellana bigia, alt. 0,025. 


(333) Iside, sotto sembianze umane come il num. 404, coll’ ureo sulla fronte, 
l'emblema {j sul capo, una collana al collo, ì capelli raccolti colle solite bende 
sul seno e sulle spalle, vestita di veste stretta al corpo, che le cuopre una 
parte del seno e le arriva fin quasi ai piedi. È rappresentata nella sua fun- - 
zione di madre, seduta sopra un trono, col giovane Oro sulle ginocchia, nell'atto 
che lo sostiene col braccio sinistro per nodrirlo. Lavoro discreto. Rotta in 
parecchi punti-e restaurata: l’ureo e il raso sono leggermente frammentati. — 
Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,127. 


. (297) Iside madre, come il numero precedente, da cui differisce solo nella 


forma del trono,.il dorso del quale si prolunga in alto sotto forma di obelisco. 
In questo obelisco è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. Consunta e 
frammentata in parecchi punti. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,076. 


(298) Iside madre, come il numero precedente, da cui differisce soltanto 
per la mancanza dell’ ureo sulla fronte. Amuleto. Lavoro mediocre. Frammen- 
tata nel braccio destro e sul petto, non meno che alla base e in alcuni altri 
punti. — Gallerie. Porcellana biancastra, alt. 0,020. 


(300) Iside madre, come il numero precedente. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,015. 


(4212) Iside, collo shenti serrato suì fianchi da una cintura, e le trec- 

cie raccolte sopra le orecchie e cadenti sulla schiena. Porta sul capo un dia- 
dema singolarissimo, ora in parte frammentato, che ha l’aspetto di un fascio di 
steli di fiori; è seduta sopra un trono, di forma pure assai singolare e traforato 
a giorno. Con ambe le braccia stringe al seno il giovine Oro, che è a cavallo 
sulle sue ginocchia, e colle braccia appese al di lei collo. Tutta l’immagine era 
coperta da un leggerissimo strato di doratura, di cuj rimangono tuttora non dub- 
bie traccie. La singolarità di questa immagine, esclude per noi anche il dubbio 
che sia una falsificazione: ma la crediamo a preferenza di fabbricazione stra- 
niera all'Egitto, oppure appartenente agli ultimi tempi della religione egiziana. 
Lavoro mediocre. Manca la testa di Oro; consumata in diversi punti. — 230, 
venienza RIGORI, Pietra ‘calcarea, giallo-scura, alt. 0,092. 


(316) Iside piangente o Terti-ur (dk 2/4) sotto sembianze 

umane, inginocchiata per terra e seduta sulle Msi Portava posticcio sul 

capo l’emblema rl, ora mancante: i capelli le scendono sulle spalle e sul 

petto raccolti nelle solite bende, e la solita veste, stretta al corpo, la cuopre 
3» 


58 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


quasi tutta dal petto insino ai piedi. Le braccia, posticcie ancor esse, erano 
trattenute al busto con un cavicchio di legno; il braccio sinistro è ripiegato. sulle 
coscie, e il destro, ora mancante, doveva essere sollevato verso la fronte in atto di 
. dolore. L'immagine riposa sopra uno zoccolo di legno a cui è unita: il tutto poi 
era ricoperto con un leggiero strato di stucco colorato, come vedesi ancora 
attualmente. Le parti nude del corpo, il viso e le mani, erano dipinte di giallo 
e forse anche dorate, tranne gli occhi segnati in nero: le bende del capo in 
azzurro pallido, ora sbiadito quasi del tutto, la veste in rosso vivo, e del me- 
desimo colore anche il piedestallo. Buon lavoro anteriore alla XXVI dinastia, 
ma ritoccato modernamente in parecchi punti. Lo stucco è molto scrostato, 
il colore sbiadito: il legno è screpolato in parecchie direzioni. — Gallerie. Legno, 
base 0,152 x 0,085, alt. 0,055, alt. tot. 0,297. 
437. (283) Iside piangente, come il numero precedente, vista di profilo. È 
seduta sul calcagno della gamba destra, piegata per terra, e tiene sollevato il 
ginocchio sinistro appoggiandovi la mano destra e il gomito del braccio sini- 
stro, che tiene ripiegato verso gli occhi in atteggiamento di piangere. Porta 
sul capo l'emblema [j; i capelli le scendono in treccie sulle spalle e sul seno. 


Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,061. 


438. (315) Iside Hathor, sotto sembianze umane. Porta l’ureo sulla fronte, in 
capo il diadema di urei ritti sulle code, che vedesi ordinariamente sul capo 
delle regine, e sostenute ad esso due corna di vacca, racchiudenti in mezzo il 
disco solare. I capelli le scendono come al solito sulle spalle e sul petto, coperti 
dalle bende striate, e la solita veste, stretta al corpo, le lascia scoperta una 
parte del petto e poi giunge sin quasi ai piedi. È diritta in piedi, colle gambe 
giunte insieme, e le braccia ornate di braccialetti alla radice della mano, distese 
lungo i fianchi ed aderenti al corpo. Buonissimo lavoro, probabilmente anteriore 
alla XXVI dinastia. Mancano i piedi con piccola parte delle gambe. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,175. 


439. (54) Iside Hathor, come il numero precedente. È diritta in piedi sopra una 
piccola base di bronzo, che porta inferiormente un'appendice dello stesso metallo, 
per poter incastrare l’immagine in un’altra base. Lavoro discreto. Manca la parte 
superiore delle corna e del disco. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,098. 


440. (332) Iside Hathor, come il num. 438. È diritta in piedi sopra una piccola 
base di bronzo, colla solita appendice. Lavoro cattivo. Manca l'estremità superiore 
del corno sinistro: è molto ossidata. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,086. 


441. (3750) Iside Hathor, come il num. 438. È diritta in piedi sopra una piccola 
base di bronzo, che porta inferiormente la solita appendice. Lavoro mediocre. 
Manca il corno di destra. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,085. 


ISIDE HATHOR 59 


iI ine 


442. (59) Iside Hathor, come il num. 438. Di dietro, all'altezza del capo, un 
piccolo anello in direzione orizzontale. Amuleto. Lavoro mediocre. L'estremità 
delle corna sono consumate. — Gallerie. Bronzo. alt. 0,043. 


443. (4232) Iside Hathor, come il num. 488, da cui differisce per la mancanza del- 
l’ureo sulla fronte, e per portare la gamba sinistra in avanti. Di dietro, all'altezza 
del capo, un piccolo anello in direzione orizzontale. Amuleto. Lavoro mediocre: 
manca di parte delle gambe. — Provenienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,049. 


444. (4367) Iside Hathor, come il numero precedente. È addossata a un pilastrino, 
in cui è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. Leggermente frammentata 
all'estremità del corno destro. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, 
alt. 0,053. 


445. (342) Iside Hathor, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,014. 


446. (4254) Iside Hat} or, simile al numero 444. Amuleto. Lavoro mediocre. Rotta 
in due pezzi e restaurata. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, 
alt. 0,046. 


447. (4235) Probabilmente Iside Hathor, simile al num. 444. Lavoro rozzissimo 
dei bassi tempi. — Provenienza incerta. Terra scura, alt. 0,023. 


448. (4227) Probabilmente Iside Hathor, simile al num. 444. Amuleto. Lavoro 
cattivo dei bassi tempi — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,023. 


449. (4229) Iside Hathor, simile al num. 444. Il legno è stato coperto da un 
leggiero strato di stucco, e quindi dorato. Amuleto. Lavoro mediocre. — Pro- 
venienza incerta. Legno, alt. 0,024. 


450. (4340) Iside Hathor, come il num. 438, colle braccia ripiegate sul petto, 
nell'atto di stringere con ambo le mani un fiore di loto col suo gambo. È ad- 
dossata a un pilastrino, in cui è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre; 
parecchie parti dell'immagine sono consumate. Manca di parte delle gambe, del 
braccio sinistro e delle corna. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, 
alt. 0,018. 


451. (5113) Iside Hathor, come il num. 438, rappresentata in bassorilievo sopra 
una piccola tavoletta in forma di stele, rivolta verso destra. Colla mano sinistra 
stringe un fiore di loto col suo gambo, e colla destra un amuleto indiscernibile. 
All’estremità superiore della tavoletta si unisce un anellino. Amuleto. Lavoro 
mediocre — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,024. 


60 


————————m6 PT———€Èm6————@—— +++ 6 — __— —r >cry_:;  —— — —— ——— = ——_—_—_————_————@—— 


452. 


453. 


454, 


450. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


(335) Iside Hathor pterofora, come il num. 438, coll’ureo sulla fronte, 
diadema, corna e disco sul capo etc. Tiene le gambe giunte insieme, e dalle 
braccia, tese in avanti, pendono due ali spiegate. È diritta in piedi sopra una 
piccola base, a cui è unita inferiormente la solita appendice. Lavoro discreto. 
Manca il braccio destro coll’ ala. Molto consumata, ossidata e intaccata dalla 
muffa. — Galleria. Bronzo, alt. 0,094. 


(3910) Iside Hathor pterofora, come il numero precedente, rappresen- 
tata in bassorilievo sopra una piccola tavoletta rettangolare. Porta le braccia 
alquanto sollevate lateralmente, colle ali in parte spiegate, e stringendo con cia- 
scuna delle mani una penna di struzzo. All'estremità superiore della tavoletta 
si unisce un anellino. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle de Paz. Por- 
cellana verdognola, alt. 0,034. 


(319) Iside Hathor, sotto sembianze umane, rappresentata nell’atto di 
nudrire il giovine Oro, seduto sulle sue ginocchie, avente l’ureo sulla fronte, 
i capelli raccolti in una treccia che gli cade sulla spalla destra, e al collo un amu- 
leto, pendente da un piccolo nastro, segnato in incisione. La Dea, come il 
num. 438, porta sulla fronte l’ureo, sul capo un diadema di urei ritti sulle 
code, e sopra di esso, le corna di vacca col disco solare. I capelli le scendono 
in treccie sulle spalle e sul petto, raccolti nelle solite bende, sopra le quali 
è disegnato in incisione l’avoltojo, simbolo della maternità, colle ali spiegate 
ai due lati del capo, il corpo sulla nuca, e sul collo la coda e gli artigli strin- 
genti l’amuleto Q. Porta al collo una ricca collana, e veste il solito abito stretto 
al corpo. È nell’atteggiamento di essere seduta sopra un trono, che manca, col 
braccio sinistro teso in avanti, per sostenere il figlio Oro, e il destro sul seno. 
Posa i piedi sopra una base prismatica di bronzo aperta inferiormente, a cui sì 
unisce un'appendice per incastrare l’immagine in un trono di legno o di calcare. 
Buonissimo lavoro del periodo saitico. Manca la parte superiore del corno sini- 
stro: la treccia di Oro è frammentata: buona patina. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,365. 


(3745) Iside Hathor, sedente con Oro sulle ginocchia, simile al numero 
precedente. La pupilla degli occhi è formata con porcellana nera, incastrata 
in una laminetta d’oro, della forma esatta dell'occhio, la quale è poi incastrata 
alla sua volta nel vuoto lasciato nel bronzo. Posa i piedi sopra una base prisma- 
tica, aperta inferiormente e colla solita appendice. L'immagine di Oro è tratte- 
nuta sulle ginocchia della madre per mezzo di un’ appendice, che attaccata alle 
coscie del Dio s’incastra in una specie di guaina di forma corrispondente, fusa 
insieme al resto del pezzo. È dubbio se realmente questa sia l'immagine che appar- 
teneva al gruppo in questione, stante il lavoro di restauro evidentemente moder- 
no, con. cuì l’ appendice ora accennata è saldata alla medesima. Buonissimo 
lavoro del periodo saitico. Manca la parte superiore delle corna: la base è fram- 
mentata: il resto è ben conservato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,350. 


—————6____—_—_—_—_—_—_——_——t—€—m 


456. 


ISIDE HATHOR 61 


(317) Iside Hathor, sedente nella sua funzione di madre, simile al num. 454. 
Sul braccio sinistro presso la spalla, e sul braccio destro presso la spalla e 


alla radice della mano, sono tracciati in incisione i braccialetti. Direttamente 


sotto i piedi porta la solita appendice. Buonissimo lavoro. Manca l’immagine di Oro, 


| che era posticcia. Coperta quasi intieramente da una patina di bel blev, di car- 


bonato di rame. Manca pure la parte superiore del corno di destra. — Gal- 


 lerie. Bronzo, alt. 0,210. 


457. 


458. 


459. 


(4203) Iside Hathor, sedente etc., come il num. 454. Alle braccia, presso 
la spalla, e alle gambe alla radice del piede porta delle armille. Direttamente 
sotto i piedi, la solita appendice. Lavoro mediocre; frammentata e consumata 
in parecchi punti. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,142. 


(320) Iside Hathor, sedente etc., come il num. 454. Armille alle brac- 
cia e alle gambe presso la radice del piede. Posa i piedi sopra una piccola 
base di bronzo, colla solita appendice. Altra appendice è saldata sotto le reni 
dell'immagine. Buon lavoro: coperta da una bella patina rosea, di protossido 
di rame. Sul petto vedesi un piccolo punto giallo d’oro, che si direbbe un 
resto di doratura, e che è invece una pirite di rame. Manca la parte superiore 
del corno destro: consumata in parecchi punti. — Ga/lerie. Bronzo, alt. 0,135. 


(318) Iside Hathor, sedente etc., come il num. 454, da cui differisce so- 
lamente per avere sulla fronte due urei invece di un solo, i quali inoltre ten- . 
gono in capo un diadema. Posa i piedi sopra una piccola base di bronzo, colla 


- solita appendice: altra appendice consimile è saldata sotto le reni della figura. 


460. 


461. 


462. 


Lavoro discreto; coperto da una patina bleu, di carbonato di rame. Mancano le 


‘corna col disco, che erano posticcie, e incastrate in ‘un foro che vedesi tuttora. — 


Gallerie. Bronzo, alt. 0,124. 


(327) Iside Hathor, sedente etc., come il num. 454. Posa i. piedi sopra 
una piccola base di bronzo, colla solita appendice. Lavoro mediocre. Mancano le 
estremità delle corna: è tutta coperta di muffa e in stato di piena disgrega- 
zione. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,119. 


(4210) Iside Hathor, sedente etc., come il num. 454. Posa i piedi sopra 
una piccola base di bronzo, colla solita appendice, ora frammentata. Lavoro me- 
diocre: mancano in seguito a rottura le corna col disco. Molto ossidata. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,107. a | 


(4209) Frammento di immagine di Iside Hathor, sedente etc., come il 
num. 454, comprendente tutto il corpo dalle ginocchia in su. Armille alle 
braccia. Sotto le reni è saldata la solita appendice. Lavoro discreto. Molto 0s- 
sidata. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,100. 


62 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


463, 


464. 


465. 


466. 


4607. 


(314) Iside Hathor, nella sua funzione di madre, come il num. 454; ‘da cui 
differisce unicamente in ciò, che sulla fronte, alla testa dell’ureo sostituisce la 
testa dello sparviero, il cui corpo è quindi disegnato sulle bende del capo. Posa 
i piedi sopra una base prismatica colla solita appendice. Ottimo lavoro del 
periodo saitico. Manca della mano destra e di parte del braccio; manca del 
giovine Oro, che era pure posticcio, e mancano del pari le corna col disco, che 
erano incastrate in un foro, che vedesi nel centro del diadema. Molto ossidata in 
alcuni punti. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,320. 


(3746) Iside Hathor, sedente etc. colla testa dell’avoltojo sulla fronte, come il 
numero precedente. Posa i piedi sopra una base prismatica di bronzo, a cuì si 
unisce inferiormente la solita appendice. Buon lavoro forse del periodo greco- 
egizio. Manca l'estremità del corno di destra. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,198. 


(4207) Iside Hathor, sedente etc. colla testa di sparviero sulla fronte, come 

il num. 463. Posa i piedi sopra una piccola base di bronzo, colla solita appen- 
dice. Lavoro mediocre. Mancano le estremità delle corna: consumata e scrostata. 
in parecchi punti: molto ossidata. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,130. 


(321) Iside Hathor, sedente con Oro sulle ginocchia, l’ureo sulla fronte, 
sul capo il diadema di urei e le corna di vacca col disco, comè il num. 454. 
Ne differisce solamente in ciò, che sulle bende che coprono i capelli non vedesi 
disegnato l’avoltojo, e per il berretto conico, che il giovine Oro porta sul capo. 
Armille alle braccia. Posa i piedi sopra una base prismatica di bronzo, a cui 
si unisce la solita appendice. Lavoro discreto; coperta qua e là da nuclei di 
ossido e di carbonato di rame, Manca l'estremità del corno sinistro. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,141. 


(322) Iside Hathor, sedente etc. come il numero precedente, con Oro sulle 
ginocchia, fregiato del berretto conico. Armille finamente lavorate alle braccia 


. © alle gambe. Oro porta appeso al collo un amuleto, e armille alle braccia. 


468. 


Posa i piedi sopra una piccola base di bronzo, colla solita appendice frammentata: 
altra appendice pure frammentata era saldata sotto le reni dell'immagine. Buon 
lavoro del periodo saitico: mancano le corna col disco, in seguito a rottura: 
qua e colà nuclei di carbonato di rame. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,104. 


(3747) Iside Hathor, come il num. 466. Originariamente tuita l’immagine 
doveva essere dorata, a giudicare dalle traccie quasi impercettibili, che ne ri- 
mangono sul disco, sul volto e sulla mano destra. Pusa i piedi sopra una pic- 
cola base di bronzo, colla solita appendice. Lavoro mediocre. Le corna sono fram- 
mentate superiormente: il disco e il gomito destro sono del pari frammentati 
e consumati. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,102. 


‘. ISIDE HATHOR 68 


469. (3748) Iside Hathor, come il num. 466. Posa i piedi sopra una piccola 
base di bronzo, colla solita appendice: altra appendice tiene saldata sotto le reni. 
: ‘Lavoro cattivo. Manca l'estremità del corno destro: coperta di ossido. — Pro- 
| venienza incerta. PROZIA alt. 0, 088. 


470. (331) Iside Hathor, come il num. 466. Posa i piedi sopra una piccola base 
di bronzo, colla solita appendice: altra appendice ha saldata sotto le reni. Lavoro 
mediocre: mancano le corna col disco, che erano posticcie e incastrate in un 

‘‘ foro, che vedesi tuttora. Nuclei di ossido qua e colà: intaccata dalla muffa. — 
| Gallerie. Bronzo, alt. 0,083. 


471. (52) Iside Hathor, sedente con Oro sulle ginocchia etc., come il num. 454, 
da cui differisce unicamente in ciò, che sulle bende con cui sono raccolti i capelli, 
non è disegnato l’avoltojo. Posa i piedi sopra una base prismatica di bronzo, 

. colla solita appendice, ora frammentata. Lavoro rozzo. Mancano le estremità 
. delle corna: coperta da uno strato spesso di ossido. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,129. 

472. (328) Iside Hathor, come il numero precedente. Posa i piedi sopra una pic- 
«cola base, colla solita appendice. Lavoro mediocre. Manca l’estremità del corno 
sinistro: intaccata dalla. muffa. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,127. 


473. (323) Iside Rath or, come il num. 471. Posa ì piedi sopra una piccola 
base, a cui doveva essere unita la. solita appendice, ora impercettibile. Lavoro 

‘ cattivo. Manca delle corna e del disco; a giudicaré dalla natura della lega metal- 
lica si direbbe dei tempi romani. Sotto le reni fu incastrata recentemente un’appen- 

dice di ottone: l’immagine è intaccata dalla muffa. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,109. 


474. (5429) Iside Hathor, come il num. 471. Posa i piedi sopra una piccola 
‘. base di bronzo, a. cui è unita la solita appendice: altra appendice è saldata 
sotto le reni. Lavoro cattivo. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,125. 


475. (4209) Iside Hathor, come il num. 471. Posa i piedi sopra una piccola 
base di bronzo, colla solita appendice, ora mancante in parte: altra appendice, 
pure mancante, aveva sotto le reni. Lavoro cattivo: il bronzo è spaccato e scro- 
stato in parecchie direzioni. Stato di conservazione ARopiorerole: — Provenienza 
incerta. PISOEO, alt. 0,107. i 


476. (326) Iside Hathor, come il num. 471. Sotto i piedi la solita appendice. 
Lavoro cattivo. Ossidata e scrostata. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,107. 


477. (3749) Iside Hathor, come il num. 471. Anticamente era tutta coperta con 
uno strato d'oro di qualità finissima, a giudicare dalle piccole traccie che ne 


(rimangono sul viso, e specialmente sulle gambe. Piccola base colla solita 


478. 


479. 


480. 


481. 


482. 


483. 


INMAGINI DI DIVINITÀ 


appendice, ora frammentata :' altra appendice sotto le reni. Lavòro mediocre, pro- 


babilmente anteriore alla XXVI dinastia; tutta coperta di ossido e di carbbnato 
di rame: manca delle corna e del disco. — Provenienza incerta. clari alt. 0,104. 


(329) Iside Hathor, come il num. LATI. Posa i ui sopra una diala base 
di bronzo, colla solita appendice ora frammentata. Lavoro cattivo. Manca l'estre- 
mità del corno sinistro: intaccata dalla muffa. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,102. 


(4206) Iside Hathor, come il num. 471. Piccola base di bronzo, colla solita 
appendice: altra appendice, ora mancante, aveva saldata sotto le reni. Lavoro 
cattivo. Manca l’estremità del corno sinistro, e parte dell’appendice: ossidata e 
consunta. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,098. 


(324) Iside Hathor, come il num. 471. Piccola base prismatica di bronzo, 
colla solita appendice: altra appendice è saldata sotto le reni. Lavoro rozzo; man- 
cano le corna col disco. La base è frammentata: consunta in parecchie parti. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,097. 


i 


(4205) Iside Hathor, come il num. 471. Piccola base colla solita appen- 


dice: altra appendice sotto le reni. Lavoro cattivo. Manca l'estremità del corno 
destro: ossidata. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,097. 


(53) Iside Hathor, come il num. 471. Piccola base colla solita appendice. 
Lavoro mediocre: traccie di carbonato di rame. Mancano le estremità delle corna: 
alquanto ossidata a tratti. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,094. 


(325) Iside Hathor, come il num. 471. Piccola base prismatica, colla solita 
appendice: sotto le reni altra appendice, ora frammentata. Lavoro cattivo. Man- 
cano il braccio sinistro, le corna e il disco. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,088. 


484. (330) Iside Hathor, come il num. 471. Sotto i piedi la solita appendice, 


485. 


486. 


ora frammentata. Lavoro cattivo: mancano il braccio destro e parte dell’imma- 
gine di Oro: coperta di carbonato di rame 6 ILASCHA dalla’ muiîa, — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,087. 


(4208) Iside Hathor, come il num. 471. Piccola base colla solita appendice, 
ora frammentata; altra appendice sotto le reni. Lavoro rozzissimo: rotta in due 
pezzi e restaurata; coperta di ossido, misto con sabbia silicea e con traccie dì. 
carbonato di rame. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,052. 


(334) Iside Hathor, con Oro sulle ginocchia, le solite bende sul capo, il 
serto di urei e le corna col disco, come il num. 471. Ne differisce soltanto per 
essere seduta sopra un trono di legno, unito all'immagine medesima. Il tutto 


ISIDE HATHOR 65 


— —___ _——— — <——— + —.—_Tr_T-—y_—__—_ _—_—_—r_r_rr -.__y — —————————@—@m@———@———@——@—@———È@@ 


fu colorito anticamente con una vernice scura, di cui rimangono alcune traccie: 


. gli occhi, ora mancanti, erano probabilmente formati ‘con stucco biancastro, 


487. 


incastrato nel legno. Lavoro mediocre; orribilmente consumato. — Gallerie. 
Legno, alt. 0,102. 


(289). Iside Hathor, come il num. 471, seduta sopra un trono di-legno come. 


il numero precedente. Il tutto fu ricoperto con uno strato leggerissimo di stucco 
indorato: gli occhi, l’ureo e la treccia del giovine Oro sono segnate in nero. 
Manca quasi tutta la doratura: lo stucco è scrostato in parecchi punti. — Ricci. 
Legno, alt. 0,069. | 


488. (306) Iside Hathor, come il num. 471, seduta sopra un trono di porcellana 


489. 


490. 


find 


491. 


492. 


493. 


494. 


495. 


azzurrognola, traforato a giorno e unito all'immagine. Amuleto. Lavoro mediocre. 
Manca il serto di urei colle corna e col disco: consumata e frammentata in 
parecchi punti. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,058. 


(60) Iside Hathor, come il num. 471, seduta come .il numero precedente, 
sopra un trono di porcellana. Di dietro, all’ altezza del capo, un piccolo anello. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana rossiccia, alt. 0,060. 


(19) Iside Hathor, simile al numero precedente. Dietro il disco solare, un 
piccolo anello. Amuleto. Lavoro discreto. Mancano le corna col disco. — Roscl- 
lini. Porcellana celeste, alt. 0,041. — 7 


(4217) Iside Hathor, simile al num. 489. Di dietro, all’altezza del collo, 
aveva un piccolo anello, ora frammentato. Amuleto. Lavoro mediocre dei tempi 
romani. Manca delle corna @ del disco. — Provenienza incerta. Alabastro, 
alt. 0,025. 


(303) Iside Hathor, simile al num. 489. Trasversalmente al disco solare 
è praticato un foro. Amuleto. Lavoro rozzo. — Aosellini. Porcellana verdastra, 
alt. 0,020. 


(296) Iside Hathor, simile al num. 489. Dietro il capo aveva un anellino, 
ora frammentato. Amuleto. Lavoro discreto. Mancano le corna col disco. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,019. 


(4220) Iside Hathor, simile al num. 489. Attraverso al serto di urei è 
praticato un foro. Amuleto. Lavoro rozzo. — Provenienza incerta. Porcellana 
turchina, alt. 0,018. 


(4216) Iside Hathor, simile al num, 489. Dietro il capo, un piccolo anello. 
Amuleto. Lavoro rozzo. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,015. 
9 


66 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


496. (4224) Iside Hathor, simile al num. 489. Attraverso sl capo è praticato 
un foro. Amuleto. Lavoro rozzissimo. — Provenienza bia Porcellana tur- 
china, alt. 0,017. 


497. (4222) Iside Hathor, simile al num. 489. Dietro al disco solare, un piccolo 
anello. Amuleto. Lavoro rozzo. — Provenienza incerla. Porcellana turchina, 
alt. 0,017. 


498. (4215) Iside Hathor, simile al num. 489. Dietro il capo, un anellino. Amu- 
leto. Lavoro rozzo. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,017. 


499. (4212) Iside Hathor, simile al num. 489. Dietro il capo, un anellino. 
siria Lavoro mediocre. — ‘ Provenienza incerta. Porcellana 1 alt. 0, 016. 


500. (4221) Iside Hathor, simile al num. 489. dito al capo vpiatiaa un 
piccolo foro. Amuleto. Lavoro rozzo. — Provenienza incerta. Porcellana tur- 
china, alt. 0,015. 


501. (295) Iside Hathor, come il num. 471, seduta sopra un trono, della stessa 
materia della figura e unito ad essa; il dorso di questo si eleva in forma di 
pilastrino o di obelisco per tutta l'altezza dell'immagine, e in esso è praticato 
un foro. Amuleto. Lavoro discreto. Mancano le corna col disco; l’immagine di 
Oro è molto consumata. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,044. 


502. (58) Iside Hathor, simile al numero precedente. Amuleto, Lavoro medio- 
cre. — Gallerie. Porcellana nera, alt. 0,045. . 


LA 
- | 


503. (3751) Iside Hathor, simile al num. 501. Amuleto. Lavoro mediocre. 
Manca l’estremità del corno sinistro. — Provenienza incerta. Porcellana aZZur- 
rognola, alt. 0,042. 


504. (57) Iside Hathor, simile al num. 501. A giudicare da alcune traccie, che 
tuttora rimangono sulle bende e sul braccio destro, tutta l’immagine doveva 
essere dorata. Sulla facciata posteriore del DIRO è tracciata un’ Iscrizione, 
di cui leggonsi solamente i segni: 


Tage ci ssi 


(Dice (il proprietario dell'immagine): Hathor la gran madre, occhio di Ra... [dà] la vita). 
Amuleto. Buonissimo lavoro. — Gallerie. Porcellana verdastra scura, alt. 0,039. 
505. (4223) Iside Hathor, simile al num. 501. Amuleto. Lavoro mediocre. Rotta 


dalla fronte in su: frammentata e scrostata in parecchi punti. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,038. ( 


ISIDE HATHOR 67 


506. (62) Iside Hathor, simile al num. 501. Amuleto. Lavoro cattivo. Legger- 
mente frammentata nel corno destro. — (Gallerie. Porcellana azzurrognola, 
alt. 0,032. | | 


507. (56) Iside Hathor, simile al num. 501. Amuleto. Lavoro cattivo. Manca 
l'estremità del corno sinistro. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,031. 


508. (284) Iside Hathor, simile al num. 501. Amuleto. Lavoro rozzissimo. — 
Rosellinî. Porcellana turchina, alt. 0,028. 


909. (55) Iside Hathor, simile al num. 501. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gal- 
lerie. Porcellana turchina. alt. 0,025. 


510. (302) Iside Hathor, simile al num. 501. Sulla veste che le cuopre le gambe 
è tracciato in incisione l’amuleto t any, e ai due lati del trono è segnato l’F= 
uta. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,021. 


511. (310) Iside Hathor, simile al num. 501. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,020. 


512. (63) Iside Hathor, simile al num. 501. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gal- 
lerie. Porcellana celeste, alt. 0,020. 


518. (4214) Iside Hathor, simile al num. 501. Amuleto. Lavoro rozzo. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,017. 


- 514. (4225) Frammento di immagine di Iside Hathor, simile al num. 471, com- 
prendente tutta la parte del corpo dal ventre in su. Doveva essere seduta, sopra 
un trono della stessa materia con pilastrino. Lavoro mediocre. Coperta di terra 
in parecchi punti. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,067. 


515. (309) Frammento di immagine di Iside Hathor, come il num. 471, com- 


prendente la parte del corpo dal ventre in su. Doveva essere seduta sopra un 
trono con pilastrino, come il num. 501. Il disco solare è smaltato in giallo, 
e anticamente era forse dorato. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca il braccio 
destro. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,025. | 


516. (4204) Iside Hathor, seduta sopra uno sgabellino, con Oro sulle ginocchia: 
porta sul capo il disco solare colle corna, e i capelli inanellati e raccolti tutti 
indietro sulle spalle, con un’ acconciatura diversa da quella abituale. Base rettan- 
golare di bronzo. Lavoro cattivo dei bassi tempi romani. Leggermente frammen- 
tata nel disco: alquanto ossidata. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,037. 


68 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


(cme sali 


017. 


518. 


(312) Iside Hathor Mut, con Oro sulle ginocchia, l’ureo sulla fronte, it 
serto di urei colle corna e col disco sul capo etc., come il num. 455. Come 
quella, è nell’atteggiamento di essere seduta sopra un trono che manca, e ne 
differisce unicamente per la folta e lunga capigliatura, che le scende confusamente 
sulle spalle, sul petto e sul dorso, coperta da un velo, su cui è segnato l'avvoltojo 
colle ali spiegate, acconciatura propria della Dea Tebana Mut (CASI) Base 
prismatica di bronzo, colla solita appendice. Lavoro discreto: alquanto intaccata 


dalla muffa. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,143. 


(43) Iside Hathor Neit, seduta con Oro sulle ginocchia sopra un trono di 
serpentina, a cui è unita. Porta al collo una ricca collana, armille alle braccia 
e alle gambe, e sul capo il serto di urei, che doveva sostenere le corna col 
disco, posticcie e incastrate in un foro, che vedesi tuttora. Sulle bende con 
cui sono raccolti i capelli, è tracciato l’avvoltojo colle ali spiegate. Il giovine 
Oro porta al collo un amuleto, e si sostiene col braccio destro al braccio dritto 


_ della Dea: la testa di Oro era pure posticcia, e manca attualmente. Il dorso del 


519. 


520. 


021. 


trono su cui è seduta si eleva a modo di obelisco, sulla fronte posteriore del 
quale è incisa l'iscrizione : 


«a ag 0) 
Tu vele 
(Da dirsi: Neit purifica il defunto Netatatetà) 


Sui due lati del trono era probabilmente incisa un’altra iscrizione, ma è tutta 
martellata con cura speciale. Rappresentazione rara, da attribuirsi con certa pro- 
babilità alla XVIII dinastia. - Dai manoscritti di Champollion : - « L’inscription 
qui reste sur le dossière du tròne nous apprend que c'est là une image de 
la Déesse Bouto, la nourrice des Dieux ». Lavoro discreto. Manca la testa di 
Oro: frammentata in parecchi altri punti. — Gallerie. Serpentina (?), alt. 0,183. 


(5468) Frammento di immagine di Iside Hathor, comprendente le corna 
col disco. Buon lavoro. Mancano le estremità: molto ossidata. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,021. 


(3954) Frammento di immagine di Iside, mancante della testa e di parte del 
busto, seduta sopra un trono, con Oro sulle ginocchia, e vestita col solito abito 
stretto al corpo. Di dietro, sul dorso, un piccolo anello. Amuleto. Lavoro di- 
screto. — Provenienza incerta. Porcellana verdognola, alt. 0,026. 


(4219) Frammento di immagine di Iside, mancante della testa e di piccola 
parte del busto, seduta sopra un trono con pilastrino, con Oro sulle ginocchia, 


(') Il determinativo sÎ] s nettamente segnato, ci fa credere che *em sia un errore per sn 


ISIDE HATHOR 69 


— — ———_____—m———_—— _T—_———6m@—6€_ _—__———_—_—————»—€—6 


vestita col solito abito e nel solito atteggiamento. Amuleto. Lavoro mediocre. 
Alquanto consumata. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,025. 


522. (5469) Frammento di immagine di Is id e, simile al numero precedente. Attra- 
verso al collo doveva essere praticato un piccolo foro. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Provenienza incerta. Porcellana giallastra, alt. 0,013. 


523. (4255) Frammento di immagine di Iside, simile al num. 521. Amuleto. 
Lavoro rozzo. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,013. 


524. (5251) Frammento di immagine di Iside, simile al num. 521. Amuleto. La- 
voro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana giallognola, alt. 0,012. 


525. (4213) Frammento di immagine di Iside, simile al num. 521. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,011. 


526. (5251) Frammento di immagine di Iside, simile al num. 521. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,009. 


527. (5470) Frammento di immagine di Iside, simile al num. 521. Amuleto. La- 
voro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola alt. 0,008. 


528. (4218) Frammento di immagine di Iside, mancante della testa e di parte 
del busto, seduta sopra un trono sostenuto da quattro piedi a mo'di gambe 
di leone, con Oro sulle ginocchia, vestita col solito abito e nel solito atteggia- 
mento. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana azzurro- 
gnola, alt. 0,022. 


529. (3027) Diadema di urei ritti sulle code, probabilmente un frammento di una 
immagine di Iside Hathor. Buon lavoro. — Ricci. Bronzo, alt. 0,911, diam. 4,035. 


530. (121) Gruppo di due divinità, rappresentanti l’una Asàr yxentàmenti e 
l’altra Iside Hathor nella sua funzione di madre. Il primo è vestito col 
paludamento di Ptah noferhir da cui escono le mani, che stringono l'una 
lo scettro { hic e l’altra lo staffile A\ neyxex, portando sul capo la mitra col 
fiocco, fiancheggiata dalle due penne e l’ureo sulla fronte: la seconda è seduta 
sopra un trono, col giovane Oro sulle ginocchia, il diadema di urei e le corna 
col disco sul capo. Amendue stanno sopra un medesimo piedestallo, e sono 


appoggiati ad una medesima stele (Ps) arcuata nella sua parte supe- 


riore, vuota internamente, con una apertura dalla parte inferiore chiusa con 
un piccolo tappo di legno. In questa cavità dovette essere riposta la mummia 
di un piccolo rettile, o di altro piccolo animale a sangue freddo, ora perduta. 


70 


531. 


532. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


Il legno fu interamente coperto con stucco e dorato nelle immagini, dipinto 
a diversi colori nelle altre parti. Lavoro discreto. Poco conservato. Lo stucco . 
è in molte parti consumato, e sia della doratura che della pittura FARFAGOIO 
poche traccie. — Gallerie. Legno, alt. 0,147. 


(389) Gruppo di quattro divinità, Ptah noferhbir, Iside Hathor, Consu 
e Nofertum. Sono tutti in piedi nelle medesima base, accosto l'uno all’altro. 
Ptah è vestito col solito paludamento, e colle mani giunte sul petto stringe lo 
scettro ‘*: Iside Hathor vestita col solito abito delle Dee, porta sul capo il dia- 
dema di urei, e sopra di esso, come risulta dalle traccie di rottura tuttora visibili, 
le corna di vacca col disco solare: segue Consu vestito come Ptabh, col crescente 
lunare sul capo, e collo scettro { e lo staffile A\ nelle mani: viene da ultimo 
Nofertum col fiore di loto, da cui esce il fascio delle quattro altissime penne. 
Dietro il collo di Nofertum e di Consu si vedono i resti di due anelli in direzione 
orizzontale, riuniti tra loro con una spranghettina aderente al dorso di Consu 
e di Iside Hathor. Il raggruppamento di queste quattro divinità non è fre- 
quente. Lavoro discreto. — (Gallerie. Bronzo, alt. 0,036. 


(388). Gruppo di quaitro immagini di Iside Hathor, viste di profilo, dispo- 
ste l'una dope l'altra, in modo da formare un solo amuleto. Un piccolo foro 
attraversa il capo di ciascuna delle immagini. — Lavoro mediocre. Rosellini. 
Porcellana turchina, alt. 0,032. 


533. (65) Hathor, sotto sembianze umane, nella forma sotto cui la conobbero i 


Greci, di Venere Egizia o di Dea della bellezza. È diritta in piedi, colla gamba 
destra in avanti, le braccia distese sui fianchi, tenendo con ciascuna delle mani 
serrate in pugno il sistro, strumento a lei sacro. Ha i capelli elegantemente 
acconciati con un velo di lavoro finissimo, intrecciato con perline di smalto: 
l'avvoltojo colle ali spiegate vi è disegnato sopra, in atto di proteggere la Dea. 
Porta al collo una ricca collana, a cui si sostiene, elegantemente annodata, una 
veste sottile aderente al corpo, che le scende sin quasi ai piedi. È addossata 
a un pilastrino, che si eleva sino quasi all’altezza delle spalle, e sulla cui faccia 
posteriore è incisa in bei ne l'iscrizione seguente : 


oi rx 2 Y; LIS 


(0 Hathor, la gran sovrana di Lia occhio di Ra, signora del cielo, Dea della 
potenza, regina di tutti gli Dei). 


Lavoro finissimo del periodo greco-egizio, e probabilmente opera di artista greco. 
Sul capo vedesi praticato un foro, in cui erano forse incastrate le corna coll 
disco. Manca dei piedi, e della base su cui anticamente posava: i piedi che 
vedunsi presentemente, e la base di bronzo su cui è collocata, sono restauri 
moderni. — Gallerie. Nero antico, alt. 0,206. 


HATHOR TI 


534. (4256) Hathor, sotto la medesima forma indicata nel numero precedente. È 


530. 


006. 


quadrifronte, diritta in piedi e addossata a un pilastrino, sulla eui faccia poste- 
riore è incisa corsivamente l'iscrizione seguente: 


n ANG (0 di ADZIAAKA di 


(Da dirsi [dal proprietario dell'immagine] Hathor la gran sovrana, signora del 
sicomoro, occhio di Ra, signora del dra) 


Sul capo Liana un emblema, che manca attualmente. Lavoro discreto del pe- 
riodo greco-egizio. Mancano due faccie della Dea, e quasi del tutto i piedi : fram- 
mentata in parecchi punti. — (Gallerie. Nero antico, alt. 0,119. 


(5471) Hathor, vista di profilo, nella sua forma caratteristica di divinità 
femminile a corpo umano e testa di giovenca. Porta sul capo un diadema, che 
rappresenta probabilmente un serto di urei, e sopra di esso le corna col disco s0- 
lare: ha il capo coperto colle solite bende, ed è vestita coll’abito stretto al 
corpo, proprio delle divinità femminili. E diritta in piedi, colla gamba sinistra 
in avanti, nell'atto di allattare un giovinetto, che è in piedi accanto a lei, e in 
cui è raffigurata la persona del Faraone. Rappresentazione abbastanza frequente 
nei monumenti, ma riprodotta raramente nelle immagini di porcellana o di 
bronzo. Di dietro, all'altezza del capo della Dea, un piccolo anello. Amuleto. 


Buon lavoro. — -Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,029. 


(64) Frammento di immagine di Hathor, a testa di vacca è corpo umano, 


comprendente il capo coperto colle solite bende e parte del collo. Le corna, che 


si dovevano sollevare con movenza molto ardita, sono frammentate. Di sotto 
dalla parte della rottura, la cui superficie fu ben levigata, è praticato un foro: 
ciò fa credere, che questo frammento sia stato usato come oggetto di ornamento 
in tempi posteriori. Buonissimo lavoro. — Gallerie. Lapislazzuli, alt. 0, 030. 


997. (1546) Testa -di Hathor, quale vedesi rappresentata sui dadi dei capi- 


telli del tempio di File, con occhi, naso e orecchi di vacca, e colle treccie 
inanellate e cadenti sulle spalle. Sul capo porta, sopra un diadema, un piccolo 
n209, simbolo del suo nome. Attraverso al naos è praticato un foro. Amuleto, 
Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,019. - 


538. (1534) Sezione anteriore della testa o maschera di Hathor, simile al numero 


precedente. Forse per seguire la direzione del pezzo di avorio con cui è for- 
mato, il diadema e il naos che lo sormontava sono inclinati verso sinistra. 
Buonissimo lavoro. Manca quasi tutto il naos: l'avorio è REC in parecchi 
onunti. — Rosellini. Avorio, alt. 0,065. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


/ 


539. (4248) Maschera di Hathor simile al numero precedente. Il naos era sor- 


montato da un piccolo anello. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. 
Porcellana turchina, alt.: 0,019. | 


540. (4238) Maschera di Hathor, come i due numeri precedenti, ma senza il 


o4l. 


naos. Buon lavoro. Manca una parte del collo; frammentata e scrostata in 
parecchi punti. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,048. 


(1533) Maschera di Hathor, con un oggetto indistinto sul capo, rappre- 
sentante grossolanamente un naos, fiancheggiato da due volute a spirale. Due 


. urei, la cui coda parrebbe partire dall’estremità superiore del naos, discendono 
‘: ‘uno per ogni lato della maschera, e quindi ripiegati si drizzano sino a toccare 


542. 


544. 


le orecchie della Dea. — Rosellini. Terra rossastra, alt. 0,071. 


(1536) Maschera di Hathor, con nas0 di vacca, ma occhi e orecchie umane, 
e i capelli coperti colle solite fascie. Il collo è coperto con una collana, attra- 
verso alla quale è praticato un foro. Dovette servire come pettorale, unita alle 


fascie di una mummia. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,095. 


. (4239) Maschera di Hathor, simile al numero precedente. Attraverso alle 


bende del capo e attraverso al collo è praticato un foro. Amuleto. Lavoro 
discralo: — Provenienza incerta. Porcellana dia NE da Die 


(339) fonda della Dea Nefti (qTz= nia E nella sua formia di di- 
vinità femminile con sembianze umane. I capelli raccolti nelle solite bende, le 
scendono sul petto e sul dorso: porta l’ureo sulla fronte, e sul capo l'emblema 
dalla cui pronunzia nebhat i Greci dedussero il nome di Nip9vs. È diritta in 
piedi sopra una piccola base di porcellana, vestita coll’abito solito delle divinità 
femminili, colla gamba sinistra in avanti e colle braccia distese lungo i fianchi. 
È addossata a un pilastrino, in cui è praticato un piccolo foro. Amuleto. Lavoro 


- mediocre. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,031. 


545. 
046. 
547. 


048. 


(37570) Nefti, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Dono Valle de Paz. Porcellana dial, alt. 0,030. 


(846) Nefti, simile al num. 544. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellini. Porcellana 
azzurrognola, alt. 0,030. 


(344) Nefti, simile al num. 544. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellini. Porcellana 
azzurrognola, alt. 0,039. 


(3578) Nefti, simile al num. 544, Amuleto. Lavoro cattivo. Macchiata di nero 
sulla spalla destra. — Dono Valle de Paz. Porcellana verdognola, alt. 0,024. 


NEFTI i 73 


—-——_—m—_—__m—Pm——6&m—m__——m—m——_m—€—m————————————————————————  _— ———-____—È6È6€  6——r6m—m—mÈPÈ6b@&6@+&@@6@6————___ 


549. (337) Nefti, come il num. 544, da cui differisce unicamente per la mancanza 
dell’ureo sulla fronte. È addossata a un pilastrino, in cui è praticato un foro. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana biancastra, alt. 0,067. 


550. (343) Nefti, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — Gal- 
lerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,037. 


251. (340) Nefti, simile al num. 549. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcel- 
lana VER, alt. 0,033. 


2. (3755) Nefti, simile al num. 549. Amuleto. Buon lavoro. — Dono Valle de 
Paz. Porcellana biancastra, alt. 0,033. | 


553. (347) Nefti, simile al num. 549. Amuleto. DAVOTO discreto. — Rosellini. 
Lapislazzuli, alt. 0,030. 


554. (341) Nefti, simile al num. 549. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Por- 
cellana giallo-scura, alt. 0,029. 


555. (338) Nefti, simile al num. 549. Amuleto. Lavoro discreto — Gallerie. Por- 
cellana celeste, alt. 0,028. ] 


556. (4337) Nefti, simile al num. 549. Amuleto. Lavoro cattivo. Frammentata nella 
base, nella fronte, nella mano destra e nell'’emblema. — Provenienza incerta. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,027. 


557. (345) Nefti, simile al num. 549. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. 
Lapislazzuli, alt. 0,025. 


558. (3757) Nefti, come il num. 549, da cui differisce soltanto per una leggiera 
variante nella forma dell’emblema che porta sul capo. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Dono Valle de Paz. Porcellana verde, alt. 0,038. 


559. (3756) Nefti, come il num. 549, da cui differisce unicamente per aver le 
gambe giunte insieme. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle de Paz. Por- 
cellana verde, alt. 0,024. 


560. (336) Nefti piangente o Terti, sotto sembianze umane, vista di profilo 


rivolta verso sinistra, seduta sul calcagno della gamba sinistra ripiegata al 

suolo, col ginocchio destro sollevato, appoggiandovi la mano sinistra e il gomito 

del braccio destro, che tiene ripiegato verso gli occhi in atteggiamento di pian- 

gente. Portava sul capo l'emblema suo caratteristico, ora mancante. I capelli 

sono raccolti nelle solite bende. Lavoro discreto. Corrisponde all’ immagine di 

Iside, descritta sotto il num. 437. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,050. 
10 


74 


—_——- —— — -—- -- | —_—_ ——————_—__—_——————€6€€€++-— _ + __—_——_ to -— ——_——————+— —— —— > --- l'audio cea S sz e 


O61. 


062. 


563. 


064. 


565. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


Oro (Harpayrut, Harnuttef, Harsaùst, Harur, Har-hut, ....) 


su Agi o Ta 
(365) Harpayrut, o Oro fanciullo figlio d' Iside (Rie MO 13Ì) i 
l’Harpocrate dei Greci, raffigurato in un giovinetto nudo, che porta l'indice 
della mano destra alla bocca, secondo 1’ abitudine dei piccoli fanciulli, e ha i 
eapelli raccolti in una sola treccia, che inanellata all’estremità gli scende sulla 
spalla destra. È rappresentato sotto la forma di unico erede della signoria del 
padre Osiride, coll’ureo sulla fronte, e sul capo la corona bianca NI simbolo 


della signoria del Nord, sormontata dalla corona rossa /} simbolo della signoria 
del Sud. È diritto in piedi, nell'atteggiamento in cui sono generalmente rappre- 
sentati i Faraoni egiziani, colla gamba destra in avanti come per camminare, e 
col braccio sinistro disteso sul fianco; la mano è serrata in pugno, come se strin- 
cesse un amuleto. Lavoro discreto. Manca la parte inferiore delle gambe. Traccie 
di carbonato di rame. —— Gallerie. Bronzo, alt. 0,114. 


(373) Oro fanciullo, come il numero precedente, da cui differisce solamente 
per la mancanza dell'ureo. Posa i piedi sopra una piccola base di bronzo, con 
la solita appendice. Lavoro discreto. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,073. 


(3710) Oro fanciullo, simile al numero precedente. Lavoro discreto. Manca 
la parte inferiore delle gambe. Molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, - 
alt. 0,059. 


(362) Oro fanciullo, come il num. 561, colle gambe giunte e leggermente 
curvate, come se fosse seduto sulle ginocchia di Iside. Posa i piedi sopra una 
piccola base di bronzo, a cui si univa anticamente la solita appendice, ora 
mancante del tutto. Manca il braccio destro, che doveva essere disteso lungo 
il fianco. Lavoro discreto. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,101. 


(3729) Oro fanciullo, come il numero precedente. Manca una parte della 
corona rossa nonchè la treccia di capelli, che erano posticcie. Una parte del 
collo è pure posticcia. Manca parte delle braccia e delle gambe. Lavoro discreto. 
Porta traccie di colpi di scalpello e di martello: cattivo stato di conservazione. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,110. 


. (349) Oro fanciullo, come il num. 564. Piccola base di bronzo, colla solita 


appendice, ora frammentata: di dietro, sul dorso, un piccolo anello. Amuleto. 
Lavoro mediocre. Manca quasi tutta la treccia di capelli; molto consumato. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,060. 


ORO to) 


© -__.—_ —— ——————»——r ———r-r_—T———_—_ _9_——€——_—_—m_——————_———_6 __——_—_y_y_r_rr————_y_——_——r_———_——_—6€—_--_- ——_ +. <—_—— - — —- --. 20... —. —_--. —r—————_——»———_—_———l11 


067. 


508. 


509. 


72 


(4113) Oro fanciullo, come il num. 564, seduto colle ginocchia accocolate, 
e coll’indice della mano destra alla bocca. È addossato ad un pilastrino, in cui 
è praticato un foro. Amuleto. L'atteggiamento è proprio del periodo greco- 
romano, a cui questo amuleto appartiene indubbiamente. — Provenienza 
incerta. Porcellana turchina, alt. 0,020. 


(1776) Oro fanciullo, nudo, coll’ureo sulla fronte, e il capo coperto coll’elmo 
caratteristico dei sovrani egiziani A, da cui usciva la treccia di capelli ora 
mancante. È diritto in piedi in atto di camminare, col braccio sinistro, ora fram- 
mentato, disteso lungo il fianco, e il destro, frammentato del pari, sollevato 
verso la bocca. Piccola base prismatica di bronzo, vuota e aperta inferior- 
mente. Buon lavoro, forse anteriore alla XXVI dinastia. — Rosellini. Bronzo, 
alt. 0,171. 


(3750) Oro fanciullo, nudo, in piedi in atto di camminare, colla treccia, 
ora frammentata, pendente sulla spalla destra, l'indice della mano destra verso 
la bocca, e il braccio sinistro disteso lungo il fianco colla mano serrata in pugno. 
Porta l’ureo sulla fronte e sul capo la corona bianca s/, simbolo della signoria 
del Nord o ‘del basso Egitto, che gli era toccato in sorte nella divisione del- 
l'eredità paterna con Set (v. la stele di Tombos nei Denkm. III, tav. 5,a). Base 
prismatica di bronzo, vuota e aperta inferiormente. Buon lavoro, probabilmente 
anteriore alla XXVI dinastia. Manca l’' ureo, che era posticcio e incastrato in 
un foro, che vedesi attualmente. Traccie di carbonato di rame. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,266. 


. (366) Oro fanciullo, simile al numero precedente. Lavoro mediocre. Manca 


di parte delle gambe. Coperto qua e colà da nuclei di ossido. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,102. 


. (3709) Oro fanciullo, simile al num. 569. Porta al collo un amuleto, legato 


a un nastro. Lavoro discreto. Manca parte del braccio destro e buona parte delle 
gambe. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,099. 


. (351) Oro fanciullo, nudo, colle gambe giunte e leggermente incurvate, il 


braccio sinistro disteso lungo il fianco, l'indice della mano destra alla bocca, e 
la treccia pendente sulla spalla. Porta l’ureo sulla fronte, e sul capo le corna 
di ariete, che sostengono il disco solare. Forma poco frequente. Di dietro, al- 
l'altezza del disco, un piccolo anello ora frammentato. Amuleto. Lavoro cattivo. 
Manca quasi tutto il braccio destro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,062. 


573. (375) Oro fanciullo, coll’ureo, le corna di ariete e il disco etc., come il 


numero precedente. È nell’atteggiamento di essere seduto sulle ginocchia di Iside. 
L'immagine era anticamente coperta di doratura, di cui rimangono alcune traccie. 


76 


074, 


970. 


076. 


977. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


Mancano le gambe dal ginocchio in giù. Di dietro, all'altezza del disco, un anello. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,057. 


(3714) Oro fanciullo, sotto la forma di divinità lunare, nudo, colle gambe 
incurvate, la treccia pendente sulla spalla, l’ureo sulla fronte, e sul capo il 
crescente e il disco lunare. Forma assai rara. Piccola base di bronzo; sul dorso 
un piccolo anello, ora frammentato. Amuleto. Lavoro mediocre: il braccio destro 
e altre parti del corpo sono alquanto consunte. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,065. 

(5483) Oro fanciullo, colla treccia pendente sulla spalla, e seduto per terra colla 
gamba destra distesa sul suolo, e la sinistra raccolta verso il ventre. Tiene il 
traccio destro sollevato verso la bocca; col sinistro stringe un oggetto, che pare sia 
lo staffile A\ nexex, e porta il disco lunare (?) sul capo. Piccola base circo- 
lare di bronzo, a cui si unisce la solita appendice. Lavoro discreto del periodo 
greco-egizio. Manca l’indice della mano destra. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,065. 


(369) Oro fanciullo, nudo, nell’atto di essere seduto sulle ginocchia di Iside, 
col braccio sinistro disteso lungo il fianco, la mano distesa, come se si ap- 
poggiasse sulle coscie della madre, e il braccio destro sollevato verso la bocca. 
I capelli sono sempre raccolti nella treccia, che cade sulla spalla destra, ma il 


capo è coperto colle bende INI 9) : ha l’ureo sulla fronte, e sul capo un pic- 


colo diadema, come quello delle divinità femminili, che sostiené un altro dia- 
dema complicato, formato da tre gambi di fiori di loto, a ciascuno dei quali 
è sovrapposto un disco lunare, fiancheggiati dalle penne di struzzo e da due urei, 
ritti sulle code col disco solare sulla testa, e sostenuti dalle corna di ariete îf%. 


Piccola base prismatica di bronzo. Lavoro discreto. — (Gallerie. Bronzo, 
alt. 0,130. | | 
(376) Oro fanciullo, nudo, col capo coperto dalla bende < neines, da cui 


esce la treccia di capelli, pendente sulla spalla destra. Porta l’ureo sulla fronte, e 
sul capo il piccolo diadema come il numero precedente, cui è sovrapposto un se- 
condo diadema do simile in tutto a quello del numero suddetto. È seduto colle 
gambe accovacciate entro il calice di un fiore di loto sbocciato; colla mano 
sinistra sul ginocchio della gamba sinistra, ed il braccio destro sollevato verso 
la bocca e appoggiato al ginocchio. Il fiore di loto, di bronzo, è incastrato 
in una base rettangolare dello stesso metallo, ed è intarsiato con pezzetti di por- 
cellana rossa, celeste, e turchina, insieme alternati. Rappresentazione poco fre- 
quente. Buon lavoro. Mancano alcuni pezzetti di porcellana; le penne di struzzo 


del diadema sono frammentate alla loro estremità superiore. — Gallerie. Bronzo, 
alt. 0,195. 


| ORO T1 


578. (4111) Oro fanciullo, nudo, col capo coperto dalle bende nemes, da cui do- 
vrebbe uscire la treccia di capelli, che non è discernibile per la rozzezza del 
lavoro. È rappresentato nell’atteggiamento di essere seduto sulle ginocchia di 
Iside, col braccio sinistro lungo la coscia, e il destro sollevato verso la bocca. 
Piccola base di bronzo: di dietro, sul dorso, evvi un piccolo anello. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,069. 


579. (5359) Oro fanciullo, nudo, colla treccia pendente sulla spalla, il braccio si- 
nistro disteso lungo il fianco, e il destro sollevato verso la bocca. È diritto in 
piedi sopra un plinto di pietra arenaria, secondo il rito, e addossato a un pi- 
lastrino: il tutto è collocato nell'interno di un naos. L'immagine, non meno 
che il pilastrino a cui è addossata, sono formati con stucco biancastro, mo- 
dellato intorno ad alcune verghette di ferro, di cui una è attualmente visibile 
sul ginocchio destro frammentato: il pilastrino fu colorito in nero, e l’imma- 
gine del Dio in giallo, tranne i capelli e gli occhi che sono segnati in nero. 
Il naos è di calcare, colorito con una tinta gialla uniforme; eccetto il bastone 
che lo contorna, che è in giallo più oscuro, e la parete interna di fondo che 
è in azzurro, quasi per imitare lo sfondo del cielo. Buon lavoro del periodo 
greco-egizio. L'immagine di Oro è spaccata in parecchie direzioni: manca tutto 
il ginocchio sinistro. Il naos è perfettamente conservato. — Dono Castelbolognesi. 
Stucco e calcare, alt. 0,240. 


080. (3712) dr0 fanciullo, nudo, colle gambe lesgermente incurvate, la treccia. 
pendente sulla spalla, il braccio sinistro disteso lungo il fianco, e il destro sol- 
levato verso la bocca. Ha l’ureo sulla fronte, e sul capo le corna di ariete, 
che sostengono un diadema in gran parte consumato. e non più discernibile. 
Piccola base trapeziale di bronzo, colla solita appendice. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,085. 


581. (364) Oro fanciullo, nudo, coll’ureo sul capo, la treccia pendente sulla spalla, 
il braccio sinistro disteso lungo il fianco, e il destro sollevato verso la bocca. 
È diritto in piedi, in atto di camminare. Lavoro discreto del periodo greco-egizio. 
Manca la parte inferiore delle gambe; la testa è leggermente frammentata. — 
Rosellini. Terra cotta, alt. 0,123. 


582. (353) Oro fanciullo, come ilnumero precedente. È diritto in piedi, addossato 
a un pilastrino, in cui è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca 
l'’ureo, perchè consunto. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,062. 


583. (354) Oro fanciullo, simile in tutto al numero precedente. Amuleto. Lavoro 
mediocre. — Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,047. 


584. (370) Oro fanciullo, nudo, colla treccia pendente e l’ureo sulla fronte. È rap- 
presentato nell'atto di essere seduto sulle ginocchia di Iside, colle braccia distese 


‘8 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


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lungo le coscie. Sul capo portava probabilmente un diadema, di cui non rimane 
più che un piccolissimo frammento. Lavoro mediocre. Molto ossidato: interna- 
mente è riempito col solito terriccio nerastro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,114. 


585. (5484) Oro fanciullo, simile al num. preced. Dietro al collo portava un anello, 
ora frammentato. Lavoro discreto. Molto ossidato.-— Gallerie. Bronzo, alt. 0,056. 


586. (350) Oro fanciullo, simile al num. 584. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,036. 


587. (371) Oro fanciullo, simile al num. 584, da cui differisce soltanto per avere 
il braccio destro sollevato verso la bocca. Lavoro mediocre. Manca dei piedi 
e di piccola parte delle gambe. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,107. 


588. (363) Oro fanciullo, simile in tutto al numero precedente. Piccola base di 
bronzo. Lavoro mediocre. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,099. 


589. (3713) Oro fanciullo, simile al num. 587. Piccola base di bronzo, colla solita 
appendice, ora frammentata. Lavoro mediocre: manca quasi tutta la treccia di 
capelli. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,082. 


590. (4107) Oro fanciullo, nudo, colla treccia pendente sulla spalla e l’ureo sulla 

fronte. È diritto in piedi, colle gambe leggermente incurvate, e le braccia di- 
stese lungo i fianchi. Sul petto porta incise alcune lettere dell’ alfabeto romano 
(P,....), che sono da ritenersi con molta probabilità una marca di fabbrica. 
Lavoro mediocre del periodo egizio-romano. Manca di parte del braccio destro 
e di parte delle gambe. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,092. 


591. 


fn 


(4108) Oro fanciullo, simile al numero precedente, senza la marca. Lavoro 
mediocre. Manca delle braccia, della treccia e di parte delle gambe. — Pro- 
venienza incerta. Bronzo, alt. 0,094. 


592. (4111°*) Oro fanciullo, simile al numero precedente. Dietro il collo portava un 
anello, ora frammentato. Amuleto. Lavoro cattivo: manca di parte delle gambe. —. 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,041. 


593. (357) Oro fanciullo, simile al num. 591. Dietro le spalle, un piccolo anello. 
Amuleto. Lavoro discreto del periodo greco-egizio. — Rosellini. Lapislazzuli, 
alt. 0,028. 


594. (372) Oro fanciullo, nudo, colla treccia pendente sulla spalla, nell’ atteggia- 
mento di essere seduto sopra le ginocchia di Iside, col braccio sinistro disteso 
lungo la coscia, e il destro sollevato verso la bocca. Piccola base di bronzo. La- 
voro mediocre. — (Gallerie. Bronzo, alt. 0,071. 


ORO i 79 


-————_@@——_m————Èm——________ T T————_————_—ÉmÈ 


——————_—_——— —__———_ 


595. (4109) Oro fanciullo, come il numero precedente, diritto in piedi, colle gambe 
leggermente incurvate, il braccio sinistro lungo il fianco, e il destro sollevato 
verso la bocca. Piccola base di bronzo: di dietro, all’altezza del collo, portava 
un piccolo anello, ora frammentato. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,073. 


596. (4110) Oro fanciullo, simile al numero precedente. Piccola base di bronzo: 
di dietro, all'altezza del collo portava un anello, ora frammentato. Amuleto. 
| Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,065. 


. 597. (3711) Oro fanciullo, come il num. 595, da cui differisce soltanto per avere 
amendue le braccia distese lungo i fianchi. Lavoro mediocre del periodo egi- 
.zio-romano. Manca del braccio destro e di parte delle gambe. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,063. 


598. (4112) Oro fanciullo, simile al numero precedente. Di dietro, all'altezza del 
collo, un piccolo anello. Amuleto. Lavoro mediocre del periodo greco-egizio. — 
Provenienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,015. 


599. (352) Oro fanciullo, nudo, colla treccia pendente sulla spalla, e seduto per 
terra colle gambe accocolate. Il braccio sinistro, in parte mancante, posava 
sulla coscia, e il-destro era sollevato ‘verso la bocca. Lavoro mediocre del pe- 
riodo greco-egizio. Manca dei piedi e di piccola parte delle gambe. —. Gal- 
lerie. SORCOLARA azzurrognola, alt. 0.020: 


600. (361) Oo fanciullo, simile al numero cei per fuailto è dato distin- 
guere dalla rozzezza dell’ immagine. Alcune parti del corpo sono smaltate in 
giallo. Di dietro, sul dorso, un piccolo anello. Amuleto. Lavoro del periodo 

| greco-egizio. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,019. 


601. (5486) Oro fanciullo, simile al numero 599, visto di profilo, rivolto verso 
‘ destra. Sopra il capo, un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza 
incerta. Porcellana turchina, alt. 0,017. i 


602. (5485) Oro fanciullo, come il num. 599, da cui differisce soltanto in ch, che 
i capelli sono raccolti in una doppia treccia, di cui l’una. cade sulla spalla 
destra, e l’altra sulla sinistra. Dietro il collo, un anellino. Buon ‘lavoro del 
periodo greco-egizio. — (Gallerie. Basalte, alt. 0,034. 


603. (380) Gruppo di tre divinità, rappresentanti Oro, Iside e Nefti, in piedi 
| l’uno accanto all’altro, tenentisi per mano e addossati ad una medesima stele. 
Oro, che sta nel mezzo, è nudo e colla treccia pendente sulla spalla destra; 
Iside e Nefti portano sul capo i rispettivi emblemi e , e sono vestite 
coll'abito solito delle divinità femminili. Sull’alto della stele, un anellino. 
Amuletò. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,046. 


80 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


IA 


—_—Prr——— —_——_—€————————_———————€——6—_—66—_€€— _—_—_—P—PP——6—r—t—_—&m——+——__+66 —— - —-_-_ 


604. (385) Gruppo, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
| Rosellini. Porcellana azzurrognola, alt. 0,037. 


605. (381) Gruppo, simile al num. 603. Manca l’anellino, in seguito a rottura. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana verdastra, alt. 0,034. 


606. (378) Gruppo, simile al num. 603. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,029. 


607. (4243) Gruppo, simile al num. 603. Mancano la parte superiore della stele, 
come pure le teste delle Dee: tutto l’oggetto è molto consunto. Amuleto. La- 
voro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana, alt. 0,029. 


608. (4242) Gruppo, simile al num. 603. Manca quasi tutta l'immagine di Nefti, e 
la parte superiore della stele coll’anellino. Amuleto. Lavoro mediocre. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,028. 


809. (379) Gruppo, simile al num. 603. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,027. 


610. (383) Gruppo, simile al num. 603. Dietro la stele, un anellino. Amuleto. La- 
voro discreto. — Rosellini. Porcellana verdastra, alt. 0,025. 


611. (386) Gruppo, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — 
. Rosellini. Porcellana verdastra, alt. 0,021. 


612. (384) Gruppo, simile al num. 610. L'anellino è mancante. Amuleto. Buon 
lavoro. — Ricci. Porcellana verdognola, alt. 0,033. 


613. (4241) Gruppo, simile al num. 610. L’anellino è sostituito da un foro a sifone, 
praticato nel di dietro della stele. Amuleto. Lavoro discreto. — PRON GIUREA 
incerta. Porcellana celeste, alt. 0,045. 


614. (382) Gruppo di Oro, laido e Nefti, come il numero 603, ma visti di 
profilo e rappresentati in piccolo rilievo, rivolti verso sinistra. Sull’alto della 
stele, un anellino. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellini. Porcellana azzurrognola, 
alt. 0,021. 


615. (391) Immagine di divinità virile, a corpo umano e faccia di sparviero, desi- 
| gnata alternativamente sui monumenti coi nomi di 


A I sì Harsaast, Oro figlio di Iside, 
o qu - x Har-nut-tef, Oro vendicatore del padre, 


| 4 n 2: ì Lui 
N AE Har-ur neb kemî, Harueris o Oro l'antico, 


Na 9 Har-hut, Oro di Hut, 


HOR NUTTEF 81 


e talora coi nomi locali di 
Nefza 
ING 
nec he 
sa 
quin 
INAEIE 


(V. Denkm. III’ 32, 45, 46, 63, 71, 72, 122, 124, 182, 195 etc.. — Champollion 
nel Panthéon Egqyptien. — Wilkinson, sec. ser. tav. 37). Noi la designiamo 
convenzionalmente col nome di Hor nut-tef, che richiama il mito di Osiride. 
Porta al collo una collana, lo shenti stretto ai fianchi con una cintura, e i 
capelli raccolti in fascie striate e cadenti sul ‘petto. Porta sul capo la duplice 
corona bianca e rossa Y7: è diritto in piedi, colla gamba destra in avanti, e le 
braccia distese lungo i fianchi col pugno serrato. È addossato a un pilastrino, 


in cui è praticato un foro, Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana nera- 
stra, alt. 0,067. 


616. (392) Hor Nu t tef, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — 


Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,039. 


617. (394) Hor N utte f, simile al num. 615. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. 


Porcellana verdognola, alt. 0,037. 


618. (246) Hor N ut tef, simile al num. 615. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. 


Porcellana azzurrognola, alt. 0,037. 


619. (245) Hor Nuttef, simile al num, 615. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini 


Porcellana azzurrognola, alt. 0,037. 


620. (3718) Hor Nuttef, simile al num. 615. Amuleto. Lavoro mediocre. — 


Dono Valle De Paz. Porcellana bigia, alt. 0,036. 


621. (3716) Hor Nuttef, simile al num. 615. Amuleto. Lavoro mediocre. — 


Dono Valle De Paz. Porcellana verde, alt. 0,034. 


622. (3717) Hor N uttef, simile al num. 615. Amuleto. Lavoro discreto. Rotto 


e restaurato. — Dono Valle De Paz. Porcellana azzurrognola, alt. 0,034. 
1ì 


82 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


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623. (247) Hor Nuttef, simile al num. 615. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosel- 
lini. Porcellana azzurrognola, alt. 0,033. 


624. (248) Hor Nuttef, simile al num. 615. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosel- 
linî. Porcellana verdastra, alt. 0,033. 


625. (393) Hor Nuttef , simile al num. 615. Amuleto. Lavoro discreto. — Gal- 
lerie. Porcellana celeste, alt. 0,027. 


626. (395) Hor Nuttef, simile al num. 615. Amuleto. Lavoro discreto. — (Gal- 
lerie. Porcellana celeste, alt. 0,027. 


LÌ 
627. (252) Hor Nuttef, simile al num. 615. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosel- 
lini. Porcellana verdastro-scura, alt. 0,022. 


628. (390) Hor Nuttef; come il num. 615, da cui differisce soltanto per la man- 
canza del pilastrino. È diritto in ‘piedi sopra una piccola base di bronzo: di 
dietro, all’ altezza del capo, un piccolo anello. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,040. . | i 


629. (5487) Hor Nuttef, simile al numero precedente, visto di profilo, col braccio 
destro disteso lungo il fianco e il sinistro avanzato, stringendo nella mano de- 
stra lo scettro |. Sopra il diadema sì aggiunge un piccolissimo anello. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,018. 


630. (3720) Immagine di divinità maschile a corpo umano e faccia di sparviero, come 

il num. 615, da cui si differenzia soltanto per la mancanza della duplice coro- 

na. Sui monumenti queste due forme sono quasi sempre confuse, senza distin- 

zione (V. Leps. Denkm. III, 33). È diritto in piedi e addossato a un pilastrino, 

in cui è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle De Paz. 
Porcellana nerastra, alt. 0,028. 


. s Mi i ; | ’ di; . + sl 

631. (4180) Hor Nuttef, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro cattivo : 
il foro del pilastrino fu iniziato e mon continuato. — PTOVeNIenza incerta. 
Porcellana bigia, alt. 0,031. 


i Pe 
632. (3721) Hor Nuttef, simile al num. 630. Amuleto. Lavoro cattivo: manca 
il foro nel pilastrino. — Dono Valle De Paz. Porcellana bigia, alt. 0,029. 


633. (3719) Hor Nuttef , simile al num. 630. Amuleto. Lavoro cattivo: manca 
il foro nel pilastrino. — Dono Valle De Paz. Porcellana bigia, alt. 0,029. . 


634. (233) Hor N uttef, simile al num. 630. Anticamente era coperto da un velo 
di doratura, ora molto sbiadita. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Pasta 
vitrea di color bleu-scuro, alt. 0,027. . 


HOR NUITEF 83 


635. (232) Hor Nuttef, simile al num. 630. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Nero antico, alt. 0,025. 


LI 
636. (3722) Hor Nuttef, simile al num. 630. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono 
Valle De Paz. Porcellana azzurrognola, alt. 0,021. 


-_ 4 
637. (4179) Hor Nuttef, come il num. 630, da cui differisce per la mancanza 
del pilastrino. Di dietro, sul dorso, un piccolo anello. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Provenienza incerta. Lapislazzuli, alt. 0,016. 


638. (4178) Hor Nuttef, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Provenienza incerta. Lapislazzuli, alt. 0,014. 


639. (242) Hor Nuttef , come il num. 630, dal quale differisce unicamente per 
la posa, essendo rappresentato seduto a terra colle gambe accocolate. Sul dorso 
porta un piccolo anello. Amuleto. Lavoro discreto. — (Gallerie. Porcellana 
bigia, alt. 0,030. 


, 
640. (241) Hor Nuttef, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,017. . 


641. (440) Hor Nuttef, simile ai due numeri precedenti. Amuleto. Lavoro me- 
diocre. — Gallerie. Porcellana biancastra, alt. 0,015. | 


642. (355) Hor N uttef, come il num. 630, visto di profilo, staccantesi in mezzo 
rilievo sopra un piano della stessa materia. È diritto in piedi in atto di cam- 
minare, colle braccia pendenti, col capa coperto da . bende striate, e lo shenti 
ai fianchi: alle braccia e alle gambe sono segnate delle armille in incisione. 
Sopra il capo vedesi una piccola appendice, che termina la figura: essa doveva 
esser forata, per potere portare quest’oggetto come amuleto. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,066. 


643. (5488) Hor Nuttef, simile al numero precedente, ma colle gambe accoco- 
late. Sopra il capo un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. 
Porcellana turchina, alt. 0,012. 


84 


IMMAGINI DI DIVINITA 


Vi 


DIVINITÀ NON ASCRIVIBILI AD ALCUN CICLO 
IN MODO SPECIALE. | 


Thot, Anubi e i quattro Genii funerarii - Ameset, Hapi, Tuaumutef, 


644. 


640. 


046. 


6047. 


643. 


. 640. 


Kebehsonuf - Sebek, Hapi, Hobs, Ma, Neit, Serk, Neyeb. 


Thot (Thuti e Thuti àah). 


(145) Immagine del Dio Thot (Al! È Er. 9, 


5 N 


&- < 5 _ 
À. aio e te.) (V. Champoll. Panthéon Éqgi yptien. - - Wilkinson tav. 45. 


Leps. Denkm. III, 59), rappresentato sotto la sua forma più frequente di 
divinità maschile, a corpo umano e faccia di ibis, uccello a lui sacro. È diritto 
in piedi, colla gamba sinistra in avanti, le braccia distese lungo i fianchi e le 
mani serrate in pugno; i capelli sono raccolti sul dorso e sul petto con delle 
fascie striate, ha al collo una collana, e lo shenti serrato sui fianchi con una 
piccola cintura. È addossato a un pilastrino, che arriva fino quasi all’ altezza 
delle spalle. Buon lavoro. Manca una parte della base col piede sinistro, e 
parte del becco di ibis. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,118. 


(146) Thot, simile al numero precedente. Nel pilastrino a cui è addossato 
è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — ti Porcellana celeste, 
alt. 0,054. 


(151) Thot, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — Ricci. 
Porcellana celeste, alt. 0,052. 


(147) Thot, simile al num. 645. Sopra il pilastrino, un piccolo anello. Amu- 
leto. Lavoro mediocre: manca parte del becco di ibis. — (Gallerie. Porcellana 
celeste, alt. 0,051. 


(148) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Por- 
cellana celeste, alt. 0,051. 


(3774) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana verdognola, alt. 0,048. 


THOT | 85 


_— ————+—+<————_——_—+—& 


650. (3773) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana turchina, alt. 0,048. 


651. (4155) Thot, POSTA al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana turchina, alt. 0,045. 


652. (149) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,044. 


653. (4152) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro MISGIone: — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,042. 


654. (150) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,041. | 

655. (153) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,039. 


656. (155) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,039. 


657. (156) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,037. 


658. (4165) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 


incerta. Porcellana celeste, alt. 0,037. 


659. (154) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Por- 
| cellana azzurrognola, alt. 0,037. 


660. (3775) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana turchina, alt. 0,037. 


661. (4153) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,036. 


662. (168) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Buon lavoro. — Ricci. Porcellana 
azzurrognola, alt. 0,036. 


663. (157) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,035. 


664. (4157) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana giallognola, alt. 0,035. 


’ 


86 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


665. (4162) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,035. 


666, (3726) -Thot, simile al num. 645. Amuleto. Buon lavoro. — Duno Valle sh Paz. 
Porcellana verdastra, alt. 0,035. 


667, (4177) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,034. 


668. (167) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Ricci. Por- 
cellana biancastra, alt. 0,034. 


669. (4174) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana celeste, alt. 0,034. 


670. (170) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro discreto. — Ricci. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,034. 


671. (4167) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana celeste, alt. 0,033. 


672. (4156) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
| incerta. Porcellana turchina, alt. 0,033. 


673. (169) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro discreto. — Ricci. Por- 
cellana bigia, alt. 0,033. 


674. (172) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Ricci. Por- 
cellana bigia, alt. 0,032. 


675. (4168) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,032. 


676. (4159) Thot, simile al num. 645. Amuleto, Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,032. 


677. (173) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Buon lavoro. — Ricci. Porcel- 
lana READ TOgHO A, alt. 0,030. 


678. (171) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Buon lavoro. — Ricci. Porcel- 
lana azzurrognola, alt. 0,030. 


679. (4158) Thot, simile al numero 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,029. 


THOT 87 


na 


680. (160) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Por- 
cellana verdognola, alt. 0,029. 


681. (4154) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro MICUSCO: — Provenienza 
incerta. Porcellana verdognola, alt. 0,029. 


682. (159) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro discreto. Manca parte 
del braccio destro. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,028. 


683. (158) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Buon lavoro. Il becco di ibis è 
frammentato. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,028. 


684. (161) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro disereto. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,028. 


685. (4161) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro discreto. Manca parte 
della base col piede sinistro. — Provenienza incerta. Porcellana verdastra, 
alt. 0,028. 


686. (3779) Thot, simile al num. 645. Lavoro mediocre. Manca il foro del pila- 
strino. — Dono Valle de Paz. Lapislazzuli, alt. 0,027. 


687. (3780) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana verdognola, alt. 0,027. 


688. (3773) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana celeste, alt. 0,027. 


689. (4163) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Buon ‘lavoro. Manca la parte 
inferiore del pilastrino, con parte delle gambe. — Provenienza incerta. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,027. 


690. (162) Thot, simile al num. 645, Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana bigia, alt. 0,027. 


691. (4160) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. Manca il foro 
nel pilastrino. — Provenienza incerta. Porcellana bigia, alt. 0,026. 


692. (174) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Ricct. Por- 
cellana turchina, alt. 0,026. 

693. (4171) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana celeste, alt. 0,025. | 


88 


694. 


695. 


696. 
697. 
698. 
699. 
700. 
701. 
702. 
703. 
704. 
705. 
706. 


107. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


-— ———+_————_—__ 


(15) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. —_  Rosellini. 
Porcellana celeste, alt. 0, 024. 


(4176) Thot, simile al num. . 645, Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana verdastra, alt. 0,023. 


(4175) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Porcellana 
turchina, alt. 0,023. 


(3782) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana celeste, alt. 0,022. 


(3781) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana giallo-scura, alt. 0,022. 


(4166) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,022. 


(175) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro discreto. — Aosellini. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,022. 


(163) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,021. 


(165) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — (Gallerie. 
Porcellana biancastra, alt. 0,021. 


(4172) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Lapislazzuli, alt. 0,020. 


(4164) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,019. 


(4170) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta, Porcellana celeste, alt. 0,019. I 


(176) Thot, simile al num. 645. Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosellini. Por- 
cellana celeste, alt. 0,018. 


(4173) Thot, ibicocefalo come il num. 645, da cui differisce soltanto per la 
mancanza del pilastrino, che è qui sostituito da un anellino, che sta sul dorso 
dell'immagine. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Lapislaz- 


zuli, alt. 0,016. 


1 ——m@m@ e Ie <I>. c’@E-’-t-———r@@@@@—@—lt@t—@tt—@—@@@@@<@ rs; e@ co - 


708. 


709. 


710. 


THOT-LUNO 89 


(4151%:) Thot, a corpo umano e feccia d'ibis, come il numero 644, visto 
di profilo, rivolto verso sinistra. È diritto in piedi in atto di camminare, colle 
braccia amendue tese in avanti nell'atto di stringere l'emblema dell’ eternità Io 
porta lo shenti stretto ai fianchi con una cintura e sostenuto da una sciarpa, 
che passa sopra la spalla destra e si riunisce allo shenti sul fianco sinistro: 
i capelli sono raccolti nelle solite bende. Tutta l’immagine era coperta di 
stucco e dipinta a diversi colori, di cui ora rimangono pochissime traccie: le parti 
nude del corpo erano colorite in rosso, il becco di ibis in nero, e il viso in- 
dorato. Sotto il piede destro ‘vedesi un'appendice di legno, che dovea tenere 
incastrata l’immagine nella base di una qualche cassetta funebre, o di altro 
arredo religioso o funerario, dove serviva di cariatide, come si può indurre 
da un piccolo architrave che è appoggiato sullo scettro e sulla testa del Dio, e 
che termina poi nell’ alto in un’appendice, simile a quella testè indicata. Lavoro 
discreto: la parte inferiore dello scettro è molto frammentata: manca pure una 
parte del piede sinistro. — Provenienza incerta. Legno intagliato, alt. 0,288. 


(3725) Immagine di Thot-Luno (HS D): sotto una delle sue forme 
più complete. È rappresentato da un uomo barbato, vestito dello shenti: ha 
i capelli coperti colle solite fascie striate, porta l’ureo sulla fronte, sul capo. 


il crescente di luna col disco lunare, e sopra di essa una testa di ibis col dia- 


dema atef, formato dalla mitra bianca col fiocco, dalle penne, dalle corna e dagli 
urei. È diritto in piedi sopra una base rettangolare di bronzo, in atto di cammi- 
nare; ha il braccio destro disteso lungo il fianco, colla mano serrata in pugno, ed 
il sinistro ripiegato in avanti colla mano pure chiusa in pugno, come per stringere 
uno scettro. Buon lavoro del periodo saitico. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,173. 


(4151) Thot-Luno, come ìl numero precedente, rappresentato sotto forma 
di divinità virile a corpo umano e faccia di ibis, vestito collo shenti, coi capelli 
coperti dalle solite bende e col crescente di luna sul capo. E in piedi in atto 
di camminare, col braccio destro disteso lungo il fianco e il sinistro ripiegato sul 
petto. Lavoro discreto: manca parte notevole delle gambe, e il resto è coperto 


da grossi nuclei di ossido. È vuoto in parte e ripieno di terriccio biancastro. — 


711. 


Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,109. 


Anubi e i quattro Genii (Amset, Hapi, Tuaumutef, Kebehsonuf). 


(4182) Immagine di Anubi (QSTA, ipsa; +7 toe | 


sotto l'aspetto con cui fu concepito nel periodo egizio-romano, di divinità ma- 
schile a corpo umano e testa di sciacallo, vestito di chitone dorico, colla cla- 
mide sulle spalle, che gli è qui affibiata sul petto, i calzari alati ai piedi, e 
sul capo un emblema che pare non sia altro che un fiore di loto unito all'ureo. 


12 


90 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


—————____'_ —@—t@mnm—@—@tt@—@———@——@1—@t—€@#1&.——_—___—_—__—_—_—_—€—t———_———_—————_—————[_—_—_—__—P—____--»—mPete(r—eae«@re ea@ —— -——r_.crr-—— intatte 


712. 


713. 


Sta diritto in piedi, colla gamba destra leggermente ripiegata ìn atto di ripo- 
sarsi, e colle braccia amendue protese in avanti. Colla mano sinistra, che manca 
unitamente a parte dell’avambraccio, stringeva probabilmente il caduceo, distin- 
tivo di Mercurio, con cui l’Anubi dei tempi romani fu quasi sempre iden- 
tificato, e colla mano destra, che manca.parimente con parte dell’avambraccio, 
sosteneva forse la palma della vittoria. Amendue queste parti che mancano erano 
posticcie, come ci è dato inferire con molta probabilità da un intaglio abba- 
stanza profondo, che vedesi praticato in ciascuno dei bracci. Lavoro discreto 
del basso periodo egizio-romano. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,088. 


(4183) Anubì, come il numero precedente, con testa di sciacallo e corpo umano, 
vestito di chitone dorico e calzari alati ai piedi. La clamide romana gli è affib- 
biata sulla spalla destra, e sul capo, in mezzo alle orecchie di cane, tiene il 
crescente di luna col disco lunare. È diritto in piedi appoggiandosi sulla gamba 
destra, e tenendo la sinistra leggermente incurvata: col braccio sinistro ripiegato 
sul fianco sostiene il caduceo alato, e colla destra tesa in avanti stringe la 
palma della vittoria. Piccola base di bronzo. Lavoro discreto del basso periodo 
egizio-romano. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,059. 


(488) Immagine di Amset (A TC |43) , il primo dei quattro Genii 
funerarii, sotto forme umane, veduto di profilo, rivolto verso sinistra. È fasciato 
come una mummia dal collo sino ai piedi, ha il volto scoperto e i capelli raccolti 
in treccie colle solite bende. Intorno al collo, aderente alle fascie, porta il gran 
collare Sr usey. Le bende del capo, il collare ed altre fascie, che serrano 


l'involucro esteriore, sono segnate in incisione e dipinte in rosso. Sul capo porta 


— un'anellino, il quale insieme a due fori che sono praticati attraverso ai piedi, ser- 


714. 


715. 


716. 


717. 


viva a tener cucita questa immagine alle fascie della mummia o all’ involucro 
di perline, che talvolta si trova. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana tur- 
china, alt. 0,109. 


(490) Àms et, simile al numero precedente. Un foro attraverso al capo e un altro 


attraverso ai piedi. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,083. 


(4324) Amset, simile al num. 713. Le fascie trattenenti l'involucro sono 
segnate în rosso. Due fori, come il numero precedente. Lavoro cattivo: manca 
parte dei piedi. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,076. 


(4323) Amset, simile al num. 713. Due fori, come il num. 714. Lavoro cat- 
tivo. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,056. 


(4322) Àmset, simile al num. 718. Due fori, come il num. 714. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,065. 


AMBET | 91 


718. (4326) Àmset, simile al num. 713, mancante di quasi tutte le gambe. Un 
foro attraverso al capo. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana tur- 
china, alt. 0,034. 


719. (3786) Amset, simile al num. 713. Manca totalmente di fori. Lavoro cattivo. 
Dono Valle de Paz. Pietra scura, alt. 0,051. | 

720. (489) Amset, simile al num. 713, rivolto verso sinistra. Due fori, l'uno al 
capo e l’altro ai piedi. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana turchina, 
alt. 0,082. 


721. (4327) Àmset, simile al numéro precedente, mancante di quasi tutte le gambe. 
Un foro attraverso al capo. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana 
turchina, alt. 0,032. 


722. (4325) Frammento di immagine di Amset, simile ai due numeri precedenti, 
comprendente il capo e parte del busto. Un foro, come il numero precedente. — 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,022. 


723. (483) Amset, come il num. 713, da cui differisce soltanto in ciò, che colle 
mani, le quali escono fuori dalle fascie, tiene serrato al petto un oggetto non 
ben discernibile. Un foro dietro il collo. Lavoro mediocre. — Gallerie. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,054. 


724. (484) Amset, simile al numero precedente. Un foro come il numero prece- 
dente. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,049. 


725. (485) Amset, simile al num. 723. Un foro, come i due numeri precedenti. 
Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,043. 


726. (487) Amset, simile al num. 723. Un foro come nei tre numeri precedenti. 
— Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,031. 


727. (482) Amset, colle mani sfasciate come i quattro numeri precedenti, rappre- 
sentato in bassorilievo sopra una piccola tavoletta rettangolare. Colle manì stringe 
l'’ emblema dell’ Occidente @. Due fori, l'uno nella parte superiore e 1’ altro 
nell’inferiore. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. Que 


728. (486) Amset, rappresentato in bassorilievo sopra una piccola tavoletta di forma 
irregolare, rivolto verso destra. Veste un abito lungo e largo, che gli cuopre 
tutto il corpo fin sotto le ginocchia: porta sul capo il disco solare, e colle mani 
tiene uno scettro non ben distinguibile. Lavoro discreto del periodo greco-egizio.— 
Gallerie. Terra cotta, alt. 0,042. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


729. 


(535) Immagine di Hapi (RI |) secondo dei quattro Genii funerarii, con 


corpo umano e testa di scimmia. Dal collo sino ai piedi è fasciato come una 
mummia, conservando però libere le braccia, che tiene conserte sul petto. Ha 
il volto scoperto, e i capelli raccolti sulle spalle e sul dorso colle solite bende. 
Lavoro discreto. Queste immagini di cera trovansi sovente nell’interno delle 
mummie, ed è probabilmente ad immagini di questo genere, che si fa allusione 
nel papiro Lee, dove trattasi della congiura ordita dalle donne dell’ harem. — 


. Gallerie. Cera vergine, alt. 0,093. 


730. 


731. 


732. 


733. 


734. 


730. 


736. 


737. 


(936) Hapi, simile in tutto al numero precedente. Lavoro mediocre. — Rosel- 
lini. Cera vergine, alt. 0,050. i 


(537) Hapi, a corpo umano e testa di scimmia, come i due numerì prece- 
denti. Ha tutto il corpo avvolto in fascie, come una mummia, tranne il viso che 
rimane scoperto. Lavoro discreto. — Gallerie. Cera vergine, alt. 0,078. 


(5305) Hapi, come il num. 729, col-disco solare sul capo. È collocato dentro 
ad una cassetta di bronzo, rappresentante una costruzione architettonica a mo' 
di pilone; questa è aperta dalla parte posteriore, ed una incisione rettangolare 
vi è praticata sul lato superiore, in cui era probabilmente incastrata anticamente 
una immagine di Osiride. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana 
molto porosa, alt. 0,085: la base è di bronzo, larg. 0,177 X 0,064, alt. 0,049. 


(4302) Hapi, a corpo umano e testa di scimmia. Porta lo shenti serrato ai 
fianchi, e le solite bende sul capo: il resto del corpo è nudo. Sta diritto in 
piedi, colla gamba destra in avanti e le braccia distese lungo i fianchi; è addos- 
sato a un pilastrino, in cuì è praticato un foro. Amuleto. Lavoro cattivo. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,031. 


(4301) Hapi, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro cattivo. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,031. 


(4299) Hapi, simile al num. 733. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,017. 


(166) Hapi, simile al num. 733. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,015. 


(3944) Hapi, simile ai quattro numeri precedenti. Sulla sommità del pilastrino 
evvi un piccolo anello. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcel- 
lana azzurrognola, alt. 0,023. 


HAPI 93 


738. (525) Hapi, nella sua solita forma, visto di profilo rivolto verso destra: Ha 
il corpo fasciato come una mummia, conservando libero il capo e le due mani, 
le quali stringono al petto una fascia ripiegata. Il capo è coperto colle solite 
bende striate. Un foro dietro il collo. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana 
turchina, alt. 0,038. 


739. (5489) Hapi, simile al numero precedente, ma rivolto verso sinistra. Porta 
al collo il gran collare Ì Ò usey. Un foro sopra i piedi. Buon lavoro. — 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,046. 


740. (523) Hapi, simile al numero precedente, senza il collare usey. Un foro nelle 
bende del capo dietro il collo. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana tur- 
china, alt. 0,043. 


741. (516) Hapi, simile al numero precedente. Un foro dietro il collo, come il 
numero precedente. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,043. 


742. (518) Hapi, simile ai due numeri precedenti. Un foro dietro il collo. Lavoro 
mediocre. — Gallerie. Porcellana turchina, alt.0,040. 


743. (521) Hapi, nella sua solita forma, col corpo intieramente fasciato come una 
mummia dal collo in giù, visto di profilo, rivolto verso destra. Ha i capelli co- 
perti colle solite bende, e al collo la gran collana ST Ò usey, segnata in 
incisione. Un foro attraverso ai piedi e un altro dietro Îe orecchie. Lavoro 
discreto. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,082. 


744. (529) Hapi, simile al numero precedente. Un foro attraverso ai piedi e un altro 
dietro le orecchie. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,059. 


745. (515) Hapi, simile al num. 743. Un foro attraverso ai piedi e un altro dietro 
le orecchie. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana verdiccia, alt. 0,046. 


746. (4307) Hapi, simile al num. 743. Le fascie sono segnate con smalto più 
scuro. Un foro dietro le orecchie. Lavoro discreto: manca parte delle gambe.— 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,057. 


747. (528) Hapi, simile al num. 743, rivolto verso sinistra. Un foro attraverso ai 
piedi e un'altro dietro le orecchie. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana tur- 
china, alt. 0,067. 


748. (532) Hapi, come il num. 743, da cui differisce soltanto in ciò, che il col- 
lare Ì 9 usex, le bende del capo e le fascie che serrano l'involucro non 
sono incise, ma dipinte. Un foro ai piedi e un altro dietro le orecchie. Lavoro 
discreto. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,080. 


94 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


IRR 


749. (4309) Hapi, simile al numero precedente. Un foro attraverso ai piedi e un 
altro dietro il capo. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana azzurro- 
gnola, alt. 0,075. 


IN 


750. (4305) Hapi, come il num. 743, mancante del collare SII useg. Le 


bende del capo non sono segnate, nè in incisione nè in pittura. Un foro dietro 
le orecchie. Lavoro cattivo: mancano i piedi. — Provenienza incerta. Porcellana 
turchina, alt. 0,051. 


751. (4313) Ha pi, simile al numero precedente. Un foro attraverso al capo. Lavoro 
cattivo: mancano tutte le gambe. — Provenienza incerta. Porcellana turchina 
scura, alt. 0,029. 


752. (514) Hapi, sotto la solita forma, rappresentato in leggiero rilievo sopra una 
piccola tavoletta rettangolare, visto di profilo, rivolto verso sinistra. Colle mani 
sfasciate stringe l’ emblema dell'Occidente 9. Un foro nella parte superiore 
e un altro nell’inferiore. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana turchina, 
alt. 0,058. 


753. (512) Tuaumutef, (x N $) il terzo dei Genii funerarii raffigurato con 


corpo umano e testa di sciacallo. È diritto in piedi sopra una piccola base 
di bronzo, colla gamba destra in avanti e le braccia distese lungo i fianchi. 
Veste lo shenti, e ha i capelli coperti colle solite bende. Dietro il capo, un 
grosso anello pure di bronzo. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Bronzo, 
alt. 0,044. 


754. (493) Tuaumutef, simile al numero precedente. Un anello sulle spalle. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — (Gallerie. Bronzo, alt. 0,036. 


755. (511) Tuaumutef, simile ai due numeri precedenti. È addossato & un pila- 
strino, in cui è praticato un foro. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellinî. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,062. 


756. (500) Tuaumutef, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto: 
manca l'orecchio sinistro. — Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,059. 


757. (505) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie 
Porcellana verdognola, alt. 0,047. 


758. (504) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,036. . 


TUAUMUTEF 95 


759. (509) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre: manca 
parte del muso di cane. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,048. 


760. (503) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. — Galle- 
rie. Porcellana celeste, alt. 0,041. 


761. (495) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,037. 


762. (507) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie, 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,049. 


763. (494) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana rosso-scura, alt. 0,049. 


764. (496) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. — Galleria, 
Porcellana rosso-scura, alt. 0,050. 


765. (502) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie, 
Porcellana turchina, alt. 0,051.. 


766. (006) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie, 
Porcellana celeste, alt. 0,037. 


767. (501) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie, 
Porcellana turchina, alt. 0,036. 


768. (3783) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono 
Valle de Paz. Porcellana verdastra, alt. 0,035. 


769. (499) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre — Gallerie. 
Porcellana nera, alt. 0,035. 


770. (497) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. —Gallerie. 
Porcellana verdastra, alt. 0,034. 


771. (3784) Tuaumutef, simile al num. 756. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono 
Valle de Paz. Porcellana verdastra, alt. 0,029. 


772. (508) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. -- Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,039. 


773. (510) Tuaumutef, simile.al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Porcellana turchina, alt. 0,031. 


96 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


774. (4330) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,031. 


775. (4270) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,024. 


776. (164) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro badi. — Gallerie, 
Porcellana verdastra, alt. 0,021. 


777. (4272) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre; manca 
il piede sinistro. — Provenienza incerta. Porcellana giallastra, alt. 0,032. 


778. (4269) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,019.. 


779. (4279) T uaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto; manca 
'la sezione destra dell’ immagine, lungo tutta l'altezza. — Provenienza incerta. 
Porcellana celeste, alt. 0,048. 


780. (4277) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,030. 


781. (4275) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,034. i 


782. (4271) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro cattivo. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana gialliccia, alt. 0,034. 


783. (4331) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,037. 

784. (4273) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Nel foro del pilastrino 
rimane traccia del filo a cui era appeso. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana celeste, alt. 0,035. 


789. (4266) Tuaumutef, simile num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,027. 


786. (4300) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0.034. 


787. (4263) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Porcellana celeste, alto 0,024. 


789. 


790. 


791. 


792. 


793. 


794. 


795. 


796. 


197. 


- 798. 


TUAUMUTEP 97 


_ nr n ene = e —— -— e — _  —__ - — -- e — = - — 


. (4294) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro cattivo. — Pro- 


venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,027. 


(4268) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,030. 


(4276) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro cattivo. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,030 


(4297) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro cattivo. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,023. 


(3946) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro buonissimo: 
manca delle gambe, dalle ginocchia in giù. — Provenienza incerta. Porcellana 
verdastra, alt. 0,039. 


(4332) Tuasumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro discreto: manca 
la parte inferiore delle gambe, dalle ginocchia in giù. —- Provenienza incerta. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,034. 


(4293) Tuaumutef, simile al num. 755. Amuleto. Lavoro mediocre: mancano 
tutte le gambe. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,021. 


(3947) Tuaumutef, simile al num. 755. Sulla sommità del pilastrino, un 
piccolo anello. Amuleto. Lavoro mediocre: mancano le gambe dal ginocchio in 
giù. — Provenienza incerta. Porcellana verdastra, alt. 0,021. 


(498) Tuaumutef, simile al num. 755, visto di profilo, rivolto verso sini- 
stra. È appoggiato a un piccolo pilastrino ; attraverso al braccio sinistro è pra- 
ticato un piccolo foro. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana verdo- 
gnola, alt. 0,023. i 


(5114) Tuaumutef, visto di profilo, rivolto verso destra, rappresentato in basso 
rilievo sopra una piccola tavoletta, arcuata nella sua parte superiore in forma 
di stele. Col braccio sinistro sostiene uno scettro non ben discernibile, © tiene 
il destro disteso lungo il fianco. Sulla sommità della tavoletta, un anellino. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,023. 


(4257) Tuaumutef, con testa di sciacallo e corpo umano, vestito con lunga 

tonaca, da cui escono le braccia, e coi capelli raccolti nelle solite bende. Sta 

diritto in piedi, appoggiato a un pilastrino e sostenendo con le mani l’amuleto 

tat, di grandi dimensioni, che poggiando per terra giunge sino all'altezza del 

petto. Nel pilastrino è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre: consunto 
13, 


98 


n n n — —_ —_—_— . -_. > -—  —_——_ --—-.-- - 


799. 


800. 


801. 


802. 


803. 


804. 


805. 


806. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


e frammentato in pareccchi punti. Questo oggetto non può essere il prodotto 
dell'industria egiziana, ma è probabilmente lavoro etiopico 0 greco-romano. — 
Provenienza incerta. Legno, alt. 0,064. 


(4278) Tuaumutef, con corpo umano e testa di sciacallo, vestito dello shenti 
e coi capelli coperti dalle solite bende. È diritto in piedi, appoggiato a un 
pilastrino, colla gamba sinistra in avanti, nell'atto di sostenere con ambo le 
mani l’ amuleto A tar. Nel pilastrino è praticato un foro. Amuleto. Lavoro 
discreto. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,041. 


(513) Tuaumutef, con corpo umano e testa di sciacallo. Dal collo ai piedi 
è fasciato come una mummia, conservando libere le braccia, che tiene conserte 
sul petto. Ha il volto scoperto e i capelli raccolti, colle solite bende sul dorso 
e sul petto. Lavoro discreto. V. s. i num. 729, 730 e 731. — Rosellini. Cera 
vergine, alt. 0,062. 


(4274) Tuaumutef, con corpo umano e testa di sciacallo, fasciato come una 
mummia e coi capelli coperti colle solite bende. L'immagine intiera, coperta 
da un leggiero strato di stucco, fu quindi uniformemente indorata. Sulla 
schiena porta una piccola prominenza, che forata, fa le veci di anello. Amuleto. 
Lavoro discreto: manca de' piedi e di parte delle gambe, non meno che della 
parte anteriore del muso di sciacallo. — Provenienza incerta. Legno, alt. 0,041. 


(4317) Tuaumutef, con corpo umano e testa di sciacallo, veduto di profilo, 
rivolto verso destra. Ha ì capelli velati colle solite bende, e il corpo fasciato 
come una mummia, conservando libere le mani, colle quali stringe al petto 
una fascia ripiegata. Sull’ involucro, presso il collo, è segnato in incisione il 
collare #7 usey. Un foro attraverso ai capelli e due sotto i piedi. Amuleto. 
Lavoro buonissimo. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,089. 


(517) Tuaumutef, simile al numero precedente. Un foro dietro il collo. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,045. 


(519) Tuaumutef, simile al num. 802. Un foro sopra i piedi e un'altro dietro 
il collo. Amuleto. Lavoro discreto. — Galerie. Porcellana turchina, alt. 0,045. 


(526) Tuaumutef, come i tre numerì precedenti, da cui differisce soltanto 
per la mancanza del collare Yz usey. Un foro dietro il collo. Amuleto. FAVOTO 
discreto. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,041. 


(524) Tuaumutef, nella sua | solita forma, con testa di sciacallo e corpo 
umano, fasciato come una mummia dal collo ai piedi, e coi capelli velati colle 
solite bende, visto di profilo, rivolto verso destra. Presso il collo, è segnato in 


807. 


808. 


809. 


810. 


811. 


TUAUMUTEF 29 


= —— e --—-. - ———m.c.__— ——- -———— ——— ————m_—__@m€—+&6yy—_—_—_—__—————>—€m _._ - .- -_.---. - °° —- —— _———— »—r—————r——rrr—r 


incisione il collare = usey. Le bende del capo ed alcune fascie che serrano l’in+ 
volucro, erano anticamente dipinte in rosso. Due fori sotto i piedi e un altro 
attraverso alle orecchie. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellini. Porcellana tur- 
china, alt. 0,109. 


(4318) Tuaumutef, simile al numero precedente, rivolto da destra verso 
sinistra. Un foro attraverso alle orecchie. Amuleto. Lavoro discreto; manca di 
quasi tutte le gambe. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,056. 


(531) Tuaumutef, simile al numero precedente. Le fascie sono segnate con 
smalto di colore più scuro. Un foro sotto i piedi e un altro attraverso alle 
orecchie. Amuleto. Lavoro cattivo. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,066. 


(4304) Tuaumutef, simile al num. 807. Nessuna traccia di pittura o di 
policromia. Un foro sotto le orecchie. Amuleto. Lavoro discreto; manca di 
parte delle gambe. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,045. 


(4319) Tuaumutef, simile al numero precedente. Un foro dietro il collo. 
Amuleto. Lavoro discreto: manca di buona parte delle gambe, — Provenienza 
incerta. Porcellana celeste, alt. 0,054. 


(534) Tuaumutef, simile al num. 809, rivolto da destra verso sinistra. Un 
foro sotto i piedi e un altro attraverso ai capelli. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,087. 


812. (4308) Tuaumutef come il num. 806, da cui differisce soltanto in ciò, che sia 


813. 


le bende del capo, quanto il collare 5% usey, e le fascie che serrano l'involucro, 
sono segnate in color rosso. Un foro attraverso ai piedi e un altro dietro il collo. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,073. 


(5490) Tuaumutef (frammento di immagine di), simile al numero prece- 
dente. Un foro sotto le orecchie; rimane tuttora una parte del filo, che lo teneva 
legato alla rete di perline, che formava l’involucgo esteriore di qualche mummia. 
Amuleto. Lavoro discreto; non rimane che il capo e parte del petto. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,023. 


814. (4320) Tuaumutef, come il num. 812, ma senza traccia di pittura. Un foro 


attraverso alle gambe e un altro attraverso al capo. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,056. 


815. (4315) Tuaumutef, simile al num. 812. Un foro attraverso al capo; all’al- 


tezza dei fianchi sono praticate nei lati due scanellature, per tener l’immagine 
aderente alla reticella di perline, di cui faceva parte. Amuleto. Lavoro cattivo; 
manca parte delle gambe. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,040. 


100. IMMAGINI DI DIVINITÀ. 


in inni di Li iii +. -__ 2 i o —.- -—_ -- —.--_—————w-_ —  ——PT——= 


816. (4303) Tuaumutef (frammento di immagine di), simile al num. 812. Un 

foro attraverso al capo. Amuleto. Lavoro cattivo; mancano l'orecchio sinistro e 

tutte le gambe, con parte del busto. — Provenienza incerta. Porcellana tur- 
china, alt. 0,032. 


817. (4295) Tuaumutef, simile al num. 812, rivolto da destra verso sinistra. Di 
dietro doveva portare un piccolo anello, ora frammentato. Amuleto. Lavoro cat- 
tivo. — Provenienza incerta. Pietra bigia, alt. 0,025. 


818. (492) Tuaumutef, nella sua solita forma, con testa di sciacallo e corpo 
umano, rappresentato in bassorilievo sopra una piccola tavoletta rettangolare, 
rivolto da sinistra verso destra. Ha il corpo fasciato come una mummia, conser- 
vando libere le mani, colle quali stringe l'emblema dell'Occidente î ;s ha i capelli 
coperti colle solite bende, e il collare 3% usey al collo. Un foro a ciascuna delle 
estremità, superiore e inferiore. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Por- 
cellana turchina, alt. 0,063. 


819. (540) Immagine di Kebehsonuf (a SARI ud Ria) l’ultimo dei 


quattro Genii funerarii, rappresentato con corpo umano e testa di sparviero, veduto 
di profilo, rivolto verso destra. Ha il corpo fasciato come una mummia, con- 
servando libere le mani, con cui stringe una fascia, ripiegata in modo da ripro- 
durre  l’ amuleto V: presso il collo, porta il collare = wusex, e ha i capelli 
raccolti nelle solite bende. Manca totalmente di fori. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Porcellana turchina, alt. 0,056. 


820. (522) Kebehsonuf, come il numero precedente, senza collana e rivolto verso 
sinistra. Un foro dietro il collo. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Por- 
cellana turchina, alt. 0,037. 


821. (541) Kebelhsonuf, come il num. 819, colle mani fasciate. Le bende del capo 
sono segnate in smalto più scuro. Un foro sotto i piedi, e un altro attraverso 
ai capelli. Amuleto. Buon Lavoro. — Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,081. 


822. (4321) Kebehsonuf, simile al numero precedente, ma senza policromia. 
Manca di fori. Amuleto non terminato. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. 
Pietra grigia, alt. 0,026. 


823. (539) Kebehsonuf, simile al numero precedente, rivolto verso sinistra. Un 
foro sotto i piedi, e un altro attraverso ai capelli. Amuleto. Lavoro discreto. — - 
Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,083. 


824. (527) Kebehsonuf, simile al num. 822. Un foro attraverso ai piedi, e un 


altro attraverso ai capelli. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana 
celeste, alt. 0,067. 


—r—- — =- 


825. 


826. 


827. 


828. 


829. 


830. 


(ear 


831. 


KEBEHSONUP 101 


(542) Kebehsonuf, simile al num. 822. Un foro sotto î piedi, e un altro 
attraverso ai capelli. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana tur- 
china, alt. 0,078. 


(520) Kebehsonuf, simile al num. 822. Un foro attraverso ai capelli. Amu- 
leto. Lavoro discreto: manca della parte inferiore delle gambe. — (Gallerie. 
Porcellana turchina, alt. 0,041. 


(530) Kebehsonuf, simile al num. 822, rappresentato rozzamente in sem- 
plice contorno. Un foro attraverso ai piedi, e un altro attraverso al capo. Amu- 
leto. Lavoro cattivo. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,049. 


(538) Kebehsonuf, nella sua solita forma, con testa di sparviero e corpo 
umano, rappresentato in bassorilievo sopra una piccola tavoletta, rivolto verso 
destra. È fasciato dal collo ai piedi, conservando libere le mani, con cui stringe 
l’ emblema dell’ Occidente ® ; porta al collo il collare 4? usey, e sul capo le 
solite bende. Un foro all’ estremità superiore e un altro all’inferiore. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,058. 


(4311) Frammento di immagine di uno dei Genii funerarii, veduto di profilo. 
Comprende la parte inferiore del corpo, dal petto in giù. Un foro attraverso ai 
piedi. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, 
alt. 0,047. 


(4314) Frammento, come il numero precedente. Comprende una parte del petto 
e parte ‘delle gambe. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana tur- 
china, alt. 0,032. i 


(4328) Frammento, come il num. 829. Comprende quasi tutte le gambe. Un 
foro attraverso ai piedi. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. 
Porcellana turchina, alt. 0,037. 


832. (4329) Frammento, simile al numero precedente. Un foro attraverso ai piedi. 


Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,035. 


833. (4816) Frammento, simile ai due numeri precedenti. Un foro attraverso ai piedi. 


Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,041. 


Sebek 


834. (134) Immagine di Sebek Mar [sa 90 o 2), 


raffigurato sotto forma di divinità maschile, con corpo umano e viso di coco- 
drillo. È diritto in piedi colla gamba sinistra in avanti, col braccio destro 


102 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


fre E tipe o nie nie er dpi © i tra n e _n 


disteso lungo il fianco, e il sinistro ripiegato sul petto: colla mano destra stringe 
l'amuleto + ang, e colla sinistra lo scettro ‘| was. Dal collo in su, l'immagine 
è stata coperta con un leggiero strato di stucco e colorita: nel resto del corpo 
non conserva traccia di stucco, nè di colore. Le braccia sono lavorate a giorno, 
e il petto e le gambe pajono appena sbozzati. I capelli gli scendono in treccie 
sul petto e sul dorso, raccolti in fascie di color verde terminanti in una fran- 
gia gialla: sul capo porta una specie di diadema basso e circolare, di colore 
rosso scuro, sul quale posa il diadema “i composto dal diseo solare, 
fiancheggiato dalle penne di struzzo e sostenuto dalle due corna di ariete. Il muso 
di cocodrillo è dipinto in giallo nella parte di sotto, e in bigio nella parte supe- 
riore; gli occhi sono segnati in rosso. Il disco solare è colorito in rosso, e il 
resto del diadema in bigio, rosso e giallo alternativamente. Posa i piedi sopra 
una base antica di legno, di forma rettangolare, sulla cui parte anteriore leggesi 
la seguente iscrizione geroglifica, divisa in cinque linee, coi segni incisi e 
incrostati con stucco di color giallo: 


lisa IZINZENNALI 
IMTAVINZAM A EZIO 


Una offerta regale è fatta a Sebàk, in cui potere è il dare la stabilità, Dio 
grande, signore del lago, affinchè dia vita, salute, forza, allegria e soffio vitale 
ogni giorno alla persona del regio scriba, regio...., soprintendente al gineceo 
delle principesse, Horà, figlio del soprintendente del gineceo....... 


Coll’ espressione Îa lisa sono designate le regine e le principesse della corte 


Tebana, considerate come sacerdotesse di Ammone, e il î \il gineceo, luogo 
della loro residenza. Lo scriba Horà era quindi uno dei sorveglianti del gineceo 
reale di Tebe, verso la XIX o XX dinastia, periodo a cui questa statuetta deve 
essere attribuita. Buonissimo lavoro; manca l'estremità del piede sinistro e una 
parte del corno, pure di sinistra. — Gallerie. Legno di Meroe, alt. 0,368. 


Hapi 


835. (3759) Immagine di Hapi, il Nilo celeste (a rr n ), rappresen- 


tato sotto forma di un uomo barbato, colle amelia pronunziatissime, vestito con 
una specie di shenti, che si attacca alle anche e scende sul davanti, lasciando 


(‘) La forma ì sostituisce il segno ì» anche in altri testi. Ved. p. er. Denkm. III, 140, b 3 
Da v 
e c 5,7, 10, 14 etc. 


HAPI, MA 103 


-__—_ -_— —+ ———. .--.con-6T_ — ; c.- se. coeTi_—e 


836. 


837. 


e | - ——————oo __Òy y_-c-.-- =—_- 9 


scoperto quasi tutto il ventre. Ha i capelli raccolti colle bende striate, termi- 
nanti in una frangia, e porta sul capo il simbolo I, rappresentante un ceppo 
di piante di loto, che sorgono in mezzo alle acque del Nilo. Sta diritto in piedi 
sopra una base prismatica di bronzo, vuota e aperta nella sua parte inferiore, e 
sulle cui faccie laterali è incisa una iscrizione in geroglifici corsivi, ora illeggi- 
bili per lo strato di ossido che la ricopre; porta la gamba destra in avanti, come 
se fosse in atto di camminare, e colle braccia tese in avanti sostiene una tavola 
di offerte, nel centro della quale è tracciata in incisione un'oca preparata, e 
ai due lati due vasi di libazione. La base porta nella sua parte inferiore un'ap- 
pendice, pure di bronzo, per incastrare l'immagine in un’altra base. Buonissimo 
lavoro del periodo saitico. I fiori di loto che porta sul capo, e la tavola di 
offerte nella sua facciata anteriore, sono leggermente frammentati. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,178. 


(543) Immagine di Hapi (Nilo), mancante dalle anche in su e mal restaurata 
con marmo rosso, in modo non conforme al suo stato primitivo. Nel frammento 
che rimane, il Dio è rappresentato sotto forma di divinità maschile a corpo umano, 
coi fianchi coperti dallo shenti, dritto in piedi sopra una base di forma ovale, 
nell’atto di camminare, e di sostenere colle braccia una tavola di offerte. Nel 
mezzo di essa è rappresentato in bassorilievo un vaso WU, pieno di piccoli frutti 
rotondi, che potrebbero anche essere grani di incenso; quindi, sempre in piccolo 
rilievo, un vaso Y3} nemes; ai due lati, dei fiori, e a ciascuna delle due estre- 
mità laterali, un vaso di libazione Î Dalle braccia poi, con cui sostiene la tavola, 
pendono le offerte che sono prodotto speciale e simbolo del Nilo, in modo da for- 
mare come una rete di gambi di loto insieme intrecciati, i quali dall’altezza delle 
braccia arrivano fino al suolo, alternati da una parte con due pescì e dall’ altra 
con cinque uccelli acquatici, trattenuti per le gambe mediante una piccola fune, e 
che beccano i fiori a loro vicini. Nella base, dalla parte di sotto, è praticato un 
foro largo nove millimetri e profondo trentadue, di cui ignorasi lo scopo. Lavoro 
stupendo del periodo egizio-romano. — Gallerie. Breccia rossa e gialla, alt. 0,104. 


Hobs(?) 


(399) Immagine di divinità virile, con corpo umano e viso di leone, di nome 
ed attribuzioni incerte ('). Veste lo shenti, ha i capelli raccolti nelle solite 
bende, e porta sul capo la mitra bianca di Osiride, col fiocco sull’apice e fian- 
cheggiata dalle due penne di struzzo. È diritto in piedi sopra una piccola base 


tie 


(‘) Il De Rougé e il Leemans lo chiamarono /obs, altri Arhes, altri più anticamente Laches. 


Nell'incertezza e nella contraddizione comune, preferisco attenermi alla descrizione generale, seguendo 
l'esempio del Mariette nel suo catalogo dei monumenti di Abido (pag. 25). — V. anche Wilkinson, 


Manners etc. tav. 71. 


104 IMMAGINI DI DIVINITA 


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rettangolare, colla gamba sinistra avanzata e le braccia distese lungo i fianchi. 
È addossato a un pilastrino, in cui è praticato un foro. Amuleto. Lavoro discreto. — 


Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,049. 


838. (397) Divinità virile con corpo umano e viso di leone, simile al numero prece- 
dente. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,043. 


839. (5491) Divinità virile con corpo umano e viso di leone, simile al num. 837. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Porcellana azzurrognola, alt. 0,037. 


840. (396) Divinità virile con corpo umano e viso di leone, simile al num. 837. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,081. 


841. (398) Divinità virile con corpo umano e viso di leone, simile al num. 837. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,031. 


Ma 


842. (179) Immagine della Dea Ma ((- SEAT: ZAN 


ERG 203; o I Ì 
NI i Ni etc... ), sotto forma di divinità femminile, ravvolta in un gran 
paludamento, che dal collo le giunge ai piedi coprendo anche le braccia, seduta 
per terra colle gambe accocolate. Ha i capelli raccolti nelle solite bende striate, e 
porta sul capo una penna di struzzo simbolo della Verità e del suo nome. 
Di dietro, sul dorso, ha un piccolo anello. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellini. 
Lapislazzuli, alt. 0,024. 


843. (177) Ma, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto: la penna 
di struzzo è leggermente frammentata. — Gallerie. Lapislazzuli, alt. 0,020. 


844. (178) Ma, simile ai due numeri precedenti. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Galierie. Lapislazzuli, alt. 0,019. 


Neit 


845. (39) Immagine della Dea Ne it ( I ofqeEe EZAN 


EH > SII Le] NL oto. sd ni rappresentata sotto forma di divinità 


fsmfaiaile a corpo umano, avente sul capo la corona bianca, simbolo della signoria 
del basso Egitto, di cui Neit era la Dea locale. Veste l'abito leggiero e stretto 
al corpo, proprio delle divinità femminili, e porta al collo una collana, segnata 


NEIT 105 


mk —______  _ _—————n——_____mm—n _t .co)]}mmmm=—-— e; —. 
Lala . n ———_————_—_———_——€€————— mm -_——_—_____1 - _— 


847. 


848. 


849. 


in incisione (‘). È diritta in piedi sopra una base prismatica di bronzo, vuota e 
aperta inferiormente; porta la gamba destra in avanti in atto di camminare, il 
braccio destro disteso lungo il fianco col pugno chiuso, serrando l’amuleto + any, 
ora frammentato, e il sinistro spiegato e teso in avanti, pure col pugno chiuso, come 
se stringesse lo scettro |, oppure l'arco colle freccie. Alla base, nella sua parte 
inferiore, si unisce un’appendice di bronzo per incastrare l'immagine in un'altra 
base. È coperta in molte parti da nuclei di ossido e di carbonato di rame. 
Mancano quasi totalmente le de appendici superiori della corona — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,164. 


. (37) Neit, simile al numero precedente. Alla radice delle braccia e delle 


mani porta dei braccialetti, segnati in incisione. Buon lavoro. Manca dei piedi 
e della base su cui posava, manca pure di parte del braccio destro e di una 
delle appendici superiori della corona. Traccie di carbonato di rame. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,177. 


(41) Neit, simile al num. 845, con armille alle braccia, come il numero pre- 
cedente. Col pugno destro, attraversato da un foro, doveva stringere originaria- 
mente un amuleto posticcio, probabilmente l’amuleto any. Buonissimo la- 
voro del periodo saitico. Mancano i piedi colla base, come pure quasi tutto il brac- 
cio sinistro e le appendici superiori della corona. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,167. 


(4257) Neit, simile al num. 845, coll’ureo sulla parte anteriore della corona. 
Amendue i pugni sono attraversati da un foro. Piccola base rettangolare, con 
appendice nella parte inferiore. Lavoro discreto. Manca una delle appendici 
superiori della corona. — (allerie. Bronzo, alt. 0,113. 


(42) Neit, in atteggiamento di essere seduta sopra un trono che manca, colle 
braccia ripiegate e distese lungo le coscie. Col pugno della mano destra doveva 
stringere un amuleto o uno scettro. Porta sul capo la corona bianca, e veste 


‘ l’abito delle divinità femminili, come il num. 845. Sotto i piedi porta un'appen- 


dice, colla quale era incastrata nel trono di legno o di calcare, su cui sedeva 


— anticamente. Lavoro discreto, del periodo saitico. Manca dell’avambraccio destro 


e di una delle appendici superiori della corona. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,139. 


(') Sotto forma analoga trovasi pure rappresentata la Dea del basso Egitto Vatit 
CZ CZZI 
(Ì OS aa etc... 


6a E8=30 


e talora anche la Dea Ament 


(QTA) 


ma essendo queste divinità meno rinomate, le loro immagini 000) essere assal po:o numerose. — 
(V. Wilkinson, tav. 58 e 54). 


14 


106 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


850. (40) Neit, seduta, simile in tutto al numero precedente. Sotto i piedi, la solita 
appendice. Lavoro mediocre. Già anticamente mancava una delle appendici supe- 
.riori della corona. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,096. 


851. (38) Neit guerriera, in atto di camminare, col braccio destro sollevato late- 
ralmente e il sinistro ripiegato davanti al petto, col pugno chiuso e attraver- 
sato da un foro, in cui originariamente era incastrato l'arco. Sul capo porta la 
corona bianca: una veste stretta al corpo e finamente lavorata, aperta e affi- 
biata sul seno con un fermaglio, le si annoda sopra le spalle e le giunge sino 
sotto le ginocchia; sopra di essa porta lo shenti, come le divinità virili, e una 
corazza a squame, che le difende la parte inferiore del torace. Originariamente 

| posava i piedi sopra una base di bronzo, ora mancante. Buonissimo lavoro del 
periodo saitico. Manca una parte del braccio destro, e una delle appendici supe- 
riori della corona. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,182. 


852. (49) Neit, colla corona bianca sul capo, vestita colla solita veste delle divi- 
nità femminili, diritta in piedi sopra una piccola base, e addossata a un pila- 
strino. Porta la gamba sinistra in avanti, e le braccia distese lungo i fianchi. La 
corona ha una sola appendice. Nel pilastrino è praticato un foro. Amuleto. Lavoro 
discreto. Frammentata in parecchi punti. — Rosellini. Lapislazzuli, alt. 0,033. 


853. (45) Neit, simile al numero precedente, con una collana al collo. Amuleto. 
Buon lavoro. Manca l’appendice superiore della corona. — Gallerie. Lapislazzuli, 
alt. 0,032. 


854. (47) Neit simile al num. 852. Manca il foro del pilastrino. Amuleto non 
‘terminato. Lavoro mediocre. — Gallerie. Lapislazzuli, alt. 0,032. 


855. (50) Neit, simile in tutto al numero precedente. Amuleto non terminato. 
Lavoro mediocre. Manca l’appendice superiore della corona. — Rosellini. Lapis- 
lazzuli, alt. 0,031. 


856. (4259) Neit, simile in tutto al num. 852. Amuleto. Lavoro mediocre. — Pro- 
venienza incerta. Lapislazzuli, alt. 0,031. 


857. (48) Neit, simile in tutto al num. 852. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
‘Lapislazzuli, alt. 0,028. 


858. (51) Neit, simile in tutto al num. 852. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosel- 
linî. Lapislazzuli, alt. 0,026. 


859. (44) Testa di immagine di Neit, fregiata della corona bianca. Gli occhi e le 
sopracciglia sone incrostate di oro: la pupilla è in smalto nero. Stupendo lavoro 
del periodo saitico. Manca. una delle appendici superiori della corona, che era 

| posticcia, e l’altra è frammentata. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,057. 


Cd 


NEZEB 107 


—-——6+€+€@+—— ————_———__—_—_—_—_———————————__—_— Te __r—rr—rr— - __—Fr——+— _"-PP—_—y_y_—my_—_— _..-_ _——w— 2° — — ——- - —-— ———————_———++-+_—m_m4—— 


860. (465) Torso di immagine di una divinità femminile, probabilmente di Neit, 
che sostiene colle mani e colle braccia due piccoli cocodrilli, che le pendono 
dai capezzoli delle mammelle. La Dea è diritta in piedi, addossata a un pila- 
strino, in cui è praticato un foro. Amuleto. Buonissimo lavoro. — Gallerie. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,029. | 


Selk 


DA 
861. (46) Immagine della Dea Selk o Serk (Ci = ali talora seat 
raffigurata sotto forma di divinità femminile con sembianze umane, vestita col- 
l'abito solito delle Dee, e coi capelli raccolti sul seno e sul dorso nelle solite 
bende. Porta sul capo uno scorpione colla coda sollevata e ricurvata (©), simbolo 
del suo nome. È diritta in piedi sopra una piccola base, colla gamba sinistra 
in avanti e le braccia distese lungo i fianchi, addossata a un pilastrino, in cui 
è praticato un foro. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Lapislazzuli, alt. 0,036. 


862. (3787) Serk, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono 
Valle de Paz. Lapislazzuli, alt. 0,031. 


863. (4258) Serk, simile al num. 861. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza 
incerta. Lapislazzuli, alt. 0,029. 


864. (304) Serk, simile al num. 861. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. 
Lapislazzuli, alt. 0,024. 


Neyeb 


865. (23) Immagine della Dea Neyeb, da alcuni tuttora detta Suban 3, 
+21) "n (== DV2), sotto la sua forma più semplice di divinità femmi- 


O a ER2=S5 
nile con sembianze umane, tati del solito abito stretto al corpo, i capelli 
raccolti sul petto e sul dorso colle bende striate, e la corona rossa sul capo, 


simbolo della signoria dell'alto Egitto. È diritta in piedi, colle braccia distese 
lungo i fianchi. Sotto i piedi, la solita appendice. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,111. i 


866. (32) Neyeb, come il numero precedente. Sulla fronte vedesi una piccola 
sporgenza, che potrebbe rappresentare l’ureo o più probabilmente la testa di 
un avvoltojo. È addossata a un pilastrino, in cui è praticato un foro. Amuleto. 
Lavoro discreto. — (Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,047. 


PNSINSSSLSSI PNL ASNSSISSSNISSSANINAI 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


dir 0 0 Sii e cr ra 


VI. 


DIVINITÀ TIFONICHE 


Bes, Taurt, Oro sui cocodrilli. 


\ 


867. (444) Statua del Dio Bes (J), JR. rappresentato come un uomo 


868. 


rachitico con aspetto mostruoso, per la forma singolare delle gambe e della testa. 
Ha gli occhi, le orecchie, la fronte, il naso, le gambe e la coda alquanto somi- 
glianti a quelle delle razze bovine: ha la bocca larghissima e aperta, mostrando 
la lingua colorita in rosso. Tra il naso e il labbro superiore porta baffi abbondan- 
tissimi, che si uniscono ai capelli mediante altra barba, la quale cuopre buona 
parte delle guancie, e scende quindi sul mento e sul petto. Intorno ai fianchi 
porta una pelle di pantera, serrata con un grosso nastro verde, che. si annoda sul 
ventre e i cui capi scendono fino al suolo; tiene al collo una larga collana, dipinta 
a colore azzurro e nero. Sul capo porta un diadema, che ha l’apparenza di essere 
dorato ed ornato di grosse pietre preziose : ad esso poi si univa un fascio di penne, 
che ora mancano, e che furono rifatte in ristauro. Le parti nude del corpo sono 
dipinte in giallo-scuro, e la barba in bianco, striato con rosso. È diritto in piedi 
sopra una piccola base a forma di fiore, che porta nella parte sua inferiore 
un'appendice di legno di forma prismatica, che teneva la statuetta incastrata in 
un qualche mobile, di cui probabilmente faceva parte. Tutta l’immagine è coperta 
con uno strato abbastanza spesso di stucco, sul quale fu dato il colore. Lavoro 
discreto. Rappresentazione poco frequente. — Rosellini. Legno, alt. 0,565. 


(447) Statua del Dio Bes, rappresentato sotto la forma di un nano rachitico, col 


. muscoli del torace e delle gambe molto sviluppati. Come il numero precedente, 


ha gli occhi e le orecchie simili a quelle delle razze bovine, ha il naso largo 
e schiacciato, e ai due lati della bocca, mostruosamente larga, pende una lunga 
barba arricciata. Sulle spalle porta una pelle di leone, di cui le zampe si anno- 
dano sul petto e la coda arriva sino a terra: sui fianchi porta una correggia, 
che serve a sostenere il basso ventre, e sul capo doveva avere ‘vriginariamente 
un diadema, formato con un fascio di penne. È diritto in piedi colle gambe 
arrembate: le braccia ora mancanti, dovevano essere appoggiate sui fianchi. 
Buon lavoro, anteriore probabilmente al periodo saitico. Mancano le braccia, il 
diadema, i piedi, e parte della gamba sinistra. — Gallerie. Calcare, alt. 0,280. 


BBS i 109 


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— ——_—»@. — ————_———+6+—+@6 


869. (448) Frammento di statua di Bes, comprendente la testa con parte del busto, 
e riproducente due immagini simili a quella precedentemente descritta, addos- 
sate l’una all'altra. Tiene la bocca aperta, mostrando la lingua e i denti della 
mandibola superiore; i capelli arricciati e confusi gli scendono sulla fronte e 
sulle orecchie. Portava originariamente il diadema colle penne, che ora manca 
del tuttò. Secondo Rosellini dovette essere il capitello di una colonna, ma noi 
riteniamo ciò poco probabile. Buon lavoro. — Rosellini. Calcare, alt. 0,640. 


870. (4185) Bes, simile al num. 868, colla pelle di pantera sulle spalle e il dia- 
dema di penne sul capo, come il numero precedente. È in piedi sopra una piccola 
base semicircolare, vuota, come pure è vuoto interamente tutto il resto dell’im- 
magine. Sul dorso è praticato un foro circolare, della larghezza di quindici milli- 
metri. Per la materia e per la tecnica devesi ritenere di tempo tardo, e parago- 
narsi alle immagini di Astarte e di Melitta, che si trovano specialmente nel 
Fayoum, e che sembra fossero importate, almeno in parte, dalla Lidia. Somiglianti 
immagini di Bes si trovano talvolta anche in Etruria, ed una bellissima è 
posseduta da questo Museo archeologico (sezione Etrusca). — Provenienza incerta. 
Terra scura indurita al sole, alt. 0,183. 


87 


dd 


. (4185 e 4200) Bes, simile al num. 868, colla lingua fuori della bocca. È in 
piedi sopra una piccola base rettangolare. Di dietro ai capelli è praticato un 
foro. Lavoro discreto: rotto in due pezzi, frammentato e consumato in parecchi 
punti. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,085. 


872. (408) Bes, simile al numero precedente. Dietro il diadema, un piccolo anello. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,051. 


873. (402) Bes, simile al num. 871. Dietro il diadema, un piccolo anello. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,044. 


874. (3741) Bes, simile al num. 871. Dietro il diadema, un piccolo anello. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Dono Valle De Paz. Porcellana turchina, alt. 0,041. 


875. (405) Bes, simile al num. 871. Dietro il diadema portava un piccolo anello, 
ora frammentato. Amuleto. Lavoro discreto. Manca di quasi tutto il diadema. — 
Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,037. | 


876. (404) Bes, simile al num. 871. Dietro il diadema, un piccolo anello. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,030. 


877. (434) Bes, simile al num. 871. Di dietro, attraverso ai capelli, è praticato 
un piccolo foro. Il diadema è vuoto e aperto ai due lati. Amuleto. Buon 
lavoro. — Rousellini. Porcellana giallognola, alt. 0,029. 


110 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


un -.- —————_—————T__—_____—_—m6T_——_ ————>» — T ———_———_ ———______,_ ——e— —  Òm Ò ——Ò_ y  k 6 _r——_——Ò__—__—_—_____——_— 


878. (421) Bes, simile al num. 871. Attraverso alla parte. inferiore del diadema 
fu praticato un piccolo foro. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana 
verde, alt. 0,029. 


879. (418) Bes, simile al num. 871. Dietro il diadema, un piccolo anello ora 
otturato. Amuleto. Lavoro mediore. — Ricci. Porcellana verdastra, alt. 0,025. 


880. (438) Bes, simile al num. 871. Di dietro, attraverso aì capelli, fu praticato 
un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,024. 


881. (431) Bes, simile al num. 871. Dietro il diadema, un piccolo anello. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,023. 


882. (430) Bes, simile al num. 871. Il diadema è attraversato da un foro. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — ARosellini. Porcellana celeste, alt. 0,020. 


883. (419) Bes, simile al num. 871. Il diadema è attraversato da un piccolo foro. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,016. 


884. (420) Bes, simile al num. 871. Tl diadema è attraversato da un piccolo foro. 
Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosellinî. Porcellana turchina, alt. 0,014. 


885. (427) Bes, simile al num. 871. Il diadema è attraversato da un piccolo foro. 
Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,014. 


886. (4189) Bes, simile al num. 871. Dietro il diadema, un piccolo anello. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,014. 


887. (441) Bes, simile al num. 871, colla lingua ritirata entro la bocca. Di dietro, 
attraverso ai capelli, è praticato un foro. Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosellini. 
Porcellana turchina, alt. 0,042. 


888. (417) Bes, simile al numero precedente. Il diadema è attraversato da un 
foro. Amuleto. Buon lavoro. Da alcune piccolissime traccie di doratura si. 
deduce, che l’immagine intera doveva essere indorata. — Rosellini. Porcellana 
giallognola, alt. 0,038. 


889. (411) Bes, simile al num. 887. Dietro il diadema, un anello. Amuleto. Lavoro 
cattivo. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,031. 


890. (4187) Bes, come il num. 887, colla pelle di pantera sulle spalle, e col dia- 
dema sul capo, senza penne. Il diadema è attraversato da un foro. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,039. 


BES 111 


nn] 


891. (4191) Bes, colla pelle di pantera, come il numero precedente, mancante di 
quasi tutta la testa. Buon lavoro. — Provenienza incerta. Porcellana azzurro- 
gnola, alt. 0,025. | 


892. (4198) Bes, come il num. 890, mancante di tutto il capo. Amuleto. Lavoro 
discreto. — Provenienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,021. 


893. (429) Bes, simile al num. 871, colla pelle di pantera sulle spalle e la lingua 
fuori della bocca, rappresentato in mezzo rilievo. Manca totalmente del dia- 
dema, e in quella vece porta un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosel- 
lini. Porcellana turchina, alt. 0,035. 


894. (5154) Bes, simile al numero precedente, senza l'anellino. Attraverso al collo 
è praticato un piccolo foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. 
Porcellana celeste, alt. 0,012. 


895. (3742) Bes, simile al num. 868, senza la pelle di pantera. Dietro al capo, un 
‘anellino ora frammentato. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono Valle de Paz. 
Bronzo, alt. 0,031. 


896. (3739) Bes, simile al numero precedente. Il diadema, ora mancante quasi del 
tutto, era attraversato da un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle De 
Paz. Porcellana azzurrognola, alt. 0,032. 


897. (432) Bes, simile al num. 895. Il diadema è attraversato da un piccolo foro. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana azzurrognola, alt. 0,030. 


898. (425) Bes, simile al num. 895. Il diadema è attraversato da un foro. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,014. 


899. (403) Bes, simile al num. 895, addossato a un pilastrino. Nel pilastrino è 
praticato un foro. Amuleto. Buon lavoro. Manca della corona, e della parte 
anteriore dei piedi e delle gambe. — Gallerie. Porcellana giallognola, alt. 0,057. 


900. (412) Bes, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — (Gal- 
lerie. Porcellana celeste, alt. 0,032. 


901. (414) Bes, simile al num. 899. Nel pilastrino sono praticati due fori. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,023. 


902. (435) Bes simile al num. 899. Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosellini. Porcellana 
turchina, alt. 0,019. 


903. (4919) Bes, simile al num. 899. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. 
Porcellana verde, alt. 0,019. 


112 


904. 


005. 


906. 


907. 


908. 


909. 


910. 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


(3949) Bes, simile al num. 899. Nel pilastrino sono praticati due fori. sti 
leto. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,017. 


(4194) Bes, simile al num. 899. Nel pilastrino sono praticati due fori. Amu- 
leto. Lavoro cattivo. -— Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,017. 


(428) Bes, simile al num. 899. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Por- 
cellana celeste, alt. 0,012. 


(416) Bes, come il num. 899, senza il diadema. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,029. 


(4389) Bes, senza pelle di pantera, colla lingua fuori della bocca, e avente 
sul capo un oggetto non ben discernibile, ma certo diverso dal solito diadema. 
Attraverso al collo è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana turchina, alt. 0,019. 


(445) Sezione anteriore di una immagine di Bes, colla lingua fuori della bocca, 
simile al num. 899. È in piedi sopra una piccolissima base di legno, che infe- 
riormente è regolata in modo, da potersi incastrare in un’altra base, o in altro 
oggetto qualunque. Probabilmente faceva parte di un mobile. Buon lavoro. 
Mancano le penne del capo, che erano posticce. — Rosellini. Legno, alt. 0,122. 


(439) Due immagini di Bes, come il num. 871, senza la pelle di pantera, il 
diadema sul capo e la lingua fuori della bocca, addossate l’ una all’ altra. Gli 
occhi, parte dei capelli e della barba sono segnati in smalto giallo, e il resto 
dell’ immagine in verde. Attraverso al capo della duplice immagine, sotto le 


— orecchie, è praticato un foro. Amuleto. Buon lavoro. Manca di quasi tutte le gambe 


911. 


912. 


913. 


e di parte notevole del diadema. — Rosellinî. Porcellana policroma, alt. 0,045. 


(440) Testa di una duplice immagine di Bes, simile sia per rappresentanza 
che per tecnica, al numero precedente. Un foro, come nel numero precedente. 
Amuleto. Buon lavoro. Manca quasi tutto il diadema. — Rosellini. Porcellana 
policroma, alt. 0,029. 


+ 


(436) Duplice immagine di Bes, simile al num. 910. La lingua e il contorno 
della lingua sono segnati in smalto giallo, il resto dell'immagine, in color tur- 
chino. Attraverso alle due teste, sotto le orecchie, è praticato un foro. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana policroma, alt. 0,024. 


(437) Duplice immagine di Bes, simile al num. 910.I contorni del diadema 
e della figura sono segnati in smalto giallo, e in turchino scuro il resto del- 
l'immagine. Un foro, come nel numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Rusellini. Porcellana policroma, alt. 0,022. 


——6——————m6€ 


914. 


915. 


916. 


917. 


918. 


919. 


920. 


921. 


922. 


923. 


924. 
‘incerta. Porcellana verdastra, alt. 0,020. 


BES lg 


_- —-—  —_———>—— __—_—_——— ————@—@——@———————@———— ———————@—@—@#——@—@—@—@—————@——@—t_@@—————6_—_—_—m€___—6——@—@—@—@—@—@—@—@1@tmz@_———y@—@—m——————_—_—@—@È@—m@m 


(4188) Duplice immagine di Bes, simile in tutto al numero precedente. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana policroma, alt. 0,014. 


(4190) Duplice immagine di Bes, simile in tutto al num. 913. Amuleto. Lavoro 
mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana policroma, alt. 0,014. 


(410) Duplice immagine di Bes,,simile al num. 910. Attraverso ai due dia- 
demi è praticato un foro. Amuleto. Lavoro cattivo. — (Gallerie. Porcellana 
azzurrognola,. alt. 0,035. 


(426) Duplice immagine di Bes, simile al num. 910. Attraverso alle due 
teste, sotto le orecchie, è praticato un foro. Amuleto. Lavoro cattivo. — Ro- 
sellini. Porcellana celeste, alt. 0,035. 


(422) Duplice immagine di Bes, simile al num. 910. Un foro, come il nu- 
mero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana azzurro- 
gnola, alt. 0,026. 


(407) Duplice immagine di Bes, simile al num. 910. Un foro, come il num. 917. 
Amuleto. Lavoro cattivo. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,014. 


(400) Bes, come il num. 895, il diadema colle penne sul capo, le gambe acco- 
colate ai due lati del corpo, e le mani sulle ginocchia. Dietro il capo, un anello. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,034. 


(401) Bes, simile al numero precedente. È appoggiato a un pilastrino, in cui 
è praticato un foro. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana verdiccia, 


alt. 0,024. | 


(415) Bes, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosel- 
lini. Porcellana celeste, alt. 0,022. 


(3743) Bes, simile al num. 920. Amuleto. Lavoro discreto. — Dono Valle de 
Paz. Porcellana giallognola, alt. 0,024. 


(4201) Bes, simile al num. 920. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 


. (409) Bes, simile al num. 920. Amuleto. Lavoro discreto. — (Gallerie. Por- 


cellana azzurrognola, alt. 0,019. 


‘ 


. (8956) Bes, simile al num. 920. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 


incerta. Porcellana verdastra, alt. 0,018. 


927. 


028. 


929. 


930. 


931. 


932. 


IMMAGINI DI DIVINIT\ 


(4193) Bes, simile al num. 920. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,013. 


(433) Due immagini di Bes, simile al num. 920, addossate l’ una all’ altra. 
Attraverso alle due teste, sotto le orecchie, è praticato un piccolo foro. Amu- 
leto. Lavoro cattivo. — Rosellini. Porcellana. verdastra, alt. 0,020. 


(406) Bes, nella sua solita forma, colla pelle di pantera sulle spalle, e il 
diadema colle penne sul capo. È diritto in piedi colle gambe arrembate, e colla 
mano sinistra appoggiata sul fianco: colla destra, sollevata in alto, brandisce 
un’arma, che non distinguesi bene, se sia una spada o un coltello, oppure uno 
scudo rotondo veduto di profilo. Il diadema è attraversato da un piccolo foro. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,045. 


(446) Cippo, sopra cui vedesi rappresentato Bes, sotto la medesima forma 
e nel medesimo atteggiamento del numero precedente. Buon lavoro. Manca una 
parte del diadema, e quasi tutto l'oggetto che tiene sollevato colla mano destra. — 
Gallerie. Porcellana giallognola, alt. 0,083. 


(4184) Bes, sotto la forma di Dio dei piaceri e della danza, rappresentato come 
al solito come un nano rachitico con testa mostruosa, colla pelle di pantera sulle 
spalle. È diritto in piedi sopra una base cilindrica, colle gambe leggermente mosse 
quasi in atto di danzare, e le braccia ripiegate come per accompagnamento. Sul 
capo porta un piccolo diadema, frammentato; la base pure è frammentata; il che 
fa credere avere quest'immagine fatto parte del manico di uno specchio, 0 di 
un sistro. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,069. 


(423) Placca lavorata a giorno, su cui vedesi rappresen- 
tato Bes in bassorilievo, con testa mostruosa, la pelle di 
pantera sulle spalle, e una fascia attraverso ai fianchi, che 
gli cuopre il basso ventre e i lombi. È diritto in piedi colle 
gambe arrembate, e colle braccia ripiegate ai lati nell'atto 
di abbracciare due figure mostruose, non bene discernibili, 
che stanno ritte ai suoi fianchi. Porta sul capo il solito 
diadema, sulla sommità del quale sta un anellino. Amuleto, 
Lavoro discreto. Rappresentazione rarissima, e meritevole 
di speciale attenzione, per l’analogia che presenta colla scena | 
incisa in uno specchio etrusco di Orvieto, pubblicato dal Kòrte (V. Archaeolo- 
gische Zeit. 1878, pag. 110 e tav. 11). La figura mostruosa che ivi occupa la 
parte centrale, non può a parer nostro essere una Gorgone per molti motivi, 
e tutta la scena poi si rivela nel suo insieme quale imitazione di quella dataci 
da questo amuleto, o di altra poco dissimile (V. anche W. Pleyte, Chapitres 
supplem. du Livre des morts, traduction et comment. pag. 173). — Provenienza 
incerta. Porcellana turchina, alt. 0,039. 


935. 


934. 


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C' 


936. 


937. 


938. 


939. 


940. 


941. 


BES 1 


———T —0————6@Ò—————_ eee eee ee ee e e e e e e a % --— 


(413) Testa ‘mostruosa di Bes, col diadema e colle penne, riposante sopra 
l’amuleto GS uta, addossato a un pilastrino, in cui è praticato un foro. Amuleto. 
Lavoro finissimo. Rappresentazione rarissima.— Ricci. Porcellana celeste, alt. 0,024. 


(443) Bes, con dorso umano, testa mostruosa d’uomo e di toro, gambe -e 
zampe e coda di capro, diritto in piedi colle mani sulle coscie sopra una piccola 
base rotonda di bronzo, a cui è unito, e che è probabilmente la parte superiore 
di un fiore di loto. Sul capo porta un piccolo diadema, vuoto e che si univa 
probabilmente a qualche altro simbolo, per formare il manico di uno specchio 
o di un sistro, se pure non vi era incastrato posticcio il fascio di penne. Buon 
lavoro. Rappresentazione poco frequente. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,098. 


. (4195) Bes, con corpo umano, testa mostruosa, gambe e coda di capro, ve- 


duto di profilo, colla testa rivolta di fronte. Colle braccia sostiene un oggetto 
che non è ben discernibile, e che dovrebbe essere un tamburro od altro stru- 
mento musicale. Sul capo porta due piccoli anellini insieme uniti. Amuleto. 
Lavoro discreto. Rappresentazione poco frequente. — Provenienza incerta. Por- 
cellana turchina, alt. 0,018. 


(4196) Bes, simile per la rappresentazione e per la tecnica al numero pre- 
cedente. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, 
alt. 0,018. 


(4197) Bes, simile ai due numeri precedenti. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,018. 


(442) Bes con testa mostruosa e corpo umano, colla pelle squamosa e ali di 
uccello sul dorso, ritto in piedi sopra un'alta base di forma ovale, e appog- 
giato a una stele. Di dietro alla stele, in corrispondenza coll'’immagine di Bes, 
è rappresentato in alto rilievo uno sparviero, visto di dietro. Sulla faccia ante- 
riore della base, sono tracciate in incisione le immagini di alcuni animali malefici, 
cioè di un lupo, di uno scorpione, di una tartaruga, di due serpenti, di un 
leone, e di un piccolo cocodrillo. Buon lavoro. La parte superiore è frammen- 
tata e consunta — Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,043. 


(3774) Amuleto formato dalla testa di Bes, fregiata del diadema e delle penne, 
e unita alla parte superiore del busto. Il diadema è attraversato da un foro. 
Lavoro discreto. — Dono Valle de Paz. Porcellana verdastra, alt. 0,044. 


(5132) Testa di Bes, con parte del busto, simile al numero precedente. Amu- 
leto. Buon lavoro — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,016. 


(1537) Testa di Bes, col diadema e colle penne. Manca di fori. Amuleto. Lavoro 
discreto. — Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,041. - 


116 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


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942. (1538) Testa di Bes, simile al numero precedente. Attraverso al diadema è 
praticato un foro. Amuleto. Lavoro cattivo. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, 
alt. 0,028. 


943. (1539) Testa di Bes, simile al num. 941. Attraverso al diadema è praticato 
un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,025. 


944. (5121) Testa di Bes, simile al num. 941, addossata a un pilastrino, in cui sono 
praticati due fori. Amuleto. Buon lavoro. — Provenienza incerta. Porcellana 
turchina, alt. 0,014. 


945. (1541) Sezione anteriore di una testa di Bes, senza diadema e senza le penne. 
Un foro è praticato attraverso alla fronte, e un altro sotto la bocca. Amuleto 
(maschera). Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,029. 


946. (4202) Testa di Bes, simile al num. 941, chiusa tutto intorno da una specie 
di nastro. L’amuleto è attraversato da un foro. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,032. 


947. (5139) Amuleto, simile al numero precedente, con due diritti. È attraversato 
da un foro verticale. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana azzur- 
rognola, alt. 0,009. | 


948. (5162) Amuleto, simile in tutto al numero precedente. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,009. 


949. (5158) Amuleto, simile al num. 947. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,008. 


950. (5151) Amuleto, simile al num. 947. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,008. 


951. (5138) Amuleto, simile al numero precedente. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,008. 


952. (5156) Amuleto, simile ai cinque numeri precedenti. Lavoro mediocre. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,008. 


953. (1535) Forse immagine di Bes, di cui non vedesi che il capo, e col resto del 
corpo coperto da una veste, che gli vela anche una parte della barba. I capelli 
parrebbero raccolti in ‘due treccie, che scendono fino all’ estremità inferiore 
dell'immagine. Sul capo porta un piccolo serto di cinque urei, a cui sì unisce 
un anello. Questo oggetto non è certamente prodotto dell’industria egiziana, e 
parrebbe piuttosto lavoro siriaco o IeBICIO: Buon lavoro. Amuleto. — Rosellini. 
Avorio, alt. 0,044. 


TAUKT 117 


Taurt 


954. (466) Immagine della Dea Taurt (Th of S| IN 
EL oa ew) chiamat dai Greci 6: Ù, a “n sotto 
Fo IK sora {] paso) chmamata 1 cunps, rappre 0 
forma di divinità femminile con corpo di ippopotamo, testa zampe ed artigli 
di leonessa. È diritta sulle gambe di dietro in atto di camminare: ha il capo 
coperto colle bende striate, e sopra di esse porta un piccolo diadema circolare, in 
cui era incastrato originariamente un altro diadema, ora mancante. L’appendice 
imitante una coda di cocodrillo, che le copre il dorso, riproduce la folta criniera 
di una specie di ippopotamo, che ancora ai nostri giorni trovasi nelle regioni 
centrali dell’Africa, nell’alto Nilo, e che anticamente doveva vivere nelle regioni 
più basse del fiume (V. Mariette, Catal. géner. d’Abydos pag. 20). Buon lavoro. 
Manca una parte delle gambe, nonchè l’ estremità della criniera ed il diadema. — 
Gallerie. Legno, alt. 0,099. 


955. (467) Taurt, con corpo e testa di ippopotamo, bocca semi-spalancata, gambe 
ed artigli di leonessa. Simile nel resto al numero precedente. Buon lavoro: 
manca la parte inferiore delle gambe. — Gallerie. Marmo giallastro, alt. 0,095. 


956. (449) Taurt, come il numero precedente. Porta sul capo un diadema, formato 
dalle corna di vacca col disco, addossato alle due alte penne di Ammone. Dietro 
il capo, un piccolo anello. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana 
turchina, alt. 0,040. 


957. (442) Tauri, simile al numero precedente. Un anellino dietro il capo. Amu- 
leto. Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,026. 


958. (4439) Taurt, come il num. 955, col disco solare sul capo, e sostenente colle 
zampe anteriori l’amuleto Y sa. Attraverso al collo è praticato un foro. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,026. 


959. (460) Taurt, senza il diadema, simile al num. 955. Un anellino sul dorso. 
Amuleto. Buon lavoro. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,057. 


960. (461) Taurt, simile al num. 955. Un anellino sul dorso. Amuleto. Buon 
lavoro. — Rosellini. Porcellana azzurrognola, alt. 0,052. 


961. (452) Taurt, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,048. 


962. (4288) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,047. 


118 . 7 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


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963. (451) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Por- 
cellana verdiccia, alt. 0,046. 


964. (454) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Por- 
cellana rosso-scura, alt. 0,045. 


965. (457) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,039. 


Id 


966. (455) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Por- 
cellana celeste, alt. 0,038. | 


967. (459) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Buon lavoro. — Ricci. Porcellana 
azzurrognola, alt. 0,038. 


968. (3763) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro discreto. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana turchina, alt. 0,037. 


969. (4285) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,037. 


970. (4289) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,035. 


971. (4282) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,035 


972. (4280) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,035. 


973. (4369) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,034. 


974. (4286) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,033. 


975. (4283) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana celeste, alt. 0,032. 


976. (3772) Taurt, simile al num. 960. Manca il foro sul dorso. Amuleto non 
finito. Lavoro mediocre. — Dono Valle de Paz. Bronzo, alt. 0,030. 


977. (3764) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 
de Paz.'Porcellana celeste, alt. 0,029. 


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978 


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984. 


988. 


089. 


990. 


991 


TAURT 119 


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. (4296) Tauri, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
inceria. Porcellana celeste, alt. 0,028. 


. (453) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,028. 


. (458) Taurt, simile al num. 960. L'anellino, che aveva sul dorso, è fram- 
mentato. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,026. 


- (3767) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro discreto. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana verdastra, 0,024. 


2. (3765) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro discreto. — Dono Valle 


de Paz. Porcellana verdastra, alt. 0,024. 


(464) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellini. Por- 
cellana celeste, alt. 0,024. | 


(3766) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro mediocre. si Dono Valle 
de Paz. Porcellana celeste, alt. 0,023. 


5. (3951) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 


incerta. Porcellana giallastra, alt. 0,022. 


- (3770) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 


de Paz. Porcellana giallognola, alt. 0,022. 


. (456) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 


Porcellana nerastra, alt. 0,018. 


(4262) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro mediocre: manca un pezzo 
del capo fin da quando fu modellata. — Provenienza incerta. Porcellana tur- 
china, alt. 0,018. 


(4292) Taurt, simile al num. 960. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana celeste, alt. 0,016. 


(4281) Taurt, simile al num. 960. Un anellino sul capo. Amuleto. Lavoro 
mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,054. 


(450) Taurt, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — Gal- 
lerie. Porcellana celeste, alt. 0,049. 


120 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


— 2-0. —_-  .— 4 +0 4 4 —---_ ___—_ -_—- 
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992. (4186) Taurt, simile al num. 990. Amuleto. Lavoro mediocre, la parte ante- 
riore del muso di ippopotamo è consunta. — Provenienza incerta. Porcellana 
giallognola, alt. 0,044. 


993. (463) Taurt, simile al num. 990. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,039. 


994. (3771) Taurt, simile al num. 990. La criniera incomincia soltanto a metà 
del dorso. Un anellino sul capo, mancante in parte. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Dono Valle de Paz. Porcellana celeste, alt. 0,039. 


995. (4290) Taurt, simile al num. 990. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,033. 


996. (4291) Taurt, simile al num. 990. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana azzurrognola, alt, 0,032. 


957. (4287) Taurt, simile al num. 990. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana giallognola, alt. 0,032. 


998. (4320!) Taurt, simile al num. 990. Amuleto. Lavoro cattivo, —- Provenienza 
incerta. Pietra verde, alt. 0,031. 


999. (4284) Taurt, simile al num. 990. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza 
incerta. Porcellana turchina, alt. 0,030. 


1000. (3768) Taurt, simile al num. 990. Amuleto. Lavoro mediocre. — Dono Valle 
de Paz. Porcellana turchina, alt. 0,021. 


1001. (4265) Taurt, simile al num. 990. Anticamente portava sul capo un anellìino, 
ora mancante Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana 
celeste, alt. 0,014, 


1002. (4409) Taurt, simile al num. 960, vista di profilo in mezzo rilievo, rivolta 
verso destra. Attraverso al collo è praticato un foro. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,022. 


1003. (4419) Taurt, simile in tutto al numero precedente, sia per la tecnica che per 
la rappresentanza. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana 
turchina alt. 0,011. 


1004. (4422) Taurt, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
. Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,011. 


TAURT 


————____ 


121 


1005. (4424) Taurt, simile al num. 1004. Amuleto. Lavoro mediocre. — Prove- 


nienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,010. 


1006. (4420) Taurt, simile al num. 1004. Amuleto. Lavoro mediocre. — Prove- 


nienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,010. 


1007. (4421) Taurt, simile al num. 1004. Amuleto. Lavoro mediocre. — Prove- 


- 


nienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,010. 


1008. (4423) Taurt, simile al num. 1004. Amuleto. Lavoro mediocre. — Prove- 


nienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,010. 


1009. (4425) Taurt, simile al num. 1004. Amuleto. Lavoro mediocre. — Prove- 


nienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,010. 


1010. (4426) Taurt, simile al num. 1004. Amuleto. Lavoro mediocre. — Prove- 


nienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,010. 


Oro sui cocodrilli 


1011. (1788) Frammento di statua virile ritta in piedi, nell’atto di sostenere colle 


mani una stele, sulla quale è rappresentata in alto rilievo la scena mitologica 
di Oro sui cocodrilli. Il giovane Oro (Harpayrut, Harpocratis) nudo 
e coi capelli raccolti in una sola treccia, che gli cade inanellata sulla spalla 
destra, è diritto in piedi sopra due cocodrilli striscianti sul suolo, colle teste 
rivoltate all'indietro. Col pugno della mano destra stringe uno scorpione e una 
piccola ‘antilope, colla sinistra due serpenti e un piccolo leone. Sull’alto della 
stele, sopra il capo di Oro, vedesi la testa mostruosa di Bes; sul lato destro 
uno sparviero colle corna e colle penne di Amone sopra un fiore di loto con 
lungo gambo, e sul lato sinistro un'altro fiore consimile colle penne e colle 
appendici del diadema di Nofertum. Accanto ad esse nessuna iscrizione; tra- 
scriviamo nondimeno la loro relativa leggenda, che ci mostra il concetto ispiratore 
di questa specie di monumenti, derivandola dal cippo analogo del Museo di 
Boulaq. 


ea pri ie 


Oro, Dio grande, signore del cielo, fa protezione sulle acque e sulla terra, chiude 
la bocca ai coccodrilli, scorpioni, serpenti e rettili di ogni fatta che vi sono. 


Ya 9 ceSO lie 


© AT AZ me DILLO Zeri a 


Nofertum, splendore dei due mondi, chiude la bocca a tutti i rettili... ...... 
nella terra, fa protezione sopra il defunto în ogni sua dimora. 
16 


122 


IMMAGINI DI DIVINITÀ 


——— € -————r —_ <<. — ———  —————————+—_——————m6—/7y—___——_— __-. -— - _-. _—- -— —- -.- — —- ---—r- 


Sullo spessore della stele, come pure su tutta la veste dell’individuo che la 
sostiene e sul pilastrino a cui questi si appoggia, è incisa in caratteri minu- . 
tissimi e difficili a leggersi una parte del testo mitologico, che è argomento 
della stele del principe di Metternich. Indichiamo con una linea retta le varianti 
che si trovano in questa versione, riscontrata con quella della stele predetta, e 
rimandiamo per la traduzione allo studio critico-filologico, fatto dal Golenischeff. 
Iscrizioni alla sinistra dell'immagine di Oro (V. Golen., Metternichstele tav. III, 
38 e seg.) 


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ORO SUI COCODRILLI i 128 


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Iscrizioni di destra (V. Golen., Metternich. tav. V, 101 e seg. V. pure l’iscri- 
zione sul rovescio della stele di Boulag). 


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Iscrizioni della facciata posteriore dell’obelisco. Mancano nella Metternichstele. 


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124 IMMAGINI DI DIVINITA 
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Resti di altre iscrizioni si leggono sul petto e sulle gambe della statua; tra- 
lasciamo di copiarle, non essendo esse che frammenti di nessun conto di altri passi 
della stele del principe di Metternich. Questa categoria di monumenti appartiene 
generalmente agli ultimi tempi dell'Egitto, quantunque una parte dei testi che 
vi sono scolpiti, sia già contenuta nei papiri magici della dinastia XVIII e XIX, e 
testi di argomento analogo si siano pure trovati nelle piramidi, della quinta e sesta 
dinastia, recentemente riaperte dal Maspero. — Gallerie. Serpentina, alt. 0,240. 


1012. (368) Stele, con rappresentazione analoga al numero precedente. Sopra la faccia 
anteriore vedesi Oro in piedi sopra due cocodrilli, nell'atto di stringere colla 
destra le code di un leone, di uno scorpione e di due serpenti, e colla sinistra 
le corna di una gazzella, nonchè le code di un altro scorpione e di due serpenti. 
Sopra il suo capo vedesi la solita testa mostruosa di Bes, e ai lati gli emblemi 
di Nofertum e di Oro. Nello spazio compreso fra le teste dei serpenti e 
la sommità della stele, sono incise alcune rappresentazioni mitologiche con iscri- 
zioni: cioè, alla destra di Oro, un genio seguito da una gazzella; sotto, alcuni 
segni geroglifici senza senso, poi altri tre genii e quindi altri segni, e. s. A sini- 
stra, una processione di quattro genti; sotto, alcuni segni geroglifici, poi un’altare 
con sopra un serpentello (%=), quindi un altro con uno scarabeo, e finalmente 
un uomo in atto di adorazione. Sesuono altri geroglifici privi di senso. Nel campo 
della stele si leggono qua e colà alcune brevi iscrizioni, che sono il seguito 
di quelle incise sullo spessore laterale e sul basamento della stele, non meno 
che sulla faccia posteriore di essa. In quest’ultima parte, sopra una superficie 
minore di un decimetro quadrato, vedesi rappresentato il disco colle ali, sotto 
di esso una processione di nove genii, preceduta da una gazzella, e quindi un’iscri- 
zione finissima di undici linee, che contiene la prima parte dell’esorcismo -« o 
vecchio che si ringiovanisce ....>», già riprodotto al numero precedente (V. Gol. 
Mettern. tav. III, lin. 38-43). Non presentando questa versione varianti notevoli 
sul testo sovraccennato, tralasciamo di trascriverla. Le quattro linee di iscrizioni 
incise sotto il basamento, si direbbero aggiunte posteriormente da un’altra mano, 
che le ha tracciate in modo così corsivo, da renderle prossochè illeggibili. I pochi 
segni che sì discernono con sicurezza accennano ad un altro testo, forse non 
compreso nella stele Metternich. Sullo spessore della stele (lato destro) leggesi 
(V. Gol., Mettern. tav. V, lin. 109): 


Tua lulaa Gialla, 
= 
e i sulla faccia anteriore della stele, vicino alla gazzella che Oro 


stringe per le corna: 
SETA 


1015. 


OKO SUI CUCODRILLI 125 


PS - + + A e —  — CC __——————  —— —_-_;- e -_---— — —T--. — ——— 


Dal lato destro (V. Gol. tav. V, lin. i 116): 


Ue vatTatu ya 


Le iscrizioni che si leggono dal medesimo lato, nel centro della stele e accanto 
al leone che Oro stringe per la coda, non cì paiono avere relazione colle altre, 
e le riteniamo anzi prive di senso. L'esempio di questo monumento mostra, come 


— nelle iscrizioni di questo genere di oggetti sia assurdo il voler trovare sempre 


un significato. L'artista che lavorava uno di questi piccoli monumenti, aveva 
talora dinanzi a sè un altro monumento di mole maggiore, di cui riproduceva 
tutta la parte figurativa, ma non tutte le leggende, per la ristrettezza dello 
spazio, contentandosi d’inciderne una parte qualunque o anche solo alcuni segni 
scelti qua e colà, con scopo puramente decorativo. Sulla faccia posteriore, ai due 
lati del disco solare, sono praticati due fori che attraversano la stele per tutto 
lo spessore, e finiscono sopra la testa di Bes. Questo oggetto potè essere usato 
come pettorale per una mummia. — Gallerie. Serpentina, alt. 0,108, larg. 0,084. 


(374) Stele con rappresentazione analoga ai tre numeri precedenti. Il giovane 
Oro in piedi sopra due cocodrilli, vi è rappresentato in alto rilievo, nell’ atto 
di stringere colla destra l'emblema di Oro, la coda di un leone e le corna di 
una gazzella colle gambe legate, pronta per il sacrificio; e colla sinistra l'emblema 
di Nofertum, con due serpenti e uno scorpione. Sopra il capo, la solita testa 
di Bes; ai lati, tra il capo e gli emblemi, Iside seduta nascosta in un cespu- 
glio di loto, e il disco solare che sorge nella montagna di Oriente: tra gli em- 
blemi e gli spigoli della stele, cinque genii per ogni lato. Nello spessore della 
stele superiormente è rappresentato uno scarabeo alato, in atto di proteggere 
Oro. Sul lato destro è incisa l'iscrizione: 


DELITTI ZIE ri 


e sul lato sinistro c 
CN 
| | | xxN 
@—> 
ANDAVA 


più alcuni altri segni, che non hanno alcun senso. Senza senso del pari sono 
quattro linee di iscrizioni, tracciate corsivamente sotto la base della stele, altre 
due nella parte anteriore della medesima, sotto le immagini dei cocodrilli, ed 
altre dieci incise a tergo della stele. Lavoro discreto; molto consunto. — (Gal- 
lerie. Serpentina, alt. 0,082, larg. 0,064. 


1014. (367) Altro monumento rappresentante Oro sui cocodrilli nell’ interno di un 


naos.Il giovine Oro vi è rappresentato in alto rilievo, coi piedi sopra due coco- 
drilli rivolti nella stessa direzione, e collocati l'uno sopra l’altro: intorno ad esso 


IMMAGINI DI DIVINITA 


- —— — +. —- + —— nu e - —— . — — —+ 


poi sono tracciati in incisione i soliti animali simbolici, già più volte descritti. 
Sulle quattro facciate esterne del naos, divise in molti scompartimenti orizzon- 
tali, sì alternano immagini di animali con iscrizioni minutissime e fantastiche, 
aventi soltanto uno scopo decorativo. Così sulla facciata anteriore, sotto la 
scena descritta, vedonsi prima sei cocodrilli distesi sopra un ipogeo, poi sei 
caproni, poi dieci sparvieri, pol sei scarabei, poi immagini di serpenti, scim- 
mie ecc., con alcuni uomini in atto dì adorazione, e finalmente una finta iscri- 
zione di dieci linee; le stesse immagini variamente alternate, con finte iscrizioni 
più o meno lunghe, formano la decorazione delle altre tre facciate del naos. 
Rappresentazione poco frequente. Lavoro discreto, frammentato nella parte supe- 
riore. — Gallerie. Serpentina, alt. 0,105, larg. 0,048. 


1015. (348) Stele con rappresentazione analoga a quella descritta sotto il numero 


precedente. Sulla faccia anteriore è rappresentato in pieno rilievo il giovane Oro, 
in piedi sopra quattro cocodrilli, sovrapposti a due a due, secondo il principio 
prospettico degli artisti egiziani; sia colla mano destra che colla sinistra, stringe 
in pugno le code di un leone, di uno scorpione e di due serpenti. Sopra il capo 
di Oro vedesi la testa mostruosa di Bes: a destra l’ emblema di Nofertum, a 
sinistra quello di Oro, da noi già descritti. Due serpenti si rizzano sulla coda, 
l’uno allo spigolo destro della facciata posteriore, l’altro allo spigolo sinistro, 
e vengono ad unire insieme le loro teste sulla testa di Bes: nello spazio che 
rimane tra il corpo di questi serpenti e lo spigolo di facciata, sullo spessore 
della stele, corrono tre colonne di iscrizioni geroglifiche per ogni lato, talmente 
consumate da non potersene trarre alcun profitto. A tergo della stele, vedesi 
rappresentato nell'alto il disco alato; immediatamente sotto, sopra un piano oriz- 
zontale diviso in due scompartimenti sovrapposti 1’ uno all’ altro, vedesi una 
processione di diverse divinità. Precede una divinità virile, collo scettro | 
nella destra e colle penne di Ammone sul capo (probabilmente Ammone); segue 
una divinità femminile, stringendo colla destra un fiore di loto col gambo e 
colla corona bianca sul capo (probabilmente Neit); poi un’altra divinità virile, 
collo scettro | nella destra e la corona bianca sul capo; quindi la dea Taurt, 


a corpo di ippopotamo, colla destra sopra l’ amuleto V; quindi una antilope; 


quindi un genio, collo scettro ( nella destra; e finalmente un’ ureo ripiegato 
sulla coda. Segue una iscrizione orizzontale di sei linee, consumate ed illeg- 
gibili. Vedesi solo che incominciavano colla formola comune dt sulla 


quale V. Golenischeff, Mettern. tav. V, e il verso della stele di Boulaq, non 
meno che il numero precedente. Lavoro rozzo. — Gallerie. Calcare, alt. 0,240. 


IMMAGINI POLITEISTICHE 127 


VII. 
IMMAGINI POLITEISTICHE 


1016. (221) Immagine politeistica, rappresentante due divinità, con corpo umano 
rachitico e testa di sparviero, di due varietà diverse, propria l'una delle divinità 
solari, e l'altra del dio infernale Sokari, addossate l’una all’altra. Uno scarabeo 
riposa sulle loro teste, ed entrambi posano i piedi sopra due cocodrilli striscianti 
sopra una base, sotto la quale sono tracciati in incisione i seguenti segni 
ceroglifici: 


« Sokari-Atum che vive nella verità » 


Questa immagine riunisce in una sola divinità gli attributi di Ra, sotto forma 


di Àtum, di Sokari, e di Ptah embrione. Attraverso allo scarabeo è pra- 
ticato un foro. Amuleto. Buon lavoro. —- Gallerie. Porcellana azzurrognola. 
alt. 0,061. 


1017. (222) Immagine politeistica, rappresentante una divinità con corpo umano e 
rachitico, come quello di Ptah embrione, avente il dorso di uccello e la 
testa di ariete. Sul capo porta il crescente di luna, col disco lunare in penombra, 
e unito ad esso l'ureo. Questa divinità mostruosa riunisce in se i tratti più 
caratteristici di Ptah embrione, di Num, di Consu, e dell’uccello da (I), 
simbolo dell'anima. Sul dorso porta un anellino. Amuleto. Lavoro buonissimo 
e di quasi perfetta conservazione. — Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,036. 


128 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


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VIII. 
DIVINITÀ DEL PERIODO ALESSANDRINO 


1018. (3727) Immagine di Serapide, con barba e capelli all'uso greco-romano, 
vestito di chitone talare manicato e di ampio imation, che gli cuopre il capo, 
e scendendo sulle spalle viene poi a rannodarsi sul fianco sinistro. È diritto in 
piedi sopra una piccola base di bronzo, nell'atto di sollevare lateralmente il 
braccio destro, tenendo uno scojattolo sul braccio sinistro, che è ripiegato sul 
petto. Sotto la base un’ appendice, per incastrare l’immagine in un altro pie- 
destallo. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,148. 


1019. (3728) Busto di Serapide, con capelli e barba trattati secondo l’uso gre- 
co-romano, e vestito col chitone. Sul capo porta per emblema il disco solare, 
fiancheggiato dalle corna del torello Apis. Dietro il capo porta un grosso anello, 
che dimostra aver quest’oggetto servito per uso di pettorale. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,068. 


1020. (5447) Immagine di divinità virile, con barba all’uso orientale, vestita di lunga 
veste talare, e seduta sopra un basso sedile, che rassomiglia a un fascio di 
rami d'albero. Porta sul capo un elmo acuto: col braccio sinistro tiene uno 
scudo barbarico ovale bislungo, molto rigonfio nella parte centrale, e colla destra 
si tiene coperto il petto con un ampio mantello. Ci pare che abbia tutti i tratti i 
di un guerriero dell'alta Siria e dell'Asia minore meridionale, ed è probabil- 

. mente da ritenersi come una immagine di Moloch. Lavoro discreto. — Prove- 
. nienza incerta. Terra cotta, alt. 0,127. 


1021. (5441) Immagine di divinità virile in età giovanile, .coi capelli ricciuti, nuda 
e seduta per terra colle gambe accovacciate. Porta sul capo la doppia corona 
bianca e rossa, simbolo della signoria del Sud e del Nord, e solleva verso la 
bocca l'indice della mano destra, mentre riposa la mano sinistra sulla coscia. 
Vi si riconosce facilmente un Marpocrate. Lavoro discreto; manca parte delle 
gambe. — Provenienza incerta. Terra cotta, alt.0,078. 


1022. (356) Immagine di Harpocrate nudo, ritto in piedi colle braccia distese 
lungo i fianchi, coi capelli raccolti nelle solite bende. Lavoro discreto. — Galle- 
rie. Lapislazzuli, alt. 0,025. 


DIVINITÀ DEL PERIODO ALESSANDRINO 129 


1023. (359) Harpocrate-Ercole, rappresentato sotto la forma di un giovinetto 
nudo, colla treccia di capelli cadente sulla spalla destra, la mano destra alla 
bocca, e la doppia corona sul capo. È diritto in piedi nell’atteggiamento di 
appoggiare il braccio sinistro ad una clava, che arriva in altezza fino alle sue 
spalle. Alcune parti della clava e del corpo di Harpocrate sono smaltate in 
giallo. Di dietro, sul dorso, un piccolo anello. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,024. 


1024. (5438) Busto di divinità virile in giovane età, col mantello raccolto con ele- 
ganza sulla spalla sinistra, e nudo il resto del petto. Ha i capelli corti e ric- 
ciuti: sulla fronte gli spuntano due piccole corna, e porta il modion sul capo. 
Vi si riconosce facilmente un immagine di Pane giovane. Lateralmente al mo- 
dion, due piccole appendici attraversate da un foro. Buon lavoro. — Prove- 
nienza incerta. Terra cotta, alt. 0,104. 


1025. (546) Immagine di divinità virile, con testa sproporzionatamente grossa e rasa, 
come solevasi rappresentare Ptah embrione. È diritta in piedi, appoggiata a 
un pilastrino, sostenendo davanti a se colla mano sinistra un grosso bastone. 
Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana verdoguola, alt. 0,056. 


1026. (5445) Frammento di immagine di divinità, probabilmente femminile, con corpo 
umano e testa di vacca. Ha il capo velato in parte colle solite bende striate, 
e sopra vi porta le corna di vacca col disco addossato a due alte penne. Questa 
testa appartenne probabilmente a una immagine di Hathor. Lavoro discreto. — 
Provenienza incerta. Terra cotta, alt. 0,066. 


1027. (5444) Busto di divinità femminile, coi capelli raccolti in treccie sulle spalle 
e sul dorso, con elmo sul capo, e uno scudo rotondo infilato nel braccio sini- 
stro. È vestita, a quanto pare, con chitone talare manicato, e tiene le mani sul 
petto in atto di stringere un oggetto indistinto. In questa immagine è proba- 
bilmente rappresentata la Dea Neit, assimilata a Minerva, con preponderanza 
di influenza greca. Attraverso all’ elmo è praticato un piccolo foro. Altri due 
fori, che però non passano da parte a parte, sono praticati vicini l’uno all’altro 
nell’oggetto che la Dea tiene tra le mani. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. 
Terracotta, alt. 0,260. 


1028. (3790) Busto di divinità femminile, coi capelli acconciati all'uso greco, amman- 
tata come il numero precedente, e col modion sul capo. Dietro il capo porta 
un anello. Amuleto. Lavoro mediocre; molto consunto. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,042. 


1029. (5446) Busto di divinità femminile, coi capelli trattati all’uso greco, amman- 
tato e col modion sul capo. Un ampio velo le scende dal modion sulle spalle, e 
passando sotto l’ascella destra viene a rannodarsi sulla spalla sinistra. In essa 
è rappresentata una delle tante forme, che Iside ha assunto nel tardo tempo 


17 


130 IMMAGINI DI DIVINITÀ = 


. 
n e e — — e-——- y_——-—_@—_w———__——_———_——__y—€—€_—____—————yT——— ,r—_———w »- — ——-- - —- — —— T-- =——-———_——_—_—_———_——É8—6——_— __._rrr—m-6vbpr=. 


alessandrino, se pure non è una immagine di Cibele, nella forma che ha dovuto 
prendere venendo a contatto colla religione egiziana. Lavoro discreto. — Pro- 
venienza incerta. Terra cotta, alt. 0,063. 


1030. (5498) Busto di divinità femminile, simile in tutto al numero precedente. 
Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Terra cotta, alt. 0,059. 


10531. (5296) Frammento di immagine, simile probabilmente al numero precedente, 
mancante del capo. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,057. 


1032. (1548) Busto di divinità femminile, vestita con abito largo e rannodato sul petto, 
secondo l’ acconciatura propria delle sacerdotesse nelle pompe isiache. I capelli 
raccolti in treccie le scendono sulle spalle e sul dorso, e sul capo porta un 
emblema confuso e complicato, nel quale ci pare di discernere le corna di vacca 
e il disco solare coll’ureo, addossato a due alte penne. È probabilmente una imma- 
gine di Iside. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana bleu-scura, alt. 0,037. 


1033. (4346 e 4347) Divinità femminile nuda, col modion sul capo, diritta in piedi 
e addossata a un pilastrino; porta la gamba sinistra alquanto in avanti, le 
braccia distese lungo i fianchi e aderenti al corpo, il quale è trattato con insolita 
ricchezza di forme. I capelli le sono raccolti sul seno e sul dorso colle solite 
bende, secondo l’uso egiziano. In essa è rappresentata Iside o Hathor, assimi- 
lata all’Afrodite Astarte o Melitta della Siria e dell'Asia minore. Nel pilastrino 
è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre: rotta e restaurata. — Prove- 
nienza incerta. Smalto olivastro, alt. 0,065. 


1034. (4349) Divinità femminile, simile al numero precedeute, sia per la tecnica, 
che per la rappresentazione. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. 
Smalto olivastro, alt. 0,072. 


1035. (4345) Divinità femminile nuda, coi capelli raccolti sulla nuca, secondo l’uso 
greco-romano, un piccolo crescente di luna sul capo, armille alle gambe, e al 
collo una collana con bulla. È diritta in piedi, colle gambe giunte, e colle braccia 
ripiegate e sollevate lateralmente. Le forme provocanti sotto cui è rappresentata, 
escludono l’idea d’identificazione di Iside con Artemis, e ce la fanno invece 
credere, come il numero precedente, una Afrodite Astarte, Lavoro discreto. È rotta 
in tre pezzi e restaurata. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,175. 


1036. (5440) Immagine di divinità femminile nuda, con una cintura sotto le mam- 
melle, una specie di cuffia sul capo, i capelli raccolti in treccie sulla nuca, in 
atteggiamento osceno. In queste immagini abbastanza frequenti nei bassi tempi 
egiziani, è rappresentata una delle tante forme che l’Afrodite Astarte della Siria 
ha assunto, passando in Egitto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Terra 
cotta, alt. 0,122. 


1037. (5439) Immagine di divinità femminile, nuda e in atteggiamento osceno, come 
il numero precedente. Ha i capelli raccolti in treccie sulla nuca, e sul capo 


DIVINITÀ DEL PERIODO ALESSANDRINO 131 


purta un diadema formato con due penne di struzzo. Anche questa immagine 
riproduce Afrodite Astarte siriaca, in una delle trasformazioni subite in Egitto. 
Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Terracotta, alt. 0,044. 


1038. (4017) Immagine di divinità femminile nuda e in atteggiamento osceno, come 
i due numeri precedenti, che riproduce come quelli una delle forme di Afrodite 
Astarte, trasformata sotto l’ influenza egiziana. Oggetto di ornamento. Buon 
lavoro. — Dono Valle de Paz. Oro, alt. 0,022. 


1039. (4011) Immagine di divinità femminile, nuda nell’atto di danzare, e di solle- 
vare le mani verso i capelli, che sono raccolti secondo l’uso greco e romano. 
Altra forma di Afrodite. Sul dorso porta un piccolo anello, che dimostra avere 
questo piccolo oggetto servito di ornamento o di amuleto. Lavoro discreto. — 
Dono Valle de Paz. Bronzo, alt. 0,019. 


1040. (5443) Immagine di divinità femminile, vestita di larga veste scollata solo 
sul petto e senza maniche, nell’atteggiamento di essere seduta sopra un basso 
sedile, colle gambe accovacciate, e colle braccia sollevate lateralmente in segno 
di tranquilla beatitudine. Porta grossi orecchini alle orecchie, e armille alle 
gambe e alle braccia; i capelli ha raccolti sulla nuca, in modo insolito per 
l’arte egiziana e classica, e ha il capo coperto da una gran cuffia, grossamente 
modellata e non ben discernibile nei particolari. Questa immagine nel suo 
insieme presenta molti punti di contatto colle immagini di divinità Indiane. 
Essa è degno prodotto dell’ibiridismo etnografico del basso Egitto, e segnatamente 
di Alessandria nei primi secoli dell’èra cristiana. Lavoro discreto. — Provenienza 
incerta. Terracotta, alt. 0,168. 


1041. (5542) Immagine di divinità femminile, vestita di lunga e larga veste con 
maniche, leggermente aperta intorno al collo, e coi capelli trattati all'uso greco- 
romano. È seduta per terra, appoggiandosi sulla gamba sinistra aderente al 
suolo, e distendendo lateralmente la gamba destra: col braccio sinistro tiene 
sotto l’ascella un vaso, in cui introduce la mano destra. Sul capo porta un 
diadema, nel quale si riconoscono le corna di vacca col disco, appoggiato a due 
alte penne. Ignoriamo il senso di questa rappresentazione. Lavoro discreto. — 
Provenienza incerta. Terracotta, alt. 0,158. | 


1042. (5497) Placca rettangolare, lavorata a giorno, sulla 
quale sono rappresentate tre figure in mezzo rilievo. 
La figura centrale rappresenta una divinità femminile, 
probabilmente Iside, seduta sopra un trono, e avente \°ù 
nella mano destra lo scettro {7 nelle figure laterali \{&@& 2/4 FREE 
l’artista egiziano volle rappresentare due fauni, riconoscibili all’ acconciamento 
della barba e dei capelli, e alla coda cavallina. Malgrado che la rappresentazione 
suddetta risenta grandemente l’ influenza greca, nondimeno la tecnica con cui 


132 IMMAGINI DI DIVINITA 


questo oggetto è lavorato, è prettamente egiziana. Amuleto. — Porcellana tur- 
china, alt. 0,021, larg. 0,038. 


1043. (5449) Immagine di Canopo, divinità tutta propria del periodo alessandrino, 
rappresentato da un vaso con piccolo piede, e sostenuto sopra un sottovaso in 
forma di ciambella, che doveva essere formato con foglie di palma insieme intrec- 
ciate, avente per coperchio una testa umana, coperta da un velo, secondo l'usanza 
egiziana. Intorno al collo porta una gran collana, con uno scarabeo nel mezzo; 
più basso, sul ventre del vaso, è rappresentato in piccolo rilievg uno scarabeo 
alato, avente a ciascuno dei lati due uccelli, probabilmente | © pS bennu, 
che riposano sopra un ceppo di tre fiori di loto. Di dietro, sempre sul ventre 
del vaso, è rappresentato un ovolo, in cuì si volle riprodurre un cartello reale, 
sormontato dalle due penne e riposante sopra il segno (©); a ciascuno 
dei lati finalmente vedesi un ureo, ritto sulla coda, con testa di uccello, e ripo- 
sante sopra il vaso WU. La testa è maestrevolmente lavorata. Lavoro di tempo 
tardissimo. Ben conservato. — (Gallerie. Marmo giallognolo, alt. 0,225. | 


1044. (5496) Canopo barbato, rappresentato sotto la medesima forma precedente- 
mente descritta, riposante sopra una piccola tavola di offerte, che gli serve di 
base, e avente sul capo un piccolo oggetto, ora rotto e indistinguibile. Sul corpo 
del vaso, immediatamente sotto la collana, è rappresentato un piccolo naos, in 
cui. sono raffigurate due divinità, sedute e indiscernibili; sopra di esso riposano 
due sparvieri, e a ciascuno dei lati vedesi Harpocrate, seguito da una divinità 
femminile, probabilmente Iside. Sotto il naos, il disco solare coi serpenti, e sotto 
di essi uno scarabeo alato: a ciascuno dei lati, un cinocefalo col disco lunare 
sul capo. La parte posteriore del corpo del vaso è quasi tutta coperta da un 
avoltoio, colle ali spiegate, e col capo fregiato della duplice corona J. Buon 
lavoro, di tempo molto tardo. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,085. 


1045. (5415) Immagine d'uomo nudo con gambe di capro, rappresentato in alto rilievo 
nell'interno di una nicchia. Porta i capelli spartiti sulla nuca e trattati con una 
tecnica singolarissima, che ha riscontro soltanto in una categoria di oggetti presso 
a poco della stessa natura, di cui esistono esemplari in quasi tutti i Musei 
egiziani (v. per es. Monum. du Musée éqyptien de Leyde, 11, tav. XLVILII, G. 1769); 
tiene il braccio sinistro disteso lungo il fianco, sostenendo colla mano un piccolo 
vaso, su cui leggonsi i due segni AY, e il destro ripiegato sul petto, stringendo 
colla mano una borsa di stoffa o di cuoio. Sul margine anteriore della nicchia 
è incisa la seguente iscrizione, che ci pare non dia alcun senso: 


KAOPVEETTAO=HYTTe SMATEe 


CEAYNFy KAKXYA HEKNEG2 
AATTAOFPyA0£ AC 


Y 


DIVINITÀ DEL PERIODO ALESSANDRINO 133 


Lavoro discreto, ben conservato. — Dono Valle de Paz. Terracotta verniciata, 
alt. 0,158. 


1046. (5418) Immagine di donna nuda, rappresentata in alto rilievo dentro una 
specie di nicchia, la cui parte superiore parrebbe imitare una conchiglia. È diritta 
in piedi, colle gambe leggermente arrembate, nell'atto di coprire colle mani il 
basso ventre; sul capo porta un pileo singolarissimo, nella cui parte centrale par- 
rebbe fosse rappresentato un crescente di luna. È forse una immagine di Venere. 
Il rovescio di quest’ oggetto rappresenta una specie di porta, sul cui architrave 
leggesi la seguente iscrizione, molto consunta, e pure destituita di senso: 


Un oggetto analogo, contenente analoga iscrizione e che si direbbe anzi fuso sul 
medesimo stampo, è posseduto dal prof. Domenico Comparetti. — Dono Valle de 
Paz. alt. 0,153. 


1047. (5497) Busto d’uomo, col capo coperto da un berretto, che presenta pure nella 
sua parte centrale un crescente di luna, sostenente colle mani un piccolo naos, 
nel cui interno è rappresentato un gallo in bassorilievo, e sopra di cuì è collocato 
un piccolo cenocoe. Il busto è rappresentato in alto rilievo nell'interno di una 
nicchia, la cui volta figura sostenuta da due pilastri e da tre colonne, che sono 
indicate in basso rilievo. Sulla fronte anteriore del basamento della nicchia 
è incisa la seguente iscrizione: IIKYPEZOE — Gallerie. Pietra calcarea scura, 
alt. 0,122. 


1048. (5417) Immagine virile col capo raso, in piedi sopra una piccola base ovale, 
che parrebbe essere la sezione superiore di un fiore di loto sbocciato, vestita 
con tonaca talare senza maniche, e decorata sul petto con due teste, che 
parrebbero di Gorgone. Sopra la tonaca porta una sopravveste, sostenuta sui 
fianchi da un’alta cintura, e porta sulle spalle un manto sostenendone un lembo 
col braccio sinistro. Sulla parte della tonaca, lasciata scoperta dalla sopravveste 
e dal manto, sono incise dieci corte colonne di segni geroglifici, tracciati da 
mano inesperta, illeggibili e senza senso. — Dono Valle de Paz. Pietra calcarea 
scura, alt. 0,208. 


1049. (5416) Immagine virile, in piedi sopra una base identica a quella preceden- 
temente descritta, colle braccia distese lungo i fianchi, vestita di una tonaca 


134 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


talare con maniche e col capo coperto da un cappuccio. Sulla sezione anteriore 
della tonaca è incisa la seguente iscrizione: 


Crpo 
LAOS 
ATA 
OMLA 
E TPO 
LATI 
TAO 
PE 


Dono Valle de Paz. Pietra calcarea scura, alt. 0,102. 


1050. (4363) Statuetta virile nuda, seduta sopra un sedile che manca, con una grossa 
treccia di capelli pendente sulla spalla destra, e munita di un enorme fallo. 
Quantunque già nelle antichissime iscrizioni, immagini analoghe si trovino per 
indicare ideograficamente quell’elemento dell’essere umano, che vive oltre la morte 
del corpo, il LS ka, nondimeno quelle esistenti appartengono tutte ai bassi tempi 
dell'Egitto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Calcare dipinto. alt. 0,104. 


1051. (4364) Figurina fallofora, come il numero precedente, sdraiata sul suolo, 
in atteggiamento osceno. Lavoro mediocre. +— Provenienza incerta. Porcellana 
turchina, alt. 0,057. 


1052. (264) Figurina fallofora, come il numero precedente. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,046. 


1053. (263) Figurina fallofora, come il num. 1050, con un berretto acuto sul capo e 
in atteggiamento osceno. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,042. 


1054. (259) Figurina fallofora, seduta per terra in atteggiamento osceno. Sul dorso 
un anellino. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,033. 


1055. (4129) Figurina fallofora, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro 
cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,026. 


»1056. (256) Figurina fallofora, simile al num. 1053. Lavoro mediocre — Gallerie. 
Porcellana verdastra, alt. 0,018. 


1057. (255) Figurina fallofora, simile al num. 1053. Un anellino sul dorso, ora fram- 
mentato. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana verdiccia, alt. 0,011. 


DIVINITÀ DEL PERIODO ALESSANDRINO . 1395 


1058. (257) Figurina fallofora, simile al num. 1053. Lavoro mediocre. — Galle- 
rie. Arenaria, alt. 0,039. 


1059. (253) Figurina fallofora, simile al num. 1053. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,016. 


1060. (254) Figurina fallofora, simile al num. 1053. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Gallerie. Porcellana verdastra, alt. 0,014. 


1061. (260) Figurina fallofora, simile al num. 1053. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana verdastra, alt. 0,013. 


1062. (261) Figurina fallofora, simile al num. 1053. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,012. 


1063. (262) Figurina fallofora, simile al num. 1052. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana verde, 0,011. 


136 IMMAGINI DI DIVINITÀ 


. IX. 
IMMAGINI DI INCERTA ATTRIBUZIONE 


1064. (5493) Immagine di divinità femminile sotto forme umane, veduta di profilo, 
rivolta verso destra. Porta sul capo un diadema, non ben discernibile, e tiene 
colla destra lo scettro |. Rappresenta probabilmente la dea M ut. Sopra il dia- 
dema, un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcel- 
lana turchina, alt. 0,016. | 


1069. (4333) Immagine di divinità femminile, veduta di profilo, rivolta verso sinistra. 
Tiene colla destra lo scettro |, e sul capo che manca in parte, doveva portare 
un diadema, come il numero precedente. Rappresenta probabilmente la dea M ut. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,012. 


1066. (4342) Immagine di divinità femminile, a corpo umano e testa animalesca, 
non ben discernibile, vista di profilo, rivolta verso destra. È diritta in piedi, 
coll’amuleto sa nella destra e lo scettro ‘] nella sinistra. Sul capo portava un 


anellino, oro rotto. Amuleto. Buon lavoro. — Provenienza incerta. Porcellana 
celeste, alt. 0,014. 


1067. (4192) Immagine di divinità femminile, ritta in piedi e addossata a un pila- 
strino, avente sul capo un oggetto assolutamente indistinguibile. Rappresenta 
forse la dea Nefti. Nel pilastrino è praticato un foro. Amuleto. Lavoro cattivo.— 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,015. 


1068. (4334) Immagini di divinità con corpo umano, e forse con testa di sparviero, 
veduta di profilo, collo scettro ‘| nella sinistra. Lungo l’altezza è praticato un 


foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, 
alt. 0,013. 


1069. (4341) Amuleto, simile in tutto, per tecnica e per rappresentanza, al numero 
precedente. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,013. 


1070. (5492) Amuleto, simile in tutto ai due numeri precedenti. — Provenienza 
incerta. Porcellana turchina, alt. 0,013. 


1071. (4169) Immagine di divinità, ritta in piedi e appoggiata a un pilastrino, in 
cui è praticato un foro. Gli altri particolari sono indistinguibili. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,017. 


IMMAGINI DI INCERTA ATTRIBUZIONE 137 


e it -— —- OA eine Si pi n ii i -e—_-- 


1072. (3948) Immagine di divinità virile, con testa animalesca non ben discermibile, 
vestita dello shenti, ritta in piedi e addossata a un pilastrino. Sul capo porta un 


anellino. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, 
alt. 0,028. 


1073. (5494) Immagine di divinità virile, simile in tutto al numero precedente. 


Amuleto. Lavoro rozzissimo. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, 
alt. 0,016. 


1074. (5495) Testa mostruosa, forse di Bes, sopra un tronco di colonna; il tutto è 


appoggiato a un pilastrino, in cui è praticato un foro. Amuleto. Lavoro cat- 
tivo. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,013. 


PSNINLISMSIONSISADIMSLSSIDAZAN 


là 


138 


1075. (680) Ureo(_ 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


rl LS 
> 
divinità, e in ispecial modo di Ra. È rappresentato ritto sul ventre, col collo 


gonfio, e colla coda che si solleva di dietro sino a raggiungere il disco solare, 
che tiene sul capo. L'immagine intiera, coperta da uno strato di stucco giallo- 
gnolo, era stata indorata, come vedesi tuttora in alcune parti, ad imitazione 
del bronzo dorato; così pure sul collo sono segnate quattro zone in colore bleu, 
ad imitazione dell'intarsio in porcellana, che osservasi nelle immagini di bronzo. 
È assicurato a una piccola base di legno, con un'appendice della stessa materia: 
la coda, là dove si unisce al disco solare, è attraversata da un foro. Lavoro 
discreto. — Gallerie. Legno, alt. 0,186. È 


) o serpente sacro, il simbolo più elevato della 


1076. (681) Ureo, simile al numero precedente, dorato e con quattro zone sul 


collo, ad imitazione di intarsio, due in color bleu e due in color rosso. Manca 
la base antica di legno, in cui era incastrato mediante un’ appendice, che osser- 
vasi nella parte inferiore dell'immagine. La coda è attraversata da un foro, 
come nel numero precedente. Lavoro discreto. — Gallerie. Legno, alt. 0,157. 


1077. (5472) Ureo, simile ai due numeri precedenti. Anticamente era tutto coperto 


da una velatura di stucco, e probabilmente anche dorato, ma non ne rimangono 
traccie. Nella parte sua inferiore porta un'appendice di legno, con cui era anti- 
camente incastrato in una base. La coda è attraversata verso l'estremità da un 
piccolo foro. Lavore mediocre. — Provenienza incerta. Legno, alt. 0,110. 


1078. (685) Coppia di Urei, rappresentati l'uno accanto all'altro, ritti sul ventre, 


‘come 1 numeri precedenti, e col disco solare sul capo. Le code che dovevano 


rizzarsi di dietro, e che mancano in seguito a rottura, raggiungevano probabil - 
mente insieme riunite un appendice orizzontale, che s1 distacca dietro i due 
dischi. Sul collo si osservano sei piccole zone incavate, in cui erano antica- 
mente intarsiati dei pezzetti di smalto, di color turchino e rosso: la parte cen- 
trale dei due dischi doveva essere del pari intarsiata. Buon lavoro. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,063. i 


1079. (4379) Triade di Urei, simili al num. 1075, rappresentati di fronte, l'uno 


accanto all’altro. Il collo, il petto e i dischi solari erano anticamente intarsiati, 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI i 139 


come il numero precedente. Sulla estremità superiore del disco di mezzo vedesi 
un frammento di anellino, che determina l’uso speciale di amuleto a cui dovette 
servire questo oggetto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,042. 


1080. (4378) Ureo, ritto sul ventre e colla coda ripiegata all'indietro, ora fram- 
mentata. Porta sul capo le corna di vacca, e in mezzo ad esse il disco solare. 
Il petto e il collo erano anticamente intarsiati con pezzetti di smalto. Nella 
sua parte inferiore termina in un’ appendice, con cui era incastrato in una 
base antica. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,068. 


1081. (682) Ureo, come il num. 1076, da cui differisce per la mancanza del disco 
solare. Nella parte inferiore, la solita appendice, con cui era incastrato in una 
base antica. Buon lavoro. Manca quasi tutta la coda: il resto è ben conser- 
vato. — Rosellinî. Legno, alt. 0,106. 


1082. (4010) Ureo, simile al numero precedente. La coda è attraversata da un 
foro. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono Valle de Paz. Porcellana verdastra, 
alt. 0,051. 


1083. (679)- Uree, ritte sul ventre come il num. 1081, colla coda che si solleva 
— di dietro sino all'altezza del collo, e poi ripiegata discende sino a strisciare 
sul suolo. L'immagine intiera ricoperta con un leggiero strato di stucco, è 
stata colorata di giallo, e ornata sul petto con alcune zone rosse e verdi, ad 
imitazione dell’intarsio di smalto nelle immagini di bronzo. La base antica su 

cui riposa, pure in legno, è anche colorita di giallo, con un ornato lineare 
segnato in nero. Buon lavoro. Manca la testa. — Gallerie. Legno, alt. 0,144. 


1084. (3800) Ureo, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono 
Valle de Paz. Porcellana giallastra, alt, 0,023. 


1085. (689) Ureo, simile al num. 1083. La coda è sqrmontata da un anellino, là 
dove si ripiega la seconda volta. Amuleto. Lavoro buonissimo. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,045. 


1086. (688) Ureo, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosel- 
lini. alt. 0,022. | 


1087. (4382) Ureo, simile al num. 1085. Amuleto. Lavoro discreto. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,017. 


1088. (694) Ureo, simile al num. 1083, veduto di profilo, rivolto verso destra, 
e seduto sull’emblema <——. Un anellino sulla coda, ora frammentato. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,011. 


140 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


ln Ri mn e - -———+——T— ——— —————  —_—rr—y—__rmP— 1—_——————_—m@@—_—m—r_r___—_——_—_——>——_—P—_—_—_—r———m—————————m— = __————m_m6—_ . -—r ——r—_—-.P—__ 


1089. (691) Ureo, simile al numero precedente, riposante sopra un fiore di loto 
sbocciato, rappresentato in rilievo sopra una piccola tavoletta. Sull’ estremità 
superiore della tavoletta eravi anticamente un anellino, ora frammentato. Amu- 
leto. Lavoro discreto. — Aosellini. Porcellana turchina, alt. 0,015. 


.1090. (690) Ureo, simile al num. 1088, avente sul capo la corona bianca roz- 


zamente improntata. Amuleto. Lavoro cattivo. — Gallerie. Porcellana ‘nerastra, 
alt. 0,021. 


1091. (692) Ureo, simile al num. 1088, riposante sopra un fiore di loto sbocciato, 
come il num. 1089, e avente sul capo un oggetto non ben discernibile. A 
quest'oggetto univasi un anellino, ora frammentato. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,019. 


1092. (693) Ureo, simile al num. 1088, riposante sopra l'emblema (©). Sul capo 
porta la corona rossa /}], e sopra la coda un segno, che pare debbasi leggere {_]|. 
Alle estremità della tavoletta si distinguono alcuni nuclei di smalto rosso. Nes- 


suna traccia di anello. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellinîi. Porcellana gialla, 
alt. 0,015. 


1093. (683) Ureo, ritto sul ventre e colla coda smozzata e terminante in punta, 
probabilmente per essere incastrato posticcio sulla fronte di qualche statua, o 
in uno dei vessilli emblematici che si portavano nelle processioni e nelle sepol- 
ture. Il petto e il collo erano intarsiati con pezzetti di smalto, di cui riman- 
gono tuttora delle traccie. Lavoro discreto. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,105. 


1094. (684) Ureo, simile al numero precedente. Coperto da una velatura di car- 
bonato di rame. Lavoro discreto. — Gallerie. Bronzo alt. 0,071. 


1095. (3798) Ureo, simile al num. 1093. Sul petto rimangono traccie dello smalto, 
con cui era intarsiato. Lavoro discreto. Pessimo stato di conservazione, per il 
molto ossido da cui è coperto. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,044. 


1096. (686) Ureo, simile al num. 1093. Rimangono traccie dello smalto rosso e verde 
con cuì era intarsiato. Lavoro discreto. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,028. 


1097. (3796) Ureo, ritto sul ventre, colla coda ripiegata e terminante anticamente 
in punta orizzontale, come il num. 1093 e seg. Il petto era anticamente intarsiato 
di smalto, ma non ne rimangono traccie. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,052. 


.1098. (687) Ureo, simile al numero precedente. Lavoro mediocre e mal conservato. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,028. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 141 


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1099. (4380) Ureo, colla coda ripiegata formante un nodo, e ritto sopra di essa. 
Sotto il nodo della coda vi è una appendice in forma di sponzone,. per inca- 
strare questa immagine sulla fronte di qualche statua reale o di qualche divinità. 
Buon lavoro. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,038. 


1100. (3797) Ureo, ritto sulla coda, che termina in una appendice, con cui potevasi 
incastrare in un altro oggetto. Porta sul capo due corna, e in mezzo ad esse 
la corona /), rozzamente lavorata. Lavoro cattivo; mal conservato. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,116. 


1101. (3723) Sparviero (] Q-R), simbolo del dio Ra, e di molte divinità 


solari, rappresentato in piedi e colle ali raccolte. Buon lavoro. Manca la parte 
inferiore delle gambe coi piedi; il resto è ben conservato. — Provenienza in- 
certa. Porcellana azzurrognola, alt. 0,061. 


1102. (594) Sparviero, simile al numero precedente. Posa i piedi sopra una pic- 
cola base rettangolare di bronzo, con una appendice nella parte di sotto, con cui 
era incastrato in una base antica. Lavoro discreto; mal conservato. — Aosellini. 
Bronzo, alt. 0,059. 


1103. (592) Sparviero, simile al num. 1101. Piccola base rettangolare di porcel- 
lana. Un anellino sul dorso. Amuleto. Stupendo lavoro. Manca una parte della 
gamba destra. — Gallerie. Porcellana nerastra, alt. 0,041. 


1104. (586) Sparviero, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,022. 


1105. (583) Sparviero, simile al num. 1103. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,022. 


1106. (596) Sparviero, simile al num. 1103. Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosellini. 
Porcellana verdastra, alt. 0,022. 


1107. (585) Sparviero, simile al num. 1103. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana verdognola, alt. 0,018. 


1108. (5473) Sparviero, simile al num. 1103. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Lapislazzuli, alt. 0,016. 


1109. (597) Sparviero, simile al num. 1103. Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosel- 
lini. Porcellana policroma, turchina e gialla, alt. 0,016. 


1110. (598) Sparviero, simile al num. 1103. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rose!- 
lini. Porcellana policroma, turchina e gialla, alt. 0,014. | 


142 IMNAGINI DI ANIMALI SACRI 


1111. (600) Sparviero, simile al num. 1103. Amuleto. Lavoro mediocre. — fosel- 
lini. Porcellana policroma, turchina e gialla, alt. 0,014. 


1112. (4008) Sparviero, simile al num. 1103. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono 
Valle de Paz. Porcellana verdastra, alt. 0,013. 


1113. (589) Sparviero, in piedi colle ali raccolte, e avente sul capo la duplice 
corona I (A) simbolo di Oro signore dell'alto e basso Egitto, o del Sud e 
del Nord. Il petto è colorito in giallo: il resto del corpo in verde, e le penne 
sono segnate in nero. Un anellino dietro il diadema. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Porcellana policroma, verde gialla e nera, alt. 0,036. 


1114. (593) Sparviero, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. 
Manca la parte superiore del diadema. — Gallerie. Porcellana grigiastra,'alt. 0,039. 


1115. (582) Sparviero, simile al num. 1113. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca 
la parte superiore del diadema. — Gallerie. Porcellana bleu-scura, alt. 0,034. 


1116. (4401) Sparviero, simile al num. 1113. Amuleto. Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,031. 


1117. (3724) Sparviero, simile al num. 1113. Amuleto. Lavoro discreto. Manca 
quasi tutto il diadema. — Dono Valle de Paz. Porcellana verde, alt. 0,029. 


1118. (5474) Sparviero, simile al num. 1113. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,028. 


1119. (591) Sparviero, simile al num. 1113. Amuleto. Lavoro cattivo. — (Ga/- 
| lerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,027. 


1120. (590) Sparviero, simile al num. 1113. Amuleto. Lavoro discreto. — Gal- 
lerie. Bronzo, alt. 0,021. 


1121. (5475) Sparviero, simile al num. 1113. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Lapislazzuli, alt. 0,019. 


1122. (5476) Sparviero, simile al num. 1113. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,018. 


1123. (588) Sparviero, in piedi colle ali raccolte, e avente sul capo una mitra 

fiancheggiata da due penne di struzzo, sostenute dalle corna di ariete. Gli 

. occhi, le gambe, la coda, e una delle penne del petto sono rappresentate con 

piccoli nuclei di smalto grigio; il resto dell'immagine è giallo. Un anellino 

sul dorso. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana policroma, gial- 
lo-grigia, alt. 0,034. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 143 


1124. (5477) Sparviero, in piedi collo ali raccolte, visto di profilo rivolto verso 
destra. Porta sul capo il crescente di luna, col disco lunare segnato in penom- 
bra. Simboleggia il dio Consu. Il crescente di luna è attraversato da un pic- 

colo foro. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. ROFGOLAle tur- 
china, alt. 0,023. 


1125. (4402) Sparviero (frammento di immagine di) ritto in piedi colle ali rac- 
colte. Mancando tutto il capo, non si può sapere se portasse emblemi e quali. 
Un anellino sul dorso. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana 
biancastra, alt. 0,023. o 


1126. (560) Sparviero, rannicchiato, colle gambe e colle ali raccolte, simbolo 
| E Se i stà 
di EI = hd Ptah Sokari. Tutta l’immagine è stata ricoperta da uno 


spesso strato di stucco, colorito poscia a più colori, secondo le parti dello 
sparviero. Queste immagini si portavano come emblemi, nelle pompe religiose 
e funebri, sull’alto di un’asta: però la maggior parte di quelli che si posseg- 
gono presentemente, facevano parte delle statuette Osiriane, e riposavano sul 
coperchio del piccolo sarcofago, che generalmente è rappresentato sulla base di 
quelle statuette. Lavoro disereto. Lo stucco è scrostato in molti punti. — 
Rosellini. Legno, alt. 0,188, lung. alla base 0.284. 


1127. (578) Sparviero, simile al numero precedente. Lavoro mediocre. — Ricci. 
Legno, alt. 0,137, lung. alla base 0,225. 


1128. (567) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro discreto. —  Rosellini. 
Legno, alt. 0,128, lung. alla base 0,214. 


1129. (569) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro disereto. — Rosellini. 
Legno, alt. 0,119, lung. alla base 0,194. | 


1130. (571) Sparviero, simile al num. 1120. Lavoro discreto. — Rosellini. 
Legno, alt. 0,103, lung. alla base 0, 174. 


1131. (376) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro mediocre. — Rosellini. 
Legno, alt. 0,103, lung. alla base 0,164. 


1132. (570) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro discreto. — Ricci. Legno, 
alt. 0,082, lung. alla base 0,169. 


1133. (577) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro mediocre. — Rosellini. 
Legno, alt. 0,061, lung. alla base 0,151. » 


1134. (563) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro discreto. Già anticamente 
era rotto in due pezzi, che furono insieme riuniti con una chiavica di legno, 
che penetrando dal dorso dello sparviero, arriva sino alla base, attraversando 
tutta l’immagine. — Ricci. Legno, alt. 0,088, lung. alla base 0,125. 


144 * IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


_—————————€—€—__—_————————— —+ + "-+-tRROP‘+-——————+--  ————————È———@2k_2____—————_—_Èt_ & — — +6 e --——_ —_—T——-— _—— —_————— 


1135. (564) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro discreto. Lo stucco è scro-. 
stato in parecchi punti. — Ricci. Legno, alt. 0,081, lung. alla base 0,116. 


1136. (561) Sparviero, simile al num. 1126. Buon lavoro. — Ricci. Legno, 
alt. 0,089, lung. alla base 0,104. | 


1137. (579) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro cattivo. — Rosellini. Le- 
gno, alt. 0,075, lung. alla base 0,112. 


1138. (568) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro discreto. —- Ricci. Le- 
gno, alt. 0,069, lung. alla base 0,125. 


1139. (565) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro cattivo. — Ricci. Legno, 
alt. 0,068, lung. alla base 0,123. 


1140. (562) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro discreto. — Rosellini. Le- 
gno, alt. 0,067, lung. alla base 0,102. 


1141. (566) Sparviero, simile al num. 1126. Lavoro cattivo. — /ticci. Legno, 
alt. 0,049, lung. alla base 0,085. 


1142. (4472) Sparviero, simile al num. 1126. All'altezza del collo è attraver- 
sato da un piccolo foro. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta, Por- 
cellana verde, alt. 0,015. 


1143. (573) Sparviero, rannicchiato, colle gambe e colle ali raccolte, come il 
num. 1126. Porta sul capo l'emblema shw, formato da due alte penne ( ) e 
dal disco solare, ed ha il petto coperto con un pettorale, che gli è legato al collo 
e controbilanciato da un contrappeso (] menat), che gli pende sul dorso. Sotto 


questa forma simboleggia talvolta il dio ANI Tum,ealtre volte si = xe 


Piah Sckari. Tutta l’immagine è ricoperta con stucco, e colorita a diversi colori, 
tranne il viso che era anticamente dorato, come risulta da alcune traccie che tuttora 
rimangono. Lavoro discreto. — Gallerie. Legno, alt. 0,280, lung. alla base 0,148. 


1144, (572) Sparviero, rannicchiato, coll'emblema shu sul capo, pettorale sul petto e 
relativo menat | sul dorso. Stuccato, colorito e dorato, come il numero pre- 
cedente. Lavoro discreto. — Ricci. Legno, alt. 0,209, lung. alla base 0,179. 


1145. (575) Sparviero rannicchiato, simile ai due numeri precedenti. Stuccato, 
colorito e dorato. Lavoro discreto. L’ estremità della coda è posticcia, ed era 
stata assicurata al resto dell'immagine con una doppia chiavica di legno, che 
incastra nei due pezzi. — ficci. Legno, alt. 0,194, lung. alla base 0,145. 


JM VAGINI] DI ANIMALI SACRI 145 


cn »——————— —— 


1146. (574) Sparviero, rannicchiato, con pettorale sul petto e relativo contrap- 
peso sul dorso, come i tre numeri precedenti. Invece del diadema shw porta 
sul capo due penne di struzzo, avvicinate l’una all’altra. Stuccato, colorito e 
dorato, come i tre numeri precedenti. Lavoro discreto. — (Gallerie. Legno, 
alt. 0,230, lung. alla base 0,162. 


1147. (5086) Diadema shu, stuccato e dorato, avente inferiormente una appen- 
dice, ora in parte mancante. Appartenne ad una immagine di sparviero ran- 
nicchiato, come il num. 1143. Buon lavoro; lo stucco è scrostato in molti 
punti, e della doratura rimangono poche traccie. — Provenienza incerta. Le- 
uno, alt. 0,102. si n 


1148. (1478) Diadema shu, come il numero precedente, con traccie di una appen- 
dice, che esisteva anticamente nella parte inferiore. Lavoro discreto. Molto 
ossidato. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,069. 


1149. (1477) Diadema shw, come i due numeri precedenti, intarsiato anticamente 
con pezzetti di porcellana, di cui non rimangono traccie. Porta inferiormente 
una appendice, come i due numerì precedenti. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,072. 


1150. (601) Piastra, rappresentante la faccia di uno sparviero, visto di profilo, rivolto 
verso destra. L'occhio era incrostato con mastice bianco; le piume che si 
vedono vicino all’ occhio, erano riprodotte con due pezzi di smalto verdastro- 
scuro, che erano intarsiati accanto e sotto all'occhio, e di cuì non restano attual- 
mente che dei frammenti. Il tutto doveva essere incastrato in una immagine di 
legno, ad uso di intarsio. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana azzurra, alt. 0,039. 


1151. (602) Piastra, rappresentante la faccia di uno sparviero, visto di profilo, rivolto 
verso sinistra. Come il numero precedente, era incrostato e intarsiato, ma non 
ne rimangono traccie. Servì pure ad uso di intarsio. Buon lavoro. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,035. 


1152. (580) Artiglio e gamba di sparviero. Sia nella sua parte inferiore che supe- 
riore porta un’appendice verticale, la seconda delle quali servì ad unire la gamba 
al resto dell'immagine, e la prima a incastrare tutta l’immagine in una base 
antica, 0 sopra una insegna. Buon lavoro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,145. 


1153. (4399) Artiglio e gamba di sparviero. Termina in due appendici, come il 
numero precedente. Lavoro discreto. Molto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,078. 


1154. (4398) Frammento di gamba di sparviero col suo artiglio. Termina nella parte 
inferiore nella solita appendice; la parte superiore manca. Lavoro discreto. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,044. 


19 


146 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


-- — — —————_—_Ò—_———_——_Énné@e 


1155. (651) Gatto, di forme sveltissime, proprie delle razze orientali, seduto sulle 
zampe di dietro e colla coda distesa sul piano, e ripiegata lungo il lato destro 
sino ad attorcigliarsi vicino alla gamba. Sotto i piedi, come pure alla radice 
della coda, si aggiungono due appendici verticali, che servivano ad. incastrare 
l'immagine in una base antica. Lavoro stupendo. Molto ossidato. — Gallerie. 
Bronzo, alt. OSE 


1156. (3802) Gatto, simile al numero precedente, con una ricca collana al collo, 
accompagnato da un gattino, che gli sta seduto davanti nella stessa sua posi- 
zione. Riposano amendue sopra una medesima base, che ha la forma }{,e che 
porta di sotto la solita appendice. Buon lavoro. Molto ossidato. — Gufllerie. 
Bronzo, alt. 0,105. 


1157. (4385) Gatto, seduto sulle zampe di dietro, e colla coda ripiegata sul piano 
lungo il lato sinistro. Lavoro discreto. Manca la gamba destra; è orribilmente 
consunto dall’ ossido, che lo ricopre con nuclei spessissimi, uniti anche a sabbia 
silicea. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,105. 


1158. (4836) Gatto, simile al num. 1155. Riposa sopra una piccola base, che 

| porta di sotto la solita appendice. Sul collo porta pure un anello. Buonissimo 

lavoro. Manca la parte inferiore delle gambe; il resto è molto. consunto dal- 
esita —- Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,065. 


1159. (3804) Gatto, simile al num. 1155. Piccola base colla psi appendice. 
Dovette essere di buon lavoro, ma attualmente è ridotto in un’ orribile stato 
dall'azione dell’ ossido, se pure non ha sofferto l’ azione del fuoco, nell’ in- 


cendio della tomba in cui si poteva trovare. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,065. 


1160. (663) Gatto, simile al num. 1155, riposante sopra una base antica di legno, 
che ha la forma ÎÉ L'immagine è vuota internamente, ed è divisa, dal collo 
in giù, în due sezioni, che furono insieme riunite con due chiaviche di legno, 
dopo che fu collocata nell’ interno una piccola mummia, che tuttora vedesi 
attraverso alla fessura. L'immagine è ricoperta di stucco, e colorita di giallo 
con alcune righe in nero sulla coda, sulle zampe e sulle orecchie. Lavoro bel- 
lissimo. — Gallerie. Legno di sicomoro, alt. 0,258. 


1161. (650) Gatto, simile al num. 1155, senza la coda. Anticamente era colorito 
in giallo-scuro. Piccola base antica di legno. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Legno, 0,084. 


1162. (657) Gatto, simile al num. 1155. Piccola base di porcellana. Un anellino 
sul dorso. Amuleto. Lavoro bellissimo. — : Rosellini. Porcellana azzurrognola, 
alt. 0,047. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 147 


—_ — Sani: Ve i +. — —-- _r——— ———_—_ — -- -—_ =-— se _—_+ - +. -— -- - ——  —————— 


1163. (4387) Gatto, similè al numero precedente. Amuleto. Lavoro rozzissimo. — 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,032. 


1164. (655) Gatto, simile al num. 1162. Amuleto. Lavoro Gia: — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,024. | 


1165. (654) Gatto, simile al num. 1162. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosel- 
lini. — Porcellana bleu, imitante il lapislazzuli, alt. 0,022. 


1166. (4411) Gatto, simile al num. 1162. QATLILIO Lavoro cattivo. — - Prove- 
nienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,021. 


1167. (653) Gatto, simile al num. 1162. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosel- 
lini. Porcellana verdastro-scura, alt. 0,019. 


1168. (652) Gatto, simile al num. 1162. L’anellino, che porta dietro il collo, è 
frammentato. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana verdastra, 
alt. 0,018. 


1169. (662) Gatto, simile al num. 1162. Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosellini. 
Porcellana turchina, alt. 0,015. 


1170. (4009) Gatto, simile al num. 1162. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono 
Valle de Paz. Porcellana giallastra, alt. 0,014. 


1171. (4388) Gatto, simile al num. 1162. Amuleto. Lavoro cattivo. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,014. 


1172. (4414) Gatto, simile al num. 1162. Amuleto. Lavoro rozzissimo. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,013. 


1173. (4392) Gatto, simile al num. 1162. Nel foro rimangono traccie del filo in 
cui era anticamente infilato. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana 
turchina, alt. 0,010. J 


1174. (4390) Gatto, simile al num. 1162. Traccie del filo antico, come il numero 
precedente. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana tur- 
china, alt. 0,010. 


1175. (4391) Gatto, simile al num. 1162. Traccie del filo antico, come i due 
numeri precedenti. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcel- 
lana turchina, alt. 0,010. 


1176. (4393) Gatto, simile al num. 1162. Traccie del filo antico, come i tre numeri 
precedenti. Amuleto. Lavoro mediocre — Provenienza incerta. Porcellana cele- 
ste, alt. 0,007. 


148 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


1177. (658) Gatto, sini al num. 1162. Amuleto. Lavoro .discreto. — Aosellini. 
Porcellana turchina, alt. 0,007. si 


1178. (649) Gatto, accovacciato, colla coda ripiegata e sollevata lungo la coscia 
destra, e colla testa sporgente dal medesimo lato. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Terra cotta, alt. 0,037, lung. 0,078. 


1179. (4436) Gatto, accovacciato, come il numero precedente. È attraversato lon- 
gitudinalmente da un piccolo foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana verdastra, alt. 0,008. 


1180. (656) Gatto, accovacciato, colla coda ripiegata lungo la coscia destra, e 
colla testa sollevata nell'atto di stare in guardia. È attraversato longitudinal- 
mente da un piccolo foro. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Diaspro 
rosso, alt. 0,009. 

1181. (669) Gatto, seduto sulle gambe di dietro, colla coda ripiegata e sollevata 
lungo la coscia destra, e colla testa alta e rivolta dal medesimo lato. Le 
orecchie, una parte del petto e la gamba anteriore, sono segnate in smalto verde, 
il resto è di smalto turchino. Un anellino sul dorso. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Rosellini. Porcellana policroma turchina e verde, alt. 0,014. 


1182. (5479) Testa di gatto, frammento di una immagine di riotevole dimensione. 
. Stupendo lavoro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,055. 


1183. (553) Ariete, colle corna ripiegate in giù, accovacciato in atteggiamento 
di riposare. Un piccolo foro, che vedesi sul capo, indica che portava posticcio 
un diadema, e probabilmente le penne di Amone. Simboleggia Amone nella 


sua forma di (5 IN Num 0 _ 009 Harsefi. Lavoro discreto. — (Gal- 
lerie. Bronzo, alt. 0,043. | 


1184. (5478) Ariete, simile al numero precedente, senza emblema sul capo. La 
lavorazione dello smalto, come tutta la tecnica, è quella propria dei bassissimi 
tempi. Lavoro discreto. Manca l'estremità posteriore del corpo. — Provenienza 
incerta. Porcellana turchina, alt. 0,028. | 


1185. (4429) Ariete, colle corna ripiegate in giù, accovacciato. Sul dorso porta 
un anellino. -Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana cele- 
ste, alt. 0,023. 


1186. (4430) Ariete, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, alt. 0,017. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 149 


e] 


— -  —__ — o + + ;- a.—.m—————>— 


1187. (555) Ariete, simile al num. 1185. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,016. 


1188. (554) Ariete, simile al num. 1185. Amuleto. Lavoro cattivo. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. ‘0,013. 


1189, (3822) Ariete, simile al num. 1185. Amuleto. Lavoro cattivo. — Dono 
Valle de Paz. Porcellana turchina, alt. 0,011. 


1190. (556) Ariete, simile al num. 1185. Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. 
Porcellana azzurrognola, alt. 0,011. 


1191. (4431) Ariete, simile al num. 1185. Amuleto. Lavoro mediocre. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana biancastra, alt. 0,011. 


1192. (4449) Ariete, simile al num. 1185. Amuleto. Buon lavoro. — Provenienza 
incerta. Porcellana verdognola, alt. 0,011. | | 


1193. (757) Ariete, accovacciato, colla testa rannicchiata in atteggiamento di 
riposare. Lavoro rozzissimo. — (Gallerie. Pietra nerastra, alt. 0,034. 


1194. (557) Ariete, stante, con quattro teste, due verso il dorso e due davanti, 
accostate le une alle altre. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana rossastra, 
alt. 0,042. = 


1195. (508) Testa di ariete, fregiata dell’ureo e del disco solare, sopra il quale vedesi 
ancora un’altro disco raggiante e di dimensione minore. Dietro il secondo disco, un 
anellino. Amuleto. Buonissimo lavoro. — Rosellinî. Porcellana verde, alt. 0,044. 


1196. (559) Testa di ariete coll’ureo e col disco solare. Dietro il disco, un piccolo 
foro. Amuleto. Buon lavoro. — Aosellini. Porcellana verdastra, alt. 0,024. 


1197. (4437) Testa di ariete col disco. Il disco è attraversato da un piccolo foro. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana bleu, alt. 0,018. 


1198. (611) Avoltoio, stante colle ali raccolte, veduto di profilo, rivolto verso 
sinistra. Simboleggia generalmente la Dea Tebana AN 3) Mut, la Dea della 


maternità; altre volte invece, particolarmente nei soffitti delle tombe e nei has- 
sorilievi dei templi, sopra le scene religiose, è il simbolo della Dea n | | Sh 


Uatit e della Dea 13) Sh Neyebt. Sul dorso porta un anellino. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Rosellini. Pietra grigia, alt. 0,032. 


1199. (4462) Avoltoio, simile al numero precedente. Il collo è attraversato da 
un piccolo foro. Amaleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana 
turchina, alt. 0,016. 


150 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


——— —;.— -- o —_ e — +. 0+--_ —- — °- —- .—- , nu 


——— e - — — - ;- --. -.-. +. — - — — ---_-. 


1200. (3792) Torello Hapis, 359), nell’atteggiamento di camminare, posto 
sopra una base rettangolare di bronzo, a cui si uniscono inferiormente due appen- 
dici, colle quali era incastrato in una base antica o in una insegna religiosa. Porta 
sul capo e tra le corna il disco solare coll’ureo; intorno al collo, un ampio 
collare finamente lavorato in incisione, e sul dorso una ricca gualdrappa lavo- 
rata allo stesso modo. Tra la gualdrappa e il collare, sulle spalle del toro, è 
segnato, sempre in incisione, un avoltoio colle ali spiegate; e dopo la gual- 
drappa, presso alla coda, uno scarabeo colle ali egualmente spiegate. Questi 
distintivi sono portati da tutte le immagini di Hapis di qualche dimensione, 
ed è a credere che siano nel numero dei venticinque caratteri che al dire di 
Erodoto, di Diodoro e di altri lo distinguevano dagli altri torelli. Il torello Hapis 
simboleggia Osiride: il suo culto risale alle dinastie che precedettero le pira- 
midi, e fu fra tutti gli animali sacri il più venerato, come lo attesta ad es. 
il duplice Serapeum di Menfi. Intorno alla base corre un’ iscrizione in cattivi 
geroglifici e molto consunta, che così leggiamo: 


RETINZAZII Illo 497 Yet 
[CON pensi ESITI | 


Le lacune e parecchi errori evidenti che vi si riscontrano, non ci permettono di 
arrischiare una traduzione; però del nome di persona © } & Uabdra, che vi 
si trova, sì può dedurre con certezza, che questo bronzo appartiene alla dinastia 
vigesimasesta, che ebbe residenza in Sais. Bellissimo lavoro dell’ arte saitica. 
Molto consunto in alcune parti: in altre fu alquanto rimaneggiato, per es. sotto 
il collo e nell'occhio destro, ove si vollero intarsiare dei pezzettini di argento. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,163. 


1201. (617) Torello Hapis, simile al numero precedente. Base rettangolare con 
una sola appendice. Buon lavoro. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,091. 


1202. (4371) Torello Hapis, simile al numero precedente. Lavoro mediocre. Pro- 
venienza incerta, alt. 0,092. 


1203. (613) Torello Hapis, simile al num. 1201. Lavoro mediocre. — Bronzo, 
alt. 0,068. 


1204. (3794) Torello Hapis, simile al num. 1201. Lavoro mediocre. Molto ossi- 
dato — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,055. 


1205. (612) Torello Hapis, simile al num. 1201. Lavoro cattivo. Manca il ginoc- 
chio della gamba anteriore di destra; anche il resto è» mal conservato. — Galle- 
rie. Bronzo, alt. 0,062. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 151 


1206. (3793) Torello Hapis, simile al num. 1201. Lavoro mediocre. Manca la 
parte inferiore delle gambe colla base. Molto ossidato. — Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,053. 


1207. (4438) Torello Hapis, simile al num. 1201. Manca delle corna, del disco, 
di parte della coda, della parte inferiore di tutte le gambe, e. della base; la 
parte che rimane è coperta di ossido, incorporato con sabbia silicea. Lavoro 
discreto. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,025. 


1208. (3795) Torello Hapis, simile al num. 1201. Manca di parte della gamba 
anteriore di sinistra, dei piedi, e della base su cui posava. Lavoro discreto. 
Molto ossidato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,049. 


1209. (4373) Torello Hapis, in atto di camminare, col disco solare coll’ureo fra 
le corna, senza alcuna traccia del collare, dell’ avoltoio e degli altri distintivi 
descritti al num. 1200. Base sottile e rettangolare, colla solita appendice. La- 
voro mediocre. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,051. 


1210. (4372) Torello Hapis, simile al numero precedente. Lavoro discreto. Manca la 
parte superiore del disco: è coperto di ossido, incorporato con sabbia silicea. — 
Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,048. 


1211. (5499) Torello Hapis, simile al num. 1209. Lavoro mediocre. Traccie di 
ossido, incorporato con sabbia silicea. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,047. 


1212. (5480) Torello Hapis, simile al num. 1209. Oltre ad avere la base colla 
solita appendice, porta ancora un piccolo anello sopra il collo, dietro il disco 
solare. Lavoro mediocre. Manca parte della coda: è consunto in parecchi 
punti. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,061. 


1213. (615) Torello Hapis, stante, colle gambe riunite due a due. Porta tra le 
corna il disco solare coll’ureo, senza alcun altro distintivo. Manca della base. La- 
voro mediocre. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,044. 


1214. (625) Torello Hapis, simile al numero precedente. Piccola base di bronzo, 
e anellino sul dorso. Amuleto. Lavoro cattivo. Molto consunto. — Gallerie. 
Bronzo, alt, 0,021. 


1215. (618) Torello Hapis, simile al num. 1209. Base piccola e rettangolare di 
porcellana: un anellino sul dorso. Amuleto. Lavoro discreto: mancano le corna 
col disco. — Gullerie. Porcellana celeste, alt. 0,032. 


1216. (620) Torello Hapis, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,029. 


152 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


-———____r 


ii O 
- — - ————————_m—_t wu cos ro ——_ 


‘1217. (619) Torello Hapis, simile al num. 1215. Amuleto. DAVOSO discreto. —. 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,020. 


1218. (4375) Torello Hapis, simile al num. 1215. Amuleto. Lavoro eine 
Manca il corno destro, con una parte del disco. — Provenienza incerta. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,019. 


1219. (623) Torello Hapis, simile al num. 1215. Amuleto. Lavoro mediocre — 
Rosellini. Porcellana giallastra, alt. 0,019. 


1220. (4007) Torello Hapis, simile al num. 1215. Amuleto. Lavoro rozzissimo. 
Frammentato leggermente in parecchi punti. — Dono Valle de Paz. Porcel- 
lana verdognola, alt. 0,019. 


1221. (4376) Torello Hapis, simile al num. 1215. Amuleto. Lavoro cattivo. 
Manca tutto il capo. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,016. 


1222. (4377) Torello Hapis, simile al num. 1215. Amuleto. Lavoro discreto. 
Manca di tutte le gambe: anche l'anello è frammentato. — Provenienza incerta. 
Porcellana nera, alt. 0,008. 


1223. (622) Torello Hapis, simile al num. 1215. Rappresentato in bassorilievo 
sopra una piccola tavoletta, che nella parte sua superiore termina con una 
piccola cornice baccellata. Sull’ estremità superiore rimangono traccie di un 
anellino. Amuleto. Buon lavoro. Osservansi tre macchie di smalto turchino scuro 
sparse sulla tavoletta. — Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,018. 


1224. (624) Vacca stante, in atto di camminare, col disco solare e l’ureo fra le corna. 
Considerata come la compagna di Hapis, simboleggia Iside-Hathor | SIA), 
il cui nome letteralmente tradotto, suona /side, la dimora di Oro. Sul capo, die- 
tro il disco, portava un anellino, ora frammentato. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca 
la coda e parte della gamba anteriore di destra. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,031. 


1225. (0419) Parte posteriore di una statua della vacca Hathor, simbolo vivente 
di Iside, in piedi sopra una base prismatica e rettangolare, nell’ attegiamento 
di allattare un Faraone. Questi è nudo, senza alcun distintivo del suo grado, 
nell’atto di avere un ginocchio a terra, mentre colla mano destra stringe uno 
dei capezzoli della vacca, schizzandone il latte nella sua bocca. Sulle faccie 
esterne della base, rozzamente lavorate, furono incise con trascuratezza due 
leggende geroglifiche, le quali partendo dal centro della faccia anteriore, sì pro- 
lungavano l'una a destra e l’altra a sinistra sulle faccie laterali, e terminano 
nel centro della faccia posteriore, ove si ricongiungono. Della leggenda di sini- 
stra è perduta la massima parte, e più non rimane che il fine: 


TS: 


salute di ogni specie, come Ra, in eterno 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 153 


nes ————_m__—_—.—_—_..——..—__7<<=<—©<S_--22---_-+---__----21______——_—_-=__=+-_É __@m——____————— —_—_——__—_——m6&— 


e di quella di destra pure rimane meno di un terzo: 


VOM TINA 


, l'amato di Hathor, la gran sovrana; largitore di vita, come Ra, in eterno ». 


Il cartello reale, di cui la 2° leggenda ci conservò l’ultima parte, non può a nostro 
avviso convenire, se non al Faraone Horembeb, il successore di Amenofi IV 
e ultimo re della dinastia XVIII (verso il sec. XV a.C.); il cui cartello, rego- 


larmente scritto {fai ses e , può per una ACSHTA ortografica scriversi 


Î | Sq) quale ce lo doveva dare il nostra monumento. Le leggende 


suindicate potrebbero quindi con molta probabilità essere così restituite: 


legg. di destra: 


ii ceti PNL 
(CECA SERIES 


« [Oro, toro vittorioso, che dà i destini, il signore del Sud e del Nord, il 
grande delle ‘meraviglie in Tebe, Oro che si riposa nella verità, che fa esistere 
i due mondi, signore dell'alto e basso Egitto, Seryeperura-sotepenra, figlio del 
sole, Horemheb-merienùmon], l'amato di Hathor la gran sovrana, largitore di 
vita, come Ra, in eterno ».. 


[NAME NT AL LINE 
CER Na EA 


« [Oro, toro vittorioso, che dà î destini, il signore del Sud è del Nord, il 
grande delle meraviglie in Tebe, Oro che si riposa mella verità, che fa esistere 
i due mondi, signore dell’alto e basso Egitto, Seryeperura-sotepenra, figlio del 
sole, Horemheb-merienùmon], l'amato di Hathor la gran sovrana, largitore di 
vita, come Ra, în eterno ». 


Per quanto singolare sia la scena riprodotta in questa statua, essa ha nondimeno 

riscontro in altri due monumenti, da attribuirsi presso a poco al medesimo 

tempo, cioè al fine della XVIII dinastia e al principio della XIX. Uno di essi è 
20 


154 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


n —_ +. e. —_ —_ _ _—_———_r_--o-_-o-—-_ ee je ——--——-—————--—_ _—_ _ — —---.-.—. _—_.- —-.-..-_-—__— 


una piccola stele ('), nella quale è rappresentata la regina Makara (I ((OuI) LI 


il dio benefico Makara), inginocchiata per terra, nell’atto dì premere con ambo 
le mani le poppe della vacca Hathor, stante presso di lei: l'altro è un basso- 
rilievo di una tomba di Abd-el-Qurnah (v. Leps. Denkm. III, tav. 173, a) del 
tempo di Seti I, nel quale il Faraone è rappresentato nel medesimo atteggia- 
mento, che osservammo avere nella nostra statua. La poca differenza di tempo 
che intercede fra questi tre monumenti, la rarità di questa rappresentazione, 
non meno che altri confronti, possono far credere che essi siano la riproduzione 
l’uno dell'altro, e si può ritenere come cosa sommamente probabile, che la statua 
della vacca Hathor, di cui noi possediamo un frammento, esposta probabilmente 
in uno dei templi o dei palazzi di Tebe, sia stato il modello a cuì si ispirò 
l'artista che tracciò il bassorilievo di Qurnah. Questa statua, quale ora la 
possediamo, venne in luce insieme ad alcuni altri pregevolissimi monumenti 
egiziani (*), durante gli scavi eseguiti in Roma, dietro alla chiesa di s. Maria 
alla Minerva, località corrispondente all’ antico Iseo. Quivi pare che fosse 
stata trasportata, insieme ad altri monumenti, dai Proconsoli per la provincia 
di Egitto, onde decorare il tempio di Iside; e ciò non solo per il pregio arti- 
stico del monumento, o perchè fosse un simbolo della Dea che vi era venerata, 
ma piuttosto per l’analogia, che credettero di trovare colla lupa di Roma. —. 
Acquistato dal Ministero della Pubbl. Istr. nel novemb. 1881. Monolite di stu- 
pendo granito rosa di Assuan, alt. tot. 1,035, base 0,745X0,705. 


—_o 


(') Questa stele, alt. 0,28 lung. 0,20, fa parte della collezione del dott. Grant al Cairo. Il sig. 
Wilbour, ben noto egittologo, che la vide e ne prese una copia, che volle gentilmente comunicarmi, 
afferma di non avere mai veduto una stele di lavoro così ammirabile e squisitamente forbito. È a desi- 
derare, che questo piccolo monumento venga presto pubblicato con tutte le sue iscrizionî. 

(*) Fra essi, a non parlare del frammento di statua del gran dignitario Uahabra, stupendo 
lavoro del periodo saitico, posseduto pure da questo Museo e descritto nelle pagine seguenti, è degna 
- di particolare considerazione una piccola sfinge di granito grigio, ritratto della regina Hatsepu, 
acquistata dal barone Giovanni Baracco, distintissimo cultore delle discipline egittologiche. Dietro mia 
preghiera, egli volle communicarmene la descrizione, che tengo ad onore di potere qui inserire per intiero: 


Cid Essa (sfinge) rappresenta una regina con l'avoltoio sul capo, noto simbolo della maternità 
presso gli antichi Egizii. Il collo e la testa dell’ uccello son rotti, ma il rimanente corpo con la 
coda e le ali, che scendono a dritta e a sinistra del capo, sono chiarissimamente indicate ed in perfetto 
stato di conservazione. Si scorgono anche fra gli artigli dell'avoltoio due cerchi, simbolo della suc- 
cessione dei secoli. La scultura di tutto il monumente è egregia, e ricorda la più bell'epoca dell’ arte 
della diciottesima dinastia: sveltissimo è il corpo di leone, e bellissima la forma della testa muliebre, 
dove non si osserva altra rottura che la parte anteriore dell'avoltoio, come si è detto più sopra, ed 
una lieve scheggiatura nel naso. I tratti della fisonomia hanno una certa somiglianza, e come un'aria 
di famiglia, con quelli delle due statue colossali di Torino, rappresentanti Toutmès Ie Toutmès III. 
Un'altra rottura più importante è quella della parte anteriore del plinto, insieme con le due zampe 
che vi posavano sopra. Intorno al collo è leggermente intagliato un monile di squisito lavoro. Una 
iscrizione geroglifica comincia immediatamente sotto questo monile, discende per il petto e si conti- 
nuava sul plinto, fra le zampe dell'animale, nella parte che è andata perduta. Quello che resta 


dell'iscrizione è nitidissimo. e suona così: i = Regi 
+ Al oi =(oesf) < egia 


IAAAAZAA! 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 155 


iii az —c— nile ct _©"rro@Ttt@ò@.T-_@@—@@ iii n ani e 


1226. (616) Vacca, accovacciata, colla coda sollevata e ripiegata lungo la coscia. 
Sul capo, tra le corna, porta il disco solare sormontato da due alte penne. 
Anticamente era tutta stuccata e colorita, ma non ne rimangono che pochis- 
sime traccie. Lavoro discreto. — Gallerie. Terra cotta, alt. 0,105. 


1227. (621) Vacca, accovacciata, simile al numero precedente, ma veduta di profilo, 
in bassorilievo e rivolta verso sinistra. Buon lavoro. — Aosellini. Porcellana 
gialla, alt. 0,021. 


1228. (4432) Vacca, accovacciata in atto di riposare, col capo ripiegato sulla spalla 
destra. L'immagine è attraversata da un piccolo foro. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Provenienza incerta. Porcellana bianca, alt. 0,009. 


1229. (4433) Vacca, accovacciata, simile al numero precedente, e formata sul 
medesimo stampo. Amuleto. — Provenienza incerta. Porcellana bianca, alt. 0,009. 


1230. (4434) Vacca, accovacciata, simile in tutto ai due numeri precedenti. Amu- 
leto. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,009. 


1231. (4435) Vacca, accovacciata, simile in tutto ai tre numeri precedenti. Amu- 
leto. — Provenienza incerta. Porcellana celeste, alt. 0,009. 


offerta dedicata dall'Amon-Ra, Dio benefico, signore dei due mondi, Ra-men-yeper ». L'ultimo nome, 
chiuso in un cartello reale, è il notissimo prenome di Toutmès III. Ciò che abbiamo riferito 
è la parte verticale dell'iscrizione, la quale si continuava evidentemente sul plinto, e che atteso 
il solito tenore di queste formole, si potrebbe facilmente completare con segni geroglifici, espri- 


menti questo concetto: & (GI R (0 si |) « Figlio del sole, Toutmès, vivente in eterno ». In 
w «=» 


questa iscrizione vi è anche da notare una particolarità, che mentre tutti gli altri caratteri che la 
compongono sono nettissimi, i tre segni del nome di Ammone, vale a dire la penna indicante l'a, 
il segno sillabico men e la linea ondulata, sono leggermente martellati. Chiunque ba una coltura 
anche superficiale d’egittologia, riconosce in questo fatto un vestigio della rivoluzione religiosa del 
Faraone Amenofi IV, pur'esso della diciottesima dinastia, e che segue cronologicamente i gloriosi 
regni della famiglia dei Toutmès. Dal fin qui detto è per me evidente, che ci troviamo davanti ad 
un monumento che rappresenta la Regina Hat-shepu, sorella maggiore di Toutmès III, e reggente 
il paese durante la minorità di quest'ultimo. Il regno di costei fu celebre, e la spedizione di una 
sua flotta in Arabia ed in Abissinia è consegnata alle pareti d'un tempio di Tebe, ed è stata ampia- 
mente illustrata dal Duemmichen nell'opera: « Die Flotte einer aegyptischen Konigin aus dem 17 Jahr- 
hundert unserer Zeitrechnung ». Infatti la regina Hat-shepu è auteriore di dodici regni a Ramsès II, 
che è forse il punto d'incontro della cronologia egiziana con la mosaica. È naturalissimo il credere, 
che Toutmès III abbia consacrato questo prezioso monumento alla memoria di sua sorella, che avea 
già pieno l'Egitto della gloria del suo nome. Tutta la scultura nella. sua maggiore altezza è di 
circa 55 cent., e la maggior lunghezza attuale è di circa 74 cent., lunghezza che è stata diminuita 
dalla primitiva per la rottura del plinto. Pure, non ostante questa mutilazione, la sagoma del corpo 
è sveltissima. 


156 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


——— ———_—6—T6——+—_—r—_— —— T+P+——+—++++-++++++—————_———+———_———————-—-+—_++=-- Ty ——w + ——+@—&_—+____———_& 


1232. (668) Cane sciacallo, accovacciato, colla testa alta e le orecchie tese RUE atto 
di vigilare, avente al collo un collarino giallo. Simboleggia il Dio | s i) 


‘ Anup, altrimenti detto Mita Apheru, ed è anzi la forma sotto cui quel 


Dio si presenta più frequentemente nei monumenti. Esso è pure il simbolo funebre 
più caratteristico, e le immagini di questa natura si trovavano anticamente quasi 
tutte sopra le cassette dei vasi canopi e degli shabti, oppure erano portate nelle 
sepolture sull’alto di un’ asta, come emblema funerario. Tutta l’ immagine è 
colorita di nero, eccettuato il collarino, gli occhi e l'interno delle orecchie che 
sono dipinti di giallo. La pupilla degli occhi è segnata in rosso. La coda, che si 
stende lunghissima dalla parte di dietro, è movibile. Buon lavoro e ben con- 
servato. — Rosellini. Legno, alt. 0,178, lung. 0,665. 


1238. (669) Cane sciacallo, simile al numero precedente, senza il collarino e col 
corpo tutto colorito di nero. Manca la coda antica, che era posticcia e movibile 
Buon lavoro, ma poco conservato. — Rosellini. Legno, alt. 0,240, lung. 0,468. 


1234. (4394) Cane sciacallo, simile al numero precedente, con collo e testa posticci 
e moventesi intorno a un piccolo pernio di legno. La coda pure, ora mancante, 
era posticcia e movibile. Tutta l’immagine era ricoperta di stucco e colorita 
in nero, tranne gli occhi e l'interno delle orecchie; ma ne rimangono poche 
traccie per il cattivo stato di conservazione. Lavoro discreto. — Provenienza 
incerta. Legno, alt. 0,188, lung. 0,340. 


1235. (4395) Cane sciacallo, simile al num. 1233. Tutta l’immagine è ricoperta 
con stucco, e quindi da uno strato di bitume. La coda manca, senza che vi sia 
traccia del punto in cui potesse essere incastrata nell'immagine. La testa è 
posticcia, ma non movibile. Sotto l’immagine si vedono praticati due fori, nei 
quali anticamente dovevano essere incastrati due perniettini di legno. Lavoro 
discreto. Manca la parte superiore delle orecchie. — Provenienza incerta. Legno, 
alt. 0,118, lung. 0,220. 


1236. (665) Cane sciacallo, simile al num. 1232, con due nastri rossi legati intorno 
al collo, e pendentigli sul petto e sul dorso. Gli occhi sono segnati in giallo: 
tutto il resto del corpo è nero. La coda è posticcia ed incastrata ingegnosa- 
mente in modo, che si muova comodamente senza che si possa levare. Buon 
lavoro. Ben conservato. — Rosellini. Legno, alt. 0,085, lung. 0,252. 


1237. (664) Cane sciacallo, mancante di coda, colla testa posticcia, simile al 
num. 1239. Le imperfezioni del legno furono ricoperte con stucco; è colorito di 
nero, eccettuati gli occhi e la divisione della bocca, che sono dipinti in giallo. 
Un pernietto di legno, che partendo dal dorso attraversa tutta l’immagine, 
la teneva incastrata sopra una cassetta funebre. Lavoro mediocre. Manca la 
gamba anteriore di destra. — Gallerie. Legno, alt. 0,092, lung. 0,115. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 157 


1238. (4396) Cane sai simile al num. 1233, colla testa posticcia e trattenuta 
con un perniettino di legno, ora rotto. La coda pure ora posticcia e pendeva 
all’ ingiù, ma manca attualmente. Stuccato e colorito di nero indistintamente. 
Di sotto sono praticati due fori, in cui rimangono dei resti dei pernii di legno, che 
vi erano conficcati per incastrare l’immagine sopra una cassetta funebre. Lavoro 
discreto, Poco conservato. — Provenienza incerta. Legno, alt. 0,067, lung. 0,114. 


1239. (670) Cane sciacallo, simile al num. 1233, avente fra le zampe una penna di 
struzzo Î, emblema dell’ —; °° Amenti, di cui è il guardiano. L'intiera 
immagine era ricoperta con uno strato di catrame. La coda, ora mancante, era 
posticcia e mobile. Di sotto rimangono traccie di tre pernii di legno. Lavoro 
discreto. Mediocremente conservato. — Gallerie. Legno, alt. 0,069, lung. 0,163. 


1240. (671) Cane sciacallo, simile al num. 1233, cogli occhi incrostati con osso 
e con smalto. Stuccato e colorito di nero. La coda, ora mancante, era posticcia 
e movibile. Con due pernii è assicurato a una base antica di legno, e questa 
alla sua volta doveva essere incastrata in un'altro oggetto, come si vede da due 
fori che sono praticati nella sua parte inferiore. Lavoro cattivo. Ben conser- 
vato. — Gallerie. Legno, alt. 0,113, lung. 0,172. 


1241. (672) Tre cani sciacalli, accovacciati, colla testa sollevata in atto di vigilare, e 
. colla coda ripiegata lungo la coscia destra posteriore. Sono disposti in riga sopra . 
una base antica di legno, nella quale sono leggermente incastrati. Nessuna traccia 

nè di stucco, nè di colore. Lavoro mediocre. Poco conservato: la base in special 
modo è molto tarlata e corrosa. — Ricci. Legno, alt. 0,074, base 0,163X0,072. 


1242. (673) Tre cani sciacalli c.s., disposti in riga sopra una medesima base antica 
di legno, come il numero precedente. La coda pende in giù lungo il lato poste- 
riore della base. Traccie di color nero. Lavoro cattivo. Discretamente conser- 
vato. — Gallerie. Legno alt. 0,055, base 0,115X0,078. 


1243. (666) Cane sciacallo, accovacciato, e colle orecchie tese in atteggiamento di 
vigilare, come i numeri precedenti. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca parte 
delle gambe anteriori. — Gallerie. Porcellana nera, alt. 0,019. 


1244. (646) Cane sciacallo, simile al numero precedente. Porta un anellino sul dorso. 
Amuleto. Lavoro discreto. Manca l'orecchio sinistro. — Aosellini. Porcellana 
verde, alt. 0,012. | 


1245. (667) Due cani sciacalli, simili al num. 1243, riposanti sopra una mede- 
sima base in senso contrario, in modo da presentare l’aspetto di un corpo solo 
con una testa a ciascuna estremità. Nel centro, un anellino. Amuleto. Lavoro 
cattivo. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,019. 


158 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


tant 


1246. (661) Cane sciacallo, seduto sulle gambe di dietro e colle orecchie tese. Un 
anellino dietro il collo. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Bronzo alt. 0,019. 


1247. (1303) Cane sciacallo, simile al numero precedente, visto di profilo e in bas- 
sorilievo nell'interno di un piccolo naos. Un anellino nella parte superiore. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,022. 


1248. (659) Mastino, di razza prossima a quella dei dbouledogues, seduto sulle gambe 
di dietro e colle orecchie tese. Un anellino sul dorso. Amuleto. Buon lavoro. — 
Gallerie. Porcellana verdognola, alt. 0,026. 


1249. (4397) Testa di cane, con muso lungo e orecchie cortissime. Ignoriamo l’uso — 


a cui abbia servito. Lavoro discreto — Provenienza incerta. Terra nera, alt. 0,032. 


1250. (610) Ibis (ro, JD habu), stante in atto di camminare. L'ibis fu 


venerato come simbolo del dio Thot, sin dalla più remota antichità, come pure 
fu uno degli animali sacri, sopra cui gli scrittori classici ci lasciarono pit 
esatte indicazioni. Sul dorso porta un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,022. 


tl (604) Ibis, simile al numero precedente, per quanto è dato giudicare dalla 
direzione in cui le gambe, che ora mancano, si attaccarono al corpo. Questo con- 
tiene nell'interno un nucleo di sostanza terrosa durissima, analoga a quella ‘con 
cuì si vedono riempite le altre immagini in bronzo di divinità, e che era intro- 
dotta nel momento della fusione. Il peso notevole che questa sostanza dà all’im- 
immagine, è la causa principale per cui ci manchino, a motivo della loro fra- 
gilità, le gambe di questa, come di molte altre immagini di ibis. Buon lavoro. — 
Gallerie. Bronzo, alt. 0,075. 


1252. (603) Ibis, simile ai due numeri precedenti, per quanto si può giudicare dal 
. frammento che ne rimane. Porta al collo un piccolo collarino. Conteneva nel 
suo interno della sostanza terrosa, come il numero precedente, ma non ne riman- 
gono che poche traccie, essendosi il resto perduto insieme a buona parte del 
petto, che la racchiudeva, e alle gambe. Gli occhi erano incrostati con smalto, 
ma non ne rimane che una piccola traccia nell’ occhio sinistro. Buon lavoro. 
Molto ossidato. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,058. 


1253. (605). Ibis, accovacciato. Le penne della coda sono segnate in colore più 
scuro che il resto del corpo. Un anellino sul dorso. Amuleto. Buonissimo lavoro. 
Manca buona parte delle gambe e l'estremità del becco. — Gallerie. Porcellana 
azzurrognola, alt. 0,025. 


1254. (609) Ibis, simile in tutto al numero precedente. Amuleto. Lavoro buonis- 
simo. Manca parte delle gambe. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,021. 


da 
——— = -— - —-—- pie et 


—_—_—— 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 159 


1255. (606) Ibis, simile in tutto ai due numeri precedenti. Amuleto. Buon lavoro. 
Mancano il capo e l’anello che portava sul dorso. — Gallerie. Porcellana azzur- 
rognola, alt. 0,014. 


1256. (4461) Ibis, accovacciato, col becco che arriva sino a terra. Buon lavoro. 
Manca il capo con una parte del collo e del becco: probabilmente il collo era 
attraversato da un piccolo foro, per portare questo oggetto come amuleto. — 
Provenienza incerta. Lapislazzuli, alt. 0,009. 


1257. (607) Ibis, stante in atto di camminare, con una penna di struzzo eretta 


innanzi a se, e di cui tocca la parte superiore col becco. Un anello sul dorso. 
Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,027. 


1258. (4405) Ibis, accovacciato, con una penna di struzzo eretta dinanzi, come fl 
numero precedente. Un anellino sul dorso. Amuleto. Lavoro mediocre. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,009. 


1259. (608) Ibis, simile in tutto al numero precedente. Lavoro discreto. Manca 
una parte del becco e quasi tutta la penna di struzzo. — Gallerie. Porcellana 
verdognola, alt. 0,019. | 


1260. (4460) Ibis, simile ai due numeri precedenti. Le penne della coda sono se- 
gnate in colore più scuro. Amuleto. Buonissimo lavoro. Manca l'anello che por- 
tava sul dorso, il capo e quasi tutta la penna. — Provenienza incerta. Porcel- 
lana turchina, alt. 0,018. 


1261. (3801) Testa di ibis, con una parte del collo. Buonissimo lavoro. Molto 
ossidata. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,095. 


1262. (5299) Testa di ibis, con piccola parte del collo. Lavoro discreto. Molto 
ossidata. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,032. 


1263. (581) Frammento di uno stendardo religioso, di cui rimane la parte superiore. 
Un fiore di loto sbocciato, con parte del gambo, sostiene per mezzo di due 
urei ritti sul centro e di due teste di ariete, una base, sopra la quale riposava 
anticamente una immagine di ibis, pure di bronzo. Ora non rimangono che le 
due zampe. Buon lavoro. Molto ossidato. — Gallerie. Bronzo, 0,075. 


1264. (707) Scimmia, della razza che i Greci denominarono dei Kuroxégadoi, per la 
rassomiglianza grandissima che la sua testa presenta con quella del cane. Sim- 
boleggia, come già l’ibis, il Dio Thot. Sul capo porta un anellino. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,050. 


1265. (3740) Cinocefalo, simile in tutto al numero precedente. Amuleto. Lavoro 
mediocre. Manca una parte del muso. — Dono Valle de Paz. Porcellana turchina, 
alt. 0,037. 


160 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


1266. (709) Cinocefalo, stante, simile al num. 1264. Un anellino sul dorso. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,039. 


1267. (705) Cinocefalo, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. 
- — Gallerie. Porcellana biancastra, alt. 0,031. 


1268. (4406) Cinocefalo, seduto per terra, colle zampe anteriori appoggiate sulle 
coscie, in atto di riposare. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Pietra grigia, 
alt. 0,062. 


1269. (3805) Cinocefalo, simile al numero precedente. Probabilmente amuleto. 
Buon lavoro. Manca una parte dei piedi. — Provenienza incerta. Porcellana 
rosso-scura, alt. 0,041. 


1270. (4407) Cinocefalo, simile al num. 1268. Probabilmente amuleto. Lavoro 
mediocre. — Provenienza incerta. Pietra bigia, alt. 0,027. 


1271. (5481) Cinocefalo, (probabilmente) simile al num. 1268. Forse amuleto. 
Lavoro discreto. Molto consunto. — Provenienza incerta. Porcellana azzurro- 
gnola, alt. 0,017. 


1272. (710) Cinocefalo, simile al num. 1268. Sul capo porta un anellino. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana verdastra, alt. 0,031. 


1273. (716) Cinocefalo, simile al numero precedente, ma visto di profilo. Amuleto. 
Lavoro mediocre. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,021. 


1274. (4410) Cinocefalo, simile al num. 1272. Amuleto. Lavoro cattivo. — Pro- 
venienza incerta. Breccia rossa, alt. 0,018. 


— 1275. (708) Cinocefalo, simile al num. 1272. Porta un anellino sul dorso. Amuleto. 
Lavoro discreto. — (Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,024. 


1276. (720) Cinocefalo, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,024. 


1277. (714) Cinocefalo, simile al num. 1275. Amuleto. Lavoro discreto. — Aosel- 
lini. Porcellana azzurrognola, alt. 0,023. 


1278. (4408) Cinocefalo, simile al num. 1275. Amuleto. Lavoro discreto; legger- 
mente frammentato dal lato destro. — Provenienza incerta. Porcellana verdo- 
gnola, alt. 0,022. | 


1279. (4412) Cinocefalo, simile al num. 1275. Amuleto. Lavoro mediocre — 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,013. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 161 


1280. (4416) Cinocefalo, simile al num. 1275. Amuleto. Lavoro mediocre. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,012. 


1281. (711) Cinocefalo seduto, simile al num. 1268, veduto di profilo, rivolto verso 
destra. Un foro verticale attraversa tutta l’immagine. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Gallerie. Pietra nera, alt. 0,018. 


1282. (4418) Cinocefalo, simile al numero precedente. Portava sul dorso un anel- 
lino, ora frammentato. Amuleto. Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Por- 
cellana turchina, alt. 0,014. i 


1283. (704) Cinocefalo seduto, come il num. 1268, avente sul capo il crescente 
di luna, col disco lunare rappresentato in penombra. Sotto questa forma simbo- 
leggia il dio Thot, nella sua forma di r_0$ ) thuti aàh 0 Thot Luno. 
Dietro il disco, un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana 
verde, alt. 0,035. 


1284. (712) Cinocefalo, simile al numero precedente. Amuleto, Lavoro discreto. — 
Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,022. 


1285. (715) Cinocefalo, simile al num. 1283. Amuleto. Lavoro cattivo. — Rosel- 
lini. Porcellana turchina, alt. 0,021. 


1286. (4417) Cinocefalo, simile ai tre numeri precedenti, ma visto di profilo, 
rivolto verso destra. Sul capo portava un anellino, ora frammentato. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, alt. 0,013. 


1287. (5418) Cinocefalo, avente anticamente sul capo il crescente lunare col 
disco in penombra, ora mancante, seduto sopra un fiore sbocciato. Lavoro discreto. 
Manca una parte dello stelo del fiore, non meno che il crescente. Rotto e 
restaurato. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,190. 


1288. (3806) Cinocefalo, sedente colle mani sulle coscie, come il num. 1268, e 
avente sul capo un oggetto di forma ovale non ben definibile, ma che deve rap- 
presentare probabilmente il crescente di luna, col disco lunare in penombra, 
come nei quattro numeri precedenti. Riposa sopra una piccola base trapeziale, 
il cui lato inclinato rappresenta una scala di quattro gradini. Lavoro medio- 
cre. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,041. 


1289. (724) Cinocefalo stante, nell'atto di sostenere colle zampe anteriori l’amu- 
leto Î{ tat, che gli arriva fino all’altezza del viso. Alcuni dettagli del viso e 
delle orecchie, non meno che l’ispido della pelle, sono riprodotti da alcuni pic- 
coli tratti segnati in colore più scuro. Buon lavoro. Leggermente frammentato 


in alcuni punti. — Rosellini. Porcellana turchina, alt. 0,048. 
ale 21 


162 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


1290. (717) Scimmia seduta per terra, coi gomiti appoggiati sui ginocchi nell’atto. 


di stringere il muso colle zampe anteriori. Lavoro mediocre e poco conservato. — 
Rosellini. Porcellana giallognola, alt. 0,069. 


1291. (718) Scimmia, simile al numero precedente. Il collo è attraversato da un 
foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,029. 


1292. (706) Scimmia, simile al num. 1290. Sul dorso portava un anellino, ora 
trammentato. Amuleto. Lavoro mediocre. — (Gallerie. Porcellana verdognola, 
alt. 0,021. | 


1293. (723) Scimmia, simile al num. 1290. Sul dorso portava, come il numero pre- 
cedente, un anellino, ora mancante. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Por- 
cellana azzurrognola, alt. 0,021. | 


1294. (719) Scimmia, simile al num. 1290. Così il petto che il capo, sono attra- 
versati da un piccolo foro. Amuleto. Lavoro mediocre. Manca parte della zampa 
anteriore di destra. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,020. 


1295. (4413) Scimmia, simile ai cinque numeri precedenti. Sul dorso portava 
un anellino, ora mancante. Amuleto. Lavoro discreto. Frammentata in parecchi 
punti. — Provenienza incerta. Porcellana giallo-scura, alt. 0,013. 


1296. (722) Scimmia seduta per terra, nell'atto di sostenere sul petto colle zampe 
anteriori uno scimmiotto. Sul dorso portava un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. 
Leggermente frammentata in alcuni punti — Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,039. 


1297. (721) Scimmia, seduta per terra, tenente al petto uno scimmiotto colle 
zampe anteriori e leccandolo colla lingua. Lavoro discreto. Manca una parte dei 
piedi. — Galierie. Porcellana turchino-scura, alt. 0,048. 


1298. (4453) Cocodrillo giacente. La tecnica con cui quest’oggetto è lavorato, 
sia per la cattiva composizione della terra, sia per lo smaltamento imperfetta- 
mente riuscito, è propria di un'industria speciale dei bassi tempi, che non siamo 
per ora in grado di dire a quale località fosse propria. Appartengono a questa 
categoria parecchi oggetti di smalto, rinvenuti a Roma negli scavi dell'Esquilino. 
Lavoro ben modellato. La coda è leggermente frammentata. — Provenienza 
incerta. Porcellana policroma, alt. 0,084. 


. 1299. (4459) Coda, frammento di immagine di cocodrillo, simile in tutto per la 
tecnica al numero precedente. Ben modellata. — Provenienza incerta. Porcel- 
lana policroma, lung. 0,041. 


1300. (734) Cocodrillo giacente. Sotto il collo è praticato un piccolo foro. Amu- 
leto. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana azzurrognola, lung. 0,044. 


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IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 163 


1301. (728) Cocodrillo, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, lung. 0,034. 


1302. (729) Cocodrillo, simile al num. 1300. Amuleto. Lavoro cattivo. — Gal- 
lerie. Porcellana azzurrognola, lung. 0,032. 


1303. (731) Cocodrillo, simile al num. 1300. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gal- 
lerie. Porcellana azzurrognola, lung. 0,021. 


1304. (4455) Cocodrillo giacente. Sotto il ventre è praticato un foro. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Pietra nerastra, lung. 0,021. | 


1305. (4457) Cocodrillo, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana turchina, lung. 0,021. 


1306. (733) Cocodrillo giacente, colla coda leggermente ripiegata. Sotto il collo 
è praticato un foro. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana azzurro- 
gnola, lung. 0,037. 


1307. (4456) Cocodrillo, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, lung. 0,022. 


1308. (5482) Cocodrillo, simile ai due numeri precedenti. Sull’estremità del muso 
porta un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — BEVICISCHZA incerta. Porcellana 
turchina, lung. 0,018. 


1309. (730) Tre cocodrilli, colla coda ripiegata, giacenti sopra un medesimo 
piano e nella stessa direzione. Sotto il collo di ciascuna immagine è praticato 
un foro. Amuleto. Lavoro mediocre e frammentato in alcuni punti. — Gallerie. 
Porcellana verdognola, larg. 0,016, lung. 0,018. 


1310. (732) Due cocodrilli, colla coda ripiegata, giacenti sopra un medesimo piano 
l'uno accanto all’altro, ma in direzione opposta. La superficie inferiore del piano 
su cui riposano è divisa in tanti piccoli scacchi. Sotto il ventre delle due im- 
magini è praticato un foro. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. Porcellana 
nerastra, lung. 0,015. 


1811. (727) Piccola stele, arcuata superiormente, su cui è rappresentato in basso- 
rilievo ad incavo un cocodrillo, giacente sopra una base, che è fregiata di 
cornice nella parte superiore. Lavoro mediocre. — Rosellini. Calcare bianco, 
alt. 0,082, larg. 0,051. . 


1312. (633) Leone in piedi, in atto di muoversi. Il leone è il simbolo del dio 
Hobs ed ha pure molta parte nella mitologia e nelle rappresentazioni mitolo- 
giche, come simbolo della forza degli elementi della natura. Buon lavoro. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, lung. 0,068, alt. 0,032. 


164 IMMAGINI DÎ ANIMALI SACRI 


1313. (642) Leone, simile al numero precedente. Sul dorso è praticato un foro. 
Amuleto. Lavoro mediocre. Manca parte della coda. — (Gallerie. Porcellana 
azzurrognola annerita, lung. 0,043, alt. 0,029. 


1314. (631) Leone, seduto sulle zampe di dietro, colla coda ripiegata lungo la 
coscia destra. Sul dorso porta un anellino. Il modo con cui la terra è impastata, 
non meno che la lavorazione dello smalto, accennano ad una tecnica particolare 
dei bassi tempi. - Vedi sopra i num. 1298 e 1299. Benissimo modellato. Man- 
cano i piedi e parte delle gambe anteriori. — Rosellini. Porcellana turchina, 
alt. 0,057. 


1315. (684) Leone accovacciato, colla testa rivolta verso destra in atto di vigilare, 
e col corpo leggermente sollevato, pronto a rizzarsi. Il mantello del leone è giallo, 
i dettagli del capo e della criniera sono segnati in verde, e i dettagli del resto 
del corpo in giallo-scuro. Sia per la qualità della terra, che per l’arte con cui 
è lavorato, è da ritenersi probabilmente un lavoro assiro, importato in Egitto. 
Buon lavoro. Manca l’orecchio sinistro: è corroso anche in alcuni altri punti. — 
Gallerie. Porcellana policroma, alt. 0,036. 


1316. (632) Leone accovacciato, colla testa sollevata. Quest’ oggetto appartiene per 
la tecnica alla categoria, di cui è detto al num. 1314. Ben modellato. Leg- 
germente frammentato in alcuni punti. — Rosellini. Porcellana policroma 
rosso-turchina, lung. 0,074, alt. 0,039. 


1317. (4446) Leone accovacciato, simile al numero precedente. Gli occhi, una parte 
della criniera, e alcuni ciuffi di peli sono segnati molto più scuri. L'’impasto 
della porcellana di cui è formato, ce lo fa supporre con certa probabilità una 
importazione assira, come il num. 1315. Lavoro discreto. Manca parte delle 
gambe anteriori: è leggermente frammentato e consunto anche in altri punti. 
— Provenienza incerta. Porcellana turchina, lung. 0,049, alt. 0,028. 


1318. (4447) Leone accovacciato colla testa sollevata. Sul dorso portava un anellino 
ora frammentato. Amuleto. Buon lavoro. — Provenienza incerta. Porcellana 
azzurrognola, lung. 0,037, 


1319. (641) Leone accovacciato, come il numero precedente. L'anellino, che por- 
tava sul dorso, è frammentato. Amuleto. Buonissimo lavoro. — Rosellini. Por- 
cellana verde, lung. 0,033. 


1320. (640) Leone accovacciato, simile al num. 1318. Amuleto. Buon lavoro. — 
Gallerie. Porcellana celeste, lung. 0,035. 


1321. (636) Leone accovacciato, simile al num. 1318. Amuleto. Buon lavoro. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, lung. 0,027. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 165 


CL ARENA IT I EE TI LLC. suna ste nta rem sn N n =“ 


1322. (637) Leone accovacciato, simile al num. 1318. Amuleto. Buon lavoro. — 
Gallerie. Porcellana azzurrognola, lung. 0,026. 


1323. (639) Leone accovacciato , simile al num. 1318. Amuleto. Lavoro medio- 
cre. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, lung. 0,024. 


1324. (4433) Leone accovacciato, simile al num. 1318. Amuleto. Lavoro cattivo. — 
Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, lung. 0,021. 


1325. (635) Leone accovacciato, simile al num. 1318. Amuleto. Buon lavoro. — 
Gallerie. Porcellana celeste, lung. 0,021. 


1326. (4450) Leone accovacciato, simile al num. 1318. Amuleto. Prodotto di indu- 
stria non egiziana. Lavoro discreto. Molto consunto. — Provenienza incerta. 
Porcellana verdastra, lung. 0,016. 


1327. (4451) Leone accovacciato, simile al num. 1318. Nessuna traccia di anello. 
Oggetto di imitazione straniera, come il numero precedente. Lavoro mediocre. 
Molto consunto. — Provenienza incerta. Porcellana verdastra, lung. 0,014. 


1328. (4452) Leone accovacciato, colla testa rannicchiata in atteggiamento di riposo. 
È attraversato orizzontalmente da un foro per tutta la lunghezza. Amuleto. 
Lavoro cattivo. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, lung. 0,010. 


1329. (638) Tavoletta, su cui sono rappresentati in bassorilievo due leoni affron- 
tati, seduti sulle zampe di dietro. Nel mezzo, fra l’uno e l’altro, vedesi 
l'amuleto -f- any, pure in bassorilievo. Sulle estremità della tavoletta, sempre 
in rilievo, corre un piccolo fregio. Sulla fronte posteriore si vedono praticati 
due fori, nell’ uno dei quali è tuttora infitto un piccolo pernio di legno, che 
servì probabilmente per tener la tavoletta incastrata in qualche oggetto funerario. 
o religioso. Buonissimo lavoro. Rotta da una parte: l’immagine di uno dei 
leoni manca quasi intieramente. — Rosellini. Porcellana verdastra, larg. 0,042, 
alt. 0,025. 


1330. (630) Leone, lottante contro un toro, che sta per soggiogare e per adden- 
tare sul collo. Le accidentalità del terreno su cui lottano, non meno che le 
macchie della pelle del toro, sono riprodotte da una serie di figure formate da 
circoli concentrici ©, disposte simmetricamente : la criniera del leone per contro 

è indicata da linee irregolari, incise a capriccio intorno alla sua testa e sul 
dorso. Interamente vuoto, ed aperto dalla parte di sotto. Dall’ interno è praticato un 
piccolo foro, che combina esternamente colla bocca spalancata del leone. Ignoriamo 
l’uso di questo oggetto, che non è certamente prodotto dell'industria egiziana, 
ma probabilmente delle tribù dell’alto Nilo. Lavoro barbarico. Manca una parte 
del corpo del toro. — Gallerie. Pietra rossa, alt. 0,055, lung. 0,075. 


166 IMMAGINI DI ANIMALI SACRÌ 


— ——___——T_——mb 
— —. — —-_ —.- ——. ——r———— 


IRR E RT i n 


1331. (644) Zampa di leone, che termina nella sua parte superiore in due volute. 
È vuota internamente e aperta alle due estremità: nell’ interno rimangono 
resti di sabbia calcarea, con cui anticamente era stato riempito. Faceva parte 
probabilmente di qualche mobile od utensile religioso. Buon lavoro, ma di 

. tempo tardo. Molto ossidato. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,105. 


1332. (1546) Maschera o sezione anteriore del muso di un leone. Un foro l'attra- 
versa verticalmente per tutta l'altezza. Amuleto. Lavoro discreto. — Aosellini. 
Porcellana turchina, alt. 0,017. 


1333. (737) Scorpione. Simboleggia la Dea en ‘od , una forma di Iside. Alla 
bocca si unisce un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — Rosellini. Porcellana 
turchina, lung. 0,018. 


1934. (736). Scorpione, simile al numero precedente. Dalla parte della coda, di 
cui manca attualmente, doveva portare un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Rosellini. Porcellana turchina, lung. 0,010. 


1335. (590) Coniglio accovacciato, colla testa sollevata e colle orecchie tese. Era 
il simbolo di una Dea di Abido, rappresentata sui monumenti con corpo umano 
e testa di coniglio o di lepre. Sotto le orecchie è praticato un piccolo foro. 
Amuleto. Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana celeste, alt. 0,025. 


1336. (3832) Coniglio accovacciato, colla testa sollevata e colle orecchie raccolte. 
Lavoro mediocre. Molto consunto. — Dono Valle de Paz. Pietra nerastra, alt. 0,017. 


1337. (4440) Porco, in atto di muoversi e di pascolare. Secondo la leggenda, il Dio 
del male Set si sarebbe trasformato in un porco nero, per assalire l'occhio di Oro 
(7 Q Aa) che sì confonde talora col dio Luno. Di qui la ragione per cui, 
secondo l'indicazione di Erodoto, nel pleni-lunio si sacrificavano dei porci al 
dio Luno, sacrifizio che era proibito per qualunque altra divinità. Porta un 


anellino sul dorso. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana : 


azzurrognola, alt. 0,019. 


1338. (3823) Porco, simile al numero precedente. L'anellino, che portava sul dorso, 
è frammentato. Amuleto. Lavoro discreto. — Dono Valle de Paz. Porcellana 
verde, alt. 0,018. 


1339. (675) Porco, simile al num. 1337. Amuleto. Lavoro mediocre. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,018. 


1340. (678) Porco, simile al num. 1337. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosellini. 
Porcellana turchina, alt. 0,013. 


n - 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 167 


—- 
-— — —»P———_ 


1341. (4442) Porco, simile al num. 1337. Amuleto. Lavoro mediocre. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,012. 


1342. (4443) Porco, simile al num. 1337. Amuleto. Lavoro discreto. Terra leg- 
gerissima. Manca della base su cui posava, e di parte delle gambe. — Prove- 
nienza incerta. Porcellana verdastra, alt. 0,009. 


1343. (4444) Porco, simile al num. 1337. Manca l’anellino, che portava sul dorso. 
Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana azzurrognola, 
alt. 0,007. iù 


1344. (677) Porco, simile ai sei numeri precedenti. All'estremità anteriore della 
base si aggiunge un anellino. Amuleto. Buon lavoro. — Rosellini. Porcellana 
turchina, alt. 0,019. 


1345. (676) Porco, simile al num. 1337, ma visto di profilo in bassorilievo, rivolto 
verso destra. Sul dorso porta un anellino. Amuleto. Lavoro mediocre. — Rosel- 
lini. Porcellana turchina, alt. 0,016. I | 


1346. (4441) Porco accovacciato, colla testa e colle orecchie tese. Porta un anel- 
lino sul dorso. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana 
turchina, alt. 0,011. 


1347. (753) Lastra sottile di pietra, tagliata in forma di pesce, della specie che gli 
Egiziani chiamavano ta ùn. Le squame dorsali e le pinne sono segnate in 


incisione: gli occhi erano anticamente incrostati con stucco. Sotto il labbro 
inferiore è praticato un foro. Pare che oggetti di questa natura si trovino sol- 
tanto ad Ombos nell'alto Egitto, e credesi che servissero come coperchi di scatole. 
Per parte nostra ne ignoriamo intieramente l’uso e lo scopo. Lavoro medio- 
cre. Manca parte della coda. — Gallerie. Pietra grigia schistosa, lung. 0,162, 
alt. 0,109, spess. 0,002. 


1348. (3819) Pesce, sostenuto mediante una piccola asta di legno, sopra una base 
antica pure di legno e vuota. Sul lato destro è praticata un'apertura, chiusa 
da un piccolo coperchio posticcio. Gli occhi del pesce erano anticamente incro- 
stati con stucco, e la cavità interna della base conteneva probabilmente un 
piccolo pesce mummificato. Lavoro mediocre. Discretamente conservato. — Pro- 
venienza incerta. Legno, lung. 0,145, alt. 0,068. 


1349. (2661) Pesce, vuoto internamente e contenente un pesciolino mummificato. 
L'apertura è praticata sul fianco destro ed è chiusa con un coperchio, che segue 
nella sua forma esterna quella del corpo del pesce. Il legno è stuccato e colo- 
rito di giallo: alcuni dettagli sono segnati in nero. Lavoro discreto. Manca una 
piccola parte della coda. — Ricci. Legno, lung. 0,225. 


168 IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


cecco oe ec -renints-eitne n 


n") 


1350. (752) Pesce, visto di profilo, avente sotto il: ventre uno sponzone, con cui 
era infisso in una base antica di legno. Le squame, le pinne e tutti i piccoli 
dettagli del pesce, sono finamente lavorati in incisione da ambe le parti. Buon 
lavoro. — Rosellini. Bronzo, lung. 0,120. 


1351. (750) Pesce, simile al numero precedente, con sponzone sotto il ventre.. 
Lavoro mediocre. — ARosellini. Bronzo, lung. 0,067. 


1352. (751) Pesce, riposante sopra un piano pure di bronzo, in modo da nascondervì 
. una piceola parte del corpo, e da parervi quasi incastrato. Con questo piano si 
intese riprodurre il pelo dell’acqua, nella quale si suppone che il pesce nuoti. 
Sotto il piano, uno sponzone, come i due numeri precedenti. Buon lavoro. — 
Rosellini. Bronzo, lung. 0,098. 


1353. (0627) Pesce guizzante. Tra i due occhi fu praticato un piccolo foro. Amuleto. 
Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Porcellana verdastra. lung. 0,012. 


1354: (3818) Lucertola, strisciante sopra una base antica di legno, a cui è trat- 
tenuta con un piccolo pernio. La base è vuota, e contiene nel suo interno due 
pezzettini di tela, i resti di una lucertola mummificata, ed alcuni pezzettini 
di paglia, con cui era probabilmente riempita. L'apertura della base è dalla 
parte superiore, ed è chiusa con un piccolo coperchio, a cui è unita la lucer- 
tola , di cui sopra. Lavoro mediocre. Discretamente conservata. — Provenienza 
incerta. Legno, lung. 0,122, alt. 0,065. 


1356. (3821) Lucertola, simile al numero precedente, strisciante sopra una base 
antica di legno, vuota e contenente una lucertola mummificata, e avvolta in un 
pezzo di tela. La base si apre dalla parte di sotto. Lavoro mediocre. Ben con- 
servata. — Provenienza incerta. Legno, lung. 0,102. 


1356. (3820) Lucertola, simile ai due numeri precedenti, strisciante sopra una 
base antica di legno, a cui è assicurata con due pernii. La base è vuota, e con- 
tiene nel suo interno una piccola lucertola mummificata, avvolta in un pezzet- 
tino di tela, come il numero precedente. La base si apre nel fianco destro: 
il piccolo coperchio che la chiude è rotto in due pezzi. Lavoro mediocre. Di- 
scretamente conservata. — Provenienza incerta. Legno, 0,075. 


1357. (735) Due lucertole, striscianti sopra una base vuota, che probabilmente con- 
teneva, come ì numeri precedenti, una lucertola mummificata. Lavoro discreto. 
Manca parte notevole della base. Traccie di carbonato di rame. — Gallerie. 
Bronzo, lung. 0,074. 


1358. (4458) Lucertola, che doveva strisciare sopra piccola base, pure di por- 
cellana, che manca ora quasi del tutto, insieme alla coda e a parte notevole 
del corpo. Sul collo porta un anellino. Amuleto. Buonissimo lavoro. — Pro- 
venienza incerta. Porcellana verdognola, lung. 0,024. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 169 


1359. (4455) Lucertola, in atto di riposare, colla coda ripiegata lungo il corpo. 
Sul dorso porta un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. 
Porcellana turchina, lung. 0,014. 


1360. (4471) Girino in riposo. Un piccolo foro lo attraversa per tutta la lun- 
ghezza. Amuleto. Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Porcellana turchina, 
lung. 0,012. 


1361. (674) Civetta stante, colle ali raccolte, colla testa rivolta sul lato destro, 
vista di profilo. Il colore generale dell’uccello è verde, ma gli occhi sono neri, 
contornati di giallo; gialli del pari sono il becco, le zampe e gli artigli, mentre 
i dettagli delle ali sono segnati in colore turchino. Bellissimo lavoro. Rotta e 
restaurata. — Gallerie. Porcellana policroma, alt. 0,059. 


1362. (648) Topo campestre, in atto di correre. Lavoro discreto. Mancano in parte 
le gambe di destra insieme alla base su cui posava. — Gallerie. Bronzo, 
lung. 0,078. 


1363. (647) Topo campestre, simile al numero precedente, sopra una piccola base 
di bronzo, munita nella sua parte inferiore della solita appendice. Lavoro discreto. 
Manca l'estremità della coda. — Gallerie. Bronzo, lung. 0,057. 


1364. (4454) Topo campestre, simile ai due numeri precedenti. Manca la base su 
cui posava. Lavoro discreto. Ben conservato. — Provenienza incerta. Legno, 
lung. 0,062. 


1365. (5331) Antilope, colle gambe legate insieme e riposante sui ginocchi, imma- 
gine di una vittima preparata per il sacrifizio e simbolo del Dio malefico Set, 
il quale ne aveva assunta la forma, per poter fuggire celeremente alla vendetta 
di Oro. Gli occhì erano incrostati con stucco. Sul dorso è praticato un foro. 
Lavoro cattivo; leggermente frammentata in alcuni punti. Quest’oggetto è pre- 
cisamente della stessa natura di quello descritto sotto il num. 1347, a cui 
rimandiamo per le altre osservazioni. — Provenienza incerta. Pietra grigia, 
lung. 0,235, alt. 0,130, spess. 0,003. 


1366. (626) Bove, colle gambe insieme legate da una fune, preparato per il sacri- 
fizio. Lavoro discreto. -— Gallerie. Diaspro rosso, alt. 0,019. 


1367. (3825) Vittima, simile al numero precedente. Lavoro cattivo. — Dono 
Valle de Paz. Diaspro rosso, alt. 0,018. 


1368. (629) Vittima, simile al num. 1366. Lavoro discreto. — Rosellini. Diaspro 


rosso, alt. 0,016. 
22 


170 . IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 


_————————————_-————-»—+—+++—»—w!..-_-_—-——r o_————__ _——_rP 


1369. (3826) Vittima, simile al num. 1366. Lavoro mediocre. — Dono Valle de 
Paz. Diaspro rasso, alt. 0,016. 


1370. (8827) Vittima, simile al num. 1366. Lavoro mediocre. — Dono Valle de 
Paz. Diaspro rosso, alt. 0,015. 


1371. (3824) Vittima, simile al num. 1366. Lavoro discreto. — Dono Valle de 
Paz. Diaspro rosso, alt. 0,014. 


1372. (627) Vittima, simile al num. 1366. Buon lavoro. — Gallerie. Diaspro 
rosso, alt. 0,014. 


1373. (3830) Vittima, simile al num. 1366. Lavoro mediocre. — Dono Valle de 
Paz. Diaspro rosso, alt. 0,011. : 


1374. (3831) Vittima, simile al num. 1366. Lavoro discreto. — Dono Valle de 
Paz. Diaspro rosso, ult. 0,011. 


1375. (3828) Vittima, simile al num. 1366. Lavoro mediocre. — Dono Valle de 
Paz. Diaspro rosso, alt. 0,010. 


1376. (3829) Vittima, simile al num. 13668. Lavoro mediocre. — Dono Valle de 
Paz. Diaspro rosso, alt. 0,009. 


1377. (628) Vittima, simile al num. 1366, ma vista di profilo. Lavoro mediocre. — 
Rosellini. Diaspro rosso, alt. 0,013. 


1378. (695) Serpe, raccolto sopra se stesso, giacente sopra una base di bronzo 
vuota internamente e aperta di dietro. Anticamente conteneva, con molta proba- 
bilità, una altra piccola immagine di serpe, oppure un piccolo serpe imbalsamato. 
Lavoro discreto. Molto ossidato, con molte traccie di carbonato di rame. — 
Gallerie. Bronzo, lung. 0,068, alt. 0,035. 


1379. (696) Serpe, raccolto sopra se medesimo, e giacente sopra una base simile in 
tutto a quella del numero precedente. Buon lavoro. Coperto di ossido, con 
molte traccie di carbonato di rame. — Gallerie. Bronzo, lung. 0,057, alt. 0,035. 


1380. (3807) Testa e collo di serpe, e probabilmente di una immagine del 
serpente = ““' UA 4Apap. Lavoro discreto. Molto osssidato. — Provenienza 
incerta. Bronzo, alt. 0,035. 


1381. (703) Amuleto, formato da una testa di serpe con parte del collo. All’estre- 
mità del collo è praticato un foro. Lavoro discreto. — Rosellini. Agata, lung. 0,045. 


1382. (702) Amuleto, simile al numero precedente. Lavoro cattivo. — Gallerie. 
Porcellana turchina, lung. 0,029. 


IMMAGINI DI ANIMALI SACRI 171 


1383. (4468) Testa di serpe con parte del collo, simile al num. 1381, e termi- 
nante in un anellino. Amuleto. Lavoro discreto. — Provenienza incerta. Cal- 
care rossiccio, lung. 0,067. 


1384. (697) Amuleto, simile al numero precedente. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Porcellana turchina, lung. 0,034. 


1385. (700) Amuleto, simile al num. 1383. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana 
nera, lung. 0,031. 


1386. (701) Amuleto, simile al num. 1383. Lavoro discreto. — Gallerie. Por- 
cellana turchina, lung. 0,029. 


1387. (698) Amuleto, simile al num. 1383. Lavoro discreto. — Gallerie. Por- 
cellana turchina, lung. 0,024. 


1388. (5462) Amuleto, simile al num. 1383. Buon lavoro. — Provenienza incerta. 
Agata, lung. 0,024. 


1389. (5463) Amuleto, simile al num. 1383. Buon lavoro. — Provenienza incerta. 
Agata, lung. 0,020. 


1390.. (5464) Amuleto, simile al num. 1383. Buon lavoro. — Provenienza incerta. 
Agata, lung. 0,018. 


1391. (4469) Testa di serpe con parte del collo, senza foro e senza anello. La- 
voro mediocre. — Provenienza incerta. Pietra grigia, lung. 0,049. 


1392. (3817) Gallo, in piedi sopra una piccola base circolare, a cui di dietro si 
unisce un anello. Lavoro del periodo romano. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,041. 


1393. (3813) Cinghiale, seduto sulle gambe di dietro, riposante sopra una pic- 
cola base calcarea. Lavoro mediocre del periodo romano. Frammentato e con- 
sunto in parecchi punti. — Provenienza incerta. Calcare bianco, alt. 0,148. 


IMMAGINI DI ANIMALI MITOLOGICI 
E FANTASTICI 


1394. (758) Animale fantastico, con corpo di uccello e testa umana, simbolo 

dell'anima, sovente rappresentato nei monumenti egiziani, e chiamato col nome 

di JT da. È diritto in piedi sopra una piccola base di legno, a cui è unito. 

Lavoro discreto. Spaccato in parecchie direzioni e consunto in diversi punti. — 
Rosellini. Legno, alt. 0,071. | n 


1395. (549) Due immagini dell’uccello ba sopra descritto, col disco solare sul capo, 
l'una vicino all'altra, in piedi sulla stessa base e nella stessa direzione. Dietro 
ai due dischi, un anello. Amuleto. Lavoro ‘discreto. Uno dei dischi manca quasi 
del tutto. — (Gallerie. Porcellana verde, alt. 0,028. 


1396. (4472*is) Uccello con alto cappuccio sul capo, pure simbolo dell'anima e cono- 
sciuto col nome di JY da, in piedi sopra una base, nell'atto di proteg- 
gere colle ali spiegate una figura femminile, che gli sta in piedi davanti, e 
di cui rimane soltanto la parte inferiore delle gambe. Sotto la base vi è la 
solita appendice. Lavoro discreto. Molto ossidato. -— Provenienza incerta. 
Bronzo, alt. 0,042. 


1397. (713) Animale fantastico, con corpo di uccello e testa di cinocefalo, 
sormontata dal disco solare. Porta un anellino sul dorso. Amuleto. Buon lavoro. 
Manca della parte inferiore delle gambe. — Rosellini. Porcellana rossastra, 
alt. 0,019. 


1398. (550) Animale fantastico, avente l'aspetto di un leone accovacciato, colla 
testa ornata di due lunghissime appendici in forma di penne, che sì ripiegano 
all’ indietro, estendendosi per tutta la lunghezza del corpo. Tra il dorso e le 
penne è praticato un piccolo foro. Amuleto. Lavoro cattivo. — Gallerie. Porcellana 
turchina, alt. 0,015. | 

1399. (551) Animale fantastico, con corpo di leone e dorso di uccello; una larga 
penna, che si diparte dalla radice della coda, arriva fino a coprire il disco 
solare che porta sul capo. Tra il capo e la penna, dietro il disco, un anellino. 
Amuleto. Buon lavoro. —- Rosellini. Porcellana verde, alt. 0,028. 


IMMAGINI DI ANIMALI MITOLOGICI E FANTASTICI 173 


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——€È6+—€€+— ——m66—_—P€6m€—_————_—_—_rrrrr_———r 6T 


1400. (548) Animale fantastico, con corpo di gatto e testa umana, seduto 
sulle zampe di dietro. Porta un anellino sul dorso. Amuleto. Buon lavoro. — — 
Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,018. 


1401. (726) Animale fantastico, con testa umana e corpo di cocodrillo, gia- 
cente sopra una base a cui è unito. Lavoro mediocre. Manca parte della coda; 
frammentato e sgretolato in parecchi punti. — Gallerie. Creta indurita al sole 
e annerita, lung. 0,105, alt. 0,055. 


1402. (118) Animale fantastico, sotto forma di ureo, con testa umana barbata, 
ritto sul ventre. Sulla fronte porta un piccolo ureo, e sul capo la mitra di Osi- 
ride, fiancheggiata dalle due penne di struzzo e sostenuta dalle due corna di 
ariete. Il modo con cui termina nell’ estremità inferiore dimostra, che dovette 
essere incastrato in un qualche oggetto sacro. Buon lavoro. Manca l'estremità supe- 
riore della mitra, non meno che parte delle corna di ariete. — Gallerie. Bronzo, 
alt. 0,094.. | 


MUMMIE DI ANIMALI SACRI 


1403. (2644) Involto, formato con fascie di tela assai fine, intrecciate le une colle 
altre e cementate con bitume, contenente al dire del Rosellini un ureo mum- 
mificato. Buonissimo stato di conservazione. — Rosellini. Lung. 0,540, larg. 0,165, 
alt. 0,085. 


1404. (2654) Sparviero imbalsamato, colle ali e colle gambe disposte in modo, da 
avere l'apparenza di una mummia umana. È avviluppato con un primo strato 
di fascie larghe, cementate con bitume, che lo coprono intieramente; quindi 
‘sopra queste, furono aggiunte delle altre fascie piccolissime, variamente intrec- 
ciate fra loro in modo, che la superficie esterna appaja divisa in tanti spazi qua- 
drangolari. Sulle fascie che coprono il capo, furono segnate con colore nero glì 
occhi ed altri dettagli. Discreto stato di conservazione. — Rosellini. Alt. 0,355. 


1405. (2655) Sparvierò imbalsamato, simile in tutto al numero precedente. Le 
fascie sono rotte in parecchi punti, e lo stato generale di conservazione è cat- 
tivo. — Rosellini. Alt. 0,365. 


1406. (2656) Sparviero appena nato, oppure altro uccello di piccole dimensioni, 
diligentemente involtato con un primo strato di fascie, miste a molto bitume, e 
ricoperto con altre piccole fascie intrecciate con molta arte. Sopra le fascie che ne 
coprono la testa, fu modellata con stucco la faccia di uno sparviero. Buon lavoro 
e perfettamente conservato. — Ricci. Alt. 0,135. 


1407. (2664) Gatto imbalsamato, diligentemente involtato in molte fascie, insieme 
cementate con bitume. Essendo stata tagliata la tela dalla parte del capo, si vede 
il pelo dell'animale perfettamente conservato. Stato di conservazione discreto. — 
Gallerie. Alt. 0,250. 


1408. (2662) Gatto imbalsamato con poca cura, e avviluppato malamente con cenci 
di diversa qualità, cementati con bitume e legati con filo. Cattivo stato di con- 
servazione. — ARosellini. alt. 0,315. 


1409. (2663) Involto, fatto malamente con tele di cattiva qualità, cementate con 
bitume e legate con filo, contenente al dire del Rosellini la mummia di un 
gatto. Mediocremente conservato. — Roselliniî. Alt. 0,310, lung. 0,085. 


MUMMIF DI ANIMALI SACRI 175 


1410. (2643) Testa di capro, imbalsamata a quanto pare separatamente dal. resto 
del corpo, e avviluppata diligentemente, lasciando scoperta la parte che si attac- 
cava al collo e le corna. Manca una parte del corno destro; il sinistro è legger- 
mente frammentato. Discretamente conservata. — Rosellini.Alt. 0,190, lung. 0,355. 


1411. (2645) Ibis, diligentemente imbalsamato e conservato con tutte le sue penne. 
È avviluppato con poca cura con alcune fascie, tagliate dal Rosellini in alcuni 
punti, per poter vedere lo stato di conservazione della mummia, che vi è con- 
tenuta. Discretamente conservato. — Rosellini. Lung. 0,355, alt. 0,150. 


1412. (2646) Ibis, diligentemente imbalsamato con tutte le sue penne, delle quali 

— alcune conservano ancora presentemente il colore rossiccio, che avevano antica- 

mente. Era fasciato, come il numero precedente, con bende cementate con bitume, 

mancanti ora quasi intieramente, per cui la testa e una parte del petto dell’ibis 

sì sono staccate, e sono andate perdute. Cattivo stato di conservazione — Rosellini. 
Lung. 0,340. 


1413. (2657) Uccello imbalsamato con tutte le sue penne, probabilmente un ibis, 
involtato con parecchi pezzi di tela di diversa qualità, insieme cementati con 
bitume, e legati con pezzi di filo. Discretamente conservato. — Rosellini. 
Lung. 0,265. 


1414. (2658) Uccello imbalsamato, probabilmente un ibis, simile in tutto al numero 
precedente. Discretamente conservato. — Rosellini. Lung. 0,255. 


1415. (2659) Uccello imbalsamato, simile in tutto al num. 1413. Cattivo stato 
di conservazione. — Rosellini. Lung. 0,243. 


1416. (2660) Uccello imbalsamato, simile ai tre numeri precedenti. Mediocre- 
mente conservato. — Rosellini. Lung. 0,163. 


1417. (2648) Imitazione della mummia di un piccolo cocodrillo, quale potrebbe 
essere appena uscito dall’uovo, diligentemente fasciato con bende di diverse gra- 
dazioni, intrecciate con arte le une colle altre, in guisa da riprodurre grossolana- 
mente le disugualianze della pelle del cocodrillo. La testa è formata con un 
pezzo di tela di colore scuro, e gli occhi vi sono indicati con pezzi sovrapposti 
di tela più chiara: la coda è pure formata con bende scure, e il ventre è coperto 
con un pezzo di tela tinta di giallo. Essendosi distaccata la ‘coda, trovammo 
che nell'interno dell’involto, invece della mummia di un piccolo cocodrillo, vi 
erano dei pezzi di scorza di papiro, e che un filo di bronzo lo percorreva in 
tutta la lunghezza, e riuniva insieme i diversi pezzi. Ignoriamo con quale inten- 
dimento si fabbricassero queste falsificazioni, che sono certamente antiche, ma 
che devono appartenere alle necropoli dei bassi tempi. Ben conservato. — 
Rosellini. Lung. 0,485. 


176 NUMAIF DI AN!MALI SACRI 


1418. (2649) Immagine di una mummia di cocodrillo, formata con pezzi di scorza 
di papiro fasciati con molta maestria, simile quasi in tutto al numero prece- 
dente. Il suo stato di conservazione era perfetto, ma l’aprimmo recentemento 
sotto il ventre per esaminarne il contenuto. — Rosellinîi. Lung. 0,410. 


1419. (2647) Immagine di mummia di un piccolo cocodrillo, simile ai due numeri 
precedenti, ma di lavoro cattivo. Mancando le fascie che coprivano una parte 
della coda, si vedono le estremità dei pezzi di canna che formano l’ossatura 
dell'immagine. Mediocremente conservata. — Rosellini. Lung. 0,420. 


1420 (2650) Immagine di una mummia di cocodrillo, formata solamente con pezzi 
di tela, ripiegati a molti doppi, legati di quando in quando con filo, e cemen- 
tati con bitume. Mediocremente conservata. — Rosellini. Lung. 0,335. 


1421. (2651) Immagine di una mummia di cocodrillo, formata con tela, come il 
numero precedente. La tela interna è di finissima qualità. Ben conservata. — 
Rosellini. Lung. 0,295. 


1422. (2652) Grossa lucertola, essiccata al sole. Conserva perfettamente tutta la 
sua pelle, i piccoli denti e le unghie delle zampe. Stato di conservazione per- 
7 fetto. — Ricci. Lung. 0,303. 


1423. (2653) Grossa lucertola, simile in tutto al numero precedente. Stato di 
conservazione perfetto. — Ricci. Lung. 0,303. 


1424. (3659) Scimmia imbalsamata, nell’atteggiamento di essere seduta per terra 
colle gambe accocolate, diligentemente fasciata con molte bende, coperte ancora 
da uno spesso strato di bitume. Quest’intonaco di bitume e di tela fu rotto in 
un punto del muso, onde vedonsi ancora i denti e le mandibole dell’animale per- 
fettamente conservati. Ben conservato. — Rosellini. Alt. 0,580, lung. 0,240, 
larg. 0,290. 


1425. (2665) Involto, formato con pezzi di tela e con fascie insieme cementate con 
bitume, contenente probabilmente la mummia di qualche animale sacro. Ben 
conservato. — Rosellini. Lung. 0,305, larg. 0,104, alt. 0,049. 


1426. (2666) Involto, simile al numero precedente. Ben conservato. — Rosellini. 
Lung. 0,287, larg. 0,098, alt. 0,047. 


1427. (2667) Involto, simile al num. 1425. Mal conservato. — Rosellini. Lung. 0,247, 
larg. 0,095, alt. 0,055. | 


1428. (2670) Involto, simile al num. 1425. — Rosellini. Lung. 0,182, larg. 0,062, 
alt. 0,034. i 


MUMMIE DI ANIMALI SACRI 177 


— ——@———m——_———— 


—————————_  __————+€—€ € € +_a2”2”2]©]ZJ]r]_”r_r’,_/ ___—————_—————___—————__T_—————m——É—_——É——————— _ _———É————_m—_ _r—_—ly@ —————_____—É————__——t—————€y6—————————6———6m—————_—t—6€ n > 


1429. (2673) Involto, di forma oblunga e regolare, formato diligentemente 
con un pezzo di tela, serrata a più giri da una piccola fascia, e quindi 
il tutto ricoperto ermeticamente da due altri pezzi di tela. Avendolo 
aperto, trovammo che conteneva una quantità di piccoli aspidi (?), che 
dovettero esservi chiusi vivi, a giudicare dallo stato di contrazione in 
cui si trovano attualmente, e dalle bave che si vedono sulla tela. — 
Rosellini. Lung. 0,195, larg. 0,068, alt. 0,047. 


1430. (2668) Involto, simile in tutto al numero precedente, prima che venisse aperto, 
e contenente certamente le medesime cose. Perfettamente conservato. — Rosel- 
lini. Lung. SICRRI larg. 0,068, alt. 0,047. 

1431. (2669) Involto, simile al numero precedente. ‘Poco CONSREVALO: — Rosellini. 
. Lung. 0,192, darg. 0,065, alt. 0,045. 


1432. (2671) Involto, simile al num. 1430. Mediocremente conservato. — Rosellini. 
Lung. 0,145, larg. 0,065, alt. 0,042. 


1433. (2672) Involto, simile al num. 1430. Discretamente conservato. — Rosellini. 
Lung. 0,134, larg. 0,052, alt. 0,045. 


1434. (2674) Involto, simile al num. 11430. Ben conservato. — Rosellini. Lung. 0,122, 
larg. 0,063, alt. 0,042. 


1435. (2675) Involto, simile al num. 1430. Ben conservato. —_ iaia Lung. 0,112, 
larg. 0,052, alt. 0,048. i 


23 


EMBLEMI RELIGIOSI, EX-VOTO, OGGETTI DEL CULTO ECC. 


1436. (5298) Frammento di egida o emblema religioso, avente la forma della 
collana sz usey, coi capi formati da due teste di sparviero, delle quali una 
sola esiste presentemente. Tra l’una e l'altra testa di sparviero usciva fuori dalla 
collana il capo di una divinità, che ora manca del pari. La collana, lavorata 
finamente in incisione, comprende nella sua parte superiore un fregio orizzontale, 
nel quale si alternano un cartello reale col. cognome di Ramesse IE, sormon- 
tato dal disco solare, ed un’ureo che a quello si unisce colla coda, avente 
pure il disco sul capo. i 


dna 
È lo liaronona l 
1t——+.r-rrr—-—-rrr—z-rr—- 


Quindi, intorno al centro della collana, che ora manca e che conteneva con tutta 
probabilità i cartelli reali del medesimo re, si succedono e si alternano arti- 
sticamente disposti, disegni di fiori di diverse specie ed altri semplici e gra- 
ziosissimi ornati. Questa egida avrà servito probabilmente come insegna religiosa 
o militare, ovvero come ornamento di una delle piccole barche che si tenevano 
nei templi, e che venivano portate processionalmente in giro nelle panegirie, 
coll’intervento del re e delle altre persone della corte. Buonissimo lavoro del 
regno di Ramesse II. Manca la maggior parte; quella che rimane è alquanto 
ossidata. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,138, larg. 0,084. 


1437. (1294) Egida di Iside Hathor, avente, come il numero precedente, la forma 
della collana 34 usey coi capi in forma di teste di sparviero, in mezzo ai quali 

‘ sì eleva la tosta di Iside, coi capelli coperti dalle solite bende, col diadema di 
urel e colle corna di vacca col disco. La collana era finamente lavorata, ma l’ossido 

che la ricopre impedisce di vederne i particolari: solamente si distingue nel cen- 

tro uno scarabeo colle ali spiegate, e nella parte superiore un fregio di urei. Gli 
occhi erano incrostati con porcellana biancastra, di cui restano alcune traccie, 
come pure da alcuni piccoli resti di doratura si induce, che tutta l'immagine 

era leggermente stuccata e dorata. Nella parte posteriore, all’ egida si univa 


EMBLEMI RELIGIOSI 179 


+ — ——___m "= IE .D[©@© SICCOME 


il menat \l, specie di contrappeso che si vede sempre unito alla collana wusey. 

‘ Il menat manca attualmente. Buonissimo lavoro: manca quasi tutto il corno 
destro. Orribilmente ossidata, con alcuni nuclei di sabbia calcarea. — Ricci. 
Bronzo, alt. 0,220. 


1438. (1296) Egida di Iside Hathor. La Dea portava sulla fronte l’ureo posticcio, 
mancante attualmente: gli occhi erano incrostati con porcellana, ma non ne 
rimangono traccie. Lavoro mediocre. Manca delle corna di vacca col disco, e 
del menat, che doveva portare di dietro: ossidata e consunta. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,103. | 


1439. (1295) Egida di Iside Hathor, col suo menat. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Bronzo, alt. 0,068. | . 


1440. (1297) Egida di Mut, colla testa della Dea coronata collo pschent Y, e col 
relativo menat. Lavoro mediocre. Molto ossidata. — Rosellini. Bronzo, alt. 0,039. 


1441. (3950) Amuleto, rappresentante una piccola egida di Hathor. La faccia della 
Dea ha naso e orecchie di vacca; ai lati le scendono due treccie di capelli 
inanellati, e porta sulla fronte il serto di urei. Sopra il serto, un anellino. Lavoro — 
discreto. — ono Valle de Paz. Porcellana verdastra, alt, 0,019. 


1442. (1300) Egida di Se yet, con testa di leonessa, anticamente sormontata dal disco 
e probabilmente anche dall’ureo. Di dietro portava un anellino, ora frammen- 
tato. Amuleto. Lavoro discreto. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,037. 


° 1443. (1301) Egida di Seyet, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro di- 
screto. — Galerie. Porcellana turchina, alt. 0,022. 


1444. (1302) Egida di Seyet, simile al num. 1442. La testa di leonessa è attra- 
| versata da un piccolo foro, Amuleto. Lavoro discreto. Molto consunta. — Gallerie. 
| .;-Porcellana turchina, alt. 0,022. _ 


1445. (4248) Egida di Seyet, simile al num. 1442. Amuleto. Lavoro mediocre. — 
‘Provenienza incerta. Porcellana veleste, alt. 0,018. 


1446. (5171) Egida di Consu Ah, con testa di sparviero sormontata dal crescente 
di luna e dal disco lunarè in penombra. Faceva parte di un'altro oggetto di 
porcellana, probabilmente di un bracccialetto. Lavoro mediocre. — Provenienza 
incerta. Porcellana verdognola, alt. 0,028. 


1447. (1299) Egida di Sokarì, con testa di ariete fregiata del diadema atef, che 
era anticamente sormontato dal disco solare, ora mancante. L'egida termina 


180 EMBLEMI RELIGIOSI 


—_—— ——————@——————_——— _ »_—__——————+——_T—6=& 


nella sua parte inferiore in un piccolo tubo, che si va gradatamente allargando 
in forma di imbuto, pel mezzo del quale poteva essere portata sull’alto di una 
asta come insegna religiosa. Lavoro mediocre. Alquanto ossidata, e frammentata 
in alcuni punti. — Gallerie. Bronzo, alt. 0,120. 


1448. (5170) Amuleto, riproducente una piccola egida di Sokari, come quella de- 
scritta precedentemente, unita all’asta relativa. Dietro al diadema, un anellino. 
Lavoro mediocre. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,044. 


1449. (5297) Menat o contrappeso, che era unito ad una egida di notevole dimen- 
sione. Uno strato di ossido durissimo da cui è tutto coperto, ci impedisce di 
distinguerne i particolari. — Provenienza incerta. Bronzo, alt. 0,175. 


1450. (5408) Menat, come emblema religioso e avente di per se un valore magico 
speciale, che non fu ancora ben determinato. L'esemplare di cui parliamo si 
compone essenzialmente di due parti, la prima delle quali è una egida di Hathor, 
egualmente lavorata nel diritto e nel rovescio; la Dea ha orecchie, occhi e naso 
di vacca, e porta sul capo un piccolo naos, che racchiude un ureo col disco 
solare. Sulla fronte del naos sono incisi rozzamente alcuni segni geroglifici, che 
paiono privi di senso. La seconda parte riproduce un piccolo menat, lavorato 
ancor esso in amendue le faccie: nella parte superiore della prima è rappresen- 
tata in bassorilievo e vista di profilo, Iside Hathor con corna di vacca, e 
con un grosso fiore di loto col gambo nella mano sinistra, che è tesa in 
avanti, e nella parte inferiore una vacca stante in mezzo a fiori di loto. — Nella 
seconda faccia è rappresentata in incisione una divinità virile collo scarabeo sul 
capo, seduta per terra, in mezzo a due colonnine a fiore di loto, sostenenti 
due teste di Hathor, e più sotto una vacca accovacciata in mezzo a fiori di 
loto. Dai due lati dell’egida scendono due urei, fino a raggiungere la parte 
inferiore del menat, e quindi si ripiegano in su, portando sul capo l’uno la 
corona bianca e l’altro la rossa (}. Malgrado che ogni parte di questo 
oggetto non discordi dalla natura sua propria, nondimeno la lega metallica e la 
tecnica con cui tutto il lavoro è condotto, ce lo fanno credere una falsificazione 
recente, fatta sopra un modello antico. — Dono Castelbolognesi. Bronzo di cattiva 
lega, alt. 0,197. 


x 


1451. (854) Menat, amuleto. La faccia anteriore porta încisa in colonna verticale 
la seguente iscrizione : 


13 GATA 


(IL Dio buono, signore delle due regioni, Antàriusa (Dario I) datore di vita 
in eterno). | 


Illustrato dal Rosellini nel volume II. dei Mon. storici, pag. 172. Buon' lavoro. 
Ben conservato. — fRosellini. Porcellana celeste, alt. 0,073. 


EMBLEMI RELIGIOSI 181 


1452. (1406) Parte superiore di un amuleto menat, simile al numero precedente, 
sulle due faccie del quale è incisa in colonne verticali, la seguente iscrizione : 


 & zf ZA essi; 7 D 


(... il protettore dei mondi, Ra Har [magyis, îl signore dei diademi] Ne ythorheb 


Il Faraone di questo nome è Neytanebo I, primo re della dinastia XXX (sebe- 
nitica): il suo prenome è 


È) si I o da Amonsnotemhatsotepenrà 


MIDA 


Buon lavoro. — Gallerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,044. 


1453. (1398) Menat, amuleto, con ornati lineari tracciati a graffito. Buon lavoro. — 
Rosellini. Porcellana celeste, alt. 0,091. 


1454. (1405) Menat, simile al numero precedente. Amuleto. Lavoro discreto. — 
Rosellini. Porcellana azzurrognola, alt. 0,062. 


1455. (1403) Menat, simile al num. 1453. Amuleto. Frammentato. — Gallerie. 
Porcellana celeste, alt. 0,024. 


1456. (5084) Menat, simile al num. 1453. Amuleto. — Provenienza incerta. 
Porcellana turchina, alt. 0,023. 


1457. (1399) Menat, simile al num. 1453, mancante del foro. Amuleto. — Gal- 
lerie. Porcellana azzurrognola, alt. 0,029. 


1458. (5070) Menat, simile al num. 1453. Amuleto. — Provenienza incerta. Por- 
cellana verdastra, alt. 0,017. 


1459. (1401) Menat, simile al num. 1453. Amuleto. — Rosellini. Porcellana 
azzurrognola, alt. 0,034. 


1460. (1404) Menat, simile al num. 1453. Amuleto. — Rosellini. Porcellana tur- 
china, alt. 0,027. 


1461. (1402) Menat, simile al num. 1453. Amuleto. — Rosellini. Porcellana 
azzurrognola, alt. 0,026. 


1462. (5409) Emblema religioso, costituito dall’uccello }Y da a testa umana, riu- 
nito con parecchi altri simboli. L' uccello ba, mancante del petto, porta sul 
suo capo una testa di toro, che ha un ureo sulla fronte ed è fregiata della 


Corona S, sormontata ancora dalle corna di vacca racchiudenti il disco solare. 


182 EMBLEMI RELIGIO I 


————_-- —  _——— _—_— ——.,_ rr — — à#Rrm» 0-0 = -_———_Ò+m_———€ —_6m__yw—— =—.- -—- ——————— 


Alla medesima testa, nella sua parte posteriore, si appoggiano due corna di 
ariete, che sostengono alle due estremità un ureo ritto sulla coda, e nella parte 
centrale due altre corone Si colle penne di Ammone col disco, e fregiate dell’ureo. 
Le sue zampe terminano ciascuna in un ariete, seduto sulle gambe di dietro: 
sull’estremità della coda si eleva una testa umana colle corna di ariete, soste- 
nenti la corona ci sormontata dal disco solare e fiancheggiata da due penne di 
struzzo; più in su, verso la radice della coda, una testa di vacca, coperta in 
parte con delle bende, e sostenente fra le corna il diadema di Ammone: final- 
mente, sul dorso, presso il collo, una testa di leonessa, coperta pure in parte 
con delle bende, avente quattro corna di capro, due rivoltate in giù, e due che 
si protendono orizzontalmente, e sostenente le due penne di Ammone col disco 
solare. Buon lavoro, discretamente conservato. — Dono Castelbolognesi. Bronzo, 
alt. 0,240. 


1463. (2695) Modello di uno scettro a testa di sciacallo, simile a quelli che le divi- 
nità tengono talora in mano, e che si vedono rappresentati sovente nelle cerimonie 
religiose. Buon lavoro. Perfettamente conservato. — Rosellini. Legno, alt. 0,303. 


1464. (2696) Modello di scettro, simile al numero precedente. Buon lavoro. Per- 
fettamente conservato. — Rosellini. Legno, alt. 0,244. 


1465. (1712) Braccio e mano destra uniti, riprodotti in mezzo rilievo, e ripiegati 
in una posizione impossibile. Alla radice della mano è segnato in incisione un 
braccialetto, come poi su tutta la lunghezza del braccio, disposte in doppia linea 
ea regolare distanza, sono segnate in incisione venti piccole figure geometriche, 
formate da due circoli concentrici. Quest’'oggetto servì probabilmente come ex- 
voto in qualche tempio dell'Egitto. I monumenti egiziani, per quanto è a nostra 
conoscenza, non contengono indicazioni sicure sopra un uso siffatto, però ce lo 
farebbero credere ì papiri e le iscrizioni greche e romane di Egitto, che talora 
vi accennano, non meno che la quantità di simili oggetti posseduti dai Musei, 
e la cuì esistenza non sì saprebbe come spiegare. — Aosellini. Avorio, lung. 0,245. 


1466. (5344) Lombo, con sei figure geometriche, simili a quelle descritte nel numero 
precedente, incise in doppia fila e a regolare distanza. Un foro ad ogni estremità, 
e uno più piccolo nel mezzo. Probabilmente ex-voto, come il numero prece- 
dente. — Provenienza incerta. Avorio, lung. 0,077, larg. 0,035. 


1467. (1727) Sottile lastra di avorio, divisa in due sezioni da una linea retta ver- 
ticale, che la percorre in tutta la lunghezza. La sezione destra contiene, irre- 
golarmente disposte, sei figure geometriche di due circoli concentrici, simili a 
quelli dei due numeri precedenti, mentre nella sezione sinistra sono incisi 
una quantità di piccoli tratti, che fanno colle linee verticali due angoli disu- 
guali, e sono paralleli fra loro. All'estremità superiore e inferiore è praticato 


EMBLEMI RELIGIOSI 183 


°- _———————_— _-T“T  T._r__—r+_|__r——r—_————r—————— 


un foro. Oggetto appartenente alla stessa categoria dei due numeri preceden- 
temente descritti, ma di cui ignoriamo la rappresentanza. — Rosellini. Avorio, 
lung. 0,094, larg. 0,017. 


1468. (1728) Sottile lastra di avorio, simile al numero precedente, con tre sole figure 
geometriche c. s. Due fori. Probabilmente ex-voto, d'ignota rappresentanza, 
come il numero precedente. — Rosellini. Avorio, lung. 0,059, larg. 0,018. 


1469. (5346) Frammento di una lastra sottile di avorio, sulla quale sono incise a 
distanze irregolari sette figure geometriche c. s. Dalla parte della rottura si 
vede la traccia di un foro. Probabilmente ex-voto, d’ignota rappresentanza. — 
Provenienza incerta. Avorio. Lung. 0,013, alt. 0,032. 


1470. (5347) Frammento di un oggetto, simile al numero precedente, con cinque 
figure geometriche c. s., e traccie di un foro dalla parte della rottura. — Pro- 
venienza incerta. Avorio. Lung. 0,025, larg. 0,013. 


1471. (5345) Frammento di un oggetto, simile al num. 1469, con cinque figure geo- 
metriche e traccia di un foro presso l'estremità superiore. — Provenienza incerta. 
Avorio. Lung. 0,031, larg. 0,013. 


1472. (5348) Frammento di un oggetto, simile al num. 1469, con sei figure geo- 
metriche c. s. e uh foro nel mezzo. — Provenienza incerta. Avorio. Lung. 0,024, 
larg. 0,013. 


1473. (5349) Frammento di un oggetto, simile al num. 1469, con tre figure geome- 
triche c.s., e traccie di un foro dalla parte della rottura. — Provenienza incerta. 
Avorio. Lung. 0,014, larg. 0,013. 


1474. (1713) Mano distesa e unita al suo avambraccio, pure disteso. Alla radice della 
mano è segnato in incisione un braccialetto, ed è praticato un foro presso l'estre- 
mità superiore dell’avambraccio. Lavoro discreto. Probabilmente ex-voto. — Gal- 
lerie. Avorio, lung. 0,153. N 


1475. (1714) Mano distesa, unita al suo avambraccio pure disteso. Il dito pollice 
è leggermente frammentato. Lavoro discreto. Probabilmente ex-voto. — Gallerie. 
Porcellana nera, lung. 0,077. 


1476. (1715) Mano distesa, con piccola parte del braccio. Anticamente era coperta 

— da un velo leggerissimo di doratura, di cui rimangono tuttora delle traccie. 
Forse ex-voto. Lavoro discreto: Ieggermente frammentata in alcuni punti. — 
Gallerie. Pasta vitrea rossa, lung. 0,041. 


1477. (1716) Mano distesa, simile al numero precedente. Lavoro discreto. — Gallerie. 
Pasta vitrea celeste, lung. 0,037. 


184 EMBLEMI RELIGIOSI 


1478. (1717) Mano distesa, come il num. 1476, con un braccialetto segnato in inci- 
sione. Lavoro discreto. — Gallerie. Pasta vitrea rossa, lung. 0,037. 


1479. (1719) Frammento di mano distesa, simile al num. 1476. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Pasta vitrea bleu, lung. 0,023 


1480. (1718) Frammento di mano distesa, simile al num. 1476. Lavoro discreto. — 
Gallerie. Pasta vitrea bleu, lung. 0,019. 


1481. (1720) Pugno chiuso, in mezzo rilievo, con un braccialetto alla radice della 
mano. Un foro è praticato attraverso al pugno, e un altro attraverso al brac- 
cialetto. Buon lavoro. Forse ex-voto. — Gallerie. Porcellana celeste, lung. 0,052, 
larg. 0,035. 


1482. (1724) Pugno di una mano sinistra, in mezzo rilievo, come il numero pre- 
cedente. Lavoro discreto. — Gallerie. Pasta vitrea celeste, alt. 0,018. 


1483. (1723) Pugno di una mano destra, in mezzo rilievo, simile al num. 1481. Buon 
lavoro — Gullerie. Pasta vitrea celeste, alt. 0,018. 


1484. (1722) Pugno di una mano sinistra chiuso, in mezzo rilievo, simile al num. 1481. 
Lavoro discreto. Leggermente frammentato. — Gallerie. Pasta vitrea celeste, 
alt. 0,016. | 


1485. (1721) Pugno di una mano sinistra chiuso, in mezzo rilievo, come il num. 1481. 
Alla radice della mano è segnato in incisione un braccialetto. Lavoro mediocre. — 
Gallerie. Pasta vitrea verdognola, alt. 0,017. 


1486. (1725) Pugno di una mano sinistra, .in pieno rilievo. Il braccialetto non 
meno che le unghie sono segnate in color giallo. Presso la radice della mano 
è praticato in foro. Probabilmente ex-voto. Lavoro discreto, probabilmente del 
periodo greco-romano. — Gallerie. Porcellana turchina, alt. 0,009. 


1487. (1726) Pugno dì una mano sinistra, in pieno rilievo. Probabilmente ex-voto, 
come il numero precedente. Lavoro discreto. — Rosellini. Corallo, alt. 0,008. 


1488. (2416) Mano distesa, che esce da un fiore di loto; il tutto in bassorilievo. 
All'estremità inferiore del gambo del fiore è praticato un foro. Lavoro discreto. 
Ignorasi il simbolismo di quest’oggetto: noi supponiamo che possa rappresentare 
il braccio dell’Amenti, che si vede talora uscire dai monumenti sepolcrali rappre- 
sentati nei bassorilievi, per ricevere la mummia a cui si stanno celebrando le 
ultime cerimonie funebri. — Rosellini. Legno, lung. 0,231. 


1489. (2417) Oggetto simile al precedente. Lavoro mediocre. — Rosellini Legno, 
alt. 0,231. 


EMBLEMI RFLIGIOSI 185 


—————m_. 


1490. (3180) Parte superiore di un sistro (== ), nella forma sua più antica di 
strumento musicale sacro ad Hathor. La parte superiore, la sola che ci rimanga, 
è costituita da un naos, aperto da amendue le parti e sostenuto ai lati da due 
specie di volute, colle quali si vollero riprodurre le molle metalliche, che si tro- 
vano talora nei sistri di bronzo. Dentro il naos vi sono due piccoli urei, rivolti 
verso le due aperture, e attraverso alle pareti del medesimo sono praticati tre 
fori per cui passavano anticamente i fili metallici, con cui producevasi il suono. 
Il sistro era particolarmente sacro alla Dea Hathor, quantunque fosse talora 
anche il simbolo di altre divinità femminili, particolarmente di Bast e di 
Menhbit; esso era quasi l’unico strumento che si usasse nei templi per accom- 
pagnare il canto, e le regine e le principesse ne sono sempre munite, quando 
prendono parte alle cerimonie religiose. I sistri di porcellana, come quello qui’ 
descritto, non adempirono ad altro ufficio che a quello di un'offerta da mettersi 
nelle tombe: il Mariette osservò che questi si trovano sempre in pezzi, perchè 
pare che nel chiudere la tomba si rompessero dagli astanti, per indicare che 
ogni gioia era finita col cessare della vita presente. Buon lavoro. La parte che 
rimane è leggermente frammentata in parecchi punti. — Gallerie. Porcellana 
verde, alt. 0,088, larg. 0,057. 


1491. (5332) Frammento di cornice di un naos, sormontata nella fronte anteriore da 
un fregio di urei, ritti sulle code e col disco solare sul capo. Fece probabilmente 
parte di un sistro, della stessa natura di quello descritto sotto il numero prece- 
dente. Buonissimo lavoro. — Provenienza incerta. Porcellana verde, alt. 0,032. 


1492. (3504) Sistro di bronzo, costituito da una lastra metallica, ripiegata e 
curvata, sostenuta da un manico egualmente di metallo (5) ;s a ciascuno dei lati 


sono praticati nella lastra quattro fori, che sì corrispondono ad uno ad uno, e 
in cui passano le spranghette di bronzo, che producono un suono scuotendo lo 
strumento: nell'interno dello strumento, direttamente sopra il manico, riposa 
un gatto, simbolo della dea Bast, ed un altro gatto con due piccini sta acco- 
vacciato nella parte superiore. Il manico è lavorato con singolare eleganza e 
rappresenta, partendo dall’alto, una egida di Hathor, con naso ed orecchie di 
vacca, e a cuì pende da ciascun orecchio un ureo ripiegato sul ventre e 


avente sul capo la corona rossa (()- L'egida di Hatlor è alla sua volta soste- 


nuta da una immagine del dio Bes, col diadema e colle penne sul capo, e 
questa finalmente riposa sopra un fiore di loto sbocciato. Perfettamente con- 
servato: manca soltanto una delle spranghettine di bronzo. Fece parte proba- 
bilmente della suppellettile di qualche tempio. — Provenienza incerta. Bronzo, 
alt. 0,325. 

24 


186 | EMBLEMI RELIGIOSI 


1493. (5641) Sistro di bronzo, simile al numero precedente. Manca il gatto nel- 
l'interno dello strumento: nella parte superiore sta una gatta, nell’atteggia- 
mento di allattare due gattini. Il manico è lavorato semplicemente. Lavoro 
romano: fece parte probabilmente della suppellettile di uno dei templi di Iside 


di Roma, donde pare provenga. Perfettamente conservato. — (Gallerie. Bronzo, 
alt. 0,238. 


SAL 


IL 


STATUE, BASSORILIEVI 


ISCRIZIONI, NAOS, OBELISCHI E PIRAMIDI FUNERARIE, 


SARCOFAGHI, Ecc. 


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STATUE DI FARAONI, DI GRANDI DIGNITARII, DI DEFUNTI, rcc. 


1494-1495. (3811) Statua di donna, da attribuirsi all'antico impero memfitico, tra 
il secolo 37° e 32°, prima dell’ èra cristiana. Rappresenta un’ ancella, che 
prepara la pasta per il pane sopra un arnese di terra cotta, che ha la forma 
di un piano inclinato sollevantesi di poco dal suolo, e terminante in un reci- 
piente basso e largo, che contiene della farina di frumento. Essa è ingi- 
nocchiata sul suolo presso la parte più alta dell’ arnese suddetto, nell’ atto 
che, facendo forza colle braccia e col busto, rimpasta colle mani la farina 
e dei semi, che essa fa uscire a poco a poco da un piccolo sacco, compri- 
mendolo fra le proprie gambe e l’attrezzo. —— Una folta capigliatura, spartita 
sulla nuca e trattenuta sulla fronte da un piccolo nastro, che si annoda di 
dietro, le ricade pesantemente sulle spalle e sul collo: il resto del corpo è 
nudo, ma dal ventre ai ginocchi non fu indicato che il contorno esteriore 
delle gambe. Il colore della carnagione è giallo-pallido, secondo che sempre 
sono rappresentate le donne nelle pitture egiziane, tranne per un breve periodo 
della XVIII dinastia; gli occhi grandi, nerissimi e fissi verso un oggetto lontano 
che non si vede, come di persona in atto di posare ; le sopracciglia, del pari 
nerissime, sono molto segnate, carnose e prominenti le guancie, alquanto 
rachitico il distacco del collo dal busto, fortemente indicati i muscoli delle 
gambe, corte le braccia, i piedi e le mani alquanto sproporzionate in gros- 
sezza col resto del corpo. L'insieme di questa immagine ricorda la statua 


a <> Mo 
della real parente (1° 9 ) jSdà Nofert, proveniente dalla tomba del 


rl ta 
TT5> A 
bolognesi. Calcare dipinto; alt. 0,255, lung. della base, 0,450. 


gran dignitario Rahotep a Meydum. — Dono del sig. Angelo Castel- 


ea 


(3812) Statua, rappresentante un’altra ancella che immerge le mani in un 
grosso vaso, e lavora colle braccia e col busto per dare la prima preparazione 
alla farina, che la sua compagna finisce di rimpastare. Essa è diritta in piedi e 
vestita con una gonna bianca, che partendo dai fianchi, a cui è serrata -con una 
piccola cintura, le arriva fin sotto il ginocchio. Attualmente i capelli sono rac- 
colti in una’ sola treccia, che le discende sul dorso: porta al collo una collana, 
ed ha il volto dorato: ma le traccie troppo evidenti di restauro moderno, che la 
deturpano in ogni sua parte, fanno dubitare che tale fosse anticamente la sua 
acconciatura. Come la statua precedentemente descritta, ha gli occhi grandi, 
neri e fissi in un oggetto lontano, ma il distacco del collo dal busto è più ardito, 


190 


STATUE 


sono meno prominenti le guancie, e tutte le parti del corpo meglio proporzionate 
tra loro. Però, malgrado la maniera notevolmente diversa, essa appartiene certa- 
mente al medesimo tempo, e proviene con tutta probabilità dalla medesima tomba. 

Queste due statue rappresentano delle ancelle addette al servizio di una 
tomba, che preparano i pani funebri, e devono essere riunite con una serie di 
otto statue rappresentanti uomini e donne che attendono allo stesso lavoro ('), 
provenienti dalla necropoli di Saqqarah. Oggidì ancora a Elefantina, presso 
le cateratte, ed in Nubia, si vedono delle donne che prendono la medesima 
posa, e si servono dei medesimi utensili per compiere lo stesso layoro, e che sì 
possono ritenere l'illustrazione vivente di queste due statuette. — Dono del 
sig. Angelo Castelbolognesi. Calcare dipinto, alt. 0,420. 


1496. (1815) Statuetta di donna, assisa sopra un alto sedile, colle braccia aderenti 


ai fianchi e le mani sulle ginocchia. È vestita con una gonna bianca, stretta al 
corpo e sostenuta sulle spalle con due cinghie unite alla veste: porta al collo 
una collana, e alle braccia delle armille segnate in rilievo; tiene altre armille 


alle gambe, presso la radice del piede, ma queste sono solamente dipinte. I capelli, . © 


non molto abbondanti e spartiti sulla nuca, scendono a coprirle il collo: gli occhi 
sono fissi, ma l'atteggiamento generale del corpo è assai naturale. Le labbra 
grosse, il naso alquanto schiacciato, la fronte bassa e le guancie piuttosto pro- 
minenti ricordano il tipo nubico: il colore della carnagione è giallo-pallido. Il 
suo nome ,/l 4, Kenken, è inciso sul grembo della veste. Stile dell’ antico 
impero; dinastia V e VI. — Gallerie. Calcare dipinto, alt. 0,230. 


1497. (5638) Testa, frammento della statua di un defunto. Ha i capelli piuttosto 


abbondanti, tagliati sulla fronte e cadenti fino quasi sul collo. Lavoro accura- 
tissimo: il naso fu ristaurato recentemente. Antico impero menfitico: V e VI 
dinastia. — Gallerie. Arenaria durissima, benchè molto porosa, alt. 0,132. 


1498. (1808) Statuetta, rapppresentante il defunto Là Thuti, assiso sopra un sedile 


singolarissimo, con alto schienale. Tiene le braccia aderenti ai fianchi e le mani 
sul lembo dello shenti, bianco e pieghettato con pieghe fine e regolari, e stretto 
suì fianchi con una cintura di color giallo: i capelli, piuttosto corti e riuniti 
in piccole ciocche, scendono per ogni verso sulla fronte, sul collo e sulle 
orecchie: porta al collo una collana, che parrebbe formata con pezzi di vetro. Il 
rimanente del corpo è nudo e colorito in rosso cupo, secondo che si rappresen- 
tava la carnagione degli uomini nell’antico impero: gli occhi sono grossi, e guar- 
dano come se fossero stralunati e fuori dell’ orbita, i muscoli del torace svi- 


(') V. Mariette, Nolice des principaur monuments du Musée égyptien de Boulaq n. 757-764, p. 238. 


STATUE 191 


[ro omeeze] 


luppatissimi, i piedi sproporzionati, i tratti generali molto angolosi, ma pieni di 
vigoria. Questa statuetta non ha di convenzionale altro che la posa, e rivela in 
chi la scolpì un'artista poco capace, ma diligente imitatore della natura. L’iscri- 
zione seguente, orribilmente incisa e coi segni dipinti in rosso, copre il lato 
posteriore del sedile, e continua sul lato destro: 


» (°) 
ENSOUSCPPI TAGS 008 
ANTLETTE 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride signore di Elefantina, affinchè conceda 
la totalità delle offerte e provvigioni funebri, buoi e oche alla statua (*) di 
Thuti, figlio di Anu. Per parte del suo nipote Senbef, che fa vivere il suo 
nome ». Dinastia XI o XII. — Gallerie. Calcare dipinto, alt. 0,220. 


1499. (1807) Statuetta, rappresentante il dignitario |_] TÀ Karansenb. 


È diritto in piedi, in una posa convenzionale, appoggiato a un pilastrino, colla 
gamba sinistra in avanti e le braccia distese lungo i fianchi. Convenzio- 
nale del pari è la maniera con cui il corpo è trattato, eccettuato il viso 
che si distingue per le labbra grosse e tumide, per il mento curvo e per le 
guancie carnose e prominenti. Veste uno shenti bianco e pieghettato, stretto sui 
fianchi con una piccola cintura; porta dei braccialetti alla radice della mano, e 
una larga collana al collo. Per l’acconciatura dei capelli e per il colore della car- 
nagione, si avvicina alla statuetta di «GX Thuti, precedentemente descritta. 


Sulla faccia posteriore del pilastrino è incisa in caratteri geroglifici, anticamente 
dipinti con colore verdastro, la seguente iscrizione : 


ou ZlT Th 


« Una offerta regale è fatta in favore del defunto Karansenb». 
Dinastia XI o XII. — Gallerie. Calcare dipinto, alt. 0,178. 


(‘) è probabilmente un'abbreviazione di Se SES espressione che trovasi assai sovente. 


(') Gruppo ieratico corrispondente a 14) KS sa 


(') Il L_J ka di un defunto si può definire la forma umana sensibile, che la sua anima prendeva 
dopo la morte del corpo, e si concretava essenzialmente nella statua, che di lui si conservava nella 
sua tomba, dopo che era stata incanlafa mediante alcune cerimonie, che ebbi già occasione di stu- 
diare nel libro dei funerali (pag. 111 e seg.). V. pure Le Page Renouf, Transact of the Society of 
Biblic. Archaeol., vol. VI. p. 495; idee analoghe furono emesse in parecchie circostanze dal De Roug$g, 
dal Maspero e da altri. 


a) 


STATUE 


retin. 


1500. (1787) Statuetta, rappresentante il defunto À. Oh Thutira,in piedi, 


appoggiato a un pilastrino ecc., nella posa convenzionale precedentemente indi- 


cata. Porta i capelli acconciati come i defunti À Thuti e {_j Uh 


Karansenb, veste uno shenti corto, bianco e pieghettato, e ha nudo il resto 
del corpo, dipinto in colore rosso vivo. La maggior proporzione che si osserva fra 
le diverse membra, il tipo magro e ardito che ci rappresenta, come pure un velo 
di convenzionalismo, che si osserva in ogni parte di questo piccolo monumento, 
ci riportano alla miglior maniera del primo impero tebano (XI e XII dinastia). 
Una iscrizione in bei geroglifici coloriti di rosso, divisa in due sezioni, è incisa 
sulla faccia posteriore del. pilastrino, e continua sulla base: 


Lizzlo feto Re TURI Pn 
PORTO NL IONI I en 
IT O eil 

« Una offerta regale è fatta ad Osiride, sfgnore di Abido, agli Dei ed alle Dee 
[tutte di Abido|] affinchè concedano le provvigioni funebri, pani, bevande, 


buoi e oche alla statua del defunto Thutirà, e alla statua di sua madre, 
Takemi. Per parte di Anu, che fa vivere il loro nome ». 


» Isles TTI 0A TT 


« La sorella Sonhotep, la sorella Azhbme s, fl fratello Thuti, la sorella 
Nebpet. 


e) ‘Davanti all'immagine del defunto): Si « {Egli è] Thutira ». 


Primo impero tebano: dinastia XI e XII. — Gallerie. Calcare dipinto, alt. 0,179. 


1501. (3708) Uomo seduto per terra colle gambe accocolate, tutto avvolto in un 


gran paludamento di colore giallo-chiaro, da cui escono solamente le mani, che 
egli tiene incrociate sulle ginocchia, stringendo colla destra un’oggetto, che par- 
rebbe l’amuleto V sa. Porta al mento il pizzo di barba; la capigliatura ha 
foltissima e nera, tirata indietro sulle orecchie e cadente pesantemente sulle 
spalle e sul collo; gli occhi pure nerissimi e fissanti un oggetto lontano, e ì 
tratti del viso ben proporzionati. Eccettuati gli occhi, il rimanente del viso è 
indorato, secondo che osservasi in molte statuette osiriane; come pure, confor- 
menente a quelle, porta sul capo il diadema che presenta nella parte 


centrale del disco solare un GS uta, finamente lavorato in piccolo rilievo. 
La statua riposa sopra un alto piedestallo, che riproduce da tre lati la scala 


STATUE 198 


grande e augusta di Abido, e presenta sulla faccia posteriore un amuleto Î tat, 
indorato e rappresentato in alto rilievo sopra un fondo bleu-scuro imitante il 
lapislazzuli. Sul paludamento, di cui parlammo, sono incise le seguenti iscrizioni: 


SZ PIOITUC(S] 


MINA 


n A\zalstt o lana e DIN SASLI 


(sic) 


spent Pratne bee ra 
ila 


ig 4 (DA a” 
Oi RR I 


a) « Tutto ciò che compare sulla tavola di offerte di Àmonra, sia alla statua (ka) 
di Amenembhat». 


b) « Una offerta regale è fatta ad Amonri, re degli Dei, affinchè conceda di 
prendere î pani nel suo tempio, affinchè ciò che compare innanzi ogni giorno 
venga dato alla sua statua quando il Dio sì unisce alle offerte, (affinchè ciò sia 
conceduto) alla statua (ka) dell'addetto al tempio {di Amonra nella hat-any 
di Num, Amenembhat]. » 


c) « Una offerta regale è fatta alla regia immagine (ka) di Nebyerri, largitore di 
vita, affinchè egli conceda che rimanga questa statua nel suo tempio, per ricevere 
ciò che vien messo innanzi in tutte le feste del cielo e della terra, (affinchè ciò 
sia conceduto) alla statua (ka) dell'addetto al tempio di Àmone nella hat-an X 
di Num, (addetto) di prima classe, Amenembhat ». 


Il re Nebyerra, nominato nell’iscrizione precedente, conosciuto generalmente . 
sotto il nome di Mentulotep IV, è ritenuto come il Faraone più illustre 
della XI dinastia, e come l’iniziatore della potenza di Tebe, la cui autorità, 
per la prima volta sotto il suo regno, fu estesa a tutto l'Egitto. La statuetta 
di cui ci occupiamo, uno dei pochi monumenti che ci siano giunti di questo 
Faraone, ci fornisce l'importante notizia che Mentuhotep IV dedicò un 
tempio ad Amone, nel quale anche la sua immagine aveva un culto speciale; 
tempio che doveva sorgere molto probabilmente nella località ora chiamata 


2 
® 

G 
Coni 


194 


STATUE 


i —_ 4 —_ — e. °-° ——-_-— —-_—_———__—_ rr ————————_——__—— 


—————— - — -- ------ 


Drah-abu-el-neggah, da cui provennero tutti i monumenti dei re di quella 
dinastia. Disgraziatamente quelle regioni presentano attualmente l'aspetto di 
una vasta rovina, in cui è difficile orizzontarsi per rintracciare i ruderi di un 
tempio: però nella primavera del 1881, facendosi ivi degli scavi sotto la 
direzione del Maspero, venne in luce un lungo architrave su cui erano incisi i 
cartelli del Faraone in questione, e che apparteneva evidentemente ad un tempio, 
che doveva sorgere in quel luogo o di lì poco discosto. Speriamo che i risultati 
dei futuri scavi confermino in tutto l’indicazione della statuetta del nostro Museo. 

Lavoro di esecuzione finissima ed accuratissima, con tutti ì caratteri della 
maniera artistica dell’antico e medio impero. Prima che pervenisse al Museo, fu 
ritoccata e restaurata in parecchi punti. — Dono del sig. Angelo Custelbolo- 
gnesi. Calcare dipinto, eccettuato il diadema che è di legno stuccato e dorato: 
base 0,171 x 0,342, alt. 0,558. 


1501. (5644) Statuetta di donna in atto di camminare, e le cui braccia, posticcie 


e ora mancanti, dovevano essere tese in avanti e sostenere probabilmente un 
canestro o dei tiori. È vestita colla solita veste muliebre stretta al corpo, di 
cui segna tutte le membra: alle orecchie porta dei pesanti orecchini in forma 
di anello, e la capigliatura abbondantissima, lunga e riunita in treccie, le 
scende trascuratamente sul dorso, sulle spalle e sul seno, coperta sul cranio 
con un pezzo di tela, per difenderlo dagli ardori solari. La maniera realistica 
e scevra da ogni convenzionalismo, con cui questa piccola immagine è trattata, 
è propria dell’arte degli antichi imperi memfitico e tebano. Mancano la base, 
i piedi e piccola parte delle gambe. Senza iscrizioni. — Provenienza incerta. 
Legno indurito al fuoco, alt. 0,098. 


L) 


1502. (2635) Base prismatica rettangolare, nella quale sono tuttora praticati due 


fori, in cui era incastrata una piccola immagine del defunto ls = 
AANNAA 


Amenembat. Sulla faccia superiore, e precisamente davanti all'immagine, è 
incisa in bei geroglifici della XII dinastia, anticamente coloriti di giallo, l’iscri- 
zione seguente: 


}\zgj=g= todi Time 21 


Kam <> AFD A 
AIIIANA 


« Una offerta regàle è fatta ad Osiride signore di Tatu, affinchè conceda ogni 
specie di cuse buone e pure alla statua (ka) di Amenemhat. Per parte di 
sua madre che fa vivere il suo nome, Aihhotep. Primo impero tebano. — 
Rosellini. Legno di sicomoro, larg. 0,111X0,054, alt. 0,031. 


STATUE 195 


n—mù——m—_,m__———_——_m—_——_———__———————T——mÈ___ my n 66 ——_—__—_—_—_—_————Èm_  m_—_—_————@———m—m@—e@€e@@__@mtt——@ ee o .——. ——  —-—-—-..—-..— -..—- ---..-.=—------_- —r ——— 


1503. (1789) Statua acefala, rappresentante Tutmes III, seduto sopra un trono. 
Il Faraone è vestito con un abito stretto al corpo e singolarissimo, che gli 
lascia scoperte le spalle e la. parte superiore del petto, scende fin sul ginocchio, 
e si affibbia sul davanti con un cordoncino prolungantesi fino quasi al suolo, e 
terminante in un lungo fiocco. Colle mani, che escono attraverso a una apertura 


lasciata sul petto, stringe lo scettro Î hic e lo staffile A\ neyey; sul capo, 


che manca, portava probabilmente la corona , il resto del corpo è nudo. 
11 trono riposa sopra una base arcuata nella sua fronte anteriore, e porta unito 
un pilastrino, elevantesi sino all’ altezza delle spalle della statua e contenente 
un iscrizione; così del pari altre due iscrizioni sono incise accanto alle gambe 
del Faraone, sulle due estremità della superficie anteriore del trono. 


a) Iscrizione del pilastrino b) Iscrizioni del trono 
O 
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SAD 
PO sizane | 
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ME 
be mo» | 


a) -« Il re dell'alto e basso Egitto, signore di fare le cose (autocrate) Ramenyeper- 
atra, figlio del sole, Thutmes-noferyeper, vivente in eterno ». 


b) « Il Dio benefico, signore delle due regioni, signore di fare le cose, Ramen- 
yxeper, amato da Num e da Sati signora di Abu-res (Elefantina meri- 
dionale(?)), figlio del sole, del suo fianco, che lo ama, Thutmes-hikuas, 
amato da So pete da Neit signora diAbu-res(Zlefantina meridionale(2)) ». 


STATUE 


———€m—————1_6 


Due bassorilievi del tempio di Karnak (Denkm. III, tav. 36 a e b) sono i soli 
monumenti, che ci rappresentino il Faraone Tutmes III vestito con questo 
singolarissimo paramento, e non è improbabile che la nostra statua facesse 
parte di una serie di monumenti analoghi, che potevano essere disposti in 
parecchi punti del tempio, e si trovasse precisamente in quella regione che era 
consacrata alle Divinità delle cateratte, che sono quelle nominate nelle iscrizioni 
sopra trascritte. La maniera artistica di questo monumento è jeratica e con- 
venzionale, quantunque non manchi di una certa finezza. Manca il capo, una 
parte dello scettro e dello staffile, ed è consunta in alcuni punti. — Rosellini. 
Monolite di granito grigio; larg. alla base 0,74 X 0,40, alt. 1,145. 


1504. (1793) Torso di una statua virile, che rappresentava un individuo probabil- 


mente inginocchiato, colle braccia sollevate in atto di adorazione, e sostenente 
al tempo stesso un monumento singolarissimo in forma di parallelepipedo, coperto 
di iscrizioni e di figure nella sua faccia superiore e anteriore. Dal frammento 
che ci rimane vediamo, che doveva portare il pizzo di barba, e i capelli rac- 
colti in una treccia cadente sulla spalla destra, secondo l’acconciatura dei 
Sotem: mentre dall'iscrizione geroglifica, incisa in doppia colonna sul pilastrino 
a cui la statua è addossata e di cui rimane meno di un terzo, sappiamo che 
essa rappresenta un arciere, capitano di cavalleria del re Amenofi II, il cui 
cartello reale leggesi scolpito sulla spalla destra. - 


a) Iscrizione del pilastrino. 


sclblieii Sue MA >| \ a i ) 
D) lion Da a | 
== \lgertiik a x 


Î 
fu 
« Una cfferta regale è fatta ad Amonrie a Tum, affinchè concedano |le 


provvigioni funebri . ........ alla statua (ka) dell’|arciere, capitano di 
cavalleria, capo della [corporazione (?) dei ......... ] 


) Iscrizione della spalla destra. 
(©) 
N 


« Aayepruri, prenome di Amenofi II ». 


STATUE 197 


Ea - .---. —— -— - - +. ———- - Lav di, SER ii i RD i do 


c) Iscrizioni della faccia superiore del parallelepipedo. 


Nel mezzo:o 
cr 4 
8% } me | 
«Amenbotep-hikuas Aayeprura, amato da Amonra, re degli Dei ». 


d) Scena e iscrizioni della faccia anteriore.— Il dio Amone,tenendo in capo il her- 
retto caratteristico sormontato dalle due penne, stringendo colla destra lo scettro 
e colla sinistra l’amuleto -f, è seduto sopra un trono. Il Faraone Amenofi II, 
che sta in piedi davanti a lui, coll’elmo sul capo, coll’ureo sulla fronte e strin- 


gendo colla mano destra l’ amuleto th. gli presenta colla sinistra un mazzo di 
ao 2 


tre fiori di loto. Presso all'immagine del Dio leggesi l’iscrizione Ì (== 


° Praer ( 
«Amonrà signore del cielo », e presso al a = O I coi \{ol 
« îl Dio benefico, signore aelle due regioni, Aayeprura, largitore di vita, 
come Ra ». La scena suddetta è sormontata dal disco fiancheggiato dagli urei, 
coll’ iscrizione == « il Dio di Hut », ripetuta ai due lati. Il resto del para- 
lellepipedo doveva contenere altre scene, che sono disgraziatamente perdute. — 
Rosellini. Granito grigio: la statua è spaccata e screpolata in molte direzioni, 


certissimamente in causa di un incendio, che sarà scoppiato nella tomba o nel 
tempio, in cui era collocata. Larg. 0,270 X 0,295, alt. 0,210. 


1505. (1790) Statua che rappresenta il defunto ERA] Ptahmes, gran sacer- 


dote di Pta hh, nella sua divisa di cerimonia, È vestito dai fianchi in giù con un abito 
assai largo, sostenuto con una cintura, a cui si unisce sul davanti un cordone ter- 
minante in un lungo e largo fiocco: porta la pelle di pantera sulle spalle, i 
sandali ai piedi, stringe nella mano destra 1’ emblema della verità ) e tiene 
al collo una collana singolarissima e larga, che gli cuopre quasi tutto il petto. 
Questa collana potrebbe essere della stessa natura di quelle, con cui il Faraone 
decorava talora i grandi dignitari, e che sono ricordate nei testi egiziani coi 


198 STATUE 


— e e? E: ———_— - ——»&6__FP_—T6__ ————_—_—_——_—_—_————m—€€6—6—6-_————  _—————+ ———_— 


nomi di lia «Di l'oro (la decorativi o il collare) del valore, o 


I) va (00 (") l'oro (la decorazione o il collare) dell'onore; noi crediamo non- 


o oo 


dimeno per molte ragioni, che essa fosse una collana propria e speciale del 
grande sacerdote di Ptah ((1 ia 7 Î AMA E $). Una collana perfettamente 


simile a questa, si vede al collo del dignitario —=@ Sokaryabiu sopran- 


nominato du Hetes, nei bassorilievi della sua tomba della necropoli di 
Menfi, esistenti attualmente nel Museo di Boulaq (°); ed è da notare che fra 


AA IRR® 


do) 


È ts 
S07 


i molti titoli di queste personaggio, si trova pure quello di gran mastro, 
e primo sacerdote di Ptah, analogo a quello portato dal nostro Ptahmes. 
Porta il pizzo di barba ed una capigliatura foltissima, che scende pesante- 
mente sulle spalle e sul collo, coprendo le orecchie, secondo l’uso speciale di 
alcuni re della XVIII dinastia; alcune ciocche soltanto sono raccolte in una 
treccia, che gli cade sulla spalla destra, conforme all'acconciatura caratteristica 
dei Sem o Sotem, i quali nelle cerimonie funebri fungevano la parte di Oro. 
È seduto sopra uno sgabellino basso in forma di parallelepipedo, colle spalle 
appoggiate ad un pilastrino, colle gambe accocolate, e le braccia incrociate e . 
appoggiate sulle ginocchia. Sulla spalla destra, sopra la pelle di pantera, leggesi 


(') V. l'iscrizione di Aàhmes, nei Denkm. ITI tav. 12, d. lin. 16, 21 ecc.; e la stele del collare 
d'oro nel Museo del Louvre, C. 213. 

(*) Stele del dignitario Thutimes del Museo di Firenze; W. Berend, Principaur monuments 
du Musée égyptien de Florence, I partie, p. 70. 

(') L'incisione unita riproduce uno di questi bassorilievi; il disegno fu ricavato da un gesso 
posseduto da questo Museo. V. l'opera postuma del Marielte, pubblicata dal Maspero, Les mastaba de 
l'ancien empire, p. 71 e seg. 


STATTE 199 


_—_—_— ° -—————_——— + »)M»MpmRl\eatyzy- ——r —————_—__—_——__—_—_———€—_——È___Ò____m___T————_——_—_—T———————___——»6—mr——@—@&@——m—t——_—t—r————_—_—_—m6É6m_—_—_—__— T—_——__6 66 ____—rrr_ — 


il cartello di Amenofi III Î O d) = Î come pure altre iscrizioni sono incise 


sul pilastrino, sulla base e sulla parte anteriore della veste. 


a) Iscrizione del pilastrino: 


Die TA=-SRBISt%o © SEUI 
UU ES 
Elis AEMTIASE se ulio 
veto Uto | ITSSUNIISITA 
rpbfin earn 
(of: A Ps! Sf 
Riise 


« Una offerta regale è fatta a Ptah Anbresef, signore della vita delle due 
regioni;jea Sokar-àsar, cherisiede nella dimora misteriosa, affinchè concedano 
le provigioni funebri in pani e în bevande, vittime bovine ed oche, alla statua 
(ka)del nobile di schiatta, gran sacerdote di Ptah a Menfi, Ptah mes. Egli dice: 
o voi tutti gran sacerdoti che vi troverete nel tempio di Ptah-sokari, se 
volete onorare Ptah Noferhir, se volete rimanere nel suo tempio, rice- 
vere le sue offerte ogni giorno e che siano perfetti î vostri lavori nei campi ; 
(se volete) che la salute, amata dagli uomini, rallegri il vostro cuore, (se 
volete! ricordare la vita ed ignorare la morte, (se volete) passare la vostra 
carica în pace e che la vostra prole rimanga al vostro posto, (se volete) ono- 
rare il re, come vostro signore e rallegrare il cuore del sovrano, allora dite: 
una offerta regale è fatta a Ptah-Sokari-Anbresef, affinchè conceda tutto 
ciò che compare sulla tavola di offerte în {buoi, oche: birra, libazioni, fascie, 
stibio, al gran sacerdote di Ptah in Menfi, Ptahmes, giustificato ». 


b) Iscrizioni della veste: 


TL VOMITTEZSMIZU] 


ma MNT (T) 


200 STATUE 


_—. — ————————nm10_€6m u_@——_——ÈÈ6— ———————@@ —_——————— _—_m——Òy_— ————_——&—6€——€———r—__—€—€—€—ym6_-y-@+-.--- e m-@-v- < <e ih -— e — 0 


TIE uonri=ha TE 
fl SRL ALII 


1 « Il nobile di schiatta, gran ciambellano, amico intimo, il primo a vegliare 
sul signore della verità, colui che presenta agli Dei grandi ciò che è dato in 
offerte a tutti loro, che ripone il Dio nel suo naos, il Sem, gran sacerdote, 
Ptahmes, figlio del primo sacerdote Menyeperl[ra, giustificato]. » 


« Il mobile di schiatta, l'amato dalla divinità di Anubi in Menfi ('), il primo 
dei passi (della processione) mel trasportare la slitta di Sokari, colui che 
entra sopra i misteri della gran dimora, che si avvicina alla scala augista, 
il Sem, gran sacerdote, Ptalmes, giustificato ». 


uo) 


c) Iscrizioni della base. 


ne 


CTD Ke Cai sE 7g = Z cosa» 
Dior o <>Uitiil 


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AA, Del = e 
ANTI a 


oa s-lf]X]e 


« Il nobile di schiatta, gran ciambellano, amico intimo, Sem, gran sacerdote 
di Ptah a Memfi, Ptahmes. Egli dice: decretò il Dio buono che si facessero fare 
a me degli ufficii di distinzione: egli mi collocò quale Sem e gran sacerdote di 
Ptah in Menfi, nella parte di Àìnmutef, conoscendo egli î piani perfetti dei 
miei discorsi; ww posi Ptah-Sokari nella slitta (?); quando io mi ci trovava, 
nessuno entrava mella hat-any: egli concesse che io mi avvicinassi alla 
dimora....» 


N 


fd 


2 « Per parte di suo {figlio(°)] che fa vivere il suo nome, gran sacerdote di 
Ptah in Menfi, Paneterhon...... ». 


(‘) Titolo sacerdotale. 
(*) A questo punto la frase è interrotta bruscamente, non potendo più continuare per man- 


canza di spazio. 


STATUE 201 


———————— n mm—m€m€_m_____——————————————— ————_—_—__ --ce—cocrco@«c]o@é€<Z<ZJ]@QO®]0c,.,.————_———_—m——Éy—_m—————m———_—————È_ ___Ò— - € @m 


Il titolo di if che è il più importante fra quelli del defunto Ptalhmes, 


designa la carica sacerdotale più elevata, che fin dalle prime dinastie esistesse 
in Egitto, quella cioè di pontefice massimo di Ptah in Menfi ('). Questi grandi 
sacerdoti furono nell'antico impero i primi ministri dei Faraoni, e durante il 
medio e nuovo impero furono in Memfi i primi rappresentanti dell’ autorità 
sovrana: il loro potere si mantenne successivamente anche durante il predo- 
minio dei grandi sacerdoti di Ammone, così che si può dire che la loro serie 
incomincia storicamente nel periodo anteriore alla IV dinastia, e giunge fino al 
tempo greco-romano. Se si potesse restituire la lista dei loro nomi, disposti 
cronologicamente, la storia dell'Egitto ne trarrebbe grande giovamento: ma attual- 
mente ciò non è possibile che in piccola parte (*). 


i 


(') V. Brugsch, Zeilsch. 1878 p. 37 e seg. 
(°) Lista cronologica dei grandi sacerdoti di Ptah in Memfi, che mi sono noti attualmente: 
o_ a SS Sokaryabiu, soprannominato } Ì Hetes. — Periodo anteriore alla IV 
> di de ol * 
dinastia: a questo personaggio appartiene la tomba più arcaica della necropoli antichissima 
di Memfi. — (Mariette, Les mastuba de l'ancien empire p. 75 e seg.). 


VEE 
dee ] Rianofer. — Quarta dinastia. — (V. Mariette, id. p. 123). 
com] DD TTD> 


3° — È Sd | l Ptah$sepses I. — Quarta dinastia; regno di Micerino e di Sepsesk af. — (Ma- 


riette, id. p. 110 e seg.; De Rougé, Monuments qu'on peut attribuer aux six prémieres dyna- 
slies etc., p. 66 e seg.). 


ar Sì Mi Ì Ì Ptahsepses II. — Probabilmente, fine della V dinastia. — (Mariette, id. p. 129 
e seg.; Rougég, id. pag. 109). | 


do — Ì Î J IS Sabu, probabilmente figlio di Ptahsepses II. — Fine della V e principio della 
VI dinastia; regni di Unas e di Teta. — (Mariette, id. pag. 157; Rougg, id. p.110 e seg.). 


fo, . 
6° — A Teti, unito probabilmente in parentela ai due precedenti. — Principio della VI dina- 
stia. — (Mariette, id. pag. 143). 
<> 
o TG? Raenma — Probabilmente, VI dinastia. — (Mariette, id. pag. 224). 


ANIIIA 


8° — olTESTÌ Sehotepibraanynotem. — Dinastia XII. — (Stataa del Louvre, A. 47; 


v. Rougé, Cat. p. 29 e Lieblein, Diction. p. 59: appartiene certamente al medesimo individuo 
la tavola di offerte del Museo di Berlino (Denkm. II, 118, i), nella quale il nome del defunto 
deve essere restituito conformemente alla statua del Louvre). 


q— B IS Nibpa, figlio del precedente. — Dinastia XII. — (Statua del Louvre etc., c. 8.). 


Li 


10° — 81 Ptahmes. — Dinastia XVIII; regni di Tutmosi III e di Amenofi III. — (Statue 


del Museo di Firenze, etc.). 
26 


202 i STATUE 


«—— rs ——— — — -..-— 2. -.2° — - — — -- — <-- -—— -—---_o—_ _ —r——————r ___T_——__Pm< < —r-r—.  ————_—111k-& 


— _——_—-«x>) B 


Il nostro Ptah mes non lasciò di se soltanto la statua, di cui ci occu- 
piamo, ma di lui e delle persone della sua famiglia esiste un numero notevole 
di monumenti, dispersi oggidì in diverse collezioni. Iliustreremo successiva- 


Le <il Paneterhon, figlio del precedente. — Dinastia XVIII; probabilmente regno di 


Tutmes IV. — (Piccolo obelisco del Museo di Firenze, statua del Louvre, A. '72, pubblicata 
dal Pierret, Etudes égypt. II, p. 59, descritta nel catalogo del De Rougé a pag. 38, e stele del 
Museo britannico, nel Diction. del-Lieblein, p. 325). 


. 12°- 7 È Ì ISS Nibmechit, detto anche ar: IS Tutuau, probabilmente succes- 


sore e forse figlio del precedente. — Fine della dinastia XVIII. — (Figurina funebre del 
Museo di Torino, e probabilmente anche una stele del Museo britannico, sulla quale veggasi 
Lieblein, Diction. p. 325). 


da n Si Iiroi. — Dinastia XIX; regno di Seti II. — (Statua del Louvre, A. 71; Pierret, 
Études égypt. I, p. 10; De Rougé, Cat., p. 37). 


14° — 2) ) ) d Anyxtà. — Probabilmente dinastia XVIII o XIX. — (Coperchio di un piccolo vaso 


del Museo di Leida; Leemans, Morium. II, tav. 85). 


0° — JE n Nofertar. — Probabilmente dinastia XIX o XX. — (Piccola piramide del Museo di 
. Liverpool; Lieblein, Dict. pag. 351). 
16° — I<q > Pasopi. — Fine della dinastia XX o principio della XXI. — (Stele del Serapeum nel 
Museo del tia Brugsch, nella Ze:lscrifl 1878, pag. 37 e seg.; Lieblein, Dicl. pag. 366). 


(sic) 
17° — Si © JN Harsi àsi. — Principio della dinastia XXI. — (Stele predetta: Brugsch e Lie- 


blein, loc. cit.). 


18° — Pa Tempet. — Dinastia XXI, — (Stele predetta, id. id.). 
a bg IH Astuagu. — Dinastia XXI. — (Stele predetta, id. id.). 


20° — e 09 9) Anx nefse x et. — Dinastia XXI. — (Stele predetta, id. id., e iscrizione rinve- 
KA LA 
nuta dal Brugsch sull'area del tempio di Ptah in Memfi). 
= sa 2 getesnofertum. — Dinastia XXII: regno di Sesonchi I. — (Stele pre- 
detta, id. i e l'iscrizione, di cui al num. preced.). 
22° — sta] te] 4 Sesonk.— Dinastia XXII: probabilmente regno di Usorkon I. — (Stele pre- 
detta, id. id. id.). 


23° — £) S ta | Uasarkon. — Dinastia XXII: probabilmente regno di Takelotis. — 


AMANI 


(Stele predetta, id. id. id.). 


STATUE 203 


—---— ——1#———————r r—————————_——ÉÉ———_Èn0mkÒm_»__ ———————_—@—————————————_—_—————@—@—@—@—@—@€@—@—@—@—@———@—@—————@—@—@——@—@———_ _ ——_y——&££-£--;, /_/}, ————————————--_——=1——————xm x 


mente quelli che appartengono a questo Museo ('), e indicheremo intanto quelli 
che ci risultano essere posseduti da-altri Musei. 

I — Naos del Museo di Boulaq (Mariette, Catal. pag. 251, num. 795). Nell’in- 
terno del naos, alto m. 0,81, è rappresentato Ptahmes, vestito coll’abito di ceri- 
monia, precedentemente descritto. Sul lembo della veste è incisa l'iscrizione: 


BOTHA 


Sul petto e sulla spalla destra sono incisi rispettivamente i cartelli: 


38 cesti 


La fronte e i fianchi del naos sono coperti di iscrizioni, tuttora inedite, che mi 
è dato pubblicare, ricavandole da tre diverse copie, gentilmente comunicatemi 
dai miei amici e colleghi U. Bouriant, C. Piehl e G. Botti. 


Sulla fronte del naos: 
NEAR LO 
Atti 


_e > 


24° | rixtot — Dinastia XXII: probabilmente regno di Usorkon II. — (Stele pre- 


CA 
detta id. id. id.. 
È | 
250 — & \ JSdd Petuàsi. — Dinastia XXII. — (Brugsch, Zeitsch. 1878, p. 42). 


Ca 
26° — i Horemyut. — Tempo incerto. — (Sarcofago in calcare della collezione Anastasy, ora 


al Museo di Leida, proveniente da Saqqarah: Leemans, Monuments etc. III, tav. 7), 


sta ernsi foro sggingere 1 \f SUT EI e 
A questa lista devonsi forse aggiungere il "i N S a e il suo 


. " NS CI . . . e} DI LÌ e LI 
figlio É î aj insignito della stessa dignità, ricordati amendue in un monumento rin- 
S Mana E 


venuto fra le rovine dell'antico tempio di Ptah in Memfi (Mariette, Monum. divers. tav. 27, 9). Il 
primo di questi porta un nome, perfettamente simile alla persona indicata sotto il num. 17, e il 
secondo ha un nome poco diverso dal num. 20, e potrebbe anche supporsi che il nostro monumento 
si riferisca ai due personaggi suindicati: vi sarebbero però delle ragioni per credére, che siano due 
persone da quelle diverse. 

(') Cioè un'altra statua in granito (inv. 17791), una piccola stele di forma piramidale (inv. 2537), 
una stele da lui dedicata alla memoria di suo padre (inv. 2565), e un piccolo obelisco, che porta il 
nome di suo figlio Paneterhon (inv. 2607). i 


204 


STATUE 
N 


(Cc E.®estt sn) 


AIMEE 22 


rotta 

MONS JANLT EI 
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s=ZA GENOA 
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2IDITTHNENIZIORO #0) 

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<TD> <lD> O ANNA ce 


Sul fianco sinistro: 


Rolla =ifa ita ai n AE TT] 
l'=8 nb ING EN io EDIZ ex 


RATIREMTESTINZATEA MIT 


an Din 


STATUE 205 


I 


II — Stele del Museo di Leida ('). Stele funebre, di forma rettangolare, sor- 
montata da cornice, mancante di tutta la sezione inferiore. Il gran mastro 


Ptahmes vi è nominato insieme a suo padre, il ul (za à la 


mer.nu.tat. Thutimes, a sua madre + Toui,e ad un altro individuo, 
probabilmente suo fratello, chiamato si Ptahmeri. Fra le molte 
iscrizioni che vi sono incise, scegliamo le a nt che ci paiono le più 
importanti (*). 


TRASI SHIN 
TReYIN FIAS 
Top paiana 
Frames 


III — Cubiti del Museo di Leida (°). 
212 Palazz = SR 
sfugge &=/f})8/27<-ED 
V\ZZRRZIS PUN PEMHA RL 0IRT 
cpv ETA: 
il: (= EG] 


(‘) V. Leemans, Descript. raisonnée des monum. égypt. du Musée de Leide, pag. 2171; Lieblein, 
Diction. p. 200. 

(*) Le deduco da una impronta, gentilmente comunicatami dal Conservatore W. Pleyte. 

(’) Leemans, Xonuments égyptiens du Musée de Leide, II, tav. 248, num. 634 e 635. 


206 


STATUE 


-—————_—m——— ———m @ 6 +6 6  — _____r—r_ —_=-Py_r—r—»!= »%+1/Aa-» 


ANSIA (T-[e& 


\ggztpo o Ares SIDE 


Roana rime 


IV — Tavolozza per scriba, del Museo del Louvre, pubblicata dal Pierret (') 
e dal Brugsch (*). 

V — Tre vasi e una piccola tavoletta del Museo di Leida (Leemans, II, 
tav. 60, G1 e 94). 

Oltre a questi monumenti che abbiamo indicati, o di cui abbiamo date le iscri- 
zioni, ne esistono ancora molti altri appartenenti ad un individuo pure chiamato 
Ptalhmes, insignito di cariche quasi analoghe a quelle desigate nelle iscrizioni 
precedenti. Ma lo Ptahmes di questi monumenti è un personaggio diverso da 
quello rappresentato nella nostra statua, ed è un dignitario che visse in Memfi 
sotto il regno di Ramesse II: noi avremo occasione di indicarli nelle pagine 
seguenti, quando descriveremo un frammento di bassorilievo, proveniente dalla 
sua tomba, posseduto dal nostro Museo. — Gallerie. Puddinga di quarzo: alla 
base, 0,09X0,37; alt. 0, 94, 


1506 (1791). Altra statua del gran sacerdote 241 (| | di Ptahmes, di un tipo 


artistico totalmente diverso dalla precedente, e certamente opera di altro scalpello. 
Il defunto, che assume in questo monumento i titoli di + 1}? « giudice 
supremo » e di O) « soprintendente ai tributi », è rappresentato inginoc- 


chiato, nell'atto di sostenere colle mani e colle braccia una specie di stele, 
sulla cui fronte anteriore sono incise in leggerissimo incavo tre colonne di 
geroglifici, e sui cui lati sono segnate in color rosso e non incise, due figure, 
l'una delle quali parrebbe avere distintivi reali. È appoggiato a un pila- 
strino, coperto del pari da due colonne di iscrizioni. Veste la tonaca ampia con 
maniche corte e larghe, coperta dalla sopravveste corta e pieghettata, secondo 
la moda che incomincia a comparire durante la dinastia XVIII, e che prende 
uno speciale sviluppo coi primi re della dinastia seguente: i capelli, tagliati 
sulle spalle e sul collo, eccettuate alcune treccie più lunghe che discendono sul 
petto, ricordano pure l’acconciatura propria di un certo periodo della dina- 
stia diciottesima. 


(') Etudes eguptolugiques 
(') Dizionario, supplemento 


STATUE 207 


Questa statua è attualmente rotta in parecchi pezzi, e mostra delle spaccature 
in diverse direzioni, dovute probabilmente all’azione di un fuoco violento: 
alcune rotture sono di data recente, ma altre risalgono al tempo della sua fabbri- 
cazione. Ciò si deduce con sicurezza dall'esame di alcune parti della statua, le 
quali furono evidentemente restaurate ab antico; così la spalla destra è for- 
mata in parte con un pezzo di tela, ripiegata a più doppî e fortemente cemen- 
tata, mentre alcune parti delFa stele, del pilastrino etc., sono rifatte con una 
mestura durissima, composta con granito polverizzato, sulla quale furono nuo- 
vamente incisi alcuni segni. 


Iscrizioni della stele. | 
Colonna centrale i diretti da sinistra a destra): 


Goibaissi Za, dI A AIA 
Gib sa eni AMWASR WI + Il Ù 


RISTEESO 


Colonna laterale di sinistra (segni diretti da sinistra a destra): 


SNESSSSRESZTE ea. 7 a SNINTEI [aa] > 

NT SS - @ È NAY/ 

e ù atea à 6 O IN NNYIUTVWVTRS I 
4 A i Fan DON 


NYT NNT << 
RR 
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ARR 
SEN Seù SS è e 


Colonna laterale di destra (segni diretti da destra a iguiea 


NYWECcX —il È (an [e Si Lea 


<> lil 


Iscrizioni del pilastrino. 


Be LL IAS 
TASTE LAMA A 11] 
N11 


Le molte lacune che interrompono queste iscrizioni, e alcuni punti per noi 
oscuri, non ci permettono di darne una traduzione continuata e sicura. 


NS 
Ni 


208 STATUE 


—— —r —— — — te -- — _-.:5. \_-_-_ ——— —r > —‘<T  _————rPr_r— —___>r& 
« - 


Iscrizioni incise accanto al braccio sinistro: 


Qu 


« îl soprintendente aì tributi Ptahmes ». 


Ai due lati, tracciata in rosso, e ripetuta: | 


Cale 


« la fece il suo pra Kai, che fa vivere il suo nome ».. 


Iscrizione incisa accanto al braccio destro: 


cadi: 


« Il soprintendente ai tributi Ptahmes ». 


Ai due lati, altre due iscrizioni, segnate in rosso e ora illeggibili. 
Sulla spalla destra è inciso il cartello | og] prenome di Amenofi III. 


Iscrizioni scolpite intorno alla base: 
LINE TIA A foJo]ani 
co DACI ELIO LIMAT 


Iena of E NTLAAIN 
i affi TEA] Ne 


4 « Una offerta regale è fatta ad Horyuti (Harmachis) [affinchè conceda 
tutto ciò che compare sulla sua tavola di offerte in tutte le feste] di Ammone 
e in tutte le buone feste, alla statua (ka) del nobile di schiatta, soprinten- 
dente ai tributi, Ptahmes, giustificato » 


bj « Una offerta regale è fatta ad Osiride yxentaàmenti [affinchè conceda 
la gloria în cielo, la potenza in terra, la trasformazione în] anima vivente 
e il raggiungimento della beatitudine coi favori della sua immagine (ka) 
alla statua (ka) del nobile di schiatta soprintendente ai tributi, Ptahmes 
giustificato ». 
Questa statua che fa parte della collezione portata dal Rosellini, fu da lui 
trovata a Tebe. Granito grigio, alt. 0,970: alla base 0,245 X 0,515. 


7 STATUE ‘209 


————————————————_——___—_FrFpòmt———__—_ 1 m_———__— ——1—______ __  ==__—_21——----2121212=z———_-_-_--———————————— + 6 


1507. (5625) Busto virile, frammento di una statua colossale di un Faraone egi- 
ziano, probabilmente di Horemheb, ultimo re della XVIII dinastia. Ha i 


capelli raccolti secondo l’acco1ciatura A neines caratteristica del dio Oro, 
dello Sfinge e del Faraone, ha l’ureo sulla fronte e nudo il resto del dorso e 
del petto. Il realismo con cui è lavorata ogni parte del petto, del collo e del 
viso, e la potente energia che ne spira, ne fanno uno dei monumenti più notevoli 
che siano stati prodotti da scalpello egiziano. — Acquistato dall’ antiquario 
Pietro Scalambrini di Roma nell’anno 1882. Roccia basaltica rossa; alt. 0,725. 


1508. (1794) Frammento di una piccola statua rappresentante il Faraone Seti I, bar- 
bato, coll’ ureo sulla fronte e vestito colla tonaca ampia e pieghettata, a corte 
maniche e larghe, il cui uso si andò estendendo sotto il suo regno e sotto 
quello del suo successore Ramesse II. È diritto in piedi, appoggiato ad un 
pilastrino, tenendo lungo il fianco sinistro l’insegna di Seb, e stringendo sul 
petto colla mano destra lo scettro î hic. Sul capo doveva portare un diadema 
posticcio, ora mancante. Il frammento di iscrizione, inciso sul pilastrino in. 
geroglifici di elegante disegno, contiene il principio del suo protocollo reale: 


Kg 
a 
= 

n$i7 


IS 
LINN 
«Ra sovrano del Sud e del Nord, toro forte, il grande delle vittorie, che fa 
vivere le due regioni, il signore dell'alto e basso Egitto.....». — Rosellini. 
Lavoro assai buono, ma consunto in parecchi punti. Manca dai fianchi in giù. 
Pietra arenaria dura; alt. 0,180. 


1509. (1785) Statuetta rappresentante un uomo inginocchiato, che appoggia le spalle 
a un pilastrino, e sostiene avanti a se colle mani un naos, nel cui interno è 
rappresentato Osiride in alto rilievo. L’acconciatura dei capelli, il colore rosso 
cupo con cui le parti nude del corpo erano anticamente dipinte, l’tbito largo 
e pieghettato con cui è vestito dai fianchi in giù, ci fanno attribuire questo 
monumento al principio della dinastia XIX. 

Sulla parete interna di fondo del naos, sugli stipiti esterni del medesimo, e sul 
pilastrino a cui la statua si appoggia sono incise le seguenti figure ed iscrizioni. 


PALI 


210 STATUE 


——_6m6—__ 66 6 ___ —  _—————++—— —++—+———++————-+-————_——_———————— i nn 


a) Parete interna del naos - Presso all'immagine di Osiride, e arrivanti 
sino all'altezza delle sue ginocchia, sono incise una per parte, due figure virili 
vestite coll’ abito a maniche larghe e pieghettate, col braccio destro sollevato 
in atto di adorazione e il sinistro disteso lungo il fianco. Sopra l’immagine di 
destra leggesi l’ iscrizione: 


“dol — I 


« al defunto, maestro di casa, Hui », 


e su quella di sinistra: 


ATI 


« il defunto, maestro di casa, Hui ». 


b) Sugli stipiti del naos: 
"Apri d8 US Riz ez 


i —; 


Ci 


arti ca a er More t 
Jr] 


1° — « Una offerta regale è fatta a Ptah-Sokari, che risiede nella dimora misteriosa, 


affinchè conceda pani, birra e ogni specie di cose buone e pure al defunto, 
il Kerheb Nifubui. 


2° — « Una offerta regale è fatta ad Osìride yentàmenti, Dio grande, affinchè 
conceda pani, acqua e îl soffio del [vento del nord al defunto, it Kerheb 
Nìifubui]. 


c) Sul pilastrino: 


ITA IE MU 


« Da parte del defunto, regio scriba e maestro di casa, Amenhbotepi [al] | 
defunto, il Kerheb Nifubui». 


Se l'indicazione data dall'iscrizione c è esatta, questa statua sarebbe stata 
dedicata in nome del maestro di casa Amenhotepi già defunto, e proba- 


STATUE 211 


——————————+_—_—_r__6_—_m___m__ _—mo___—__r___—_—_— —P——_r_———__—_————oror—————_—_—_———T—_—————_—_—_—_—_——————mmT@——»6 cr 


bilmente in forza di un suo legato testamentario, alla memoria di un altro indi- 
viduo morto dopo di lui. Il nome di quest’ ultimo si trova nelle iscrizioni 
precedenti, sotto le due forme: 


ene 


«Hui e Nifuhui», 


che parrebbero accennare a due persone diverse: noi però crediamo che si 
riferiscano al medesimo individuo, occorrendo assai sovente nelle iscrizioni 
funebri di trovare i nomi proprii accorciati o mutilati, per ridurli alle esigenze 
dello spazio. 

Lavoro di maniera convenzionale, mancante di vita e di originalità. Dell’ antica 
pittura non rimangono che poche traccie: frammentato in parecchi punti. — 
Gallerie. Calcare bianco; alla base 0,60 X 0,295; alt. 0,420. 


1510. (1817) Frammento di statua rappresentante il defunto S| Terà, 
vestito con abito talare e stretto al corpo, seduto sopra un trono. Manca dai 
fianchi in su. Sul di dietro del trono, non meno che sulle faccie laterali inco- 


minciando dal lato sinistro, è incisa in undici colonne la seguente iscrizione 
geroglifica: 


\\zeS if 1494 ali dg gt 


petE-1 Panca rr PAN lee 


Egg epopea gf , IS 
AAUGIGAGKAISAGCVI A GAGIIIDAG ge] OÒ S GK IA AT 
VAGAAGIDIAAADAAAAAAIAADAAAZAAADIA fn 175 7% VEE 
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1000-2 mi Apa 2\$ 42 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride Kentiyeti,signoredi...., affinchè 
conceda tutto ciò che compare sulla sua tavola di offerte nel corso di ogni 
giorno, (affinchè conceda) di prendere i pani che vengono innanzi quando il 
Dio si unisce [alle offerte . . ........, di raggiungere] la sua vecchiaja 
nell'età della beatitudine, (affinchè conceda) la sepoltura coi favori grandi da 


(') Deduco questa restituzione da un passo parallelo della statua del sacerdote Amenembhat, 
descritta a pag. 192 e seg. 


212 STATUE 


parte del re, il congiungimento al sarcofago, la sepoltura mella montagna di 
Occidente in mezzo aî suoîì congiunti . ..., alla persona di colui che è il 
primo a vegliare sul signore delle due regioni, del favorito del Dio buono, 
sacerdote di prinia classe di |Osiridej Kentiyeti, soprintendente-capo 
dei sacerdoti, Terà, figlio del capo Asek giustificato ». 

Lavoro artisticamente notevole, da attribuirsi alla dinastia XVIIJ o XIX. — 
Rosellini. Granito grigio; bas. 0,180 x 0,078; alt. 0,165. 


1511.(1795) Frammento di una immagine d'uomo in altissimo rilievo, compren- 
dente il capo con piccola parte del busto. L'immagine intiera rappresentava 
un individuo inginocchiato, colle braccia sollevate in atto di adorazione, come 
si deduce dall’ estremità della mano destra che vedesi aderire alla spalla, ed era 
probabilmente scolpita entro ad una nicchia nel mezzo dì una gran stele, come 


vedesi ad es. in quella dello scriba <q Pahir ad Elkab (v. Denkm. III, 
= 


13,a; v. anche il gran bassorilievo della tomba di Pa IS Uryuu, Derkm. 
II, tav. 44,a) ed in molte altre di minor dimensione. La maniera squisita con 
cui questo piccolo frammento è lavorato, non meno che l'acconciatura del capo 
e il colorito del volto, ricordano l’arte del principio della XVIII dinastia. Nes- 
suna traccia di iscrizioni. — Rosellini. Calcare; alt. 0,178. 


1512.(1797) Testa barbata in altissimo rilievo, frammento di una immagine di grandezza 
alquanto maggiore del naturale, la quale, come quella descritta sotto il numero 
precedente, doveva forse essere scolpita nell’interno di una nicchia nel mezzo 
di una gran stele. I capelli sono tagliati sulla fronte, e lasciati di mediocre lun- 
ghezza sulle spalle e sul collo, eccettuate alcune treccie più lunghe, che passando 

. dietro alle orecchie, vengono a discendere sul petto. Gli occhi sono larghi e segnati 
in nero, le guancie carnose e sporgenti, il mento assai pronunziato, e in generale 
l'aspetto suo la farebbe riferire alla maniera artistica dell’antico impero, se 
l’acconciatura dei capelli non ci riportasse al fine della XVIII dinastia o al prin- 
cipio della XIX. Sull’inventario del Migliarini si legge, che questa testa proviene 
da Gizebh, e che si riferisce al regno di Ramesse TI all'incirca. Questa 
circostanza, che il Migliarini può avere appresa a voce dal Nizzoli, spiegherebbe 
il contrasto fra la maniera artistica arcaica di questo monumento e l’acconcia- 
tura del capo relativamente recente, atteso che è oramai sufficientemente pro- 
vato, che le tradizioni artistiche dell’antico impero memfitico si continuarono a 
Memfi anche in tempi posteriori, e risorsero quindi nell’ arte del basso Egitto 


del periodo bubastitico e saitico. — Gallerie (collez. Nizzoli). Pietra arena- 
ria; alt. 0,225. 


‘ 1513. (1803) Gruppo di due statue. Il defunto bs Meri, avviluppato in un 
paludamento singolarissimo, che gli cuopre anche le braccia ed è poco dissi- 
mile da quello di Osiride, di Ptah e di Consu, sta seduto sopra un 


STATUE © 213 


_— —r@ 


_-—_—————€Epm-E2Atctei<L@" QNIMIENIIALIono «sIDy= VASI Srvie cs 


alto sedile, addossato ad una stele. Alla sua sinistra e sul medesimo sedile 
è assisa sua moglie a È | | si Tui, nell'atto di avvingergli il braccio destro 
intorno al collo, vestita dalle ascelle in giù con abito stretto al corpo e soste- 
nuto sulle spalle con due cinghie, che dovevano incrociarsi sul dorso; i capelli 
le scendono pesantemente in grosse treccie sulle spalle e sul collo, e il resto 
del corpo è nudo e dipinto in colore giallo pallido. Amendue i fianchi del sedile 
sono coperti di iscrizioni incise e colorite in azzurro, come altresì, sia sulla 
veste di Merì che su quella della sua consorte Tui, correva una colonna 
di geroglifici, incisi e dipinti nello stesso colore. Di queste due ultime iscrizioni, 
più nou rimane che la seconda, essendo la prima accuratamente martellata ('). 


Iscrizioni - Sulla veste di Tui: 
# P MORSE LC? EQILf{|C_ SA =" 
« lutto ciò sr su sulla tavola di offerte di Mu signora ra del cielo, 
sia per la statua (ka) della signora di casa Tui». 


MIDI Sila AGI 
STR Mes fisona—]a pu 
2 LO FANIUNZ(1 


WE RMS | — 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride signore dell’ eternità e ad Anubi 
che risiede nel naos, affinchè concedano che sia chiamato il sah verso il suo 
$abu (*) per........ le cose sulla tavola di offerte (*), che ii esca 


(') Essa potrebbe con molta probabilità essere così restituita : 


> l'a | (I CZZI 
7 3 Eee tI (Siren 
« tulto ciò che compare sulla tavola di offerte di A mone, re degli Dei, sia per la statua (ka) del 
misuratore di Amone, Meri, giustificato » 
La formola ==> A n etc., separata e indipendente dalla solita } \ = ius $_JI 200) 
trovasi usata in moltissime altre iscrizioni di statue. 


(() I sahu, scritto più generalmente (. « est, d'aprés les latextes, forme, dont se revét 
le defunt &près la mort: c'est une forme pareille, mais plus élevée que celle que le corp a portée 
sur cette terre » (A. Wiedemann, Congrés provincial des Orient. Frang., compte-rendu de la sess. de 


S. Etienne. pag. 163). Sullo stesso argomento vegg. anche E. Bergmann, Der Sarkophag des Pane- 
hemisis nel Jahrbuch. der Kunsthislorischen Sammlungen etc. vol. II, 1883. 


Il vocabolo LI JT, nn è con molta probabilità una variante del vocabolo LI IG n Î 
immagine, figurina funebre ecc., e credo che qui designi propriamente una figura osiriana, la quale 
avrebbe precisamento la forma ($) sotto cui si suole rappresentare il sàhu nei monumenti egiziani. 

(') L'interpretazione di gno passo è incerta, non potendo determinare con precisione il signi- 


ficato del vocabolo —,— da cui manca il determinativo. 


NÙ 


214 


STATUE 


—————+—€È ———__———— —6—_—_——__ — ——-- - = — — e - —---. ———rr————@ ——— ————— e — —— 


ed entri nel yerneter, che non sia respinta l'anima dal luogo che egli desidera, 
che siano dati a te i pani $ens, dei tes di birra, che tu faccia offerta colle 
mammelle di Oro ('). (che tutto ciò sia concesso) alla immagine del misura- 
tore di Amone, Meri, giustificato, figlio del misuratore di Amone, Uya, 
giustificato ». 


cs QI cor CI 

fol}: ST gira Rena TE PT 

na c Ol fuga 
alii ten oa SITR 
= 2 3 7 va a I 
A TL LE RU IU 
ASIIOIORRI i 2 9 | 
« Una offerta regale è fatta ad Amone, re degli Dei e al ciclo degli Dei di 
Karnak, affinchè concedano le provvigioni funebri in pani e bevande, buoi, 
oche, fascie, incensi, olii, offerte in natura e î prodotti tutti della stagione, 
libazioni di acqua fredda, vino e latte (nel) cadere di ogni giorno; che le loro 
mani diano l'abbondanza, che lo purifichi Thot, che si facciano a lui delle 
offerte în tutte le feste del cielo e della terra, (che tutto ciò sia concesso) alla 


statua (ka) del misuratore di Amone, Meri giustificato, figlio del misuratore 
di Amone, U ga, giustificato în grazia del Dio [grande] ». 


Col vocabolo INÙ Ne 0 I n o anche e ARG era designata 


una categoria di impiegati, corrispondente a quella dei misuratori in largo senso, 
e che da una parte comprendeva i misuratori di terre o geometri, quegli stessi 
uumini periti a cui accenna Erodoto nel cap. 109 del libro II, e che si vedono 
rappresentati in un bassorilievo di una tomba Tebana (*), e dall’altra sì esten- 
deva ai misuratori e pesatori, addetti ai magazzini e ai granai del Faraone e 
dei templi. Ciò ci spiega come il defunto Meri possa portare il titolo di 
misuratore di Amone: collo stesso titolo troviamo indicato un altro defunto 
in un cono funerario del Museo del Louvre, e inoltre nella necropoli di Gournah 
esiste una tomba, da riferirsi al regno di Ramesse III e di cui mi tu data 
gentilmente notizia dal sig. Wilbour, che ne copiò le iscrizioni, la quale appar- 


ono CIR So A DALIA mir 


rp del granaio del tempio di Amonra re degli Dei, Userhati», figlio di 


SoS Pentaur ancor esso er} geo i 


« misuratore del granaio del tempio di Amone ». 


(') CN aforisma, che trovo qui per la prima volta, e di cui ignoro il senso speciale. d 
('*) Vedi Prisse d'Avennes, /Mistoire de l'art égyptien etc. tavole, vol. II. 


STATUE 215 


[TT '.‘rct merito rrremmeerriereere:: eri errare reed 


nin 


La maniera artistica con cui questo gruppo è lavorato, è trascurata e conven- 
zionale; nondimeno esso si deve riferire alla XVIII dinastia, ed è a ritenersi 
con molta probabilità come anteriore: al regno di Amenofi IV. — Rosellini. 
Arenaria; base 0,450 X 0,610; alt. 0,790. 


1514. (1802) Gruppo di tre statue sedenti sopra lo stesso sedile, addossato ad una 
stele. La statua centrale rappresenta lo scriba  f Lil 4) Humaga, 
5 Ash 


barbato, coi capelli lunghi, tirati indietro sopra le orecchie e cadenti sul collo, 
vestito dai fianchi in giù con un abito bianco e stretto alle gambe. L’acconcia- 
tura del capo e degli abiti delle due figure femminili sedenti ai lati, è simile 
in tutto a quella della signora di casa AS QUI Tui, precedentemente de- 
scritta, e amendue rappresentano la signora di casa ix NI Beket (pianta 
di ulivo), moglie dello scriba Fosa N LT] Sl Humasa; la di lei immagine 
e N 

fu ripetuta capricciosamente, forse per amore di simmetria. Il colore della 
carnagione dello scriba Huma$a è rosso chiaro, e giallo pallido quello della 
moglie Beket; amendue le immagini di quest’ultima sono rappresentate nell’atto 
di abbracciare la figura centrale, da cui ne sono riabbracciate. Sul grembo delle 
statue sono incise tre iscrizioni in colore azzurro, e parecchie figure con altre 
iscrizioni, colorite uniformemente di giallo, sono incise sui lati del sedile, sul 
retro dello stele, e sullo spessore laterale della medesima. 


Sul grembo della figura centrale: 


o- Ro I 


« Lo scriba Humasa ». 


Sul grembo di amendue le figure laterali: 


oe 


« Sua moglie, la signora di casa, pe giustificata ». 


Sui lati del sedile: 
d-] {mam E a18S 1/7 DI 


« Una offerta regale è fatta ad Amone, affinchè Cona ogni specie di cose 
buone e pure allo scriba Humasa ». 


.e- “4083 Sn 
« Una offerta regale è fatta ad Osiride, affinchè conceda ogni specie di cose 
alla statua (ka) di Humafgîu ». 


216 STATUE 


———  o- —_——& — - — — ——..-- ‘e - n_.__—_——_—_——_—_—_m —_———P——_—_—————————_———_—m—6yy6—T————— P—————————————— + mv. 
— - —— -cou—_—- —— mlre—c--—.—...-__—_—_r_r_——_——___—m_ —_ —— -_ sa 


Sullo spessore della stele: 


« La sua figlia, che lo ama, Hontnofert ». 


Segue una figura di donna in piedi,-colle braccia distese lungo i fianchi, coi 
capelli raccolti sul dorso e sul seno, e vestita dell’ abito stretto al corpo. 


g — Fe poo= 


« La sua figlia, che lo ama, rana giustificata ». 
Segue una figura di donna c. s. 


Sul retro della stele: - scompartimento superiore: 
_S A II 74 LI >< di CZ 
« La sua moglie, che lo ama, la signora di casa, Beket, giustificata ». 


l'i = ©) Ae 
Spore 
« La sua figlia Hontnofer ». 


Segue una figura di donna in piedi c. s. Accanto ad essa sta una bambina, 
inginocchiata per terra; sopra di essa è incisa in segni più piccoli l’iscrizione: 


È < Q QC 
ss 2, 
SA Fa 
« La sua figlia Xatempet » 
pae hA ti 
I a n DS LI 
« Lo scriba, sorvegliante di tutti gli artefici, Humasga ». 
[| 
\ vd ‘(TH 
O 7 
« La sua figlia Honttonib ». 


1) — 


Segue una figura di donna in piedi c. 8.; accanto ad essa è inginocchiato un 
bambino, sopra di cui in segni più piccoli è incisa l’iscrizione: 


I 
-To$st 
« Il suo figlio Nib.. ROLOE 


cor ma = qa 
OT Mae A 


« La sua moglie, che la ama, la signora di casa, Beket, giustificata ». 


STATUE 217 


Scompartimento inferiore: 


ANNA 
TU 
« Il suo figlio Nebseni ». 


Segue una figura d’uomo in piedi, vestito dello shenti. 


| [== 


QU 
« Il suo figlio Mahu >». 
Segue una figura d'uomo, c. s. 


eos CS — — 2 
Ke <TD> Yen 
« Il suo figlio Nebmeritef ». 
Segue una figura d'uomo, c. 8. 


KI 


« Il suo figlio Meri ». 
Segue una figura d’uomo, c. 8. 


9 
Si 
« Il suo figlio Consu ». 
Segue una figura d’uomo, c. s. 
Lavoro artisticamente assai pregevole, e da attribuirsi con tutta probabilità alla 
dinastia XVIII: proviene probabilissimamente da Tebe. — Rosellini. Calcare; 
base 0,370X0,510, alt. 0,620. 


qu 


1515. (5626) Busto muliebre, frammento di una statua che riproduceva con arte squi- 
sitamente fine le sembianze di una defunta. Dal lineamento del viso spira un 
sentimento di idealità e una tristezza profonda e indefinibile, che raramente 
sì trova riflessa nei monumenti egiziani, e che assegnano a questo frammento 
un posto importantissimo nella storia dell’ arte dell’antico Egitto. L’acconcia- 
tura dei capelli, unitamente ad altri criteri, farebbero attribuire questa statua al 
periodo della XIX dinastia. — Acquistata, come il num. 1507, dall’antiquario 
Scalambrini, nell’anno 1882. Pietra calcare; alt. 0,505. 


1516. (1804) Gruppo rappresentante due coniugi, seduti l'uno accanto all’altro sopra 
uno stesso sedile, addossato a una stele. Il marito è vestito dal collo ai piedi 
con una veste a maniche corte e assai stretta al corpo, che credesi corrisponda a 
quella designata da Erodoto sotto il nome di xe4actiois; porta i capelli unifor- 
memente lunghi e cadenti sulle spalle e sul collo, e un'amuleto gli pende sul 
petto legato a un cordoncino: la moglie è vestita coll’abito solito, stretto al ‘corpo 


28 


218 STATUE 


e sostenuto sulle spalle con due cinghie incrociantesi sul dorso, e porta ancor 
essa una folta e lunga capigliatura, cadente uniformemente e pesantemente sul 
seno, sulle spalle e sul dorso. Nessuna traccia di iscrizioni. Lavoro assai pregevole 
della XVIII dinastia. Il trono e la stele sono frammentati e mancanti in parec- 
chi punti. — Gallerie. Calcare bigio; base 0,170 X 0,225, alt. 0,405. 


1517. (1805) Frammento di gruppo di due statue, rappresentanti due coniugi seduti 
l'uno accanto all’altro come nel numero precedente, e simili per l’acconciamento 
dei capelli e degli abiti e per il colore della carnagione alle immagini dello 
scriva Huma$a e di sua moglie Beket (v.num. 1514). Sul verso della stele, 
frammentata in molti punti, sono incise sei colonne di iscrizioni, delle quali tre 
“sono rivolte verso destra e tre verso sinistra, e sopra di esse, pure in incisione, 
sono rappresentati due sciacalli riposanti sopra un pilone, guardantisi e rivolti 
in direzione corrispondente alle iscrizioni. 


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GA GL44 
[a | PAGGISZÀ 


a — « Una offerta regale è fatta ad Osiride che risiede fra gli spiriti dell'Occi- 
dente e ad Anubi signore di Rosta, signore della vita, guardiano del Tua u, 
affinchè concedano tutto ciò che compare sopra la loro tavola nel [corso] di 
ogni giorno all'immagine (Ka) del capo. .:...>». 


d — « Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore dell'eternità, Dio grande, 
signore di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri, buoi, oche, pani, 
fascie, incensi, unguenti, offerte in natura e î frutti tutti della stagione, e 
tutte le cose buone, pure e [dolci], che produce la terra e che il Nilo porta 
dalla sua sorgente, all’immagine, (ka) della signora di casa ....». 
Questo piccolo gruppo, a giudicare dal frammento che ora ne rimane, appar- 
tiene alla migliore maniera artistica della dinastia XVIII. — Rosellini. Calcare 
dipinto; larg. 0,200, alt. 0,280. 


1518. (5257) Testa virile in altissimo rilievo, frammento di un gruppo di due o 
più statue, analogo a quelli precedentemente descritti. Il viso era colorito in 
rosso vivo. Lavoro mediocre, XVIII o XIX dinastia. — Provenienza incerta. 
Calcare; alt. mass. 0,070. 


STATUE 219 


— 


1519. (5258) Sezione anteriore di una testa di donna, modellata in creta, indurita 
al sole e dipinta. I capelli le sono trattenuti dietro le orecchie, con un velo 
dipinto a zone gialle e nere alternativamente, e ricascano poi sul petto e sulle 
spalle: il viso è colorito in giallo, e gli occhi sono segnati in nero. Non è suppo- 
nibile, che questa testa facesse parte di una statua o di un gruppo, ma bensì di 
qualche altro oggetto che non sapremmo definire. Lavoro discreto riferibile 
alla XIX o XX dinastia. — Provenienza incerta. Creta indurita al sole; alt. 0,103. 


1520. (5262) Immagine d’uomo intagliata sopra un assicella di legno, che era antica- 
mente ricoperta con tela, stuccata e colorita. È inginocchiato in atto di adorazione, 
rivolto verso destra, vestito colla veste ampia a larghe maniche, stretta sui 
fianchi con una cintura; porta i capelli acconciati secondo la moda caratteristica 
del principio della X1X dinastia, e più particolarmente del regno di Seti I. Faceva 
indubbiamente parte di un qualche mobile. Lavoro discreto della XIX dinastia. — 
Provenienza incerta. Legno intagliato; alt. 0,136. 


1521. (1792) Statua acefala rappresentante un uomo vestito collo shenti, assiso sopra 
un alto sedile, colle mani sulle ginocchia e nell’ atto di stringere colla destra 
una piccola fascia. Parecchie colonne di iscrizioni erano incise sulla faccia supe- 
riore e anteriore della base, non meno che sul davanti e sui fianchi del sedile: 
ma queste ultime furono martellate e pomiciate con tanta cura, che sfuggirono 
all'attenzione di quanti studiarono questo monumento, e soltanto con lunga 
fatica abbiamo potuto restituirne alcuni segni. | 

Iscrizioni. 
I. — a. Sul fianco destro del sedile: 


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STATUE 221 


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OC oi perchè io facessi fiorire il suo nome nel tempio di Osiride ». 
D) «..... 0.0... desiderando che il favore dei viventi ricordi lui în eterno ». 


c) « Una offerta regale è fatta ad Osiride signore di Tatu, affinchè conceda le 
provvigioni funebri, buoi, oche e pani alla statua (ka) del gran principe 
Sasgank, giustificato ». 


L'esame diligente di queste iscrizioni, dello stile artistico pieno di verità e di 
forza con cui la statua è scolpita, delle traccie di restauri antichi e di suc- 
cessive mutilazioni che essa presenta, ci rivela una serie di vicende fin qui 
ignorate, che hanno interesse non solamente per la storia di questo monumento, 
ma che possono rischiarare alquanto alcuni punti tuttora oscuri di un periodo 
della storia egiziana. | 

Secondo che si deduce in modo certissimo dalla prima serie di iscrizioni, 
incise sui fianchi del sedile e sulla faccia anteriore della base, questa 


statua fu originariamente scolpita per un gran dignitario ( S ) di Abido, 


vissuto durante il medio impero, e venne forse collocata nel “tempio di Osìi- 
ride in quella città. In un periodo di tempo a quello molto posteriore, questa 
statua fu ritrovata rotta in alcuni punti, e le vennero rifatti nuovamente la 
testa e l’avambraccio sinistro, furono martellate e pomiciate accuratamente 
le antiche iscrizioni (I, a, d, c), e ne furono incise delle altre (II, a, ò, c), 
e la statua dedicata a un defunto chiamato Sesonchi qualificato col titolo di 


{a | e messa nel tempio di Osiride. Il nome della persona che fece restaurare 


la statua e la dedicò a Sesonchi, era certamente contenuto nella prima parte 
delle iscrizioni (II, a, è), che incominciavano sul davanti del sedile ai due 
lati delle gambe e continuavano sulla superficie superiore della base; ma pre- 
cisamente in quella parte esse vennero martellate con tanta cura, che non ne 
rimane visibile neppure un segno, e appena si distinguono le due linee verti- 
cali, in cui le iscrizioni erano racchiuse. Il volere restituire il nome di que- 
sta persona, esigerebbe un’accurata ricerca sul tempo preciso in cui visse il 
nostro Sesonchi, e sulla parte che egli ebbe nella storia egiziana; il che ci 
obligherebbe ad una lunga e particolareggiata discussione sulle idee espresse dal 
Brugsch, dallo Stern, dal Naville e da altri, sulla origini della XXII dinastia, 
discussione che esce dai limiti impostici in questo catalogo. Crediamo nondimeno 
di poter dire, che il Sesonchi a cui questa statua fu dedicata, o è quello stesso 
che è nominato nella famosa stele di Abido, tradotta per la prima volta dal 
Brugsch e pubblicata dal Mariette, ovvero è uno dei piccoli principi che regnarono . 
sopra alcune provincie dell'Egitto, in quel periodo di anarchia che precede la 
dinastia etiopica o XXV: nel primo caso il dedicatore sarebbe, secondo ogni proba- 
bilità il Faraone Sesonchi I, fondatore della XXII dinastia, che usurpò 
parecchi monumenti di sovrani a lui anteriori, come ad esempio lo sfinge del 
Museo del-Louvre (A. 28), e nel secondo sarebbe uno di quegli stessi principi 0 


2 


222 STATUE 


—_———————————€6 —————_ 


governatori a cui abbiamo accennato. In qualunque caso poi riteniamo, che 
l’ultima violazione a cui fu soggetta, debba riferirsi al ritorno dei sacerdoti 
di Ammone, cioè all’ invasione e alla conquista etiopica, con cui incomineia 
la dinastia XXV. — Gallerie. Monolite di AAPSDCO granito di Siene; alla 
base, 0,870X0,485; alt. 1,350. 


1522. (5420) Frammento di statua, che rappresentava il gran dignitario ofo 
Uahàabra, inginocchiato per terra, nell’atto di sostenere sulla ginocchia un pic-. 
colo naos, sul cui fondo era rappresentata in alto rilievo l’immagine di una divi- 
nità femminile. Questa statua, per la squisitezza dell’arte con cui fu lavorata, 
è a ritenersi una delle opere artistiche più forbite e più notevoli, che fossero 
state prodotte in Egitto durante il periodo saitico. L'esatta imitazione della 
natura, che costituisce la caratteristica dell’antichissima scuola di Memfi con- 
tinuata in quella di Sais, si riunisce ad una certa morbidezza di forme, che 
ricorda le sculture greche più arcaiche, particolarmente la serie di statue cono- 
sciute sotto il nome di Apolli di Orchomenos, di Tenea etc.; e di fatto la sua bel- 
lezza non era sfuggita ai generali romani, che la levarono dall’Egitto per portarla 
a Romaa decorare il tempio d’Iside, sulla cui area fu trovata insieme ad altri 
monumenti già sopra descritti. Disgraziatamente di questa statua andò perdula 
la parte migliore, mancando una sezione della base, su cui riposa, il piede destro 
e tutta la parte superiore dall’ombelico in su, colla parte superiore del naos. 

Intorno alla base girava una fascia di iscrizioni geroglifiche, stupendamente 
disegnate ed incise, come pure altre due colonne esistevano sul pilastrino a cuì 
appoggia le spalle. Di esse più non rimangono che i frammenti seguenti. 


Sul pilastrino: 


NSÒ SS NX N NS x NI SÈ SY SN NNXX e DI N SN CÒ G CZ LT SS NENS fe SÒ SS & SÒ 
4 — NÉ 
SEE ERBE GN S Ada < SÒ N IS Ò ANANMNA Ken (A ds: > SNSSSS SD NÈ 


NS YA SS SS SS (RE VE Pla Ho 
NENTRS SOG 
do KNYTss AS ao” 2. 


€....... [colui che è Se del) re, che è nel cuore del suo signore, 
che fa ......il prefetto del] Sud, îl governatore delle provincie del mez- 
zodì, il capo dei templi di Neit, che sta sopra i misteri del cielo (astronomo), 
Uahàabra». 


o}; 


HS 


4, 


Sulla base: 
ne MITRA TELO) 


(') Titolo dato ad Osiride anche nella statuetta naofora del Vaticano. 
{') Sotto il nome di Mo Ha-xeb era designato, secondo ogni probabilità, il santuario 


di Osiride in Sais, ove questa divinità, come risulta da innumerevoli indicazioni, ebbe un culto spe- 


STATUE 223 


—_—————_—_————_—y— __y _m& 


« Il devoto ad Osiride Hemaka, Dio grande che risiede in Ha-yeb, 
îl prefetto delle provincie del mezzodì, Uahàbri». | 
Fa 0) AZGKKSSCCKCZZZZZZZZZCO 
:-]} 2 \RTtMPEhuvuljf{frzZz__2== 
= lì) Aa 4 ® CAZZZAZZAZZA AZZ 7/7 ZZZZZZZZZZ 
« Una offerta regale è fatta all’Ape(') che risiede nei templi, in provvigioni 
funebri, in pani di diverse qualità e in bevande, nel principio della prima 
stagione, ......>. | 
4 4254, MP LAS LSP ILS 4/24, AAA CX] INVII 
AZATIT]C]CIZIZZZZZ Ty? SÙ gag 
a- ga RSS i 
GLAGGAAHGAGGAGA in] DIOR N ONG 
«......[Uahàbra, figlio dell...... Pifnifuaneit, partorito dalla donna 
Sebneit.... » 
pre * VA . 
LATINE TINLCTSUIÀA 118 
ta I sÎ | O (1) LD 7 MAM > DIA 


a=lloto 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride Dio grande, che è in Sais, în provvi- 
gioni funebri, in pani di diverse qualità e in bevande nella festa Uaka, in 
tutte le feste e în ogni giorno, all'immagine (ka) del capo, prefetto del sud, go- 
vernatore delle provincie del mezzodì, sacerdote di Harur e delle due Uatit, 
Uahbàabra ». “e 

Il dignitario Uahàbra, a cui appartiene questa statua, fu senza alcun dubbio 
uno dei personaggi più importanti, che vissero in Egitto durante la seconda 
metà della dinastia XXVI, ed è probabilissimamente contemporaneo di Amasi. 
Allo stesso individuo crediamo pure che appartengano altre due statue, esistenti 
l’una al Museo di Bologna e l’altra in quello del Louvre, e le cui iscrizioni 


riproduciamo qui appresso. 


Statua di Bologna. — Iscrizioni del pilastrino: 


E LO DE gi 
PERI | RR 4 | bb > mn ANA a — 
AIIP 
II RESTR] | Sat Y È = 
Tg 477777777777 
o A [i = 


ciale. L'Ha-yxeb è nominata in moltissime iscrizioni del periodo saitico, p. es. nell'obelisco della 
Minerva, nello sfinge di Amasi rinvenuto nell'Isèo campense ecc.; ma potranno essere consultati con mag- 
giore utilità un passo della statuetta del Vaticano precedentemente citata (V. Revillout nella Révue 
égypt. I année, p. 25) e un passo di un papiro funerario del Museo di Berlino (V. Brugsch, Geogra- 


- phische Inschriften vol I, p. 248. e III, p. 16). 
(') Espressione che doveva riferirsi a qualche trasformazione di Osiride, ancora mon ben nota. 


- Pd tI 
+ 


221 STATUF 


2 — —-—_ —— — 


n: —_— _ ————r——-—--———- ————————————_—————__——— ———————————m@@—@—w - ——— 


Statua del Louvre ('). 
Sul davanti della statua : 


2312/13 2.iofo 
18-07 18 =[IA=1{hoMofot% 
PROURETIArcoss ill%= 


Proveniente ; dal tempio di Iside in Roma. Basalte ; alla base 0,745 X 0,410, 
alt. 0,060. 


1523. (1784) Statua rappresentante un sacerdote della dea Neit, col capo intiera- 
mente raso, diritto in piedi, appoggiando le spalle a un piccolo obelisco che 
gli arriva fino all’altezza del collo, e nell'atto di sostenere ritto avanti a se 
un oggetto, che riproduce la forma dello scettro ‘). Sulla sezione superiore 
della faccia anteriore di esso è rappresentato un naos, racchiudente nel suo 
interno una piccola piramide, e fiancheggiato a ciascuno dei due lati dalla 
insegna di Sais: sotto di esso sono incise, in geroglifici di elegantissimo dise- 
gno, cinque colonne di iscrizioni, e altre due colonne coprono la faccia posteriore 
dell’obelisco, a cui la statua appoggia le spalle. 

Iscrizioni. | 
a — Sulla faccia anteriore dell'oggetto Ù 


HI 01 to] La 
SI a ? RA 


US dp|= n 
Sist AUYHA 


(') A. 91. — V. E. De Rougé, Notice des monum. égypt. du Louvre p. 44; Pierret, Inscriptions. 
inedites II, p.8 e Piehl, nella Zeilschrifl 1879, p. 147. 


| 


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lo af Zi" 


Soa | 


ria TEa “A 
AR 


dig = peer 
me? Iole 


« Egli fu l’amore di Neit, del re e di ogni sacerdote: facciano essi fiorire 
il suo nome nel tempio di Neit in eterno ». 

« Egli dice: una offerta sontuosa è fatta a Néit (affinchè conceda) le prov- 
vigioni funebri, pani, fascie, olii, in tutte le panegirie, all’ immagine (ka) del 
primo Kerheb, Henata. 

« Fece fare a lui (questa statua) îl suo figlio primogenito, che lo ama, dnvoto 
a Neit, capo dei templi, ..... primo Kerheb, Utahorresentnu ». 


b— Sulla faccia posteriore dell’obelisco: 


lo dillo CY = Saw 0 
Ilje—ie SITL sO 
AMISTICI]ZIALLART E 
ge: L'IMST 


29 


226 STATUE 


« Il Dio protettore del nobile di schiatta, capo dei templi delle due Uatit, sua 
neh .. (') in Sais, sacerdote della &st-ur di Iside, sacerdote di Amonra, 
signore dei troni dei due mondi e dell’ha-yeb, sacerdote di Aphiru nel 
tempio di Neit, sacerdote di Sokari..(?)..., sacerdote diNum&abra (Amasi) 
giustificato, sacerdote e primo K erheb anziano ('), servo del suo Dio, Henata, 
(cioè) la protezione (°) posta dietro di lui e di fronte alla sua immagine (ka) 
davanti a lui, è il Dio Ani giustificato ». 


Il Dio Aniîi nominato in queste e in moltissime altre iscrizioni di statue del 
medesimo tempo, non fu nel periodo saitico, altri che Osiride come forma solare 
. adorata in Sais, simboleggiato da un oggetto, che poteva essere una colonna, 


un obelisco, una piramide, l’amuleto tat (1) o l’oggetto Ù del nostro monu- 


mento: come tale il Dio Ani è detto 2 « giustificato », in corrispondenza 
coi capitoli XVIII e XX del libro dei morti, che trattano appunto della giustifica- 
zione di Osiride. In questa statua il Dio Ani è rappresentato dall’obelisco, 


cui la statua appoggia le spalle (I ) e dall'oggetto Ù che tiene davanti a se 
Cam 


(data “TSE 

Lo stile della statua, la pietra in cui è scolpita, la natura delle iscrizioni ecc., 
la farebbero attribuire al periodo saitico preso in largo senso, dal principio 
della XXVI dinastia fino a Nectanebo II: essa non è certamente anteriore ad 
Amasi, che vi è nominato come defunto, ed è forse da attribuirsi al fine del 
periodo persiano, in una età di poco posteriore a quella della celebre statuetta 
naofora del Vaticano. Manca della testa, che fu rifatta modernamente sul modello 
di un’altra testa del periodo saitico: il resto del monumento è perfettamente 
conservato. — Gallerie. Basalte verdastro; all. 0,795. 


(‘) = e | Z > OS complesso di titoli non ancora spiegati. Il primo di essi (> 
sì trova frequentemente nelle iscrizioni dei dignitarii dell'antico impero mernfitico, ma non ne fu finora 
definito il significato. 

(') La traduzione di S SA- —#— per € anziano » è congetturale. 

(') Pot tes, « Drdtesione », traduzione egualmente congetturale; ma ci pare la sola possibile 
in questo passo. 


vi Questa nostra spiegazione della formola saitica O D MAMA è eos. \ an $ Ì IN 


S- i a a è giustificata dallo studio comparato delle diverse sue varianti, e specialmente 


dalla c.. del Pleyte «le culte des colonnes et du Dieu An », nei « chapitres supplement. 
au livre des morts », tomo III, p. 155 e seg.; vegg. anche la nostra monografia sul « significato simbo- 
lico delle piramidi egiziane ». 


STATUE 227 


1524. (1796%) Testa, frammento di una statua di un sacerdote di Neit. Essa è uno 
dei migliori prodotti dell’arte egiziana durante il periodo saitico, e come molte 
altre teste del medesimo tempo, riproduce i tratti caratteristici della testa di 


Bf 99 Ptah noferhir «Ptah dal del viso », che già nei monumenti di 


Memfi della XVIII e XIX dinastia, e in parte anche in quelli di Tebe, risulta 
essere stato il tipo canonico per le teste di quasi tutti i defunti. — Gallerie. 
Basalte; alt. 0,025. 


1525. (1796) Testa, frammento di una statua di un sacerdote di Neit, come quella 
descritta precedentemente, a cui corrisponde intieramente per il tempo e per lo 
stile. La statua si appoggiava a un pilastrino, che le giungeva sino all’ altezza 
del collo, e che doveva essere coperto di iscrizioni in caratteri geroglifici mi- 

nuti, come risulta da alcuni segni tuttora visibili. — Rosellini. Basalte; alt. 0,125. 


1526. (1795) Statua rappresentante un individuo seduto per terra colle gambe ran- 
nicchiate, avvolto in un paludamento da cui non escono che le mani, che tiene 
incrociate sulle ginocchia, e appoggiato a un pilastrino che gli arriva fino 
all'altezza del collo. Porta al mento il pizzo di barba, e i capelli cadenti uni- 
formemente sulle spalle e sul collo, coperti da un velo; sul davanti della 
statua, addossate alle gambe della medesima, vedesi rappresentata in bassori- 
lievo una immagine di Osiride fiancheggiato da altre due divinità, ora non ben 
discernibili, e così sul capo, egualmente in bassorilievo, è rappresentato uno 
scarabeo. Manca di iscrizioni. Il tempo di questo monumento non può essere 
stabilito con precisione, perchè esso presenta caratteri fra loro contradditorii: 
per alcuni rispetti dovrebbe riferirsi al primo impero tebano, mentre per altre 
ragioni deve attribuirsi a un tempo assai meno antico. In un periodo posteriore 
a quello in cui fu scolpita, questa statua venne. arrotondata nella sua parte 
inferiore, per farla servire a qualche uso, che non sapremmo ben determinare. — 
Gallerie. Basalte; alt. 0,245. 


1527. (1783) Frammento superiore di una piccola statua di defunto, vestito con un 
abito che gli giunge fin sotto’ le ascelle, e che è sostenuto sulle spalle con due 
cinghie, coi capelli raccolti in un velo e tirati indietro sopra le orecchie e 
sul collo. È diritto in piedi e appoggia le spalle a un pilastrino, su cui uleggoni 

tuttora il seguente frammento di iscrizione: 


799 


«il Tuau ur, Unnofer, figlio del Tuau ur...» 


Tardo periodo saitico o principio del periodo tolemaico, — Gallerie. Basalte ; 
alt. 0,108. 


228 STATUE 


1528. (1782) Statua formata con varii pezzi di legno, uniti gli uni cogli altri per 
mezzo di cavicchii egualmente di legno, e rappresentante un uomo in piedi colla 
gamba destra avanzata, vestito dello shenti e coi capelli corti e ricciuti. L’in- 
dividuo rappresentato fu probabilmente un Faraone, ed è a credere che sulla 
fronte, attualmente mancante, portasse l’ureo, come pure nelle mani, che anda- 
rono perdute unitamente ad amendue le braccia, doveva stringere qualche amu- 
leto o qualche scettro: è parimente probabile, secondo l'opinione già espressa 
dal Rosellini, che essa sia una di quelle statue che rappresentavano in modo 
generico uno qualunque de’ Faraoni defunti, e che venivano portate processio- 
nalmente in date circostanze. Le proporzioni arditissime e svelte delle gambe 
e del torace, e la finezza con cui i piedi sono lavorati farebbero supporre, che 
questa statua appartenga al nuovo impero egiziano, ma sarebbe difficile il 
determinarne il tempo con maggiore precisione. L’intiera immagine era antica- 
mente ricoperta con stucco e colorita: ma sia dello stucco che del colore 
rimangono pochissime traccie. Il legno è spaccato in parecchie direzioni, tarlato 
e corroso in molti punti; mancano il piede sinistro, le due braccia e parte 
notevole del capo. — Aosellini. Legno di fibra molto compatta; alt. 0,625. 


1529. (5614) Statuetta in bronzo rappresentante un Faraone, vestito collo shenti, 
coi capelli raccolti secondo l’acconciatura nemes 2, l’ureo sulla fronte e il 


pizzo di barba al mento. È inginocchiato per terra, appoggiando il corpo sulle 
calcagna, e colle mani tese in avanti nell'atto di presentare alla Divinità una 
offerta, che manca attualmente. Immagini analoghe alla presente esistono in 
parecchi Musei, ma specialmente in quello di Leida: esse sono la riproduzione 
di una scena, tante volte figurata nei bassorilievi dei templi e delle tombe farao- 
niche egiziane. — Lavoro assai buono, da riferirsi probabilmente al periodo 
saitico. Manca l'offerta che doveva tenere fra le mani, e manca pure in parte il 
pizzo di barba: sotto le ginocchia e sotto i piedi è saldata un'appendice, egual- 
mente di bronzo, con cui l'immagine era anticamente incastrata in una piccola 
base. Acquisto 1882. — Provenienza incerta. Bronzo; alt. dell’ immagine, 0,135. 


1530. (1782) Piccolo gruppo in bronzo rappresentante un sacerdote, col capo raso 
e vestito dai fianchi in giù con abito stretto al corpo, diritto in piedi colla 
gamba destra avanzata, nell'atto di sostenere colle mani una immagine della 
Dea Ma (xÌ) sopra una piccola ara. Sul lato posteriore di un piccolo pilastrino, 
a cui l’immagine del sacerdote appoggia le spalle, era incisa anticamente una 
colonna di geroglifici, attualmente corrosi ed illeggibili. Lavoro discreto del 
periodo egizio-greco. Manca, in seguito a rottura, la penna di struzzo, che la 
Dea Ma portava sul capo: tutto il gruppo è molto ossidato e in stato me- 
diocre di conservazione. — Gallerie. Bronzo; alt. 0,112. 


1531. (1781) Piccola immagine di un sacerdote, inginocchiato sopra una larga tavola 
per offerte, nell'atto di versare sopra di essa l’acqua di un vaso, che tiene fra 


STATUE 229 


le mani. Dietro ai piedi del sacerdote si unisce un piccolo anello. Lavoro 
discreto del tardo periodo egiziano. — Gallerie. Bronzo; larg. 0,071, alt. 0,041, 


1532. (1779) Immaginetta in bronzo di una canefora. Lavoro discreto del periodo 
egizio-greco, ricoperto da molto ossido. — Rosellini. Bronzo; alt. 0,065. 


1533. (2170) Frammento di una testa virile di statua colossale. Aveva gli occhi 
intarsiati con altra materia, e portava sul capo l’ureo e un diadema, posticci e 
attualmente mancanti. La singolarità dell’acconciatura dei capelli e lo stile spe- 
cialissimo di questa scultura, escludono la possibilità che essa sia il prodotto 
dell’arte egiziana, e la farebbero di preferenza credere lavoro etiopico, corri- 
spondente ai monumenti pubblicati del Lepsius, nella sezione quinta dei Denk- 
mdler: mentre la natura delle mutilazioni, che essa presenta, lascierebbe sup- 
pore che provengano da una violazione volontaria. Monumento importantissimo 
per la storia dell’arte. — Provenienza incerta. Granito nero; alt. 0,355. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


1534. (2554) Bassorilievo rettangolare, che dovette far parte della tomba del defunto 
i Serà (Memfi-Saqqarah), capo dei sacerdoti addetti al servizio fu- 


nebre del Faraone | VaDnnte Sent ('), ultimo re della II dinastia. Il defunto, 


seduto sopra un trono (4) davanti a una tavola di offerte (0), è vestito con un 


abito lungo e stretto al corpo, che gli arriva fin quasi al collo del piede, e 
porta sulle spalle la pelle di pantera; di fronte ad esso sta seduta, egualmente 
sopra un trono, una donna probabilmente sua moglie, vestita col solito abito 
lungo e stretto, proprio delle divinità femminili. L’acconciatura dei capelli e 
lo stile di amendue le figure sono gli stessi, che sì riscontrano nei monumenti 
più arcaici della necropoli di Memfi. 
Iscrizioni: 
a Sopra la figura virile: 


}g 3Zl 


b Sopra la figura muliebre: 


= TTA 
= (fn 
A ras ram 


(') Alcuni bassorilievi della sua tomba furono pubblicati dal Mariette (Les Mastaba de l'ancien 
empire, p. 92 e seg.), dai quali appunto si può ricavare che egli era 


AOANMINA 


capo degli hon-ka nella necropoli di Sent 


(Bo A (hO AESHIIS 


capo dei purificalori nella necropoli di Peràbsen, nella dimora (probabilmente la piramide) di Sent 
e in tulte le (altre) sue sedi (probabilmente gli edifizi funebri dipendenti dalla piramide). Il nome 


faraonico tn o, [lesa non è dato mai nel papiro di Torino, nè nelle tavole di Abido e 


di Karnak, nè che io sappia, in alcun altro monumento. Esso può riferirsi a un Faraone finora non 
conosciuto, come potrebbe pure essere il secondo nome del Faraone Sent stesso, come trovasi in 


tempo più tardo (V dinastia) un Faraone indicato sotto i due nomi Ì | e | O I LJj 


In tutte le iscrizioni di questa tomba, il nome del defunto è sempre scritto Seri, circo 
«=> 

stanza che, unitamente ad altre ragioni, ci fa credere, che già nell'antico impero memfitico i due suoni 

vocali rappresentati dai segni Ì e i dovessero essere tanto affini l'uno all’altro, da confondersi insieme. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 231 


c Intorno -alla tavola di offerte: 


sopra 
AI 
_& 
al 


& 


a « Il real parente, il devoto Serà». 
b « La Maàr...(') Xentiket » 


(') q= è un titolo di dignità proprio di donna, che finora abbiamo trovato solamente nelle 


iscrizioni della tomba di Serg, a cui il presente bassorilievo appartiene, e in quella di fa = 


che sorge poco distante da essa, e che si riferisce presso a poco al medesimo periodo (Mariette, Les 
Mastaba de l'ancien empire, p. 10). Nei bassorilievi della prima tomba (Mariette, id. id, p. 94) sono 


rappresentate tre donne della famiglia di Se rà, accompagnate dalle seguenti iscrizioni: 


1° 3 


sii 


‘> 
CY AMMAN [a | 
e nella stele di (Na fra parecchi altri titoli che si riferiscono ai suoi uffici nel palazzo reale, 


vi ha quello di ih e —pid"9S 
DSS A [mn DA A > 


232 BASSORIL:EVI E ISCRIZIONI 


ce « Incenso, oche arrostite, l'acqua della mano, .....pani,.... vino, l’acqua 
della mano: migliaja di pani (|, migliaia di pani [) e migliaia di tele di ogni 


specie (3 I). (‘) 


Sia le figure che i segni sono riprodotti in leggiero rilievo: ma sia le prime 
che i secondi, sono in parte scrostati per il salnitro che ha intaccato la pietra. — 
Rosellini. Calcare; alt. 9,545, larg. 0,560. 


1535 (2560) Stele rettangolare, che riproduce nel suo aspetto generale la facciata 
di un ipogeo dell'antica necropoli di Memfi, e che appartenne alla defunta 
Kauàsu, sacerdotessa di Hathor e favorita del re (*). L'immagine della 


(') Le offerte qui indicate sono quelle, che si trovano invariabilmente nominate sopra i monu- 
menti del principio della IV dinastia, e in quelli ad essa anteriori; fra queste offerte è notevole 


i è indicata sotto la f fa l D nk.I 
quella che qui è indicata sotto la forma s altrove www DD (Denk. II, 4) o DÀ (Denk. II, 3) 


o semplicemente W Ln II, 4),e che deve essere identificata coll'offerta dell'acqua, che nel libro 


dei funerali è chiamata amm | mm mu.nu.tot, « l'acqua della mano» (V. E. Schia- 
IAAAAAA) 


U nm 
parelli, /{ libro dei funerali, Si etc. p. 140). 
(amo | D =) Dd 
) Il titolo I) Ìi 1) ine etc., che abbiamo tradotto per « favorita 0 
) AA 
favorita intima del re » designava un grado elevatissimo nella gerarchia delle donne addette alla 


corte. Questo titolo è talora accompagnato da quelli di dhe (o) } dl « la favorila o favorita del 
_ Sr ì > 
re >, I <= « la gran favorita », N gica dI DD) « la direttrice delle fuvorile >», I? m 
i A 


> 
A 
<TD> . 
« l'umica », E « la nobile di schiatta » ecc. Esso si trova generalmente nei soli monumenti del- 


A 
l'antico impero memfitico, e conosciamo un solo esempio riferibile al fine della XII dinastia o al 
principio della XIII, datoci da una stele di questo Museo: lo portarono, per quanto noi sappiamo, le 
seguenti persone; 


lesi go» TIM 
i Giura 


5° — » >» Jo (secondo il Mariette, o meno probabilmente a parer 


ANIA . 
nostro Jo secondo il De Rougé) madre della precedente. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 233 


defunta è ripetuta parecchie volte in diversi punti della stele, ogni parte della 
‘quale è coperta di iscrizioni nettamente incise e tuttora ben conservate.. 


donà IS 

Fas ® dol 

80 — > >» fà cl sas 
"> > BRA è 


10° — »° >» na A (V. infra, num. d'invent. 2553). 


(Vegg. in proposito : E. De Rougé, Recherches sur les monuments qu'on peut altribuer aux six prémières 
dynasties pag. 37, 52, 59 e 60, 130, 133, 147; Mariette, Les Mastaba de l'ancien empire pag. 198 
e 208, e Calalogue général des monuments d'Abydos pag. 89 e 91; Lepsius, Denkm. II, tav. 110 e 111, }). 


[an 
n 
La dimora dolto ] ( era designata col vocabolo ( (v. E. De Rougé, Recherches etc., 


pag. 59): e pare che con esso si connettesse un titolo, che è assegnato a molti dignitarii dell'antico 
. impero, e che è indicato colle espressioni seguenti: 


ai 


ESA 
3 Upas}t 
e 
d"7718 
Daf 
dol 
Ri 
<> 
def} 
Alici 
io sia 
(Vegg. in proposito: Mariette, Les Mastaba etc., pag. 308, 228, 300, 125, 233, 101, 16; 296, 299, 


299 e 301; E. De Rougé, /nscript. inédiles etc. tav. 78 e 83). 
30 


234 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


A2ATISITORA I 
12 ANTE 2SZZM 
IE MTASNEREROI 


Sul pilastro sinistro: 
defunta, vestita 


e BETA 421 RO tdi 
EVASI ZITO of ic 


ricciati, avente 
nella destra un 


n= | ee Tifone i 


una specie di 
fiore. 


a « Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Tutu e che risiede ‘ 
nell’'Amenti, signore di Abido (affinchè conceda) 

I « le provvigioni funebri in pani e bevande alla devota ad Osiride, signore 
di Tutu, la real favorita intima, Kauàstu». 

b « Una offerta regale è fatta ad Anubi che sta sopra la sua montagna e 
in Ut, signore di Taser, (affinchè conceda) la sua sepoltura 

e « buona nella sua siringa del yerneter o montagna lavinia de- 
vota, real favorita, Kauàstu ». 

c «Una offerta regale è fatta ad Anubi, signore di Sop-pa, (affinchè conceda) 
le provvigioni funebri in pani e bevande ad essa 

d « nella sua siringa del yerneter o montagna occidentale, alla devota, real 
favorita, Kausstu ». 


Immagine della 


LATER ZU dda 
IT LITALOI Ihnen 
AI LZ 


9g « Una offerta regale è fatta ad Osiride signore di Tutu (affinchè conceda) 
le provvigioni funebri alla real favorita Kauastu ». 

h « La devota ad Anubi (che sta) sopra la sua montagna, la real favorita 
intima, Kauastu ». 

i « La devota al Dio grande, signore del cielo, la real favorita intimo, Kauis t U ». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 235 


-_.——r—————.rr —_—r—————r————r——————ro——-—--rrrr —- ——.—————r——————r_r6m_ 212_1__Àk_._._.__TFTrr_..--.. ————- 


Sull’architrave inferiore: 


fam | 
30 UL ]jse 
« La real favorita intima, Kauàstu ». 
Sul tamburro: 
‘Addo 
« Astà » 
Sugli stipiti della porta d'ingresso: 


15 SSN], 
MP ZA TIBINAIO 


me La devota, sacerdotessa di Hathor, Kauastu ». 

n« La devota, real favorita, Kauàstu ». | 
Nello spazio compreso fra ì due architravi vedesi la defunta, vestita c. s., seduta 
sopra un trono davanti ad una tavola di offerte. Sopra di essa è incisa l’iscrizione: 


MIR teUuilo 


« Migliaia di provvigioni funebri (vasi di birra e pani di diverse specie), 
migliaia di buoi, migliaia di oche di diverse specie, migliaia di fascie di di- 
verse specie (siano date) alla devota Kauastu ». 


egue l'immagine della defunta, c. 8. 


Sulla cornice che sormonta la stele: 


AAA RAM ne) a 7 7A IL] 

riva Ns AE +S e ST Ha 401] ddle 
« Una offerta regale è fatta ad Anubìi sopra la sua montagna e nell'oasi, 
signore diTaser,affinchè conceda le provvigioni funebri în pani e în bevande 
alla real favorita Kauastu. — Rosellini. Calcare bianchissimo; alt. 0,820, 
larg. 0,490. 


1536 (2519) Stele di forma rettangolare, unita ad una base bislunga. Nel centro 
della stele è rappresentato un uomo, seduto sopra un trono davanti a una tavola 


di offerte (O). Sotto alla tavola vedesi rappresentato il vaso ©, e sopra 


A TeJ 
III O 


Sita 
« Il real favorito, l’amico di palazzo, Nibes. Migliaia di pani di diverse 


236 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Cc 


specie, migliaia di vasi di birra, migliaia di buoi, migliaia di oche, mi- 
gliaia di fascie di diverse specie .... ». 
Sulla base è incisa l'iscrizione seguente: 


|P eSLITZI 
« Il devoto al Dio grande, Nibes ». 3 
L'immagine del defunto e le iscrizioni erano dipinte uniformemente in colore 
bleu-scuro, ora sbiadito: le altre parti della stele erano colorite di rosso, che 


attualmente è pure in parte scomparso. — Rosellini. Calcare; alt.0,235, larg.0,185. 


1537 (2552) Frammento di una iscrizione sepolcrale, che era probabilmente incisa 


sopra l’architrave di una porta d’ipogeo. I segni qui appresso trascritti, disposti 
sopra due linee orizzontali, sono grandi finamente lavorati, e non conservano 
alcuna traccia di coloritura. 


(HeslTi MoiaLta 
PASS 


a « Il favorito del re, amico di palazzo, Rtunes, devoto ad Osiride ». 
b « Il devoto al Dio grande, Rtunes ». 


Rosellini. — Dinastia V o VI. Calcare; alt. 0,173, larg., 0,395. 


1538 (2512) Stele arcuata superiormente, e colorita anticamente con una tinta bianca 


uniforme, tranne nella parte centrale che è dipinta in colore giallo-scuro. Sulla 
superficie bianca furono segnate in nero, e quindi incise e dipinte in bleu delle 
linee, che dividono la stele in tante piccole sezioni: come pure sulla superficie 
gialla fu tracciata a contorno nero, e quindi incisa e dipinta, l’ immagine del 
defunto, ritto in piedi davanti a un’ara di libazione e a una tavola ricolma di 
offerte, ancor esse incise e dipinte a diversi colori. Il defunto ha i capelli 
trattenuti sopra le orecchie e condotti sul collo da un piccolo velo, ha il corpo 
dipinto in color scuro, simile a quello della terra di Egitto, e veste uno shenti 
bianco e non pieghettato, analogo per il disegno a quelli che si vedono nei 
bassorilievi dell’antico impero. La stele si divide in due sezioni principali: 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 237 


1° Po; — Il segno Q è inciso e dipinto in rosso, bianco e nero: i segni 


SZ, sono incisi e dipinti in bleu, bianco e nero. 
li ee 7 
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Immagine del Ì IS 


| Ì | defunto, etc. 
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‘ATCIZUIEN 

ine Ran 
MI elTwz 


a « Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Tutu, Dio grande 
signore di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e în bevande, 
buoi, oche, fascie, e tutte le cose buone e pure [di cui] la Divinità vive, 

db « all'immagine (ka) del custode del magazzino del palazzo, Àb i, giustificato, 
figlio di Kaku». 

c « Il padre Kesu, figlio di Àpà ». 

d « La sua madre Kiku, figlia di Apà; il suo fratello per nome Senb; la 
sua sorella Sehekà; la sua sorella Ka partorita da K&ku; il figlio di sua 
sorella, per nome Senh..... ». 


Genealogia : 


(donna) 


Kesu—— Kéku 
(uomo) | (donna) 


Aba : Senb : Sehekéà : Ka 
(defunto) (uomo) (donna) ir 


Senb 
(donna) 


298 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


I segni sono incisi nettamente e coloriti di verde. Quantunque la maggior parte 
dei nomi di persona forniti da questa stele ci portino alla XII dinastia, nondi- 
meno considerato il suo aspetto generale e l’arte con cui è lavorata, essa si 
dovrebbe riferire al principio della XI, se non anche ad una delle dinastie 
intermedie fra la VI e l'XI. Secondo ogni probabilità dovette provenire da qual- 
che necropoli dell’alto Egitto, e quasi certamente da Abido, come ci sarebbe 
lecito supporre anche soltanto dalla forma arcuata di essa. Le stele della necro- 
poli di Memfi, più particolarmente dell’antico impero ma anche della XIX e XX 
dinastia, periodo in cui Memfi riprende in parte il suo antico splendore, presen- 
tano per lo più nel loro complesso l’aspetto caratteristico delle porte di tombe, 
quali ancora attualmente si vedono in molti mastaba di Gizeh e di Saqqarah. 
Ad Abido per contro, ove le tombe avevano una forma notevolmente diversa, 
e in cui al soffitto piano era sostituita generalmente la volta arcuata, simbolo dei 
= => kerer del mondo sotterraneo (() attraverso a cui il sole notturno, | 
concetto predominante nelle dottrine religiose di Abido, faceva regolarmente il 
suo viaggio, le iscrizioni funebri assunsero la forma arcuata, che riproduce una 
sezione verticale di quelle tombe, e che corrisponde esattamente al 4 i kerer. 


Siccome poi l’influenza delle dottrine di Eliopoli e di Memfi SÎ fecero sentire 
anche ad Abido e reciprocamente, così anche a Memfi sì rinvennero iscrizioni 
di forma arcuata e ad Abido altre in forma di porta, ma in proporzioni di gran 
lunga minori, e con un aspetto sensibilmente diverso ('). — Gallerie. Arenaria; 
alt. 0,005, larg. 0,320. 


1539. (2517) Stele arcuata superiormente, e che originariamente era colorita con 


una tinta scura uniforme. 

Nell’alto della stele sono incisi i due uta FE SZ, con traccie di color 
verde, bianco e nero. 

Nella sezione inferiore della stele è incisa l’immagine del defunto, ritto in 


piedi davanti a una tavola di offerte di forma singolare Î : veste 


lo shenti non pieghettato e rigido, come osservasi nei bassorilievi dell’ antico 
impero, ha il capo raso e coperto con un piccolo berretto rosso; i colori con 
cui erano dipinti, lo shenti e le parti nude del corpo, sono del tutto svaniti. 

Nella sezione media della stele, sopra l’immagine del defunto, leggesi la 
seguente iscrizione: 


VE ATOIORZSI 


lies: 


LAS = Strî 
ISes IAT AID 


(') Vegg. anche E. Schiaparelli, /l significato simbolico delle piramidi egiziane etc. pag. 12. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 239 


« Una offerta regale è fatta ad [Osiride signore di) Abido, affinchè conceda 
le provvigioni funebri in pani e in bevande, buoi, oche, pani, fascie, in- 
censi, olii, alle immagini (kà) di Bunemendai e dei cani pepu ». 
Quantunque i cani non.siano rappresentati nella stele, ci pare nondimeno 
che la traduzione non possa essere dubbia, occorrendo non di rado nei monumenti 
dell’antico impero, e particolarmente poi in quelli dell'XI dinastia, di trovare 


nominati quei cani che erano favoriti dal defunto, Il nome ES pepu, pare 


che fosse proprio di una razza speciale di cani, o che almeno fosse usato comu- 
nemente per designarli, poichè in una stele del Louvre (C. 33; v. Liebl. dict. 74), 


il nome di persona 00 è accompagnato dal segno N , che in questa circo- 


stanza non parrebbe dover rappresentare il Dio Set, ma sarebbe invece un 
semplice determinativo, che rappresenta un cane leviero seduto. I segni sono 
malamente incisi, e conservano traccie di color verde. La rozzezza con cui tutta 
la stele è lavorata, e parecchie altre ragioni ci fanno credere, che si debba 
riferire al periodo di tempo, compreso fra la VI e la XI dinastia. — Rosellini. 
Pietra calcare; alt. 0,283, larg. 0,183. 


1540. (2590) Stele arcuata superiormente. Nell’alto di essa, Osiride barbato colla 
mitra sul capo, avvolto nel mantello proprio di Ptah noferbir, e avente nelle 


mani lo scettro li è rappresentato in incisione rivolto verso destra e ritto in 


piedi, di fronte ad Amone itifallico o Chem () &@ FA NL 0 FF) 

Dietro ad Osiride è incisa l'immagine di uno sciacallo, ritto sopra un sostegno, 

e un'altro sciacallo seduto sopra un sostegno analogo, è rappresentato dietro 
‘al Dio Chem. Dietro a ciascuno degli sciacalli è rappresentato in incisione un 


vaso, con una bulla di incenso O, La parte più bassa della stele è occupata 


da una fascia semplicissima, anticamente dipinta in color rosso vivo, ora in 
parte sbiadito: il rimanente della stele è divisa in due sezioni. 

1° sezione — Il defunto, vestito collo shenti non pieghettato e rigido, coi 
capelli raccolti sopra le orecchie e condotti sul collo con un velo, sta ritto in 
piedi rivolto verso destra; una fascia stretta gli attraversa il petto, partendo 
dalla spalla destra e venendo a passare sotto l'ascella sinistra; il resto del 
corpo è nudo, ed era anticamente dipinto in colore rosso vivo. Intorno all’im- 
magine del defunto è incisa, in otto colonne verticali, la seguente iscrizione: 


240 


BASSORILIEYI] E ISCRIZIONI 


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fly LA 


A|s|S|2/2 
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APIPIA 
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I |Dzo| dg 
> 111 
Ì 

« Il custode dell'arco, Nofernii dice: 0 voî che vivete sopra la terra, o scribi 
tutti, yerbeb tutti, principi tutti, che passate (XS) presso questo monu- 
mento venerando, desiderando voi che vi faccia fiorire Osiride signore della 
vita e sovrano dell'eternità, dite: migliaja di pani e di vasi di birra, migliaja 
di buoiì e di oche, migliaja di offerte in natura e manufatte, (che compajono) 
sulla tavola del signore dell'eternità, (siamo date) all'immagine (ka) del custode 
dell'arco Nofernii, a motivo delle cerimonie che fece fare a se; [gli sia 
dato] il soffio della bocca e lo stato luminoso dello spirito beato, non sia 
rESpinto +. ........ io, il nobile di schiatta, che ascoltò îl buon precetto 
e che lo praticò ». 

I segni sono ben disegnati e nettamente incisi: attualmente non conservano 
alcuna traccia di coloritura. 

2* sezione. — Quattro persone, due uomini e due donne, stanno seduti 
per terra rivolti verso destra e separati l’uno dall'altro da una colonna di 
iscrizioni. Gli uomini vestono lo shenti, portano i capelli acconciati come il 
defunto, e aveano come lui il corpo colorito in color rosso vivo, di cui riman- 
gono attualmente pochissime traccie: le “donne vestono il solito abito stretto 
al corpo, e hanno i capelli trattenuti sopra le orecchie, e condotti sul collo e 
sul dorso con un velo che li ricopre: le parti nude del corpo non conservano 
traccia di pittura. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 241 


Iscrizioni: 1) 


cina SD) 2 IÌ 
sn 7 2 JI 
tm > Gp 2 NY JJ! 
Lin) RESET 


a — « La signora di casa, An, partorita da Tenatutul ». 

b— « Senbit, partorita da Bebu, giustificata ». 

ce — « ÀArsatef, partorito da Bebà ». 

d — « Il capo-guardiano dei neter-yerti, Ka, giustificato ». 
I segni sono disegnati abbastanza bene, e non conservano traccie di coloritura. 
Secondo ogni probabilità questa stele deve essere riferita alla XI dinastia. — 
Ricci. Calcare; alt. 0,565, larg. 0,300. 


1541. (2571) Stele arcuata superiormente, divisa in quattro sezioni: 


da CA 

JP dd 

ie grrevNIAZMIG 
TRESNASIMPMONIS A 
ZTL dm pole 
AZIO IZ 12 IU 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride yentàmenti, ad Apbiru, a 
Num e ad Heket, in favore dell'immagine (ka) di Sahutà. Egli dice: 
o voi che vivete sopra la terra (e) che passate accanto a questo monumento, 
se desiderate rimanere (in) questo tempio di Osiride yentàmenti, signore 


(‘) Segno che mi è ignoto. È credibile che sia un errore del lapicida nel trascrivere il gruppo 
. . > 
jeratico che darebbe in questo pass i dra trai 
N q passo un senso conveniente ’ Nb | N « presso 


accanto ecc. ». 
31 


242 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


—————— — 1 


di Abido, dite: che migliaja di pani e di vasi pieni di birra, migliaja di oche 
e di buoi, migliaja di fascie sieno (concessi) all'immagine (ka) di Sahuta, 
giustificato ». 

2° — A sinistra, il defunto assiso sopra un sedile di legno scolpito, davanti 
ad una tavola di offerte; di fronte ad esso, un altro individuo assiso, c. 8.; fra 
l’immagine di quest’ultimo e la tavola di offerte, una donna seduta sulle 
ginocchia e rivolta verso il defunto. 

Iscrizioni. — Sopra l'immagine della donna: 


[em | 
ii 4 [al 
« la sua madre Niptahkau, giustificata ». 
Sopra l’immagine dell’uomo assiso dietro ad essa: 
[a 7 Ar, 
« îl padre (del defunto) Pau, giustificato ». 
3° — Nel mezzo, una donna seduta sulle calcagna; alla sua destra, due 
uomini seduti nello stesso modo, l’uno di fronte all’altro intorno a una tavola 
ricolma di offerte, e alla sua sinistra, un uomo e una donna, nello stesso 
atteggiamento dei due individui suddetti. Sopra le dette immagini, sono incise 
rispettivamente le seguenti iscrizioni: 
ERA 
x-— 0} aE 
« il suo figlio Ptahhotep »; 


ollbre=te 
« (l’uomo) Sehotepàbra »; 
\gel 
« (la donna) Apà »; 
IU 
« (l’uomo) Ti »; 
Na 
« (la donna) Emket ». 


4* — Due uomini e tre donne, sedute sulle calcagna nello stesso atteg- 
giamento indicato nella sezione precedente. 


T ES 
Lea 
« (la donna) Nebhat » (Neftì); 


da 1 


« (l’uomo) Àtà »; 


Iscrizioni: 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 2483 


Fa 
L= 
« (l’uomo) Atefur »; 


pra 
c [ea 
> 


« (la donna) Nofert »; 


JA 
< (l’uomo) Senbrufu ». 
Il nome Sehotepàbra, portato da una delle persone nominate in questa stele, 
e che riproduce il cartello prenome del Faraone Amenema I, ci fornisce 
l’indizio che questo monumento. deve riferirsi al principio della XII dinastia, e 
probabilmente al regno di Usortesen I, immediato successore di quel Faraone. 
Nè le figure nè le iscrizioni conservano traccia di coloritura, e sì le une che 
le altre sono malamente disegnate ed incise. — Rosellini. Calcare bianco; 
alt. 0,350, larg. 0,215. 


1542. (2540) Stele storica di Usortesen 1, solo monumento che contenga la no- 
tizia particolareggiata delle vittorie riportate da questo Faraone contro le tribù 
della Nubia. Essa fu rinvenuta fra i ruderi di un piccolo tempio, che sorgeva 
sulla sponda occidentale del Nilo, nella regione che gli Egiziani chiamavano 


J ij © Behni, e che corrisponde alla provincia di Wadi-Halfa, a settentrione 


delle seconde cateratte; secondo le indicazioni monumentali, questo tempio 
sarebbe stato costruito per la prima volta dal Faraone Amenofi II, e quindi 
riedificato da Ramesse I ('); noi però crediamo che la sua prima costruzione 
risalga ad Usortesen I medesimo ('). La nostra iscrizione era arcuata nella 
parte superiore, e contornata da ogni lato con un piccolo fregio, di cui rimangono 
tuttora alcuni resti: quando fu rinvenuta, era già consunta in molti punti e 
mancante della parte inferiore, e dal Rosellini venne fatta portare con gran 
cura a Firenze, per arricchirne questo Museo. È divisa in due sezioni. 
Sezione superiore. — A sinistra vedesi il Faraone ritto in piedi, colla 
gamba destra in avanti, nell’atto di sostenere con una mano un lungo bastone, 


(') Rosellini, Monumenti dell'Egilto e della Nubia, testo, Mon. del culto, pag. 13 è seg.; id. Mon. 
storici, tomo III, parte prima, pag. 292 e seg.; veggansi pure le tavole, Mon. del culto, tav. 1. 

(*) Ciò si induce da molteplici argomenti, ma specialmente dalla circostanza, che la regione 
della Nubia prossima alle seconde cateratte, fu uno dei centri preferiti dai Faraoni della XII dina- © 
stia per la costruzione dei loro monumenti, non meno che dal fatto che alcuni edifizii di quella regione, 
che portano i cartelli dei Faraoni della dinastia XVIII, sorsero sulle rovine di altri edifizii ante- 
riormente costruiti da quelli della dodicesima, come ad es., i templi di Semneh e di Kemneh, e a 
creder nostro, anche il tempio con colonne scanellate, di cui il Rosellini soltanto, per quanto ci 
consta, ha apprezzato l'importanza (Rosellini, Mon. del culto, tav. I e testo, pag. 13 e 14). 


244 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


-.- —— 


che ha la forma di un gambo di fiore di loto colla punta rivolta verso terra ('), 


e di stringere colla destra una mazza (=D) di forma analoga a quelle 


che portano i Faraoni della IV V e VI dinastia, nei bassorilievi di Wadi-Maghara 
nella penisola del Sinai ('). 


Porta sul capo il diadema caratteristico di Amone, ha al collo una 
larga collana e veste lo shenti reale. Sopra di esso era incisa l’immagine di 
un avoltoio colle ali spiegate, che doveva probabilmente stringere fra gli arti- 


gli l'emblema A o il simbolo O, ma di esso rimangono pochissime traccie. 


Iscrizioni: Sopra l’immagine del Faraone: 
#3 
sca OSSA 


TM 9% 
SÌ 


© 
°) 
L 


(ANIE: 


« Ra-Oro, sovrano del Sud e del Nord, - vita di ciò che è generato - Tema 
autocrate, re dell’alto e basso Egitto Xeperkara ». 
Sotto l’immagine dell’avoltoio: 


AN 
3 


« Esso largisce la vita, come Rù ». 

A destra è rappresentato il Dio Mentù, con corpo umano e testa di spar- 
viero, con due urei sulla fronte, e avente sul capo il disco solare addossato 
a due alte penne. Sta ritto di fronte al Faraone, nell’atto di accostare colla 
mano destra alle di lui narici un amuleto complesso, che riunisce i tre simboli 


I: Î, in e di trascinare coll’altra alcuni prigionieri nubiani, legatì tutti con 


una sola fune, colle bratcia avvinte sul dorso e un peso al collo. Sopra l'im 
magine di Mentù e davanti ad essa, sono incise le due seguenti iscrizioni: 


(‘) Uno scettro poco dissimile è portato da Amenofi II, in un bassorilievo di una tomba di 
Abd el-Qurnah (Lepsius, Denkm. III, 63, a): per lo più i Faraoni, nei bassorilievi dell'antico e medio 
impero, tengono nella mano sinistra un lungo bastone diritto, simile a quello che è proprio dei 
grandi dignitarii (Denkm. II, 2, 59, 116, 152; e anche id. III, tav. 49 e seg.). 

(*) Denkm. II, tav. 2, 39, 116, 152 etc. 


. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 245 


s DIGI 
‘ni dv pe 
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G = 


> uo vu DT Til 
SS o A f | > 
[gua \una | 

7 D pra > 
CN Serra A di 
D 3 


13 


a « Dice Mentù, signore di Tebe: io ho condotto a te tutti quanti î popoli, gli 


Anu della terra di Kens (la Nubia). — ...... vita e purità in eterno ». 


6 « Io ho dato vita stabile e pura a te e alle tue narici, 0 Dio benefico ». 


Da 


3° 


4° 


Seguivano quindi otto immagini di prigionieri, ognuno dei quali portava 
inciso sul petto il nome della tribù a cui apparteneva; di esse ne rimangono 
attualmente sei sole, coi seguenti nomi: 


E PO fu fo) fe 
N IS A 4 + 
QI Sq 
i Lu (0 


Sezione inferiore. — Conteneva alcune linee di iscrizioni; ma non riman- 
gono attualmente che i seguenti pre delle prime son linee: 


NNNXX N I OSL O 
Y’ov;xYXYNNY Dell 


T° & E 
N 
ii AÎÌÀÌrÎapÌraau IN N!" — LJj pran 
|||-=-\-\-\v-»«»y-x»y«CTCCr esi 


TEMI ce 
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NNW. _-WWWW-w-r,.-._[_FFRLFLBLEÙ\N | |t\\V 5 
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CTD5> 
Î & S = ) ) MM E EYXXTECS 
PORNO 3 rm Z) ANNXAGO IN 


-A*®*A**°°°°°££® Si 2 vd i] 
[am 


15 «mu | 


 TETEÎN 
 Z,..LAXNN 


%!»;)Y)N|*YNW dA v|{\|1\)|191%1%|%|—y;—yYy|y_;y—y —»—»*y—y yy —»%*—=»<=»*»;«;y\|ttx%x%x*y»y»xy»YNÒ° 


_5 x\\\\ TT! 
T ARRÎÎ aAVaVa| Ai TÒ 


€ 0000000... Oro, ve dell'alto e basso Egitto, Xeperkara, figlio di Ra, 
Usortesen, vivente in eterno; è lo sparviero che........., l'astro unico 
che fa risplendere le due regioni, il toro bianco che calpesta gli Ànu, che 
percuote quelli che SONO în ........ 0000000000 


I cinque nomi di popoli registrati in questa iscrizione, non si trovano nei 


246 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


— ——— Tee 


monumenti anteriori ad essa, e nemmeno ci fu dato rinvenirli nelle liste di 
popoli della Nubia e dell’Abissinia, delle dinastie XVIII, XIX, XX, XXII etc.: 
con quei nomi sono però designate certamente alcune tribù della Nubia 


inferiore e media, generalmente comprese sotto il nome di lih==?3 > 


« Anu di To-kens » ('), espressione etnica che si trova per la prima volta in 
questo monumento, e che si mantiene in tutti i periodi posteriori. 

Sotto il punto di vista archeologico e stilistico è a notare, che essa riu- 
nisce i caratteri delle iscrizioni storiche dell’antico impero memfitico, incise 
nelle rupi di Wadi-Maghara nella penisola del Sinai, già precedentemente 
citate, non meno che delle grandi iscrizioni del nuovo impero tebano: così pari- 
mente è a credere, che essa abbia subìto delle aggiunte e correzioni, poichè dietro 
al Faraone è incisa una immagine di Divinità, con corpo umano e testa di 
sparviero, che è certamente estranea al concetto originario del monumento, e 
così pure nell’iscrizione a (lin. 4) sono inseriti alcuni segni, che interrompono 
il senso generale, e. che si devono ritenere aggiunti posteriormente. 

Le figure erano anticamente colorite di nero, e le iscrizioni in verde, rosso 
e nero alternativamente: però della coloritura rimangono attualmente pochis- 
sime traccie. — Rosellini. Pietra arenaria; alt. 1,370, larg. 1,050. 


1543. (2506) Stele arcuata superiormente, divisa in cinque sezioni. Nella parte 


centrale della prima sezione è inciso il cartello reale del Faraone Amenema III 
O 


2 
EECSÀ 
DERE 1| 
[am 


fiancheggiato a destra da una immagine di Osiride barbato, colla mitra sul 
capo, avvolto nel paludamento proprio di Ptah noferhkir, e avente nelle mani 
lo scettro ‘*; e a sinistra da Anubi sotto forma di sciacallo, in piedi sopra un 
sostegno. Accanto alle immagini di Osiride e di Anubi, sono rispettiva- 
mente incise le seguenti iscrizioni: 


«J=rih A 7Te 


of] 


a « Osiride yentàmenti, signore di Abido ». 
b« Aphiru, signore di Abido ». 


(') Sugli « Anu di To-kens », vegg. Brugsch, Geograph. Inschrif., II, pag. 4 e seg. e Die Aitae- 


yyplische Volkertafel nelle Verhandlung. del congresso intern. degli orientalisti di Berlino (an. 1881), 
sezione africana, pag. 55 etc.: Chabas, Éludes sur l'antiquilé historique, pag. 101. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 247 


La seconda sezione comprende la seguente iscrizione, disposta in tre linee 
orizzontali : 


}2 MSM 9 2A IERI 


{lol 1= EFP IR 155) 
“Eee LI I IMA RA 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride signore di Tutu, yentàmenti e 
signore di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e in bevande, 
migqliaja di buoi e di oche, migliaja di fascie, di grani di incenso, di vasi 
d'olio, ogni cosa buona e pura di cui vive la Divinità, e che dona il cielo, 
produce la terra e trasporta il Nilo, alla statua (ka) del devoto, scriba del gi- 
neceo, Senbà, giustificato, signore di pietà, figlio di Antef giustificata ». 
Nelle tre ultime sezioni è rappresentato l’ interno della tomba. La parte 
centrale della terza sezione è occupata da una tavola di offerte, che era anti- 
camente colorita in colore verdastro; sopra di essa sono deposte offerte di vario 
genere, e sotto si vedono dei vasi di diverse forme e un’ara di libazione. A 
destra della tavola sono rappresentati due individui, un uomo e una donna, 
seduti l’uno accanto all’altra sopra un sedile di legno colle gambe scolpite; il 
primo è vestito collo shenti, ha il capo raso e il corpo dipinto in colore rosso; 
tiene colla destra un grosso fiore di loto, porta al collo una larga collana, e 
armille alle braccia e alle gambe: la seconda veste l'abito stretto al corpo, e 
porta i capelli raccolti in un velo, cadenti in treccie sul seno e sulle spalle; 
le parti nude del corpo erano dipinte in color giallo, e porta ancor essa delle 
armille alla radice del piede e alle braccia. Sopra i detti individui leggonsi 


| AIAIPA 
Se il 
« Il padre (del defunto) Anyefàri, e la sua madre Antof ».’ 

Di fronte ad essi, a sinistra della tavola di offerte, sta seduto il defunto sopra 
un altro sedile di legno colle gambe scolpite, odorando un grosso fiore di loto, 
che tiene colla destra. Ancor egli ha il capo raso, veste un abito bianco, che 
gli è serrato sui fianchi con una cintura e gli scende fin sotto il ginocchio, 
porta al collo una larga collana, e armille alle braccia e alla radice del piede; 
le parti nude del corpo sono dipinte in rosso. Sopra di lui è incisa l'iscrizione : 


ate IT 
« Lo scriba del gineceo, Senhà ». 


Nella terza e nella quarta sezione sono rappresentati otto individui, due 
uomini e sei donne, seduti a due a due l'uno di fronte all'altro, intorno a 


248 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


delle tavole ricolme di offerte. Gli uomini vestono lo shenti, hanno i capelli 
raccolti in un velo e trattenuti sopra le orecchie; le donne vestono l’abito solito 
stretto al corpo, e hanno i capelli coperti da un velo e raccolti in treccie, che 
scendono loro sul seno e sulle spalle. Tutti sono seduti sulle ginocchia, colle 
braccia conserte; le tavole di offerta riposano sopra un piede basso, e si sollevano 
di poco dal suolo. Sopra le immagini suddette veggonsi incise rispettivamente 


le seguenti iscrizioni: 
ILTPR 


« La sua ne Sennutpa », 


Le lena | 


« La sua sorella Atauuyat », 


MPRZÀ ) 
Ko TA 
« Il suo fratello Kekà », î 


ANCO er 
MR 
Mon 

« La sua sorella Risnofer », 


Sl TA$d 


« Il controllore/?) del magazzino Àfiuu », 


Varg pes: 


« Il soprintendente della casa.... Hetar », 


STENTI 


« Il custode del magazzino del.... Senb », 


La rin 105 
“> |Ullao> 1 a 
« La sua sorella (di Senb) Xentiyetimerit ». 
Genealogia: 
Usortesen III Anyefari —— Antef 
(uomo) | (donna) 


Amenema III. Senbà : Sennutpa : Atauuyat : Kekà : Risnofer : Xentiyetimerit 
i (defunto) (donna) (donna) (uomo) (donna) (donna) 


L'esecuzione della stele è accuratissima, le figure e le offerte sono dipinte, ma 
le iscrizioni non conservano alcuna traccia di coloritura. Dinastia XII. — 
Gallerie. Calcare; alt. 0,432, larg. 0,320. 


BASSORILIEVI FE ISCRIZIONI 244 


Da _1r——_———_———___—_—_—__—_r____————————T - lercceliegirg; fs dlio ie ooo ili —— teme È 
_—— sò RRRSTIA 2) A Da 


1544. (2564) Stele di forma rettangolare, in forma di porta d’ipogeo, sormontata da 
cornice baccellata. La parte interna della stele è occupata da una iscrizione 
orizzontale di ventuna linea, le quali ad eccezione della prima, sono divise per 
metà da una linea verticale; un’altra linea di iscrizioni, ora in molta parte 
consunta, è incisa sul lembo superiore della cornice che sormonta la porta. 

I — Iscrizioni dell’interno della stele: 


:- IL MISRRANTA ROOT 

rame O 
e 2 cal Jolie NI 
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E UUNZIENA 
2 ESPTRITZIAZA 
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Te Soliana i 


eIC NE PEG RRA 
"PO ZIGSIENTIA 


(') Il segno determinante il nome della persona è costantemente rimandato al fine della linea. 
32 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


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BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 251 


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10 BRA DIR 
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cceneenf@) (}}} 01710 SHILTIGSATA 


a °° 
A — « Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Tatu, yentamenti 
e signore di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e in 
bevande, buoi, oche, fascie di varie specie alla immagine (ka) del 
B—al« maestro di casa Xentiyetàannu, partorito da Ment». 
2 « La sua consorte,che lo ama, la signora di casaSenbitsi, partorita daTità». 


(') Tra il determinativo del nome defunto e il nome medesimo, è intercalata l’espressione 
« ma yeru » giustificalo. 


252 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


—_____ ———_—_————r—r—- —— « ——- ——-— —  — | ——- e. ——»— P——y———6—6—Émb6_ 


La sua figlia, che lo ama, Ment, partorita da Senbitsi». - I due utà - 

Il suo figlio, che lo ama, Xakaura-Xunutef('), partorito da Senbitsi». 

La sua figlia, che lo ama, Ment la piccina, partorita da Senbitsi ». 

La sua figlia, che lo ama, Akà, partotita da Senbitsi ». 

Il suo figlio, che lo ama, Hainyef, partorito da Senbitsi ». 

8 « Il suo figlio, che lo ama, Xakauri-Snoferu, partorito da Senbitsi >». 

9 « Il padre suo (di Xentiyetàannu), che lo ama, Haanyef, partorito da” 
Aka». 

10 « La madre sua (di Xentiyetàannu), che lo ama, la signora di casa Ment, 
partorita do Satàpi ». 


1 Oo A “Oa 
RR X A A A 


11 « La sorella sua (di Xentiyetàannu),che lo ama, la signora di casa AÀkà, 
partorita da Ment ». 

12 « Ilpadre del padre (di Xentiyetaàannu), Perhiranefàtà, partorito da 
Satra». 

13 « La moglie sua (di Perhiranefàtàa), che lo ama, Akà, partorita da 
Emsas ». 

14 « Il figlio suo (di Perhiranefàta), che lo ama, Perhiranefresu, par- 
torito da Akà ». 

15 « /l figlio suo (di Perliranefàtà), che lo ama, Senbef, partorito da 
Akà ». — Seguono alcuni segni che pajono aggiunti dopo, e che contengono 
probabilmente il nome di un figlio di Perhiranefàtà, chiamato Mesenti- 
snoferu, che forse era stato dimenticato per errore del lapicida. 

16 /l fratello suo (di Perhiranefàtà), Hepuur, partorito da Satra ». — 
Seguono nuovamente alcuni segni, che si direbbero aggiunti dopo, e che ci 
danno il nome di una donna Emsas, partorita da Tetà, che potrebbe forse 
essere una figlia illegittima di Perliranefatà. 

17 « Il fratello suo (di Perhiranefàtà), Xentiyetàmhat, partorito da 
Satri». 

18 « Il padre della madre sua (di Xentiyetàannu), Xentiyetàhotpu, 
partorito da Mehu ». 

19 « La moglie sua (di Xentiyetahotpu), Satàpi, partorita da Emsas». 

20 « La figlia sua (di Xentiyetàhotpu), che lo ama, Keruà, partorita da 
Satàpi ». | 

B—b1 « La figlia sua (di Xentiyetàhotpu), Kiit, partorita da Satàpi ». 

| 2 « Il figliosuo (di Xentiyetàhotpu), Ata, partorito da Satàpi». 

3 « La figlia sua (di Xentiyetaàhotpu), Anyetsi, partorita da Satàpi». 

4 « La figlia sua (di Anyetsi), Fuà, partorita da Ànyetsi ». 

b « Lasorella della madre sua (diXentiyetàannu), Satàpila piccina, par- 
torita da Em8sas ». 


(1 Xakaurà, prenome del Faraone Usortesen III. 


6 


9 
8 


9 
10 
1l 


12 
13 


14 
15 
16 
17 
18 


19 
20 


BASSORILIZVI E ISCRIZIONI | 203 


————— ——— T ——————mP—_Pm6€_6__€€& y_y—m—mrPr————_ —n—_1aq0n1_—-*<-—€%--2-.- +=... —.. — < -°- —_—_ —_ — — _— —r—r—r' 


« Il fratello suo (di Xentiyetàannu), soprintendente dei campi, Hathor- 
sat, partorito da Hotpuhathor ». 

« La moglie sua (di Hathorsat), che lo ama, Tàtà, partorita da Ment ». 
« La figlia sua (di Hathorsat), Numutsenbitbeba, partorita da 
Tata ». 

« Il figlio suo (di Hathorsat), Xakaura-Xunutef, partorito da Tata ». 
« La figlia sua (di Hathorsat), Resu, partorita da Tàta ». 


.« Il fratello suo (di Xentiyetàànnu), i Kerheb Asuhes, partorito da 


Merit». 

« La moglie sua (di A$uhes), Ment, partorita da Satmerhor ». 

« Il fratello suo (di Xentiyetàannu), custode della porta del tempio, 
Hathorsa ». 

« Il fratello suo (di Xentiyetàannu), il maestro di casa Emketuur ». 
« La moglie sua (di Emketuur), Pertinibpu, partorita da Satrenennuti ». 
« La nutrice (del defunto), Satrenennuti, partorita da Xeritka ». 

« La figlia sua (della nutrice), Hifu, partorita da Satrenennuti ». 

« Il figlio suo (della nutrice), Heku, partorito da Satrenennuti ». 


Ia (1) RP .Taiya, partorito da Tait...... ». 
« Il sui (della nutrice), Xnemesu, partorito da Memit ». 

10 (II SERE giustificato. Il fratello suo (probabilmente del defunto), che 
lo ama, User, giustificato. — Il suo fratello Apà, giustificato, .......... ». 

I nomi incisi sulla cornice, si riferiscono evidentemente a parenti defunti del 
maestro di casa Xentiyetàannu, a cui la stele appartiene; mentre gli altri 
ci danno la genealogia della sua famiglia, a partire dalla trinonna paterna e 
dalla bisnonna materna, fino ai di lui figli. Quantunque questo monumento 
manchi di indicazioni cronologiche dirette, nondimeno il nome di Xakaura, 
cognome del Faraone Usortesen III, che entra come componente nei nomi 
proprii di alcune persone, ci permette di stabilire con tutta certezza, che il de- 
funto nacque sotto il regno di Usortesen II, immediato predecessore di 
quel Faraone. La seguente tavola genealogica, dedotta dalle iscrizioni della 
stele, ci darà un concetto relativamente preciso del tempo in cui vissero le 
diverse persone ivi indicate, e permetterà forse in seguito di raggruppare 
intorno alla famiglia di Xentiyetàannu altri monumenti, che non siano 
stati finora classificati. 


254 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


———— —————— —_——_——_____Ém—_@— 6mr——_—_—_———rÈ@€É6@€——_—6———6@— —&— ——————_—————_————— 


GENEALOGIA: 


I. Antenati di Haanyef e di Ment, genitori del defunto. 


a. 
Fine della XI dinastia. Tetàemsas 
(donna) 
Regni di AmenemalI Satrà Emsas' 
e di Usortesen I. (donna) (donna) 


| 
Regni di UsortesenI | Hepuur : Xentiyetamhat : Perhiranefàtà —= Aka : Tetà 


e di Amenema II. (uomo) (uomo) (uomo) (donna) (donna) 
Regni di Amenema II Perhiranefresu : Senbef : Mesentisnoferu (*) : HAANXEF 
e di Usortesen II. (uomo) (uomo) (uomo) (uomo) 
Regni di AmenemaI Mehu Emsas” 
e di Usortesen I. (donna) (donna) 
Regni di Usortesen I | Xentixetahotpu —— Satàpi Emsas'” 
e di Amenema II. (uomo) (donna) (donna) 


n A | 
Regni di Amenema II MENT : Keruà : Kiit : Ata : Anzetsi : Satàpi, la piccina 


e di Usortesen II. (donna) (donna) (donna) (uomo) (donna) (donna, figlia 
| illegittima di 
Regni di Amenema II Fuà Xentiyetàhotep) 
e di Usortesen II. (donna) 


II. Discendenza legittima di Haanyef. 


Regni di Amenema II Tata 
e di Usortesen II. ara Ment (donna) 
Regni di UsortesenIIelII. User : Apa : ÀkA : XENTIXETAANNO —— Senbitsi 
(uomo: defunto) (uomo:-defunto) (donna) (uomo, il defunto (donna) 
proprietario della 
stele) 
Regni di Usortesen III Ment : Xakaurà-Xunutef : Ment, la piccina : Akà : Haanyef : Xakaur&-Snoferu 
e di Amenema III. (donna) (uomo) (donna) (donna) (ima) (uomo) | 


III. Discendenza illegittima di Haanyef. 


a. \ b. 
Regni di Amenema II Hotpuhathor Ment Merit Satmerhor 
e di Usortesen II. (donna) (donna) — (donna) (donna) 
Regni di UsortesenIIelII. Hathorsat =-——— Tatà Asuhes ——+_y wMent 
(uomo, fratello (donna) (uomo, fratello (donna) 
illegittimo illegittimo 
del defunto) del defunto) 


Regni di Usortesen III | Numutsenbetbebà : Xakaurà-Xunutef : Resu 
e di Amenema III. (donna) (uomo). (donna) 


a BASSURILIGVI F ISCRIZIONI 


259 


Regni di Amenema I Memit 
e di Usortesen I. (donna) 
Regni di Usortesen I Xnemesu -— Xeritka 
e di Amenema II. (uomo) (donna) 
Regni di Amenema II (Satrenennuti 
e di Usortesen II. donna, nutrice 
del defunto) 
c. d. | 
(1) 
Regni di UsortesenIIeIII Hathorsa Emketuur ———— Pertinibpu : Hifa : Heku 
(uomo, fratello (uomo, fratello (donna ‘ (donna) (uomo) 
illegittimo illegittimo 


del defunto) del defunto) 


I segni sono ben disegnati e nettamente incisi: anticamente erano coloriti di 
verde, ma della coloritura rimangono attualmente pochissime traccie. — (Gal- 
lerie. Calcare bianco; alt. 1,09, larg. 0,61. 


1545. (2559) Stele rettangolare, in forma di porta d’ipogeo, sormontata da cornice 


baccellata. La parte interna della stele è divisa nelle cinque sezioni qui ap- 
presso descritte. i 

1° — I due occhi sacri F &3, anticamente coloriti di rosso; attualmente 
dell'antica coloritura restano traccie appena percettibili. 

23 — Il defunto rivolto verso destra, sta seduto sopra un trono di legno scol- 
pito, colla mano destra tesa verso una tavola di offerte, che gli sta innanzi II): 
di fronte ad esso, sta diritto in piedi e nell’atto di presentare l’offerta, il suo 
figlio Nehi, vestito coll’abito sacerdotale. 


. Iscrizioni. 


o — Sopra l’immagine del defunto: 


ti (i (wi) & 
di [0 po 
i [telo J 
pini (la tavola di offerte) 
pai 

mg 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Abido, affinchè conceda le 
provigioni funebri in pani e in bevande, buoi e oche al soprintendente 
degli agricoltori, Xeperyara-Senb ». 


256 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


n © n + 0 _—_ _—_PTr rr —————_——F———à»m ——————_—————————————@—È11——__ _—m@€@__ 


b — Sopra l’immagine dell’offerente: 


n° 


« Fece a lui (questo monumento) il suo figlio, l'anziano del reale corpo dei 
trenta, Nehi, signore di pietà ». | 

3° — Nehi è rappresentato nella stessa posizione e nel medesimo atteggia- 
mento di cui sopra, davanti a una donna seduta sopra un trono di legno scol- 
pito, colla mano destra tesa verso una tavola di offerte, e avente nella sinistra 
un fiore con lungo gambo. 

Iscrizioni. 

ce — Sopra l’immagine della donna: 


Jil Pe (MI 
i i ea | 
nil 

(la tavola di offerte) 


27 
3 fi 
m—<g 
« Una offerta regale è fatta ad À phiru, signore di Abido, affinchè conceda 
le provigioni funebri in pani e în bevande, buoi e oche all'immagine (ka) 


di Anyet, soprannominata Senb ». 
d — Sopra l’immagine di Nehi: 


=l>_ 
È 

D° A 
> LU 


« Fece a lei (questo monumento) il suo figlio, l'anziano del reale corpo dei 
trenta, Amenemhat-Nehi ». 


io —- 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI ZI: 


—_—.  ——————— n —— € €P€"ce_—_—_—T _—_e:;— T-X. 


4% — Figure identiche a quelle della sezione precedente. 
Iscrizioni. 


a — Sopra l’immagine muliebre: 


O { Ò Ad ALLA 
E ST xx 
rd NARA 


| 

i 

O > XÒ 

À 
ANN 
$S 249 J 

2 (1) 

| 


(la tavola di offerte) 


32 
9 | du 
Ao 
DAI 
« Una offerta regale è fatta ad Anubi, signore di Toser, affinchè concela 
le provvigioni funebri in pani e in bevande, buoi e oche ....... sua) 


bh — Sopra l’immagine di Nehi: 


« Fece a lei (questo monumento) il suo fratello, membro anziano del reale 
corpo dei trenta, Nehi, giustificato ». 

__ 5% — Tre donne, sedute sulle calcagna, stanno a destra di fronte a tre nomini 
seduti nello stesso modo. 


Iscrizioni. 


a .-- Sopra le immagini degli uomini: 
oslielTi 
TEL 


Sg 
NI: 
= Ja NS 


mt 


« Il suo figlio, che lo ama, Senb »; 
« Sinyitptah»;) uomini, probabilmente addetti alla casa di Xeperyiri- 
« Nibrir.....>;\Senb », 

33 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


b — Sopra le immagini delle donne: 


Le MILANI 
Ken 

NR 
IN > vY &-NNN 


NNT = T è) 


sl 
« La sua sorella, che lo ama, Xentat »; 
<A Roia »; 
« .... soprannominata Senb »; x SA 
ind eperyara-Senb ». 


Nè i segni, nè le figure conservano alcuna traccia di coloritura: sia i primi 
‘che le seconde sono mal disegnati e pessimamente incisi. 


Calcare bianco; alt. 0,530, larg. 0,350. 


1540. (2561) Stele rettangolare, in forma di porta d'ipogeo, sormontata da cornice 
baccellata, e dedicata all’anziano del reale corpo dei trenta, Nehi, defunto, 


di cui è parola nella stele precedente. 


Nella sezione superiore sono incisi i due occhi uta =? wi anticamente 


coloriti in color rosso vivo: il rimanente della stele è occupato dalla seguente 
iscrizione: 


OTRS RISSA 


rébiru 


SPINA 
INIST 
250 £=3Fl=(/ 
REATO ST 
era 4 
usa GLI}. 


dI LI DI 


A RISTIU 


INS 


donne, probabilmente addette alla casa di 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 25 


—— _——P———————--_e-.. -.-r;,r;r > -—r_rrrrr.rr—-—————— ——————1————m—@—@—@——————@6€@—- . -—————m_mTe — — — — _— — 
-- ivi - 


« O voi che vivete sopra la terra, ogni scriba, ogni sacerdote addetto ai templi, 
ogni Kerheb, ogni sacerdote addetto alle tombe, ogni uomo o donna che 
passate, sia scendendo il Nilo, sia risalendolo, davanti a questo venerabile 
monumento, se voi desiderate avere il favore degli Dei, fiorire nella vita, e 
rimanere al vostro posto, dite: « che migliaia di pani e di bevande, di buoi, 
di oche, di fascie, di granelli di incenso e di vasi d'olio (sieno concessi) 
all'immagine (ka) del membro anziano del reale corpo dei trenta, Nehi, 
signore di pietà, figlio del soprintendente degli agricoltori Xeperyara-Senb, 
partorito da Anyet, soprannominata Senb ». 

Questa stele e la precedente appartengono evidentemente ad una stessa famiglia: 
giovandoci dell'indicazione cronologica fornita dal nome proprio Xeperyàri, 
dato, in questa stele e nella precedente, al defunto Senb, e dalnome Ame- 
nemhat, portato da suo figlio Nehi nella stele precedente, nonchè di una 
terza stele appartenente alla stessajfamiglia ed esistente nel Museo di Bulaq, 
potremo ricomporre la seguente tavola genealogica e cronologica: 


Regni di Usortesen IT e III. Xeper,araà-Senb —;-— Anyet-Senb 
(uomo) | (donna) 
Regni di Usortesen III Xentat : Nchi-Amenemhat —— Nofertiu (*) 
e di Amenema III. (donna) : 
Regni di Amenema III e IV. . Senb 


(fanciullo) | 

La tavola predetta, fondata sopra dati sicuri, ci porge il mezzo di classifi- 
care cronologicamente altre due stele, appartenenti allo stesso defunto, la prima 
delle quali, posseduta attualmente dal Museo di Rio Janeiro (*) e contenente un 
inno ad Osiride, è tuttora inedita, e l’altra, trovata ad Abido dal Mariette e da lui 
attribuita erroneamente alla dinastia XIII, contiene un testo abbastanza importan- 
te, pubblicato recentemente dal Maspero nel suo lavoro sulla piramide di Unas(°). 

Nel nostro monumento i segni sono stupendamente disegnati e nettamente 
incisi, ma non conservano traccia di coloritura. — Gallerie. Calcare bianca; 
alt. 0,570, larg. 0,310. 


1547. (2504) Stele di forma rettangolare, divisa in due sezioni. Nella prima di 
esse vedesi rappresentato il defunto col capo raso, una collana al collo e lo 
shenti bianco ai fianchi, seduto sopra un trono di legno scolpito, davanti a 
una larga tavola ricolma di offerte. Sotto alla tavola sono disposti alcuni vasi, 


(') le A IS LI dalla stele di Bulaq (Lieblein, Diction., pag. 78). 
n ) 


(*) Il Museo nazionale di Rio Janeiro possiede una serie di tredici stele, che io ritengo proven- 
gano tutte da Abido, e delle quali otto risalgono al medio impero e cinque al nuovo impero, dal fine 
della dinastia diciottesima in poi. Secondo .le notizie favoritemi cortesemente dall’ egregio direttore 
del Museo predetto, questi monumenti sarebbero stati acquistati nel principio di questo secolo da un 
signor Fiengi, italiano, insieme ad un grande sarcofago e ad alcune altre antichità di minore importinza. 

(') Mariette, Catalogue géneral des monum. d'Abydos p. 300; Maspero, La pyramide du roi Ounas, 
nella Récueil de trovaux relatifs à la philologie et ù l'archéo!. éqypliennes et asyriennes, vol. III, p. 195. 


( 


t 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


—_— — — —— ——Tr  —- —_- ——— 


fra i quali uno col suo coperchio , e dall’altra parte di esso, di fronte 
al defunto, sta assisa, sopra un altro sedile più basso, una donna vestita col 
solito abito stretto al corpo, colle treccie sulle spalle e sul petto, e nell'atto 
di odorare un fiore di loto. Davanti ad essa, rivolto pure verso il defunto, 
sta uno dei suoi figli, ritto in piedi, col capo raso, con una collana al collo, 
collo shenti sui fianchi, stendendo la mano in atto di presentare le offerte. 
Sopra le figure e intorno ad esse, sono incise le seguenti iscrizioni: 


— Nella parte superiore della stele: 


2j> MAIS ME 
VEINISIAOZSI ATEI aim 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride yentamenti, lio grande, signore 
del nomo di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e în hevande, 
buoi, oche, fascie, frutti della stagione e ogni specie di prodotti, migliaia di 
ogni specie di offerte divine (scelte) dolci e pure, all'immagine (ka) del capo 
supremo dei sacerdoti, Antef, partorito da Hontsen ». 


bh — Sopra l’immagine del figlio: 


Pe i "nr RI a SAI 


« Presenta le offerte il suo figlio, che lo ama, capo supremo tei sacerdati. 
Antef, partorito da Sathà ». 


© — Sopra l’immagine della donna sedente: 


— halo 


« La sua moglie, Sathà, partorita da Mema&t ». 


d — Sopra la tavola di offerte: 


(sic) 


+9 1492 


« Kemsa, partorito da Anzi, giustificato ». 


e — Dietro all'immagine del figlio: 


|. fuz=t 


« Anyi, partorita da Ranefany ». 


Y -- Sotto il sedile, su cui riposa la moglie del defunto: 


SILETII 


; « Nibàtef, partorita da Anyi ». 

Le tre ultime iscrizioni non si riferiscono ad alcuna delle persone rappre- 
sentate, ma vi furono aggiunte in seguito, probabilmente per mancanza di 
spazio. La donna Ranefiny, menzionata nell’ iscrizione e, deve essere una delle 
mogli illegittime del defunto, cosicchè i due altri individui, Kemsa e Nibàtcf 
ne sarebbero rispettivamente nipoti illegittimi. 


DASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


e —_.. - — * . inten —_ - . =e_——etisl]trggì CT re e — — e. POESIA 
i. 


Nella seconda sezione sono rappresentati quattro uomini e tre donne, tutti in 
piedi e rivolti verso destra: gli uomini hanno i capelli corti, una collana al 


corpo, di cui segna tutte le membra. 
Sopra e accanto alle figure suddette sono incise le seguenti iscrizioni: 


SFr] 


« Il suo figlio K ememyiuf, partorito da An PU (moglie illegittàna del 
defunto), niustificata »; 


aiiat 


« Il suo figlio Kemsa, partorito da Sath(d) »; 


e i 


« Il suo figlio Antef partorito da Sath(d)»; 
: TY ALI $ a > i 


« Il suo figlio Kemtutu, partorito da Sath(àd),; 


-PICNTERI 


« La sua figlia Hunnutsen, partorita da Sath(d) »; 


5 + 
m —_ ae Sof 
DD NAM 


« La sua figlia Sent, partorita da Sath(d) »; 


"- SENDER 


« La sua figlia Hapiu, partorita da Sath(à) ». 


Genealogia: 
I. 
Antef —— Sathà — 
(defunto) (donna) 
SE “IEEE: e AAA 
Kemsa : Antef . Kemtutu : Hunnutsen : Sent : Hapiu 
(uomo) (uomo) (uomo) (donna) (donna) (donna) 
II. i III 
Antef nu Anpu Antef —_ Ranefany 
(defunto) | (donna) ’ (defunto) | (donna) 
Kememyauf Anyi 
iUomo) {donna 
"alia n 


Kemsa : Nibatef 
(uomo) (donna) 


262 


| BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Il corpo degli uomini è dipinto in colore rosso vivo, quello delle donne 
in giallo pallido. I segni sono disegnati ed incisi con discreta accuratezza: 
nelle prime iscrizioni (a e d) erano anticamente dipinti in color celeste, ora 
quasi del tutto sbiadito, e nelle rimanenti sono tuttora coloriti in nero. — 
‘rallerie. Calcare bianco; alt. 0,450, larg. 0,420. 


1548. (2579) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


ra PISTA 
SISTINA 
CENA 
Tae 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore della vita delle due regioni, 
Dio grande, signore di Abido e agli Dei che sono in Toser, affinchè conce- 
dano le provvigioni funebri in pani e in bevande, buoi, oche, incensi, olii, 
offerte in natura e manufatte, e ogni specie di cose buone e pure, di cui 
vive la Divinità, alla immagine (ka) del governatore della città Usersany, 
giustificato, partorito dalla signora di casa, Tetà, giustificata ». 

2° — A sinistra, il defunto, assiso sopra un trono di legno scolpito, davanti ad 
una tavola di offerte, in atto di odorare un vaso d'olio profumato, che tiene 
nella mano destra: davanti a lui, sua moglie seduta sulle calcagna, odorando 
un grosso fiore di loto, e dietro ad essa una fanciulla ritta in piedi, che 
risulta dalle iscrizioni essere loro figlia. Nel mezzo della scena vedonsi tre 
vasi, due per olio ed uno per profumi, collocati sopra una mensola che par- 
rebbe dover essere murata nella parete. Sopra le dette figure sono incise he 
seguenti iscrizioni: 


Co ZILICÙ= ME 


« Sua moglie, la signora di casa Hontis, giustificata, partorita da Tì giu- 


stificata » ; 
ie 
& MANN ezzà 


« la sua figlia Amonsat, giustificata ». 
O> <=“ | DI 

nen CI Ì 
« Fece a lui (questo monumento), il suo maestro di casa, Kek& giustificato ». 
Lo stile delle figure è cattivo, e quello delle iscrizioni mediocre: sì le 
figure che le iscrizioni, erano colorite uniformemente di verde, come risulta 
dalle traccie tuttora visibili. — Gallerie. Calcare bianco; alt. 0.330, larg. 0,240. 


dee 


— _——roo.—_ Pr n.1 rn i A 


». - 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 263 


——_—_— + 1 ee er ii 


1549. (2547) Piccola stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. Nella sezione 
inferiore sono rappresentati in bassorilievo ad incavo due uomini e una donna, 
ritti in piedi e rivolti verso destra. Gli uomini vestono lo shenti, hanno i 
capelli non molto lunghi, e trattenuti sopra le orecchie da un piccolo velo; 
uno di essi, probabilmente il defunto a cui la stele è dedicata, porta al mento 
il pizzo di barba, una collana al collo e braccialetti alle braccia. La donna è 
vestita coll’abito solito, stretto al corpo e sostenuto sulle spalle con due cinghie; 
porta i capelli divisi in treccie, coperte da un velo e cadenti sul seno e sul 
dorso. La sezione superiore è occupata dalla seguente iscrizione: 


1\=z4=3 Jo 


Peio 


II 000111111 
CAPIRE e TETTE 
d iaia TZ 


Questa iscrizione è perfettamente simile, in ogni sua parte, a quella già da 
noi trovata nella statuetta del defunto À è Vi (v. s. n. 1500), e pubblicata 


& N 


a pag. 192, a cui rinviamo quindi per la traduzione. Evidentemente anche questa 
stele, come già quella piccola statua, furono dedicate alla memoria dei defunti 
Thutiri e Takemi, dal loro figlio Anu. 

Le figure sono ben disegnate, ma i segni sono malamente incisi: nè le prime 
nè i secondi conservano traccie di coloritura. Dinastia XII. — Rosellini. Cal- 
care scuro; alt. 0,195, larg. 0,110. | 


1550. (2523) Stele rettangolare, in forma di porta d’ipogeo, sormontata da cornice 
| baccellata e dipinta in colore rosso e verde. 

Nel centro della stele, intorno a una tavola di offerte, sono rappresentati due 
individui seduti di fronte, sopra un sedile di legno scolpito: amendue hanno 
il corpo dipinto in colore rosso vivo, portano i capelli non molto lunghi, trat- 
tenuti sulle orecchie da un velo e cadenti sul collo; hanno al collo una 
collana verde, e stendono la destra verso la tavola di offerte. Si direbbe 
che rappresentino la medesima persona. Dietro a ciascuna di queste due figure 
è rappresentata una donna ritta in piedi, vestita coll’abito stretto e lungo, 
nell'atto di avvingere il braccio destro intorno al collo dell'individuo, che le è 
seduto vicino. Accanto alla tavola di offerte vedonsi tre vasi, due per olio }f 


e uno per profumi (8), disposti in guisa da parere collocati sopra un soste- 
gno, murato nella parete della tomba. 


cH54 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


re e — ————————_————+ _———sÉe e — iz-r—r——rr——.r= = —_-—— - ——_6___m_ —n ---. -_ — — --- 


Sopra la scena suddetta, sono incise sei linee orizzontali d’iscrizioni, e un'altra 
iscrizione, comprendente nove colonne verticali, è incisa al di sotto di essa. 


5 > MI a E 
«32 \JSÎJ E) illa 
dol 107) d|]$ Gea 
08%, DI Ò 1 Î > bg i i 
e ANDVINYPEL 
> |> 
A A i > > 7 © 39 
\ 
TERE o ATE 
NINA 7 a => | _D 
« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Abido e ad Apuiru, 
signore di T oser, affinchè conceda|no; le provvigioni funebri in pani e in 
bevande, buoi, oche, fascie, incenso, olio, e ogni cosa buona e pura ili cui 
vive la Divinità, (e affinchè concedano) il dolce soffio della vita all'immagine 
(ka), del capo dei canali (? tim), Heba, partorito da Boti. — Una offerta 
regale (sia concessa anche) all'immagine (ka) di Heba ('), figlio di Sonany 
e «lella signora di casa Sotem, giustificata. — Una offerta regale (sia concessa 
anche) all'immagine (ka) della signora di casa Muti, figlia di Amenemuiata. 
b- VM DIT 
MA AOGIIT Ni sa 
« La signora di casa Nubtau, giustificata ». 


n? ZH 
- SANTE 
« La signora di casa Sotemit, giustificati ». 
7 NA le3 
+ 
« La signora di casa Atit, giustificata ». 
- ZITWE 
[A II a 
« La signora di casa Botii, giustificata ». 
Tol#_ 
> 
« (l’uomo) Anyson, giustificato ». 
AN 
= Po (SET 
« (l'uomo) Anyàpà, giustificato ». 


(') Personaggio diverso dal precedente. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 265 


PA, >, wet rs 
con} 6NlLaL 


« La signora di casa Hotpu, giustificata ». 
Di n î lan N n" 
GO0AUI sa 
« Lu signora di casa Hont, giustificata ». 
ri 
9 AOL i 
« (l’uomo) Anyi XU, giustificato ». 
Per insufficienza di indicazioni, non è possibile classificare tutte queste per- 
sone in una tavola genealogica. 


I geroglifici sono malissimo incisi e tuttora coloriti di verde. Stile della XII 
dinastia. — Gallerie. Calcare bianco: alt. 0,530, larg. 0,350. 


1551. (2500) Stele arcuata superiormente, infissa in un piedestallo che ha la forma 
di una piramide tronca rovesciata e a base rettangolare. Così il diritto che il 
rovescio della stele sono coperti di iscrizioni, e altre iscrizioni sono incise sul 
piano superiore del piedestallo, intorno alla scanellatura in cui la stele è infissa. 

A. — Recto. — La stele è chiusa da tre lati da due colonne di iscrizioni, che 
incominciano nel punto più alto di essa, e scendono lungo i margini fino 
alla base. 


Colonna di destra: 


AZIO TORA 
TIZI MIE 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Tutu, affinchè conceda 
le provvigioni funebri in pani e in bevande, buoi, oche, incenso e olii all’im- 
magine (ka) del mobile di schiatta, ciambellano, consigliere intimo, capo 
del controllo, Senbef, partorito dalla signora di casa Akà, giustificata ». 


Colonna di sinistra: 


"IE ARAMEI Meta: il 7 SR 
QIFIRaANI AIZITÀ 


« Una offerta regale è fatta a Sokari Meselti, affinchè conceda le prov- 
vigioni funebri in pani e in bevande, buoi, oche, fascie, incensi e olii 
all'immagine (ka) del nobile di schiatta, ciambellano, consigliere intimo, capo 
del controllo, Senbef, partorito dalla signora di casa Akà ». 

Il rimanente spazio della stele è diviso in quattro sezioni. Nella prima di 
esse sono incisi i due wta (3 a) Nella terza, rappresentante l'interno 


della tomba, vedesi a destra un uomo vestito con abito lungo, seduto sopra un 
34 | 


266 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


trono di legno scolpito, nell'atto di stendere la destra verso una tavola di 

offerte, che gli sta dinanzi, e di tenere colla sinistra un fiore con lungo gambo; | 

a sinistra, di fronte ad esso, un altro uomo, vestito collo shenti, nell'atto di 

presentare le offerte e avente nella sinistra un bottone di fiore con lungo gambo. 
La seconda e la quarta sezione sono rispettivamente occupate da sei colonne | 

verticali di iscrizioni, che qui appresso riproduciamo: 


cfo| a fe RIA ITA 
SA EIR, 

Jojo LAiul aos 

falso nik Ue ART 

in ei cal ed reti Re DIR 


« — « Una offerta regale è fatta a Ptah-Sokari, în favore dell'immagine (ka) 
del ciambellano, consigliere intimo, capo dei controlli, Nene , giustificato, 
partorito dalla signora di casa Akà, giustificata ». 

— « Una offerta regale è fatta a Sebek, signore di Se$en, în favore dell’im- 
magine (ka) del custode del magazzino, Ububak giustificato ». 

b— « Una offerta regale è fatta a Sebek, signore di Se$en, in favore dell'im 
magine (ka), del kesti (°) Xeftiti, giustificato ». 

— « Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Abido, affinchè conceda 
le provvigioni funebri in pani e in bevande, buoi e oche all'immagine (ka) 


della signora di casa Abà, giustificata ». 
B. — Verso. — Iscrizione di 13 linee orizzontali. ‘ 
PEAIT.A2 
RON 
o Zora sIZITIZ 

‘ASTS|L5/TE D E ERE 

> ATTO 3; Sw NI] 


ep SS \ (sic) ZI -—| 
n Ela i LITI mn 


=mlml=Z am 
ei etnie ev 
rea IENA 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 267 


PI ORA 


n (INNSIGIZIZ 3 
na valo 1 U ga of" 


ESSI 31153 


« n. ETA «+00 (*), capo degli ufficiù dell'harem, ciambellano, consi- 
gliere intimo, signore di dolcezza, grandemente amato, molto illustre fra 
î cortigiani, capo del controllo, Senbef giustificato, partorito dalla signora 
di casa Àkà , giustificata. Egli dice: 0 voi che vivete sopra la terra, ogni sacer- 
dote, ogni Kerheb, ogni scriba che passerete dinanzi a questo monumento, e 
che leggerete ad alta voce queste iscrizioni, (se desiderate) fiorire sulla terra e 
rimamere stabili ai vostri posti, se desiderate il favore dei vostri Dei della 
città, dite: « una offerta regale è fatta a Sokari Mesebhti, affinchè conceda 
le provvigioni funebri în pani e in bevande, buoi, oche, fascie, incensi, olii, 
offerte in natura e manufatte, e ogni cosa buona e pura, di cui vive Iddio, 
all'immagine (ka) del nobile di schiatta, ciambellano, consigliere intimo, capo 
del controllo, Senbef, giustificato, partorito dalla signora di casa Akéà, giu- 
stificata. Una offerta regale è (anche) fatta a Sebek, signore di Sesen, 
principe del nomo di Ka, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani 
e în bevande, buoi e oche all'immagine (ka), del custode del magazzino, 
Ububak, figlio di Xeftiti e della signora di casa Àbà, giustificata ». 
Piedestallo. — Iscrizioni: 


o-] 2 AF ADANI TTM 
ANI ITÀ 
ASTREA 81 
711505 


a « = offerta regale è fatta a Ptah Sokari e ad Osiride doubt 
affinchè concedano il dolce soffio del vento del Nord all’immagine (ka) del 
ciambellano, consigliere intimo, capo del controllo, Senbef giustificato, par- 
torito da Àké ». 


(') Questo titolo deve riferirsi indubbiamente ad un ufficio nel palazzo reale; il segno R, più 
generalmente Q s Sì trova non di rado nelle iscrizioni dell’antico impero, ma non saprei definirne con 
precisione il significato. 

(*) Per analoga espressione, vedi sopra, pag. 224. 


268 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


—————___ut: pl tt) LL OE LATE n LI E ANI III E nni 


b « Fece fare a lui (questo monumento) il suo zio materno, che lo ama e lo onorerà 


cternamente, il custode del magazzino Ububak, la cui vita è rinnovata, 
partorito dalla signora di casa Ab a, giustificata ». 

Come risulta dalle suddette iscrizioni, questa stele fu dedicata alla memoria 
del dignitario Senbef dal suo zio materno U b ubak, che deve essere appunto 
la persona rappresentata sul diritto della stele, in atto di presentare le offerte 
al defunto. 

I geroglifici sono incisi nello stile migliore della XII dinastia: così i gero- 
glifici che le figure, erano anticamente riempite di color verde, di cui rimangono 
tuttora alcune traccie. — (Gallerie. La stele è di alabastro verdognolo, e il pie- 
destallo di pietra calcare bianca. Superficie sup. del piedestallo, 0,250X0,150; 
alt. totale del monum. 0,390. 


1552. (2521) Stele rettangolare in forma di porta d'ipogeo, sormontata da cornice 


baccellata e dipinta in colore rosso e bianco. La parte superiore della stele è 
occupata dalla seguente iscrizione: 


ALZA ; Tm] 


A ZZOI ge, — I sn 00 > 

18 TAR NTRHISNETIE E 
P AES | 

Ala 

« Una offerta regale è fatta ad Osiride yentàmenti, signore di Abido, 

Dio grande, signore del cielo, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani 


e in bevande, buoi, oche, fascie, ogni specie di frutta della stagione e ogni 


specie di prodotti, migliaia di ogni cosa buona e pura, all'immagine (ka) del 
devoto ...... , Kembotpu, partorito da Next, giustificata ». 
Il rimanente della stele è diviso in quattro sezioni. 


1° — A sinistra, il defunto assiso sopra un sedile di legno scolpito, di fronte a 


sua madre, che è rappresentata a destra, assisa essa pure sopra un elegante 
sedile, e nell'atto di odorare un fiore di loto. In mezzo alle due immagini sta 
una gran tavola, ricolma di ogni specie di offerte. 

Iscrizioni. — Sopra l’immagine del defunto: 


ld 


« il controllore Kemhotpu». 
Sotto al sedile, su cuì è assiso: 


INTO 


« (l’uomo) Amuahka », parente o servo del defunto. 
Dietro alla sua I IMAGILO: 
gie [SÒ Cig 1 <> | d «> a 
Ken Ah Ke ce MINA Q 
« La sua sorella, della sede del suo cuore (prediletta), Tita, partorita da Titit», 
sorella illegittima del defunto, e probabilmente sua moglie illegittima. 


;_e 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI -269 


TT n © n o — _ —————>— —m__ _ __ -——. _ _ -+_ ———r—r—rr————_—_—_——-Ln-----o>- - . c-->—- +. —- 


Sopra l’immagine della madre: 


du E ARE 


« La sua madre Nexytià, giustificata ». 


Sotto il sedile: ma > Pa I ia Î 
CN 


« la sua figlia Sent », sorella del defunto, forse soltanto per parte di madre. 
2° — Il padre del defunto è seduto sopra un sedile c. s., rivolto verso destra: 
davanti ad esso stanno due individui, una donna ed un uomo, seduti sulle calca- 
gna, e un'altra donna nello stesso atteggiamento è rappresentata dietro di lui. 
Iscrizioni. Sopra l’immagine del padre: 


[| > FK 
VT 
« il padre Uahkai, partorito da Nofer ». 
Sopra le immagini delle due donne: 


reo 
«la sua sorella Noferàt, partorita A Nega »; 
ge 
dai I T o 2, Sa 
«la sua sorella Sontiany, partorita da Neyt». 
Sopra l’immagine dell'uomo, e dietro ad essa: 


nà — 
dr PRG SN LI nt 
« il suo fratello Hemhi, partorito da Neyt »; 
\via. da 
« la sua moglie (del defunto o di suo fratcllo Hemhà?), Sebekhotpu». 


3° — Quattro persone sedute sulle calcagna, due uomini e due donne. 
Iscrizioni. Sopra le immagini degli uomini: 


ANNA LO > ANAAAA 
« il suo fratello Uahka; partorito da Anytà », fratello illegittimo del defunto; 
> f Xn 
i Lu@r SI sora lan | | o 
« tl suo fratello Ne yt, partorito da Noferit »,fratello illegittimo del defunto. 
Sopra le immagini delle donne: 


(sio) » 
a ao 
x (NY pe 


« la sua sorella Neytian olio giustelionta »; 


| e-JEJJIT==2 


« la sua sorella Bebany, partorita da Neyt ». 


0 —— 


270 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


-_-_- 


Intercalata fra le due immagini suddette: 
dii => > A 
Ls iP = | UR: 
» il suo fratello Tità, partorito da Sent », fratello illegittimo del defunto. 
4° — Questa sezione non contiene che le seguenti iscrizioni: 


aaa mett 4Jota 


« Sebektutu, partorito da Muthotpu, partorita da B ebtany >», proba- 
bilmente fratello illegittimo del defunto »; 


Motti 7 


« Sebektutu, partorito da Neyt », fratello del defunto; 


-1 i AefTo d 


« la sua sorella Sonnua, partorita da An XU >, sorella illegittima del defunto; 


e] Dot 


« la sua sorella Muttutut »; 


- lg 


« il figlio di lei, Sebekhotpu». 
olihAZzialei 


« Sebekaa, partorito da Hotpàt», probabilmente fratello illegittimo del defunto. 
STUFE NI 
«Kemhotpu, partorito da Anytà », fratello illegittimo del defunto. 


In un margine ristretto, rimasto libero fra le iscrizioni, le figure suddette e 
gli stipiti della porta, furono ancora incise le seguenti iscrizioni: 


cea INA = LT> dll 
« il suo fratello Hepti, partorito da Tutut », fratello illegittimo del defunto; 


la PE 
a — (| [am 
a VE Ia | (-- = 


«la sua sorella Sontangyit, giustificata », 
già nominata precedentemente, se pure essa non è una sorella illegittima del de- 
funto, avente il medesimo nome, come potrebbe indursi dall'iscrizione seguente: 


pe 
lola ai 
« la sorella di lei Muttutut ». 
Se questa iscrizione è esatta, questa persona e quella indicata nell'iscrizione 
precedente, sarebbero sorelle per parte di madre, mentre la prima sarebbe figlia 
illegittima del padre del defunto, e la seconda di altro marito, che qui non 
è nominato. 


BASSORI!LIEVI E ISCRIZIONI 251 


e Jop8THNI 


« Il suo figlio Botu, partorito da Anytà »; 
1 e a > 
e- ZE od 


«Kemhotpu, partorito da Noferit», probabilmente fratello illegittimo del 


defunto; Jo 


« il suo figlio Sebektutu »; 


! I o 
i 
> Sa 
« tl suo figlio Hotpi ». 
Tutti gli individui menzionati in questa stele, si possono classificare, pochi 
eccettuati, nella seguente tavola genealogica: 


I. 
Nofer 
(donna) 
| 
Uahkai — Neytà 
(uomo) | (donna) 


Sebekhotpu -- Hemhà: Sebektutu : Bebtiiny : Sontàny : Noferàt: KEMHOTPU -— Anxtà, Tità 
| 


(donna) (uomo) (uomo) (donna) (donna) (donna; È 
Sebektutu : Botu : Hotpi 
Il. 
Discendenza illegittima di Uahkai, padre del defunto. 
a b c 
Uahkai DA Titit Uahkai ua Anytà Uahkai 0 Noferit 
Tità ATI CTER 
Uahka : Kemhotpu Next : Kemhotpu 
(uomo) (uomo) (uomo) (uomo) 
d e f 
Uahkai P—— Sent Uahkai —— Anyu Uahkai —= Tutut 
| | 
Tità Sonnua Hepti 
(uomo) (donna) (nomo) 
II. 


Sent, figlia di primo letto della donna Neytà, che fu poi moglie di Uahkai 
2 —_ Neytà 
sh 
(donna) 
Sontanxit, figlia illegittima di Uahkai e di madre ignota. 
Muttutut, figlia di primo letto della madre di Sontanyit predetta, e di padre ignuto. 


Sontàoyit : Muttutut 


272 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Delle sette mogli di Uahkai, menzionate nelle predette iscrizioni, non risulta 
in modo preciso quali fossero le legittime e quali no: è però supponibile, che 
lo fosse la donna Neytà, madre del defunto. Gli uomini hanno le parti nude 
del corpo colorite in rosso vivo, e le donne in giallo chiaro: i segni geroglifici, 
secondo la consuetudine, furono innanzi tutto tracciati in color rosso e quindi 
incisi, e dell’antico disegno rimangono tuttora delle traccie evidentissime. Dopo 
essere stati incisi, i segni furono coloriti in celeste, come risulta da alcuni 
resti tuttora visibili. Dinastia XII, probabilmente. — Gallerie. Calcare bianco: 


alt. 0,540, larg. 0,325. 


1553. (2496) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 

Nell’alto della sezione superiore, sono rappresentati in rilievo i simboli 
= O GZ: sotto di essi vedonsi le seguenti figure, disposte senza un ordine 
ben determinato, e accompagnate dalle seguenti iscrizioni: 

a — Un uomo e una donna stanno seduti sopra uno stesso sedile di legno scol- 
pito: la donna cinge col braccio sinistro il collo del marito, e colla destra tiene 
un bottone di fiore di loto. Il marito tiene colla destra un bottone c. s., e ha 
nella sinistra un fiore di loto sbocciato, che sta odorando. 


V\ ZL 155 pra i JI 


OTT d 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, in favore dell'immagine (ka) del 
soprintendente del magazzino (del tempio) di Osiride, An giustificato ». 
« La sua consorte, la signora di casa, Son giustificata ». 

b — Un uomo seduto sulle calcagna: 


I RNIIÉ 


« Il suo fratello Pahun». 
c — Una donna seduta sulle calcagna: colla destra tiene un fiore di loto non 


ancora sbocciato, e lo sta odorando : 


Sed Wlad 


« La sua madre Tara». 
d — Un uomo seduto c. s.: 


III 


| « Il suo fratello Hunnofer ». 
e — Un uomo seduto c. s.,"con un fiore di loto sbocciato nella sinistra, e nell'atto 


di odorarlo: PECE 
I ATÀ 


« Il suo fratello Hunthuti». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


e — —_ I — .. = — 0 —-—P ——T - —  — “+ 


MEA 35; 


« Il suo fratello Aru». 


f—- Un uomo seduto c. s.: 


+9 — Una donna seduta c. s.: 


LE ES 
« La sua sorella Tahun ». 


Tutti gli uomini indistintamente vestono un abito bianco, che dai fianchi, a 
cuì è stretto con un piccolo cordone, arriva fin quasi ai piedi: eccettuato il defunto 
che porta i capelli corti e coperti da una reticella bianca stretta al cranio, tutti 
gli altri hanno i capelli raccolti in un velo bianco, trattenuti sulle orecchie e sulla 
tronte e condotti sul collo, secondo l’acconciatura così caratteristica dell’antico 
e medio impero; portano al collo una collana verde, ed hanno la carnagione 
dipinta in colore rosso vivo, eccettuati gli occhi, che sono lasciati in bianco. 
Le donne vestono tutte l'abito bianco, lungo e stretto al corpo, sostenuto sulle 
spalle con due cinghie; portano i capelli coperti con un velo bianco, e cadenti in 
treccie sul seno e sul dorso, ed hanno la carnagione dipinta in giallo chiaro. 
Tutte queste fisure sono lavorate con un'arte così squisitamente fine, che cre- 
diamo di non errare affermando, che questa stele è uno dei monumenti più 
belli che ci siano pervenuti del medio impero egiziano. 

La sezione inferiore non comprende che le quattro seguenti linee di iscri- 
zioni, incise con grande accuratezza e dipinte in color bleu scuro, al pari di 


quelle della sezione superiore: 


— — —_ -__— 


rr SERIO 
a 
ZE TT A 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride yentàmenti, Dio grande, signore 
di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e in bevande, buoi 
e oche, fascie e ogni specie di cose buone e pure di cui vive la Divinità, al- 
l’immagine (ka), del soprintendente del magazzino (del tempio) di Osiride, 
An, giustificato nel mondo sotterraneo ». — Ricci. Calcare bigio: alt. 0,450, 


larg. 0,285. 


855) 


274 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


“eee: ‘e i e ii n Sd 
i SE —————_6m6_6_—  -- o. -— ti i ______—_— _———6——————_—_—m€6 
© ———————_ <= _- iS - - . 


1554. (2511) Piccola stele arcuata superiormente. Nella parte più alta di essa, sono 
rappresentati in rilievo i simboli 79 O Ti: sotto ad essi, egualmente in 
rilievo, vedonsi tre figure, delle quali due rappresentano un uomo e una 
donna, seduti sopra uno stesso sedile di legno scolpito, e la terza, una donna 
ritta in piedi davanti ad esse, e nell’atto di far libazione sulle offerte che 
sono deposte sopra una tavola. L'uomo porta i capelli assai corti, e tagliati 
sulla fronte e sulle orecchie, veste un abito bianco, che dai fianchi gli arriva 
fin quasi ai piedi, ha una collana al collo e la carnagione dipinta in colore rosso 
vivo: le due donne hanno la carnagione dipinta in giallo chiaro, vestono l'abito 
stretto al corpo, sostenuto sulle spalle con due cinghie e hanno i capelli rac- 
colti in treccie, che cadono sul seno e sul dorso. 

Sopra le immagini sedenti sono incise le iscrizioni: 


NJ ZI 


« (la donna) Tembu»: « (l'uomo) Uràatar (?)». 
All'immagine ritta in piedi si riferiscono ì segni: 


I 
Lo p' 
« (la donna) Sonnui ». 


La parte inferiore della stele è occupata dalla seguente iscrizione, disposta 
su due linee orizzontali: 


LAS = Rete 
> ATZIOIMZI 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, Nio grande, affinchè conceda le prov- 
vigioni funebri in pani e in bevande, buoi, oche, fascie, incenso, olio, e ogni 
specie di cose buone e pure all'immagine (ka) della donna Tembu. La sua” 
figlia Sonnu fa vivere il di lei nome ». 

I segni sono incisi ed erano anticamente dipinti con colore celeste, ma attual- 
mente della coloritura rimangono pochissime traccie. Dinastia XII. — Gallerie. 
Calcare bianco: alt. 0,220, larg. 0,175. 


1555. (2498) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. 
1° — Inalto, i simboli O 3: sotto di essi, a destra due uomini e una donna 


seduti sopra uno stesso sedile di legno scolpito, davanti a una tavola ricolma 
‘ di offerte. Sotto al sedile vedesi una bambina seduta per terra, a cui corrisponde 


l'iscrizione DE c « (la bambina) Urt ». Di fronte ad essi sta un uomo 
diritto in piedi, presentando colla destra un vaso in forma di calice, pieno di 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI | 219 
granì d'incenso, e dietro a lui una donna, parimente in piedi e rivolta nella 


stessa direzione. 
Iscrizioni. Sopra le figure sedenti: 


o -© (21 


« (l’uomo) Taumer»; 
be da Cà 


« la bug di casa Ur »; 
o 
« (l’uomo) Penaàanhur». 
Sopra le figure stanti : 
[| 
i" > | af 
mama al i Ken 
« l'ece (questa stele) il suo figlio Anhursautef». 
"A 


È (TT 
(1) 


« (la donna) Tema ». 


2°--- Un uomo e quattro donne sono seduti sulle calcagna, rivolti verso destra, da- 
vanti a una piccola tavola ricolma di pani. Alle dette immagini corrispondono 
rispettivamente le seguenti iscrizioni: 


3% 


« (l’uomo) Hapu »; i 
gqT- = 
« (la donna) Tu»; 
hn— è Lai 
« (la donna) Nesnub »; 


| i-R )= 


« (la donna) Taànhur >»; 


i 


« (la donna) Hui». 


lisz]jgmeSi]ofJE Sab 
Tip 21,81 TUNIT 
BE TAFsSiiate$ 


276 


nn 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


ac  — —_ +. -_—1—— ———€&@@»+&___—_———___—_—_—_—_————_—_r_—mT—_—_—_m————_—r__—mPm+6 — 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Tutu, Dio grande, 
signore di Abido e ad Anubi signore di Rosetu, affinchè concedano le prav- 
vigioni funebri in pani e in bevande, buoi, oche, il soffio vitale, e ogmi specie 
di cose buone e pure di cui vive la Nivinità, în sul cadere di ogni giorno, 
all'immagine (ka) di Taumer. Da parte del suo figlio Anbursautef, 
che fa vivere îl di lui nome ». 

Eccettuato il defunto, che veste l'abito lungo sino sotto al ginocchio e legato 
ai fianchi con un cordone, gli altri uomini hanno lo shenti ; il defunto e l’uomo 
Hapu hanno il capo raso, e gli altri due portano i capelli piuttosto corti, e 
tagliati sulla fronte e sopra le orecchie: tutti indistintamente hanno la carna- 
gione dipinta in colore rosso chiaro. Le donne vestono tutte l’abito lungo e 
stretto al corpo, hanno i capelli raccolti in un velo e cadenti in treccie sul 
dorso e sul seno: il colore della carnagione è giallo chiaro. 

Tutte le figure sono in rilievo: i segni sono incisi, e conservano traccie di 
colore bleu scuro, con cui erano anticamente dipinti. — Ricci. Calcare bianco: 
alt. 0,410, larg. 0,270. 


1556. (2503) Stele arcuata superiormente. La parte superiore di essa è occupata dai 


simboli <® #3: il rimanente è diviso in due sezioni. 


1° — A destra, un individuo assiso sopra un sedile di legno scolpito, davanti a una 


tavola di offerte. Veste lo shenti, e ha i capelli coperti con una reticella e 
tirati indietro sul collo. Di fronte ad esso è inginocchiata una donna, vestita 
coll'abito lungo e stretto al corpo, e coi capelli coperti da un velo bianco 
e divisi in treccie che cadono sul seno e sul dorso. Segue ancora un uomo, 
parimente inginocchiato sulle calcagna, avente presso di sè una piccola tavola 
ricolma di offerte: veste l’abito lungo e ha i capelli acconciati come la figura 
sedente. 


Iscrizioni. Sopra la figura sedente: 
IENE SRO Na boe vt CpI 27 19) S 


VARA RIENNENTEZIONTE: 


« Una offerta regale è fatta ad Anubi sopra la sua montagna, mell’oasi è 
signore di Toser, affinchè conceda le provvigioni funebri, in pani e in be- 
vande, buoi, oche, pani, fascie, ogni specie di cose buone e pure di cui vive 
la Divinità, all'immagine (ka) di Sesugesaiu», 


Sopra l’immagine virile inginocchiata : 


Li ie Mot 


« (e) all'immagine (ka) dei suo figlio diletto, scriba dell’'harem, Urài, 
giustificato ». 


BASSORILIZVI E ISCRIZIONI 277 
Sopra l’immagine femminile inginocchiata: 
ua E 7 | S Ì da n | 
[dm [dita CES 
*> %= 0 cs 
« la sua amata consorte, la signora di casa Ausenà, giustificata » 


2° — Tre individui, corrispondenti in tutto a quelli della sezione precedente. 
Iscrizioni. Sopra l’immagine sedente: 


Lr 


« {Una offerta regale etc.) all'immagine (ka) del soprintendente dei custodi (2) 
Nakuiuàufena. 


Sopra l’immagine femminile inginocchiata: 


IRA 


« la sua moglie Ammunm ». 
Sopra l’immagine virile inginocchiata: 


(<innl POSTENÙÌ 


« l’aiutante dello scriba cancelliere Nehi: ». 

Gli uomini hanno la carnagione dipinta in color rosso vivo, e le donne in 
giallo chiaro. Sia le figure che i segni sono incisi: questi ultimi conservano 
traccie di color verde: il fondo della stele era anticamente dipinto in giallo. 
Esecuzione mediocre. Dinastia XII. — (Gallerie. Cglcare bianco: alt. 0,470, 
larg. 0,290. 


1557. (2586) Frammento inferiore di una stele, che doveva essere arcuata nella sua 
parte superiore. Oltre a una parte della penultima sezione, in cui la superficie 
della stele era divisa, e nella quale erano rappresentati tre individui, due uomini 
e una donna, seduti l'uno accanto all'altro sopra uno stesso sedile di legno scol- 
pito, rimane quasi intiera l’ultima sezione, in cui sono rappresentati tre uomini, 
seduti per terra l’uno ‘accanto all’altro davanti a una tavola ricolma di offerte. 
Presso a ciascuno di essi esisteva un'iscrizione, che ne indicava la qualità ed 

‘il nome; la prima di esse (a) è in parte martellata, la terza (c/ è quasi tutta 
mancante, e la seconda sola è integra (0): 


(2 =]2 


« il suo figlio Amenembat»; 


> JU$ 


« il suo figlio Nebi»; 


—TT_x_x«,_x.N 


DI 
-} 
(o ©) 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


La stele finisce colla seguente iscrizione disposta orizzontalmente su due linee: 


n 


{\asJ®ed TIf4 SIE ti di. _ 


CT > co È 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, Dio grande, signore dell'eternità, af- 
finchè conceda le provvigioni funebri in pani e in bevande, buoi, oche, [fa- 
scie e, ogni specie di [cose] buone e pure, all'immagine (ka) di Sonnofer 
e della (sua) compagna, la signora di casa, Risit ....». 

Le figure sono in rilievo e ì segni sono incisi: nè le une nè gli altri con- 
servano traccia di coloritura. Dinastia XII. — Ricci. Calcare bianco: alt. 0,225, 
larg. 0,235. 


NN 
NVWOÒÙ 


NOÒY 
NVÒ 


1558. (2529) Piccola stele arcuata superiormente. L'esecuzione di questo monumento 
è tanto cattiva, che la maggior parte delle iscrizioni è per noi quasi illeggi- 
bile, per cuì crediamo opportuno di pubblicarla in fototipia (v. tav. I). — 
Gallerie. Calcare bianco: alt. 0,285, larg. 0,190. 


1559. (2546) Piccolo frammento di una iscrizione funebre, su cui vedesi rappre- 
sentata in leggiero rilievo una donna in piedi, vestita coll’abito lungo e stretto 
al corpo, e accanto ad essa, egualmente in My l'iscrizione : 


« la sua moglie che lo ama, la signora di COSQU ls a ». 
Stile della XII dinastia. — Rosellinîi. Calcare bianco: alt. 0,110, larg. 0,070. 


1560. (2520) Stele arcuata nella parte superiore, e divisa in quattro sezioni. 
1° — Nel centro, il simbolo Q fiancheggiato dai due 3 uta (Fo TO). 


A destra di chi guarda il vocabolo + res « mezzodì », a sinistra Ù mel 


« settentrione »; indicazioni che si riferiscono alla direzione, che questa stele 
doveva avere nella tomba in cui fu collocata. 


2° — A sinistra, un uomo seduto sopra un trono davanti ad una tavola di 
offerte: sulle pareti di fondo della tomba vedesi una tavoletta assicurata al 
muro, ricolma di pani; davanti alla tavola di offerte sta diritto un altro indi- 
viduo, e dietro ad esso è rappresentata una donna inginocchiata per terra, col 
corpo riposante sulle calcagna. Alle tre figure suddette si riferiscono rispet- 
tivamente le tre seguenti iscrizioni: 


‘-Tovislm, MIFoOxvs 


« Anyenyahbapàîtu, partorito pra signora di casa Kefit, giustificata ». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 274 


TIT 


« Hirsenb, figlio di Àb». 


ALINEI SH ATI IN 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Abido, in favore dell’ im- 
magine (ka) della signora di casa, Abà, partorita da Sebu.... >». 


Di 


3* — A sinistra, un individuo seduto sopra un trono: un altro individuo gli 
sta diritto di fronte, e dietro a quest’ultimo sono rappresentate due donne, 
inginocchiate per terra c. s. Alle dette figure si riferiscono rispettivamente le 
quattro iscrizioni seguenti: 


dl <del EL 


« Il portatore della penna del segretario del soprintendente al controllo, An gran 
giustificato ». 


:- wi gal el) 


« Il portatore della penna del segretario del soprintendente al controllo. 
Ris, partorito dalla signora di casa, Ab, giustificata ». 


TOTI 


« La signora di casa, Kefit, partorita da Ab». 


Pertini en 


« La signora di casa, Tahunnu, partorita dalla signora di casa, Àb ». 


4% — Quattro individui, un uomo e tre donne, inginocchiati per terra c. s., 
rivolti verso ps disposti c. s. e accompagnati dalle seguenti iscrizioni: 


o donna] = CIZRP N 1a TATE 


« La da i casa, Hontsen, partorita da Abà giustificata ». 


tini CITA RIIJZSO IE 


« La signora di casa Akaàb..., partorita da Tutu giustificata ». 


ccm E AMSA TIIS 


«Abi, partorito da Àb ». 


a tion) O MELI 


« La signora di casa Tata giustificata, partorita da Ransenb ». 


i ua ; A 
(') | J Li SY è forse un errore di trascrizione dal jeratico, invece di | J ANVI 
NIVINA ANANAAA 


220 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


- ® SUSE E ini o ici lin in e —_———P»yP ——m&——r———T——— my-—r—r_r=---_——+@ e < —ue = © -——1— c0— —— 2 —. -- + -—-—- Lu. — _— — 


Di fronte all'immagine d è rappresentata una bambina seduta, colle trecce pen- 
denti sopra una delle spalle, e che tiene in bocca l’indice della mano destra, 
nell’atteggiamento caratteristico di Harpayrut. Ad essa è unita l'iscrizione: 


vana dei NERI DI 


« La bambina Kefit, giustificata, partorita da Tatà ». 
Le figure ed i segni sono malamente disegnati ed incisi, e coloriti unifor- 
memente di verde. Monumento da riferirsi secondo ogni probabilità alla XIII 
dinastia. — Gallerie. Pietra calcare: alt. 0,585; larg. 0,340. 


1561. (2553) Stele arcuata nella parte superiore e divisa in tre sezioni. 
Nel centro della sezione superiore è rappresentato il simbolo O, fiancheg- 


giato dai due EG ula (#7 Q a 


Nella seconda sezione vedesi a sinistra il defunto (a), seduto sopra un trono 
di legno scolpito, davanti a una tavola ricolma di pani. Dietro a lui sta diritta 
sua moglie (0): di fronte a lui, nell'altra parte della stele, si vedono seduti 
per terra un uomo (rc) e una donna (d), davanti a un’ara di libazione. 

Iscrizioni: 


FEMSTSTEENO Ue 
bf 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Abido, affinchè conceda 


la provvigioni funebri in pani e bevande, buoi, oche, fascie, incensi, ohi, 
all'immagine (ka) dello scriba del gran gineceo, Ptahsa ». 


- vo 9.2.])21 


« La sua moglie Anyet real favorita, prima dei favorì ». 


ALII 0 


« Il padre suo Sesu$es, figlio di Texi ». 
d ui & AAANAAA 
x [| 
« La madre sua, la signora Li casa Reyena». 
La terza sezione è divisa in tanti piccoli rettangoli, come il piano di una 
scacchiera, ognuno dei quali racchiude un'immagine virile o muliebre seduta 
sulle calcagna, e una breve iscrizione che a quella si riferisce, cioè: 


va ff tu 20 ! 
e donna] Ì CS i 4) 


« (Altra) sua n° defunto) moglie Amonsatmerà ». 


rn) (SAT 2% 


« (Altra) sua maglie Atefessenbyonsu». 


—— 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 281 


n _—_ _ _ _——_rr—_-_ -__——————@—@6—È€—_————€€m———€m€6——— ———xm 


9 [donna] — CC] P È î c | Ì 


« La signora di casa Unaàhiràbtes (prob. moglie illeggittima del def.) ». 


— ————  ———€@— 


er, E ga 
h [donna] z: De fa 


« La signora di casa Taunet, giustificata (prob. c. 8.) ». 
SS, ALZI 
i [donna] CS iS DS 
TO Len DI] ©» AD 
« La sua figlia Ne$emuttutut ». 
I AANA rami 
j [uomo] CS tà = Î 
« Il suo figlio, Ur-hir,(') Nesemuttutu >». 
# Ss APIPIPA_ Tani Xa- 
ì [uomo] f= N ] 
x (gave SS <> 
« Il suo figlio, Ur-hir, Negemutnofer». 
CS x? NINA S Fa 
m [uomo] 5 si) SY T( 
- pl S. ICI FS 
« Il suo figlio, custode dell'arco, Nesemutuser ». 
| MINA 
n [uomo] CS fpeTaa | 
x IAATATATATA) - 


« Il suo figlio Ur-hir, Amenhotpukemnà ». 


o [donna] Sher IN ISO 


« La sua figlia Uatithau». 


avvii . 
p [uomo] > n 70 CSQ 


,« Il suo figlio Nehtisa». 


tn $$ 7 29 E 
\\ 


«La sua figlia Nehtisat», 
rt {TS 0 0 


« Il suo fratello, capo dei reali trenta, Hatiaa». 
I RE 
s [uomo] VICINA È Sf 
« Il suo fratello, gran corriere della città, PtahS$et». 


{tomna)f è |a 


« La sua sorella Renes(')». 


eeevee— rr. 


(‘) fà (=, titolo di dignità, probabilmente, « il gran capo ». 
: - i DG 
(£) Forma ampliata di > 


36 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


-— +*__ _——————m—Y6—&m——__———m—————TT ——  ————————— 6 6 _r_r—___—r_—_6_—___.___——r fine te i on i o mr nn PR ia —__——————_6—— “ _+_ }%8m6 
SIE 


sumo]: 010] 


« La sua sorella Senbesinyes ». 


v [donna] = | = cs 


_« La signora di casa Amonsat». 


w [donna] ni CI | ci Ì ]J 


« La signora di casa Atefessenb». 


z [uomo] La Je 


« Il barcajuolo (°) Senbtefi ». 


stem LI 


« Il barcajuolo (?) Amenhotpà». 


LI do 
z [uomo] ) £ | cui 


«Sesuarert, giustificato (2), figlio di Tites (2) ». 


sten BEI 


« Lo scriba capo del soprintendente al controllo, Sutenmeh ». 


Sez 
b' [donna] & i Jo ' 


« La signora di casa Bolu». 


Monumento da riferirsi, secondo ogni probabilità, alla dinastia XIII, per la 
disposizione che in esso è data alle diverse immagini: è importantissimo per 
lo studio dei nomi propri, poichè quasi tutti quelli delle persone ivi mentovate 
hanno un significato a se, e non sono, come accade generalmente, il prodotto di 
un accoppiamento casuale di suoni. — Le figure e le iscrizioni sono disegnate con 
certa accuratezza, e nettamente incise: però nè le une, nè le altre conservano 
alcuna traccia di coloritura. — Rosellini. Pietra calcare: alt. 0,635, larg. 0,390. 


1562. (2505) Stele arcuata nella parte superiore: a differenza di tutte le altre fin 


qui esaminate, ha le figure e le iscrizioni non incise ma dipinte, secondo un 
uso che non fu infrequente durante il primo impero tebano (v. Maspero, Le 
tombeau de Horhotepu nel catal. del Museo di Bulaq, pag. 251). 

La stele non contiene che una sola sezione, in cui vedesi rappresentato il 
defunto seduto sopra un trono massiccio, e sedute per terra accanto a lui due 
donne, che odorano un fiore di loto. Per la camera sepolcrale sono sparse 
offerte di varia natura, vasi d'olio, pani, fiori etc.; il colore della carnagione 
del defunto è rosso, e marrone chiaro quello delle donne. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 288 


=. + ____-_—_ ee e-.-_ —__—— _—__—_m_—_T_—_—_m———_—_——m_6y_y_——r—»& 
È - - 


Sopra l’immagine del defunto corrono le due seguenti linee di geroglifici, 
dì elegante disegno e coloriti in verde. 


IZATADATIORI 
SESSI TE piperno 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride xentamenti, Dio grande signore 
di Abido, affinchè conceda le offerte funebri in pani e bevande, buvi e oche, 
all'immagine (ka) del devoto Tefhapi ». 

Monumento da riferirsi alla dinastia XIII, secondo ogni probabilità. — 
Gallerie. Pietra calcare: alt. 0,470, larg. 0,280. 


1563. (2558) Piccola stele arcuata nella parte superiore. Vi è figurato in incisione 
il Faraone AmenofiI, diritto in piedi, vestito collo shenti reale, coll’ureo sulla 


fronte, lo scettro Î nella sinistra, e il diadema + sul capo, che riceve 
l'adorazione di altro individuo rappresentato davanti a lui. Questi ha il capo 
raso, e veste la tonaca sacerdotale. Accanto alla prima immagine è inciso il car- 
tello reale di Amenofi I, (0 WU) — Htoscllini. Calcare; alt. 0,110, 


larg. 0,100. 


1564. (2392) Piccolo frammento di un travicello di legno, che doveva far parte di 
qualche mobile. Sopra una delle faccie porta la seguente iscrizione, in gerogli- 


Me ui 4, TN |) fut i yy 
fici disegnati e incisi con rande accuratezza : 74 I Ù i x AA, 
5 5 Gig Miu Sn 54 


Che si dovrebbe tradurre.... « il real fratello Aàh mesamonmeri....». 
Sul principio della XVIII dinastia trovasi indicata una principessa, contempo- 


raneà di Amenofi I, che porta il nome di fa Aahmes- 


Ò 


AMM) AD 


amonmerit, o semplicemente (= NUTI | Amonmeri, ed è qualifi- 


cata sui monumenti coi titoli di SS, ol a, | + w 4 UST « real 


; SI DA 
figlia, real sorella, divina moglie, real moglie, gran sovrana delle due regioni »: 
è supponibile che la persona indicata nella nostra iscrizione, sia quella stessa 
principessa, poichè non ci pare che la sola mancanza della caratteristica del 
femminile, ci permetta di congetturare l’esistenza di un principe, che porti 
questo nome e a cui nessun monumento ha fin qui accennato. Dinastia XVIII. — 
Rosellini. Legno; lung. 0,200, larg. 0,070. 


284. BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


-—_—Ty_yr————————+—+—+———++—+ T— @@&—————+»é€»é»éùo@_  » étz————————@———11 + —1_@—_’’’‘’’—.r_ =———— 


1565. (2585) Stele arcuata superiormente e divisa in tre sezioni. 


1° sezione. — Nella parte più alta di essa sono rappresentati i simboli }; 2. > 


o, 
e sotto a questi vedesi a sinistra il defunto, col capo raso, una collana al collo, 
vestito della tonaca sacerdotale, che tiene nella mano sinistra una piccola fascia, 
e sta seduto sopra un trono di legno elegantemente scolpito, insieme a sua 
moglie. Questa veste il solito abito stretto al corpo, ha i capelli raccolti in 
un velo e spartiti sul seno e sul dorso; abbraccia il marito col braccio sini- 
stro, e nella mano destra tiene un fiore di loto. Davanti ad essi è collocata 
una tavola ricolma di offerte, e più in là sono rappresentati due individui, un 
uomo e una donna, vestiti come le due persone sopraindicate, amendue diritti 
in piedi, e rivolti verso di quelli nell’atto di rendere loro omaggio. 

Iscrizioni. Sopra le figure sedenti: 


ode] RD 


« Il capo ............ delle divine offerte di Osiride, Sapaari, giustificato ». 


-METAZISA 


« La sua compagna, la signora di casa, Aritnofrit». 
Sopra le figure stanti: 


-einiolos 


« Il suo figlio diletto, seta, Hebef>». 


I la 
a- SI 
CR 
« La suu figlia AS». 


2° sezione. — A sinistra, due persone sedute sopra un trono, simili in tutto a 
quelle rappresentate nella sezione precedente. Davanti ad esse, un uomo e 
una donna c. s., e fra l’uno e l’altra di queste due ultime figure è segnata in 
solo contorno l’immagine di un bambino, ancor esso in piedi e rivolto nella 
stessa direzione. 

Iscrizioni. — Sopra le figure sedenti: 


> 
CA da 
— MAMA A 
detti nali Ol ne I 
« Il soprintendente del tempio di Osiride, Amenbhotpu». 
Di 0 pe 
a _ |l la \\ 
« La signora di casa Nofrìtàari». 


Sopra le tre figure stanti: 


i SISITI 


« La figlia sua (?) Nofritàri». 


BASSORILI:VI E ISCRIZIONI 285 


se]: 


« Il figlio Aùhmes». 


i Ke 


« (Il bambino) Sapaari». 


3" sezione. — A sinistra, un uomo e una donna, vestiti c. s., stanno seduti per 


terra, rivolti verso destra, davanti ad una tavola di offerte. Ad essi corrispon- 
dono rispettivamente le due seguenti iscrizioni: 


paul 1s0) 
scsi TI 
«Makinutef>». 
ra) CN 
i Jo 
« La sua madre A8» 


La parte destra di questa sezione è occupata dalle seguenti quattro lince di 
geroglifici, disposte orizzontalmente: 


TORA LIMEZATE] 
KE RIZIIS 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore dell'eternità, ad Iside 
divina madre e ad Oro, affinchè concelano le provvigioni funebri in pani 
e in bevande, buoi, oche, fascie, incensi, olii, l'aqua di libazione, vino, 
latte, ogni specie di cose buone e pure, e ugni sorta di cose piacevoli e dolci 
all'immagine (ka) del capo ..... di Osiride, Sapaari. Fece (questo monu- 
mento) il seta Amenhotpu, partorito dalla signora di casa Nofri(t)a(ri)». 

Tutte le figure e le offerte sono rappresentate in leggiero rilievo, e conser- 
vano traccie di coloritura: i segni sono incisi con poca cura, e non furono 
dipinti. Il fondo della stele è uniformemente colorito in giallo chiaro. 

I nomi di persona che si trovano in questo monumento, ce lo fanno attribuire 
con certa probabilità al regno di Amenofi I (XVIII din.). — Ricci. Calcare; 
alt. 0,595, larg. 0,375. 


86 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


1566. (2589) Stele rettangolare in forma di porta, sormontata da cornice baccellata. 
Sulla parte media dell’architrave è rappresentato il simbolo O, fiancheg- 


giato dai due 3, ula, seguiti alla lor volta da uno sciacallo accovacciato 
( e TÀ OF pep_9 E sugli stipiti e sulla soglia sono incise le seguenti 


iscrizioni. 


mu da {AO a Dre 

desto cio =|\=|x 
DEE da 
coesione Us zine Zg 

« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore degli Spiriti della montagna 

occidentale, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e in bevande, 

buoi, cche e tutte le cose buone e pure che dona il cielo, produce la terra e 

il Nilo trasporta dalla sua sorgente, all'immagine (ka) del custode della yati, 

pri ». 
} I Il == dii pi I <> oa DD 
sn o I LI APIRS 000 
pri fia I Www Y A AG IIZD5> A 


Ta ZisazA 


« Una offerta regale è futta ad Osiride signore dì Rosetu, affinchè con- 
ceda l’acqua, i soffi di vento, le primizie della stagione e tutte le offerte 
in natura, che compajono dinanzi, all'immagine (ka) del favorito del Dio 
buono, custode della yatì, Sebekhotpu, giustificato ». 


SiTuaziszica 222 


« Che tutte le cose buone e pure sieno all'immagine (ka) del custode della 
yati, Sebekhotpu. La sua compagna, la signora di casa, Rannuti». 


IA UA RIETI 


« Il suo figlio, regio scriba Xenenhatàaai, il primo kerheb Hirnoferbhir ». 


e 
| 


Lo spazio racchiuso fra gli stipiti, l'architrave e la soglia della porta, è diviso 
in tre sezioni, coperte di scene e di iscrizioni. 
1° sezione. — A sinistra è rappresentato Osiride yentàmenti, seduto sopra 
un trono sotto un elegante baldacchino; di fronte ad esso vedesi il defunto in 
atto di adorazione, e dietro a lui una donna che porta dei fiori, una focaccia 
ed un’oca. Fra il defunto ed Osiride è collocata una tavola, ricolma di ogni 
specie di offerte. 
Iscrizioni. — Sopra l’immagine di Osiride: 


CERTA) 


« Osiride, signore dell’eternità, Dio grande signore di Toser, signore di 
Abido, signore del tempo infinito ». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 287 


Sopra le altre due immagini: 
ANNA [an | 
«RIT a aloni 


Gieujeaz 


« Che egli (Osiride) conceda il soffio piacevole del vento del Nord, la liba- 
zione di acqua fredda, vino, latte e le offerte in natura che verranno 
innanzi, all'immagine (ka) del custode della dimora di Aayeperkarà 
(Tutmosi I), Sebekhotpu ». 

are TEZZE SW]? o? — 5 a Usa (ZI 

x «2 a 
« La sua compagna diletta, la signora di casa Rannuti, giustificata ». 


2° sezione. — A sinistra è rappresentato il defunto, seduto insieme a sua moglie 

sopra un sedile di legno scolpito: accanto a questa vedesi ritta in piedi una 

bambina nuda: sotto il sedile sono rappresentati un vaso e uno specchio; di 

fronte ad essì sta uno dei figli egualmente in piedi, presentando un fiore di loto 

e facendo la libazione di acqua fredda sopra una tavola di offerte, collocata davanti 

a lui; dietro a questi viene un altro figlio, che porta una seggiolina e con- 
duce un giovane vitello. 

Alle cinque predette figure corrispondono rispettivamente le seguenti iscrizioni: 


« Il custode della yati, Sebekhotpu >»; 
MM IZZI 7] <> 
E: ata 
«la sua compagna diletta, la signora di casa, Rannuti »; 
BR lima (OS. i culi 
accdilonmdi n 
« (la bambina) uditrice, Seyetànsi »; 


SIRIA 


« il suo figlio, regio scriba, Xenenhat>»; ‘ 


MI 


« il suo figlio Ptahmes». 


3* sezione. — A sinistra vedesi un individuo, col capo raso e vestito colla tonaca 
sacerdotale, seduto sopra un trono di legno scolpito însieme a una donna, che 
è probabilmente sua moglie. Ad essi si riferiscono le due seguenti iscrizioni: 


« il purificatore Neytyem>». 


288 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


———— _—— — — —————<-  _0et _09z:.::-<- ————._——.rr «-_— — -——_ 


-TPEIDI 


« La signora Po casa, Loau ». 

Di fronte ad essi sono rappresentati tre dunne ed un uomo, che procedono 
l’uno dopo l’altro, portando dei fiori e delle focaccie: alle suddette immagini 
corrispondono rispettivamente le quattro iscrizioni seguenti: 
> € d 
ana CD 


« (la donna) Rannuti »; 


‘N 


« (la donna) Anmàsa»; 


dai 


« (la donna) Pipu »; 
MO, 
dat 1 


« (l'uomo) Hatyenen». 


pD— 


Tutte le figure sono rappresentate in bassorilievo ad incavo, ed erano rico- 
perte anticamente con uno strato sottile di stucco bleu-scuro, di cui riman- 
gono tultora alcune traccie. Tutti gli uomini vestono lo shenti, con un lembo 
che scende in punta sul davanti, di moda in quel periodo, e portano i capelli 
tacliati sulle orecchie e sul collo, secondo l’acconciamento che è proprio di alcune 


tribù della Nubia, e che si difuse in Egitto sotto alcuni Faraoni della XVIII 


dinastia: le donne vestono il solo abito stretto al corpo, sostenuto sulle spalle 
con due cinghie, e portano i capelli lunghi e cadenti sul dorso spartiti in tante 
piccole treccie, legate all’estremità inferiore con piccoli nastri. Leggermente 
frammentata allo spigolo anteriore sinistro. — Gallerie. Calcare; alt. 0,825, 
larg. 0,530. 


1567. (2549) Stele arcuata superiormente, senza alcuna traccia di antica coloritura. 
Nella parte più alta di essa sono rappresentati, in bassorilievo ad incavo, i 


simboli <<? O SJ: sotto ad essi, parimente in bassorilievo ad incavo, sono 


rappresentati due individui, un uomo e una donna, seduti l’uno accanto all'altro 
sopra uno stesso sedile di legno scolpito: di fronte ad essi, tre donne in piedi. 
Alle sudette figure corrispondono rispettivamente le seguenti iscrizioni: 


ASL 


« lo scriba Hormenà »; 


— Nded 


« la sua moglie Taut»; 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI UR 


ENI 


« di sua figia Hormenà »; 


d— TA 


«la sua fijlia Aàh mes >; 
Air 
Î E 
«la sua figlia Aùl hotep». 
Segue una iscrizione di dieci linee, disposte orizzontalmente su tutta la lar- 


IA SIE SITOTTTtHA 
l 


pa AI, Ali I TALI a 


Iii add sia ME Ri 


e — 


(2, 


IAAZATA TA! 


SRI 
Noci emi Divas 


LI 
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fonia = 


— ——— e zeeÌe'eEeeeerr I _____ —_ —_  —————__—————ÉÈÈ___——6—m_—__——__—_——r—r—_—_—m—__b _——————_——_—_—__—_————_ _——————_______€— È 


« Una offerta regale è fatta a Sop, ad Osìride, che è in Ieraconpoli, ad 
Anubi sopra la sua montagna e nell'oasi, signore di Toser, affinchè con- 
cedano le provvigioni funebri in pani ed in bevande, buoi, oche e tutte le 
cose buone e pure di cui vive la Divinità e che il cielo dona, la terra pro- 
duce e il Nilo trasporta dalla sun sorgente, (affinchè concedano) di respirare 
il soffio piacevole del vento del Nord, di bere alla corrente del fiume, di 
entrare e di uscire col sole fra i Teputot, per prendere le provvigioni 


37 


200 BASSORILIEVI B ISCRIZIONI 


+ —.- - --- —— 2 e. -——- sir -—e ae — —  —_ ee  - - + 


fumebri in tutte le panegerie di Osiride, (che tutto ciò sia concesso) all'imma- 
gine (ka) dello scriba Hormenà. Egli dice: « îo passai molti anni in qua- 
lità di governatore di Ieraconpoli, e feci venire è tributi suoi al signore delle 
due regioni; io fui lodato e non si trovò alcuna mia colpa: (quindi) rag- 
giunsi la mia vecchaja nella regione di Uauat, soddisfacendo il cuore del 
mio signore, discendendo îl Nilo coi suoi tributi (per portarli) al sovrano una 
volti ogni anno: io partit di la con FI LEZAONE d'uomo giusto e non si trovò 
alcuna mia mancanza ». ° 

Questa iscrizione fu pubblicata dal Piell, benchè in modo alquanto scorretto 
(Récucil de travauz etc., vol. II, pag. 122): come egli già osservò, essa ci fornisce 
il primo esempio del segno }/Y colla pronuncia a, preso a sostituire il pronome 
suffisso della prima persona del singolare. 


La città di è 3 corrisponde a Ieraconpoli, e trovavasi sulla riva sinistra del 
Nilo, quasi di fronte ad El-kab, nella località attualmente detta Kom el-ahmar: la 

. . [i K . s . 
regione di £) £) i Uauat deve cercarsi nella Nubia superiore, probabil- 


mente presso la congiunzione del Bahr el-azreq col Bahr el-abiad. 
Monumento da riferirsi, secondo ogni probabilità, al principio della diciotte- 
sima dinastia. 
Le figure e i segni sono lavorati con molta finezza e diligenza. — Rosellini. 
Calcare; alt. 0,475, larg. 0,250. 


1568. (2584) Stele in forma di porta, sormontata da cornice baccellata: come stile 
e come lavorazione è molto affine alla stele descritta sotto il num. 1566 (2589), 
da cuì differisce soltanto per l’acconciatura dei capelli delle figure virili. 

Dal centro dell’architrave partono due iscrizioni, che scendono sugli stipiti 
a destra ed a sinistra, fino al piede della stele. 


“Msi on III 


OD W e EJ 

SIIT 

« ea offerta regale è fatta a Ptah Sokari Anbresef, ad Osiride nella 

dimora misteriosa, affinchè concedano le provvigioni funebri in pani e in 

bevande, buoi, oche, fascie, incensi, olii, ogni specie di cose buone e pure, 

ogni specie di primizie e di fiori della stagione, all'immagine (ka) del capo 
dei lavoranti ai carri, Ptah mai giustificato ». 


-VAZINISIIMSA nre Ea= de 
Amel ue put 


« Una offerta regale è fatta ud Osiride yentàmenti, Mio grande signore 
della requrone di Auker,e ad Anubi sulla sua montagna, affinchè concedano 


13 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 20) 


lutto ciò che compare sulla loro tavola, in sul cadere di ogni giurno, all’imm- 
magine (ka) del capo dei lavoranti ai carri, Ptahmii ». 

Lo spazio della stele compreso fra l'architrave, gli stipiti e la soglia della 
porta, è diviso nelle due seguenti sezioni: 


— A sinistra, Osiride yentàmenti, assiso sopra un trono sotto un ricco 
baldacchino, davanti ad una tavola ricolma di offerte. Un uomo, vestito collo 
shenti liscio, sta ritto in piedi colle braccia sollevate, in atto di adorarlo: 
dietro a lui, un altro uomo collo shenti liscio e una sopravveste più corta a 
grosse pieghe, sta ritto in piedi nello stesso atteggiamento: amendue portano 
i capelli assai lunghi, che coprono le orecchie e giungono sulle spalle e sul 
collo; sul capo portano il cono. Alle tre figure sopradescritte corrispondono 
le seguenti iscrizioni. 


c- TAMZSZICO 


« Osiride yentàmenti». 


Sr SISI E 


« Fa le adorazioni ad Osiride e la prosternazione all'Essere buono, il 
capo dei lavoranti ai carri, Ptahmai». 


-SIERAIZA TAI 


oa 


fl 


f—- 


« Il di lui figlio, che fa vivere il suo nome, lo scriba del tesoro del sovrano 
delle due regioni, sovrintendente dei lavori, Thutimes giustificato ». 


— A sinistra, una donna seduta sopra un sedile di legno scolpito; porta 
treccie di capelli lunghe ed abbondanti, cadenti in massa sulle spalle e sul 
dorso, e legate all'estremità con un piccolo nastro, ha il cono sul capo, veste 
il solito abito e tiene fra le mani un fascio di fiori. Davanti ad essa, una 
tavola di offerte, quindi un uomo che presenta dei fiori di loto; poi un altro 
che offre due pani piramidali, due oche, e un altro fiore; poscia un altro indi- 
viduo più giovane, che porta una tavoletta di legno ricolma di pani, e conduce 
un vitello legato con una corda. Tutte le figure virili portano lo shenti e ì 
capelli come il defunto, eccettuata l’ultima, che ha il capo raso: nessuno di 
essi ha il cono sul capo. Alle prime quattro figure corrispondono le quattro 
iscrizioni seguenti. 


PIMS TRI y IRA 


« La signora di casa, favorita di Hathor signora del sicomoro e di Se yet 
Resi, Puisahuna». 


;- Pipu=TWE$Z 


« Il di lei figlio, lavorante ai carri, Neyt, giustificato ». 


299 : BASSORILIFVI E ISCRIZIONI 


« Il di lei figlio, lavorante ai carri, Riàa ». 


-ERIRPLZANIMANI 


« Il figlio del di lei figlio, scriba del tesoro del sovrano delle due regioni, 
Thutimes Piàai». 
Da tutte le iscrizioni che precedono, può dedursi la tavola genealogica seguente: 


SE X\ Ptahmai——- Puisahuna 
e o TÀ | 
Sesto: 
Sai vas N LE 
= =: Thutimes — Next — Ria 
NET 
GS S . 6 è o. 
qa Thutimes Piaai 


Il figlio Thutimes, che si trova insieme col padre nella sezione superiore, 
doveva essere defunto quando fu fatta la stele. Il titolo di « Meridionale » 
(Resì) dato alla Dea Seyet, è poco frequente. 

Questa stele, non meno che quella citata più sopra, provengono indubbiamente 
da Memfi. Nè i segni nè le figure conservano alcuna traccia di coloritura. — 
Gallerie. Calcare bianco; alt. 0,930, larg. 0,735. 


1569. (2555) Frammento di parete di un tempio o di una tomba. È inciso in leg- 
giero rilievo il cartello di Tutmosi III (| O e&4 & |. — Rosellini. Calcare 
bianchissimo; alt. 0,110, larg. 0,140. 


1570. (2565) Stele rettangolare, rappresentante una porta d’ipogeo, simile alle stele 
dell'antico impero della necropoli di Memfi. Essa fu dedicata dal dignitario 
Ptahmes, di cui già abbiamo parlato (v. sopra pag. 197 e seg.), alla memoria 
di suo padre, Thutimes Menyeperrà. 

Il defunto è rappresentato nella parte centrale della stele: è seduto sopra un 
sedile di legno che ha le gambe elegantemente scolpite, 
veste un abito talare assai Jargo e aperto davanti, che 
gli arriva fin sotto le ascelle ed è sostenuto da un 
nastro, che si annoda dietro al collo e gli ricade sul 
petto; porta una collana al collo, sandali ai piedi, e 
ha i capelli corti e indicati con alcuni trattì legger- 
mente graffiti. Di fronte a lui è rappresentato il suo 
figlio, vestito dai fianchi in giù coll’abito caratteristico 
dei pontefici massimi di Pia h, col petto nudo, la pelle 
di pantera sul dorso e la treccia di capelli pendente 
sulla spalla destra. Fra le due figure è collocata una 
tavola di offerte. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 293 


e — + - 


—nndo———È@—@@6Tce @o@’@— —e———_mm6—€m— ——_@—__ -6TT——m@6—m€—mT_66€m——_m6’ —-- 


Iscrizioni. Sopra l’immagine del defunto: 


__D a DI 
fe SOTA 
« il nobile di schiatta, gran ciambellano, prefetto della città, Thutimes, 


giustificato ». 
Sopra l’immagine del figlio: 


'o-f95 42 


« îl suo figlio, gran Mastro (Pontefice di Ptah in Memfi), Ptah mes, giustificato ». 
Sopra la tavola di offerte: 


498 


« si fa la presentazione delle offerte, buoi, oche, pani, liquidi » 
La rimanente superficie della stele è coperta dalle seguenti iscrizioni, che 
sono distribuite nel modo indicato nel disegno qui unito. 


Ta CA 


— Pri TRADE, “simboli O. > E 
a — Primo architrave: nel centro, i simboli #7 Ce er a destra DI 373304 
< Àphiru, signore del settentrione »; a sinistra DD "n si 3 « Aphiru, 


signore del mezzo ». 
b — Vrimo stipite: sinistra. 


fia fel {Sten ilo A 
asta 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Tutu, Dio grande che 
risiede nel nomo di Abido, affinchè conceda l'offerta veneranda che compare 
sulla tavola dell'Essere buono, all'immagine (ka) del prefetto della città 
Thutimes, giustificato ». 

ce — Primo stipite: destra. 


IVNEZIOGZAN pg 11 Ni e 


% 
} 
TV 90M Aw 2° & (146 


J 


244 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


- -__,r —r—————————————————————  —m@6@6@66m6m_m___ ——m6@—@—_—6—————.>.r._._—_—rrFFFFFgzzq2qpm!*“(!(00) ——_—_—_—___0@——_——_—1_2_2424__—_____T_____—_—T———_————1—— 214 A rm x = .w-- ——-—& 


« Una offerta regale è fatta a Nofertum, Oro Heken, affinchè conceda 
ogni specie di primizie e di fiori della stagione, la libazione di acqua fredda, 
vino e latte all'immagine (ka) del nobile di schiatta, che entra fra le per- 
sone distinte nel palazzo del Faraone, - vita, salute e forza -, prefetto della 
città, Thutimes, giustificato ». 


biz NEO scel ; Oz. or 9 
‘ — Secondo architrave. Nel centro, i simboli => 3 3: a sinistra, eo Sal 
« Anubi sopra la sua montagna »; a destra, eo | — « Anubi nell’oasi ». 


e — Secondo stipite: sinistra. 


\\asi=3 IN TUrF2ZILI 
SCR RIANEZ 


« Una offerta regale è fatta a Ptah Sokari Anbresef, affinchè conceda 
migliaia di cose buone e pure all'immagine (ka) del nobile di schiatta, giu- 
dice (°), sacerdote della Dea Ma, a cui fu dato l’oro del plauso, primo consi- 
gliere, prefetto, Thutimes giustificato ». 


sio Tulla2SiMNa JIN 
RUE SRINMA%5 A 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore di Rosetu, Dio grande, 
signore dell’eternità, affinchè conceda la gloria ('), îl vigore e la giustificazione, 
(affinchè conceda) di riposare sulla ab (*) in sul cadere (di ogni giorno), 
all'immagine (ka) del nobile di schialta, gran ciambellano, amico intimo 
(del re), prefetto, Thutimes giustificato ». 


AS si 


« il prefetto della città Thutimes, giustificato ». 


9g — Terzo architrave: 


h — Terzo stipite: sinistra. 


I EAU 3780 10508 


« (Questo monumento è dedicato) dal suo figlia, che fa vivere il di lui nome, 
capo dei sacerdoti del mezzodì e del settentrione, Sem, gran Mastro, Ptah- 
mes, giustificato ». 


(') Lo stato luminoso dell'anima nell'altro mondo. 
(*) Parte della tomba, che non saprei determinare. 


BASSORILIMVI £ ISCRIZIONI 205 


—P—————____6rmrrm——m6—6€6@—€—€ —_———————————+»+—-+--———_— —6€—6— ere - 


i — Terzo stipite: destra. 


SITI ene BA 


« Il devote, fermo nelle lodi, saldo mell'affetto verso il suo sevrano, il prefetto 
della città, Thutimes giustificato ». 


Io] 


« migliaia di fascie, dì grani di încenso e di vasi di alio ». 


i— Quarto architrave: 


! -- Quarto stipite: sinistra. 


}\=-JsH]TTMht= AURTIAZ Pin 
(> pn 


« Una offerta regale è fatta ad Iside, a Nefti e a tutti gli Dei che risie- 
dono nelle regioni dell'occidente, affinchè concedano il soffio piacevole del vento 
del nord al prefetto Thutimes, giustificato ». 


im — Quarto stipite: destra. 


MEN AIEIINEEEA LINE TE 
wi dA | 


« Una offerta regale è faltu od Oro sopra il suo fiore, aî Figli di Oro 
nella Amt-ur, ai Figli di Oro nella To-ur, affinchè conceduno la giusti- 
ficazione al prefetto Thutimes, signore di pietà ». 

n -— Nel vano della porta - questa iscrizione si collega con quella dell’architrave (j) -: 


sele iitaetsnit 


MM ll n LS 
« all'immagine (ka) del nobile di schiatta, amico che galoppa insieme alle divine 


carni (accanto al Faraone), prefetto della città, Tuutimes giustificato ». 
Il Faraone, più volte menzionato in questo monumento è Tutmosi III. Le 

fisure ed i segni sono disegnati ed incisi con singolare accuratezza: sia le prime 

che gli ultimi erano dipinti uniformemente di verde, ma dell’antica coloritura 


rimangono oggidì pochissime traccie. 
Proviene da Memfi. — Gallerie. Calcare bianchissimo; alt. 1,980, larg. 0,740. 


1571. (2537) Stele di forma piramidale, dedicata da Ptahiny, addetto al tempio 
di Ptal in Memfi, alla memoria del gran Mastro Ptahmes, di cui è parola 
nella stele precedente. Ptahany è rappresentato in alto rilievo, dentro una 
piccola nicchia, praticata nel centro della stele: è inginocchiato, colle braccia 
sollevate, nell'atto di adorare 11 sole, che è simboleggiato nella stele mede- 
sima, la quale, come dicemmo, ha la forma piramidale ('). 


- -—T——>— 


(‘) Vegg. infra il num. 1572 e seg. nonche E. Schiaparelli, // significato simbolico delle piva- 


heal 


midi egiziane. Roma 1884. 


2065 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


— — —— or — —--- -— — 


Sotto alla nicchia, a destra, vedesi Ptah mes, colla treccia caratteristica che 
gli pende sulla spalla destra, seduto sopra un alto sedile di legno che ha le gambe 


scolpite, tenendo colla sinistra un lungo scettro I e colla destra lo scettro Li 


veste l'abito speciale di cui parlammo, che per parecchi rispetti si avvicina 
a quello dei Faraoni. Dalle nuove indicazioni che questo monumento ci for- 
nisce, si può inferire che il gran sacerdote di Ptah in Memfi, poteva portare 
parecchi distintivi proprî del Faraone; il che ci darà un concetto adeguato 
dell'importanza che a quel posto si annetteva. 

Davanti a Ptahmes, un uomo col capo raso e vestito collo shenti pieghet- 
tato, offre colla destra un vaso, da cui esce una fiamma profumata d’incenso, 
e colla sinistra fa la libazione coll’acqua fredda. Sul fianco destro della stele 
è rappresentata una donna, vestita col solito abito, col cono sul capo, e colle 
braccia distese lungo i fianchi; sul lato opposto è rappresentata un’altra donna 
c. s., colle braccia sollevate in atto di adorazione. 


Iscrizioni. a — Per l'immagine virile adorante: 


MEET LICATA iti 


« il capo deì cantori del (tempio?) di Ptah, sostituto del gran Mastro 
Ptahmes, Ptalany». 


b — Intorno alla nicchia: 


+go2 St PR} alaca 
aa PL en 


PANE "| i 
> TA Con TA 8 vm (n DA pi DI 


{A A € 

« Adora n quando sorge, il capo dei cantori del tempio di Ptah, Ptahanqy. 
Egli dice: io vengo presso di te o Oro dei due orizzonti, o Tum che vivi 
nella verità, affinchè tu conceda migliaia di cose buone e pure di ogni specie 
al defunto Sem, gran Mustro, Ptalhmes, giustificato in grazia tua. (lo vengo 
presso di te ecc.) affinchè tu gli conceda di essere fra i tuoi sequaci come il 
fu sulla terra, affinchè tu lo ponga fra quelli che seguono la tua immagine 
(ka), come egli lo era sulla terra: è dolce e piacevole incarico il seguire il 
proprio signore; se si chiama, lo sì trova ». 


ce — Sopra l’immagine femminile adorante: 


Sa TRI del 


« La sua sorella (di Ptahiny) diletta, la signora di casu Mad a, giustificata ». 


BASSORILIEVI E ISCRIZÎONI 291 


da — Sull'altra immagine femminile: 


NOVARA > [am [| 
LoL hi Sii 
« La sorella di lei, la signora di casa Rannut, figlia di Ipi». 

Questa stele proviene da Memfi, ed appartiene al regno di Amenofi III. 
Con essa si chiude la serie dei monumenti di questo Museo, che si riferi- 
scono al gran Mastro Ptahmes. — Gallerie. Calcare gialliccio; alt. 0,405, 
larg. alla base 0,320. 


1572. (2575) Stele che riproduce la forma di una piramide tronca nella sezione 
verticale. Nella parte centrale è incavata una nicchia, in cui è scolpita in 
altissimo rilievo l’immagine di un uomo ingi- 
\ nocchiato, colle braccia sollevate nell’atto di ado- 
\ rare la piramide tronca, che è al pari della pira- 
mide un simbolo del Dio Ra o del sole: veste 
un abito bianco dai fianchi in giù, ha una larga 
collana al collo, e porta i capelli lunghi, trat- 
tenuti sulle orecchie e cadenti sul collo. 
La rimanente superficie della stele è coperta della seguente iscrizione: 


HAS E a) = (RI 
|a = a 
| = Molti ae Dix 
es: pale TT ESA SIE SA 
3] "i za UST È IN vÉ 


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38 


298 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


« Adora Ra quando sorge all’orizzonte orientale del cielo, sl real figlio 
amiurt(?) di Ptah,....Set('). Egli dice: omaggio a te o Ra, Cheprà: 
io vengo presso di te adorando la tua bellezza: tu attraversi în barca il cielo 
in pace per riunirti alla bella regione dell'Occidente; il cuore della barca 
Sek è contento, la barca Net manda grida di gioia e i rematori di Ra 
sono în giubilo ». 


« La voce di pluuso è nel cielo occidentale ed è ricevuta (da .......... ); 
essi fanno a te l’inchino: gli Spiriti dell'Occidente insieme a quelli che rimor- 
chiano prestano adorazione a Ra»... 


« Tu concedi che io sia fra î tuoi seguaci, fra î rematori che spingono la 


| barca; (concedî) che la mia anima sia con te nell'Occidente insieme ai rema- 


tori e agli Spiriti occidentali, che essa veda Ra, quando sorge, che (gli) si riu- 
nisca quando tramonta, poichè egli stabilì ....... sopra la terra fino a che 
non raggiunge la regione occidentale ». 

Le figure ed i segni appartengono allo stile migliore della XVIII dinastia, 
e probabilmente al regno di Tutmosi III. I segni conservano una parte del 


color giallo, con cui furono dipinti originariamente. — Rosellini. Calcare bianco; 


alt. 0,500, larg. alla base 0,960. 


1573. (2556) Altra iscrizione in forma di piramide tronca, simile a quella descritta 


sotto il numero precedente. Nella nicchia incavata nella parte centrale di essa, 
un uomo ed una donna abbracciati l'uno coll’altro, sono rappresentati in altis- 
simo rilievo, rivolti di fronte: amendue sono inginocchiati e nell'atto di ado- 
rare Ra, simboleggiato dal monumento stesso. 


(') Il nome del dedicatore è stato martellato con molta cura: non rimangono visibili che 


alcuni tratti del segno 


(*) Il nome del dedicatore è stato martellato anche qui, come sopra, e non ne rimane più 


visibile alcun segno. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 299 


La superficie intiera della stele è coperta dalla seguente iscrizione. 


SIAE 


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MEC. helv3. Fap 


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SIIRAZIO 


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PS yin raibli- 


ZITO. 
ESSE 
> 


« Adora R& quando tramonta nell'orizzonte occidentale del cielo, il sacerdote 
purificatore di Ptah, Noferhir. Egli dice: adorazione a te o Ra, o Tum, 
Dio grande che riproduce sa stesso; si inneggia a te nella barca dell'eternità, 
io adoro la tua immagine (ka) quando tu tramonti e io sono fra i (tuoi) 
seguaci. I Tepu della barca dell’occidente sono in gioja per amor tuo: essi 
mandano grida di gioja, fino all'altezza del cielo, a Ra che tramonta: essi, 
gli Dei insieme riuniti danno lode a te ad ogni istante (?) e ti dicono: « vieni 
în pace », perchè tu sei il loro padre ». 0 

« Concedimi che io sia con te, affinchè io non rimanga solo; che to raggiunga 
sl mio sembiante (ka) fra quelli che ti seguono: che to stia in piedi, come vi 
ci stanno essi, che io vi stia seduto come quelli ci stanno, che io viva in quel 
luogo come essi ci vivono, che io ci respiri come essi respirano: che la mia 
anima possa uscire alla luce, sia essa resa più grande alla sera e rinver- 
disca (in) Spirito luminoso vero nel Neteryer»...... 


300 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


n e __—m- — — -— - — .- ——..---» 


Stesso stile della stele precedente: amendue appartengono certamente al 
medesimo tempo e devono provenire dalla stessa località, forse dal santuario di 
Eliopoli. — Rosellini. Calcare; alt. 0,530, larg. alla base 0,990. 


1574. (2570) Stele che ha la forma di una piramide sul proprio zoccolo, presa in 
sezione verticale e centrale. Nella parte mediana, i simboli Y t.Î sovrap- 


posti l'uno all'altro; quindi a destra, l’immagine di Anubi e a sinistra quella 
di Osiride; amendue sono ritti in piedi sopra il suppedaneo simbolico (2), 
e ricevono l'adorazione di un individuo, che è prosternato davanti ad essi. 
Questi veste lo shenti, ha una collana al collo, e porta i capelli non molto 
lunghi e spartiti in piccole treccie, che scendono sulla fronte, sulle orecchie 
e sul collo. 

Iscrizioni. — A sinistra: 


«je dA. TIRA 


« Adora Osiride, il capo dei fonditori, Meri ». 


A destra: Do 
AN AAT 


« [Adora] Anubi, il capo dei fonditori, Meri»., 


se JA JT 
Siae aI, 


« Adorazioni a te, Osiride, signore dell'eternità, da parte del capo dei fon- 
ditori di »......... 
« Adorazioni a te, Anubi, sopra la montagna, da parte del capo dei fon- 
ditori »....... 

Le figure sono lavorate con singolare finezza, e i segni sono pure ben dise- 
gnati e nettamente incisi. Da riferirsi ai tempi migliori della dinastia diciot- 
tesima. — Rosellini. Calcare bianco; alt. 0,270, larg. 340. 


S 


Ad 
N 


N 


Sullo zoccolo: 


1575. (2553) Stele in forma di nicchia, sormontata da una piccola piramide, nel 
cuì centro è rappresentato in alto rilievo un uomo inginocchiato, nell’atto di 
adorare il sole, che vi è simboleggiato. 

La superficie di fondo della nicchia è divisa nelle due sezioni seguenti. 

1" — A sinistra, Osiride yentàmenti, seduto sopra un trono massiccio 
sotto un elegante baldacchino: davanti ad esso una tavola di offerte, e quindi 
un uomo. e una donna in piedi colle braccia sollevate in atto di adorazione. 
L'uomo veste lo shenti a punta e sopra di esso l'abito talare trasparente, a 
maniche corte e strettissime: ha i capelli assai lunghi, raccolti in piccole treccie, 


1- 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 301 


———— —»———  m_——»——————__.—_—.6 6——————€€—————rm6m6_—__—————_rr—r_mm____ -_ o na i E 
- -- - 


che cadono sulle orecchie e sul collo; ha i sandali ai piedi. La donna veste 
l'abito largo e trasparente, che dal collo le arriva ai piedi: porta i capelli 
lunghi, riuniti in treccie di varia grossezza, delle quali le più voluminose e 
più corte occupano la parte superiore dell’acconciatura. Sia l’uno che l’altra 
portano il cono sul capo e al collo una larga collana. 


Iscrizioni. 


Sa 

A 
"tf 
2) 


f 
fait n 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride signore di (Ro)setu e ad Anubi 
che risiede nella dimora divina, affinchè concedano le provvigioni funebri in 
pani e bevande, buni, oche, fascie, incensi, olii, e ogni specie di cose buone e pure 
di cui vivono gli Dei, (affinchè concedano) di bere alla corrente del fiume 
(] Jom] Dar) a suo piacimento, di respirare il soffio piacevole del 


vento del Nord, all'immagine (ka) di Xenenbuna». 


| 
D 
D 
1 
es 
ar 
=D 


2* — A sinistra, un uomo e una donna seduti sopra un sedile di legno scolpito: 


acconciatura dei capelli c. s. Di fronte ad essi, un uomo col capo raso, vestito 
collo shenti e colla pelle di pantera sulle spalle, presenta le offerte che sono 
deposte sopra una tavola: lo segue una donna, vestita col solito abito fem- 
minile stretto al corpo, e coi capelli acconciati c. s. 

Le figure sono incise con certa accuratezza; nessuna traccia di coloritura. 
Da riferirsi secondo ogni probabilità al regno di Amenofi III. — Rosellini. 
Calcare bianco con noccioli di silice; alt. 1,320, larg. 0,685: rotta in parec- 


chi pezzi, alcuni dei quali mancano attualmente. 


1576. (2538) Stele rettangolare, in forma di porta d’ ipogeo, sormontata da cornice 


baccellata. Nella parte centrale dell’architrave, i simboli: = o A: a destra 
e a sinistra due iscrizioni, che scendono sugli stipiti fino al piede della stele. 
Iscrizione di sinistra. 


ili ola 


eo AeFThR7A}S4 


302 


ì 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


« Una offerta regale è fatta ad Anubi sopra la sua montagna e nmell'oasi, 

signore di Toser, affinchè conceda tutto ciò che compare mel cielo e nella 

terra, all'immagine (ka) del luogotenente di Memfi, Xemmaaàssu». 
Iscrizione di destra. 


L\=sl's Snia Tae 
DI 0 IA0FTTA}SII 


« Una offerta regale è fatta ad Anubì, che risiede nella dimora divina, 
affinchè conceda una buona sepoltura dopo una vecchiaja coi favori di questo 
Dio benefico (il Faraone), all'immagine (ka) del luogotenente di Memfi, 
Xemmaàssu, giustificato ». 

Lo spazio compreso fra l'architrave, gli stipiti e la soglia della porta, è 
diviso in tre sezioni. 


1° — A sinistra rimangono i resti di due figure sedenti, un uomo ed una 


Vla 


donna, e di fronte ad essi, due figure virili, di cui rimane poco più delle 
gambe, nell'atto di presentare le offerte deposte sopra una tavola, che è collo- 
cata in mezzo ad essi. Dell’iscrizione relativa alle figure sedenti, rimangono i 
seguenti frammenti: 


<= ui OT VD PS 
lm 4 


sReolgie 
ay | - 5 NINNI ® DI 
> 


T_ gs Ò 
N:NN ANNI \N} 


TY | _Q qu 
NWIUENNYYNXNYXIYIXYXRX}=N iS ) =" 

NNERYAXATWNYEN\NNYNN.NAN Aa È Soa 

— Rimangono i resti di tre figure di donne, sedute sulle calcagna, rivolte 

verso destra davanti a una tavola ricolma di offerte. Sopra di esse, i resti 


seguenti di iscrizione: 


3° — A sinistra è rappresentato un uomo in piedi, rivolto verso destra: ha 


il capo raso e veste lo shenti. A destra, i resti seguenti di un'iscrizione di 
quattro linee: 


a CASASAAANAAASAAAAAIASGAAAAA 


Odd riIIiT2 
GG GU i 
ae __ __C_ 
Gi Gioi E 


—_— -- + 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 803 


——@  ——____€_.---- -. —- see lia -_ —-—Tr ———!—!_ È e —  —_— .-e---__——_ a 
5 dedica ESE - --.- — — —tT-.— —————@t 


A giudicare dai pochi frammenti che ne rimangono, le figure di questa stele 
erano lavorate con finezza e con arte meravigliosa, sicchè questo monumento 
si sarebbe dovuto considerare come uno dei prodotti più notevoli dell’arte 
industriale egiziana, al tempo della diciottesima dinastia, anzi particolar- 
mente del regno di Tutmosi III o dei suoi due successori immediati. La 
qualità finissima della pietra non ha resistito all’ umidità del nostro clima, 
e la sua superficie sì sfalda ogni giorno più, decomposta dal salnitro; è a 
temere che fra qualche anno questo monumento sia intieramente perduto. Sia 
le figure che i segni conservano traccie di coloritura. Anche questa stele deve, 
come le precedenti, provenire da Memfi. — Rosellini. Calcare bianchissimo; 
alt. 0,800, larg. 0,610. 


1577. (2592) Stele rettangolare in forma di porta d’ipogeo, sormontata da cornice 


baccellata. A partire dal centro dell’architrave, due iscrizioni, l'una a sinistra 
e l’altra a destra, scendono sugli stipiti fino al piede della stele. 
Iscrizione di sinistra. 


\\38g[AT SFR, cere | BU 


! I 
NINA 1, Y4Y 
dè FP = On o 
« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore dell'eternità, affinchè con- 
ceda ogni specie di cose buone e pure, ogni specie di primizie e di fiori 
della stagione, libazioni di acqua fredda, vino, latte, l’alito dpi del 
vento del Nord, all'immagine (ka) del [defunto] Amenembheb.. 
Iscrizione di destra. 
A454544 Fani DI 
Assia tEs e 2A NATN=£ 1 
gg 
TIZATISNSITZIZOI 
« Una offerta regale è fatta ad Anubi nell'imbalsamamento (°), affinchè conceda 
l'uscita sotto forma di anima vivente e în tutte le forme che (il defunto) desi- 
dera, all'immagine (ka) del solo uomo perfetto, favorito dell’ Essere buono, 
A[menem]hbeb». 
Lo spazio compreso fra l’architrave, gli stipiti e la soglia della porta, è diviso 
nelle due sezioni seguenti: 


1° — A destra, il defunto seduto con sua moglie sopra un sedile di legno scol- 


, pito, davanti ad una tavola ricolma di offerte. Il defunto ha i capelli lunghi, 


trattenuti sopra le orecchie e condotti sul collo; ha una larga collana, e veste 
un abito che dai fianchi gli arriva fin presso i piedi. Sua moglie veste il 
solito abito stretto al corpo, ha i capelli lunghi e cadenti in massa sulle 
spalle e sul dorso e coperti sulla nuca con un pezzo di tela, tagliato in forma 
di fiore, secondo l’acconciatura che si osserva sopra molti altri monumenti. 


304 


9a 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Sulla fronte porta l’ureo ben caratterizzato, cosicchè se l'indicazione fornita 
da questo monumento è esatta, si dovrebbe credere che essa fosse di famiglia 
reale. Di fronte ad essi, un uomo col capo raso e vestito dello shenti, pre- 
senta un vaso in cui arde una fiamma profumata d’incenso, e versa sopra le 
offerte l’acqua di libazione. 
Iscrizioni. — Sopra la figura sedente: 
(sie) 


INVE I 


« AlÙ e) (ka) del defunto Amememheb; la sua compagna, signora 
di casa, Hunai». 


Sopra la figura stante: 
fà Cm Ya | 
MASIASTINIFIASmicl=%= 
afronll 


« Una offerta regale è fatta in migliaja di pani e di vasi di birra, in 


migliaja di cose di ogni specie, alla tua immagine (ka) per parte del tuo 
figlio, ..... del tempio di Ptah, Hui». 


— A destra, un uomo ed una donna, seduti e vestiti c. 8.: manca l’ureo sulla 
fronte della donna. Davanti ad essi sta in piedi una donna, presentando un 
vaso di olio profumato: essa ha accanto a sè una piccola bambina, che porta 
una treccia di capelli pendenti sulla spalla destra, ed è seguita da due uomini, 
amendue in piedi, col capo raso e vestiti dello shenti. 

Iscrizioni. — Sopra le figure sedenti: 


[SS 7 AGG cl] N) 
Sè it. SUI 
« Il fabbricante di Usabti (?), |Amon]sa, e la donna Aatautà ». 
Sopra le tre figure stanti: 
eZ ||a0f 
Ren > (JT 1 TD> | 
« La sua sorella diletta, signora di casa, Meritrà »; 


340 


« Il figlio di lei, Ptah mes»; 


« (l'uomo)........ mes». 
La seconda sezione è chiusa dalla iscrizione seguente: 


CI > 7g Ln ona 

> 2/ a PA Mi du LAZ > $ 
« Tutto ciò che compare sulla tavola di offerte di Osiride yentàmenti, sia 
(dato) all’immagine (ka) del fabbricante di Usabti(?), Amonsa». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 305 


e. > le dii crst - -———_ —_———+—6—€ ————r —-———_—_—- ----_— _—_—__———_m— 


Ogni parte della stele è lavorata con molta accuratezza, ma la qualità del 
calcare è così cattiva, che le figure non hanno potuto ricevere quel puli- 
mento che avrebbero avuto, se incise sopra una pietra di un impasto più omo- 
geneo. Questa stele proviene probabilmente da Memfi, ed è da riferirsi alla 
metà della diciottesima dinastia. — Rosellini. Calcare giallo e poroso; alt. 0,585, 
larg. 0,325. 


1578. (2534) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni: 


1° — Nell'alto, i simboli = o 3: sotto di essi, a sinistra, un uomo ed una 


donna seduti insieme sopra un sedile di legno colle gambe scolpite. Quello 
veste un lungo abito bianco dai fianchi in giù, ha i capelli tagliati sulla 
fronte e sul collo, e cadenti sulle orecchie fin quasi a toccare le spalle; 
questa veste il solito abito femminile, ha i capelli legati con un nastro 
intorno alle tempia, e porta, a quanto pare, un fiore sulla fronte. Davanti ad 
essi sta ritto in piedi un altro uomo, nell’atto di far libazione sopra le offerte, 
che sono deposte lì accanto sopra una tavola: veste lo shenti, e ha i capelli 
acconciati c. s. : 
Iscrizioni. — Sopra le immagini sedenti: 


ICAIBNMI 


«il padre Hor e la madre ». 


ulti 


« la moglie, signora di casa, Meriior ». 
Sopra la figura stante: 


Sta 


« îl figlio che (ne) fa vivere il nome ÀAmonàpet ». 


Sotto al sedile: 


2° — AÀ sinistra, due individui c. s., seduti: di fronte ad essi, un altro uomo 
seduto sopra uno sgabello più basso, avente abito lungo e capelli TE ACIA c. 8. 
Iscrizioni. — A sinistra: 


lima te} 


« (l'uomo) AÀmonipet». 


AANAZA mene | 
« îl suo fratello Bokàmon». 
La sezione è chiusa dalla seguente iscrizione, disposta orizzontalmente : 


V\esia cia}, iso 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, affinchè conceda a migliaja ogni 
specie di cose buone e pure all'immagine (ka) di. Amonàapet». 


39 


A destra: 


306 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Le figure virili sono dipinte in color rosso, e le muliebri conservano traccie di 
color rosa. Nelle iscrizioni di questa stele merita di esser notata, la mancanza 
assoluta di suffissi pronominali e di preposizioni. Regno di Amenofi III. Lavoro 
mediocre: rotta in due pezzi. — Picci. Calcare bianco; alt. 0,430, larg. 0,295. 


1579. (2528) Frammento della stele di uno scriba Àmenbotpu. Attualmente non 


rimane che la figura dello scriba e di sua moglie, rappresentati in bassorilievo 
ad incavo con arte squisitamente fine. Amendue, sia lo scriba Amenhotpu 
che sua moglie Amonsat, sono ritti in piedi, rivolti verso sinistra, il primo 
colle mani sollevate in atto di adorare qualche Divinità, che non si vede più 
rappresentata, e la seconda colla sinistra parimente sollevata e un piccolo fascio 
di fiori di loto col gambo, nella destra. Lo scriba Amen otpu veste lo shenti 
a punta, e sopra di esso l’abito talare trasparente, a maniche corte e stret- 
tissime e a larghe pieghe: porta al collo una collana composta di due giri di 
grosse perle di smalto, e al braccio sinistro due grossi braccialetti. I capelli 
poi ha acconciati in modo assai singolare; quelli più alti sono lisci e meno 
lunghi, e quelli di sotto sono raccolti ed intrecciati a ciocche, che cadono sulla 
fronte, sulle orecchie e anche sopra il collo. Sua moglie Amonsat veste 
l'abito talare, largo e trasparente, e ha i capelli distribuiti in treccie assai 
voluminose, che sono riunite tutte dietro al collo con un nastro, in modo che 
non cadano sul seno e scendano sulle spalle. | 

Sopra, accanto e sotto alle due immagini sopradescritte, rimangono i seguenti 
frammenti di iscrizioni: 


NS Nù SqrNN |7 NVW(OYN NR | NI i 
\NI È XÒ sa Sly) A )d da I=I 
N NR "a av pia n 
AD A ti & || ] Ì = 
AAA) S pros A CI 
& Ra & > vi vi Mn 
| x Li S| 
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FEDE DEN È 
HRIRE | 
N\YXVXÌ | RR MAMA È E 
\ VIEN N AMINA | TA cTA 
Sì È N ù TER <> | 2 ds | ==r 130 Ss 
NSISIINS IN OR 
NI WWW | Nd IE EKNNNVN 
NS | è NIKSNIGSRNRNK 


«€ ....:.. SÌ prosterna.......lo scriba ....... Àmenbotpu...... Che io 
sequa l’Essere buono, che egli mi conceda di essere fra gli Spiriti che lo 
amano, che egli mi conceda di entrare ed uscire dal Xerneter, di [udire] 
la voce di chiamata ....., [di prendere] le offerte nel corso di ogni giorno. 
« La sua compagna diletta, del luogo del suo cuore, signora di casa, 
Amonsat..........>. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 307 


———— ___ymr————6_—_——————_—— ————<———_rr__rrTrT—m6—rr -_——- _——. -r_T—T——————— 


Da riferirsi secondo ogni probabilità al regno di Amenofi III, o del suo 
successore. — Rosellini. Calcare bianco; alt. 0,345, larg. 260. 


1580. (2499) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


1° — A sinistra, il defunto assiso con sua moglie sopra un alto sedile di legno 
scolpito e colorito di nero. Sotto al sedile, uno specchio e tre vasi. Il defunto 
veste un abito giallo, lungo e assai stretto, che dai fianchi arriva fin quasi 
alla radice del piede, ha al collo una larga collana di color verde e porta i 
capelli lunghi, tirati indietro sulle orecchie e cadenti sul collo e sulle spalle. 
Sua moglie veste il solito abito stretto al corpo, porta ancor essa una collana 
verde e ha i capelli lunghi, legati con un nastrino intorno alle tempia, e 
cadenti sulle spalle e sul dorso. Davanti ad essi sta diritto in piedi uno dei 
figli, nell’atto di presentare le offerte deposte sopra una tavola; ha i capelli 
corti, levgermente increspati, e a quanto pare, di color biondo; veste lo shenti, 
e porta sulle spalle la pelle di pantera. 


Iscrizioni. — Sopra le E sedenti: 
S Nn DE ie CE % SAN 
MIIN ti SI I sh N44 i 
« Ilcapodegli....(') della ara (dii e la signora di casa ...uka ». 


Sopra l’im nu stante: 


| I=I 
> IRE 
« Jl suo figlio diletto Amonemàpet». 
2° — Quattro individui con un fiore di loto in mano, un uomo e tre donne, in 
piedi e rivolti verso destra. Il primo ha il capo raso, e veste come il defunto, 
un abito giallo dai fianchi in giù: le donne vestono come al solito, e portano 
i capelli acconciati come la figura femminile della sezione precedente. Ai quattro 
individui suddetti corrispondono rispettivamente le seguenti iscrizioni. 
ape a 9 
I Tum SA | 
« Il suo figlio Amenembat». 


CAS 
« La sua figlia Mut ». 
[n | 
SA G 
« La sua figlia Mutàyu». 
A Ya 
CIS 


« La sua figlia Taurt». 


() [i N Ì ] ali vd. titolo di qualche professione o mestiere, che mi è ignoto. 


308 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


La carnagione delle donne è segnata in color rosa, e in rosso scuro quella 
degli uomini. Il fondo della stele è dipinto in giallo. 

Questo monumento è da riferirsi, secondo ogni probabilità, al regno di Ame- 
nofi III o a quello di Tutmosi IV, solo periodo della diciottesima dinastia 
in cui sì trovino le immagini delle donne dipinte in rosa: al tempo della 
diciannovesima dinastia, e particolarmente poi della ventesima, dal regno di 
Ramesse III in poi, ciò diventa un fatto comune, che si può osservare nelle 
tombe delle regine e in una delle tombe di El-Kab — Rosellini. Calcare; 
alt. 0,350, larg. 0,245: frammentata alquanto nella parte superiore. 


1581. (2510) Stele arcuata superiormente e divisa in parecchie sezioni, delle quali 
rimane oggidì poco più della prima. 

Nella parte più alta di questa, i simboli O =, e sotto di essi Osi- 
ride yentàmenti e Anubi con corpo umano e testa di sciacallo, seduti 
sopra due troni massicci e rivolti, l'uno verso destra e l’altro verso sinistra. 
A sinistra, un uomo e una donna adorano Anubi, e a destra, un altro uomo 
e un’altra donna adorano Osiride. 

Iscrizioni. — Sopra l’immagine di Osiride: 


“1A 


« Osiride, signore dell'eternità ». 
Sopra l’immagine di Anubi: 
la 
«Anubi». 
Sopra gli adoranti di destra: 


LR nai PARENT || 


« Lo scultore di Ammone, Bokà e sua moglie, la signora di casa Thutimes ». 
Sopra gli adoranti di sinistra: 
—_ 20% va 954% 
° e Wa mi, 
« Lo scriba Humatu e sua moglie, la signora di casa....... ». 
Della seconda sezione non rimane che una striscia dell’estremità superiore, sulla 
quale, fra alcuni frammenti di segni, si legge tuttora: 


AANE- 


« La signora di casa Mutemuàda». 
Lo stile delle figure è assai mediocre. Da riferirsi forse al regno di À me- 
nofi III. — Rosellini. Calcare bigio; alt. 0,250, larg. 0,290. 


1582. (2548) Stele arcuata superiormente. 
Nell’alto, il simbolo O: sotto di esso, a sinistra, Ammone seduto sopra un 


trono massiccio, collo scettro i nella sinistra, e a destra un uomo in piedi, 


- BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 309 


o_—__m ———__——____r_——_—Ém—È——_—_——_ rr ——r——r—r@m——_—_—r——_—_——_—_—_—_——_—_—_€_—_—_————————0Òmm-+. - ———— __#+4 ——T— e... -..n=— ta + “0 - e. —- © (e —__———m 


che gli fa l'offerta dell’incenso col calice n e la libazione col vaso \ sulle 


offerte deposte lì presso sopra una piccola tavola. Veste lo shenti a punta; ha i 
capelli tagliati sulla fronte e sul collo, come le figure virili della stele descritta 
sotto il num. 1578. 


Iscrizioni. — Sopra l’immagine di Ammone: 
O | a Ill => 


«Amonrà, signore dei troni delle due regioni ». 
Sopra l'individuo offerente: 


> 
cuce > SII 
« fa (l'offerta) l'uomo Nebi ». 
Sotto alle immagini predette: 


VAs129) 2 IMHNASIT OI Ut 


 ISIT. 


« Una offerta regale è fatta ad Amonri, re degli Dei, affinchè conceda 
vita sana e robusta, affinchè volga il viso favorevole e amorevole all'imma- 
gine (ka) dell'uomo Buti e dell’uomo Nebi, la cui vita è rinnovata ». 

Le figure sono in leggiero rilievo, e i segni leggermente incisi. Da riferirsi 
alla metà della XVIII dinastia. — Rosellinî. Calcare bigio; alt. 0,280, larg. 0,159. 


1583. (2583) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. 
1° — Nella parte più alta, il disco solare coll’ala destra soltanto. Sotto ad esso, 
Osiride yentamenti, seduto sopra un trono 
massiccio; di fronte a lui, il defunto in piedi in 
atto di adorazione. Il defunto veste un abito al- 
quanto lungo dai fianchi in giù, coperto con una 
9 sopravveste a grandi pieghe, e ha i capelli acconciati 
in un modo singolarissimo, riprodotto dall’ incisione 
unita. Fra il defunto ed Osiride, una tavola ricolma 
di ogni specie di offerte, e dietro a questi lo sten- 


dardo î 
Iscrizioni. — Sopra l’immagine di Osiride: 
LU AÒA 
LLLS® 
« Osiride yentamenti ». 
Intorno all'immagine del defunto: 


iS ue STA INAAAZIAA 


« Adora la tua immagine (ka), o Osiride, signore dell'eternità, sovrano del 
tempo infinito e re degli Dei, lo scriba della mensa del sovrano delle due 
regioni, Horyem ». 


) 


310 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


2% — A sinistra, una donna seduta sopra un sedile di legno scolpito, nell’atto 
di odorare un fiore: veste il solito abito e porta sul capo il cono. Sotto al 
sedile vedesi un bambino rannicchiato, e davanti a lei, nell'atto di fare liba- 
zione, un uomo vestito collo shenti. 

Iscrizioni. — Sull'immagine della donna: 
O f#Ka | > 
ES Sem } > | \\ 


« La madre sua Nofriàri». 


(ala 
ans 
« Nofertar ». 
Sull’immagine del bambino: 


time |(}5: 


«Amonmes». 

A destra, un uomo e una donna seduti l’uno accanto all’altro, questa colla 
solita veste stretta al corpo, e quello con un abito che dai fianchi gli arriva 
fin sotto il ginocchio: amendue portano il cono sul capo. Davanti ed essi sta 
una donna, ritta in piedi, ancor essa col cono sul capo, nell'atto di presentare 
una coppa, probabilmente piena di vino o di birra, come sì suol trovare rap- 
presentato nelle pitture delle tombe tebane. 

Iscrizioni. — Sulle a sedenti: 


di 5 ut pr” 


« (L'uomo) Nubhat e la signora di casa M&....(%)>». 
Sull'immagine stante: 
Tarsia 
AIR 


«Mal». 
3* — Tre uomini e due donne, seduti sulle calcagna e rivolti verso sinistra. Le 


due donne portano il cono sul capo. 
Alle dette immagini corrispondono rispettivamente le seguenti iscrizioni. 


ff 


« (L'uomo) Àmonemapet». 


PSI Tse 


«(L’uomo) Padar..... ». 


SI 


« (L'uomo) Ptahmes». 


Yad 


« (La donna) Anàguhu». 


Sull’immagine virile: 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI Qli 


——__————————=441 m_yr__@m_6____m ————_——m—_É_È_É__m———_m@m—@— 


ve PI NI 
« (Za donna) Nahirhu». 
Il lavoro di tutta la stele è trascurato e cattivo. Lo stile di alcune figure, 
e il simbolo del disco solare con una sola ala, che pur trovandosi già in alcuni 
monumenti di Tutmosi III, diventa più frequente durante quello di Tu t- 
mosi IV, ci consigliano ad attribuirla al regno di quest'ultimo Faraone. — 
Gallerie. Calcare rossiccio; alt. 0,410, larg. 0,260. 


1584. (2582) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


1* — Nell’alto i simboli 7 - €: sotto ad essi, l'iscrizione seguente, che 


dovette esservi aggiunta quando -la stele già era finita. 


l'avavaravavaN 


ANNA 
Ti 
DA 
SIN 
dali 
« Acqua e migliaja di pani e di vasi di birra ».. 

Quindi, a sinistra, un uomo seduto sopra un sedile alto di legno colle gambe 
elegantemente scolpite, e a destra un altro uomo, seduto di fronte al primo, 
sopra un panchettino pure di legno, ma meno alto e meno elegante. Amendue 
posano i piedi sopra uno stesso suppedaneo. L'uomo seduto a sinistra, veste 
l'abito talare largo con maniche, e porta intorno ai fianchi una sopravveste 
pieghettata: ha i capelli non molto lunghi e raccolti in treccie di varia gros- 
sezza e lunghezza, disposte in guisa che le più grosse e più lunghe siano tutte 
aderenti al cranio, e le più piccole e più corte, al disopra di quelle. L'uomo 
seduto a destra ha il capo raso, e veste un abito non molto largo dai fian- 
chi in giù. 

Iscrizioni. — Sopra l’immagine di sinistra: 


e ET URUIZÀ 


« Che essi (gli Dei, nominati probabilmente sopra qualche altro monumento 
che doveva trovarsi nella stessa tomba) concedano, pani di varie specie, acqua, 
& soffit dì vento, le libazioni di acqua fredda, vino e latte, all'immagine (ka) 
dello scriba Kanofer >». 

Sopra l’immagine di destra: 


TASTI TSVITRGRIA 


A A A 
« Che essi (gli Dei c. s.) concedano le provvigioni funebri in pani e in bevande, 
vitelli, oche, fuscie, incenso, olio e ogni specie di cose buone e pure, all’im- 
magine (ka) dello scriba del tempio, Naùàa». 


312 BASSORILTEVI E ISCRIZIONI 


e a nn iii - i io e — — ——_ - — - en Ss ———_——_— -—- 


2° — Un uomo, vestito collo shenti e col capo raso, porta due fiori di loto; è 
rivolto verso sinistra. Lo seguono un giovanetto e due ragazze; il primo veste 
egualmente lo shenti, e le due ultime, l’abito talare largo e trasparente. Tutti 
e tre hanno il capo intieramente raso. Alle quattro figure predette, corrispon- 
dono rispettivamente le iscrizioni seguenti. 


erat SIdtTn 
> |674— 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, affinchè conceda le provvigioni 


funebri in pani ed in bevande, buoi, oche, fascie, incenso, olio e ogni specie 
di cose buone e pure di cui vive la Divinità, all'immagine (ka) del defunto 


Àpu, giustificato ». 
mt 
\\ 7 


« (Il giovinetto) Nebii ». 
asa 
« (La giovinetta) Anì». 
<L <> © 
D [LÌ 
« (La giovinetta) Meritra ». 


Tutte sei le figure sopra descritte, e specialmente le cin- 
que ultime, appartengono al tipo così caratteristico, che si 
riscontra generalmente sui monumenti del regno di A me- 
nofi IV, periodo a cui questa stele deve riferirsi in modo 
non dubbio. Lo stile delle figure è assai buono, nè queste 
î \ / nè le iscrizioni conservano traccie di coloritura. — Gal- 

“ lerie. Calcare bianco; alt. 0,370, larg. 0,240. 


î) 


1585. (2525) Frammento di una stele, con resti di due figure, l’una virile, l’altra 
muliebre, sedute sopra un sedile di legno colle gambe scolpite elegantemente. 
Sotto il sedile, un gatto. 

Seguivano alcune linee orizzontali di geroglifici, delle quali non restano più 
che i frammenti seguenti: 


NXRIÀÙ 
NI! 
NV: 
VYLÙÈ 


ù 
Ò 
Ò 
Na 
N 

N 


i 


N 
NA 
Ù 
NN 
DN 
9 


Spi hi 
Lo stile delle figure e dei segni, ricorda i tempi migliori dell’arte indu- 
striale egiziana, fra il regno di Tutmosi III e quello di Horemheb. — 


Rosellini. Calcare bianco; alt. 0,150, larg. 0,160. 


N 
N 
Ò 
N 
N 
N 
ì 
N 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 313 


1586. (2574) Stele, arcuata superiormente. 
Nell’alto, i simboli = Q S7;: nella parte centrale, due figure, un uomo 


ed una donna, seduti sopra uno stesso sedile, rivolti 

verso destra: davanti ad essi una tavola di offerte. Sia 

l'uno che l’altra portano il cono sul capo: l’acconciatura 

dei capelli di amendue le figure merita speciale atten- 

zione, e le riproduciamo colle incisioni qui unite. 
Iscrizioni. — Sopra le dette figure: 


adele I udi 


rog I 


« (Che) Osiride, signore di Abido, conceda cose buone 
e pure d'egni specie all'immagine (ka) di Bokàmon 
e di sua madre, la signora di casa Mut». 

Sotto le figure: 


\iza= lift 
IR PINSTVIÙ 
ni e E NEPATANAI 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, Dio grande, signore dell'eternità, 
affinchè conceda migliaja di buoi e di oche, migliaja di cose buone e pure 
di ogni specie, all'immagine (ka) di Bokàmon e di sua madre, la signora 
di casa Mut». | 

Lo stile delle figure è abbastanza buono, ma i segni sono soltanto graffiti. 
Periodo incerto: fra la XVIII e la XX dinastia. — £Aosellini. Calcare di cat- 
tiva qualità; alt. 0,340, larg. 0,190. 


1587. (2566) Frammento di parete di una tomba. Quattro scribi, colla tavolozza 
in mano, sono rappresentati in bassorilievo ad incavo, nell'atto di scrivere sotto 
la dettatura di un'altra persona, che si trovava nella parte mancante del monu- 
mento. Rappresentazioni analoghe si riscontrano sovente nelle tombe di El-Amarna 
del regno di Amenofi IV, periodo a cuì questo stupendo frammento deve 
essere riferito, secondo ogni probabilità. Le figure dei singoli scribi sono ben 
individualizzate e diverse l’una dall'altra, così da far credere che sieno ritratti: 
il movimento e la vita che spira da ognuna di esse, fanno di questo bassorilievo 
uno dei prodotti più pregevoli dell’arte egiziana. — Rosellini. Calcare bianco, 
alquanto annerito sotto l’azione dell’aria; alt. 0,230, larg. 0,305. 


40 


314 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


- — + = — pira —_ --_ -— TT_——=—»» 
—_& ——___—— ———È_———€—É—Y—_——€———————__—_——_—_—_———————m—T————€———t€&@66&6P—P—_———— 6———6 T———————————P———_t__-66&6 


1588. (5412) Frammento di parete di una tombt. Esso si può considerare diviso 
in tre sezioni, delle quali la prima comprende i resti di tredici colonne di 
iscrizioni, la seconda, la pianta di un cortile, e la terza quella di una tomba. 


Iscrizioni. 
PADA//AGUIATIAUZA: VG AA AAA AAA. AU DA A GU GY] AGG/AYYAGVIAZZIAGZ: A 
DIZA9 UG V0AANZ1/AI7/A0% pi Gi A; dA, 7} = 7A/AZ, 4, Ahi VA ik sie in ii 
io ; = E A C i Al | IZZA i 
. = e [2 ; 
4 AAA D <> | | ve | 9 Gih 


74, a Se 5 sic): Di >; 
— Lis uieslSiol. slo] clace 

Di questa iscrizione manca la massima parte, e però non ci è possibile di darne 
una traduzione. 

Il cortile rappresentato nella seconda sezione è di forma quadrata,” circon- 
dato tutto attorno da un portico a colonne, ed ha nel centro una vasca, a cui 
sì scende per una scalinata di quattro gradini, che gira tutto intorno ad essa. 
Una quantità di oche, di varie specie, pascolano qua e colà pel cortile, altre 
nuotano nella vasca. Un uomo vestito collo shenti pieghettato, versailoro dei 
grani di frumento, e il sole, coi suoi raggi, illumina tutta quanta la scena. 


La terza sezione riproduce la pianta di una tomba: questa si compone di 
una camera centrale, a cui si accede dal di fuori per una porta, sormontata 
da una cornice, e di otto camere, disposte quattro per parte ai due lati di 
essa. In fondo alla camera principale, è collocata una stele sopra uno zoccolo: 
accanto ad essa, egualmente sopra uno zoccolo, due statuette osiriane, e qua,e 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 3lo 


là per la camera, altri oggetti del mobilio funerario. Delle otto camere late- 
rali, non ne rimangono attualmente visibili che quattro: tre di esse sono piene 
di grossi vasi, e una, a quanto pare, di mattoni, che avrebbero dovuto portare 
impresso il nome del defunto. 

Questo frammentò fu rinvenuto, nel mese di febbraio dell’anno 1881, presso 
Castel-Goffredo (prov. di Cremona) in una casa rurale, ove era stato usato come 
materiale di costruzione. Ignorasi intieramente in qual tempo sia stato portato 
in Italia, e di dove provenga: ciononostante, la natura delle sue rappresenta- 
zioni e il modo con cui le iscrizioni sono disegnate ed incise non può lasciar 
dubbio, che esso si debba riferire alla dinastia diciottesima, e particolarmente 
ai regni di Tutmosi IV o di Amenofi IV. — Calcare bianco, annerito per 
l’azione atmosferica; alt. 0,710, larg. 0,805. 


1589. (2606) Frammento di parete di una tomba, rappresentante in bassorilievo ad 
incavo varî artefici, che attendono all'arte loro; primi, due pittori, che dipingono, 
l'uno il sostegno di una tavola di offerte, e l’altro le iscrizioni incise a tergo 
di una statua; quindi, due calderai, poscia quattro fabbri-ferrai, uno scultore 
in legno, un cesellatore di vasi, un giovanetto che scorza un bastone, un con- 
ciatore di pelli, due calzolai, un legnaiuolo, che sta facendo un pezzo per un 
cocchio da guerra, e un altro giovinetto che si riposa. Eccettuato quest’'ul- 
timo e uno dei calderai, che sono nudi, gli altri vestono lo shenti: tutti hanno 
i capelli corti, e avevano il corpo dipinto in color rosso vivo. Sopra alcune di 
dette figure, furono incisi alcuni geroglifici, che qui ripubblichiamo. 


=> 
lo 
« (l'uno) scrive e (l'altro) disegna (?) ». 
Sopra i fabbri-ferrai: 


Sopra i pittori: 


dd 
N 


DIO 
« lavoranti in metallo ». 


Sopra il cesellatore: 
A 


Laga 


« tiene lo stilo ». 


dn 


« fabbricanti di sandali » 
Sopra il legnaiuolo: 


Sopra i calzolai: 


316 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Questo bassorilievo ha una grande celebrità, e fu pubblicato dal Rosellini 
nella tav. LXIII dei Monumenti civili. Fu da lui portato al Museo di Firenze, 
ma se ne ignora la provenienza. Lo stile con cui le figure sono lavorate, non 
permette di attribuirlo a un periodo anteriore alla XVIII dinastia: crediamo 
poco probabile che esso provenga dalla necropoli tebana, come è indicato 
vagamente nell'inventario di questo Museo. — Calcare bianco; alt. 0,380, 
larg. 0,940. 


1590. (2604) Frammento di bassorilievo, su cui era rappresentato il defunto nel- 
l'atto di cacciare l'ippopotamo e gli uccelli acquatici in mezzo ai canneti del 
Nilo, scena che incomincia a trovarsi nelle tombe dell’antico impero, e che è 
particolarmente frequente in quelle della necropoli di Tebe della diciottesima 
dinastia. Nel frammento che noi possediamo, vedonsi a destra tre fiori di loto, 
sopra uno dei quali è venuto a posarsi un uccello, che rassomiglia molto al 
Bennu: a sinistra, leggesi la seguente iscrizione. 


| er 
5) LD MErIrp5 2 Na _D N 
TZ 


IRESRl poni 


= EEEtiio 


slvivora 


<> x NITN 
qu ARI 
_D \ A,Ù 
> } = I EEN 
call îÀAÀANN 
DUI CI TI'npwWm dt 
AINSI 
<TD> 


O: 
A qu) N 


« Percorre i campi, i canneti, i pantani e gli stagni, cacciando (sic) è pesci 
in molto grande quantità, îl nobile di schiatta, gran ciambellano, amico 


intimo, il primo dei favori, ...... capo dei governatori del mezzodì, sacer- 
dote di terza classe di Ammone, scriba del tempio di Ammone, preposto 
alla città, Mentu......... ». 


(') La lacuna si può restituire così « [NM] [C] », attenendoci a un passo parallelo 
dell'iscrizione, ai o sopra una scena analoga nella tomba di Horemheb, e tuttora inedita: 
ag Jr o ] Lul sa al ta III o, D “i 


> A 
| va E N. « percorre i pantuni, atlraversa i canneti cacciando (sic) è pesci degli stagni, 1) 


nobile di schiatta N. ». — Giova però osservare, che nella massima parte delle altre iscrizioni ana- 
loghe (vegg. per es. Denkm, II, tav. 60, 777, 105, 130), il vocabolo ui wa si riferisce alla caccia 
dell’ippopotamo, mentre per la caccia degli uccelli acquatici e per la pesca, che si facevano colle 
reti, è usato di preferenza il vocabolo ANI Di 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 317 


— —————@— 6 _——_——_—T—_—_—__—___—————————_É_—-yy-_——————_————_+—_——— ————————____—_ ____.r_—— 


—— —_—————_—m_____6———€—_—66—€€6 6 —_—_—_.-_- ———— __y_—_—__t - 


Ogni parte di questo bassorilievo è lavorata con arte squisitamente fine: sia 
i segni che i resti di figure, conservano traccie di antica coloritura. Secondo 
le indicazioni dell'inventario del Migliarini, questo bassoriliévo dovrebbe pro- 
venire dalla tomba di Seti I; però questa indicazione è contraddetta dal con- 
tenuto delle iscrizioni. Come stile, ci parrebbe appartenere di preferenza alla 
seconda metà della dinastia diciottesima; crediamo poi che esso provenga da una 
tomba privata della pianura di Tebe, ove appunto passa una zona di calcare finis- 
simo, della stessa natura di quello in cui il nostro bassorilievo è scolpito, e 
in cui vennero scavate le tombe più famose della diciottesima e poscia anche 
della ventesimasesta dinastia. — Rosellini. Calcare bianco e finissimo; alt. 0,610, 
larg. 0,470. Intaccato dal salnitro. 


1591-1595. (2470-2474) Cinque frammenti di pitture murali, provenienti da una 
medesima tomba. 


1° — Rappresenta una barca peschereccia sul Nilo, rimorchiata con una corda 
da due uomini, che camminano sulla riva: un terzo, che è nella barca, srotola 
la fune. Tutti tre i pescatori non portano altro vestito, che una fascia intorno 
ai fianchi e un’altra più piccola intorno alle tempia. In tutte le figure, e 
specialmente in quelle dei rimorchiatori, vi è molta naturalezza e movimento, e 
sotto il punto di vista della tecnica pittorica, merita attenzione il modo con cui 
l’acqua è stata rappresentata. Sopra la scena suddetta erano tracciate parecchie 
colonne di iscrizioni, ora sbiadite intieramente. — Alt. 0,430, larg. 0,510. 


2° — Rappresentava un uomo, seguito da una donna, che offrivano fiori all’ im- 
magine del defunto, la quale manca nel nostro frammento. Questa pittura è partico- 
larmente notevole, per le varie gradazioni di colori e per le tinte leggermente 
sfumate che ci presenta, specialmente nella collana, che l’uomo porta al collo, 
e sopratutto poi nel mazzo di fiori offerto dalla donna. Il primo veste lo shenti, 
e sopra di esso la sopravveste pieghettata, ha il capo intieramente raso, e il 
corpo dipinto in color rosso vivo: dell'immagine della donna non rimangono visi- 
bili che le sole braccia, dipinte in giallo chiaro. 


Iscrizioni. — Accanto all'immagine virile: 


SAT KIA 


« il suo (del defunto) figlio, sacerdote della Dea Ma, Pauah». 
Sopra la medesima: 
tr \ 
SID: 


ANNIE: 


lesi pensa 
Kern |] MAM 


ca 

"| 
ld CS 
EI Ale 
Va 


318 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


—— ———____———TT———————r—@—@——@—@—l1—m—t——l1———t———@—@—@—t1@— wet — c_eisce momx_@@—@—É@ 


«€ ...... 0888 concedano che risplenda questa tomba in eterno, e rinverdisca 
il corpo în essa per sempre....». — Alt. 0,730, larg. 0,420. 


8° — Vi sono rappresentate due mummie, sostenute ritte in piedi sopra un pie- 


destallo di arenaria, da due uomini: davanti alla prima, sta inginocchiata una 
piangente colle treccie sparse e colle vesti discinte, e più in là, nella parte 
mancante, doveva esservi il Sotem, che faceva la purificazione coll’acqua con- 
tenuta nei quattro vasi rossi (Z\) e nei quattro vasi nemes (43). Accanto a 
ciascuna delle mummie, sono drizzati tre grossi ‘fiori di loto con lungo gambo: 
gli uomini che le sostengono, hanno il capo raso, vestono lo shenti, e sopra di 
esso una sopravveste, che passando sopra la spalla e avvolgendo il braccio 
sinistro, viene a rannodarsi sul petto. 


Iscrizioni. — Sopra l’immagine della donna, e riferentesi probabilmente alla 
prima mummia: 

Sia 73 

ul Pe-0t= 

« il devoto ad Osiride, il sacerdote purificatore, Merimit». 


Sopra le immagini degli uomini, che sostengono le mummie: 


CRORIS 
(Tur PRIN 


« il sacerdote purificatore, scriba del tempio, Panofer »; 
« îl sacerdote purificatore della Dea Ma, Pauahu». 


Sotto alle figure sopraindicate veniva una nuova sezione, in cuì erano rap- 
presentate altre scene; di esse non rimane più nulla, eccettuati i resti seguenti 
di alcune iscrizioni che le accompagnavano : 

AGISUZIZIOLAE 
Gi GUN a 04, 


G 
1/7, 


5) ) vi, è, D ,, 4, 4; D 14 / D vp; È €45 #, 4 4 49 % y n, Gititfi 
Gti Ue UU Ai UL UG Gli Uli UG Gi VOLL 


— Alt. 0,450, larg. 0,510. 


4° — Frammenti di une scena, di cui non si comprende bene il significato, e 


che non ci ricordiamo di aver visto rappresentata in alcuna altra tomba. A 
sinistra vedonsi due ragazze, vestite con abito bianco e lungo, colle treccie 
legate dietro al: collo con un nastro e sparse sul dorso, amendne accovacciate, 
nella posizione in cui si vedono talora le donne, che accompagnano il canto col 
battere delle palme. Dietro ad esse, altre due ragazze stanno ritte in piedi; 
vestono un abito a colori dai fianchi fin sotto al ginocchio, e hanno ì capelli 
raccolti in una reticella: il colore della carnagione è rosso-chiaro. Una di esse 
tiene le braccia incrocicchiate sul petto, e l’altra sostiene colla destra una piccola 
coppa —7, che si direbbe d’oro, e colla sinistra depone in quella un oggetto 
pure d'oro, che ha la forma di una piccola coscia di bove. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 819 


Sopra e intorno alle dette figure, vi erano tracciate delle iscrizioni, di cui 
rimangono tuttora i seguenti frammenti. 


JanEREERE RE E ARRE ERBE 


lait | 


_kh 


Serie 
Enea 55 ; 
SE 1 


( 


D 
> 

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ber] 


] 


> 


(1 


Ceci NI IL 


il 


4 


G 
% 


elia 


I 


Poichè di queste iscrizioni manca la massima parte, non sarebbe possibile il 
dare una traduzione sicura di quello che rimane: però da questi frammenti si 
può inferire, che questa scena seguiva davanti all'immagine del defunto, e che 
gli augurî contenuti nell’ iscrizione, erano espressi a lui dalle quattro fanciulle, 
di cui abbiamo parlato testè. —, Alt. 0,310, larg. 0,280. 


5° — Frammento di soffitto, su cui era rappresentato un pergolato, coi tralci 
di vite e coi grappoli d'uva che pendevano da esso. — Alt. 0,370, larg. 0,330. 
Questi cinque frammenti furono portati tutti dal Rosellini, e provengono 
da una tomba della necropoli tebana, secondo ogni probabilità. Lo stile gene- 
rale di queste pitture, ci ricorda particolarmente quelle delle colline di Drah 
abu l’ Neggah e di Abd el-Gurnah, che per la massima parte. si riferiscono 
alla dinastia diciottesima. 
+ Queste, come tutte le altre pitture murali egiziane, sono tracciate sopra uno 
strato assai spesso di intonaco di calce, con cui si copriva tutta la parete, 
dopochè la tomba era scavata: l’uso di dipingere le tombe invece che di scol- 
pirle, non è come fu creduto e da taluno ancora si crede, particolare ad un 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


luogo o ad un tempo determinato, ma fu praticato ovunque la roccia in cui 
la tomba si scavava, era troppo cattiva per poter essere scolpita. Così nella 
collina di Abd el-Gurnah, le tombe erano quasi tutte dipinte, mentre invece 
alla pianura, ove passava una zona di calcare finissimo erano tutte scolpite: 
di tombe dipinte se ne trovano in tutto l’ Egitto, a Sakhara, a Beni-Hassan, a 
Siut, ad Achmim, a Kum el-Ahmar ecc.: incominciano a partire dalla quinta 
dinastia e scendono fino agli ultimi tempi dell’ Egitto. 


1596. (2468) Gran bassorilievo, proveniente dalla celebre tomba di Seti I, Vi è 


rappresentato il Faraone, che riceve dalla Dea Iside Hathor una collana ric- 
chissima, simile per forma a quella rappresentata 
dall’ incisione qui unita, e composta di varii giri di 
perline di vetro e d’oro, vagamente alternate. Il 
Faraone veste l’abito lungo e trasparente a mani- 
che larghissime, e rannodato sul petto; sopra di. 
esso, dai fianchi in giù, una seconda tonaca, pure 
trasparente, e sopra quest’ultima una specie di 
sopravveste, che è tirata su ai due lati e che gli 
lascia Je gambe intieramente libere. Intorno ai fianchi 
ha una cintura larga e ricchissima di stoffa rica- 
mata, affibbiata con un fermaglio d’oro, su cui si 
leggono i segni | Î i v) S » tl Dio benefico, 
SEI Ramenmi, figlio del sole »: dalla cintura gli 
NERI E pende: sul davanti il distintivo caratteristico dei 
i Faraoni, pure di stoffa ricamata con fregi d’oro. 
I capelli (') sono raccolti in piccolissime treccie, tagliate sul collo e scendenti 
sul petto, secondo l’uso che fu di moda nel principio della dinastia XIX: sulla 
fronte porta l’ureo, armille alle braccia, un collare al collo, e i sandali ai piedi. 
La Dea, che sta ritta in piedi davanti a lui, nell'atto di offrirgli la collana 
sopradescritta, che essa porta al collo, veste il solito abito stretto al corpo, 
sostenuto sulle spalle con due cinghie, ha il petto coperto da una larga collana, 
controbilanciata da un menat, che le pende sul dorso, le corna col disco 
solare e l’ureo sul capo, un ureo a ciascuna delle orecchie, e braccialetti alle 
braccia. I capelli sono raccolti in treccie piccolissime, delle quali le inferiori 
sono più lunghe, e più corte successivamente le superiori: in parte sono coperti 
con un velo trattenuto da un nastro, che cinge la fronte e si annoda sotto 
alla nuca. 
Il colore della carnagione del Faraone è rosso cupo; quello della Dea, attual- 
mente è presso a poco della stessa gradazione, ma pare che sia stato aggiunto 
di recente da chi restaurò questo bassorilievo. 


ASL 
le'es 


(') Qui, come per lo più, si tratta di una perrucca posticcia. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 321 


Iscrizioni. — Sopra l’immagine del Faraone: 


Ha S AT 


« Il sovrano del Sud e del Nord, Riamenma, figlw di Ra, Seti-meren- 
piah, largitore di vita, come R&, in eterno e per sempre ». 
Sopra l’immagine della Dea: 
52 sa ] QUA A 
a id0aall 8 
«Hathor, protettrice di Tebe, la bella, sovrana di Eliopoli ». 


Sulla parte inferiore del menat, sola visibile, essendo la parte Superiore 
coperta dalla perrucca: 


I 


« Il menat amato da Hathor >». 


Sopra la veste della Dea. — Il disegno della stoffa di cui è fatta le veste ripro- 
duce tanti piccoli rettangoli, in ognuno dei quali si vedono alcuni segni, che 
insieme riuniti, ci danno la formola seguente, molte e molte volte ripetuta: 


TÙ 


« Il Dio benefico Rimenmi, figlio di Ra, Seti, che moltiplica le panegirie ». 
41 


322 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Sul nastro che le cinge la fronte, l’ espressione fof « eternità », ripetuta 


parecchie volte. 

Questo bassorilievo decorava uno dei lati di un pilastro della prima sala della 
tomba di Seti: il bassorilievo che ornava il lato attiguo, fu fatto segare dal 
Champollion e trovasi attualmente al Museo del Louvre. La tomba di Seti I 
è la più ricca di tutte le tombe reali: trovasi presso Tebe nella valle cono- 
sciuta col nome di Bab el-Moluk, e fu scoperta in questo secolo dall’ italiano 
Belzoni. — Rosellini. Calcare dipinto; alt. 2,440, larg. 1,210. Rotto in parec- 
chi pezzi e restaurato. 


1597. (2469) Frammento superiore di un bassorilievo, in cui era rappresentata la 


Dea Ma. Da quanto ci risulta esso dovrebbe provenire, come il precedente, dalla 
tomba di Seti I, e faceva parte di un bassorilievo molto più grande, in cui 
dovevano essere rappresentate anche altre divinità. Attualmente dell’ immagine 
della Dea non rimane che la parte superiore: essa veste il solito abito stretto 
al corpo, sostenuto sulle spalle con due cinghie; ha il petto ornato con una 
larga collana, ha i capelli coperti con un velo nero, trattenuto con un nastro 
che le cinge la fronte e si annoda dietro la nuca, e porta presso l’ orecchio 
sinistro e in direzione verticale, una lunga penna di struzzo, suo emblema carat- 


teristico ()). 
Dietro all'immagine di Ma vi dovevano essere i soliti amuleti, dei quali, uno 
solo, l’amuleto Y, rimane tuttora visibile. 


Davanti all'immagine, i seguenti resti di una colonna verticale di iscrizioni : 


CAAGAAAGAAA 
NL 07777 
S ZZZAZZZZZZ, 


SODCCLLILLELIA 


« Dice la Dea Ma, figlia di Ra »....... 
Sopra di essa, l'iscrizione seguente: 


pa O 
2 of %£= lu 


« La Dea Ma, figlia di Ra, sovrana che protegge la terra di Auker ». 

I segni sono dipinti a varii colori: il colorito della carnagione della Dea è 
giallo chiaro. L'arte con cui ogni parte di questo bassorilievo è lavorata, è degna 
dello spendido periodo a cui esso appartiene. — Rosellini. Calcare bianco; 


alt. 0,740, larg. 0,470. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 323 


-- _———_ ___ ——. ——— ———r—--- _-en----—_—_>66m6m____ -.,.—__—— :;‘rr————————@—————@——————1nn1Î1@@ +——————_____zmz__ _—————_ 


1598. (2532) Gran stele in forma di porta d’ipogeo, mancante della sezione supe- 
riore. Sugli stipiti sono incise le due seguenti iscrizioni. A sinistra: 


_ WA{ANNNN I 
TE. e 2. 0$ 
IMM Mr B_1 O se a DCI > (=D 
13] aa la car, [mem] [€] 000 > 0A PESA 


di mu PN 
TZ N o > 
f&x-Siiùù LJ hp C3 5 
> — NSrzzziIiI)|I\DI DI e soccon (| R NIUL = = = È 


RAD Sa —_ Ca MTENZESSETETTÀà 
VY-.-*''5h555)) 

a — « [Una offerta regale è fatta ad Anubi, signore di Toser]e alla reale im- 
magine di Rauserma-sotepenra, affinchè concedano di vedere Ra ogni 
volta che sorge nel corso di ogni giorno, di prendere i pani che compa- 
fono innanzi ogni giorno - (da dirsi) due volte - all'immagine (ka) del defunto 
Tàa, giustificato ». 


b— « [Una offerta regale è fatta a........]e alla reale immagine di Rameses- 
meriàmon, affinchè concedano tutto ciò che compare sulla loro tavola in 
ogni specie di cose buone e pure all’[immagine etc.].......». 

Lo spazio compreso fra gli stipiti e l'architrave è diviso in due sezioni. 


1° — A sinistra, Osiride yentàmenti, in piedi sul suppedaneo simbolico (3), 
sotto un baldacchino: a destra, il defunto in piedi nell’atto di presentargli dei 
fiori di loto. Questi veste l’abito lungo e largo con ampie maniche, stretto ai 
fianchi con una cintura e pieghettato: ha il capo raso, una collana al collo, 
armille alle braccia e i sandali ai piedi. Dietro a lui, i resti seguenti di una 
iscrizione « AT 0 17 »: davanti a lui, una tavola ricolma di offerte. 


Le iscrizioni che accompagnavano questa scena trovavansi nella parte superiore, 
ora mancante. 


324 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


2° — L'iscrizione seguente: 


LL 
NWI 


17, 
\} 
A 

A 


< Gi FREIRE 


= dt 
2 LS Rime] = | |d4 
1a (hl 
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SE: Pi = Io A 
Ma 
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St, 


A \ ANN 
i IV Tww_(WCW[(/  W< <getrxk: N) 
\/PZSIN Ja PHAZUA IL 


« Il solo favorito del Dio benefico, che ama sua Maestà ogni giorno, îl regio scriba 
che ama la verità, soprintendente al tesoro nel palazzo di Rauserma-sote- 
penra [amato da) Ammone, capo del grande armento di Àmonra re degli 
Dei, Tàa. Egli dice: 0 voi tutti 0 scribi [abili] nelle divine parole, 0 voi tutti 
o grandi purificatori del tempio di Piah che vedrete questa tomba (dimora) 
giusta, io fui giusto dal momento che fui sulla terra, (osservati) le leggi del re 
nel corso (di ogni giorno): oh! separate il mio nome [da quello dei mal- 
vagi] ..... e rimarranno i vostri figli al vostro posto: (ciò) all'immagine (ka) 
del defunto, porta-flabello alla destra e alla sinistra del re, scriba, soprintendente 
del tesoro, Tàa giustificato ». 

Lo spazio A è occupato dall’ immagine del defunto, vestito come nella sezione 
precedente, inginocchiato in atto di adorazione. 

Due colonne di iscrizioni, in grossi segni geroglifici, erano incise l’una sul 
fianco destro l’altra sul fianco sinistro della stele: di esse più non rimangono 
che i frammenti seguenti: 


(a sinistra) — N 0 pl e DTT 


destra) — NN %yÀNWNWNVWNVNV----} }&}&k\k&ÀlÀ&À&/-EV  *î* 
(a destra) —  NÙ 15) —.—}/-ki 


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pie” cun | 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 825 


-—_——————_—m6m€€Ym ———66w v—.-———__——__—_—_É_—_——m—_ 


Questa stele dovrebbe provenire da Memfi: lo stile delle figure e sopratutto 
delle iscrizioni è assai mediocre, e ci porta, secondo ogni probabilità, al fine del 
regno di Ramesse II. — Rosellini. Calcare bianco; alt. 1,330, larg. 1,070. 
Rotta in tre pezzi e restaurata. 


1599. (4020) Frammento di muro, proveniente, secondo che noi crediamo, da Kar- 
nak. Vedesi tuttora la parte superiore dell'immagine di Ramesse II, col 
diadema atef sul capo, nell’atto di offrire a una divinità, che manca nel nostro 
frammento, una collana e due oggetti di forma rettangolare, disposti sopra una 
piccola tavola. Sopra l’immagine del Faraone, è incisa profondamente e in 
grossi geroglifici, l'iscrizione seguente: 

a 2 
<= gli 


a 
{ul [ES 
29) | 


« Il signore delle due regioni, Raàuserma-sotepenra, signore dei diademi, 
Ramessu-meriàmon». 

Tanto il frammento di figura che i segni sono in rilievo ad incavo, dipinti 
uniformemente di giallo, e di stile abbastanza buono: però la testa del Faraone non 
riproduce i tratti della fisionomia così caratteristica di Ramesse IL. — Dono 
del Comm. Vassalli-bey. Arenaria; alt. 0,860, larg. 1,030. 


1600. (2557) Frammento di parete di una tomba, che era divisa in varii scompar- 

- timenti orizzontali, disposti l’uno sotto l’altro. Nel frammento posseduto da 

questo Museo, ne sono compresi due, dei quali uno è quasi completo, e l'altro 
manca della sua sezione superiore. 


1° scompartimento. — A sinistra, due donne e un uomo seduti sopra sedili alti 
di legno scolpito, e vestiti coll’abito talare largo e trasparente. Davanti ad essi, 
una tavola ricolma di pani, e quindi tre uomini e due donne, che portano 
delle oche e dei fiori. Il primo degli uomini veste l’abito talare e trasparente 
c. 8., coperto da una lunga sopravveste pieghettata, che dai fianchi gli arriva 
fino ai piedi; il secondo veste lo stesso abito trasparente, con una fascia cinta 
intorno ai fianchi, a guisa di corta sopravveste, il terzo poi veste bensì l'abito 
talare, ma di stoffa pesante e opaca, tirata in su sul davanti, in guisa da lasciar 
libere le gambe fin quasi al ginocchio. Le donne vestono amendue l’abito talare 
e trasparente sopra indicato. La parte superiore di tutte queste figure manca, 
e mancano del pari le iscrizioni che le accompagnavano. 


326 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


nn a" ‘———cou _n—‘—r@’oe u______’oo@ee6@mTt6@@TtTTttTTTt—tttt_t___m__ttt_8_n'@wu c@+eozommue ’6e@e;;-’_e—@——s@@’‘ooc@c@eetee me 9t’’eccì 


2° scompartimento. — A destra, il defunto seduto sopra un sedile alto, di legno 
scolpito: accanto a lui una donna, parimente seduta e avvinta al suo braccio. 
Il defunto veste l’abito talare trasparente, coperto da corta Ssopravveste 
intorno ai fianchi: ha il capo raso, una larga collana sul petto, armille 


alle braccia, e nella mano destra lo scettro î e una lunga fascia. L'imma- 


gine della donna manca in massima parte. Davanti ad essi, una tavola ricolma 
di pani, di uva e di fichi. Viene quindi una donna in piedi, che tiene 
colla sinistra un vaso, da cui esce una fiamma profumata di incenso, e colla 
destra il vaso kebeh (I). con cui purifica le offerte deposte sulla tavola. 


Essa veste l'abito talare trasparente con maniche larghissime, e porta i capelli 
divisi in treccie grosse e lunghe, che scendono sulle spalle e sul seno: un pic- 
colo nastro con disegni a fiori le cinge la fronte, e si annoda sotto la nuca 
tenendo le treccie strette al capo, e con esso si intreccia un grosso fiore di 
loto. Una larga collana le copre parte del petto: porta grossi orecchini alle 
orecchie. 

Iscrizioni. — Sopra l’immagine del defunto: 


“7 5gC165 
da = TENZA 
« Il defunto, scriba effettivo del santuario nel tempio di Ptah, Ptabmes». 
Sopra l’immagine muliebre in piedi: 


TE —xunor (sic) == IIVVOOE — — SZ AMINA 
Nori Es soizteonzizà 5 | Ne 


ANNA NANNA FO AAANAMA NANNA 


SUIT 


« Alla tua immagine incensi e libazione. Sia aperto a te il cielo, sia aperta 
a te la terra, sia dischiusa a te la via nel [mondo sotterraneo). La sua figlia, 
signora di casa, Anàu(n)eheti, giustificata ». 
Seguono quindi le seguenti figure, accompagnate dalle relative iscrizioni. 
Donna, simile in tutto all'immagine sopradescritta, col cono funebre sul capo. 
Porta un vaso di libazione e due oche. 


Ar aft 


« La sua figlia diletta, Nafi....... ». 
Donna, c. s.: porta dei fiori e dei frutti, che parrebbero mele granate. 
DIZI è X_n | Wenn 
+e 13M IZ 


«La sua figlia diletta, Nofertii, giustificata ». 
Donna, c. s., col cono funebre. sul capo: porta dei fiori e un'oca. 


ST RARI 


« La sua figlia diletta, Saua ».. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 327 


Uomo, vestito con tonaca trasparente dai fianchi in giù, sostenuta da una 
bretella che gira sopra la spalla destra, e coperta da corta sopravveste pie- 
ghettata: ha il capo raso, e porta un vaso di libazione e dei frutti c. s., che 
parrebbero mele granate. 


I 
vara B ESA 
(TRIM INIIT 
« Il suo figlio, purificatore, scriba del santuario di Ptah, Horà, giustificato ». 
Donna, c. s., col cono funebre sul capo: porta un vaso nemes(Y3) e due oche. 


= a 2 
SA LU 
« La sua figlia Mutyatà ». 
Donna, c. s, seduta sulle ha odora un sE di loto. 


mt Lea ISO RES Ta pe 


« La nutrice di Anàunehet, Nafmentu». 
Donna, c. 8., seduta sulle calcagna, accanto alla PRECouente: ancor essa odora 


un fiore di loto. 
DD n II ANNA 
SU a di 


« La sua figlia Anàunehet, giustificata ». 

Supponendo che il suffisso pronominale *=— sia esatto, la persona nominata 
in questa iscrizione sarebbe una seconda figlia del defunto, che porterebbe lo 
stesso nome della primogenita ('): noi però preferiamo supporre, che il suffisso 
maschile *=_ sia quì un errore per —#+, e così la donna suddetta sarebbe 
figlia della donna Nafmentu, nutrice di An4uneheti: come sorella di latte 
di quest’ultima, sarebbe assai naturale che ne portasse anche il nome. 

I segni dell'ultima iscrizione sono in rilievo, mentre tutti gli altri sono incisi. 

Sia le figure che i segni, conservano in gran parte l’antica coloritura: i segni 
erano dipinti in bleu, la carnagione degli uomini in rosso scuro, e quella delle 
donne in rosa indistintamente. Quest'ultima particolarità merita di essere notata, 
essendo poco frequente nel periodo a cui questo bassorilievo appartiene. 

I due scompartimenti testè descritti, sono separati dall’ iscrizione seguente, 
disposta sopra una linea orizzontale. 


iL Len n° IS 
dici alal essa (Dea) conceda le provvigioni funebri in pani e bevande, 


buoi, oche, libazioni, vino, latte e ogni specie di cose buone, (affinchè conceda) 


(‘) Per es. analogo v. s. pag. 254, Genealog., II. 


328 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


di uscire col sole sotto tutte le forme che desidera, all’ immagine (ka) del 
nobile di schiatta, soprintendente della. Paur nel tempio di Ptah, primo 
capo del nomo memfitico, Ptahmes, giustificato, signore di pietà ». 

Come risulta dai num. 1505, 1506, 1570, 1571 di questo catalogo, un gran 
dignitario e pontefice massimo di Ptah in Memfi, chiamato Ptahmes, visse 
sotto i regni di Tutmosi III, Amenofi II e Amenofi III, ma è diverso 
dallo Ptah mes, menzionato nelle iscrizioni di questo bassorilievo, che visse in 
un periodo alquanto meno remoto. Del secondo Ptahmes esistono parecchi 
monumenti, per quanto ci consta, nei Musei di Leida e di Bulaq; da essi 
togliamo i seguenti passi, che ci forniscono notizie più precise di quelle, che il 
nostro bassorilievo ci dia sul tempo in cui visse, sulle sue attribuzioni e sulle 
persone della sua famiglia. 

Da una statua del Museo di Leida ('): 


‘ARSA 


« Il regio scriba, maestro di casa, Ptahmes». 
Da un'altra statua dello stesto Museo (*): 


sf 
sTERnla J 


« Il divino padre, Ptahmes ». 


AZIO 


« Il suo figlio, purificatore-capo, Iuiu ». 


2 31]4S 


« Il padre, divino padre, Iuiu ». 


GREI GEN ILE 


« Sua sorella, signora di casa, Tamai ». 


NETTI: 


« Sua madre, signora di casa, Mutnofrit ». 


ran AAA TATA! 
& 
CI 
- INS 


« Sua figlia, signora di casa, Nafi ». 


(') Leemans, Monuments égypliens du Musée de Leide TI, tav. 5 (33, bd) e tav. 7 (D. 34 e 53). 
(*) Op. cit. II, tav. 11 (D. 45). 


- BASSORILIEVI F ISCRIZIONI 329 


——» ___—rT _———c_=@0@041t8&  ————r—r————_——————_———_————_=———11212mn21—1____— ___—_—_—_—-—-—+—-—-@—_->————-———-_-—-—-——=—=—- -->>»—+—+—+— —" vvovovovowo o Òmy0oe_u_o @e@«[m—— r___r—r_ 


Sulla spalla destra della stessa statua, uno dei cartelli di Ramesse II: 


Da alcune iscrizioni provenienti dalla sua tomba, ed esistenti nel Museo 
di Leida Di 


2182 5d 


« Il mobile di schiatta, regio scriba, soprintendente della Paur, Ptahmes». 


O =. iL Dai 4 Gene CANEBERL 


« Il nobile di schiatta, gran ciambellano, amato dal signore delle due regioni, 
soprintendente della Paur nel tempio di Ptah, primo capo nella città di 
Memfi, N. ». 


g5 Det sac cu I 


« «Il nobile di schiatta ....... primo capo in Ànbuhat ('), soprintendente 
dei lavori in tutte le costruzioni di S. M., che soddisfa grandemente il cuore 
del Dio benefico (il Faraone), e per cui ognuno si rallegra nell’udirlo, N. ». 


« Il nobile di schiatta, primo a vegliare sul sovrano delle due regioni..... N. ». 
Da un bassorilievo della stessa tomba, parimente posseduto dal Museo di 
Leida ('). 


L ROMZITII fr 


« Il nobile di schiatta, gran ciambellano, amico intimo, occhi del re dell'alto 


i e orecchi del re del basso Égitto....... N. ». 
A dl ci i E 
ft sh È ele ch) 4 = 2 N. 
« Il mobile di schiatta ......... ini del tesoro, capo dei soldati, 


grande ne. tempio di Ptah, N. ». 


(') Op. cit., IIT, tav. 17, 8, 19 e 20. 
(*) « La città del muro bianco », nome antichissimo di Memfi. 
(*) Op. cit., III, tav. 25 (k. 96). 


42 


330 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


e e N N au - —_— 


|: QI 


« (Sua figlia), la signora di casa Anàuine'heti». 


WE LZ 


« Il suo figlio diletto, divino padre, purificatore-capo nel tempio di Ptah, Usi». 


7/2 206 


« Il suo figlio diletto, purificatore di Ptah, Ada». 


Sh hi 


« La sua figlia Tama au». 


FPEII 


« La sua figlia Ptahmerit». 


Ca 


« La sua figlia Nafì >». 
Da uno dei tre bassorilievi inediti, che devono provenire dalla stessa tomba 
ed esistono oegidì nel Museo di Bulaq. 


bn po 

a 23s1RE = SI 
« IL mobile di schiatta, amato grandemente dal Dio Lia (il Faraone), 
regio scriba amante della verità, soprintendente della Paur della sezione di 
Kamessu-meriàmon nel tempio di Ptab, N. ». 

Dalle indicazioni di questi varii monumenti insieme raccolti ci risulta quindi 
in modo certo, che lo Ptahmes nominato nel nostro bassorilievo, fu uno dei 
maggiori dignitarî del nomo memfitico, e in particolar modo di Memfi sotto il 
regno di Ramesse II: in tale qualità egli fu capo delle truppe, direttore 
dei lavori, e soprintendente della cella del tempio di Ptah che portava il nome 


di « dimora di Ramesse II ». Colle stesse indicazioni ci è dato ricostruire 
la seguente tavola genealogica. 


Iuiu —— Mutnofrit | 7 
Regno di rr ii ili sà 
Ramesse Il Tamai : Ptahmes —— (?) 
(donna) 


Iuiu : Usi : Aùa:: Hori : Ànàuneheti : Nafi : Nofertii : Saua : Mutyàta : lamado : Ptahmerit 
(uomo) (uomo) (uomo) (uomo) ' (donna) (donna) (donna) (donna) (donna) (donna) (donna) 
Questo bassorilievo fu già illustrato con una monografia speciale del Rosel- 
lini, pubblicata nell’anno 1826. — Gallerie. Calcare bianco e dipinto; alt. 0,750, 
larg. 1,400. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 331 


-———r— _———_——_— ___——rr- _y  .e_ 


1601. (2587) Bassorilievo, che rappresenta un Faraone nell'atto di immolare un pri- 


gioniero a Ptah Noferbhir (v. s. pag. 8, num. 49), che sta in piedi sopra il 
suppedaneo simbolico, accanto a una pianta di loto. Presentemente la pietra 
su cui il bassorilievo è inciso è arrotondata nella sua parte superiore, e avrebbe 
l'apparenza di un monumento votivo o trionfale, ma non siamo certi che tale 
fosse la sua forma antica. 

Il Faraone rappresentato è Seti Meneptah, il Faraone dell’Esodo, figlio 
e successore di Ramesse II: il suo nome era contenuto in un'iscrizione, trac- 
ciata in nero nella parte superiore del bassorilievo, che fu letta dal Rosellini, 
ma per guasti successi 
durante il trasporto dal- 
l’ Egitto, oggidì essa è 
intieramente perduta. Me- 
neptah veste lo shenti, 
e una maglia stretta al 
corpo dai fianchi fino alla 
metà del torace, legata 
con un nastro che si in- 
crocia e si annoda sul 
petto; ha armille alle brac- 
cia, una collana al collo, 
al mento il pizzo di barba 
posticcio, sul capo il dia- 


dema sl» : sta col corpo 


ripiegato in avanti, strin- 
gendo colla sinistra i capi 
di una piccola fune legata 
ai capelli del prigioniero 
e sollevando colla destra 
un'arma tagliente, costi- 
tuita da un manico e da 
una lama larghissima, rin- 
forzata nella parte cen- 
| trale da una massa metal- 
lica di forma ovoidale, che 
) serviva ad equilibrare il 
colpo e rendeva l’arma 
più pesante e micidiale; 
non sappiamo con quale nome essa venisse designata, ma è senza dubbio la 
più terribile che sia rappresentata sui monumenti egiziani, ove si vede poche 
volte e sempre nelle mani del Faraone. 
Il prigioniero, di cui riproduciamo il disegno in grandezza originale, rassomiglia 


332 RASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


ad altro prigioniero rappresentato in uno dei bassorilievi di Ibsambul ('), e 
più ancora ad un altro raffigurato nel tempio di Beit el-Valli, che dall'iscri- 


zione unita risulta appartenere ai I La 59 Tahennu (*), nome etnico gene- 


rico, con cui, specialmente nei monumenti del regno-di SetiI e di Ramesse II, 
erano designati i popoli che abitavano le oasi del Sahara, nonchè la costa 
settentrionale dell’Africa, fin verso la catena dell'Atlante. Quindi la figura 
del nostro monumento non rappresenta un prigioniero asiatico, come fu finora 
creduto, ma africano, e appartenente a quelle genti che sotto il nome di 


TJ= yi Libu e i RIM RARI) Misauasa, 
invasero l'Egitto nell’anno quinto del regno di Meneptah, alleati con altre 
genti che venivano dall'Asia minore e dall’isole dell'Egeo (*), ed erano sbarcate 
sulla costa africana. Questa, del resto, fu la sola guerra di cui sia fatto cenno 
nei monumenti del regno di Meneptah, periodo in cui pare che tutte le 
provincie della Siria rimanessero tranquille sotto il vassallaggio dell'Egitto. — 
Rosellini. Calcare bianco; alt. 0,230, larg. 0,270: rotto in parecchi pezzi e 
restaurato. 


1602. (4019) Architrave di porta di tomba, diviso in due sezioni dall'iscrizione se- 
guente, disposta in colonna verticale : 


(e) ton= 


« Il sovrano delle due regioni, Riuserma-meriaàamon, signore dei diademi, 
Ramesses-hik.an (e) il suo favorito, cheloama, il principe Ramesses». 

Ai due lati della detta iscrizione sono appunto rappresentati il Faraone 
Ramesse III e il principe Ramesses, proprietario della tomba, da cui 
questo bassorilievo proviene. Della sezione sinistra non rimane attualmente che 
una piccola parte, in cui si vede il Faraone, vestito con ampia veste traspa- 
rente e a maniche larghissime, seduto sopra un trono a pliant, simile a uno 
di quelli, che sono rappresentati nelle celebri pitture della sua tomba: colla 


sinistra tiene lo scettro Î e colla destra, che manca, stringeva forse lo scettro IE 


ha il petto coperto da una larga collana ei capelli acconciati secondo l’uso, che 
invalse fin dal principio della XIX dinastia, e che sotto il regno di Ramesse III 
assunse una forma più specialmente elegante. 

Nella sezione destra, il Faraone, è rivolto in direzione opposta, vestito c. 8., 


(') Rosellini, Monumenti dell'Egitto e della Nubia, seg. dei Afon. reali, tav. 79 e 160; testo, 
vol. III, parte II, pag. 89 e vol. IV, pag. 248. 

(2) Rosellini, op. cit., seg. Mon. reali, tav. 63 e testo vol. III, parte II, pag. 12. 

(3) I Sardan-a, i Turisa, gli Ahaiva-sa,i Sakali-sa. — V. in prop. E. Schiaparelli, 
Le migrazioni degli antichi popoli dell'Asia minore etc., pag. 8 e 9. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 333 


collo scettro { nella destra, e nella sinistra lo scettro ] con un mazzo dì fiorì, 


seduto sopra un trono a seggiolone, simile ancor questo, come il precedente, 
ad altro di quelli, che sono raffigurati nella sua tomba. 
Di fronte al Faraone sta ritto in piedi il principe 


Ramesses, stringendo il flabello A colla destra, 


che ha tesa in avanti in atto di omaggio: veste un 
A abito intieramente simile a quello del Faraone, ha i 
-{ capelli acconciati nello stesso modo e coperti con un 
velo, a cui è appuntato un nastro, che si incrocia 
sulla nuca e i cui due capi scendono sulla spalla 
destra. Questo distintivo è della stessa natura di 
quello, che già sui monumenti della XVIII dinastia, 
si può riconoscere come caratteristico dei principi 
di sangue reale; però nella forma ne differisce al- 
quanto, e ne riproduciamo il disegno coll’incisione qui unita. 


| 


(RITY 
REGALATI 
ITITTITTTTTÀ 
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LI LLLLUALIAARL LIGA VAI TITTYTRITRtTTÌ 


LI LILITTTAT 
141M}44 trà 
\ LT 
LI (I no 
(° ALII 
SUITE 
_—————mmÉb£Ò tt 


Iscrizioni. — Sopra l’immagine del Faraone: 
= sa 


==> 


AI QI 
xs {[S1 


« Il sovrano delle due regioni, Rauserma-meriaàmon, signore dei diademi, 
Ramesses-hik.an». 


Dietro l’immagine del principe: 


i i DITO “= 

Co: gi = QUER T m 

« Il mobile di schiatta, regio scriba, primo generale in capo dei solduti di 
Sua Maestà, il principe Ramesses». 


Da quanto ci consta, la tomba di questo principe non è conosciuta. — Dono 
del Comm. Vassalli-bey. Calcare coperto da una vernice gialla smaltata; 
alt. 0,430, lungh. 0,910. 


1603. (2605) Frammento di parete sepolcrale, su cui erano rappresentate scene del 
libro dei morti, con iscrizioni relative. Nel nostro frammento sono riprodotte 
alcune scene del capit. 110, riguardanti la coltivazione dei campi celesti 


(IUS fanne na ) in alcune isole di varia estensione, separate 


334 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


- —— ————@—@—_—6—€È6——6 ——— 
puo n 


————Ò__» —————————— ————— 


— — e n - 


l'una dall’altra da canali e da bracci del Nilo celeste, e disposte nell’ordine 
indicato dal disegno qui unito. 


Ann NO n ri — 
é n e —n 


i 


A) — A sinistra, divinità seduta sopra un trono, davanti a due tavole ricolme di 


offerte: segue il simbolo = e quindi il defunto, in atto di prestare adora- 


CÀ 


zione alla divinità sopraindicata. Questa è fasciata come una mummia, ha i 
capelli raccolti in una reticella stretta al capo, al mento il pizzo di barba 
e rappresenta Oro, benchè, come le rimanenti rappresentate nelle altre isole, 
non ne rivesta alcun attributo: il defunto porta i capelli acconciati secondo 
l’uso della dinastia XIX, e veste l’abito talare, largo, trasparente e pieghettato. 
Sopra le immagini predette, i seguenti resti di iscrizioni: 


NTY\'XXX}SÒD9D)ì" 

i VETBEBr(x«x—x& 

XY SN NS 

\A.AEFSNSIII 

AD ARIA ail ati 

DA Ea NR RTENÌ 
VCFCFEFEFwrw..o..Xxx. ‘ 


Su 


1 
È | 


« Una offerta regale è fatta ad Oro, affinchè conceda... 


i Lada (al regio 
scriba) astronomo, Autà ». 


BASSONILIEVI E ISCRIZIONI 335 


——————_—————______É—m—m—————— rm w—_____m -e-- ————— T _—r—F  —— — _ ————_——_——_————€ 


Segue un'altra scena, rivolta in senso opposto, nella quale il defunto attende 
a qualche lavoro, di cui ora non si può ben determinare la natura, ma che 
doveva essere quello di arare la terra: dietro all'immagine del defunto, l’ iscri- 
zione seguente: 


SSI&SSIISSTESNSTES 
i NULSANNION = < e 
N N ANN NEEELRC” NN 
NN N x AIN è iN 
Nr ) 
XS |A 
VR ANARA 
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| «[Capitolo dei canali del fiume di mille.....in superficie di cui non](') 
è detta la larghezza, in cui non vi è alcuna specie di pesci, nè alcuna specie 
di serpenti. Ara la terra il regio scriba, che ama la verità, astronomo del 
sovrano delle due regioni, Autà, giustificato ». 


B) — A destra, tre divinità sedute per terra, fasciate come mummie: davanti ad 
esse il defunto attende ad arare la terra, con due buoi che tirano l’aratro, e 
che egli stimola con una piccola mazza, che tiene nella mano sinistra. 

A sinistra, il defunto, rivolto coi buoi in direzione opposta, attende allo 
stesso lavoro. 
Iscrizioni : 


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3118 
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« ira la terra îl regi: scriba, che ama la verità astronomo, Autà, giusti- 


ficato ». 


«€ .........01a la terra il regio scriba, astronomo, Autà ». 


C) — Scena, come le due precedenti (B), senza iscrizioni. 


(1) V. Z'odtenbuch, tav. 91, sez. 2*: col testo che ivi ci è dato si può completare la lacuna 
del nostro monumento. 


336 | BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


D) — Contiene l’iscrizione seguente: | 
O > ssi i gita 


Dn ponona o vd €) 
alte Leelee 


l 
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Salici | sms LO) TÀ Ul 
SI Li XS ANN 
Tv | ANIA Ci 
vr &Mzag|e|È 
US mloxWl_ vi 
« Si dice: si provvedono......... o Dei di Hatbenben, che conoscete le 
trasformazioni..... îl sicomoro, date voi a me la gloria in mezzo ai sem- 


bianti che vivono nella verità. — l M esyen della città divina (") e tutti i 
Kentkent» (’). 
E) — Tre divinità, fasciate e sedute per terra, c. s. Accanto ad esse l'iscrizione: 


AN {i 
“A = 
= || 
eg s== 


« Vieni in pace verso questa tua dimora, verso la tua siringa ». 


(1) Il segno fa da non confondersi con INI in alcune iscrizioni del tempio di Seti I ad 


Abido pubblicate dal Mariette (A3ydos, I, pag. 51) e in altre inedite, sostituisce l’ espressione 


Ho AA 


(*) Cioè la barca colla gradinata, rappresentata sotto l'iscrizione suddetta, e riprodotta nel di- 
segno che precede. 


si AAIANA 
(3) Nel 7'odtenbuch (tav. 91, sez. 13) col’ nome a i mwm è designata un'orbita ovoi- 
fam DD AMI 


dale, che potrebbe rappresentare una piccola isola. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 337 


—__ —————_—_————  —È———m————r—€T___—_—€ É_ _@———@t—»6T__@0@ 


Sotto alle scene predette, l'iscrizione seguente di 12 colonne: 


RENON 


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Agenzie 


« Dice îil regio scriba, astronomo, Autà, adorando Ra che tramonta. Egli 
dice: tu tramonti vivendo, e quando sì apre la porta del mondo inferiore tu 
nutrisci gli Dei del Tuau: essi mandano grida di gicia a Ra che tramonta 
nella montagna occidentale e î Sovrani del mondo sotterraneo sono in giubilo, 
adorando te che procedi verso di essi in questa [barca] di Osiride; essi 
chiamano colui che risiede in Beya, [ed esaltano! lè qualità sublimi di tua 
Maestà, quando tu tramonti vivendo. Il tuo cuore (dà) beatitudini di ogni specie, 
tu illumini il mondo inferiore colle tue perfezioni (colla tua luce), tu entri, 
o Ra in Toser e î raggi del tuo disco guidano gli Spiriti splendidi (!), (men- 
tre) tu o Rà li proteggi coi tuvi amuleti. Thot e Iside sono dietro di te e 
sono sane le tue membra nel corso di ogni giorno. Deh! concedi (al defunto 
Autà) di tramontare mella terra della Verità insieme con quelli che ti 
fanno corteo, dà il soffio piacevole quando tramonti, e il vento del Nord 
quando sorgi, (concedi a lui di) bere..........>». 

Questo breve inno è assai notevole, tanto più che si allontana dal testo che 
il Todtenbuch ci dà per il capit. 110, relativo alla lavorazione dei campi celesti. 

Stile della XIX dinastia. — Rosellini. Calcare bianco; alt. 1,210, larg. 0,760. 
Rotto in parecchi pezzi e restaurato. 


(1) In questa colonna, nella seguente e nell'ultima, si deve notare come singolarità di sintassi 
uno spostamento nei vocaboli componenti le rispettive frasi. 


43 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


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1604. (2581) Frammento di parete sepolcrale, su cui era rappresentato il trasporto 


funebre. È notevole per la proporzione delle figure, che vi sono rappresentate 
in leggero rilievo ad incavo, e stupendo per la purezza delle linee e per la 
verità con cui sono eseguite. Rimangono attualmente i resti di cinque figure, 
quattro uomini e una donna; il primo veste l'abito talare, largo, trasparente 
e pieghettato, e ha il capo raso; il secondo ha i capelli acconciati secondo l’uso 
caratteristico dei regni di Seti I e di Ramesse II, veste l’abito talare 
come il precedente, ha al collo una larga collana, e porta un'’oca; il terzo ha 
il capo raso, e porta sulle spalle la pelle di pantera; il quarto, veste, a quanto 
pare, la tonaca larga dai fianchi in giù, sostenuta da una bretella che gira 
sopra la spalla destra, e porta un vaso nemes (43); la donna è nuda, colle 
treccie raccolte in fascio sul dorso, nell’atto di percuotersi il viso con ambe 
le mani in segno di dolore. 
Sopra le dette figure, rimangono i seguenti frammenti di iscrizioni: 


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foca 
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Dietro all'immagine della piangente: 


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Giudicando dallo stile, sì dovrebbe credere che questo bassorilievo provenga 
da una tomba di Memfi della XIX dinastia. — Aosellini. Calcare bianco; 
alt. 1,050, larg. 0,420. 


1605. (2600) Stipite destro di porta di tomba, coperto di iscrizioni sulla fronte e 


sul lato interno. Manca l’estremità superiore. 


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fronte 
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BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 339 


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(E CI inToser insieme con quelli che fanno corteo al Sovrano dell’eter- 
nità, Osiride, signore del mondo inferiore; (ciò sia concesso) al defunto, 
regio scriba che ama la verità, soprintendente dell’ harem reale di Memfi, 
Pai, giustificato ». 

ba... [di essere uno spirito perfetto] insieme aî Sahu che seguono Oro 
figlio di Iside, e di girare dietro le mura; (ciò sia concesso) al defunto, 
regio scriba che ama la verità, soprintendente dell’ harem reale al di sotto 
del nomo tebano, Pai, giustificato ». 

seni RETTE fra i Sahu venerandi e di assidersi nella gran sala di Colui 
che è sopra la montagna (Anubi); (ciò sia concesso) al defunto, regio scriba 
che ama la verità, favorito dal Dio benefico, soprintendente dell’harem reale 
della regina e di tutti î lavori di Sua Maestà, Paì, giustificato ». 

d°- 4... îl suo cuore; (ciò sia concesso) al defunto, regio scriba che ama 
la verità, che ama il signore delle due regioni, soprintendente dell’harem 
reale della regina, soprintendente dell’harem di Memfi, soprintendente degli 
armenti, Pai, giustificato, figlio del giudice Amonembeb, giustificato sopra 
la montagna occidentale ». 


DD — 


LÌ 


340 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


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csi al defunto, regio scriba, che ama la verità, favorito da Anubi 
che risiede nella dimora divina, presiede all’ imbalsamento e signore di 
Toser, soprintendente dell’harem reale di Memfi, Pai, giustificato, figlio del 
giudice Amonembhbeb, giustificato sopra la montagna dell'eternità ». 
Da riferirsi, secondo ogni probabilità al principio della XIX dinastia. — 
Rosellini. Calcare giallastro di cattiva qualità; alt. 1,380, larg. 0,270. 


1606. (2601) Frammento di parete della stessa tomba, da cui proviene lo stipite di 


porta illustrato nel numero precedente. 
A sinistra vedonsi i resti di una tavola, ricolma di offerte di ogni specie; il 
rimanente spazio è occupato tutto intiero dalla seguente iscrizione: 


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Cisco davanti al signore della Verità, a Ptah, il grande di Anbresef e 
agli Dei tutti del santuario. O defunto, regio scriba, Pai: che egli (Osiride) 
li conceda di riposare nella terra dei giusti insieme a quelli che gli fanno 
corteo, che la tua anima sia gagliarda nel seguire il suo signore, Osiride 
signore di Rosetu: che tu possa approvigionarti colla tua mano nel corso 


- 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 341 


— — e 0 e —___- --. —— —-- —————_ _—————Tr——— € ——————— e = —  —— Spillo fe pn 


del giorno sulla tavola dei Sovrani dell'eternità, che tu veda îl disco quando 
sorge, che tu lo possa contemplare quando, tramonta, che possa viaggiare 
secondo il tuo desiderio e sotto tutte quelle forme che ti aggrada: che ti 
sia detto « vieni, vieni », che tu non sia separato dai Signori delle prov- 


vigioni, che tu faccia corteo a Sokari trascinando la slitta di Oro ..... 
tulti i tuoi nemici...... , che tu sia eternamente felice coi favori del Div 
che è con te........ . signore di abbondanza nel campo ....... ». 


— Rosellini. Calcare giallastro, c. s.; alt. 0,880, larg. 0,460. 


1607. (2598 e 2599) Stipiti di una porta sepolcrale. Presso la base dello stipite 


sinistro, in uno spazio rettangolare che ne occupa tutta la larghezza, è rappre- 
sentato il defunto seduto con sua moglie sopra un alto sedile di legno scolpito, 
davanti a una tavola ricolma di ogni specie di offerte. Il defunto veste la tonaca 
stretta dai fianchi in giù, ha una collana al collo e i capelli raccolti in una 
reticella, trattenuti sopra le orecchie e condotti sul collo: sua moglie veste il 
solito abito stretto al corpo, e porta i capelli raccolti in treccie, che scendono 
sulle spalle e sul petto. Di fronte ad essi, uno dei figli, ritto in piedi, col capo 
raso, vestito dello shenzi e colla pelle di pantera sulle spalle. 


Iscrizioni. — Sopra le immagini sedenti: 

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« Il regio scriba Thutinofer, giustificato, e la sua moglie diletta..... ». 
Sopra l'immagine stante: 


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« Ai loro sembianti (Ka) è fatta un'offerta regale e fu ripetuta la puri fica- 
sione: il suo figlio, purificatore di Ammone, A....... ». 


Sopra la tavola di offerte: 
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« Ogni specie di cose buone e pure sono riunite sulla tavola ». 
Sullo stipite destro era ripetuta la stessa scena, ma ora è in gran parte 


distrutta: delle iscrizioni non rimangono visibili che i seguenti segni. che si rife- 
riscono all'immagine stante: 


721 


« Suo figlio, il purificatore Tetà ». 


142 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


— -__————_——+—é é©È  »y}" #&—————+————-—_—————_—@—@—@———1—_—@—11—_— 


Sopra ciascuna delle due scene predette, due colonne di iscrizioni, in grossi 
segni geroglifici, stupendamente disegnati ed incisi. 


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sinistra destra 

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a— «[È fatta un'offerta regale ad] Osiride yentàmenti, affinchè conceda 
le provvigioni funebri in pani e in bevande, buoi, oche e cose buone e pure 


di ogni specie, al seinbiante (ka) del Kerheb- capo nella Panofer, Thuti- 
nofer, figlio di Kames ». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 945 


—_—_————— +—- —Pr—_————+—-—-— e A eee e i 


è — « È fatta un'offerta regale a Colui che risiede sopra la sua montagna 
(Anubi), affinché egli conceda di uscire e di entrare nel mondo sotterraneo, 
di respirare îl soffio piacevole del vento del Nord, al sembiante (ka) del 
Kerheb- capo nella Panofer, Thutinofer, giustificato, partorito dalla 
signora di casa Sonhotpu, giustificata ». 

c — « È fatta un'offerta regale ad Ammone, siguore dei troni delle due re- 
gioni, affinchè egli dia tutto ciò che compare sulla sua tavola nel corso di ogni 
giorno, al sembiante (ka) del regio scriba, soprintendente del tesoro, Thuti- 
nofer, figlio del giudice Kames». 

d — « È fatta un’offerta regale a Ri, Oro dei due orizzonti, affinchè egli con- 
ceda che l’aniina sua riposi in questa dimora (la tomba) e che egli segua 
il suo cuore secondo il suo desiderio, al sembiante (ka) del regio scriba, soprin- 
tendente del tesoro[T hutinofer], partorito dalla signora di casa Sonhotpu 
giustificata ». 

— Rosellini. Calcare bianco; alt. 1,370, larg. 0,260. Amendue gli stipiti sono 
rotti in molti pezzi e restaurati. 


1608. (2576) Frammento di parete della tomba del Kerheb Thutinofer (v. num. 
preced.), diviso in due sezioni dall'iscrizione seguente, disposta in colonna verticale : 


Moie s to INI TATZIRA] 


« Una offerta regale è fatta a Ra, Oro dei due orizzonti, affinchè egli con- 
ceda che riposi la sua anima (del defunto) sopra l’ ab (*) pura che è nella di 
lui dimora eterna, al sembiante (ka) del regio scriba Thutinofer». 
Sezione sinistra. — Il defunto e sua moglie, vestiti c. s., stanno seduti sopra 
sedile di legno scolpito, sotto di cui vedesi un vaso ed uno specchio: davanti 
ad essi una tavola ricolma di offerte, e quindi uno dei figli, ritto in piedi, 


nell'atto di far libazione sopra di queste col vaso ì ; veste la tonaca stretta, dai 


fianchi in giù, ha al collo una collana e i capelli cortissimi. 
Iscrizioni: 


HIS SERE pe 

Fal ° || = 

tb) S 21 J& INDI pri pa 
< a‘ 7] Ser 

E Pa )|* = Je JI AMM | 


« Una offerta ui è fatta ad Osiride, /'Essere buono, affinchè con- 
ceda le provvigioni funebri în pani e bevande, buoi, oche, fascie, incenso, olio 


Da 


(1) V. s. pag. 294, nota (2). 


344 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


-——  —— —y y —  —T—__ _ _— —————€@6&—6 


- 


ed ogni specie di cose buone e pure, al sembiante (ka) del Kerheb- capo 
nella Panofer, Thutinofer, giustificato. La sua moglie diletta, della sede 
del di lui cuore, signora di casa, Tabaa, giustificata ». 

« Il suo figlio diletto, purificatore di Ammone, Tetà, giustificato ». 


Sezione destra. — Frammento di scena analoga alla precedente. 


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Iscrizioni 
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3 NANANAA Ubi aliia Dililit Miridth VACZINZAS 


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GE Ke > 


« Una offerta regale è fatta ad Amonra, affinchè conceda le libazioni e gli 
incensi che compariranno in questa sua dimora (del defunto, affinchè con- 
ceda) di prendere i fiori........ [al sembiante del regio scriba ete... ]>». 
« Il suo figlio diletto, purificatore di Ammone, Tetà, giustificato ». 


Sia gli stipiti precedentemente illustrati, sia questo frammento di parete, 
devono provenire da una tomba della necropoli tebana, di cui non è facile deter- 
minare il tempo. Per alcuni criterii potrebbe attribuirsi al fine della diciottesima , 
dinastia, mentre per altri non meno gravi dovrebbe farsi discendere alla dician- 
novesima, e forse anche al principio della ventesima. Rotto in {parecchi pezzi 
e restaurato. — /tosellini. Calcare rossiccio; alt. 0,640, larg. 1,040. 


1609. (2580) Frammento di parete sepolcrale. Vi sono rappresentati cinque uomini, 
vestiti con larga tonaca dai fianchi in giù, nudo il resto del corpo, il capo 
raso, e tutti in piedi nell'atto di portare delle offerte alla statua del defunto, che 
manca. Il primo di essi porta una grande paniera piena di offerte, col sostegno 
di legno su cui doveva essere collocata, e due colombe le cui gambe sono legate 
in fascio con fiori di loto; il secondo porta ancor esso una gran paniera col 
suo sostegno, e conduce un vitello legato intorno al collo con una corda: il terzo 
porta con una mano un fascio dì fiori, e coll’altra un ramo d'albero, che non sap- 
piamo determinare, colle foglie e coi frutti; il quarto conduce un toro tiran- 
dolo con una corda, porta due colombe e una grossa anfora; l'ultimo porta altre 
colombe e dei fiorì. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 345 


Giudicando dallo stile, ci parrebbe che questo frammento provenga da una 
tomba della diciannovesima dinastia. Il Berend, parlando di questo bassorilievo 
e di quello descritto sotto il num. 1589 (v. pag. 315) dice, che amendue proven- 
gono da una medesima tomba di Beni-hassan (!): ma ciò pare a noi inesatto, poichè 
in primo luogo lo stile dei due monumenti è assai diverso, e non potrebbero 
quindi in verun modo appartenere alla stessa tomba; in secondo luogo di ciò non 
è fatta menzione in alcuna delle opere del Rosellini, nè nei cataloghi ed inven- 
tarî di questo Museo, e finalmente, le tombe di Beni-hassan, quali si conoscono 
oggidì, appartengono a un periodo diverso da quello a cui i detti bassorilievi 
debbono «essere riferiti. — Rosellini. Calcare poroso; alt. 0,785, larg. 0,325. 


1610. (2530) Frammento di parete sepolcrale. Vi è rappresentata la Dea Amenti, 
ritta in piedi collo scettro suo caratteristico DS nella sinistra e l’amuleto L 


nella destra, davanti a una tavola di offerte. Veste l'abito stretto al corpo, porta 
al collo una larga collana, ha i capelli distribuiti in piccole treccie, che scen- 
dono sul petto e sul dorso, legati intorno alle tempia con un piccolo nastro, e 
porta presso l'orecchio destro e in direzione verticale una penna di struzzo, come 
vedesi nelle immagini. della Dea Ma. Sopra di essa, le seguenti iscrizioni: 


A A [am 
I Î Ci 27 
RSA Ram eENYKS 
J\z E 2a A 2 TEO 
« La Dea Amenti (montagna occidentale) sede della Verità ». 


« Una offerta regale è fatta alla Dea Amenti, affachè conceda una buona 
sepoltura e la beatificazione al........ ». 


Stile della XIX dinastia. — ose/lini. Calcare di cattiva qualità; alt. 0,495, 
larg. 0,195. 


1611. (2596) Frammento di parete sepolcrale; vi è rappresentato un Kerheb, col 
capo raso e vestito colla pelle di pantera, che fa la libazione col vaso Î 


sopra un mucchio di offerte deposte sopra una tavola, e presenta l’ incensiere 
alla statua del defunto, che manca. 


Iscrizioni. — Davanti all'immagine predetta: 


“so JoS-14 


« Il Kerheb, Ramat». 


(1) W. Berend, Principaux monuments du Musée égyptien de Florence, I partie, pag. 79. 
44 


346 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Brand di essa: 


MIE ERESSE ca 
= {9UX: ose Ria 
muss Aoeblî= era 


«....[verso il] campo di Aalu, tu devi l’acqua presso il serbatojo, lodato 
dai principi di Pa e di Tepu: il tuo nome è fermo e fiorente davanti ad 
Anbresef, il tuo cuore è a te stabilmente: sono allungati î tuoi passi e 
distrutte tutte le tue colpe ». 


Da riferirsi probabilmente alla XIX dinastia. — £osellini. Calcare gialliccio; 
alt. 0,860, larg. 0,270. \ 


1612. (2569)) Frammento di parete sepolcrale. Vi è rappresentata Iside Hathor 
seduta sopra un trono massiccio, collo scettro Î nella sinistra e l'amuleto + 


nella destra: veste l'abito stretto al corpo, ha i capelli spartiti in treccie assai 
grosse, che scendono sul petto e sul dorso, e porta sul capo le corna col disco 
solare. Nella parte superiore del bassorilievo, il segno del cielo, che si estendeva 
anche alla parte mancante: sotto al segno del cielo, vi era il disco solare col- 
l'ureo, come si può inferire dalla coda di questo, sola visibile nel nostro fram- 
mento, e dopo il disco, sopra l'immagine della Dea, l'iscrizione seguente: 
N 7 e POLGI 
ca avan 1 10 Ex 
«Hathor, sovrana di Hotephim-t, occhio di Ri, che dà la pace al di 
lut cuore ». 
Traccie di pittura. Da riferirsi probabilmente alla XX dinastia, se non ad un 
tempo anche più tardo. — osellini. Calcare bianco; alt. 0,760, larg. 0,450. 


1613. (2531) Bassorilievo di forma rettangolare; non si può ben discernere se esso 
sia un frammento di parete sepolcrale o di una gran stele, ovvero se costituisca 
un monumento a sè. Vi è rappresentata una donna seduta sopra un alto sedile di 
legno scolpito, davanti a una tavola, su cui sono deposte molte specie di offerte: 
essa veste l'abito stretto al corpo e ha un velo trasparente, lungo e largo get- 
tato attraverso agli omeri, che le copre le braccia e il petto e ricade dietro 
le spalle fin quasi ai piedi; ha i capelli spartiti in grosse treccie, che scendono 
sul petto e sul dorso, un fiore sul capo, un bottone di loto nella destra e una 
collana al collo. Sotto al sedile, un cinocefalo, legato con una piccola fune, nel- 
l'atteggiamento di mangiare un frutto che tiene nelle zampe. 

Il realismo con cui è trattata la testa della donna e tutta l'immagine del 
cinocefalo, ci ricorda l'arte dell'antico impero, e non saremmo alieni dal supporre, 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 347 
Ia TE 
che questo monumento provenga da una delle tombe dell’ Egitto medio, e risalga 


alla sesta o all’undecima dinastia: però non crediamo di poterlo affermare con 
sicurezza. — Posellini. Calcare bianco; alt. 0,360, larg. 0,385. 


1614. (2573) Frammento di parete sepolcrale, su cui è incisa in segni geroglifici 
grandi e ben disegnati l iscrizione seguente; 


SY 


N\|\|\ «Ss 
O 
D CE e | 


N 


OSO 


e 


z4 


<.... le provvigioni funebri în pani e in bevande, a lui, (ne0) corso di ogni 


4 


Proviene forse, secondo che cì pare supponibile, da qualche monumento della, 
sesta dinastia. — Rosellini. Calcare bianco; alt. 0,250, larg. 0,150. 


delle offerte » (Y gi alcune sono collocate Sopra una tavola, altre sono 
[gh\ 


deposte per terra 6 ammonticchiate le une sulle altre. 
Questo bassorilievo potrebbe egualmente provenire da una tomba dell'antico o 


1616. (2593) Stele arcuata superiormente e in forma di nicchia. Nella parte più alta 
del margine esterno, il simbolo W: a destra ed a sinistra scendono rispettiva- 
mente fino alla base della nicchia, le due Seguenti iscrizioni : 


Iii FOSSO 
STERILI] 
E pn ESTESE 


VESTITO] ITA 


RITI TIR A fu 


ANNA 


IAT 


348 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


a — « Una offerta regale è fatta a Ra, Oro dei due orizzonti, affinchè conceda 
[tutto ciò] che compare [sulla sua tavola nel corso di ogni giorno], di pren- 
dere i pani in Rosetu, di fare la trasformazione nel Bennu e nel Sentu (); 
e che t0 sia fra coloro che seguono l’Essere buono; (ciò sîa concesso) al 
sembiante (ka) di Hatàa». 


bè — « Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore dell'eternità e ad Anubi 
che presiede all’imbalsamamento, affinchè concedano le provvigioni funebri 
in pani e in bevande, buoi, oche, fascie, incensi, olii e ogni specie di cose 
buone e pure, la libasione, vino, latte, è soffit piacevoli del vento del Nord, 
al sembiante (ka) del soprintendente agli armenti di Ammone, Hatéda». 


L’ interno della nicchia è diviso in due sezioni. 


1° — In alto, i simboli = a 77; a sinistra, Ra, rappresentato con corpo 
d'uomo e testa di sparviero, col disco e l’'ureo sul .capo; ha nelle mani lo 
scettro | e l’amuleto S. veste lo shenti e una corta maglia, che si vede 


soltanto nelle immagini delle divinità maschili, di Neit guerriera e dei Faraoni, 
la quale, dai fianchi arriva fin oltre la metà del torace, sostenuta con due 
cinghie che passano sopra le spalle e si incrociano sul dorso. Dietro di esso, 
Osiride yentaàmenti ritto in piedi, sul suppedaneo simbolico (>): davanti 
ad essi, il defunto, colle braccia sollevate in atto di adorazione. Questi veste 
lo shezti a punta, che come dicemmo, fu particolarmente usato sotto alcuni 
Faraoni della diciottesima dinastia, e sopra di esso una sopravveste trasparente 
dai fianchi in giù: ha una larga collana al collo e nudo il resto del corpo. 
L'acconciatura dei capelli è poco diversa da quella del defunto Àmenhotpu, 
di cui parlammo sotto il num. 1579 (pag. 306). 
Iscrizioni. — Sopra l’immagine delle Divinità: 
592 
(= 


«Ra, Oro dei due orizzonti, Dio grande signore del cielo ». 
«> AMA AG 
«Osiride yentaàmenti, Dio grande, signore dell'eternità ». 
Sopra l'immagine del defunto: 


Ness Tao Tae WTA I 
ENTE 


« Presta adorazione a Ra, Oro dei due orissonti e ad Osiride, Dio grande, 
si prosterna al signore dell'eternità, il sembiante (ka) del soprintendente agli 
armenti di Ammone, Hatàai». 


Ù 


(!) Sopra questa trasformazione ved. il cap. 84 delZidro dei morti: il cap. 83 si riferisce alla 
trasformazione nel Bennu. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 349 


©. ———_—_—____ms — 


2° — A sinistra, il sicomoro, da cui escono due braccia, dei quali l'uno porta una 
piccola tavola ricolma di pani, e l’altro stringe nella mano il vaso di libazione 
e no versa l'acqua sopra le mani del defunto, che vedesi inginocchiato ai piedi 
di quello. Questi ha i capelli acconciati c. s., e veste un abito talare non molto 
largo e trasparente, con maniche strette e corte, legato sui fianchi con una cin- 
tura. A sinistra, un'edicola, sopra di cui sta l'uccello a testa e braccia umane, sim- 
bolo dell'anima, nell'atto di adorare la Dea Nut, che è rappresentata dal sicomoro. 


Iscrizioni. — Intorno all'immagine del defunto: 


[a | 
a Loreta Et 


I > —# ZII _ 


ibm l'era SN 


« Tu ricevi l’acqua che dà a te Nut, la grande, essa dà offerte di pani, 
ogni giorno a te, (cioè) al sembiante (ka) del soprintendente agli armenti di 
Ammone, Hatàai». 

Sopra l'uccello simbolico: 


fina Tani 
\ fra DI n ra |> 
EEZ AI [an 


« Presta adorazione a Nut e si prosterna alla Dea ». 


Questa scena sì trova rappresentata assai di frequente, specialmente nelle tombe 
tebane della XVIII dinastia, a cui questa stele deve essere riferita senza alcun 
dubbio ('). Il martellamento del nome di Ammone, in tutti tre i punti in cui 
esso si trovava, ci indica che questo monumento è anteriore al regno di Ame- 
nofi IV, mentre per altri criterii si dovrebbe credere, che essa appartenga al 
regno di Amenofi III o di Tutmosi IV. Lavoro artisticamente pregevole. — 
Gallerie. Calcare poco omogeneo, di colore rossiccio; alt. 0,810, larg. 0,470. 


1617. (2567) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. Nella prima sezione, 
due immagini virili, sedute di fronte sopra un alto sedile di legno scolpito, raf- 
figurano i due defunti a cui la stele è dedicata. Amendue vestono l'abito talare 
trasparente, a larghe maniche e pieghettato; portano, sopra di esso, un'altra so- 
pravveste intorno ai fianchi, pieghettata ancor questa, e al collo una grossa col- 
lana a quattro giri di perle. L'acconciatura dei capelli non corrisponde ad al- 
cuna delle mode caratteristiche della XVIII o XIX: dinastia, ma questi sono 
semplicemente raccolti în piccole ciocche di lunghezza quasi eguale, che cadono 
con uniformità sulle spalle e sul dorso. Ciascuna delle figure stringe coll'una mano 


il flabello d, e stende l’altra sopra la tavola di offerte. 


Ù 


[memi 


(') Questa stele non meno che quella descritta sotto il numero seguente, dovrebbero trovarsi 
fra i monumenti della XVIII dinastia, e spetterebbero loro rispettivamente i num. 1580 e 1585: si 
trovano qui fra i monumenti della XIX e XX dinastia per errore, che commisi nel distribuire le 
varie parti di questa sezione del catalogo. 


350 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Sopra le due immagini sopradescritte, le iscrizioni seguenti: 

3 > SRG on p-722 L* <a 
Is ti= URI TA TI 
ta Sre i = 
eee FACIES e 

eZ 
« Una offerta regale è fattaa Ptah Sokari-Osiride, Dio grande, signore 
della dimora misteriosa, affinchè conceda tutto ciò che compare sulla tavola 
di offerte al defunto, regio scriba, soprintendente della Paur (20 AR. palazzo) 


in Memfi, A pii, giustificato, figlio del regio scriba, soprintendente della Paur, 
Hui, giustificato ». 


MSM MI 
Tromso STAMI 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride yentàmenti, sovraro di Tatu 
e signore di Abido, ad Anubi, signore di Rosetu, affinchè concedano 
la gloria (lo splendore) în cielo e la potenza in terra, al defunto, maggior- 
domo, Hui giustificato ». 

La seconda sezione è occupata dalla seguente iscrizione, distribuita in sette 
linee orizzontali: 


DENISE ee 
-S=FNAS4IIEIZIUZ 


SIL da 
Ss 200 


sel NOLAN NN 
zii 

uit iti totti NINE] CERN Oa: 

Ie 

FIS IOLITERSAY A Lf 


Joest 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 351 


ESTVIMRAZA IAA 
AYSITZARAZA[ Mana II 


« È falta un'offerta regale. Si dice per quattro volte: tu sei puro, lu sei 
puro, o defunto, regio scriba e maggiordomo, Apii. È aperto a teil cielo, 
è aperta a te la terra, è dischiusa per te la via nel mondo inferiore, e tu 
esci ed entri insieme con Ra e corri come î Sovrani dell'eternità. Tu prendi 
î pani colle tue mani, stringendo è pani puri sulla tavola di Oro: vive la 
tua anima, son fresche le tue giunture, è aperto (scoperto) il tuo viso nel 
cammino delle tenebre. Oh! dia a te il Nilo celeste la nostra acqua (di 
noî Dei) e (ti) dia î pani: che Hathor ti dia la birra e Iside il latte! 
Tu lavi le tue gambe sopra la pietra di argento e sui granelli di turchine: 
sono dati a te quattro pani în Tatu, otto în Abido, tredici ad Uupek, e 
un vaso (di birra) (?) nella città del tempio di Ra; (ciò) al defunto, regio 
scriba, soprintendente della Paur in Memfi, Amenhotpu giustificato. Da 
parte di suo figlio, che (ne) fa vivere il nome, regio scriba, soprintendente 
della Paur în Hemf, Apii, giustificato în grazia del Dio giustificato » (!). 


Come risulta da tale iscrizione, questa stele fu dedicata dallo scriba Apii 
alla memoria di suo padre ed a se stesso: il padre poi, oltre al nome di H ui, 
sotto cui è menzionato nelle iscrizioni della prima sezione, aveva pure quello di 
Amenhotpu. Poichè il secondo nome corrispondeva assai sovente a quello del 
Faraone regnante, si può credere che il nostro Hui sia vissuto sotto qualcuno 
degli Amenofi; così poi d'altra parte si potrebbe supporre non senza fondamento, 
che lo scriba Apii di questo monumento sia la stessa persona a cui appartenne 
una tomba ritrovata recentemente a Tell el-Amarna (?), da riferirsi al regno di 
Amenofi IV. 

Questa stele dovette provenire da Memfi: fu pubblicata due volte, prima dal 
Wiedemann negli Atti del Congrès provincial des Orientalistes Francais, 
session de St. Etienne 1875, poi dal Piehl nel Récuceil de travaua etc., vol. II, 
pag. 122 e seg. — Gallerie. Calcare bianco; alt. 1,180, larg. 0,670. 


1618. (2562) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni, di cui la prima 
manca in parte. 


Ci 


(1) Il proprietario di questa tomba, il cui nome è scritto in una forma intieramente identica a 


quella della nostra stele, porta i titoli di « a Hi | > Ì e } ih È Ì (V. U. Bouriant, Deuz 


jours de fouilles A Tell el-Amarna, nel vol. I, pag. 11 dei « Mémoires publiés par les Membres 
de la Mission archéologique francaise au Caire ». 
(*) Osiride, giustificato da Thot. 


352 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


1° sezione. — A destra, l'immagine del Dio Ra, di cui manca la parte superiore, 
rappresentato con corpo umano, e secondo ogni probabilità, con testa di sparviero: 


stringe nella destra l’amuleto f e nella sinistra 
lo scettro i; veste lo shenti e la corta maglia 


dai fianchi fin oltre la metà del petto. Davanti 
a Ra, una tavola di libazione, su cui è depo- 
sto il vaso remes (Y)}) con un grosso fiore 
di loto, secondo il rito a cui si accenna in uno 
dei capitoli del libro dei funerali: più in là, il 
defunto, ritto in piedi, colle braccia sollevate in 
alto nell'atto di invocare la Divinità. Egli veste 
l'abito talare, largo, trasparente e pieghettato, 
coperto dai fianchi al ginocchio da altra soprav- 
veste, pure pieghettata; ha il capo raso e coperto 
da un velo trasparente, come vedesi nell’incisione 
qui unita. 


Iscrizioni. — Sopra l'immagine di Ra: 


qTEEE 1} — 5 2 
x --:® ana 


Vis dae Dio grande, signore del cielo ». 


Sopra l’immagine del defunto: 


SITLSIR ei ZRRIA NI 


« Adora Ra quando sorge nell'orizzonte orientale del cielo, il defunto, scriba 
delle offerte divine, Xatà ». 


2° sezione. — A destra, la mummia del defunto, ritta in piedi: Anubi, con corpo 
umano e testa di sciacallo, vestito come Ra nella sezione precedente, tiene la 
mummia stretta fra le sue braccia, pronto a trasportarla nel mondo inferiore. 
Ai piedi di essa è inginocchiata una donna, colle vesti discinte, le treccie rac- 
colte sul dorso, nell’atto di accarezzare la mummia colla mano destra, mentre 
colla sinistra si percuote il capo ed emette urli dalla bocca; dietro alla donna, 
un uomo col capo raso, in piedi, vestito colla pelle di pantera, presenta l’incen- 
siere e fa alla mummia la libazione col vaso nemes. Segue un altro uomo, vestito 
con una tonaca assai larga dai fianchi in giù, e coi capelli copertì intieramente 
da un velo opaco, che scende con lunghezza uniforme sulle spalle e sul dorso, 
e che fu particolarmente in uso nella dinastia XIX e seguenti; poscia, una donna, 
vestita coll’abito solito stretto al corpo, coi capelli coperti c. s. e il cono sul 
capo: quello porta dei fiori e due pani di forma conica, questa, un fiore di loto 
e un'oca. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 00 


Iscrizioni. — Supra l'immagine di Anubi: 


lsbtzli 


«Anubi, che presiede all’[imbalsamamento], Dio grande ». 
Sopra le altre immagini: 


= [297] DIRE) e 


MINNA 
AIIISA 
Ga NANA TZ | INI 
rlo|ld|u:{K = | d 
- du NAM a DI 
vi Vi TA 
Ò 
di | 
<—> A 
« Si fa la cerimonia dell’incenso e della libazione, (si portano) oyni specie di 
cose buone, di cui vive la Divinità, al sembiante (ka) del defunto, scriba delle 
offerte divine, Xatà. La sua compagna, signora di casa, Katau, giustificata ». 
3° sezione. — A sinistra, un uomo e una donna, seduti insieme sopra un alto sedile 
di legno scolpito: davanti ad essi, una tavola di offerte, e quindi due donne e 
un uomo in piedi, che portano dei fiori. Per l'acconciatura del capo e delle vesti, 
le figure di questa sezione rassomigliano rispettivamente alle ultime due della 
sezione precedente. Sopra le immagini sedenti, le seguenti iscrizioni: 


iagpent LE: 


«lo scriba delle offerte divine, Xatà »; 


IRR 


« lu sua cuinpayna, Katau». 


Alcune figure sono in rilievo, le altre, come i segni, sono incise. Lavoro assai 
buono, da riferirsi, secondo ogni probabilità, al principio della XIX dinastia. — 
Rosellini. Calcare bianco; alt. 1,140, larg. 0,510. 


1619. (2588) Stele arcuata superiormente, in forma di nicchia, come può vedersi dal 
disegno riprodotto coll’incisione qui unita. Sia la parete di 
fondo della nicchia, che la fronte esterna della base, sono 
coperte di figure e di iscrizioni. 

Nell’ interno della nicchia, due sezioni. Nella prima, a 
sinistra, è rappresentato Osiride yentaàmenti, seduto 
sopra un trono massiccio, accompagnato da Iside, ritta in 
piedi accanto a lui, davanti ad Osiride, un'ara di liba- 
zione, e sopra di essa, il vaso xemes (Y}) con un fiore di 
loto (v. sop. pag. 352), e quindi un uomo in piedi, nell'atto 


di offrirgli il calice dell’incenso ( % ) e dei fiori: lo segue una 


45 


3 Se Tre (Ta n 


354 


BASSORILIEVI F ISCRIZIONI 


——_ 


donna, pure in piedi, colle braccia sollevate in atto di adorazione. Il primo porta 
intorno ai fianchi la veste corta e pieghettata, che specialmente sul fine della 
diciottesima e durante alcuna delle dinastie seguenti, sostituì nell'uso lo shentz, 
ha nudo il resto del corpo, i capelli cadenti sulle spalle e sul collo, coperti con 
un velo, e il cono sul capo: la seconda porta ancor essa il cono, ha i capelli 
raccolti in lunghe treccie, legate all'estremità con piccoli nastri, cadenti con 
regolare uniformità sulle spalle e sul dorso, e veste l'abito talare largo. traspa- 
rente e pieghettato. 


Iscrizioni. — Sopra le immagini delle Divinità: 


java 
ISSN 


« Osiride, sovrano di Tatu, Dio grande, signore dell’eternità », 


_ «(e) Iside. divina madre ». 
Sopra l'immagine virile: 


Peke /TzKo Kofi $0Y 


« Fece (il monumento) il barcajuolo della barca di Ammone e purificatore 
Panebpahau». 
Accanto all'immagine della donna: 


AIN ISE 
« La signora di casa, Tahetit». 


La prima sezione è separata dalla seconda dall'iscrizione seguente, disposta 
su due linee orizzontali: 


CPÈIZKATKA0Rbo$T 


=RIMXACKAR dog 


« Fece (il monumento) il barcajuolo del sovrano delle due regioni, Panebpahau, 
giustificato. IL gran principe della barca nella prima .............. (*), 
Panebpahau, giustificato ». 


(1) L'interpretazione di questa frase rimane dubbia, perchè non saprei determinare il significato 


speciale, che si spetta all’espressione Gb Î: probabilmente si allude qui alla cerimonia della 


« sortita della barca sacra », di cui si trova fatta menzione sopra molti monumenti (V. Brugsch, 
Thesaurus pag. 492 e seg.) 


lac 


BASSORILIEV1I E ISCRIZIONI 355 


---————_—€——_ 1 TÉ - ———@———_@@—@—@@@———___——m—__ —r_———@é@ —@—@€@—@6@—6@—@——@@6@—@—6——————_——————@—@6 


La seconda sezione è occupata intieramente dalla barca, di cui iu riprodotto 
il disegno nell’'incisione inserita nel testo, e sopra di cui leggesi l'iscrizione: 


<a. ra 
« la barca di Ammone ». 


Sulla base vedesi rappresentato, a sinistra, il dedicatore della stele, seduto sopra 
un alto sedile di legno scolpito insieme a sua moglie, vestito coll’abito talare, 
largo e trasparente con sopravveste pieghettata dai fianchi al ginocchio, i capelli 
acconciati secondo l'uso proprio della diciannovesima dinastia e il cono sul capo. 
Sotto al sedile, un piccolo cinocefalo: davanti ad essi, una tavola di offerte. 


Iscrizioni : 
TRERE ni 
làù 2 


Ad 


« il burcajuolo del sovrano delle due regioni, Panebpahau»; 
«la sua compagna, signora di casa, Taheta ». 


Di fronte ad essi, quattro figure in piedi, due uomini e due donne. Il primo 
ha una la:ga fascia intorno ai fianchi, che sostituisce lo skeu/i, la pelle di 
pantera sulle spalle e il capo raso: il secondo veste. dal collo al ginocchio, un 
abito a larghe maniche con corta sopravveste pieghettata intorno ai fianchi, ha 
i capelli acconciati secondo l'uso della diciannovesima dinastia, e porta una 
focaccia e dei fiori: le due donne sono vestite c. s., e portano, la prima dei 
fiori, e la seconda due pani di forma conica. 

Alle dette figure corrispondono rispettivamente le seguenti iscrizioni: 


peri PET 


« il figlio Emyet>»; « il barcajuolo Loro »; 
Ta \ 
Ios Ai 
« (la donna) Uatrenpet »; « (la donna) Tai ». 
Stile della diciannovesima dinastia. Stele votiva. — (Gallerie. Calcare gialla- 


stro; alt. 0,720, larg. 0,490. 


1620. (2527) Piccola stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni dall iscri- 
zione seguente, disposta in colonna verticale: 


I RNA 


« Il defunto, arciere, Papeta e la signora Pa casa Raà, giustificata ». 

Ai due lati dell'iscrizione sono appunto rappresentati il defunto e sua moglie. 
Quegli veste una tonaca opaca talare a larghe maniche, stretta sui fianchi con 
una cintura, da cui pende un largo grembiule, e ha i capelli spartiti in piccole 


id 
dii 
DI 


DASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


treccie arricciate, tagliate sulla fronte e cadenti sulle spalle e sul collo, alquanto 
più lunghe sul davanti e più corte di dietro: ha il braccio destro disteso e il 
sinistro sul petto, stringendo colla mano un fiore di loto con lungo gambo. 
Quella veste l'abito stretto al corpo, e sopra di questo, la veste talare larga e 
trasparente: ha i capelli spartiti in piccole treccie, cadenti sul petto e sul 
dorso, il cono funebre e un fiore di loto sul capo, e un altro fiore c. s. in cia- 
scuna delle mani. 

Da riferirsi probabilmente al principio della diciannovesima dinastia, se pure 
non al fine della diciottesima. — zcci. Calcare bianco con resti di pittura: 
alt. 0,165, larg. 0,145. 


1621. (2545) Frammento di iscrizione murale, su cui era inciso il segno È simbolo 


della città di Tebe e del nomo tebaico. Manca la parte superiore. Stile della 
diciannovesima dinastia. — Rosellini. Calcare bianco finissimo; alt. 0,145 
larg. 0,090. 


1622. (2522) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


1* sezione. — A destra, Osiride yentàmenti, seduto sopra un trono massie- 
cio; Iside e Nefti, vestite col solito abito e avendo sul capo i loro rispettivi 


emblemi, stanno ritte in piedi accanto a lui. Di fronte ad essi, il defunto e sua 
moglie, in piedi, in atto di adorazione. Il defunto veste, dai fianchi in giù, 
l'abito rappresentato dall'incisione qui unita, ha al collo due 
giri di perle, i sandali ai piedi: il resto del corpo è nudo e il 
capo raso. Sua moglie veste l'abito talare, largo, trasparente e 


TT, 
L 


A \ pieghettato, come ad es. nel bassorilievo descritto sotto il 
ZANNN num. 1600; ha i capelli spartiti in piccole treccie, che scen- — 
44 dono con lunghezza uniforme sulle spalle e sul dorso, legate 
i | all'estremità con piccoli nastri, e coperte sulla nuca da un 
AA pezzo di tela variopinta e di forma circolare, come già osser- 


va su n 


\ vammo in altri monumenti: sopra di questo il cono ed un fiore 
| \ di loto. Il defunto alza le braccia in atto di adorazione, e la 
ALLE i moglie solleva colla destra un sistro e colla sinistra tiene una 
collana col menat, simile intieramente a quella riprodotta a 
pag. 320. Fra l'immagine del defunto e quella di Osiride, una tavola 
ricolma di offerte. 
Iscrizioni. — Sopra le immagini delle Divinità: 


idlotaa 1142 


«Osiride yentàmenti, Dio grande, signore dell'eternità »; 


JSù Ta 


«Tside »; « Nefti». 


ue 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


n -— — — —— ———€—._ — E II - — e + e- — on 


Sopra l'immagine del defunto: 


A i I n 
MN>QUTE n Era dsl (ISce War an 
Soria ZIA 


« SI inneggia al tuo sembiante (ka), si adorano le tue perfesioni, o Osiride, 
signore di Abido, affinchè tu conceda di entrare e di uscire (dal) mondo sotter- 
anco al capo degli uditori, Rames, giustificato. Egli dice: omaggio a te, 0 
Xentàmenti, Osiride, signore di Adido; io venni verso di te. il mio petto 
è colla verità, nel mio cuore non vi è mensoyna ». 

Accanto all'immagine della donna: 


eg RAERNT 


« La sua compagna, signora di casa, gran sacerdotessa di Bast, Tatpu». 
2° sezione. — A sinistra, il defunto e sua moglie, vestiti c. s., sono seduti sopra 

un sedile di legno scolpito: sotto a questo, una bambina nuda. Uno dei figli, 
col capo raso e vestito collo stesso abito a cui accennammo or ora, presenta ai 
genitori una tavola ricolma di ogni specie di offerte. 

Iscrizioni. — Sopra l'immagine della bambina: 

Ia 
i Dd ‘ 
«(Za bambina) Seyetaànnit». 
Sopra le due immagini sedenti: 


i AT 

[am vu 000 Ken DD 

« Il capo dei $emam, Rimese la sua compagna, signora di casa, Tatpu ». 
Sopra e davanti all'immagine del figlio: 


Fila ea E ZIRÀA BILIE 
Ratei 


« Sta lodato Ptah, signore della verità: egli dia a te una buona vecchiaja 
nella tua città, come ad ogni favorito dell'Essere buono. IL figlio suo (del de- 
funto) diletto, Hirhirnoferhir> ('). 

A destra, il defunto e sua moglie, seduti come accanto: il defunto tiene una 
fascia nella mano destra, e colla sinistra stringe lo scettro d: sotto al sedile, 


altra bambina nuda in piedi; davanti ad essi, una figlia vestita come la madre, 
presenta il vaso di libazione e l' incensiere. 


(') Probabilmente questo nome deve scomporsi in due, cioè nel nome Hirnoferhir, e nel 
diminutivo Hir, che forse nell'uso sostituiva il precedente. | 


398 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Iscrizioni. — Accanto all'immagine della bambina: 
[ao oli 
CeAIMIT 
« Sua figlia, Nefiunetii». 
Sopra le immagini sedenti: 
La ae T7IESÌ 
« Al seinbiunte (Ka) del defunto Rimes, e della sua compagna, signora di 


casa, Tatpu». 
Sopra l’immagine della figlia: 


Tome MIST TADIE 
RIZZI 


« Si presenta l'incenso e si fa la libazione al defunto Rimes, giustificato, e 
alla defunta, signora di casa, Tatpu. La sua figlia Suempaàmon». 


| 


AORA 
[| 


« la sede della verità », nel periodo della diciottesima, diciannovesima e vente- 
sima dinastia corrispondeva a parer nostro a quella parte della necropoli tebana, 
conosciuta attualmente sotto il nome di Drah abu l'Neggah; la classe dei 
Sotemis, letteralmente « udifosi », comprendeva, secondo l'opinione concorde 
del Brugsch e del Maspero (*), il complesso di persone addette al servizio fune- 


rario della necropoli stessa; finalmente col vocabolo am % kN N A,dato 


La regione designata nelle iscrizioni precedenti coll’ espressione i 


su altri monumenti sotto la forma Vf venivano designate altre persone, 
€ == L) 


egualmente addette al servizio religioso della necropoli, e sulle cui attribuzioni 
manchiamo totalmente di notizie. Quindi il defunto Rames, a cui questa stele è 
dedicata, si può considerare come uno dei grandi impiegati della necropoli tebana, 
incaricato di dirigerne il servizio religioso, sotto la diretta dipendenza del pre- 
fetto dei quartieri occidentali di Tebe, che vi rappresentava l'autorità del Faraone. 
Monumento altamente pregevole, per l'arte con cui è lavorato e per lo stato suo 
di conservazione. Le parti nude delle figure, sia virili che muliebri, sono dipinte 
in color rosso chiaro (v. s.-pag. 308 e 327): il resto delle figure e ì segni non 
conservano alcuna traccia di coloritura. Da riferirsi, secondo ogni probabilità 
al principio della ventesima dinastia. — /osellini. Calcare bianco finissimo; 
alt. 0,870, larg. 0,590. 


1623. (2524) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. Nella prima sezione, 


vedesi a sinistra Ptah noferhir(v.s. num. 49) seduto sopra un trono massiccio, 


(1) Maspero, Recuei/ ete. II, pag. 159 e seg. e III, pag. 107. — Brugsch, Dictionn. géograph. 


pag. 1276 e seg. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 359 


e accanto a lui, seduta sopra un altro trono, Iside Hathor, avente sul capo 
le corna di vacca col disco solare. Davanti ad essi, una piccola ara di libazione 
su cui è deposto il vaso zemes (v. s. p. 352), e quindi due uomini, amendue in 


piedi, il primo dei quali presenta colla destra il calice dell’ incenso (9) e 


solleva la sinistra in segno di omaggio, e il secondo solleva amendue le braccia 
in atto di adorazione. Nella seconda sezione continua la stessa scena, rappresen- 
tata nella prima, e vi sono raffigurati altri quattro uomini, dei quali i due primi 
presentano colla destra il calice dell'incenso e sollevano la sinistra in segno di 
adorazione, e ciascuno dei due ultimi porta un' oca e dei fiori. I sei individui 
sopraindicati vestono tutti, dai fianchi in giù, la tonaca larga e pieghettata, di 
cui riproducemmo un disegno sotto il num. precedente, colla sola ditferenza che le 
pieghe del grembiule sono qui dipinte invece che incise: hanno i capelli coperti 
da un velo opaco, che copre anche le orecchie, ed è alquanto più lungo sul 
davanti e più corto sul collo; nudo il resto del corpo, 


Iscrizioni. — Sopra le immagini delle Divinità: 


do | a T/A 
a L= | fan le 
« Ptah, signore della verità e sovrano delle due regioni, bello di riso 
(Noferhbir) e Hathor, protettrice di Tebe ». 
Sopra le sei figure offerenti: 


«- 2 2e7i(]e petti gu 


i” 
na Qirirtiiniililiti 


al ATE 


« Sono presentate cose buone e pure di ogni specie în pani, bevande e vittime 
bovine, ai vostri sembianti (ka) per mano del padre, uditore della necro- 
poli, Thutihirmaktuf>», 


;-|IVNSt= 031 TAME SZ 


«e da parte di suo figlio, che ne fa vivere il nome, uditore della necro- 
poli all’occidente della città di Tebe, Neytthuti, giustificato ». 


. o ge MI DL, 
Ce Ua__ Ss p\ GG = NO GUN CHA, 


« Il padre, capo dei manovali della necropoli, Nibt........ ». 
= Il D = 2 
È Laslò@ |) = 
« L’uditore della necropoli, A pil, giustificato ». 
sa I ITI > | ame | 
° I “e al co a fas Ed S TS i Sprea 
— «Il fratello suo (del defunto) diletto, capo dei manovali della necropoli, 
Hornofer, giustificato ». 


360 BASSORILIFEVI F ISCRIZIONI 


i] TIZI | 
« Il fratello suo (c. 8.) diletto, scriba, Hui ». 
Genealogia : 


Nibt...... =? 
Hornofer : Hui : Thutihirmaàktuf —;-— 


Neyxtthuti. 
Dell'uditore Thutihirmaktuf, a cui questo monumento è dedicato, esiste 
una figurina funebre nel Museo del Louvre, e un'altra stele nella collezione Bel- 
more (!); in quest'ultima egli porta simultaneamente i titoli seguenti: 


civ) PEZZA I AD \N <Z NN #£A( \\ 
£az“Io@ Lao ESR ul iav 
«uditore della necropoli e scavatore di Thot, signore i casini nella 


città meridionale pi de meridionale della città) »; 


= AN (a ole 


«uditore della necropoli all'occidente di Tebe ». 
Da riferirsi approssimativamente allo stesso periodo della stele precedente: pro- 
viene come quella dalla necropoli tebana. — Pose/lni. Calcare scuro; alt. 0,470, 
larg. 0,310. 


1624. (2541) Gran stele di forma bislunga, arcuata nella sezione superiore, di cui 
manca una parte. È divisa nello tre seguenti sezioni. 


1° — A sinistra, Osiride yentàmenti in piedi dentro un 7408, e dietro a lui, 
il simbolo della montagna occidentale ( DI da cui escono due braccia, che stringono 


le gambe del Dio: accanto al #40s, quattro Genii funerarii, rappresentati in pro- 
porzioni più piccole e disposti a due a due, gli uni sopra gli altri. Le due 
immagini superiori mancano, come manca la testa di quella di Osiride. Davanti 
al raos, una tavola ricolma di offerte, e quindi un uomo, con corta veste dai 
tianchi al ginocchio, e coll'abito talare a larghe maniche e trasparente, sì curva 
in atto di adorazione, tenendo nella destra un oggetto con lungo manico, di cui 
manca attualmente la parte essenziale: seguono due donne, egualmente in piedi 
e colle braccia sollevate in atto di adorazione; la prima di esse tiene un sistro 
nella destra. L'uomo ha il capo coperto con un velo opaco, che scende sulle 
orecchie e cade in punta sul petto, molto più lungo davanti che sul collo: le due 
donne hanno 1 capelli raccolti in treccie piccole e lunghe, coperte nella parte supe- 
riore da un pezzo di tela di forma rettangolare, che scende ai due lati fin quasi 
all'altezza delle spalle, lasciando scoperte intieramente quelle che cadono sul collo 
e sul dorso; sopra di esso, il cono ed un fiore di loto. 


(*) Maspero, Recueil ete. vol. II, pag. 198 e 199. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 5361 


Iscrizioni. — Accanto alle immagini dei due Genii funerarii: 


No'92 WL II 


« Da dirsi: devoto ad Amsetà e ad Hapi>». 
Sopra le tre immagini adoranti: 
NN | NN | 5 VWYÒÎ XÒ 
RIS iS sai 


ARI | NN | amm sì 
NZ INN > 


:NL NN \ °g|5 Visa 
NN | SN g2 E o 

A 

NI [AI AP |K Ii 

x 

TS 2 gN =] DA 

NN 93 Lit a 

NYUÙÙÎ <a> 

«[ Una offerta regale è fatta ad dazi Fer ecc.], affinchè con- 
ceda il soffio piacevole del vento del Nord al defunto, [soprintendente degli) 
armenti di Ptah, Tuau. Za signora di casa, sua nonna materna (madre di 
sua madre), Hont, giustificata e la signora di casa, sua sia materna 
(sorella di sua madre), Tauaroka». 


2* — A sinistra, il torello Apis nell'interno di un waos, collocato sopra una base 
assai elevata. Apis porta il disco solare fra le corna ed ha la testa alquanto 
sollevata, nell'atto di proteggere una donna rappresentata davanti a lui, come 
vedesi talora in alcune immagini di A pis, e nella stupenda statua in basalte del 
Museo di Bulaq. Sopra l'immagine di Apis, l'iscrizione: 


s TIVI 


«Hapi, in cui sî rinnova la vita di Ptal ». 
A destra, un uomo e una donna, vestiti rispettivamente c. s., amendue ingi- 
nocchiati colle braccia sollevate in atto di adorazione. Sopra di essi, l'iscrizione 


seguente: 
NIE TI=|(RINI = 
Dì 
_ÌÒ S 5 8 DI 


NS 
N | di | dopo E 
ARRÌÙÌ pII NANA 
Ni | 25 SER 
NziA|=|I] 

> A, Dio 


Y AD I S 
XÒ NN 4 Sì 
SSN 
Nd 4 N AMINA (N I 


«[ Una offerta regale è fatta ad Hapi, in cui si rinnova la vita di) Ptah, 
affinchè egli conceda ogni specie di cose buone di cui la Divinità vive, in un 
col soffio piacevole del vento del Nord, al defunto, devoto alle « mura », favo- 
rito dal Dio buono - signore della sepoltura e della vita delle due regioni - 


46 


362 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


soprintendente degli armenti ....... di Ptah, Tuau. Za signora di casa, 
che lo ama, prima delle favorite » ......... 


3° — A sinistra, la vacca Hathor, madre di A pis, dentro un n40s, c. s.: porta 


fra le corna il disco solare colle due penne, e solleva la testa sopra il simbolo 


della montagna occidentale (7). Sopra di essa, l'iscrizione seguente: 


DIS 
z|x£ 


[UA | <> 
fi 
dar] (il 
« Hathor, signora del sicomoro del Sud, la grande ..... che partorisce Ra ». 


A destra, un uomo e una donna vestiti c. s., e inginocchiati colle braccia 
sollevate in atto di adorazione: l'uomo ha il capo raso, e la donna ha i capelli 
acconciati come le altre immagini muliebri delle sezioni precedenti. Sopra di 
essi, l'iscrizione: 


AÎÎ 


NN [Aan{ CC |O4| @ [| 
\\\ | ta ella 
NS | ie ss E 
2 bolla |s2|flcl xo 
l'i A& 
CJ DIANA PI I 

== 
||| 
si Yyta | > S NES; O 


«[Zua offerta regale è fatta ad] Hathor, sovrana della reqione sotterra- 
nea, affinché essa conceda di riunirsi alla dimora nella reyione di Toser e 
d'assi coì Tetnut, dietro ad Osiride, el giorno di ...... davanti a lei; 
(ciò) al defuito, devoto ad Anubi, che sta sopra la sua montagna, artefice 
della necropoli, Mesit, giustificato e che riposa in pace. La signora di casa, 
che lo ama, Isinofer ». 


In questa stele troviamo alcune espressioni poco frequenti nei testi egiziani: 
la provenienza sua non sì può determinare con sicurezza, perchè non è 


} CY . . Po . è . 
certo che l Î = b, nominata nelle iscrizioni della terza sezione. sia la stessa 


necropoli, di cui parlammo più sopra (v. pag. 358); solo si può ritenere, giudi- 
cando dallo stile, che essa non è anteriore alla dinastia ventesima. — /tosellini. 
Calcare finissimo e bianco; alt. 1,540, larg. 0,650: prima di essere acquistata 
dal Rosellini, dovette servire probabilmente come materiale di fabbrica: attual- 
mente è solcata in tutta la lunghezza da una scanalatura verticale assai profonda, 
che fu forse tracciata col. proposito di spaccare la pietra in due pezzi. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 363 


1625. (2515) Frammento della prima sezione 'di una stele, arcuata superiormente. 
Vedonsi ì resti di tre immagini di Divinità, Osiride yentàmenti, Iside 
ed Oro, coi seguenti frammenti di iscrizioni, riferentesi alle due ultime: 


NY ]J 2 
NN JO 


lee: 
«il Dio grande, signore dell'eternità ». 


Osiride è seduto sopra un trono massiccio, Iside ed Oro stanno ritti in 
piedi accanto a lui; la prima porta sul capo le corna col disco solare, mentre 
l'avoltojo distende le ali sulle sue treccie; il secondo è rappresentato con corpo 


d'uomo e testa di sparviero, avente sul capo la corona del Sud e del Nord (9). \ 


Le tre immagini suindicate sono incise con molta cura in bassorilievo ad 
incavo e conservano traccie di pittura. Da riferirsi alla diciannovesima o vente- 
sima dinastia. — Aosellini. Calcare bianco; alt. 0,290, larg. 0,220. 


1626. (2526) Piccola stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. Nella prima, 
a sinistra, Osiride yentamenti, seduto sopra un trono massiccio, davanti a 
un'ara di libazione, su cui è deposto il vaso zeizes (4}) con un fiore di loto: a 
destra, un uomo col capo raso, vestito con larga tonaca dai fianchi al ginocchio, 


sta ritto in piedi, nell'atto di presentare ad Osiride il calice dell’incenso ( X ) 


che solleva colla mano sinistra e di far libazione col vaso i che stringe nella 


destra. Lo segue un altro uomo, di statura meno alta, vestito come il primo, e 
avente il capo parimente raso. 
Iscrizioni: 
Id 
« Osiride »; 
=} DS pus 
=D 9 Amman 
« (l’uomo) Matmen »; 
ut 0 —>NN 
« (l’uomo) Ar...nofer...... ». 


Nella seconda sezione, quattro figure, una donna e tre uomini, in piedi, e 
rivolti nella stessa direzione delle due immagini virili della sezione precedente. 
La donna veste l'abito stretto al corpo, ha le treccie cadenti confusamente sulle 
spalle e sul dorso, solleva la mano sinistra in atto di adorazione e porta colla 
destra un oggetto non più discernibile: gli uomini hanno tutti il capo raso, 


* 


364 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


vestono la tonaca c. s., sollevano la mano sinistra in segno di adorazione, e ten- 
gono nella destra un bottone di fiore. Alle quattro figure predette, corrispondono 
rispettivamente le seguenti iscrizioni: 


0 d 


« (la donna) Romenàa »; 


PFA Ei 


« il soprintendente degli armenti, Men »; 


Unire 


« (l’uomo) Hesiyent'amenti »; 


INVCPLRXN INVE 
« (l’uomo) I......... ». 
Le figure sono dipinte a varii colori ed i segni coloriti in nero: il colore della — 
carnagione degli uomini è rosso cupo, e giallo scuro quello della donna. Questo 
piccolo monumento appartiene alla categoria delle stele votive della diciannove- 
sima e ventesima dinastia, di cui esistono numerosi esemplari, specialmente nel 
Museo di Torino. — /ose/lini. Calcare bianco; alt. 0,195, larg. 0,130. 


1627. (2514) Scheggia di pietra calcarea, tagliata rozzamente in forma di stele arcuata 
nella sua parte superiore. Nell'alto, i simboli = Q SZ, : a sinistra, una donna 
vestita coll’abito stretto al corpo, colle treccie cadenti sul petto e sul dorso e 
coperte da un velo, seduta sopra un sedile di’ legno scolpito, davanti ad una 
tavola ricolma di offerte. Sotto il sedile, un cinocefalo, e di fronte ad essa un'altra 
donna, vestita allo stesso modo e seduta per terra col corpo riposante sulle calcagna. 
Amendue odorano un fiore di loto: ad esse corrispondono rispettivamente le due 


« la signora di casa Lo&àu »; 


>_> 


«la figlia Hui, giustificata ». 
Alcune parti delle figure e delle iscrizioni predette furono soltanto tracciate 
con colore e non incise: l'iscrizione seguente, che trovasi fuori della stele pro- 
priamente detta, fu semplicemente dipinta: 


Ca 
A (sic) 
Pollg 
« La figlia Nebàmon». 
— Rosellini. Calcare bigio; alt. 0,300, larg. 0,210. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 365 


1628. (2595) Stele arcuata nella parte superiore, a cui si sovrappone un pyram:- 
dion: per la qualità cattiva della pietra, alcune scene ed iscrizioni sono attual- 


mente perdute. | 
Nel pyramidion, il simbolo 3: sotto di esso, il sole ( A) adorato dai due 


cinocefali. di cui uno solo, quello di sinistra, rimane tuttora visibile. 

Il resto della stele è diviso in due sezioni. Nella prima, in alto, a sinistra, 
un occhio alato, e a quanto pare, raggiante o piangente: gli altri simboli, che 
erano nel centro e a destra, mancano presentemente. Quindi, pure a sinistra, Osi- 
ride yentàmenti sotto un baldacchino, e a lato di esso, Iside e Nefti, 


che hanno sul capo i loro simboli rispettivi e tengono nella destra l'emblema i, 


Di fronte ad essi, una tavola ricolma di offerte di ogni specie, e quindi il de- 
funto, col capo raso, vestito con una larga tonaca dai fianchi in giù, col corpo 
curvato e colle braccia sollevate in atto di adorazione. Le iscrizioni, che dovevano 
accompagnare l’immagine del defunto, mancano presentemente e più non rimane 
che la seguente, sopra l'immagine di Osiride: 


id 1Î= 


« Osiride, Dio grande, signore del cielo ». 

Nella seconda sezione vedesi, a sinistra, una tavola piena di offerte e quindi 
quattro donne in piedi, nella stessa direzione del defunto nella sezione prece- 
dente. Esse vestono tutte l'abito talare largo e trasparente; hanno i capelli stretti 
con un nastro intorno alle tempia e cadenti in massa sulle spalle e sul dorso, 
coperti da un velo: portano sul capo il cono funebre con un fiore di loto. La 
prima di esse solleva la destra in segno di adorazione, e porta colla sinistra un 
fiore di loto; la seconda solleva la mano sinistra c. s., e porta nella destra un 
oggetto non più distinguibile; la terza, una collana ed un fiore, e l’ultima, un 
fiore e un oggetto indistinto. Alle dette figure corrispondono rispettivamente le 
seguenti iscrizioni: PRC 

curi 
« sua sorella, la signora di casa, Hont »; 


Cari 


i 


«la figlia sua (di Hont), Nehà »; 


Ca 


«la figlia sua (di Hont), Pub »; 


[Sl |A 
FJ 
« la figlia sua (di Hont), Iside». 
Da riferirsi probabilmente alla ventesima dinastia. — Rosellini. Calcare bian- 


. chissimo; alt. 0,930, larg. 0,385. 


366 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


——_——— 6 6 -_————_——6€ _—————_——____—__——————_——E___—_—É6_É—————————— r_e—"°"e"°“ _ _— £@&« «@@—_' —%— ————_—____6m€————@———@—@—@—#14À—@11— €—1— 1—————1—_———_———————°°n1#+—41__ —— _ 


1629. (2591) Stele arcuata nella parte superiore, a cui sì sovrappone un pyramidion, 


———— 


come nel numero precedente. 
Nel pyramidian, i simboli: 


A 
& 
Il resto della stele è diviso in due sezioni. 
Nella prima, 1) sinistra, Osiride yentàmenti, seduto sopra un trono mas- 
siccio, quindi Iside e Nefti in piedi, aventi sul capo i loro rispettivi simboli, 


e da ultimo lo stendardo della montagna occidentale (7). Di fronte alle dette 


Divinità, una tavola di libazione, sopra di cui il vaso zezzes (43) e due pani, e 
quindi la defunta, ritta in piedi, colle braccia sollevate in atto di adorazione e 
stringendo un sistro nella mano destra. Essa veste un abito talare trasparente, 
larghissimo e a grandi pieghe, ha i capelli insieme raccolti, legati con un nastro 
al disopra delle orecchie e cadenti in massa sulle spalle e sul dorso; porta al 
collo una collana. 

Iscrizioni. — Sopra le immagini delle Divinità: 


Ja Ile 0% 


« Osiride, sovrazo di Tatu, Dio buono, signore dell'eternità ». 


ISURI 


«Iside, Nefti e /a della (Dea della montagna occidentale) (*) » 
Sopra l’immagine della defunta: 


dda FIT Def Zgsz 


« La defunta, sacerdotessa di Ammone, Taaùya, giustificata, che riposa 
zn pace ». 

Nella seconda sezione, a sinistra, il sicomoro simbolico, che si eleva fra due 
monti e dal cui tronco esce Hatlor con corpo di donna e testa di vacca, soste- 
nendo colla destra una tavola ricolma di pani, e versando l’acqua della vita dal 
vaso di libazione (I) che tiene nella sinistra. La defunta, vestita come nella sezione 


precedente e inginocchiata per terra, riceve l'acqua nella palma delle sue mani, 
mentre l'uccello a testa umana, simbolo dell'anima, si avvicina al sicomoro, 
e sta nella posizione di raccogliere per terra l’acqua e i minuzzoli di pane, che 
vi cadono. 
Iscrizioni. — Sopra il sicomoro: 
Li D A 
= 
A DM 


« Hathor, signora della montagna occidentale ». 


(1) Quest'espressione si riferisce al simbolo D» che segue la Dea Nefti. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 367 


x|__°N_ef 


« La sacerdotessa di Ammone, Taaya». 


Da riferirsi, secondo ogni probabilità, alla ventesima dinastia. — /?icci. Cal- 
care rossiccio; alt. 0,830, larg. 0,515. 


1630. (2516) Stele arcuata superiormente divisa in tre sezioni. 


1 — A sinistra, Osiride yentaàmenti, seduto sopra un trono massiccio : accanto 
a lui, Oro con corpo umano e testa di sparviero, shex/ sui fianchi e corta maglia 
tino a metà del torace, e quindi Iside, vestita col solito abito e avente sul 


capo il simbolo Il Di fronte ad essi, il defunto inginocchiato per terra, colle 


braccia sollevate in atto di adorazione: veste una tonaca larga dai fianchi ai 
piedi, e ha i capelli coperti da un velo e tirati indietro sulle spalle e sul collo, 
secondo l'uso che fu particolarmente frequente nell'antico e medio impero. 

Iscrizioni. — Sopra l'immagine d'Iside: 

A 

Jo 
«Iside». 
Sopra l'immagine del defunto: 


SikisszoA 


« Il defunto, artefice cesellatore, Mesu, giustificato e signore di pietà ». 


2 — A destra, una tavola ricolma di offerte, quindi tre figure, un uomo collo 
scettro Ì nella destra, una donna e un altro uomo, inginocchiati per terra, rivolti 


verso ‘destra, cioè in direzione opposta a quella del defunto nella sezione supe- 
riore. Gli uomini vestono la tonaca larga dai fianchi ai piedi, e hanno i capelli 
acconciati secondo un uso che fu comune nella seconda parte della diciottesima 
dinastia, e che non di rado sì riscontra anche sopra monumenti dei periodi poste- 
riori, cioè divisi in piccolissime treccie, delle quali la maggior parte è tirata 
indietro sulle spalle e sul collo, mentre altre treccie, scendendo verticalmente di 
dietro alle orecchie, vengono a cadere sul petto. La donna veste l’abito stretto 
al corpo, e ha le treccie cadenti sul petto e sul dorso, coperte da un velo. Alle 
tre figure predette corrispondono rispettivamente le seguenti iscrizioni. 


orilà 


« il defunto, artefice cesellatore, Mesu»; 
ia A 9 di FI) 


« la signora di casa, Faturt, giustificata » ; 


252 


« (luomo) Hotpuàda, giustificato ». 


368 i BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


n 


3* — Tavola di offerte e tre figure, vestite e atteggiate come quelle della sezione 
precedente: ad esse corrispondono rispettivamente le tre seguenti iscrizioni: 
> 22 
RAS 


«.(l’uomo) Panofert, giustificato »; 


fe Sine 


« (la donna) i giustificata »; 


:- SHIA IS 


« (l’uomo) Buda, giustificato ». 

Le figure sono dipinte a varii colori. Lo stile di questo monumento non ci per- 
mette di attribuirlo a un tempo anteriore alla fine della ventesima dinastia, se 
pure non deve riferirsì a un periodo anche più tardo. — Gallerie. Calcare bianco; 
alt. 0,445, larg. 0,275. 


1631. (2494) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 

13 — A sinistra, Osiride xentàmenti ritto in piedi sul suppedaneo simbo- 
lico (=), seguito da H arnuttef e da Iside, vestita coll'abito stretto al 
corpo e una sciarpa cinta intorno aì fianchi e ricadente ‘sul lato destro. Davanti 
ad essi, un’ara di libazione, su cuì è deposto il vaso zemes (Y]), e quindi il de- 
funto inginocchiato in atto di adorazione. Veste l'abito talare largo e trasparente, 
cinto intorno ai fianchi con larga sciarpa, ha i capelli non molto lunghi, trat- 
tenuti sopra le orecchie, tirati sul collo e coperti da un velo; porta al collo una 
collana. | 

Iscrizioni. — Sopra le immagini delle Divinità : 


(sic) 

LU 

io teJ 
« Osiride yentamenti, signore di Abido ». 

CY 
DIL 
« H arnuttef (Oro vendicatore del padre) ». 
DD 
J51 
«Iside, divina madre ».. 


Sopra l'immagine del defunto: 


RIA:ZIONEZA NA USV 


« Lo scriba delle reclute del Sovrano delle due regioni, Àmonmes, giusti- 
ficato, [figlio del]giudice Piàai, partorito dalla donna Merisebek, giu- 
stificata ». 

2% — A destra, unara di libazione su cui sono deposti due pani, e quindi il defunto 
in piedi, vestito collo shez/i e coì capelli acconciati c. s., solleva colla destra 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 369 


——— - -— ———+_ _— — -—-"-.-.__ 1 > 


una tavola ricolma di offerte di ogni specie, le purifica col vaso di libazione, che 
tiene nella sinistra, e le presenta a otto individui seduti per terra, e disposti quat- 
tro a quattro in due sezioni sovrapposte l’una all'altra. Gli uomini vestono una 
tonaca dai fianchi ai piedi, hanno i capelli acconciati come il defunto, e due 


di essì (a, e) tengono nella destra lo scettro d: le donne vestono l'abito stretto al 


corpo e hanno i capelli cadenti sul petto e sul dorso, coperti con un velo: due 
di esse (5, f) portano sul capo il cono funebre con un Doe di loto, e le altre 
due (9, h) tengono il fiore nella destra. 


Iscrizioni. — Sopra l'immagine del defunto: 


© 2 i 4 > _ E Fr 
ee 
« Lo scriba delle sl del Sovrano delle due regioni, Àmonmes, figlio 
del giudice Piàai, giustificato ». 


Sulle otto figure sedenti: 


Rot II 


« lo scriba del tesoro, Piàai, (padre del defunto) »; 


_ 3 i 
i E n 
«la signora di casa Meritsebek, (madre del defunto) »; 


EN 


« lo sonda Oblast (1) divino, Loàu »; 


L'Ilh#2 


«il suo figlio, Noferuben, giustificato »; 


ABile2 


« il soprintendente degli armenti, Mes, giustificato »; 


_ 705 <> 

f a | SII [an NI 

« la signora dî casa, Tausert »; 
705 LI 

« SUA “e va “ui di casa, Merentyer >»; 


AA 4 > CZ 
mp NE prat pe 
«la figlia di questa, Hathorusert, giustificata ». 
Tutte le figure indistintamente sono dipinte di giallo. Da attribuirsi, come la 


precedente, alla ventesima dinastia, se pure non ad un periodo anche più tardo. — 
Rosellini. Calcare bianco; alt. 0,420, larg. 0,320. 


ge 


(3) V. s. pag. 267 (!). 
47 


370 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


1632. (2535) Stele arcuata superiormente. A sinistra, il Dio Cheprà, con corpo 
umano e testa di scarabeo, fasciato come una mummia, seduto sul segno sim- 


bolico —, coll’ emblema cn sulle ginocchia. Davanti a lui, un uomo inginocchiato 


per terra colle braccia sollevate in atto di adorazione: veste una tonaca traspa- 
rente dai fianchi ai piedi, e ha i capelli raccolti in una reticella, trattenuti sopra 
le orecchie e tirati indietro sul collo. 


Iscrizioni. — Sopra l'immagine del Dio: 
P UnS 
S dg 


| «Cheprà nella sua barca ». 
Sopra l'immagine adorante: 


Ni 
La 5 EZ3I 
A 
«Gil Lic PONI ]l SI = 
« Adora Cheprà el defunto Roi, giustificato ». 
Sotto le dette immagini: 


«(8112 
ZA JI IY= 7010 


« Adora Chepra, Dio grande nella sua barca, affinchè conceda a lui di 
vedere Rù, quando sorge, il defunto Roi, giustificato ». 


Da attribuirsi probabilmente alla ventesima dinastia. — Aose/linà. Calcare 
scuro; alt. 0,390, larg. 0,305. 


1633. (2518) Frammento di stele arcuata superiormente, mancante di parte della 


i 


sezione sinistra. In alto, il simbolo 


Al) 


« Hut, Dio grande », 
ma non rimane attualmente che una di esse, mancando quella di sinistra. 
Sotto al simbolo predetto, a sinistra, Ra con testa di sparviero e corpo d'uomo, 
shenti suì fianchi, corta maglia fino a mezzo il torace, il disco solare coll’ureo 


sul capo, lo scettro I nella sinistra, e l’amuleto sa nella destra: quindi Tum, 


"accanto ciascuno degli 


ureìi era incisa l’ iscrizione: 


sotto forme umane, colla duplice corona (9) sul capo, vestito come Ra, e 


avente al pari di lui lo scettro | e l'amuleto n Davanti ad essi, un'ara di 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 371 


libazione, su cui è deposto il vaso nemes (43) con un fiore di loto, e quindi il 
defunto, vestito con larga tonaca trasparente dai fianchi in giù, la pelle di pan- 
tera sulle spalle, ritto in piedì colle braccia sollevate in atto di adorazione. 


Iscrizioni. — Sopra le immagini delle Divinità: 
O [a 
i set 


« Ria», «Tum». 


Sopra l'immagine del defunto: 


«47102 RN 
Gi 


« Lu adorazione il sacerdote Amon[em]apet ». 
Sotto alla scena predetta, la seguente iscrizione: 


Gpipfsi pra * 
Gig GSi » LA SCI FE Sa 


WIYIAVGDAAIA 1 
WOAA RS) =: DION aj 
RA AIA 4e.5 . 
VAGAZAAN2/A0/AA477 FRA JE i ANNA 


«[Una offerta regale è fatta] a Ra, Oro dei due orizzonti, Dio grande, 
primo deyli Dei, che esce all'orizzonte, e a Tum, signore delle due regioni 
[di An, affinchè concedano tutto ciò che compare sulla loro] tavola, al sem- 
biante (ka) del defunto, sacerdote Amonemàpet». 

I segni sono incisi e dipinti a varii colori, e le figure parimente incise e quindi 
intieramente dorate. Stele di buon lavoro, da riferirsi alla ventesima dinastia. — 
Rosellini. Calcare bianco finissimo; alt. 0,280, larg. 0,205. 


1634. (2577) Stele arcuata superiormente. divisa in tre sezioni. 
La prima sezione è occupata dal disco solare con lunghe ali, che seguono la 
curva superiore della stele: o dal disco pendevano gli urei e accanto 


2 
ad essi trovavasi l' iscrizione ® (8 a, ma attualmente non ne rimane 
ume E JE, do, 


più traccia. 
La seconda è divisa in due scompartimenti dall'iscrizione seguente, disposta 


Rena 


« Parla Ra, Oro dei due orissonti, primo degli Det ». 


A sinistra, Ri, con corpo umano e testa di sparviero, disco coll’ureo sul 
capo, shenti e corta maglia stretta al corpo dai fianchi a mezzo ill torace: 


stringe nelle manì lo scettro ] e l’amuleto t Davanti a lui, un’ara di liba- 


zione, sopra di cui il vaso we:mes (Y}) e un fiore di loto: quindi il defunto, 
vestito con larga tonaca dai fianchi in giù, sostenuta con una bretella che gira 


372 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


— no 


sopra la spalla destra, coi capelli raccolti in una reticella e trattenuti sopra le 
orecchie, il cono funebre sul capo, diritto in piedi in atto di adorazione. Sopra 
le dette immagini, le iscrizioni: 


NO S9jo14149 


« Ra, Oro des due orizzonti. — Il defunto, addetto al servizio divino, Sa'ank». 

A sinistra, il defunto e un'ara di libazione c. s., davanti al Dio Tum, rappre 
sentato sotto forme umane, colla duplice corona (9) sul capo, vestito come 
Ra, e avente al pari di lui lo scettro ] e l'amuleto L 


Iscrizioni : 


LI 


[ato | LO> 
ano 
È field 
«Tum. — Il defunto, addetto al servizio divino, Sasank». 


La terza sezione era occupata da un' iscrizione geroglifica dipinta, di sette linee 
orizzontali, attualmente tanto sbiadita da non rimanerne più leggibile alcun segno. 

Le immagini del defunto e delle Divinità sono ricoperte per intiero da un 
velo di doratura. 

Da riferirsi, secondo ogni probabilità, alla ventesima o ventunesima dinastia. — 
Rosellini. Calcare bianchiccio; alt. 0,350, larg. 0,235. 


1635. (2502) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. La prima è occupata 


esclusivamente dal simbolo [3 fi 


n 7,7 ° LI) ° . . [an 
&&% ; in mezzo agli urei, i segni PIL, accanto 


a ciascuno di essi, i segni = che uniti con quelli, ci danno l’espressione 
« il Dio di Hut», due volte ripetuta. 

La seconda sezione si suppone divisa in due scompartimenti, nell'uno dei quali 
il defunto adora Ra, e nell'altro, Tum. Ra e Tum sono raffigurati precisamente 
come nella stele precedente, e davanti a ciascuno di essi è collocata una tavola, 
ricolma di offerte d'ogni specie: il defunto, nello scompartimento destro, veste 
lo shenti, e sovra di esso, una tonaca trasparente dai fianchi fin sotto al ginocchio, 
sostenuta con una bretella, che passa sopra la spalla destra; ha i capelli rac- 
colti in una reticella, trattenuti sopra le orecchie e stretti intorno alle tempia 
con un piccolo nastro, ha il cono sul capo, ed è ritto in piedi colle braccia 
sollevate in atto di adorazione. Sul dorso, legata probabilmente alla bretella 
che sostiene la veste trasparente, porta una guaina, che secondo ogni probabilità, 
parrebbe aver dovuto contenere un lungo pugnale. Nello scompartimento sinistro, 
il defunto è vestito allo stesso modo ed è nello stesso atteggiamento, solo la 
bretella, che sostiene la veste, passa invece sulla spalla sinistra, e la guaina par- 
rebbe legata con un nastro al braccio sinistro. Quest'uso, che non ci rammen- 
tiamo di aver visto rappresentato in alcuna altra stele, merita di essere notato, 


BASSORILIEVE E ISCRIZIONI 373 


VOTE oO ‘rr E EREE::RE::- EEE Ze nen nn -—______n_n= 


perchè corrisponde ad un'abitudine ancora attualmente in vigore fra i Fellah, 
molti dei quali portano al braccio una guaina, che contiene per l'appunto un 
piccolo pugnale. 


Sopra le dette figure, le iscrizioni: 


ASTI LAI 


« Ra, Oro dei due orizzonti, primo degli Dei. — IL defunto Penbu». 


ce l=i18 LAEI$ 


«Tum, sovrano delle due terre di An — Il defunto Penbu ». 
La terza sezione è occupata dall'iscrizione seguente: 


VE 92015138 3311 
ATTESI re lio 
ei imazi es INI 


GGGG5 ga \wn 344 
pa 2:>33E 12 ° ASTE 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride yentàmenti, Dio grande, signore 
di Abido, a Seb, anziano degli Dei, a Ra, Oro dei due orizzonti, Dio grande, 
signore del cielo, primo degli Dei, che compare all'orizzonte, a Tum, signore 
delle due terre di Àn, affinchè essi concedano le provvigioni funebri in pani 
e bevande, buoi, oche e ogni specie di cose buone e pure, al sembiante (ka) 
del defunto, capo degli àamunnut(!) di Osiride 2 Abdido, Penbu, [figlio 
del] capo degli àmunnut di Osiride in Abdido, Himsa, partorito dalla 
signora di casa Sep[enapet(?)]». 


Da riferirsi, secondo ogni probabilità, al principio della dinastia ventesima- 
sesta, se pure non alla dinastia precedente. — Gallerie. Calcare rossiccio; 
alt. 0,440, lung. 0,320. 


1686. (2578) Stele arcuata nella parte superiore, a cui si sovrappone un pyram:- 
dion troncato al vertice. Nel pyramidion, lo sciacallo collo staffile A sulle 


spalle e lo scettro 7 fra le zampe: il resto della stele è occupato dalla scena 


(1) Col nome di amunnut, letteralmente tradotto, colut che è nell'ora, si designavano quei 
sacerdoti, i quali attendevano per turno a qualche servizio religioso, che non doveva mai essere 
interrotto e che continuava anche durante la notte. 


I 


BASSORILIEVI FE ISCRIZIONI 


seguente. A destra, Osiride yentamenti, seduto sopra un trono massiccio; 
davanti a lui, quattro individui in piedi, un uomo e tre donne. Il primo veste 
una larga tonaca dai fianchi ai piedi, ha il capo raso, nudo il resto del corpo, 
e solleva amendue le braccia in segno di adorazione. Le donne vestono tutte 
l'abito talare, trasparente e a larghe maniche, e sopra di esso, una specie di man- 
tello orlato con una piccola frangia: hanno i capelli spartiti in piccole treccie 
non molto lunghe, che scendono sulle spalle e sul collo, più corte di dietro che 
davanti, e sul capo portano un grosso fiore di loto: tutte e tre sollevano il 
braccio destro in atto di adorazione, e colla mano sinistra offrono un fiore di loto. 


Iscrizioni. — Sopra l' immagine di Osiride: 
LO dY AG 
pe 
« Osiride yentamenti». 
Sopra le quattro figure adoranti: 


mat TÀ RNA 
« Il defunto, capo del magazzino ........ ,Annau». 
SISI 


« La signora di casa, Anàuhi». 


STI 


«La figlia di lei, Karoi». 


o ja 


« La figlia della | figlia di lei, Iside, giustificata ». 
Monumento di tempo non ben determinato: solo ci pare si possa ritenere, come 
anteriore alla ventesimasesta dinastia. — /tosellini. Calcare bianco; alt. 0,405, 
larg. 0,370; rotto in due pezzi e restaurato. 


1637. (5326) Stele arcuata superiormente. In alto, il segno del cielo ( Ch 


che si appoggia a destra e a sinistra sul simbolo iL sotto al cielo vi era proba- 


bilmente il disco alato, ma non è più visibile attualmente, per la cattiva conserva- 
zione della stele. Per la stessa ragione, non si può distinguere che in piccola parte 
la scena che vi era rappresentata, e più non si leggono le iscrizioni relative: 
solo si vede che a sinistra vi era l'immagine di Ra, seduto sopra un trono 
massiccio, a destra quella del defunto adorante, e fra l'una e l’altra, una tavola 
di offerte. Giudicando dalla maniera con cui le figure sono delineate, si può cre- 
dere con fondamento, che questa stele sia anteriore alla ventesimasesta dina- 
stia. — Provenienza incerta. Legno stuccato e dipinto; alt. 0,245, larg. 0,195; 
pessimo stato di conservazione. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 375 


——_—————— + ___——+—«—_ ___T— T—T<LIT-OVO/- 
-—_————————————_—————__ +}; sr. ——+—»  -_——— 
e i i e ——- -;-.-. —-ro——_eo————@21———_— 


1638. (2476) Piccola stele di forma rettangolare. 
Vi è rappresentato Osiride yentàmenti, in piedi sopra il suppedaneo 
= Simbolico, accanto al quale crescono due piccoli alberi, di cui 
riproduciamo il disegno coll’incisione qui unita. 
Davanti ad Osiride, una tavola di offerte, e sopra di essa, 
il vaso zemes ((}): dall'altra parte, il defunto in piedi e ado- 
rante, col capo raso, larga collana al collo, armille alle braccia, 
e una tonaca pieghettata dai fianchi fin sotto il ginocchio, poco 
) diversa da quella rappresentata a pag. 320, e sostenuta con una 
( cinghia, che passa sopra la spalla sinistra. 


IE 


IVANA di OLSIL"È, 
ANITA GY INI AU EN 


Vai 


Sopra le dette immagini, le seguenti iscrizioni: 
«> Fan Wan 
dd 1 
DON 


« Osiride sovrano dell'Amenti »; 


(1) 
ia I dg li NI 
« il sacerdote purificatore di Ptah Sokari, Merany ». 
Da riferirsi probabilmente al periodo saitico, se pure non appartiene a un 


periodo un poco anteriore. — /tosel/lini. Legno stuccato e dipinto; alt. 0,170, 
larg. 0,125. 


1639. (2507) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 

Nella prima, a sinistra, Osiride yentamenti seduto sopra un trono mas- 
siccio, il cui contorno fu tracciato soltanto in color rosso, ora in gran parte 
sbiadito, e non mai inciso; dietro di lui, Iside Hathor colle corna di vacca 
e il disco solare sul capo. A destra, il defunto vestito con una tonaca, che dai 
fianchi arriva fin sotto il ginocchio, con capelli cortissimi, sta diritto in piedi 
davanti alle dette Divinità, sollevando le braccia in atto di adorazione. Fra 
l'immagine del defunto e quella di Osiride, una tavola, su cui sono deposti 
tre pani e un grosso fiore di loto: un altro fiore di loto è deposto per terra. 

Sopra la detta scena sono rozzamente incise quattro linee di geroglifici, di 
lettura difficile ed incerta. 

La seconda sezione è -occupata da un'iscrizione di nove linee orizzontali. 
che incomincia con una data riferentesi al regno di Psammetico I o di 
A pries: anche questa presenta grande difficoltà di lettura, per cui trattandosi 
di un monumento, che può avere una certa importanza per la cronologia della 
dinastia ventesimasesta, lo riproduciamo in eliotipia alla fine del volume (v. tav. 
ultima). La superficie intiera della stele fu coperta con una vernice smaltata. — 
Rosellini. Calcare bianchiccio; alt. 0,470, larg. 0,240. 


(0) Y errore per sn provocato da una inesatta trascrizione del segno jeratico. 


376 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


1640. (2551) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 
Nella prima è rappresentato Ptah noferbir, in piedi nell'interno di un #408, 
di cui sono aperti i battenti; dietro a lui, probabilmente, il Dio Thot, con 
corpo umano e testa d'ibis, shezi: a punta sui fianchi, maglia intorno al torace, 


lo scettro ] nella sinistra e l'amuleto si nella destra. Seguivano altre immagini 


di Divinità, che mancano attualmente per una lacuna della stele. Davanti a 
Ptah, un'ara di libazione, su cui è deposto il vaso remes (Y}), con un fiore 
di loto: quindi un bambino, dopo questi un uomo adorante, e da ultimo, una 
donna. Tutti tre sono ritti in piedi; il bambino e l’uomo vestono una tonaca 
dai fianchi in giù, e hanno il capo raso: la donna veste l'abito stretto al corpo, 
e ha ì capelli spartiti in treccie, che le cadono sul petto e sul dorso. 

La seconda sezione è occupata dalle due seguenti iscrizioni, l'una distribuita 
in dodici linee orizzontali, e l’altra disposta in colonna verticale, lungo il margine 
destro della stele. 


a — 


_ —_———_—_—_——________m@;-;:.- 


TEIL EEN 
 SIUEURIENINA MISTRESS A N MSA 
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DA RAIARIIIZIUA TE ATTIZA 
ADISSS.AiZERIIISTIIO 


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BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 1 377 


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VASAZACAADGAAANSNAA AAA DOG A AAA A ANANIA AAA ANA NSA AAA AAILAAAAAAIAATARAAAATAAAI 
AAA GA i ag ___{____ 

AAACASA AAA AIA AASSASAAIAAGISA AAA AIA AAACASA AAA 

CAGLYAAAGANACAAAAGIACIGAGAAZAIAAACANANITAICOCSZIAAAATAATEGZIZ, 


« L’anno terso, mese secondo dell’ inondazione, giorno primo, sotto la Maestà 
del re dell'alto e basso Egitto, Uahemabra - figlio di Ra - Nekau, giusti 
ficato, fu partorito îl.........(') di Ptah,.....(*) di Ptah (3) Anbre- 


sef, Sem, ispettore del campo di Ptah Anbresef, purificatore capo (4) 
di Sokari, ispettore del campo di Ptal, colui che presenta le offerte a 
Sokari in tutte le sue sedi, che soprintende ai misteri del mondo sotterraneo, 
giudice ....del primo e secondo nomo memfitico, .......(°) capo dei digni- 
tarii (8) del tempio di Ptah, favorito di Ptah nel muro, puro di mani, 
che stende le braccia presentando la tavola delle offerte in tutte le feste 
divine, colui che fa ciò che (il Dio) desidera, ogni giorno, Psameitk, 
figlto di Kemefbahirek, partorito dalla donna Tart. Egli durò în vita 
unni seitantuno, quattro mesi e sei giorni: passò [dalla terra] il suo sem- 
biante nell’anno trentacinque, secondo mese della stagione di Sha, il giorno 
sesto, ai giorni în cui era qual signore della via il re dell'alto e basso Egitto 
Numàbra- figlio di Ra- Aahmes.sa.neit:egli rimase nella Panofer 
per venti giorni, la muminia fu fasciata, le fu fatta sepoltura nel letto funebre, 
e fu unita alla terra in due giorni, per cura del suo figlio maggiore, che ne 


(1) Nella lacuna manca il primo dei titoli del defunto, probabilmente Q e forse anche a, 
[| 


> 


il vocabolo —@- mww , che nel corso dell'iscrizione è dato anche sotto la forma TOT e DOT, 
ANAANA FAVA CATACACAI NAAIAAN 


non è registrato nel dizionario e designava un ufficio del culto divino, che non ci è possibile determi- 
nare con precisione. 


(*) La lacuna conteneva un segno solo, ma alquanto grande, e questo doveva indicare una 
dignità o un ufficio sacerdotale: forse DUE 


(3) Nel gruppo 5°. il segno io] non è che determinativo, e rappresenta Ptah nel 


naos, come è raffigurato nella parte superiore della stele. 


(4) da correggersi probabilmente in N A 
> 


(5) Nomi di dignità, di cui ignorasi la corrispondenza. 


0 £) Ì IN Îà pani equivalente a J s | IN fà. 


48 


378 i BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


fa vivere il nome, e che egli fece addetto al servizio divino (e assunse alle 
dignità di) Unro e (di) Seta, Kemenefhor.......... , partorito dalla 
donna Menyetàsit, e (da parte) dei suoî dipendenti insieme alla sua figliuo- 
lanza, secondo la devozione sua per il Dio grande. Psametik dice: 0 ognuno 
dei creati che qui verranno în gran numero e gli altri, che (venendo) di 


fuori, approderanno fra gli Spiriti splendidi, ......... ecco î0 comparirà col 
sole, per fare ciò che desidero sopra la terra în mezzo aî viventi. Psa- 
Mellini ». 


;poecaeetiente If 


> NEETEEZISS 
ANI LT RS 


« L’addetto al culto divino, Unro e Seta, Kemenefhor....... ; egli fece 
al padre e alla madre sua un'edicola, per far rinverdire il loro nome, per 
mezzo dei loro discendenti, nella bocca dei viventi.......». 


Prima che il Mariette scoprisse il Serapeum (12 nov. 1851), e che venissero 
in luce le iscrizioni in cui sono registrate le date della nascita, della consecra- 
zione e della morte degli A pis, la nostra stele era il monumento cronologico 
più importante, che si conoscesse della ventesimasesta dinastia ('). Oggidì la sua 
importanza non è più così esclusiva, ma è nondimeno grandissima, perchè con- 
ferma e completa le indicazioni dei monumenti del Serapeum. Da riferirsi 
all'anno 55 del regno di Amasi, ossia all'anno 537 avanti l'era cristiana. — 
Rosellini. Calcare bianco; alt. 0,385, larg. 0,310. 


1641. (2603) Stipite destro di una piccola porta di tomba, proveniente dalla necro- 
poli di Giseh. Sulla fronte di esso, la seguente iscrizione: 


(!) Vegg. Rosellini, Monum. storici, tomo II, pag. 149 e seg. — Il testo geroglifico della 
stele trovasi pubblicato nei Monum. storici, tavola 152. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 379 


INFATTI TTETTT CETTE TTT TT OT ZZZ TZ IE EE 


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_ BB ss 
_ [ID 
| = ME SAT 


« Si dice: che Osiride yentàmenti, Dio grande, signore di Abido, dia 
le provvigioni funebri in pani, bevande, buoi, oche e cose di ogni specie, vino, 
latte, incenso fascie e una buona sepoltura al devoto ad Osiride, Uahabra, 
giustificato, figlio di Hapuas e partorito dalla signora di casa Tesàs- 
pabebau». 

Ventesimasesta dinastia. — Gallerie. Calcare bianco; alt. 0,620, larg. 0,240. 


- 1642. (2490) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. 


Nella prima sezione, il simbolo (3, 


a ciascuno di essi, i segni =, che ci danno la formola « : Dio di Hut», due 
volte ripetuta. 

Nella seconda sezione, in alto, il segno del cielo, dipinto in color celeste; 
sotto di esso, a destra e a sinistra, il defunto adorante, e nella parte centrale 
Ra e Tum, raffigurati c. s. (v. num. 1633, 1634 e 1635) rivolti l'uno verso 
sinistra e l’altro verso destra: sia dall'una parte che dall'altra, davanti all’ imma- 
gine della Divinità, un'ara di libazione, sopra di cui il vaso emes (Y}) e un 
fiore di loto. Delle dette figure non si distingue chiaramente se non il contorno, 
essendo la parte interna coperta indistintamente con un velo di doratura; sono 
rappresentate su fondo celeste, che riproduce il cielo, in cui quelle si trovano. 

Iscrizioni. — A sinistra: 


“enel 1a: $ 


(1) Tre tratti corsivi, che indicano laconicamente la seconda parte del nome del defunto, cioè i segni 


SAT 


: <a . D 
> : fra gli urei, i segni @ * accanto 


380 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


« Adora Oro dei due orizzonti l'addetto al servizio di Ammone, soprinten- 
dente del granajo, detto Consuàufangq ». 


A destra: 
Xx S a || tes (1) 
re ERA 
« Adora Tum l'addetto al servisio di Ammone, soprintendente del granajo, 


detto Consu&ufany ». 
La terza sezione è occupata esclusivamente da una iscrizione geroglifica di 


‘nove linee disposte orizzontalmente, ognuna delle quali è divisa in due parti 


da una lineetta verticale: le nove mezze linee, che sì trovano sotto alla scena 
in cui ìl defunto adora Ra, contengono un inno a questo Dio, e le altre nove, 
un inno al Dio Tum. 


ITISTSTR SI 
O ES EA 
SAALITESII 
Ao PNRSAT: 


a 
NNN HI SE 


(cCotecèsnntoiliizii kili. TMIIEEIUMUu-\ tici Ia ite È 
—err v——_——r—ro--eorr——- rr rn pp — ro rm» 
RENT INR N [—- NS LARE 
NP SA i SEN 

NENT(WVUIAN 
pa SS VNOyNTEOI NR NS NÈ 
_—_—___——_____—__rr+ee=eETz:.r!_, 
AAA AA) SD us V SESS 
IARERANNISS 
2 CUI SSESZSIS 

NINA 


« Omaggio a te, o Ra, Oro dell'orizzonte, che emetti la parola del ciclo 
(degli Dei) di Ser, che risplendi quando sorgi nella regione orientale del cielo, 
sparviero d’oro nel naos misterioso. O Ra, ascolta, o Ra, quando to leggo 
ad alta voce î settantasette capitoli sulla distruzione del serpente ARpapi (8), 
ogni giorno; deh! rivolgi benigno il tuo viso all'addetto al servizio di 
Ammone, soprintendente del granajo, detto Consufufany (figlio del) 
soprintendente del granajo del tempio di Consu, Panifu». 


(*) 


(1) Due tratti c. s. (v. pag. preced. (!). 


(2) S | probabilmente per il A S | 


(3) Per altro testo analogo, v. Brugsch, Veber die vier Elemente etc., Zeits. 1868, pag. 123. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 3881 


ale A 
Pale S lst, 
Mamo 
SENTITA Y, jd 
=I NSEIBNI 
OO Sal 

FARI 
Lene Ik 


« Omaggio a te, o Tum, în questo luo buon venire, che sorgi, stai fisso (nel 
cielo) e lo attraversi navigando, avrvicinandoti alla terra in pace, 0 tu che 
attraversi in barca l’alto del cielo fino alla montagna: gli Dei e gli uomini 
vengono a te col dorso curvato e danno a te adorazione ed inni: deh! rivolgi 
benigno il tuo viso all’addetto al servizio di Ammone, soprintendente del gra- 
najo del tempio di Consu, detto Consuaufang, figlio dell'addetto al servizio 
di Ammone, soprintendente del granajo del tempio di Consu, Painiful » 

Da riferirsi approssimativamente alla dinastia ventesimasesta, se non anche alla 
dinastia precedente. — Poseilini. Tavoletta di legno stuccata e colorita, formata 
da due assicelle insieme connesse con chiavicchî di legno; alt. 0,515, larg. 0,300. 


1643. (2477) Stele arcuata superiormente. In alto, il segno del cielo (I) che 


poggia a destra sull’ emblema dell’oriente (1); a sinistra doveva essere soste- 


nuto dall'emblema dell'occidente 1 ma questo manca per una lacuna della 
stele. Sotto il cielo, il simbolo NS e ai due lati di esso uno sciacallo acco- 


vacciato (Fa): fra i due urei, l'iscrizione i «il Dio di Hut». 
Quindi, a sinistra, Ra con corpo umano e testa di sparviero, disco e ureo sul 
capo, e lo scettro | nella mano sinistra: probabilmente vestiva lo shenti e la 


maglia stretta al corpo dai fianchi fino a mezzo il torace, ma questa parte 
dell'immagine manca per la lacuna sopraccennata. Davanti a Ra, una donna, 


882 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


._______6 


vestita coll’abito talare largo 6 trasparente, ritta in piedi colle braccia sollevate. 
in atto di adorazione: ha i capelli spartiti in piccole treccie, strette con un nastro 
intorno alle tempia, e cadenti confusamente sulle spalle e sul dorso, il cono sul 
capo, e la carnagione dipinta in color rosa. 

Fra le dette figure, un’ara di libazione, sopra di cui il vaso zemes (43) e un 
fiore di loto: sopra di esse, l'iscrizione i tracciata in nero sopra fondo giallo: 


== ehe +T 8) 


« Una offerta regale è fatta a Ra, Oro dei due visi Dio grande, signore 
del ciclo, primo degli Dei, affinchè conceda di riposare in pace alla signora 
di casa veneranda, Bessebau». 


Le figure sono dipinte a varii colori su fondo bianco. Lavoro assai buono, 


non posteriore alla dinastia vigesimasesta. — Pose/lini. Legno stuccato e dipinto; 
alt. 0,255, larg. 0,215. 


1644. (2478) Stele arcuata superiormente. In alto, il simbolo AZ: sotto di 


esso, a destra, Ra raffigurato come nella stele precedente, assiso sopra un trono 
massiccio collocato sopra un mucchio di arena (?). Davanti ad esso, un'ara di liba- 
zione, sopra di cui il vaso nemes (4) e un fiore di loto, e quindi, una donna, 
vestita coll’abito talare, largo e trasparente, coi capelli raccolti intorno al cranio 
e stretti con un nastro presso alle tempia, col cono e un fiore di loto sul capo, 
ritta in piedi colle braccia sollevate in atto di adorazione. 

Sopra le dette immagini, l'iscrizione seguente, tracciata in color verde scuro 
Reg fondo giallo: 


MA > 3 


« St dice: che Ra, Oro dei due orizzonii, Dio grande, signore del cielo e 
della terra, 


nn > 7 Pax 
dee ia SALL>PRNRLILA 
Tod 
« conceda le sue offerte in prodotti naturali e artificiali alla defunta, signora 
di casa veneranda, Ta yalon, dit figlia del sacerdote di Mut, scriba 
del Faraone, Hor ». 
Da riferirsi probabilmente al periodo saitico, preso in largo senso, fra la dina- 


stia ventesimasesta e la trentesima. — icci. Legno ricoperto di stucco e dipinto; 
alt. 0,295, larg. 0,195. 


1645. (2480) Piccola stele, arcuata superiormente. In alto il segno del cielo, che segue 


la curva della stele ( CS) e poggia ai due lati sopra il simbolo 1: sotto di 


DASSORILIEVI E ISCRIZIONI 383 


esso, i simboli 3? AR SZ: quindi, a sinistra, Ra, con corpo d'uomo e testa 
di sparviero, fasciato fin sotto le ascelle, seduto sopra un trono massiccio, avendo 
nelle mani lo scettro Î e lo staffile A, e sul capo il disco solare coll’ureo: di 


fronte ad esso, un uomo in piedi, colle braccia sollevate in atto di prestargli 
adorazione. Questi veste lo shezti e la tonaca trasparente dai fianchi in giù, 
ha una collana al collo, il pizzo di barba al mento, nudo il resto del corpo: 
ha i capelli stretti con un nastro intorno alle tempia, raccolti sopra le orecehie 
e cadenti sulle spalle e sul collo, un fiore di loto e il cono sul capo. Fra le 
due immagini, l'iscrizione seguente: 


ent Rune et ere 

n a EZIO: VESTE 

NI xa ict xa: < x Ae») 

hA_D Q VERE TT 
fan \ FRANS RENILESS 


« Che Ra, Oro dei due orizzonti, conceda di riposare în pace, al defunto, 
detto Amondufiny, giustificato, figlio di ...........>». 

Le figure sono dipinte a varii colori, e i segni scritti in nero. Monumento di 
stile assai buono, da riferirsi come il precedente, al periodo saitico. — osel- 
lini. Legno ricoperto di stucco e dipinto; alt. 0,195, larg. 0,150: frammentato 
nella parte superiore. 


1646. (2501) Stele arcuata superiormente. In alto, il simbolo 


e sotto di esso, gli altri simboli U Fu. Quindi, a destra, Ra in 


piedi, raffigurato come nella stele precedente; davanti ad esso, una tavola ricolma 
di offerte d'ogni specie, e poscia due uomini, colle braccia sollevate in atto di 
adorazione. Questi vestono una tonaca dai fianchi fin sotto il ginocchio, e sopra 
di essa una sopravveste più corta, hanno una collana al collo, armille alle braccia 
e i capelli cortissimi. Sopra le dette figure, l'iscrizione seguente, distribuita in 
undici colonne verticali: 


du SI Seni i A 
n= p=S uo Gi \ 4g ni ni Saia 


ZIONI di a «SN ? Se 
000 o 0 E NINA dal A NÉ NÈ DI | dI [WCOCTYT[KWYyY9s 


NS WES Ra DNS È NESS NESS 
NS LEINÌ aridi N NS TEN RS SS NES 


N 


« Una offerta regale è fatta a Iddio, Oro dei due orizzonti, Dio grande signore 
(del cielo), Dio grande (dei due) orizzonti, primo degli Dei, affinchè dia le 
provvigioni funebri, pani, bevande, buoi, (oche), offerte in natura e manufatte 
di ogni specie, di cui la Divinità vive, al sembiante (ka) di Hu, partorito 
(dalla signora di) Casa...........L0. be 


384 


——— ———6—— m6_—_—.--_———+ - — i + 


BA=SSORILIEVI E ISCRIZIONI 


———_—-—--- | - ---_——__———-—y—m—-———_——_—__——_—_—_r_—————_——_—_—m————_—_—_——_———————————_—_——_—_——— 


Sotto alla scena predetta, l'iscrizione seguente: 


—-— —————— T——@È_»0 


ET Se 272 


000 pie 
ARTCDAZIINIZ]d 
« Una offerta regale è fatta a Iddio, Oro dei due orizzonti, Dio grande 
signore del cielo, affinchè conceda le provvigioni funebri, pani, birra, buoi, 
oche, incensi sulla fiamma, e ogni specie di offerte in natura e manufatte, al 
sembiante (ka) del defunto Hu, partorito dalla donna Busa ». 

Le figure sono dipinte a varii colori su fondo bianco e le iscrizioni trac- 
ciate corsivamente in nero su fondo giallo. 

Periodo saitico, come le precedenti. — cc. Calcare bianco; alt. 0,395, 
larg. 0,275. 


1647. (2509) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


\ ; accanto agli urei, rispettivamente, le 


Nella prima, il simbolo cTÒ 


due iscrizioni seguenti: 
==> ==> A > 
| Î = 9 ] = 9 
« Il Dio buono di Hut ». — « Il Dio grande di Hut». 

Nella seconda sezione, a sinistra, il Dio Ra, con corpo umano e testa di spar- 
viero, fasciato in guisa da aver libere le mani, con cui stringe lo scettro I : ha il 
disco e l’ureo sul capo, ed è in piedi sopra un piccolo piedestallo di forma prisma- 
tica. Davanti ad esso, una tavola di offerte, e quindi un uomo, vestito collo 
shenti e con tonaca trasparente più lunga, il capo raso, ritto in piedi colle 
braccia sollevate in atto di adorazione. 


Sopra la detta scena, l'iscrizione seguente, in geroglifici molto corsivi, distri- 
buita in quindici colonne verticali: 


3 ti SII ARI a 
ENI IA ASSI ei at 
i DA Er St AA 


« Una offerta regale è fatta a Ra, Oro dei due orizzonti, Dio grande, signore 
del cielo, affinchè dia le provvigioni funebri in pani e în bevande, migliaja 
di pani, migliaja di vasi di birra, migliaja di vittime bovine, migliaja di 
oche, migliaja di vasi di vino, di latte e del liquore menur, migliaja di ...... 
al sacerdote Artarut figlio dell’Amàsi heska, Tet...... i». 


\Ò 


OO 
DN 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 385 


———————————_— ——————»—+——_+—»»———_——___u@""rr 


L'Amasi, letteralmente tradotto, « colui che è nella siringa », era la per- 
sona particolarmente addetta alla statua del defunto, e per questo rispetto, in 
‘ molte iscrizioni del periodo saitico, è chiamato heska, cioè « colui che onora 
. il ka (el sembiante 0 la statua)». i 

Le figure sono tracciate in color rosso e i segni sono scritti in nero: da rife- 
rirsi, secondo ogni probabilità, al periodo saitico. — Gallerie. Calcare bianco; 

alt. 0,240, larg. 0,210. 


1648. (2483) Stele arcuata O divisa in tre sezioni. 


Nella prima, il simbolo Li oz EA e; fra i due urei, lo scarabeo, col disco 


solare fra le gambe anteriori e il simbolo Q fra le posteriori: sotto al disco 
alato, a destra e a sinistra, i simboli: 


La prima sezione è separata dalla seconda, da un fregio di ornamenti (e da 


un altro di urei ritti sulle code. Questa è suddivisa in due - sezioni più pic- 
cole dall'iscrizione seguente, due volte ripetuta in due colonne verticali; nella 
colonna destra i segni sono rivolti verso sinistra, e nell'altra in senso opposto. 


« Dice (parla) la defunta, signora di casa, Taàsamongeruas». 


In ciascuna delle due sezioni laterali, la barca solare rivolta rispettivamente verso 
destra e verso sinistra: dentro la barca, Ra con corpo umano e testa di sparviero, 
fasciato, seduto sopra un trono massiccio, col disco solare sul capo e lo scettro | 
nelle mani; quindi un'ara di libazione, su cui è deposto il vaso neszes (Y]) con 
un fiore di loto, e da ultimo la defunta inginocchiata, colle braccia sollevate in 
atto di adorazione, vestita coll'abito stretto al corpo, e coi capelli distribuiti in 
piccole treccie, che le cadono sul petto e sul dorso. 

49 


386 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


——»  -—r ———_4+#————_———_—»&6€6———_—_—_—_—_——_—6——__—_—m6————_——_—_—_—_———r_——rr.—F———____——____—__m——————————12121=zà_11—1#=<z_6m_r—€mm1___»@2___@x@xmtzt—=@x4k4%4+——@ 


TITAN UMLII> ELA 
a DION ii ria 
LINESDISIGIZE ICTV 


Me DD _NNXWG5 III Sai 
od Gu? 215 "i PESO 
> SS mob 7, 1_ ag LJ > 


« Ciò che si dice concerne la defunta, signora di casa Tais&monyeruas, 
giustificata, figlia di Petuyemti, giustificato: la sua madre è la donna 
Taittii, giustificata, (tutti) signori di devozione verso il Dio grande sovrano 
del cielo. « Che la tua anima sia în cielo e il tuo cadavere nella tomba; ci 
sieno pani pel tuo ventre, acqua del lago per la tua gola, soffii di vita per le 
tue narici..... n». 

La barca solare è dipinta su fondo celeste: i geroglifici sono dipinti, alcuni 
nel medesimo colore, altri in verde. Buon lavoro. Da riferirsi alla prima metà del 
periodo saitico. — /?osellini. Legno stuccato e dipinto; alt. 0,350, larg. 0,280. 


“i 


1649. (2572) Piccola stele di forma rettangolare. A destra, Osiride yentàmenti, 
seduto sopra un trono massiccio; davanti a lui, una tavola ricolma di offerte di 
ogni specie, e quindi il defunto in piedi e adorante, vestito con larga tonaca 
dai fianchi in giù, e col capo raso. Presso le estremità laterali della stele, . 


il simbolo E davanti all'immagine del defunto, l'iscrizione seguente: 


IS 


B a 


HR 
Dr 
YOCO 


b 


E 


Tan) 
WÒ 


pod 
prre 


Sf 
Usa. DD 
706: 


=_————-.. — ——_————_—_———_ 


ua fa MNVATEZST 
(1) Passo errato da correggersi in: ì È D Spr AN TERS l 
SÌ = I Unni | = 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 387 


—_@——@€—mT @——_—m@——6m——_6T@@m———@————_@_——@€—_—rÈ—————@——_ÉÉÉ i 
+———@———_ — - -<— RISE FI 


« Il devoto a Ptah-Sokari-Osiride, divino padre, Nebpehtiptahhotpu, 
figlio di Sotepptah...titisau». 
Le due figure, la tavola di offerte e 1 simboli Ì sono soltanto delineati legger- 


mente in color nero: i segni geroglifici furono prima segnati in nero, e quindi 
rozzamente incisi. Presentemente alcune parti della stele sono coperte da uno 
stucco siliceo. Da riferirsi, con molta probabilità, al fine del periodo saitico. — 
Gallerie. Calcare bianco; alt. 0,160, larg. 0,300. 


1650. (2550) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


Nella prima, in alto, il segno del cielo (>) , e quindi il simbolo 


FTT: sotto gli urci, i segni = « signore del cielo », e a fianco di 
essì, l'iscrizione: 
i Di TC? 
2 I = 


«Hut, Dio grande, signore del cielo ». 


Sotto al simbolo predetto, a sinistra, la barca solare: a poppa sta seduto 
Harpoyrate, e a prora sta diritto in piedi Oro, con corpo umano e testa di 


sparviero, duplice diadema (9) sul capo, nell'atto di manovrare il timone: fra 


Harpocrate ed Oro, stanno seduti nella barca Ri, Cheprà e Tum colle 
braccia fasciate; il primo ha, a quanto pare, testa di leone e corpo d'uomo, e il 
disco coll’ureo sul capo, il secondo porta sul capo lo scarabeo, e il terzo il dia- 


dema gd. Di fronte alla barca, il defunto, vestito con larga tonaca dai fianchi 


in giù, in piedi e adorante. 


Sopra e a sinistra della detta scena, le seguenti iscrizioni : 
73 > fr > 
JÒ Sie 
« IL defuito Arthoruu », 
<> 
*NE8 [dx D 
« adora Ri, Oro dei due orissonti, Cheprà, Tum e Oro», 


INI A 


« naviganti nella barca Neit, felicemente ». 


388 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


ea cole lui 


— —— -—. r——————t co 


La seconda sezione è occupata dall'iscrizione seguente: 


> 
\\=ES ine std 
CES Toe ai beati dI DI el 
"> 
chali= TRAE D 
VIETATI 
ITA SZ IZAYTT 
S 
CENSIS 
« Una offerta regale è fatta a Ra, Oro dei due orizzonti, Dio grande, signore 
rlel cielo, a Cheprà, che riproduce se stesso, a Tum, a Oro signore della 
dimora sovrana, affinchè concedano le provvigioni funebri in pani e in be- 
vande, buoi, oche, tncenso, libazioni, vino, latte, fascie e ogni specie di cose 
buone e pure, che compajono sopra le loro tavole di offerta ogni giorno e 


di cui essi vivono, al sembiante (ka) del defunto Arthoruu, giustificato, 
figlio di Anyàuf, giustificato in grazia del Dio grande, partorito da Nau- 


horàritàs ». 


Da riferirsi approssimativamente al fine del periodo saitico. — Rosellini. 
Pietra arenaria; alt. 0,480, larg. 0,300. 


1651. (2563) Stele rettangolare. A destra, Anubi, con corpo d'uomo e testa di scia- 


callo, shezti sui fianchi, corta maglia fino alla metà del torace, e lo scettro ] 


nella destra. Davanti a lui, quattro individui: primo, un uomo col capo raso, 
larga tonaca dai fianchi in giù, colle braccia sollevate in atto di adorazione; 
quindi due donne, vestite coll'abito largo e trasparente, coi capelli cadenti in corte 
treccie sulle spalle e sul collo, coperte da un velo opaco che scende in punta 
sul petto: ognuna di esse solleva la mano destra in atto di adorazione, e presenta 
colla sinistra un fiore di loto. Da ultimo, un uomo, col capo raso e larga tonaca 


dai fianchi in giù, presenta lo stendardo di Nofertum (1). Alle dette imma- 


gini corrispondono rispettivamente le seguenti iscrizioni: 


 ITSIT=SOG, 


«Anubi, che presiede all'imbalsamamento, signore di Toser». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 389 


o $-——————__m—tm@@Y@@6_—_—_@.m___ @o@——@—m_mÉÈÉ@———@r@m@__—_— — "—____mm—_ _——_—————+@—»—_Ò9 


Dt BISA II 


« Il luogotenente della barca, Ptahyîa, giustificato » 


FUN SZ 


« La signora di casa, Taurtyat.., giustificata ». 


SANI 


« Sua figlia (di "e .), Mutemheb, giustificata ». 


NN 
ANNI 


776; VIA sia DI TE 
« Il di ler...... ai di Nofertum, PARA giustificato ». 


Lavoro mediocrissimo di periodo non ben determinato, ma certamente poste- 
riore alla dinastia ventesimasesta. — /tosellini. Calcare gialliccio di cattiva 
qualità e in stato di decomposizione; alt. 0,240, larg. 0,360. 


1652. (2475) Piccola stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


Nella prima, il simbolo pei N» accompagnato dalla solita iscrizione: 


5: L2 
LC $ = 

Nella seconda sezione, in alto, il segno del cielo (=): sotto di esso, a sini- 
stra, Osiride yentàmenti in piedi, seguito da Iside, in piedi ancor essa 
e con due fascie, l'una rossa e l’altra celeste, nella mano sinistra. Davanti ad 
essi, un'ara di libazione, su cui è deposto il vaso remes (43) con un fiore di 
loto, e quindi, la defunta in piedi e adorante. Questa veste l'abito talare, largo 
e trasparente, orlato alle estremità con una frangia nera; ha i capelli lunghi 
e a quanto pare, raccolti sul dorso, e il cono funebre sul capo: il colore della 
carnagione è marrone scuro, corrispondente a quello che in questa ed in molte 
altre stele si attribuisce alle Divinità, e simile al colore del suolo egiziano. 


Iscrizioni. — Sopra l’'ara di libazione: 


1SS1}2> 


« Migliaja di pani, migliaja di vasi di birra ». 
Sopra le immagini delle Divinità: 


j NI 


LC> 


« Osiride ». « La madre divina ».. 


390 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Sopra l'immagine della defunta: 


(1) 
O) an | REGDO DS LD 
MALI 0 ilo 
} « La cantatrice del santuario di Ammone, Anymàtnofrit, giustificata ». 
Sotto alla scena predetta: 


trit, ‘ossia ». 
Da rirerirsi probabilmente al periodo saitico. — /zicci. Legno stuccato e 
dipinto; alt. 0,285, larg. 0,145. 


1653. (2479) Stele arcuata heglrce divisa in due sezioni. 


n 2 
> 9 3 = | 
«Hut, Dio grande, signore del cielo », 
'r—_ O Î 27 
| DAI 


Nella prima, il simbolo , accompagnato dalle iscrizioni: 


«Hut, Dio grande, signore di Mesent (il santuario di Edfu) » 

Nella seconda sezione, in alto, il cielo stellato: sotto di esso, a destra, Ra 
con testa di sparviero, fasciato in guisa da aver libere le mani, con cui stringe 
lo scettro | e Osiride yentàmenti, amendue in piedi sopra il suppedaneo 
-imbolico (—): accanto ad Osiride, Iside nell'atto di abbracciarlo e quindi 
Nefti, che porta colla sinistra la fascia rossa e quella celeste. Davanti alle 
dette Divinità, un’ara di libazione, su cui è deposto il vaso remes (Y}) e un 
fiore di loto, e quindi la defunta in piedi e adorante, vestita coll’abito stretto 
al corpo e il cono funebre sul capo. La carnagione di Osiride, di Nef ti ) 
della defunta è dipinta in verde, quella di Iside, in giallo. 


(1) La forma Ù A , che qui si trova equivalente a N nonchè l'altra forma = , che in 


XK 
parecchi monumenti, e specialmente nel nome del Genio funerario = Tuaumutef, ha un va- 
em. 


lore a quello corrispondente, farebbe credere che la pronunzia del segno IN non sia mut, come 


si suol lesgere, ma piuttosto mit o mot. 


‘ 
tel » - - -— “niiii'o» i 
E: nemwne=rr———_—_—_—_—_Òmmmmmmmwo_rr_'_ 1 J//J/*G 5/5 SII È, 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 391 


nr—P————————————————__—_—_——————_————————————————————————@—y—@—T—6m6——6__- —_————— 2-0 --- -— —__ -___ ° 


Iscrizioni. — Sopra le dette immagini: 


Sal dine e 


«Ri». « Osiride yentàmenti». 
Fa Bo où 7 
edi = 
lo = O a 
«Iside, signora del cielo ». « Nefti, signora del cielo ». 


Sa x ZA 6 
REESSSNI pes 
« La defunta, signora di casa, Entumuttaisheket». 
Sotto la scena predetta: 


—r————————————— ————_————€——6—_6 


lAize Sal Az Fid oiofale 
dr LEI 
Solrlt > ope IT 


Kemo 


« Una offerta regale è fatta a Ra, una offerta regale è fatta ad Osiride 
yentaàmenti, Dio grande, signore di Abido, affinchè conceda ogni specie di 
offerte în natura e ogni specie di offerte manufalte, al sembiante (ka) della 
defunta, signora di casa Entumuttaisbekcet, giustificata, figlia dell'addetto 
al servizio di Ammone, Rama, figlio del sacerdote di Ammone, detto 
Consuàufang ». 

Da riferirsi probabilmente al fine del periodo saitico, o al principio del tole- 
maico. — osellini. Legno stuccato e dipinto; alt. 0,290, larg. 0,190. 


1654. (2484) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. 


Nella prima sezione, in alto, il segno del cielo (dI) sotto di esso, il 


simbolo 


pr I » @ accanto a ciascun ureo, la solita iscrizione: 
ro A I 
> 63 
La prima sezione è separata dalla seconda da un fregio di 
Nella seconda sezione, in alto, il segno del cielo (=), e sotto di esso, a 
sinistra, otto Divinità in piedi, cioò: Osiride yontimonti- {IST 
A amm ÙUÙ PD> 
Iside- |G -, Nefti- ira -, Thot e i quattro Genii funerarii. I nomi di 


questi ultimi sono indicati appena da alcuni tratti corsivi. A destra una tavola 


a 


392 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


di offerte, e quindi la Dea Ma, che abbraccia il defunto e lo presenta alle otto 
Divinità sopraindicate. Il defunto veste una tonaca variopinta dai fianchi in giù, 
sostenuta con una cinghia che passa sopra la spalla destra, e ha il capo coperto 
con una cuffia di color celeste, stretta al cranio: ad esso corrisponde l iscri- 


= CE = _ Dali 
zione - he « il defunto », e l'iscrizione - = « Ma-t » si riferisce alla Dea. 


DD 


Nella terza sezione, l'iscrizione seguente: 


Ass meio LIL ILMI 
Sirinsliciz.ni ASSAI 
AE RIO 
IRAZIACUISINTTLIADANE 
INZUMMESPICAA => 

o SERTAMIDZEPAIZIISIA 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride yentàmenti, Dio grande, signore 
di Abido, ad Àmset, a Ptah Anbresef, signore della vita delle due 
regioni, a Osiride Unnofer, Dio grande, signore dell'eternità, a Osiride 
Sokaril, che è nella dimora misteriosa, a Tum, signore delle due regioni 
di An, aff'ichè conceda(no) pani, vasi di birra, vittime bovine, oche, incenso, 
migliaja di fascie, miyliaja di ogni specie di cose buone e pure, migliaja 
di ogni specie di cose buone, dolci e piacevoli, migliaja di offerté in natura 
di ogni specie, migliaja di offerte manufatte di ogni specie, migliaja di vasi 
d'olio, al sembiante (Ka) del defunto, Sotem di Ammone, Hafmonata- 
ron, giustificato e signore di pietà, figlio del Sotem di Ammone, Papa, 
giustificato e signore di pietà: partorito dalla signora di casa venerabile, 
Angyis, giustificata ». 


N 
N 


NN 


Da riferirsi, secondo ogni probabilità, al fine del periodo saitico, se pure non 
al principio del tolemaico. — /ose/lini. Legno stuccato e dipinto; alt. 0,350, 
larg. 0,260. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 398 


e mi — ————Ò_—————————y——6—_——_—_—————_——————€—6b — --_—- — _——r — __— —————r -—_. 


1655. (2516) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. 


Nella prima sezione, il simbolo , : accanto all'ureo di destra, il 


segno —, e nello spazio compreso fra i due urei, i segni i I , che insieme 


riuniti ci danno la formola « Hu(t) Dio grande, signore del cielo ». Accanto 
all'altro ureo doveva trovarsi parimente il segno —, ma attualmente non è più 
visibile. 

Nella seconda sezione, a destra, Osiride yentàmenti, ritto in piedi; 
dietro a lui, Iside ed un'altra Divinità femminile, che dovrebbe rappresentare 
Nefti, amendue in piedi, con una benda nella mano destra e una lunga fascia 
pendente dal braccio sinistro. Davanti alle dette Divinità, la defunta, vestita 
con largo abito trasparente, ornato alle estremità con una larga frangia a varii 
colori, i capelli arricciati e cadenti in lunghe treccie sul dorso e sul petto, e il 
cono funebre sul capo. Sta diritta in piedi, sollevando le braccia in atto di ado- 
razione: il colore della carnagione è roseo. 

Sopra le predette immagini erano tracciate brevi iscrizioni, attualmente sbiadite. 

La terza sezione è occupata dall'iscrizione seguente: 


115 = RM TITO Sc 
ia l=0s11S inanatà 
<Ia=2 VE, ID) 


= | 


DATIA I MIA 5 


———————————————1=€_ÉY T__=-=-r——€—rrr——@——ÈÈ————_—m_—212122z21—=_—@2_=<+7_————————_____2422Y—_____———_—_——____._—__—_—-—_-t-mm__0m0m 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride yent[àmenti], Dio grande, signore 
di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani ed in bevande, vittime 
bovine e oche, incenso, e ogni specie di cose buone e pure, alla signora di casa 
Taissepsesherhat, figlia del sacerdote di Thot, signore di Sesennu, e 
sacerdote della dea Himînnu-t, Peto, giustificato. Sua madre è la donna 
Talo, figlia dell'addetto al culto di Ammone, capo dei soldati del tempio 
di Ammone, Àrui..rota». 


Sia le figure che i segni sono semplicemente dipinti. Da riferirsi probabil-' 
mente al principio del periodo tolemaico, o al fine del periodo saitico. — Rosel- 
lini. Calcare dipinto; alt. 0,285, larg. 0,190. 


È Fan 
(1) a probabilmente errore per re 


50 


394 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


—_@. — ———-- —————————_—_—_—.mEm v———@@_ tt 


1656. (2594) Stele arcuata superiormente. In alto, il simbolo PATÙ : fra i 
due urei, la solita iscrizione « e E => 33 », e accanto a ciascuno di essi, 

il simbolo fe 
Nella parte centrale della stele è rappresentato un Faraone, collo shext? reale, 
il diadema g sul capo, nell'atto di presentare i due vasi DO ad Iside 
Hathor, che sta ritta in piedi davanti a lui. Questa veste l'abito stretto al 
corpo, tiene nelle mani lo scettro { e l'amuleto L ha sul capo l’avoltojo 


colle ali distese, e sopra di esso, le corna di vacca col disco solare. Fra le due 
‘ immagini, una tavola ricolma di offerte di ogni specie. 


Iscrizioni. — Sopra e davanti all'immagine del Faraone: 
er Lg sa = 
ELIS z 
ss 5511 me) 
D__{ 
O 0 


I? 


« Il signore dei diademi, Tolomeo, wivente in eterno, offre i due vasi © a 
sua madre ». | 
Sopra l'immagine della Dea: 


IS a 
= 


> INIINA 
«Iside /a grande, divina madre, Kemnofer». 
Dietro all' immagine del Faraone: 


Dy Sf L> 


« Protezione di ognî specie di vita e di potenza è dietro di lui, come (dietro 
di) Rî, în eterno ». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 395 


-—-_—— ———————€m6—_—_—_——_——————£6—66——_€__—_& ——_——zgt*]2*k@@”©@re——r1@——@—t11@1t1———1—@——Y——mrr_—111__—_—_m———_m_»——__68—_t—y6+—__/—r—rrrT-_—. 


Stele votiva. Per insufficienza di indicazioni non è possibile determinare a 
quale dei Tolomei si riferisca. Lavoro mediocre. — /osel/lini. Pietra arenaria 
di grana grossa e porosa; alt. 0,450, larg. 0,300. 


1657. (2542) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


Nella prima sezione, il simbolo 


su cui l'iscrizione, 


« occhio di Ra, signore del cielo » : 


accanto a ciascuno degli urei, i simboli =: 


Nella seconda sezione, in alto, il segno del cielo (F=2): sotto di esso, un 
Faraone, collo sheati reale sui fianchi, i capelli raccolti in una reticella e ureo sulla 


fronte, presenta il simbolo d al Dio Thot aàh (Thot Luno), rappresentato con 
corpo umano e testa d’ibis, crescente di luna e ureo sul capo, lo scettro ] nella destra, e 
l’amuleto si nella sininistra. Dietro a Thot, una Divinità femminile, che non è 
se non una forma di Hathor; sulle sue treccie, un avoltojo colle ali distese, 
e sopra di questo, l'emblema Ù9- Fra il Faraone e Thot, una tavola di liba- 
zione, sopra di cui il vaso nemes (Y3) e un grosso fiore di loto. 


Iscrizioni. — Sopra l'immagine del Faraone: 


« Il sovrano delle due regioni, Tolomeo ». 


Sopra l’immagine di Thot: 


ils 


«Thot che risiede nella città di Heser-t (Hysoris)». 
Sopra l’immagine della Dea e avanti ad essa: 


a el 
Sr 


«[ Dice] la Dea Hima ui; 0 do a te (0 Tolomeo) ogni specie di robustezza ». 


3996 BASSORILIEYI F ISCRIZIONI 


r——————————_—_—_ ——————_—___-__—— —z-— —meveme@!010eamm<z  — ———+———_+@ 


Sotto la scena predetta, l'iscrizione seguente: 
da ZL > G an 


MITARISZITIVE 


——————_——————_——€_—È———È@——m€ _@m———@—_—_—————m6——_———————_———__———@—__r —_———____ _—__——————__——t 


«Thot, Dio grande, signore di Sesennu, che risiede in Hysoris, che risiede 
în Hermopoli, dia vita, salute, gioja di ogni specie, una durata alta (lunga) 
con viso benigno (?) a chi lo ama ». 


Per insufficienza di indicazioni, non è possibile determinare neanche per questo 
monumento, al regno di quale dei Tolomei si debba riferire. Stele votiva, pro- 
veniente, secondo ogni probabilità, dall'antica città di Hysoris, capitale del de- 
cimo nomo tebaico, che sorgeva in una località non molto lontana dalla moderna 
Tahta. — /tosellini. Pietra arenaria di cattiva qualità; alt. 0,545, larg. 0,400. 


1658. (2536) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. 


n 


y RN quindi, a destra, Osiride 


Nella prima, in alto, il simbolo 
xontàmenti, seduto sopra un trono massiccio, seguito da Iside e da Nefti, 
che portano sul capo gli emblemi loro caratteristici (i. I) Davanti ad essi, 


una tavola, su cui non è rappresentata alcuna offerta, e quindi un uomo inginoc- 
chiato, col corpo che riposa sulle calcagna. Veste, a quanto pare, una tonaca dai 


fianchi in giù, e ha i capelli non molto lunghi, tagliati sulla fronte, e cadenti 
sulle orecchie e sul collo. 


Sopra le dette immagini, le seguenti iscrizioni: 


si 


<—2 (sic) 


<TD> 
ma 
[n Ya \ 
OI! 


« Osiride, signore di Rosetu ». 


RIGORE 


« Il devoto (ad) Osiride soprannominato Ptahàufiny ». 


Nella seconda sezione, a destra, lo stesso individuo in piedi, colle braccia sol- 
levate in atto di adorare Bast, rappresentata a sinistra ritta in piedi, con testa 


BASSORILIEVI F ISCRIZIONI 897 


————————————__——_—____————————66— mm ——@m__———_——6 —T—————————T—_—m——_—_ z z ———_—————— — + ---_-_c—___ -—-.._- 


di leonessa e corpo di donna, ureo e disco solare sul capo, e lo scettro [ nella 


mano sinistra. Fra le due immagini, la seguente iscrizione: 


aa 
ù. e|{2|e= 
pa (ad sd ini 
S mn | O 
A o| E 
IS OS 4 


« Il pio, sopiannominato Ptabaufiny, figlio di Kemis, partorito dalla 
signora di casa Nebimtisàs, figlia di Petuas ». — « Parla a Bast, 
signora della vita delle due regioni ». — « IL figlio suo (di Ptahaufang), 
Hapiu ». 


La terza sezione è occupata da un'iscrizione di quattro linee orizzontali, in 


segni geroglifici male incisi, alternati con segni jeratici: la riproduciamo qui 


appresso, assegnando a questi ultimi il loro valore geroglifico corrispondente. 
EoSGINCGERESS 
BG CEcEEH 
OA 
rioliladi pub ima 


« L’anno quarto, mese secondo della stagione di Shemem di questo Faraone — 


vita, salute, forsa, — vivente în eterno. — Discorso soave del governatore 
Nesptah, figlio del capo Nesunnofer, chiamato Ptabàufiny, figlio di 
(1) ». 


Kemes: che tu dia l'argento LL. 


(1) Le due ultime linee sono per me intraducibili; solo ritengo che si debbano scomporre nelle 


seguenti frasi: 
i = 4,0 AO 
\ $ 5 an A 1 ESS a fu 


edi Sata 


398 BASSORILI[VI E ISCRIZIONI 


— —————€——— ——————€—__—_——€@ 


Le figure e i segni sono rozzamente incisi e conservano traccia di color verde: 
lavoro trascurato da riferirsi, secondo ogni probabilità, al periodo tolemaico. — 
Rosellini. Calcare giallastro; alt. 0,915, larg. 0,440. 


1659. (2489) Stele arcuata superiormente, divisa in quattro sezioni. Nella parte più 
elevata della stele, in un foro praticato nello spessore di essa, è infitta un' imma- 


gine in legno, rappresentante l'uccello simbolico da, con testa umana (A) e disco 


solare sul capo. 
1* sezione. — In alto, il segno del cielo (I sotto di esso, il simbolo 


; in uno stentardo compreso fra gli urei, la solita iscrizione 


% ro pai + accanto agli urei, i due sciacalli ra 4), accompagnati 


d* () . AAA o 
amendue dall'iscrizione, Ì «Anubi». 


5 
2* sezione. — In alto, il segno del cielo (=); sotto di esso, a sinistra, la 
barca solare. Nel centro di questa, Ra con corpo umano e testa di ariete, 
colle braccia fasciate e seduto per terra, collo scettro | sulle ginocchia, e il 
disco solare fra le corna; lo protegge il serpente sacro, colla coda ripiegata in 
arco sopra di lui. À queste due immagini corrispondono rispettivamente le iscri- 
zioni : 
©) AAZAAAAI 
| {2 dn 
«Ra». « Mehent». 
Nella parte anteriore della barca, Iside Hatlor in piedi, seguita da due Divi- 
nità virili; nella parte posteriore, altre tre Divinità virili, di cui l’ultima con 
testa di sparviero: a queste sei immagini corrispondono rispettivamente le iscri- 
zioni seguenti: 


x = = 
a— «(Hatlor) signora della barca ». ò — «(il Dio) Hu». 
c_ «(il Dio) Sa ». d— «(îl Dio) Ka... ». 


——————_——_—_—_————€—6—————m Tr —————————————€6€ 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


pi sal 
e — «(il Dio) Nehes». f- «Oro». 


Di fronte alla barca, a destra, l'uccello da con testa e braccia d'uomo, il sim- 


bolo | davanti a se, in atto di adorazione; dietro di esso, il simbolo \: a que- 


sta immagine si riferisce, secondo ogni probabilità, l'iscrizione seguente, che 


per mancanza di spazio, fu scritta dall'altro lato della stele: 


220 


« (Nneigyia ». 


32 sezione. — In alto, il segno del cielo: sotto di esso, a destra, quattro Divi- 
nità colle braccia fasciate, Osiride yentamenti, Iside, Nefti e Oro 


con testa di sparviero, sedute per terra, avonti sulle ginocchia il simbolo È: 


davanti ad essi, un'ara di libazione, sopra di cui, un pane ed un fiore di loto, 
e quindi, la defunta in piedi, vestita con larga tonaca opaca, una mantellina 
con frangia, maniche lunghe e strette, i capelli cadenti sulle spalle e sul dorso, 


e il cono funebre sul capo: solleva le braccia in atto di adorazione. 
Sopra le dette figure, le seguenti iscrizioni: 


mad I Jodzt 


«Osiride qentiàmenti, Nio grande ». «Iside regina dellAmenti». 


og td] 


« Nefti». « Oro ». 


LOT "VIA e PRESTA 
a \z'ellond] a 
« La defunta Tentpsesuyemt, giustificata ». 


4* sezione. — La seguente iscrizione, disposta in cinque linee orizzontali: 


{ae TIZIA eis 
NEAR TRES 
TUA 


FI Ai AIL 


VAIZAAAAAAAA RANA > “a9444 
GAAAZAZSEZA ZIA SIR pei lf = 
GGUGASG Gi I —J III eo 4 


(1) Qui doveva trovarsi il nome della madre, ma lo spazio fu lasciato in bianco. 


100 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


« Una offerta regale è fatta a Ra, Oro dei due oriszonti, Dio grande, signore 
del cielo, che emette la luce comparendo all'orizzonte, e a Tum, signore delle 
due regioni di An, affinchè conceduno le provvigioni funebri in pani e bevande, 
vittime bovine, oche, incensi, la libazione, vino, latte, olii, fascie, offerte in 
natura e mannfatte, e ogni specie di cose huone e pure di cui vivono gli Det, 
al sembiante (ka) della defunta Tentpsesuyemt, giustificata, partorita 
dla Che tu possa uscire ed entrare (nel inondo sotterraneo), che il tuo 
cuore sia piend (di gioja), che tu segua Ra in cielo e lo possa adorare nel 
suo disco .... SCE che tu sia fra quelli che gli ai corteo, non sia annien- 


Da riferirsi Stobaliimionte al principio del periodo tolemaico, o al fine del 
saltico. — (Gallerie. Legno stuccato e colorito; alt. 0,525, larg. 0,255. 


1660. (2497) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. 
1° sezione. — In alto, il segno del cielo ( CD): sotto di esso, il simbolo 


o] 
4, e accanto a questo, la solita iscrizione « <> » 
N a 63 


Quindi, la barca solare, adorata da due cinocefali, rappresentati l'uno presso 
la prora e l'altro presso la poppa: accanto a ciascuno di essì, l'iscrizione: 


O > 
* rn 
« adora Ra ». 
Nella parte anteriore della barca, il sole che sorge sulla montagna ( A) 8 
nella parte posteriore, Ra con corpo d'uomo e testa di sparviero, col duplice 


diadema ( g) sul capo, fasciato e seduto per terra, col simbolo Î sulle ginocchia. 


2° sezione. — A sinistra, Ra con corpo d'uomo e testa di sparviero, disco e ureo 
sul capo, fasciato così da conservare libere le mani, con cui stringe lo scettro IE 


diritto in piedi, davanti ad una tavola ricolma di offerte di ogni specie. Dietro 
a Ra, Iside pterofora. colle ali spiegate, colle quali racchiude i simboli IL, 
e quindi due Genii funerarii. A destra, il Dio Thot, con corpo d'uomo e testa d' ibis, 
procede verso di Ra, accompagnando la defunta, di cui stringe la mano destra. 


3* sezione. — La seguente iscrizione, contenente parecchie forme che si scostano 
dall'ortografia generalmente seguita negli altri monumenti: 


{\sss Nol L=ZIT 


ipse Way &7 a A di 
x«-— 05 ac LITI A è f) 


o E USIZIA 


BASSURILIEVI E ISCRIZIONI 401 


- B 


— ——_———_——m—m——_———m66——_—_———r—_r————_——Ém—m»—_—_—m@mmÉmmm__@ 


SIRIA 


19515 sloi AJ FRINIS IN | PE si STAI DI 


JEMNRE n mosti 


DIN io R0o£ 5 va 


sa --—- 0° —_y——— ————_—_—_ e -____—.- omo wr  — 


EEA 


« Una offerta regale è fatta a Ra, Oro dell'orizzonte, Dio graiue, signore 
del cielo, primo degli Dei, affinchè conceda ogni specie di offerte in natura 
e manufatte, ogni specie di cose buone e pure, oyni specie di cose buone e 
dolci, affinchè conceda migliaja di pani, migliaja di vasi di birra, migliaja 
di giovenche, miylinja di oche, migliaja di vasi di vino, migliaja di vasi di 
latte, migliaja di granelli di incenso, miyliaja di vittime bovine, inigliaja di 
bende, miyliaja di fascie, migliaja di vasi d'olio, al sembiante (ka) della defunta 
Ayettii, giustificata, figlia di Petubast giustificato, e partorita » ...... 


Sia le figure che i segni sono incisi; le prime sono dipinte a varii colori, 
e gli ultimi coloriti in celeste. Da riferirsi approssimativamente al periodo tole- 
maico. — /osellini. Calcare bianco; alt. 0,380, lare. 0,240. 


1661. (2488) Stele arcuata superiormente. Sull'orlo della stele, partendo dal punto 
più alto di essa, scende una duplice iscrizione, l'una a destra e l'altra a sini- 


stra, fino a raggiungere la base. 


a — ID uno, 5 PUR Y]gx|\X'k&*s\kW>kkkkk 
i) po > NSNNN TYTVT(|*x|X*\y\Wy 


tw TZ [N MENSE [la o 
È lu KW \MÌ a sn sl ) iS NES Fata SN &> 27 7 $ dA 
CNN NYRAI LARA VR ha NRE " SI end di | i pio. 
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402 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


-—_ ——— ——_____@ ra e e 0 — ee — e e ee e i n — 


a—-« Si dice: che Ra, Dio grande signore del cielo, primo ..... “ed ER: 


METTE secrereri nie .ere [dia]. ......... [alla defunta] signora di casa, 
Tabes.........../a signora di casa Tabes giustificata, figlia di ... 
Leeere0. 0. Sua madre è la signora di casa Mutiitu giustificata ........>». 


dò — « Si dice: che Osiride yentàmenti, Dio grande, signore di Abido, che 


Unnofer, Dio grande, signore dell'eternità, conceda ogni specie di offerte 
in natura e manufatie, ogni specie di cose buone e pure di cui vire la Divi- 
nità, al sembiante (ka) della defunta, signora di casa, Tabes, giustificata : 
sua madre è la signora di casa Mutiitu ». 

Lo spazio racchiuso fra le due predette iscrizioni, è diviso in quattro sezioni. 


Nella prima, in alto, il segno del cielo (DI) e sotto di esso il sim- 


bolo 67; i fra i due urei, lo scarebeo, che tiene colle gambe posteriori 
il simbolo Q. e accanto all'ureo di sinistra, l'iscrizione: 


i: O PORSI € E RR 
= js 7a A hang a XxX 


« che Hut, Dio grande, siguore del cielo, che emette la luce comparendo 
all'orizzonte, conceda ogni specie di offerte in natura ». 
a cui corrisponde l'iscrizione seguente, accanto all'altro ureo: 


aa | ES AI n Ai 5 
> A Sa ee 


« che Hut, Dio grande, signore del cielo, che emette la luce comparendo 
all’orissonte, conceda ogni specie di offerte mannfalle ». 

La prima sezione è separata dalla seconda da un fregio di Ù. 

Nella seconda sezione, nel centro, la barca solare, in cui sono rappresentati 
Osiride yentaàmenti, Iside, Nefti e Oro: quest'ultimo ha testa di 
sparviero, e porta sul capo il diadema NÉ tutti quattro hanno il corpo fasciato, 
e stanno seduti per terra, avendo sulle ginocchia la penna di struzzo. A_ ciascuno 
dei lati della stele, due cinocefali e una Divinità pterofora non ben discernibile, 
nell'atto di adorare la barca solare. 

La seconda sezione è separata dal segno del cielo (=), su cui sì suppone 
che navighi la barca predetta. 

Nella terza sezione, a sinistra, otto immagini di Divinità in piedi, accompa- 
ynate da brevi iscrizioni; cioè Ra con testa di sparviero, disco e ureo sul capo. 


e fasciato in guisa da aver libere le mani. con cui stringe lo scettro 1 O | - 
e . e . LT i 

d È t 3 = ® L = CD z MI _ ° ©. 

Osiride yentamenti id , Iside i , Neftì 3 ,lquattro Geni 


funerarii - ) = |] « Amset », da a «Hapl». x AE Tetua 


mutef >», NI na | « Kebelsonuf » -. 
Mal 


BASSUBILIEVI E ISCRIZIONI 4033 


+ — ——_—.-_ _ —P —--. — > _ e —_ e rt — n —_.——_ —° 


Divanti alle dette Divinità, una tavola ricolma di ogni specie di otterte, e 
quindi la defunta, vestita coll'abito stretto al corpo, colle treccie cadenti sul 
dorso e sul petto, coperte da un velo, in piedì e adorante. La carnagione è colo- 
vita in rosa, in corrispondenza con quanto sì vede sui monumenti di tempo tardo 
per le immagini di Iside e di Nefti. 

La terza sezione è separata dalla quarta da un fregio, composto coi simboli 
T e i fra loro alternati. 


Nella quarta sezione, l'iscrizione seguente, tracciata corsivamente e sco:retta: 


AZ I CIS <fJzo CASE 


SI IITRIE 


SREWIIZ=88 TAIDUIT den Sl 


——€—_Y——6 ———————_—_—_———— ——__———_—_———_È—_€_—&È 


ARI SIOSE CANSEARI DITA 


+ —————_———_———— ——6—€ 6 - ————_ - ——-.r—P—————_È—y6———— ——6m6mP—m————r——_—_T—_——_——_—6———————_————6 —_tpbhRd0le -—— —-—._ 


DIS "n {Di ALE Lai 


iù RIDI ID URINA dro 


- —— 


i VOVOANRIRE SS SUI di 2 i SIZE DIRI 
<T5> x\\x SS N VIA SI RI [el a 


pun — —— T_ — _PT——T—_- 


mark:  __—_— gn 
CARA LG 3 DII XY N IR È \iù NS Dì VOQU_,W Fà AR 


e ———_  — 


« Dua offerta regale è falta ad Osiride, [Dio] grande signore di Abido, 
uffichè egli conceda ogni specie di offerte în natura e manufatte, ogni specie 
ili cose buone e dolci, affinchè conceda le provvigioni funebii in pani e be- 
vande, giovenche, uche, l'incenso sulla fianuma, fascie e vino, alla defunta, la 
venerabile signora di casa, Tabes, giustificata, figlia di Oro, giustificato. 
Sua madre è la signora di casu Mutiitu, g/ustificata, signora di pietà verso 
il Dio grande, signore del cielo e primo degli Dei. 
migliaja di pani, migliaja di vasi di birra, suna di FAROE migliaju 
li oche, migliaja di grani d'incenso,..........migliaja di ogni specie di 
offerte in natura e manufatte, miyliaja di ogni specie di cose buone e pure di 
cui [la Divinità] vive, al sembiante (ka) della defunta [Tabes] giustificata ». 


(1) Dl nome della defunta vi fu inserito per errore, invece del vocabolo 14 


(®) (2 trascrizione erronea «del segno jeratico corrispondente a 2: nei testi jeratici di 
tempo tardo. la confusinne fra quei due segni è facilissima. 


404 i BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


te - -— -— —_— - È Snc = = x _ 


Da riferirsi probabilmente al periodo tolemaico. — Ricci. Legno stuccato e 
colorito; alt. 0.475, larg. 0,320. 


1662. (2493) Stele arcuata superiormente. In alto, il disco alato e sotto di esso, i 
simboli =} ] fi. Quindi, a sinistra, il Dio Rù, raffigurato con corpo d'uomo 
e testa di sparviero. fasciato fin sotto le ascelle, collo scettro { e lo staffile A 


nelle mani, in piedi sul suppedaneo simbolico (—): davanti a lui una tavola 
ricolma di otterte di ogni specie e poscia, due uomini, vestiti collo shenzi, colla 
testa rasa e il cono sul capo, ritti in piedi, colle braccia sollevate in atto di adorazione. 


Sopra le dette immagini, rispettivamente, le iscrizioni seguenti: } 
AI O) 135 lf —> 
ISO i JiS or 

«Ra »; « :l devoto ad Osiride, Purhetro ». 


Sotto la detta scena, l'iscrizione: 


-—— —. ————_——€—_—————__——_Èb_ÈÈ_—@—@———È——@@—@@@<—@—t1f=T@t—-- + — e <= <—- —STm=<@’=@= ma - 


_———+—++__»_ ____—_———__—_—+_=-_—__——— _____—mm———— 


De Rana Ta si 
2 IAN NE 1r384=> 2.1] | 


E 


« Una vfferta reyule è fatta ad Osiride yentàmenti, /e0 grande, seguore 
di Abido, affinchè dia una buona sepoltura nella necropoli, al sembiante (ka) 
del devoto ad Osiride, Pu(r)he(t)ro, giustificato, partorito dalla donna 
Xenen....ptah, g2ust7ficata in grasia del Dio grande ». 

Le figure sono dipinte a varii colori e le iscrizioni scritte in nero, sia le une 
che le altre su fondo bianco. Lavoro mediocrissimo, da riferirsi probabilmente 
al periodo tolemaico. — osellii. Calcare bianco; alt. 0,360, larg. 280: rotta 
in parecchi pezzi. 


1663. (2486) Stele arcuala superiormente, divisa in tre sezioni. 


- 
e 


Nella prima, il simbolo EE 


= IST 


«Hut, /io grade, signore del cielo, largitore di vita ». 


, e sotto di esso, l'iscrizione: 


Nella seconda sezione, in alto, il segno del cielo (=); sotto di esso non 
sì vedono attualmente se non i resti di sei immagini di Divinità, Osiride, 
Iside e i quattro (tenii funerari. 


— - e a - e e eV e —- 2- + _ matera 


BASSORILIEVI 3 ISCRIZIONI 405 


Nella terza sezione, l'iserizione seguente: 


————_——— —+-- —-—————————_—_———_—————————————————————————————————@@—m@x&m + Ln 
- TS — 


N I lA ce » d pe@= 

ui as vi fili 4 na lvl el a 
AS UINR = bebe Sa A 22 Gib e fees a SS 
NS & ARR 
TRAE ea 9 

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N IENA —L| ] ua SS NS N vas 
NNO NIN RSS est <a Ye: NN N ba 
N SS Y N NÒ ANA DR % SI è CS INS DÒ 
INSINA N Stoou DS x a NN < AS x 
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Sì N ISSN ù x < NISSAN SINIS RESSE NOS a _ 
2 ue ni = ui 
YES SSIS N LX I x x a a x 
N Re i Se % 
NI IE x x ca Lo Agg SOI dg a ; È r 3 
ae ER Ra e OE a TE MN NSREE>>®_*= => *=<>=x>x=%®=XN|\|**E**«EAX * *«*XY***YCT«<X°o*gN 


—- _——— —-—P—_—- - PRA 


« Una offerta regale è fatta ad [Osiride] yentàmenti, Dio grande, siyuore 
di Abido, affachè conceda [ogni specie di] offerte în natura e ogni specie di 
offerte manufatte, oyni specie di cose buone e pure, ogni specie di [cose] pia- 
cevoli e dolci, affinchè conceda le provvigioni funebvi in pani e in bevande, 
vittime bovine, oche... 4444 ca di 


Da riferirsi probabilmente al periodo tolemaico. — /tosel/lini. Legno stuccato 
e dipinto; alt. 0,295, larg. 0,230: pessimo stato di conservazione. 


1664. (2485) Stele arcuata aio divisa in due sezioni. 


Nella prima, il simbolo e sotto di esso, la solita iscrizione: 


Nella seconda, a sinistra, Sokari in piedi sul suppedaneo simbolico (3). 
con testa di sparviero, fasciato ìn guisa da conservar libere le mani, collo scet- 


{ro I e il diadema 0 seguito da Iside e da Nefti, ambedue in piedi, e 


aventi nella mano sinistra una fascia rossa, e un'altra di colore d/ex scuro. 
Davauti ad essi, una tavola di offerte, e quindi due immagini, di cui manca 
- la parts superiore, così che non è possibile determinare, se rappresentino altre 
due Divinità, ovvero se una di esse rappresenti la defunta. 


Sopra le dette immagini, le iscrizioni: 


a SN 
> NI NN a =2 


«Sokari»; « la divina madre »;  «[Nefti signora] del cielo»: 


106 LASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


—- Di _ e + si = — .. ——_ ——- a 


hi CI )_ pet be 0 LÌ AMYUTTITY® ADD 
J Gf Ko 111% ww PDBVwYWYvVYVBYsxN 
sic 
«che Osiride, signore del nustero, dia offerte in natura e mannfatte al 
sembiante (ka) di... 


Sopra la tavola di offerte: 


“  deogla” 41 


« migliaja di pani, migliaja di vasi di birra, migliaja di vittime borine e 
di oche ». 


Sotto le dette immagini: 
1A RANA IUSR 
QGITZANII 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride yentàmenti, Dio yraule che è 
in Abido, affinchè conceda offerte in natura e manufatte, al sembiunte (ka) 
della defunta, signora di casa, detta Mutàsany, giustificata ». 

Da riferirsi, secondo ogni probabilità, al periodo tolemaico. — /?osell/.. 
Legno stuccato e dipinto; alt. 0,325, larg. 0,260. 


1665. (2491) Stele arcuata superiormente: manca parte notevole della sezione destra. 
per tutta l'altezza della stele. Nella parte più alta di essa, vedesi tuitora un 
foro, in cui era infissa una immagine dell'uccello simbolico da, come nella stele 
num. 1659. È divisa in quattro sezioni. 


1* sezione. — Il simbolo : fra gli urei scende un fascio di raggi. 


: 3 - ne” det i | 
che emanano dal disco, e accanto a ciascuno di essi, il simbolo «2? , ripetuto 


ATATATATATA! ; 
a destra e a sinistra, e accompagnato dall'iscrizione | 8 N) « Anubi». 


2* sezione. — La barca solare, che porta a prora ed a poppa, un disco solare 
coli'ureo. Davanti al disco di prora, l'iscrizione: 


dis 
« Oro nella barca ». 

Nel centro della barca, Ra iu piedi, con corpo umano, testa di sparviero, 
corna di ariete e disco solare sul capo: il serpente Mellent, fa arco colla coda 
intorno a lui; due Divinità femminili stanno in piedi nella parte anteriore della 
barca, e due virili nella posteriore. Accanto a ciascuna di esse l'iscrizione: 


x Jim 


« adora il Dio quattro colte »: 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 407 


n micio ES rela tt ilo ——- ———————T—  —r—_r_r cc -—- - -- e — —-. -- = *— a e, 


altra iscrizione era tracciata più in alto, e conteneva rispettivamente il loro 
nome, ma non rimane visibile oggidì che la prima, la quale ci dà il nome della 
Dea Mi. 

Dietro alla barca, presso l'estremità sinistra della stele. l'uccello simbolico 


ha ( (9) col cono funebre sul capo. 
\ LL 
3 sezione. — Seve di nove Divinità, in piedi, col corpo fasciato in guisa da con- 
servar libere le mani, con cui stringono una benda rossa: sopra ciascuna di esse, 


un'iscrizione, che non corrisponde sempre alla natura della Divinità rappresentata. 
La prima di esse ha testa Rit sparviero - manca l'iscrizione -, la seconda porta 


il diadema di Osiride- «Osiride» -, la terza, il disco solare - © 
== 


« Nut» -, la quarta, il diadema q - manca l'iscrizione -, la quinta, la penna 


SI 
di struzzo - manca l'iscrizione -, la sesta, lo scarabeo - 9 | N -«Cheprà » -. 
la settima ha testa di leone, e porta sul capo l’ureo col disco solare - Sa O, 
« Tefnut » -, l'ottava ha sul capo un piccolo diadema J - [ TA Ma- 
= 


signora del cielo » -, la nona, un vaso © - O è «Nu.. 


FER 
43 sezione. — Iscrizione orizzontale di tre linee: 
CEWCOTOTWNX»= ag 2 RIE TIA e ETA (Rea A CY nl xi 
vNYN EN UZ IN o IRTE AVAVA| SERI Va 


———— _——_— — — ———rr—_————rr——————————1_—___—+_—————_—r—r_TT—_r—y—y—r __'tt——————— ——_—— o 
e —_ e _—  —_- +, mmm 


sini SPIA 


QI AA 4 ih 
NS ECAEEN vc] È nz A FR A 4, no 
> DYgSdd N a 7, 2 MEM 5JE ct 


\ 


Ci 


———————————————rr————6—6 ————————————————————_—__—_—_—_—_——É6m——r——T——_——————————————————————————————————————————————————————— 


IR>IETIA È rercen i ) | e area Ga Y 7A ne IR a ur: Î > 2 Dyyp 


Kr yyxy\x= I EENNNSNNSNÒÀ mm == | NN 
Viani tra . re dell'alto e basso Egitto, ai er, giustificato, gli 
hei pot va sono nella regione di Aker, gli Spiriti giusti che sono 
nella sala del ........ e... gli Spiriti che sono nella sala grande, quelli 


che seguono il letto funebre piangendo, giudici supremi presso il lago di 
Aker, quelli che ......... fra quelli che sono .........., alla defunta 
Lori ur, yiustificata, figlia della signora di casa Nespa....». 


Lavoro mediocrissimo, da riferirsi al tine del periodo tolemaico, se non anche 
al tempo romano. — /icci. Legno stuccato e colorito; alt. 0,420, larg. 0,230; 
la superficie della stele è attualmente scrostata e macchiata in parecchi punti. 


1666. (2568) Stele arcuata superiormente, da considerarsi divisa in due sezioni. 
Nella prima,.in alto, îl segno del cio ((/>), quindi il simbolo 


. sa e_* A 3 [am | da 
, accompagnato dalla solita iscrizione ___, @. due volte ripetuta, 


408 


—————_———_+—T6—T———6————È_T—_ —— 66 _ rc. __ T_—-.-- ..—— -————_____—— _ 


PASSORILDUZVI E ISCRIZIONI 


let <- — —- ——— —— e — _ — _— e __—__—_——— 


e sotto di esso, a destra, Osiride yentamenti, seduto sopra un trono mas- 
siccio, seguito da Iside Hathor in piedi, avente sul capo l'avoltojo, e sopra 
di questo, le corna di vacca col disco solare. Davanti alle dette Divinità, una 
tavola ricolma di offerte di ogni specie, e quindi un uomo vestito con larga 
tonaca dal fianchi in giù, col capo raso, ritto in piedi nell'atto di presentare il 
vaso dell incenso (2), e di far la libazione col vaso VE dietro a lui, una donna, 
pure in piedi, col capo raso ancor essa e vestita coll’ abito streito al COrpo. 


Sopra le dette immagini, le seguenti iscrizioni: 
« si parla ad Osiride »; 
AI d2î 
| Ja 


ei purla al Iside »; 


mi SC JIN te, SID 
sima zIUadAZ 


« Il devoto ad z O (APR Sansetbaàsuynuru, yeustificato » 


ORARASE 


« la PR: ad Hathor, Wii. giustificata ». 


La prima sezione doveva esser separata dalla seconda, da una linca orizzontale 
che manca: questa è occupata dalla seguente iscrizione: 


aa = aid eli 
Uda tetHHHESISE 
SOMME o Tila 1! 
SPohail&+7Z]J}2 dI 
IRE EIEEDE 


la SP 


« Una offerta reyale è fatta a Ptal Sokari Osiride, Dio grunde, signore 
di (Ro)setu, «finchè conceda le provvigioni funebri in poni ed in bevande, 
huoi, oche, incensi, fascie, vino, lutte, olio, una buona sepoltura e oqui specie 
li cose buone, pure e dolei al devoto ad Osiride......... , Sasetbasu- 
ynuru, figlio di Tapena, giustificuto, partorito dalla siguora di cusa 


(1) | Ì erroneamente per Sa. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 409 


Takemus. Z/ suo figlio diletto. Setbasuynuru, 7 suo figlio Petuasai, 
il suo figlio Petuuserhat, il suo figlio Sàrba ». 


Da riferirsi, secondo ogni probabilità, al fine del periodo tolemaico, se pure 
non al periodo romano. — (Gallerie. Calcare bianco con traccie di pittura: 
alt. 0,630, larg. 0,385. 


1667. (2492) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. 


Nella prima, il simbolo 6 È 2 , accompagnato dalla solita iscrizione 


è. 


da, AME ra E CA 2 
i 43 ©, due volte ripetuta. 
I | Pc RR p 


La prima sezione è separata dalla seconda da un fregio di Ù. 
Nella seconda sezione, in alto, il segno del cielo (2); sotto di esso, Ra in 


piedi, con corpo umano, testa di sparviero e il diadema 9g sul capo, seguito 


da Iside pterofora, che racchiude fra le ali il simbolo 23, e dai quattro 
Geniì funerarii. Di fronte alle dette Divinità, il defunto, vestito con larga tonaca 
dai fianchi in giù, in piedi e adorante. Sopra l'immagine del defunto, l'iscrizione : 


Ji m9qY 


« il defunto Nesi ». 


Nella terza sezione, l'iscrizione seguente: 


Laz MINI ZZITE darai 


--- 2 -—_ ne en rin | nn iii n 


i 


4 


D 
lm 
ND 
ANN 
NWA 


ho 2 4 BIL III | um YI AA 
Na a I Dai G n “Ti SF 
A o | GA FEAR CD MM Ke 0 ESSI 


AZ ire E4AZANE o 5g VAG 
GG N GADGA Gigi DI 44, 


-——__——_—_——m—m—_—_—_—m@m6_ => .._@@@m_—@——@—tm———__@_ -—_—_———m ——__———-_ ——o @-@/R 


« lina offerta regale è fatta a [Ra], Oro dei due orizzonti. Dio grande. 
primo degli Dei, che esce all'orizzonte, a Tum, signore delle due regioni di 
An, ad [Anubi] siguore di Toser, affinchè concedano le provvigioni funebri 
in pani e bevande, vittime bovine e oche, incensi, vino, [latte], al [sembiante] 
del def UO rei figlio di ........[giustificato], partorito dalla signora 
casa, di Setomehit ». 


Da riferirsi al fine del periodo tolemaico, se pure non al periodo romano. — 
Itosellini. Legno stuccato e dipinto: alt. 0.370. larg. 0,245: pessimo stato di 
conservazione. 


410 


BASSUORILIEVI E ISCRIZIONI 


zione : 
teca [e | "2 
La prima sezione è separata dalla seconda da un fregio di Ù. 
Nella seconda sezione, in alto, il segno del cielo (==); sotto di esso, a sini- 
stra. Ra in piedi, con testa di sparviero, disco e ureo sul capo, fasciato in guisa 


da conservar libere le mani, con cui stringe lo scettro 1, seguito da Iside 


pterofora, che racchiude fra le ali i simboli ds, e dai quattro Genii funerarii. 


Davanti alle dette Divinità, un'ara di libazione, sopra di cui un grosso fiore di 

loto, e quindi il defunto vestito con una tonaca dai fianchi in giù, e colle braccia 

sollevate in atto di adorazione. 
Nella terza sezione, l'iscrizione seguente: 


n ( I N II PES ARA N SÒ INS 
i EL ARRRÌ N: SN SATIN. KS IAN» N 


————m————€6—€ @ ————+———€—— —— ——— 


CS EEN SÌ CNN 
cal ES MARIT NI ANTE 


—_— ——- +. -—.r—_———rr—————T!. AL ZL A _ |  — —- —-. <= —_—+ 


[Tie ei Ro a] Sumter 
AEKk (A \ Tm ARRRTÀDD de 0 N 


T©@x\vY.Y**| *" ’ | ’ît*"AN\ e DY 4 Tw[OYWC(\Wwxé __-X- N 
\N\WX YX“‘RUBOT(U[MNKMNRNT.,yyywyhX 


i Le e — — - - -—-—-—--  —_ ——————€—€ i. = mei it i —  ————6___———————— mt 1 


« Parla il defunto, uddetto al servizio di Ammone, T et,bir, giustificato, 
arena Lerreeceec.s000. [S]esmut, giustificato, figlio del Manennu (!) 
Horsaas.............. la madre.....signora di casa ..\...00.0ee 
Una offerta regale è fatta ad Osiride yentàmenti, Dio grande, signore 
ili Abido .............0, @ffinchè conceda le provvigioni funebri in pani e 
hevande.............. [ogni specie di] cose [buone c]pure ............. 
[ogni specie di] offerte în natura ........... .. >». 


Da riferirsi, secondo ogni probabilità, al fine del periodo tolemaico, se pure 
non al periodo romano. — (Gallerie. Legno stuccato e dipinto; alt. 0,350. 
larg. 0,270; pessimo stato di conservazione. 


(3) Nome assai frequente nelle iserizioni sepolcrali di tempo tardo, che designa qualche ufticio 


o dignità religiosa, di cui mi è ignota la corrispondenza. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 411 


1669. (2544) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


Nella prima segione, il simbolo 


Nella seconda sezione, un Faraone in piedi, vestito collo s/ext; reale e col 
diadema 1 sul capo, offre il simbolo UNRI ad Harur e a Sebek. Il primo 
ha corpo umano e testa di sparviero, e porta sul capo il diadema g. il secondo 
ha testa di coccodrillo col diadema La ‘ amendue stanno diritti in piedi, vestono 


lo shenti, con corta maglia stretta al corpo dai fianchi alla metà del torace, e 


stringono colla mano destra lo scettro l: e colla sinistra l'amuleto + 


Iscrizioni. — Sopra l'immagine del Faraone: 
Os a 
DAÙ 
Sur Son 


« Il Faravne, signore del Sud e del Nord e figlio di Ra ». 


Sopra le immagini delle due Divinità: 


mMerleme 


« Parla Harur, siguore di Ombos ...... »: 


7 sn Le ll 
« purlu Sebek, signorine di Ombos, Dio grande ». 


Harur (Haroeris) e Sebek erano le due Divinità tutelari di Ombos, ove 
sorge\i in loro onore un grandioso tempio, fatto ricostruire da Tolomeo Epifane. 

Stele votiva proveniente indubbiamente dal tempio di Ombos: il Faraone rap- 
presentato è, secondo ogni probabilità, un Imperatore romano, e forse Augusto. — 
Rosellini. Arenaria; alt. 0,530, larg. 0,345. 


1670. (4021) Stele arcuata superiormente, mancante di quasi tutta la sezione inferiore. 
In alto, i resti del simbolo LAEPRÀ:: sotto di esso, un Faraone, vestito 

collo shkesti, lo scettro I nella sinistra, il diadema 9g sul capo, diritto in piedi ne - 
l'atto di stender la mano destra-per ricevere la verga magica a testa dì capro (A), 
conosciuta nei testi egiziani sotto il nomo di = È DS A urhelau che 


gli è offerta dal Dio Num, ritto in piedi davanti a lui. Num veste parimenti 


412 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


lo shextî, ha sul capo il diadema Port e il simbolo F nella mano sinistra : 
era seguito dalle Dee Satie Anuki, amendue in viali e aventi sul capo i 
loro diademi caratteristici ( Sg "ED), ma dell'immagine di Anuki non rimano 
attualmente che una piccola CA | 

Iscrizioni. — Sopra le dette immagini: 


os LOS 
7 


pane 
RR 
a 
DS Gi 
es FRE 
<> 4 
<TD> te 


« Il Socrano del Sud e del Nord, signore delle due regioni, Autokrator, 
figlio di Ra, signore dei diademi, Spasi(a)nus (Vespasiano) ». 


Mesa te man 
| > DB ART An li ba HS 


« l’arla Num, el gran signore di ...... , Ptal (Totunen), padre degli Dei, 
che fece il ciclo in quel tempo în cui non vi era che l'acqua ». 


TI TOA 


« Parla Sati., la gran signora di Elefuntina ». 


TI ZAIPOSR 


« Parla Anuki, sovrana del Sud, signora di......... ». 
In alto, dietro l’immagine di Anuki: 
ii ATHOEO 
IT 
Sotto alla scena sopradescritta : 
IITTITTI[{A CTANOYCEBACTOYANEOHKEN 
HIIITIIITNIO CONA XOMNEAAIOY 


IHIIIIIII/DENICEPANIWNOCTOY/;// / 
IIMTITITIII!{(O VAR 


Stele votiva: le Divinità che vi sono invocate sono quelle delle prime cate- 
ratte. ed è quindì probabile che questo monumento provenga o da Assuan. 0 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 413 


dalle isole di Hleiantina, di File o di Bigeh. L'espressione dataci da questa 
stele «..... Ptah (Totunen), padre degli Dei, che fece il cielo in quel 
fenpo în cui non esisteva che l’acqua » è notevolissima, e specialmente impor- 
tante per conoscere il concetto che gli Egiziani avevano della cosmogonia (!). — 
Dono del Comm. Vassalli-bey. Basalte; alt. 0,490, larg. 0.360. 


167!. (2487) Stele arcuata superiormente, divisa in quattro sezioni. 


Nella prima, il simbolo : fra i due urei, un fascio di raggi. 


che cinana dal disco: accanto a ciascun ureo, uno sciacallo (:t_.). 


Nella seconda sezione, cinque Divinità fasciate, sedute per terra davanti ad una 
ara di libazivue, sopra di cui sono deposti un pane e un fiore di loto: precede Ri 


con testa di sparviero, disco e ureo sul capo, e lo scettro I sulle ginocchia, poscia 
Tum, col diadema 9g e lo scettro I e quindi altre tre Divinità, i cui simboli 
caratteristici non sono più discernibili attualmente. 


Nella terza seziono, il defunto, vestito con larga tonaca dai tianchi in giù € 
con capelli cortissimi, è rappresentato in piedi nell'atto di adorare sei Divinità, 
aucor queste în piedi, cioè Osiride yentàmenti, Oro con testa di sparviero 

è. . . . e N . . . . 
shenti sui fianchi e diadema gJ sul capo, Iside e altre tre Divinità, le cui 
immagini sono scomparse quasi del tutto. 


Nella quarta sezione, l'iscrizione seguente : 


_— —_.r—_rrr—————— + — —_—_— € +, —_ n lite pre 


TARRA 
28% Hi- | Gi. 


Igrgggy 
ehe [N47 
PAIEZAAZAZZZA ‘ 


VIGETAA SL Lx PISAIRRICA, pe 
100 GEA 0444 
TT] ox a è - (A) GAMADATA 
CIAD NIZAZIZAAA, 
Î J | Gis hs, 
«Una vffeita regale è fatta ad Osiride yentàmenti, Mio yruwde....... 


ud Iside /a grande, divine madre, al Anubi che risiede nella dimora 
DIVINA + LL eee Offinchè concedano le provvigioni funebri in pani e 
bevande, .......... VINO, e eee... [oyni specie di cose buone e) pure, al 
defunto, portinajo del tesoro ...... ossea uni 


——_— 


(1) Vegy. in proposito il principio del capitolo XVII del libro dei morti nell'opera del Naville, 
« Das mqyptische Todtenhuch der XVIIThis XX dinastie ete. e, vol. T tav. 24, e IT pag. 31-38 


414 PBASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


| ——_ — ——— 


Monumento da riferirsi al periodo romano. — osellini. Legno coperto da 
un leggiero strato di stucco e dipinto; alt. 0,470, larg. 0,260: il legno è rovi- 
nato dal tarlo. 


1672. (2495) Stele arcuata superiormente, divisa in due sezioni. 


‘ Nella prima, il simbolo |, _ e sotto di esso, la solita iscrizione: 


Nella seconda, a sinistra, Osiride yentàmentiin piedi, seguito da Iside, 
pur essa in piedi e collo scettro Î nella sinistra: davanti ad essi, una tavola 


di offerte, e quindi il defunto adorante. Questi veste una tonaca dai fianchi fin 
sotto il ginocchio, e ha il capo coperto con una cuffia bianca, stretta al cranio. 
Sopra le dette immagini, le iscrizioni seguenti: 


Toni 


« Osiride, /70 grande ». 


«Iside, la grande ». 


ra cibi Faa\ A}: 
5 a x 


«(Il defunto) Punhatef ». 


Sotto di esse, altra iscrizione di due linee: 


— e — E I— \ 2 ——-—_T ——- —--P——__—-.. ——_———t_—m@- 


E fA=ze nil 


— —_ ——_—r_—————————_—_—€€m€—€——_——————————_—__—_—_—t—_—_—@—&6 


« Unu Gffeita reyale è fatta ad Osiride signore di [Ro]setu, «finchè con- 
coda una buona sepoltura al defunto Punhatef, figlio della donna Psarp >». 

Da riferirsi, secondo ogni probabilità, al periodo romano. — (Gallerie. Calcare 
bianco; alt. 0,400, larg. 0,240. 


1673. (2482) Stele arcuata superiormente, divisa in tre sezioni. 


Nella prima, il simbolo . accompagnato dall'iscrizione : 


Nella seconda, in alto, il segno del cielo (=): sotto di esso, a sinistra Ri con 
testa di sparviero, disco e ureo sul capo. fasciato in guisa da conservar libere 


BASSORINIEVI I ISCRIZIONI 415 


le mani, con cui stringe lo scettro ì diritto in piedi e seguito da Nefti e da tre 


(ienii funerarii. La Dea Nefti sostiene col braccio destro una lunga fascia, rossa 
per un verso e celeste dall'altro, e due dei Genii, che colla mano destra sfasciata, 
tengono una penna di struzzo e una larga fascia a zone rosse e celesti. Sopra 
l'immagine di Ra, l'iscrizione : 

LI 


«il Nio grande »; 


davanti a lui un'ara di libazione, su cui son deposti il vaso nemes (Y}) e un 
tiore di loto. Dall'altro lato della stele, Thot con testa d'ibis, shez// suì fian- 
chi, crescente di luna sul capo, e una fascia rossa e celeste sul braccio destro, 
uccompagna colia mano sinistra il defunto, che presenta alle Divinità summento- 
vate. Il defunto ve:te una larga tonaca celeste dai fianchi in giù, e ha il capo raso: 
il colore della sua camagione è rosso scuro, celeste quello di Thot e di Nefti, 
c nuovamente rosso quello di Amset, primo dei tre Genii funerarii. 
La terza sezione è occupata dall'iscrizione seguente: 


lA= ilmertes SJ 


> no ———@—@m_———y——— P——————————_——— __—_———————_r———T_—_ <- n — . e - 


di = AT SITE AA 
FDL 


« Una Reni regale è fatta ad Osiride scali. 6a Dio gra ude, signore 
ili Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e în bevande, vit- 
time bovine, oche, incenso, vino, latte e ogni specie di cose buone e pure; che 
Osiride yentàmenti, Nio grande, signore di Abido, conceda le provvigioni 
funebri in pani e in bevande, vittime bovine, oche, incenso, vino, latte e ogni 
specie di cose buone e pure; che Osiride yentàmenti, Dio grande vi... 


Da riferirsi, secondo ogni probabilità, al periodo romano. — /osellini. Legno 
stuccato e dipinto; alt. 0,350. larg. 0.265. 


° 


DOLLAR TSO ASSISOA O SINAINA 


NAOS 


1674. (2612) Naos o tabernacolo, che il Rosellini rinvenne ancora al posto in una 
delle camere laterali del santuario del tempio di File. In esso doveva essere 
rinchiusa l’immagine di una delle varie Divinità, adorate in quel tempio, e pro- 
babilmente quella di Hathor; anticamente la nicchia doveva esser chiusa con 
un piccolo uscio, che si appoggiava a due leggiere sporgenze, visibili ancora oggidì 
ai due lati dell'apertura. La fronte del #a0s è ornata di simboli e di iscrizioni, 
scolpite in rilievo: gli altri lati, come pure l'interno della nicchia. ne sono intie- 
ramente privi. 


lizza 


ce | 
|| 
| 
Iscrizioni. T———__es 
« ZU : spe 


« Hut, Dio grande, signore del cielo ». « Il sovrano di Mesen-t (sastuario di 
Edfu). Zio gronde, signore del cielo ». 


NAOS 


“LE ZIE n red rl SCA of ASgiE )i CES anne 


e e 2 e - —_ —-—_ _—P——@y- pe 


SA DET ELE Ji cage n: (Ea: =) 


—_— —P— + --.-- —. e I A rea —_ ———@——m—m—m€€&———m———P—_———m6—m_m 


| -_—_———————ÈÉ————_È—————m6——_—TÈ__—>—T€+&—€6@—_ m6—6&@—mm6—é 6 —@ Ò_ —_———€_ÉÈ€ÈÈ——————=—_—_- _—_—m€ ____——— 


418 NAUS» 


« Ra, Oro sovrano del Sud e del Nord, fanciullo a cui îinneggia chi è nello 
propria vita, sul trono del padre suo, ..........., Che riproduce il suo sorgere 
insieme con À pis, signore deî diademi del Sud e del Nord, che rende felici 
le due regioni, re dell'alto e basso Egitto, Xuneter.fuîneter.sotepptah. 
raàrma.amonyerpany, (amato da) Hathor signora di Senmut (!)». 
« Ra, ‘Oro sovrano del Sul e del Nord, il grande del valore, signore delle 
panegirie, come il padre suo Ptah (Totunen) padre degli Dei, sovrano come 
Ra, figlio di Ra, Ptulmis.inytetto.meriptah, e la sovrana delle due 
regioni, Klaupatra, (amata da) Hatbor la grande di Ser». 


e 4 
i | | = 
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Eri => 
QI [aa 
ANNO: | Ken 
E | 
NN. | 2) 
NE ore 


« Riposi, ripose în pace nella grande dimora, Hathor, lu gran signora di 
LA 
Ser, che si riunisce a ....... sud 


« Riposi, ripost în pace nella dimora sovrana e veneranda. Hathor,/u gran 
signora di Senmut. signora ............. in eterno ». 


———r——— ——_—__—€m— e 


(!) Con questo nome si designava particolarmente l'isola di Bigch, che giace di fronte a quella 
di File: pare nondimeno che con significato più generale si estendesse a tutte le piccole isole. che 
precedono le prime cataratte. 


NAON 419 


Siri i eng 


y— Nel centro. il simbolo VI ai due lati di esso, il Nilo del Sud e il Nilo 


del Nord. a cni corrispondono le iscrizioni: 


se PERRIRORE, | 
NIZI TI 
20 > 
ra n= 
ARAANA EEE 
oe =; h at 
56. ie 


« Hupi del Sud, che risiede in Senmut». 
«Hapi del Nord, che esce da Ant». 
Sopra il simbolo AI: i cartelli: 


SS 


x LA 

I A] [ty 
= N Sira 
li (i | TA 


«Xuneter.fuaneter.sotepptal.riarmaà. àamonyerpàng — Ptul 
mis.anytetto. meriptah », 


“ la regina, sovrana delle due vegioni, Klàupatra». 


Il Faraone soprannominato è Tolomeo TX, Euergete II, e la regina è 
Cleopatra III. 

Altro naos poco dissimile da questo, delle stesse dimensioni, scolpito nella 
medesima pietra e proveniente dallo stesso tempio di File, trovasi attualmente 
al Museo del Louvre; un terzo, simile ai due precedenti, trovammo giacente 
nell'isola di File, al Nord del tempio, nell'antica chiesa copta, ove servì come 
predella dell’altare maggiore ('). — Posellini. Granito bigio con macchie rosse; 
alt. 2,200, fronte 0,830, lato 0,910. 


— —_ -_-_—r Tr 


(1) Le rovine di questa chicaa furono fatte dissepellire recentemente dal prot. Willard Fiske. 


e. PATTO e aL e L'ad elDo 


PIRAMIDI SEPOLCRALI E OBELISCHI 


1675. (2610) Piccola piramide sepolcrale. Sopra due faccie opposte di essa, che dove- 
vano probabilmente essere rivolte verso oriente e verso occidente, è incavata una 
nicchia, e nell'interno di questa è rappresentato il defunto in altorilievo, ingi- 
nocchiato nell'atto di adorare Ra o il sole, simboleggiato dal monumento stesso (!). 
Il defunto ha i capelli lunghi, coperti con un velo, e veste una tonaca dai fianchi 
al piedi. 

Presso la base della piramide, una linea orizzontale di geroglifici. che gira 
su tutte quattro le faccie e contiene la seguente iscrizione: 


Nolan 
Tai dale Rel 
RAI SIE Uli 4; 


gursg gr 
TE A Gi, 
GY, fo Gi, 
« Adora Ra, quando sorge all'orizzonte, il maggiordomo Hul £yli dice: 
omaggio a te, o Ra signore dei creati: deh! concedi che to sia felice. che 
l’irradiamento del viso sia con me, che rinfreschi me l'ombra.....[ciò al) 
regio scriba, vegio.......... [Hui]». 


NS ù dì 
ÒY 
As 
AE 
SS 
I 
NS 

ANI 

Ò 

cv 
DV 

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GU PAZZA 


La piccola piramide, ora illustrata, e le altre della stessa natura. avevano wi 
utticio strettamente sepolcrale, e venivano collocate nelle tombe accanto alla 
mummia come simboli del sole. con cui l'anima del defunto doveva sorgere e 
tramontare. 

Da riferirsi, probabilmente, al fine della diciottesima dinastia. — (rallerie. 
Granito grigio; alla base, 0,320 in media per ogui lato. alt. 0.360: scheggiata 
presso la base in parecchi punti. 


1676. (2608) Piccola piramide sepolcrale, frammentata nella parte superiore. Sulle 
quattro faccie di essa, in leggiero rilievo ad incavo, è rappresentato il defunto. 
coi capelli raccolti in una reticella, con larga tonaca dai fianchi in giù, inginoc- 
chiato per terra e adorante. Su ciascuna delle quattro faccie, sopra e accanto 


(1) Vegg. E. Schiaparelli, / s:9a:ficato simbolico delle piromidi egiziane, Roma 1884. 


FICISITOCE 


PIRAMIDI SEPOLCRALI E OBELISCHI 421 


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all'immagine del defunto, sono rispettivamente incise, di bei segni geroglifici, 
GG DI 
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« Adora Ra, che sorge [all')orizsonte orientale del ciclo, il principe, soprin- 
tendente delle provincie meridionali, soprintendente del magoszino, Neba, 


le quattro iscrizioni seguenti. 
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AA JIA e Tanto. ie 
la \ det 3 
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giustificato »: (l’immagine del defunto è rivolta verso destra). 


ge: 4 < net = 
1-_ZZO RR ss 7%: MRS ce I } Joj 

N semini] 

ANZI 

«[Adora] Ra, che risplende narigando [nell'alto del cielo] distruggerlo i 

suoi nemici, il piticipe, soprintendente delle provincie ineridionali, primo 

interprete del re, Nebà, giustificato » : la del Ra rivolta c. s.). 

4 Wo pc a O gii L f Gea 
bg: x SA Tgr: apr (grani 

i A - DI AA e) d Ti IH ai 

SA 1I= 

« Adova Ra quanno trainonte vivendo [ nell'orizzonte occidentale del etelo, 

illuminando (2)] il mondo sotterraieo, il principe, soprintendente delle pro- 

vincie meridionali, soprintendente del magazzino, Nehà, giustificato »: (immag. 

del defunto rivolta verso sinistra). 

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AGAGIACAA it = WÎm © In 
Ide 
PSR | 
«[Adora Ri ..................] del cielo, il principe, soprintendente delle 
provincie meridionali, primo interprete del re, Nehà, giustificato ». 
Monumento da riferirsi, secondo ogni probabilità, al principio della dicianno- 

vesima dinastia. — Zosel/lini. Pietra arenaria; alla base, in media, 0,610, per 

ogni lato, alt. 0,570. 
1677. (2609) Piccola piramide sepolcrale, come le precedenti. Il defunto, coì capelli 


LI 


corti e lo sheati intorno ai fianchi, è rappresentato in piedi, sulle quattro faccie 
di essa. rivolto verso destra, e colle braccia sollevate in atto di adorazione. Accanto 
alle quattro immagini suddette, sono rispettivamente incise le iscrizioni seguenti : 


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422 PIRAMIDI SEPOLCRALI E OBELISCHI 


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< Porye adorazione ad Hathor, e sì prosterna ulla protettrice dei monti. 
il soprintendente delle offerte della tavola d' Oro. Amenbotpu, figlio di 
Riemuseyt». 


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« Porge adorazione a Chem, e st prosterna ad Oro forte, il luvandajo di 
Osiride, Amenhotpu figlio di Riemuseyt». 
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* PIRAMIDI SEPOLCRALI E OBELISCHI $25 


——— - — — =—- —-.- —_- — - eÈ, - — ————r——————m_mtc@mm@——@P@@“QQQup42 cf 200005 LATI TZ ARIA III A A n n 


« Porge adorazione ad Aphiru, e st prosterna al signore di Toser, quegli 
rhe fa cuocere le focaccie, Amenbotpu, figlio di Riemuseyt». 


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« Pge adorazione ad Usiride, e st prosterna all'Unnofer, il grande del 
santuario, Amonbotpu, figlio di Raemuseyt>». 

Monumento di cui è difficile determinare il tempo in modo preciso, e da 
riferirsi al periodo che intercede fra la diciottesima e la ventesima dinastia. — 
(Gallerie. Pietra calcare; alla base, 0,230 per 0,210, alt. 0,320. 


1t78. (2611) Piccola piramide sepolcrale, come le precedenti, frammentata nella 
parte superiore. 

Sopra una delle faccie è rappresentato Osiride yentàmenti, seduto sopra 

un trono massiccio davanti a una tavola di libazione, sopra cui sono deposti il vaso 


neimes (4) e un fiore di loto: sopra l'immagine di Osiride, i simboli F 2. 
e sotto di essa, in un altro scompartimento, una piccola immagine di uomo 
inginocchiato e adorante. Sulla faccia opposta, in alto, i simboli = O &3, e 


sotto «di esso, l'emblema ff munito di braccia, che sostengono l' amuleto DA e 
stringono colla mano lo scettro I Sulle altre due faccie è rappresentata la 


defunta, seduta sopra un alto sedile di legno scolpito: veste l'abito talare largo 
e trasparente, ha i capelli lunghi e cadenti sulle spalle e sul dorso, copertì da 
un velo, il cono funebre e un fiore di loto sul capo, e un altro fiore di loto nella 
mano destra. Sopra una di queste due faccie, l’immagine della defunta è accom- 


pagnata dalla iscrizione: 
> 
CI 
Aaa 
NAAAAAI 


« Ùì, 


424 PIRAMIDI SEPOLCRAL! E VBELISCHI 


e dalla iscrizione : 


sulla faccia opposta: amendue sono evidentemente incomplete, e non si può ben 
determinare se contengano il nome della defunta o quello dei suoi genitori. 
Lavoro mediocrissimo, di tempo non ben determinato, ma certo posteriore alla 
XIX dinastia. — /tosellini. Calcare bianco; alla base 0,125X0.140, alt. 0,380. 


1679. (2607) Piccolo obelisco, mancante attualmente del yyramidion, e appartenente 


al defunto <q IN I 0 Paneterhon, gran sacerdote di Ptah in Memti. 


Il defunto è rappresentato in leggiero rilievo ad incavo, sopra 
ciascuna delle quattro faccie: nella prima («), veste l'abito talare. 
trasparente, a larghe maniche e pieghettato, con corta sottoveste 
intorno ai fianchi, ha i sandali ai piedi, il capo raso, e sta ritto 
in piedi accanto al simbolo qui accanto rappresentato, sollevando 
le braccia in atto di alorarlo: sulla fascia opposta (0), Pane- 
ternon è rappresentato parimente in piedi, nell'atto di adorare 
il simbolo caratteristico di Osiride, ma colla divisa propria del 
yran sacerdote di Ptal. Eccettuata una grossa treccia, che gli 
cade arricciata sulla spalla destra, ha i capelli spartiti in pic- 
cole ciocche, assai corte e tagliate sulla fronte e sulle 
orecchie: dai fianchi fin quasi ai piedi veste una 
tonaca assai larga, stretta con una larga sciarpa, che 
ricade sul davanti e termina in un grosso fiocco, 
porta sulle spalle la pelle di pantera, i sanilali ai 
piedi, e ha il petto coperto dal gran collare che è 
proprio della sua dignità. Dal braccio destro, sollevato 
in atto di adorazione, pende legato con un cordone. 
un oggetto non ben discernibile, che potrebbe essere 
una situla o una borsa, o uno di quegli oggetti che 
si trovano talora sul petto delle mummie, e che sì 
sogliono designare col nome di pettorali. Sulla faccia 
attigua (c) il defunto è rappresentato colla stessa 
divisa, nell'atto di portare lo stendardo di Se yet, 
e sulla faccia opposta (d) è rappresentato nello stesso atteggia- 
mento, ma invece del collare, della pelle di pantera e della tonaca 
colla sciarpa. distintivi proprî del gran sacerdote di Pta:, veste 


PIRAMIDI FUNERARIE E OBELISCHI 425 


= ——————@-——_.-+—-- ———r -—_.___—____m—_——r—r—r———————_—————————————————@hbc—————t0t-_—_————————_—rr——tt\\o au c@—tP>@-@@@ 


un largo abito opaco, talare, a larghe maniche e pieghettato, che era comune 
a tutti i dignitarî e sacerdoti egiziani. 

In ognuna delle quattro faccie, l'immagine del defunto è accompagnata da 
Iscrizioni, come pure brevi iscrizioni sono incise sopra i due simboli rappresentati 
sulle faccie «a e d. 

a — Sopra il simbolo: 


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«Ptal, grande, sovrano del muro (bianco), signore della vita ». 
Sopra l'immagine del defunto: 


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« Il defunto, nobile di schiatta, [Se]m, gran sacerdote di Ptah in Memf, 
Paneterhon, giustificato ». 
« Il defunto, Sem, gran sacerdote di Ptah in Memf, Paneterhon, figlio 
di Mihu[i]». 

è — Sopra il simbolo: 


Ch 
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per: 


« Il devoto a Xentàmenti, Dio grande ». 


94 


426 PIRAMIDI FUNERARIE E ORELISCHI 


2 —————_à»_ __ ___Ò__—m————_—_y6 6T 


Sopra l'immagine del defunto: 
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« Il defunto, Sem, gran sacerdote di Ptal in Memf, Paneterbon, giu- 
stificato ». 


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«[Fa offerta da parte del] re, e presta adorazione a Seyet la grande, 
amata da Ptah, signora del cielo, sovrana delle due regioni. il defunto, 
nobile di schiatta, Sem, gran sacerdote di Prali in Memf, Paneteruon, 
figlio di [M]ahui giustificato, e partorito dalla signora di casa Nena ». 


(1) Secondo ogni probabilità, la lacuna che segue il segno } conteneva l’espressione \\ a E’ 
e il segno in questione raffigurato in proporzioni assai maggiori degli altri segni, non può rap- 
presentare un aggettivo, ma un vero e proprio sostantivo. Ne segue che il segno } che vi corri- 


sponde nel gruppo frequentissimo ] \ ce doveva avervi un significato analogo, e perciò l'espres- 


sione suddetta, che fu tradotta nei modi più diversi, deve interpretarsi certamente per « il re offre 
una tavola di offerte n, o meglio « una offerta è fatta da parte del re n. Questa spiegazione era 
già stata supposta dal Maspero molti anni addietro, ma senza appoggio di monumenti: la nostra 
iscrizione la conferma in modo sicuro, concordemente con altre iscrizioni inedite della tomba di Re y- 
mar, che si riferiscono al libro de: funerali. (Vegg. Il libro dei funerali, parte II, ora in corso 
di stampa). 


PIRAMIDI FUNERARIE E OBELISCHI 427 


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«[Fa offerta da parte del) re e presta adorazione a Seyet la grande, 
amata da Ptab, signora del cielo, il defunto, nobile di schiatta, Sem, gran 
sacerdote di Ptah in Memfi, Paneterhon, giustificato. Egli dice: [omaggio 
a] te, 0 signora del cielo, sovrana delle due regioni, occhio di Ri, che sei 


nel suo disco ». 


Il defunto Paneterhon, menzionato nelle iscrizioni precedenti, è la stessa 
persona che è rappresentata in una statua del Museo del Louvre, e che dedicò 
alla memoria del gran sacerdote Ptahmes, la statua già illustrata del Museo 
di Firenze (v. n. 1505). Paneterhon era probabilmente legato a Ptalimes 
da vincoli di parentela, che più non si possono determinare con precisione, e quasi 
certamente ne fu il successore nella dignità di grande sacerdote di Ptah in 
Memfi: per cui questo monumento dovrà essere riferito o al regno di Amenofi III 
o a quello di Tutmosi IV. — Poseilini. Calcare bianchissimo; alla base 0,380X 


0,340, alt. 2,120: rotto in parecchi pezzi e restaurato. 


1680. (2602) Piccolo frammento di un obelisco di mediocre altezza, che portava sopra 


ognuna delle faccie due colonne di iscrizioni. 
Sulla faccia principale del frammento: 


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428 PIRAMIDI FUNERARIE E OBELISCHI 


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ESRI 


20045 4,% gite VALSA, 4/44 
NU Mili Uifiità 


Tioiad gi [a] Chepr(à), facendo essere în festa per Tum la dimora del pria 


. [facendo] monumenti (alti) come il sommo del cielo, facendo risplen- 


dere Eliopoli cogli obelischi ......>». 
Sul lato destro: 


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SAGA: 
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«...... nel tempio di Rà, il grande degli splendori in Eliopoli......». 
Sul lato sinistro: 
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«......[a] Ma, a Ra al suo sorgere, facendo Eliopoli come [l'orizzonte 
del cielo]......». 


(') Con questo eufemismo si designava il tempio di Tum in RFliopoli. 


PIRAMIDI FUNERARIE E OBELISCHI 429 


L'espressione « facendo risplendere Eliopoli cogli obelischi », allude all'usanza, 
di cui altre volte parlammo, di dorarne la superficie, per cui questi monumenti, 
oltre il loro significato simbolico, adempivano all'ufficio di riflettere i raggi 
solari, e di moltiplicarli e diffonderli sul tempio di Eliopoli e sulle località cir- 
costanti: però il nostro frammento, come la massima parte degli altri obeli- 
schi, non conserva più traccia dell'antica doratura. Stile della diciannovesima 
dinastia; monumento da attribuirsi, secondo ogni probabilità, al regno di Ra- 
messe II, e proveniente indubbiamente da Eliopoli. — /osellin:. Roccia gra- 
nitica rossa; alt. 0,730, larg. 0,160. 


SAM LIPANLIONI SSA MOON I. 


PIEDESTALLO SIMBOLICO 


1681. (1801) Parte anteriore di un piedestallo di statua di Ptah, che aveva la 
forma del simbolo 3. La statua del Dio vi era infissa anticamente in una 
cavità, che tuttora vedesi nella parte centrale, mentre in un altro foro, prati- 
cato davanti a quella, era probabilmente infissa una piccola immagine adorante 
del principe Merenptah, dedicatore della statua. 

La faccia superiore, non meno che l'anteriore e le due laterali, sono coperte 
di figure e dì iscrizioni. 

a — Sulla faccia superiore, ai due lati dei fori, nei quali, come fu detto, dovevano essere 

infisse la statua del Dio e l'immagine del dedicatore adorante, le due iscrizioni 


seguenti : 


Ano: 
IS 


NN 
NS 
NO 


iaia) 
(L= 


DIM 
000 


Il 


« Il nobile di schiatta, che protegge le due regioni, il principe Merenptah, 
GIUSHIfiCALO «LL... [Offerte in natura] d'ogni specie, offerte 
manufatte d'ogni specie, pani d'ogni specie, volatili d'ogni specie, al suo figlio ». 
« Al nobile di schiatta, regio scriba, principe Merenptah, giustificato..... 
sp n.00... Vila e felicità d'ogni specie, salute d’ogni specie, soddisfa- 
sioni d'ogni specie, forza d'ogni specie e vittoria d’ogni specie ». 


PIEGESTALLO SIMPOLICO 431 


- -_ ————+—€6y—y— > —_—-—< € < — _ 


5 — La faccia anteriore è divisa in due sezioni dall'iscrizione seguente: 
da 
dl 
DD 


NL 


= 


« Una offerta è fatta da parte del re a Ptah...... , tl grande dei favori 


(per) chi lo ama, (affinchè) faccia vittorioso il generale in capo e principe 
[Merenptau]». 


Nei due scompartimenti laterali il principe Merenptali è rappresentato in piedi. 
vestito con lunga tonaca trasparente dai fianchi ai piedi, coi capelli non molto 
lunghi, tagliati sulla fronte e sul collo, eccettuata una treccia, che gli cade 
inanellata sulla spalla sinistra: colle braccia solleva una.tavola ricolma di offerte, 
come per presentarle alla statua del Dio, e nello scompartimento destro tiene 


simultaneamente in ciascuna delle mani un amuleto T Davanti e sopra a cia- 


scuna di dette immagini, sono ripetute le iscrizioni seguenti: 
> 


ao EZIEIANELII 


« Il nobile di schiatta, regio scriba, generale in capo, principe ereditario, 
Merenptah, giustificato », 

SAT un bo) 

111% Ò o 


« porta le offerte al padre, che vive în eterno ». 


e — Sul lato sinistro, il principe Merenptah è rappresentato tre volte, vestito c. s.: 
la prima volta è rivolto in senso opposto alla statua, ed è nell'atto di presentare 


(1) Nell’iscrizione dello scompartimento sinistro, il segno + è sostituito erroneamente da A__D- 


482 PIEDESTALLO SIMBOLICO 


n ni nn un —_ ____ + __—_—T———_r_—__ 


l’incensiere e di far libazione col vaso zemes (V3}) sopra due piccole are, la 
seconda e la terza volta è rappresentato in senso opposto, e solleva amendue 
le braccia in segno di adorazione. Le tre immagini sono accompagnate rispetti- 
vamente dalle seguenti iscrizioni: 

8,22)°= SB 975 = I 

I va NIN 7 a O 
« Il nobile di schiatta, che protegge le due regioni, principe Merenptah, 
[giustificato], fa la cerimonia della libazione e dell'incenso ». 
} O = E Î 
| 
« Il principe Merenptah>». 


Altra iscrizione come la precedente. 


“d — Sul lato destro, triplice rappresentazione, come sul lato opposto, accompagnata 
dalle seguenti iscrizioni: 
GE4N=a E = 
Lava 
« Il nobile di schiatta, che protegge le due regioni, principe Merenptah, 
giustificato ». 
Oa 5 


Ls 
« Il principe Merenptah ». 
O = Gi | 


awe 
« Il principe Merenp ta h, giustificato ». 
Il principe Merenptah, rappresentato su questo piedestallo e dedicatore 


della statua, fu indubbiamente il tredicesimo figlio di Ramesse II, quello 
stesso che regnò, dopo la morte di lui, coi cartelli: 


GE 


Giudicando dal titolo (SN "A Il, analogo a quello che è assegnato a 
Ramesse II ancora fanciullo, nel tempio di Abido, non meno che dall'espres- 


LO 


sione =, e dal tenore delle iscrizioni incise sulla faccia superiore, e su quella 


suibaiona del piedestallo, è a ritenere, che quanlo il principe Merenptal dedicò 
questo monumento egli era già reggente del trono, e questo devesi quindi riferire 
all'ultima parte del regno di Ramesse II. Monumento di molta importanza. — 
Rosellini. Granito grigio; alla base, larg. 0,420, lung. 0,590, alt. 0,350. 


ARE DI LIBAZIONE E DI OFFERTA 


1682. (7380) Frammento di grande ara di libazione, di forma circolare. Sull'orlo di 


essa, in quattro punti equidistanti della superficie esterna, doveva trovarsi una testa 
di Hathor in alto rilievo, a cui corrispondeva un'altra testa simile sulla super- 
ficie interna; ma attualmente ‘non ne rimane che una sola. Parimente sul lembo 
esterno dell'orlo e sulla superficie superiore di questo, erano incise due iscrizioni 
in bellissimi geroglifici, di cul non rimangono attualmente che i frammenti 
seguenti : 

10 AVA € testa di DA Gi 
GG 9 Zan Hathor __ N Gi 


‘ —— N 3 CAM) 45 
755, i testa di SI 
Gib | S"" Bathor AOEb 444 

Giudicando dallo stile delle sculture e dei geroglifici si dovrebbe credere, che 
questo monumento appartenga all'antico impero. — Provenienza incerta. Granito 


grigio; lung. 0,310, alt. 0,180. 


1633. (1799) Tavola per offerte. Nel centro della faccia superiore, è è praticata un in- 


cavazione assai profonda di forma circolare, in cui veniva a raccogliersi l'acqua 
che sì versava per purificare le offerte, e che usciva poi dal beccuccio unito alla 
tavola. Ai due lati dell'incavazione, è rappresentato in leggiero rilievo un pane ®. 

Sullo spessore della tavola, la seguente iscrizione, che ne copre i quattro lati: 


INA Nt= earn 
EA rione ei erp 0] 
CENSTINIEANE fat 


« Si dice: che Oro dei due orizzonti, Dio benefico che risiede in sn con- 
ceda vita, salute e robustezza, vita grandemente lunga e felice ...........(1), 
al nobile di schiatta, parente del re, che ama la verità, sacerdote .. lita eta 
soprintendente delle barche, Sepsessenb, figlio di Horuta, giustif icato: la 
madre sua è la signora di casa Tesnethebu. 

Da riferirsi alla dinastia ventesimasesta. — Rosellini. Granito grigio; lung. 0,570, 
larg. fino all'estremità del beccuccio 0,480, spessore 0,190. 


SE 


(1) I vocabolo di i (3. si è trovato finora solamente col valore sostantivo di vaso: qui 


dovrebbe essere usato con un significato oggettivo. 


5) 


434 ARE DI LIBAZIONE E DI OFFERTA 


——————_——_—ym—_—_—_———m—m—m——r——_—_r————_——_— —_—_——————_—_————————__— ——_ ___ _ —— —_——————————____  —— 6 —  "P1[m_e_vzoor——rrr—- ----—- — —— —T—r——_———_€—€m€-— 


1684. (1799!) Frammento di tavola per offerte. Sulla parte che rimane della super- 
ficie superiore, si vedono rappresentati un vaso (0). un'oca (®) e un pane (>). 


Sullo spessore della tavola, era incisa un'iscrizione in geroglifici di stupendo 


disegno, di cui non rimane che il frammento seguente: 


gg pur O 4g 
7 (Of DO|TOLAZ(oOfo 177 
KGh dd | re AA 


A-ÒÒ 
;D\Ò 


& l'asssreni Il sovrano delle due regioni] Haaàbra, vivente come Ra in 


eterno, figlio di Ra, Uahàbra». 


Da riferirsi al regno di Apries (XXVI dinastia), che secondo ogni proba- 
bilità, ne fu il dedicatore. — Provenienza incerta. Granito grigio; lung. 0,320), 


larg. 0,190, spessore 0,090. 


16835. (1798) Tavola per offerte. Nella parte centrale della faccia superiore, son 
rappresentati quattro pani (DD, O, 2, O) in leggiero rilievo; ai due lati di 
essi, egualmente in rilievo, un vaso } e quindi a ciascuna delle due estre- 
mità, una cavità che ha la forma di un cartello reale (DI). Senza iscrizioni; 


da ritenersi non anteriore alla dinastia ventesimasesta. — (Gallerie. Basalte; 
lung. 0,355, larg. fino all'estremità del beccuccio 0,295, spessore 0.060. 


2 NASL LNLNLNI NINNI n Nt Dt NA NL NAÈ N vd 


MATTONI E MATERIALI DI COSTRUZIONE 


1686. (2642) Frammento di mattone di creta, mescolata con paglia trita, e indurita 
al sole. Sulla faccia superiore, è improntato iìn rilievo uno dei cartelli di Tut- 
mosi III 


O 
ve 


È, 


Fu raccolto dal Rosellini presso il celebre tempio di Deir el-Bahri (!), che 
ebbe appunto da Tutmosi III il suo compimento; lung. 0,250, larg. 0,180, 
spessore 0,110. 


1687. (2641) Altro mattone di creta, mescolata con paglia trita, e indurita al sole. 
Sulla faccia superiore, è improntata in rilievo la seguente iscrizione: 


« Il nobile di schiatta, prefetto della città, Pasar, giustificato, figlio del 
primo sacerdote dî Ammone, Nebneteru, soprannominato Tanuroi (2 


valoroso) ». 


Questo mattone fu raccolto dal Rosellini nella necropoli di Tebe; noi crediamo 
inoltre di poter asserire, che dovrebbe esser stato rinvenuto ai piedi della collina di 
Gurnah, verso la valle dell'Alsassif, ove trovasi una tomba di grandioso disegno, 


che appartenne per l'appunto ad un gran dignitario nominato << à Si Pasar, 


(1) Rosellini, / monumenti dell'Egitto ecc., testo, mon. civili, tomo II, p. 252. 


436 MATTONI E MATERIALI DI COSTRUZIONE 


——— ———— e. .- è ——_—___—- - > — _ ————— — ———_—__——____ 


che visse sotto il regno di Seti I, e che fra gli altri suoi titoli, ha pure quello di 
E de; ra « prefetto della città » (!). Lung. 0,390, larg. 0,200, spessore 0,135. 
[en | 


1688. (7381) Altro mattone c. s., con moltissima paglia. Senza iscrizioni. — Prove- 
nienza incerta; lung. 0,430, larg. 0,200, spessore 0,140. 


1689. (7382) Altro mattone, come il precedente. — Provenienza incerta; lung. 0,450, 
larg. 0,230, spessore 0,140. 


1690. (3638 e 3639) Scheggie di roccia, provenienti dalla montagna di Wadi Halfa. — 
Rosellini. Arenaria quarzosa con cemento siliceo. 


1691. (3641) Scheggia di roccia, proveniente dalle cave di Gebel Silsilis. — Rosel- 
lini. Arenaria quarzosa con cemento ferruginoso. 


1692. (3645) Scheggia di uno dei blocchi di pietra, con cui fu costruito il tempio 
di Seboa in Nubia. — /tosel/lini. Puddinga quarzosa con cemento ferruginoso. 


1693. (3644) Scheggia di uno dei blocchi di pietra, con cui fu costruito il tempio 
di File. — Zosellini. Arenaria quarzosa con cemento siliceo. 


1694. (3658) Scheggia di uno dei blocchi di pietra, con cui fu costruito il tempio 
di Ombos. — Rosellini. Arenaria quarzosa con macchie ferruginose. 


1695. (3657) Scheggie di blocchi di pietra con cui furono costruiti i templi di Esne 
e di Dendera. — Posellini. Arenaria quarzosa con macchie ferruginose. 


1696. (3653) Scheggie di roccia della montagna di El-kab, in cui sono scavate le 
tombe. — /osellini. Arenaria quarzosa con cemento siliceo. 


1697. (3642) Scheggia di uno dei blocchi di pietra, con cui fu costruito il tempio di 
Edfu. — Rosellini. Arenaria quarzosa con macchie ferruginose. 


1698. (3654) Due scheggie di pietra, frammenti di statue e di altri monumenti, che 
esistevano nel tempio di File. — /tose/lini. Granito porfiroide. 


1699. (3643 e 3651) Scheggie di pietra, frammenti di alcuni dei minori colossi del 
Ramesseo. — Rosellini. Granito grigio tipico. 


(1) Questa tomba, già esaminata dallo Champollion, si era ricoperta di sabbia. L'abate Am& 
lineau, della missione archeologica francese, la fece disepellire nuovamente nell’anno 1885: l'Amé- 
lineau stesso e il mio amico Ph. Virey mi comunicarono copia delle iscrizioni, che si trovano in 
quella tomba, e sono lieto di aver l'occasione di esprimerne loro pubblicamente i miei ringraziamenti. 


PA — —_—r—n———..rrr—__t< 


MATTONI DIA CERIALI DI CO-TEUZIONE 4137 


ia citi sia = a = NESS dle cena are 3 - -—_. 


1700. (3650) Scheggie di pietra, frammenti di altri fra i minori colossi del Ra- 
messeo. — /tosellini. Granito roseo porfiroidale, detto volgarmente « granito 
orientale ». 


1701. (3648 e 3649) Scheggie di pietra, frammenti del maggiore colosso del Ra- 
messeo. — Aosellini. Granito orientale. 


1702. (3640) Due frammenti di pavimento smaltato, provenienti da un edifizio romano, 
che esisteva fra Sum e Ombos. — Losellizi. Stucco calcareo, ricoperto di smalto 
color porfido. 


1703. (4833, 3634, 3635, 3636, 3637, 3646, 3647, 3652, 3655, 3656) Scheggie di 
blocchi per costruzione o frammenti di roccia di: 
a — arenaria quarzosa con cemento ferruginoso, 
è — arenaria quarzosa con cemento siliceo, 
© — arenaria quarzosa con cemento calcareo, alternata con strati di arenaria id. 
con cogoli ocracei, 
d — puddinga quarzosa con cemento ferruginoso, 
e — puddinga quarzosa con cemento siliceo, 
f — granito roseo tipico, 
9 — granito bigio schistoso, 
h — granito porfirico, 
è — porfido alterato, 
ij — serpentina ranocchiaia, 
l — arkosa, 
m— ashesto. | | 
Secondo le iudicazioni dell'inventario, le pietre sopraindicate sarebbero o 
scheggie di blocchi, con cui furono costruiti il Ramesseo e i templi di Deri, di 
Dakhè, di Elefantina e di Coptos, o frammenti di roccie della catena libica, 
presso la seconda cateratta, o della montagna di Amada, di Silsilis e di Siut: 
però mancando ad esse i numeri che le distinguevano rispettivamente, riesce ora 
impossibile il determinarne la corrispondenza colle indicazioni dell’ inventario. — 
Rosellini. 


SARCOFAGHI 


1704. (2181) Gran sarcofago di granito rosa, che uno dei Faraoni Usortesen fece 
fare per il gran dignitario Amenemhatsenb. Se si eccettua la faccia prin- 
cipale, di cui riproduciamo il disegno coll'incisione unita, in ogni altra parte 


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A nto l potete Moseio 
À —_______—_—_—_—____& 91a.-.t.-_..t..t- — è Sin 
x n vo Li 


è privo di ornamenti e di iscrizioni: nondimeno, per armonia e severità di linee, 
per l'accuratezza del lavoro e per lo stato suo di conservazione, è a ritenersì il 
:arcofazo più bello del medio impero, che sia finora conosciuto. 

Iscrizioni. 


SARCOFAGHI 439 


—-. ————- - -——>--—————_———_mmyym@————__—————————@——m—_6———r——————s tt P— ———. e * ——._ co —— PASO 


- ov — - ——& 


« Oro, - che guida le due regioni -, re dell'alto e basso Egitto, figlio di Ra, 
Usortesen, a quegli che ha riputazione di aver fatto crescere lo splendore 
grande di ciò che era stato fatto nel nomo di Abido, Amenembat[senb] ». 


(1223235 
oh >Ta UE AIITAIR 


eli oa 


« È fatta un'offerta da parte del re, affinchè sia aperto il viso all'intimo, 
regio ..... ÎN CApo, ....... Amenembatsenb, affinché egli veda il signore 
dell'orizzonte, quando (questi) attraversa în barca il sommo del cielo; che egli 
(il signore dell’orizzonte) conceda al regio.......... Amenembatsenb di 
sorgere col Dio signore dell'eternità, Atum, che misura il tempo (sek); è 
fatta offerta affinchè sia concesso »....... 

EL 


ori 


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AANIIA 


« L’'Ayut buono di Amenembatsenb è Hotpukhires, che ama[Ame- 
nemhatsenb] ». — « Parla lAyut Hotpukhires, che ama [Amonem- 
hbatsenb]». 

Le iscrizioni a e è sono rimaste monche per mancanza di spazio: anche l'ul- 
tima iscrizione è incompleta, ma sì trova sotto una forma egualmente succinta, 
anche in altri monumenti. L'« A yut buono », che in essa è nominato, doveva 
essere un Genio protettore del defunto, che qui si confonde col Genio Hotpuk- 
hires, nominato anche nel sarcofago descritto sotto il numero seguente: ci pare 


440 SARCOFAGHI 


-_—_——— _————_—_—_——— —— 1 .—— _— ———T -—-- - ee Eee —_ TT ___———t 


poi per parecchi indizî, che il detto Genio non fosse se non un'emanazione diretta 
di Ri, come protettore del defunto. — Donato, nell'anno 1839 al Granduca di 
Toscana dal cav. Anastasy, console generale di Danimarca in Egitto. Granito 
orientale stupendo; alt. totale col coperchio 1,120, lung. 2,450, larg. 0,965. 
Il Lepsius parlò di questo monumento nel Bullett. dell’ Istit. arch. (1837, p. 125). 


1705. (2182) Sarcofago del gran dignitario ZE Bokenranef, con- 


temporaneo del Faraone Psammetico II. Esso è uno dei monumenti più 
notevoli di questo Museo, non solo per lo stile elegante dei geroglifici e delle 
figure, che ne coprono la superficie interna ed esterna, e per l'importanza del 
personaggio a cui appartenne, ma anche perchè la tomba da cui proviene è una 
delle più cospicue della necropoli di Memfi (Saqgarah), per grandiosità di disegno 
ed eleganza di esecuzione ('). 


(1) Presentemente questa tomba è coperta di sabbia, e non è accessibile ai visitatori: ma il 


Rosellini, che l’esplorò, così la descrive. « In quella parte del monte ove le rocce si levano più dell’usato, 


x 


ed una all'altra sovrapponendosi sporgono sulla cima a modo di tetto, fu aperto verso il più basso 
piano una porta quadrata, che serve d’ingresso alla tomba. Entrasi primieramente in una specie di 
vestibolo quadrilungo, la capacità del quale è pur cavata nel masso, ma le pareti furono fatte rego- 
lari da mura, costrutte di pietre squadrate con perfetta arte, e sì giustamente connesse, che meglio 
non fecero nei loro più bei tempi i Romani. Questo vestibolo è chiuso da un softitto piano, cavato 
nello stesso monte: ed il soffitto e le pareti son nude di sculture. Di qui, per un breve ma spa- 
zibso andito, s'entra in una magmifica sala, che più degnamente chiamerebbesi tempio, poichè dessa 
è divisa in tre navate per mezzo di pilastri: e questa, come tutte le altre parti che descriverò, sono 
incavate con mirabile artifizio nella solidità del monte. La navata del mezzo è coperta ih forma di 
volta, e fu adorna di moltissime scritture geroglifiche sottilmente incavate: e tra le scritture sor- 
gono, sei per lato, le dodici Dee cui distingue il capo una stella, simboli consueti delle ore. Le 
due navi minori si cuoprono di un soffitto abbellito di pitture, a rose e formelle di colori ancora 
vivissimi, e distribuiti con vaghezza. Nelle mura dei lati sono incavate corrispondentemente alle 
divisioni della navata del mezzo, tre edicole, o vogliam dire nicchie quadrate, nelle quali non 
sono statue, ma bensì iscrizioni in gran numero nettissimamente incavate, come tutte le altre, 
che perpetuamente ricuoprono le pareti della sala. Il loro significato è di dottrine, e di preci 
tratte dal Rituale funebre egizio. Nel fondo di questo tempio, fa prospetto all’entrata una elegante 
porta scolpita secondo le solite forme egiziane, e per quella si entra in altra camera non meno 
ricca di belle scolture, le quali rappresentano principalmente lunghe liste di cose offerte ai 
defunti. A sinistra di questa camera si apre nel suolo un pozzo profondo, d'onde fu tratto un 
grande e bel sarcofago di fina pietra calcarea, adorno di iscrizioni e di figure incavate colla stessa 
diligente arte, che eseguì tutte le altre iscrizioni di questo ipogeo — questo bel sarcofago, che 
era già stato cavato dal pozzo dai cercatori di antichità, fu da me acquistato e trasportato in 
Europa: ed ora appartiene al R. Museo egizio di Firenze —. Un'apertura fatta nelle profonde 
pareti di questo pozzo, ne discopre un altro scavato con non minore profondità: e da questo 
si penetra in un terzo pozzo, egualmente che gli altri destinato a contenere le mummie. Una 
terza camera ornata degli stessi scolpiti geroglifici, tranne il soffitto ove sono semplicemente 
dipinti grandi avoltoi volanti, lascia entrare per due porte, l'una in faccia dell'altra nelle pareti 
laterali, in due camerette elegantemente adorne d'iscrizioni scritte e dipinte, come dipinte ne sone 
con molta vaghezza i soffitti........... n. fon. civili, testo, vol. I, p. 41 e seg. 

Una parte delle iscrizioni di questa tomba furono pubblicate dal Lepsius (Denkm. III, tav. 261 
269): da esse togliamo i passi seguenti, che contengono indicazioni più ampie di quelle fornite 


SARCOFAGHI 441 


_— 2. —— —-|1  — - —_ —— Siamo ii i ri 9 I _—_---. -.— -. ———111_» 


—_— SL SS i i in ALIA 


Coperchio. 

Interno. — Nella parte centrale, l'immagine della Dea Nut, vestita col- 
l'abito solito delle divinità femminili e coi capelli raccolti nella reticella, che 
fu particolarmente in uso durante il periodo saitico: è diritta în piedi e tiene 
le braccia nella posizione indicata dal disegno qui unito: 


Sopra l'immagine della Dea, accanto ad essa, sotto i suoi piedi e in giro 
presso l'orlo del coperchio, sono rispettivamente incise le iscrizioni seguenti: 
da 
= 
« lu Dea Nut». 


n) | 9) a E IS 20 rg ——a <TD> È <TD> S 4 O AANAAA 
re È n lava a 'arava] N AAANAAA = f\ Lenent > 
| "DANAR SERRA spin 3 Ko am I CQD5> UU Xa 


notate 2E0%7Jalfi 
RE 


delle iscrizioni del sarcofago, sulle attribuzioni di cui Bokenranef era rivestito, e che deve perciò 
ritenersi come uno dei dignitari più notevoli di tutta la ventesimasesta dinastia. 


Miatialani I Reano 

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T|Ia 

— fe) Fori el=2©--WIR= SJ 

— (n. 11, E TIT rette 


442 


SARCOFAGRI 


« Dice Nut: #0 mi stendo sopra il defunto Bokenranef nel nome di cielo; 
non vi è uscita per lui, nel mio nome di cielo che ama Bokenranef [giusti 
ficato], amato da Seb, come ama Hà(!). Osiride dischiude il petto di 
questo figlio, e to mi stendo sopra il n della città, N., giustificato. 


\ | | NAS - NÒ => A Sa 
«> 
RZ] 
i <> 


« Dice il prefetto della città, Bokenranef: 0 madre Nut, esaltami ...., 
distruggi l'immobilità che mi stringe ». 


NI sso ser 2 IRYÀAE 
Mi MILO ATen PZ SÎ 
INOREZIZSINTITIA TE ALe 
<= SINO TI BZ] 
PIL RhRIANNTErSL1T 
02 


« Dice la Dea Nut: io sono Nut, la yrandissima, anima di colui che mi fa 
risplendere, il germe di ciò che è nel ventre di mia madre Tefnut, (cioé è 
germe) di ciò che è partorito: io vengo e mi unisco al prefetto N., giustificato, 
con (vita) stabilità e potenza. Egli non morrà. Io sono Nut, el germe che è nel 
ventre di mia madre, nel nome di Nut............. o... nella sua tota- 
lità: to porto lui, lo portano..... she : io stringo ogni specte di cose tn 


- messo alle mie braccia e faccio vivere il prefetto della città N., giustificato 


. ‘ . L, n . È è 
per grasia di tutti gli Det: egli non morrà in eterno. 


Esterno. — Nella parte centrale, la Dea Nut c. s., colle braccia sollevate 
nella posizione qui accanto indicata: sopra di essa, l'iscrizione 


Va 


= 
«Nut», 


(*) La traduzione di questa frase è incerta: Hà potrebbe essere il nome di un Genio, ma 


questa supposizione non è confermata da altri monumenti da me conosciuti. 


(*?) In amendue i passi la negazione è rappresentata dalla sua forma più semplice (Y- na ). 


o ___Ee-—-_—_m6e__ 


SARCOFAGHI 443 


fe ceri 


e, sotto i suoi piedi, l'iscrizione : 
| in ES 
= 
5a | 1Y | N 
= 
| 


% x ii 
N 


CA 


« Dice Nut: o figlio, defunto, prefetto della città N., giustificato, io ti esalto, 
‘o ti pongo fra i Chemu seyu: tu sarai là in eterno ». 

A destra, a sinistra, e in direzione perpendicolare all'immagine della Dea, le 
sel seguenti iscrizioni: 


« Nevoto ad Amsetà ». 

« Devotu ad [Anubi], che presiede all’ IAA GI OMOnO ». 
« Devoto a Tuaumutef ». 

« Devoto ad Hapi». 

« Devoto ad [Anubi] ella divina dimora ». 

« Devoto a Kebhelsonuf». 


Sarcofago. 
Interno. — Sul fondo, la Dea Nut c. 5., colle braccia atteggiate come nella 


figura qui unita: sopra la testa di essa e lungo il fianco sinistro, le iscrizioni 
seguenti: 


Da 


= 


«Nut». 


—————————— w—_- = ua a 


SARCOFAGHI 


dol ra a me — e ___—_ _——+ — —- "1 ——————_——r——— 


mis MEGNPATT RNA 


0, 


PES Ce a SN 
« Dice Nut: 0 figlio N., io sono venuta e mi unisco a te colla vita: non 
morroi în eterno, nel nome di.....: ‘è grande Bokenranef>». 

Sopra le pareti laterali e su quella di fondo, due iscrizioni disposte orizzon- 
talmente, corrispondentesi l'una all'altra: sulla quarta parete, una sola iscrizione. 


Lioni IPSINDISEN A 
la eta ua 


to D 3 FINA 
ANSE QSTA: 


« Dice îl dignitario, sacerdote di Ammone in Tebe del Nord, capo dei templi 
(di Neit), servo di Harur e delle due Uatit, prefetto della città, N., giu- 
stificoto: o madre mia Nut, vieni a me e togli le fascie, che sono sopra di 
me e che mi stringono ». 


SRI 202 ie PIMS] 
bosiievi ngi OSE nicotina 
sifone de TU — sie 
a 2 _— WA114 ii 


== 

« Dice il dignitario, sacerdote di Ammone in Eliopoli, capo dei templi (d; 
Neit), servo di Harur e delle due Uatit, prefetto della città, N., giusti fi- 
cato, per grazia di Dio: abbi compassione della mia immobilità, dell’immo- 
bilità di queste mie membra, dell'immobilità del figlio, o Nut. 


IR ddzote L{aL'SE= \c£ 


SARCOFAGHI 44! 


«Seb dice: le tue braccia (o Iside) sono dietro di lui (il defunto): tu illumini 
il suo viso, tu apri 0 Oro, i suo? occhi » 


Maserati Ata 


ini ri te. 
« Dice (Nefti): o prefetto della città tà N., giust pasti feat: 0 îo giro, facendo prote- 
sione dietro di te, con vita e potenza, în eterno ». 

Esterno. — Parete destra. Sull'estremità superiore, l' iscrizione seguente, dispo- 
sta sopra una linea orizzontale: 


TI AESANTOENA Di 
19 smi PRre ago va 


ANNA DD 
SL 
« Dice Osiride: » nobile di schiatta, prefetto della città N., progenie del 
sovrano della regione occidentale, cioè Oro partorito da Iside: i0 do a te le 
montagne; le loro braccia sono dietro di te: è vivente in eterno il prefetto 
della città N., giustificato per grazia di Osiride ». 
Presso le estremità laterali, le due seguenti iscrizioni : 


(sic) 


DLE “= Reti] 0003f 


446 | SARCOFAGHI 
« Dice S etenbhotpukuahires; i0 amo è defunto, principe dei sacerdoti, 
capo dei templi di (Neit), servo di Harur e delle due Uatit, prefetto dellu 
città N., giustificato ». 
« Dice Sokari: #0 dò buona gioja al prefetto della città N., giustificato ». 
Lo spazio della parete destra compreso fra le tre iscrizioni suindicate, è diviso . 
da linee verticali in quattro scompartimenti. 


« — Prlmo scompartimento. 

CHI E î = 
<—3 A 

i È 
O ">. N, 
Lù i 

È 


AAAAAAI 


——+—  T@_____—— 


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Il Genio funerario 
Amset, in piedi. 


fto Wal: 


po sana | 


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| 
I 


È 


CANA I 


Piydo 


« Il prefetto della città N., giustificato per yrazia di Osiride. Dice Amsetà: 
io sono il tuo figlio, 0 defunto, prefetto della città N., io venni per protey- 
gerti: io faccio fiorire la tua dimora, stabile, stabile per ordine di Ptah, 
come fu fatto per Ra stesso ». — «Amsetà». 


8 — Secondo scompartimento. L'iscrizione seguente, contenente il capit. 72 del 
libro dei morti. 


Tarta miioauaatt=ibià) ai 
sti \ÎIDi MII, 8 RING Ri IRA 


—___————__—T———_—___ÈÈ_m—————mm ———_——_— mm —__ ———————————_—_—— 6 


SARCOFAGRI 447 


RR I O pi 


= ZA MADARA IERI 
DIRT ZIOLTA IU RAZZE 
NIE = 212329231 SE 725 


PIRATA gt Ir 2 | 


ASMA ISTRIAN ZIO ITA? 


rr SATEZIADIUI = Nan Posi ii 


2195] (fe IRESTRETO RISE 
A&onx Wo INTE \ 249 £]I 


« Dice il prefetto della città N.: adorazione a voi, 0 signori delle offerte. 
esenti da colpe, che vivete per una eternità di secoli, per sempre: introduce- 
temi a quella regione, in cui sarò deyno delle vostre sembianze, in cui sarò 
forte dei vostri magici incantamenti, e sarò appressato per î meriti vostri: libe- 
ratemi dal coccodrillo di questa terra dei giusti; sia la mia bocca a me e che 
to parli con essa, sieno dati a me i mici pani, davanti a voi, poichè io vi 
conosco, conosco © vostri nomi, e conosco il nome di questo Dio grande, alle 
cui narici voi date nutrimento; Tekem è 0 suo nome. Egli passa verso 
l'orizzonte [orientale del cielo, egli passa verso l'orizzonte] occidentale del 
cielo, egli si allontana e io mi allontano, egli è sano e io sono sano: che io 
non sia annientato nel luogo di tortura, che non sti impadroniscano di me gli 
spiriti malvagi, che to non sta respinto dat vostri piloni, non chiudete i vostri 
piloni per me, affinchè (sieno a me) i miei pani in Pa e le mie bevande in 
Tep, [afnché] 0 possa stendere la mia mano nel tabernacolo, e io (vi) ponga il 
mio padre Tum. Egli provvede a me la dimora che è sulla terra: il grano 
bianco e rosso che vi è, e non si sa quanto; vi sono fatte a me delle feste 
da parte di mio figlio, al mio corpo. Date voi a me le provvigioni funebri 
în pani e in bevande, vittime bovine e oche, incensi, olio, e ogni specie di 
cose buone e pure, di cui la Divinità vive, affinchè 10 esista în eterno, sotto 


{IN “© SARCOFAGHI 


ina —_ E 1 et. rr sr cs. Nies Sap 


tutte le forme che desidera Bokenranef. Egli naviga verso il campo di 
Aalo, si unisce Bokenranef al campo di Hotephim-t: <l prefetto dell 
città N., giustificato é i due leoni». 

v- Terzo scompartimento. 


Seli 


a 
|? 2 o 
clae 


Anubiìi, con corpo umano 
e testa di sciacallo. | 


[on 


su folli De (57 
(fiele 


[05077 


« Il dignitario, prefetto della città N., giustificoto per yraziu di Osiride. 

Dice Anubi, che presiede all’imbalsamanento: o madre Iside, vieni, togli du 

ine le fascie che mi stringono ». — « Colui che presiede all'imbalsamamento ». 
d — Quarto scompartimento. 


Pevvvo a 1 
i Raff | > 
S| ff 
| | Ò | «— Parade 
ASTE 
III 
ie, 20 | | Tuaumutef, sotto 
| i ] | pa sembianze umane. 
= | SCA i 


449 


SARCOFAGHI 
"(RNRP $ 
$ I 
È E 
> Xu «> 
LT>— = CÒ 
TA 
I <> 
| — 


« Il dignitario, servo di Harur e delle due Uatit, prefetto della città N., 
giustificato in grazia di Osiride. Dice Tuaumutef: 0 sono Tuaumutef, 
io sono tl tuo figlio Oro, che ti ama, io venni per liberare il padre mio, 
il defunto, prefetto della città N., da ciò che lo stringe e io metto ciò sotto 
i suoi piedi in eterno ». «Tuaumutef». 


Parete sinistra. — Sull'estremità superiore, l'iscrizione seguente, disposta sopra 
una linea orizzontale: 


TpIe=-i 25 a2ab gi NEI 
Peli hT ESTINTA» 


« Dice Nut, lu grande, la splendida: o figlio, nobile di schiatta. prefetto della 
città N., progenie di Seb: to mi stendo sopra di te, nel nome di cielo, 0 
defunto, prefetto della città N.». 

Presso le estremità laterali, le due seguenti iscrizioni, in colonna verticale: 


n (n 
71 


ARA AAA 


© 


Cie: 29 


9 

N 

I 

x il 

« Dice Ra: t0 rendo fermo il prefetto della città N., giustificato, più che le stelle ». 
57 


7 


Da 
zi elAeZIPR 


450 SARCOFAGHI 
« Dice Hotpukuihires, che sta al Sul(!) e che aina il pr fetto della 
città N., giustificato »....... 


Lo spazio della parete sinistra compreso fra queste tre iscrizioni è diviso 
con linee verticali in quattro scompartimenti. 


e — Primo scompartimento. 


NES 


- 
[Hi 


22 |11 


> 
ua 
z fu Hapi, sotto sembianze 


| umane. 
SNAN 


d\eflte-=Re)Y"bL=l 


scafi 


lana (IR 


« Il nobile di schiatta, prefetto della città, N., giustificato în grazia di Osiride». 
« Dice Hapì, figlio del defunto, prefetto della città N.: io venni per pro- 
leggerti, riunii le estremità delle tue membra, abbattei î tuoi nemici sotto 
di te, ti diedi i tuo capo în eterno ». — « Hapi». 


Ss — Il secondo scompartimento è occupato intieramente dai simboli : 


î 


(1) L'iscrizione: ) N = S È Ì (v. pag. 445 e seg.), che tradussi « dice Seten- 


hotpukuàhires n, deve invece essere interpretata « dice Hotpukuahires che sta al Nord n, 
in corrispondenza coll'altra di questo passo « dice Hotpukuàahires che sta al Sud ». 


SARCOFAGHI i 451 


——  =———————— T mn + - = ——>—_—_—r——————————————t—@———_—_——— 


n —- Terzo scompartimento. 


SJ 


Th 
i 


el 
(Si 
N 
# 
nÎ Anubi, con corpo 
LÀ 
«sl 
[a 
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Mon 
| 
E 
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——__ 


d'uomo e testa di 
sciacallo. 


IREPDE 


I ro | 


| 
2) 
1 
A 
Ti 


ilo) =Re7'albl=l 


« Il nobile di schiatta, capo dei templi (di Neit), prefetto della città, N., 
yiustificato în grazia di Osiride». — « Dice Anubi, che risiede nella 
divina dimora: abbi compassione (o Nut) dell’immobilità del capo dei sace»- 
dotî, prefetto della città N., dell'immobilità di queste sue membra ». — « Colui 
che risiede nella divina dimora ». 


$ — Quarto scompartimento. 
i TA Î 
QUI 


La PESA 
O) 
TA 
& A Kebelhsonuf, sotto 
dò i. sembianze umane. 


II IEEE EEE IEEE 


SARCOFAGHI 


« Fe) 
IS | LI 
2/5 
NÒ | tie] | = 
| I TA o 
= f\ | sc 
| DI A 
« Il dignitario, capo dei sacerdoti, prefetto della città N., giustificato [în 
grazia di] Osiride », — « Dice Kebehsonuf: to sono tl tuo figlio, t0 
venni per proteggerti, riunii [a te le tue ossa, raccolsi a te) le tue membra, 
portai a te il tuo cuore e lo misi per te al suo posto, nel petto.......... ; 
dopo di te, vivente in eterno ». — « Kebehsonuf>». 
Parete di fondo. — Presso l'estremità superiore, l'iscrizione seguente: 


Paso rsINAz ad 242 


« Dice '(Iside): 0 capo dei sacerdoti, prefetto della città N., figlio del capo 
det sacerdoti Petuneit, 0 sono la tua sorella Iside ». 


Sotto a questa iscrizione, la rappresentazione seguente : 


ha 


I) = 


Iside, vestita 
coll’ abito stretto 
al corpo, le treccie 
raccolte in unareti- 
cella, l'emblema Î 
sul capo, inginoc- 
chiata sul simbo- 
lo (&w?\; tiene fra 
le mani il sim- 
bolo Q. 


te am» | 
LD 


AAA 
AIIANA 
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e) 
IAA AAA 
I 
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TA 


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JI] 
3 
Ù 
È 


e- «0 prefetto della città, N. giustificato, îo vengo con te per amor tuo. 
È Iside che parla: o Seb /e tue braccia sono dietro il defunto, prefetto 
della città N.; fa risplendere il suo viso e dischiudi a lni i suoî occhi ». 


SARCOFAGHI 


si = P - —e- _———  __—€—€  - im ii dini Si i e, iii i ni — È . -_ — ——-- -—- - e 


— ————— ee =... ‘ne a 


O — «È Nutche parla: 0 prefetto della città N., giustificato e signore di pietà, 
i0 do a te il tuo capo per il tuo corpo, io stringo queste tue membra. 
Parlano i Kenuàfuk: noi stringiamo le tue membra e tu vivi e non morrai ». 


Parete opposta. — Presso l'estremità superiore, l'iscrizione seguente : 


ID STA B 9 N edili si 
« Dice (Nefti): 0 capo dei sacerdoti, prefetto della città N., giustificato, 
în sono la tua sorella Nefti ». 


Sotto alla detta iscrizione, la rappresentazione seguente, corrispondente a 
quella della parete di fondo: | 


° [RAM 


na 
ia Nefti, vestita Lia 
PERO sla 7, $ |come Iside, o nel. | 
SEPES z ] £ 
La 


lo stesso atteggia- 


A mento. 
Ti 


er » 


of? pf 


«> 
I 
7, 
A01 
22° D 


X|Jl| N di 
sin] <> 

[ca \ <> 
e 2 


a — « È Nefti che parla: t0 giro dietro mio fratello, il defunto, prefetto della 
città, N., stringendo queste sue membra ». 

è — « È Nut che parla, protettrice della dimora ....... del figlio N., prefetto 
della città N.; (suo) padre è Shu e la madre sua è Tefnut: to amo girare 
[dietro 1l defunto etc.]». 

c — « Parlano î Kenuàfuk: noi stringiamo le tue meinbra e (tu) vivi e 
non MOrrdi » . | 

c' — « Noi veniamo e ti esaltiamo ; vive il tuo cuore e son fresche le tue inembra ». 
— Rosellini. Calcare bianco e finissimo; alt. col coperchio 1,110, larg. 1,030), 


lung. 2,210; il coperchio è rotto in due pezzi e restaurato, il sarcofago è alquanto 
consunto in alcuni punti e specialmente presso gli spigoli. 


454 SARCOFAGHI 


+ | — —— € — _ —_————_—_——_m6 ' __6— 6 ——..— SR S, fal > ce. -- ——_ _— ———--—— .--_ <—_ -- —— -o-o-_— ‘00 ee n eee e erre n e i 


1706. (2177 e 2178) Sarcofaco in forma di mummia, che appartenne al de- 
Mn ; i 
funto «so Va Unnofer. sacerdote di Ammone (î fas). figlio della 


donna . I sN Semàs('). Ogni parte di esso è coperto di scene mitologiche e di 


iscrizioni, ma sia le une che le altre sono così malamente incise, che non ci è 
possibile descriverle o riprodurle esattamente. Solo si può determinare, che le 
iscrizioni incise sulla superficie inferiore dol sarcofago, contengono alcuni capi- 
toli del libro dei morti, cioè il secondo, il quarto, il sesto e il settimo, mentre 
quelle del coperchio contengono un frammento di un testo mitologico, analogo 
a quelli che si trovano nelle tomba reali di Tebe, e su alcuni sarcofaghi della 
dinastia diciannovesima e ventesima, testi conosciuti sotto varii nomi, ma che 
hanno per comune argomento il viaggio del sole nel mondo inferiore durante 
le ore della notte. Questo frammento è inciso sulla parte più elevata del 
coperchio, ed è chiuso a ciascuno dei due lati da una serie di otto Genii, e 
dietro a questi, da un serpente alato con lunghissima coda. Uno dei serpenti 


porta sul capo il diadema dl e l'altro il diadema Si: dei Genii, otto sono 
‘rappresentati sotto sembianze umane, e tengono nella destra un serpente pe: 
scettro (1): altri due, con sembianze umane, tengono nella destra un coltello, 


e gli ultimi sei, che tengono, come questi un coltello nella destra, sono rap- 
presentati con corpo d'uomo, ma con testa di coccodrillo o di toro o di lepre o 
di altra specie di animale, ora non più discernibile. Sul petto della mummia, è 


rappresentato l'uccello da i: colle ali distese e coll'emblema O nelle zampe; 


sul capo di essa è rappresentato lo scarabeo alato, e sulle fascie, che cuoprono 
i capelli, i simboli: 


E n 
ni 


Le figure e i segni erano stati prima tracciati con inchiostro nero, e alcune parti 
delle prime e molti di questi non furono mai incisi. Lo stile con cui ogni parte del 
sarcofago è lavorata è proprio del tempo romano, a cui questo monumento deve 
riferirsi senza alcun dubbio. — Roselli. Calcare bianchissimo; lung. 1,830, 
alt. 0,550. 


(1) In parecchi passi delle iscrizioni del coperchio questo nome è dato sotto la forma 


l'ad » 


SARCOFAGHI 405 


n e ———_&—_—_—_—__—T—m—_r—_—______———_—. _— ——- . —— . oa ha - Sa. i ri 


1707. (2179) Sarcofago in forma di mummia, come quello descritto sotto il numero 
precedente. La mummia ha sul mento il pizzo di barba: sul petto era incisa 
un'iscrizione, che presentemente è distrutta quasi per intiero per il deterioramento 
della pietra, ma può essere in molta parte restituita in grazia di una copia, 
presa molti anni addietro dal Migliarini e registrata nell'inventario di questo 
Museo. 

Iscrizione : 


DeMzee fi est] G [8 6=(MN 
AWZA 


« Uta offerta da parte del re è fatta al defunto [sacerdote..... di Ptah, 
Unro,]in Sa, [Heru, giustificato, partorito] dalla donna Noferiu, giusti- 
ficata in eterno ». 

Da riferirsi, come il precedente al periodo romano. — Rose/liai. Calcare bian- 
chissimo ; lung. 2,010, alt. 0,590. 


1708. (2180) Sarcofago in forma di mummia, da riferirsi come i due precedente- 
mente descritti, al periodo romano. Manca totalmente di iscrizioni, ma è note- 
vole per la bellezza della pictra e per la bontà del lavoro. — Rosellinz. Calcare 
bianchissimo; lung. 1,980, alt. 0,650. 


DON. 
URRA NAVA AI 


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SUPPLEMENTO ALLA SECONDA SEZIONE 


_‘’‘——_—’————@m@ ei 


STATUE, BASSORILIEVI, ISCRIZIONI, 


ARE DI LIBAZIONE E DI OFFERTA Ecc. 


08 


Digitized by Google 


STATUE, FRAMMENTI cc. (') 


1709. (6322) Testa virile, frammento di una statua: di defunto. I capelli abbondan- 
tissimi e lunghi, trattenuti sopra le orecchie e condotti indietro sul collo, sono 
coperti intieramente da un velo: i tratti del viso sono molto angolosi, il naso 
schiacciato, e le labbra assai grosse. Quantunque sia lavorata con arte piuttosto 
rozza, nondimeno riproduce nel viso una certa espressione realistica, che ricorda 
le statue della primitiva arte egiziana; non saremmo quindi alieni dal supporla 
nn prodotto della scoltura di Abido, anteriore alla duodecima dinastia. 

Manca parte del naso. — .4dido. Granito nero; alt. 0,115. 


Li 10. (6409) Parte anteriore di un piedestallo di una piccola statua, che presenta 
attualmente l'aspetto di una gradinata a sei gradini, ma che nella sua forma 
antica e completa, doveva riprodurre il simbolo >. Sopra l'ultimo gradino e 
sui due lati del piedestallo, si leggono alcune iscrizioni in geroglifici malamente 
disegnati ed incisi; di esse la prima sola è completa, e le altre sono così fram- 
mentate da non poterne dedurre un significato preciso. 


pa TAGS 


« Il re dell'alto e basso Kyitto, SR largitore di [vitu] >». 


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KCkEEENyNwsys 
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Da queste varie iscrizioni si può ragionevolmente inferire, che sopra questo 
piedestallo riposava una piccola statua del Faraone Nebyerri della unde- 
cima dinastia, e che questa fu, secondo ogni probabilità, dedicata alla di lui 
memoria da uno degli impiegati dell’ karem reale. Come è noto, la memoria di 
Nebyerrà fu venerata nella necropoli tebana, molto tempo dopo la morte 
di quel Faraone; però questo piccolo monumento, giudicando dalla forma dei 
veroglifici, deve ritenersi come contemporaneo o certo a lui di poco posteriore. — 
Drah abu°l Neggah (necropoli di Tebe). Calcare bianco, ingiallito sotto l’azione 


—- —— +. /00 660664 “8 | nn 


(1) Tutti i monumenti descritti in questo supplemento furono da me acquistati in Egitto, per 
incarico del R. Ministero della Pubblica istruzione. Per ognuno di essi ebbi cura di investigare «da 
qual luogo provenisse, e la provenienza indicata nel catalogo si può ritenere come certa: per 
quelli di provenienza incerta, fu indicato il luogo dove li acquistai. 

(*) Su questo tratto di linea non fu inciso alcun segno, e l'iscrizione fu quindi lasciata incompleta. 


460 STATUE, FRAMMENTI ECC. 


atmosferica: i segni conservano traccie di antica coloritura; lung. 0,085, larg. 0,088, 
alt. 0,053. 


1711. (6352) Sezione anteriore di un piede di statua di defunto, a cui era unito con 
un pernio di legno tuttora visibile. Il piede era munito di sandalo, probabil- 
mente posticcio, e ora mancante: le unghie sono rappresentate con piccole 
laminette di rame incrostate, le dita del piede sono staccate l'una dall'altra e 
lavorate anche nella parte inferiore. | 

Lavoro assai buono, da riferirsi secondo ogni probabilità all'antico impero. — 
Drah abu’l Neggah (necropoli di Tebe). Legno indurito al fuoco; lung. 0,078, 
larg. 0,044. 


1712. (6353) Sezione anteriore di un piede di statua, come quello descritto sotto il 
numero precedente, ma senza sandalo e colle unghie scolpite nel legno mede- 
simo, e non incrostate con laminette di rame. — Acquistato col precedente a Dral 
abu’l Neggah e da riferirsi, come quello, all'antico impero. Legno indurito al 
fuoco; lung. 0,052, larg. 0,032. 


1713. (6354) Sezione anteriore di un piede di statua, simile per ogni riguardo a quello 
precedentemente descritto. — Acquistato simultaneamente a Drah adbu’l Neggah. 
Ottimo lavoro dell’antico impero. Legno indurito al fuoco ; lung. 0,032, larg. 0,016. 


1714. (6328) Parte anteriore di un piedestallo di statua del Faraone Usortesen I. 
Giudicando dalla traccia che ne rimane, il Faraone era rappresentato in piedi, 
colla gamba sinistra in avanti, nell'atto di calpestare i nove archi, che simboleggia- 
vano i nemici dell'Egitto presi complessivamente. Accanto al piede sinistro e davanti 


al piede destro, in uno spazio chiuso dai due simboli Ì era incisa un'iscrizione, 


di cui una parte fu accuratamente martellata, sicchè non ne rimangono che i segni 
seguenti: 


pet 


«Oro, sorvano del Sud e del Nord, - vita di ciò che è partorito -, amato da 
siede , vivente in eterno ». 

Alcuni dei segni perduti nella lacuna contenevano evidentemente il nome 
di una Divinità, probabilmente quello di Ammone, e il martellamento potrebbe 
esser avvenuto durante il regno di Amenofi IV, come fu constatato per molti 
altri monumenti. 3 


STATUE, FHAMMENTI ECC. 461 


prin — i — —_ _ o E SEE SEE 


Davanti alla statua, presso l'orlo anteriore della base, l'iscrizione seguente: 


ISSiGRSTIZE] ]}ht022 


i =ss1.A EMI2s ail ne 


« IL Dio benefico, sovrano delle due regioni, figlio di Ra - Usortesen, lu 
yitore di vita, come Ra, în eterno. — Ogni specie di .......... , stabilità 
e ui felicità, è presso le gambe di questo Dio benefien: è Reyiu implorano 
ln propria vita ». 

L'espressione « ogni specie di ........ , stabilità e di felicità » allude 


al simboli I e agli altri, che più non si vedono, incisi presso le gambe della 


statua, e l'ultima frase « 7 Reyiu implorano la piopria vita » 81 riferisce indub- 
biamente a qualche immagine di Reyiu (x£4S), che doveva essere incisa sulla 


parte del piedestallo attualmente perduta. I geroglifici sono di ottimo disegno 
ed accuratamente incisi. — Drah ubu’! Neggah (necropoli di Tebe). Basalte; 
lung. 0,490, larg. 0,420, spessore 0,095. 


1715. (6329) Base di una piccola statuetta di legno, immagine di un defunto. Questa 
era infissa in due piccoli fori, presso i quali rimangono tuttora i piedi, scolpiti sulla 
base stessa: davanti ai piedi, l'iscrizione seguente, tracciata in inchiostro nero: 


| 


<> 
î 3 
TD%R 
> 
se _QU 
« Il devoto al {Dio yrande), Usor[te]sen, partorito dalla donna Hapi ». 
Da riferirsi alla duodecima dinastia. — Drah abu’! Neggah (necropoli di 
Tebe). Legno; lung. 0,108, larg. 0,055, spessore 0,021. 


1716. (63295) Frammento di una base di statua in legno, su cui è tracciata in color 
celeste e in bellissimi geroglifici, l'iscrizione seguente : 


12 \1{S?f29 
COGIazia IS, 
== 13.6 

UT 7075] 


462 


STATUE, FRAMMENTI ECC, 


-——- — + Stellare E e — —_ —. +. - — —— Pr — 


« Una offerta regale è fatta ad Osiride, signore della vita, sovrano del- 
l’eternità, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e in bevande, vit- 
time bovine, oche, fascie di varie qualità, incensi, olii e cose buone e pure di 
ogni specie, al sembiante (ka) della signora di casa, Senb, giustificata ». 


Lo stile dei geroglifici è quello proprio del regno di Usortesen I (duode- 
cima dinastia). — Drah abu’l Neggah (necropoli di Tebe). Legno stuccato e 
dipinto; lung. 0,114, larg. 0,098. 


1717. (6335) Frammento di una piccola statua di defunto, che non comprende se 


non parte del capo e del pilastrino, a cui quegli appoggiava le spalle. Sul fram- 
mento di pilastrino, il seguente resto di iscrizione: 


« Ogni specie di cose buone e pure, ogni specie di primizie e di fiori della 
stagione, che compajono [sulla tavola di Osiride..........sieno concessi 
achi]purifica il cibo, a chi purifica la bevanda al suo signore...........>. 

L'acconciatura dei capelli ricorda le statue dell’antico e medio impero, come 
pure lo stile dei geroglifici si avvicina a quello del principio della duodecima 
dinastia. — Drah abu’l Neggah (necropoli di Tebe). Calcare gialliccio; alt. 0,145. 


1718. (6331) Statuetta acefala, rappresentante un defunto vestito collo shen/:, ritto 


in piedi, colle braccia distese lungo ì fianchi, la gamba sinistra in avanti e 
appoggiato a un pilastrino, che gli arriva fino all'altezza del capo. Tre lati del 
pilastrino e le faccie laterali della base. su cui l’immagine riposa, sono coperte 
dall'iscrizione seguente: 


LA doti zofwylJce1 515 


AAADAAATSAAAZIAAAZA ‘ 

PAZZA AA/A/Z/A/A////27755, 
« Una offerta è fatta da parte del re ud Osiride, affinchè conceda vita, 
felicità, fuvori e vigore, al sembiante (ka) del devoto Senbinebef, giusti- 


ficato. Da parte del suo figlio, che ne fa vivere il nome, custode.......... 
vere. 00 0... Pasar, giustificato ». 


STATUE. FRAMMENTI ECC. ‘462 


Da riferirsi al medio impero, secondo ogni probabilità. — Acquistata a /ugsor, 
ma proveniente probabilmente da Ad:do. Calcare gialliccio, senza traccia di colo- 
ritura; alt. 0,067. 


1719. (6332) Testa virile, frammento di una piccola statua di defunto. Ha i capelli 
folti e lisci, ma non molto lunghi e tagliati sopra la fronte, le labbra grosse e 
le guancie sporgenti: i capelli erano originariamente dipinti in color nero e la 
carnagione in color rosso cupo, sia l'un colore che l'altro ora molto sbiaditi. I 
tratti del viso, indicati senza pretensione con pochi colpi di scalpello, rivelano 
la mano di un artista abilissimo, e ricordano lo stile del medio impero. — 
Acquistato a Zugsor. Calcare dipinto; alt. 0,068. 


1720. (6350) Testa virile, frammento di una piccola statua di defunto. Porta i 
capelli non molto lunghi e divisi in piccole ciocche, tagliate sopra la fronte e 
cadenti sopra le orecchie: originariamente erano dipinte in nero, ma l'antica 
coloritura è oggidì quasi del tutto perduta. Da riferirsi probabilmente alla duo- 
decima dinastia. Lavoro mediocre: macchiata di nero e di rosso. — Abdido. 
Calcare dipinto; alt. 0,032. 


1721. (6310) Parte inferiore, dai fianchi ai piedi, di statua rappresentante il sacer- 
dote Puamra. Questi è seduto sopra un trono massiccio, e veste un abito, 
che dai piedi doveva arrivargli fino a metà del petto, aperto a affibbiato sul 
davanti e in tutta la lunghezza, con larga frangia presso il lembo visibile: 
tiene la mano destra sulle ginocchia, e probabilmente aveva la sinistra ripiegata 
sul petto. Sul sedile sono incise, in bellissimi geroglifici, le iscrizioni seguenti. 

Sulla parte posteriore, accanto alle gambe: 


VA 2045, 245 21 
GG Gai LI AM DI ca > 


Coda sacerdote di seconda classe di Ammone, Puàmràa, giustificato per 
grazia del Dio grande ». 


rain 
n = 
mon | []T8; 
pa 


« Il gran Gianballto: sacerdote di seconda classe di Ammone, Puàmrà ». 
« Il nobile di schialta, sacerdote di seconda classe di Ammone, Pua&mri ». 


461 


STATUE, FRAMMENTI ECC. 


4 


Nella valle dell'Alsassif esiste una bellissima tomba, che serve oggidì di depo- 
sito di paglia ai Ze/lah delle vicinanze, e che appartenne a un gran dignitario 
Pudmrà, vissuto sotto il regno di Tutmosi III e direttore dei lavori nel tem- 
pio di Ammone (!); non rammentiamo se fra gli altri titoli, porti anche quello 
di sacerdote di Ammone, ma ci pare nondimeno assai probabile, che il Puàmri, 
proprietario della tomba suindicata, sia la stessa persona rappresentata in questa 
statua. Crediamo che in questa tomba sia stata rinvenuta nell'anno 1884, la 
stele in granito rosa, ora esistente nel Museo di Bulaqg: certo questa statua fu 
da noi acquistata da uno dei Fe//ah, che ebbero parte in quello scavo. 

Buonissimo lavoro dello stile caratteristico della diciottesima dinastia. — 
Alsassif (necropoli di Tebe). Basalte; alla base, 0,255X0,123, alt. 0,235. 


1722. (6312) Frammento di statua, rappresentante un uomo inginocchiato, vestito come 


il dignitario Ptahmes, nella statua descritta sotto il num. 1506 (pag. 206), e 

nell'atto di sostenere una stele ritta davanti a se. La superficie anteriore della stele, 

non meno che il lato esterno della base, su cui la statua riposa, erano coperte 

di iscrizioni, di cui attualmente non rimangono che i seguenti frammenti. 
Sulla base: 


(ama RICO NE A YA MN 
7 GG 
Gi | #Z% U, 


« Il regio scriba, soprintendente degli agricoltori. Liimencipet parto- 
rito dalla [signora] di casa...........>. 


Sopra la stele: 


do NSA ALA 4 4 ASP GA GI RS DSDSA 4 4, hi GASNSAG, Vi IMA 4 VA % 
EM AAA PI PDA GGAGKG GG CAUA 
GAGGGGGZZA 4 AAA Abb, GAGIUGUAI DIE 
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VAGA BADA, AA 
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GAAAASCANAAAAAAZAZAA CAZZARO DI SI I I | 
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SA Ò GIÙ XK LL ‘ a (\*) \d' IAATATATATA! \S 
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4 4 AA, ? < dA Na ) SÒ) 1 È (-) | ay Î 1 Ki a si ea as 
PRA Te A ©» Î Ca ” ‘ Î 6-3 
PASSGASGIA, SI AMMAN ia 


e 0 0 o e 0 s0 so eee EMONi Cillian 
udorando Ra nel corso (di ogni giorno) d'appoichè il disco sorge........., 
per far fiorenti ....... le due regioni ai figlio, che ama il sovrano delle 


(*) Vegg. anche Denkm, II, 39c. 


STATUE, FRAMMENTI ECC. 465 


è) ia SÌ ii ii ao ear anale la ere Sarto sipaiatae la . —_—__ .-_ —— _———_mm&66 


due regioni, [Oro dei due orizzonti, festeggiato all’orizzonte]: proteggi tu 
il figlio di Ra, Amenhbotpu.neterhikuas (Amenofi IV), grandemente, 
per la durata sua, în eterno, in eterno ». 

Quest'ultima iscrizione conteneva un inno al disco solare, che corrispondeva 
per il tenore ad altri inni scolpiti sulle pareti delle tombe di Tell el Amarna, 
e riferentesi, come questo, al regno di Amenofi IV (!). 

Questo frammento fu acquistato a Zxsor, e può ritenersi uno fra i pochi monu- 
menti di quel periodo, che provengano da Tebe. — Granito grigio: alla base, 
0,150X0,120. alt. 0,195. 


1723. (6311) Frammento superiore di una piccola statua virile. Rappresenta un uomo 
inginocchiato, colle spalle appoggiate ad una stele, e nell'atto di sostenere con 
amendue le mani un'altra stele ritta sulle proprie ginocchia: ha il corpo intie- 
ramente nudo dai fianchi in su, capelli abbondantissimi, lunghi, trattenuti 
sopra le orecchie e condotti sul collo. Ogni parte della statua è dipinta unifor- 
memente in color rosso chiaro. Sopra la stele, che egli tiene sulle ginocchia, 
leggesi tuttora il seguente frammento di iscrizione: 


{N {AR 
A,atzziù 


Py: <> 
VYLÈÙÎ 


Ubi [porge adorazione] a Ri, Oro dei due orizzonti, il........ 
del signore della terra, Raserka, largitore di vita, Paàmon». 

Il cartello di Amenofi I, dato dall'iscrizione, non costituisce per se una data 
sicura, per stabilire la cronologia di questo piccolo monumento; poichè ancora 
al fine della ventesima dinastia troviamo nominati degli impiegati, che erano 
addetti alla tomba di quel Faraone. Nondimeno lo stile con cui è lavorato e 
specialmente il disegno dei geroglifici, ci farebbero credere che si debba riferire 
alla dinastia diciottesima. 

Drah abu’l Neggah. — Calcare bianco e dipinto; alt. 0,195: frammentato 
e consunto in molti punti. 


(1) Vegg. U. Bouriant, Deux jours de fouilles a Tell el Amarna, nelle Mém. publiés par les 
Membres de la Mission archéologique francaise au Caire, fasc. I, pag. 1 e seg. 


99 


466 STATUE, FRAMMENTI ECC. 


— — 


—_————————_—_—— Ty—_—_—_—_—_—_—>y€m—F———__m_ 


——————r——__rrerr_-r--———————__—__—— 


1724. (6321) Frammento di una statua del Faraone Amenofi IV. A tergo del pila- 
strino, a cui la statua era appoggiata, si leggono tuttora i frammenti dei suoi 
cartelli reali: 


Tell el Amarna. — Calcare annerito sotto l'azione atmosferica; alt. 0,125, 
larg. 0,170. 


1725. (6320) Frammento inferiore di due statue, l'una sedente sopra un trono mas- 
siccio, e nella proporzione di un quarto del naturale, e l'altra stante, appoggiata 
a un pilastrino, e di proporzioni molto più piccole, amendue incastrate in uno stesso 
piedestallo di pietra calcare. Sia della prima che della seconda rimane poco 
più dei piedi, che sono muniti di sandali; e parimenti delle iscrizioni, che erano 
incise a tergo del trono e del pilastrino, più non rimane che il fine, rappresen- 
tato in amendue dall'espressione: 


oi 
t'leti in eterno e per sempre ». 

Questo frammento fu rinvenuto a 7e// el Amarna, l'antica capitale di A me- 
nofi IV, e vi è ragione per credere, giudicando dalla forma del piede, che la 
statua maggiore rappresentasse quello stesso Faraone, e la statua minore, uno dei 
suol figli. 

— Pietra arenaria; la statua maggiore misura, alla base, 0,255X0,235, e la 
minore, pure alla base, 0,031X0,055. 


STATUE, FRAMMENTI ECC. 467 


rr ———_—_—_———6—€ __ __  __———m  —É ——___ - ——— 


1726-1728. (6349-51) Tre testine, una muliebre e due virili, frammenti di piccole 
statue di defunti, provenienti dagli scavi di 7e// el Amarna. La prima di esse 
con piena certezza, e le due ultime con molta probabilità, devono essere riferite 
al regno di Amenofi IV; però sono di lavoro così rozzo, da non poterci fornire 
notizie sicure sull'arte egiziana durante quell’inportante periodo. 

— Calcare con traccie di pittura, alt. 0,039; calcare c. s., alt. 0,035 ; terra 
cotta smaltata in color rosso e nero, alt. 0,045. 


1729. (6309) Busto, frammento di una statua di donna seduta, che era scolpita 
in pieno rilievo nella nicchia di una tomba. Veste l'abito stretto al corpo, ha 
al collo una larga collana, le treccie lunghe, strette intorno al cranio con un 
nastro a disegni di fiori, che si annoda di dietro, e cadenti sul petto e sul 
dorso: due bottoni di loto e un fiore sbocciato con lungo gambo si intrecciano 
coi capelli e col nastro, e vengono a cadere sulla fronte. La testa è lavorata con 
molta verità, e nei tratti principali ricorda mirabilmente il tipo delle donne 
fellah: ogni parte della statua era dipinta; la carnagione in giallo scuro, gli 
occhi, bianchi colla pupilla nera, in nero le treccie, e a varii colori i fiori, la 
collana e la veste. L'antica coloritura sì conserva attualmente quasi per intiero. 

Lavoro assai pregevole, da riferirsi al fine della diciottesima dinastia. — 
Acquistato a Drah abu'l Neggah. Pietra arenaria di cattiva qualità; alt. 0,580. 


1730. (6316) Testa, frammento di statua di donna. Le treccie, non molto lunghe, 
e più corte di dietro che davanti, scendono con uniformità sul collo e sulle 
spalle; all'estremità inferiore sono legate con piccoli nastri, secondo l’uso che 
possiamo constatare nelle antiche perrucche egiziane giunte fino a noi. Lavoro 
artisticamente pregevolissimo, da riferirsi probabilmente alla dinastia diciottesima, 
quantunque non sia impossibile che appartenga ad un tempo più antico, per la 
maniera realistica con cui è trattato il viso, che riproduce, come la statua pre- 
cedente, il tipo più caratteristico delle donne egiziane. — Acquistata ad Ackmim. 
Granito grigio; alt. 0,220. 


1731. (6342) Statuetta, rappresentante una donna in piedi, in atto di camminare, 
vestita dal collo ai piedi con un abito stretto al corpo, con treccie abbondanti e 
lunghe, raccolte in parte in una treccia più grossa, che scende dalla parte poste- 
riore del cranio, e cadenti le altre intorno alle spalle; porta il braccio disteso 
lungo il fianco, e il sinistro ripiegato sul petto col pugno chiuso, con cuì strin- 
geva probabilmente un fiore di loto posticcio e ora mancante. 

Secondo ogni probabilità, rappresenta una defunta, ed è da riferirsi alla dinastia 
diciottesima o diciannovesima. Mancano la mano destra. e l'estremità inferiore delle 
gambe, in seguito a rottura: mancano del pari ì piedi e la base, su cul posavano, 
originariamente posticci e uniti con pernii di legno al resto dell'immagine. — 
Acquistata a Zugsor (Tebe). Legno indurito al fuoco; alt. 0,285. 


468 STATUE, FRAMMENTI ECC. 


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1732. (6326) Piedi di una statua di defunto, di grandezza metà del naturale, dipinti | 
in color rosso chiaro. Lavoro di buona esecuzione e di buono stile. — Drak 
abu’l Neggah (necropoli di Tebe). Calcare dipinto; lung. 0,120, larg. 0,058. 


1733. (6319) Testa con parte del busto, frammento di una statua di defunto. Rap- 
presentava un uomo, probabilmente in piedi, colle spalle appoggiate al solito pila- 
strino, col corpo nudo dal collo ai fianchi, il pizzo di barba al mento e i capelli 
abbondanti e lunghi, trattenuti sopra le orecchie e tirati indietro sul collo, distri- 
buiti in piccole treccie, delle quali erano lisce le superiori e inanellate le infe- 
riori. Il viso e la parte del busto che rimane conservano traccie di color rosso. 

Lavoro assai pregevole, da riferirsi, secondo ogni probabilità, al principio della 
diciannovesima dinastia. — Acquistata a 24h adu’l Neggah (necropoli di Tebe). 
Arenaria dipinta; alt. 0.260. 


1734. (6317) Testa virile, frammento di una statua di defunto, analoga per stile a 
quella descritta sotto il numero precedente. Ne differisce soltanto per l'accou- 
ciatura dei capelli, che ha abbondanti e lunghi, divisi in piccole treccie tratte- 
nute sopra le orecchie e cadenti sul collo, ma tutte intieramente liscie nella 
parte superiore, e leggermente inanellate all'estremità inferiore. 

Consunta in alcuni punti: da riferirsi secondo ogni probabilità allo stesso 
periodo della precedente. — Acquistata a Zv7sor (Tebe). Granito grigio ; alt. 0,105. 


1735. (6313) Statuetta acefala rappresentante un uomo, vestito coll'abito talare, seduto 
sopra uno sgabellino alto pochi centimetri da terra, colle spalle appoggiate a un 
pilastrino, le gambe accocolate, e le braccia incrociate e appoggiate sulle ginoc- 
chia, nell'atto di stringere un bottone di fiore colla mano destra. Sulla parte 
anteriore della veste e sul pilastrino, a cui appoggia le spalle, nonchè sulla spalla 
destra, sono incise rispettivamente le seguenti iscrizioni. 


a- riobkies= 


« Colui che è grandemente favorito dai Dio della sua città, lo scriba Pasar- 
men, giustificato ». 


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2: NN 
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SL NN INS 


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STATUE, FRAMMENTI ECC. 469 


—_—-— e E 6 —— I e —— ———— 


« Lo scriba del divino ..... (1) del Dio della sua città...., Pasarmen». 
« Lo scriba di ciò che è nella Hatnub,......... , Pasarmen». 


« (Solto il Faraone) Ramessu.meriàmon (Ramesse II) ». 


Lavoro assai buono, sopratutto notevole per la sveltezza che l'artista ha dato 
al corpo, malgrado l'ampia veste che lo avvolge, e la posizione in cui è rappre- 
sentato. — Acquistata a Zwgsor (Tebe). Puddinga di quarzo; alla base, 0,250 
X0,210, alt. 0,320. 


1736. (6355) Immagine virile in leggiero rilievo, intagliata sopra un'assicella di legno, 
ricoperta anticamente di stucco e dipinta. Rappresenta un defunto, col capo raso, 
vestito con ampia veste senza maniche, trasparente e pieghettata, ritto in piedi 
rivolto verso sinistra, colle braccia sollevate in atto di adorare un'immagine di 
Divinità, che doveva essere raffigurata accanto, e che ora più non esiste. Sopra 
l'immagine del defunto e sulia stessa assicella, ma a un livello parallelo e 
più basso di quello su cui la figura si stacca in leggiero rilievo, era incisa 
un iscrizione geroglifica, di cuì più non rimangono che i tre ultimi segni: 

si 


Ps | 
(com 


PROTO giustificato ». 
Secondo ogni probabilità, questa immagine fece parte di una di quelle cassette 
di legno, che contenevano shabti o figurine funebri. Da riferirsi alla dicianno- 
vesima o ventesima dinastia. — Gurnah. Legno con traccie di stucco; alt. 0,234. 


1737. (6318) Piccola statua, mancante della testa e di parte delle gambe. Rappre- 
sentava un Faraone, ritto in piedi, colle spalle appoggiate a un piccolo obelisco, 
che giunge fino all'altezza del collo, colla gamba sinistra mossa in avanti, quasi 
in atto di camminare; ha le braccia distese lungo i fianchi, lo shentz reale, e 
nudo il resto del corpo. Sul pilastrino non fu incisa alcuna iscrizione; però 
l'esame delle varie parti di quesia statuetta ci fa supporre, che non sia stata termi- 
nata. Stile dell'arte saitica. — Acquistata a Zuysor (Tebe). Basalte; alt. 0,160. 


1738. (6324) Piccola statua, mancante della testa e di parte delle gambe, rappre- 
sentante un uomo in piedi e nello stesso atteggiamento, di cui al numero precedente. 


(1) Sul segno G), vegg. sopra pag. 267, nota (1). 


470 STATUE, FRAMMENTI ECC. 


ee e e  —_ ——  co_———_——m—_—6—————_ ___w__m—_——T — —. 


Veste lo shenti e ha nudo il resto del corpo. Sul pilastrino, a cui appoggia le 
spalle, il seguente resto d'’ iscrizione: 


44% % e MA PAZZZAAAA/AZA, 
Ad4PRirima CHNO 
Gigi Gy Gs 


« Una offerta Cda parte del re è fatta) a Ptah Sokari e al sembiante (ka) 
del gran sacerdote di Hor [Hut]........... ». 

Da riferirsi al fine del periodo saitico o al principio del tolemaico. — £4/u. 
Marmo nero; alt. 0,075. 


1739. (6315) Piccola statua, mancante della testa e di parte delle gambe. Rappre- 
senta una donna, vestita con veste talare di stoffa finissima e trasparente, con 
— una manica larga e lunga dal lato sinistro, mentre il braccio destro rimane 
intieramente nudo: sta ritta in piedi, appoggiando le spalle a un pilastrino, col 
braccio destro disteso lungo il fianco e colla mano serrata in pugno, nell'atto di 
stringere una piccola fascia o un piccolo rotolo di papiro, e tiene il sinistro ripie- 
gato sul petto, stringendo colla mano un fiore con lungo stelo. Sul pilastrino, 

che la protegge, è incisa la seguente iscrizione: 


uan 7 pus, (SS) 4a A E [II —10> 
OTTICI IIS STIMA ATEI 
« 0 defunta, sacerdotessa di Àmonra, Ta x&bit, giustificata, figlia del 
sacerdote di Àmonrà in Karnak, Nesyem, giustificato ». 
Giudicando dalla parte che ne rimane, questa statua doveva esser lavoro pre- 
gevolissimo del periodo saitico. — Acquistata ad Achkm:m. Roccia basaltica ; 
alt. 0,360. 


1740. (6314) Piccola statua, mancante della testa e di parte delle gambe. Rappre- 
senta un uomo, vestito collo shenzi, ritto in piedi colla gamba sinistra in avanti, 
quasi in atto di camminare, le braccia distese lungo i fianchi colle mani chiuse 
in pugno, con cui stringe un piccolo rotolo, e le spalle appoggiate a un pilastrino. 
Sopra la cintura dello shezi? e sul pilastrino, sono incise NSPOLAFALICRS le 
seguenti iscrizioni. 


ad ID1do pesta ARES 


« Sacerdote di Ammone nel tempio di Iside, servo della barca sacra nella 
sua dimora, Piresyen, figlio del giudice Hor, giustificato ». 
DA 


Si 


VIIAIORAAIZA 
Eni, IATA 
VAZLOVIAIPIZIE 


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STATUE, FRAMMENTI ECC. 471 


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«[/l sacerdote] di ui nella residenza di Karnak, divino custode nelle 
dimore misteriose, figlio del padre suo per la seconda volta, primo a contare le 
offerte di colui che (gli) è nel cuore (il Dio), sacerdote di Àmonra nel tempio 
di [Iside, servo della barca nella sua dimora, Piresyen, figlio] del qiu- 
dice Hor, giustificato, nato dalla signora di casa, sacerdotessa di Amonra, 
Tat, giustificata. Egli dice: o sacerdoti e divini padri, che essendo per turno 
nel (vostro) mese di servizio, fate risplendere le porte nella residenza di 
Karnak, stendete [la mano].......... ». 

Sulla superficie compresa fra il pilastrino e la gamba sinistra, fu leggermente 
tracciata in nero e in solo contorno un'immagine di donna seduta per terra: sotto 
di questa, ì seguenti me di iscrizione: 


Nu 


N 


NES È 


472 STATUE, FRAMMENTI ECC, 


la ro rà du "8 ci iii —  ——e_ n rm 


- ——————+ 


Lavoro artisticamente pregevole, da riferirsi al fine del periodo saitico o al 
tolemaico. — Acquistata ad Achmim. Calcare annerito sotto l'influenza atmo- 
sferica; alt. 0,365. i 


1741. Piccola statua, mancante del capo, rappresentante un defunto vestito coll’abito 
talare, seduto per terra colle ginocchia in alto, nell'atto di appoggiavi le brac- 
cia, che tiene incrociate sopra di esse. Il defunto appoggia le spalle ad un pila- 
strino, che arriva fino all'altezza del collo, e ha diritto davanti a se un sim- 
bolo della Dea Hathor, rappresentato dalla testa della Dea, con naso, occhi ed 
orecchie di vacca. 


Sul pilastrino era incisa un'iscrizione, di cui non restano oggidì che ì segni 


seguenti : 
ta 
NO 
Lt 
[am | 
O 
a_J 
TN 
SS ; 
« Una offerta da parte del re è fatta ad Hathor, affinché conceda...... ». 


Lavoro assai rozzo e di periodo non ben determinato. — Acquistata a Lugsor 
(Tebe). Granito grigio; alla base, 0,110X0,075, alt. 0,110. 


1742. (6338) Statuetta muliebre, rappresentante una delle ballerine, che nelle ceri- 
monie funebri nella tomba ballavano davanti alla statua del defunto. Come le 
tre immagini infra descritte sotto i num. 1758 e seg., ha i capelli acconciati in 
modo assai singolare, cioè rasa la parte posteriore del cranio, eccettuato il punto 
che corrisponde al cervelletto, ove i capelli sono raccolti in una grossa treccia, 
mentre gli altri capelli, che nascono dalla parte anteriore del cranio, raccolti in 
piccole treccie, sono condotti sul viso e cadono sul petto. Ha una collana al collo 
e il corpo intieramente nudo; eccettuati alcuni ornamenti di perle e di conchiglie 
attraverso al petto ed al ventre; armille alle braccia e alle gambe. 

Le immagini di questa natura sono sommamente rare: quella ora descritta, 
come le due seguenti, sono da riferirsi alla diciottesima o diciannovesima dinastia. — 
Gurnah (necropoli di Tebe). Legno dipinto, consunto in varii punti, special- 
mente sul viso e sulle gambe; alt. 0,235. 


1743. (6337) Statuetta simile alla precedente, e che rappresenta, come quella, una 
ballerina. Ne differisce per l'acconciatura dei capelli, che in questa coprono 


LI 
(1) N erroneamente per A 


. STATUE, FRAMMENTI ECC. 473 


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— —— SS na ————— —— ———____————————————-—-—-—----—-—-—-r-Prrm 


uniformemente ogni parte del cranio, e cadono quindi sul dorso, sulle spalle e sul 
petto. L'immagine è mancante dei fianchi in giù. — Acquistata a Gurnah, 
insieme a quella precedentemente descritta. Legno dipinto; alt. 0,195. 


1744. (6339) Statuetta simile in tutto alla precedente. — Acquistata simultaneamente 
a Gurnah, ma di lavoro più rozzo. Legno dipinto; frammentata in parecchi 
punti; alt. 0,260. 


1745. (6340) Immagine di donna intieramente nuda, mancante della testa, dei piedi 
e delle braccia, che doveva tenere alzate, come di persona che sia in atto di 
danzare. Anche questa immagine rappresenta, come le precedenti, una ballerina. — 
Ottimo lavoro, da riferirsi probabilmente allo stesso periodo delle precedenti, e 
‘acquistato con quelle a Gurnauh. Avorio; alt. 0,061. 


1746. (6362) Mano, frammento di una immagine di donna, e probabilmente di balle- 
rina, come quella descritta sotto il numero precedente. — Acquistata a Zugsor. 
Avorio; lung. 0,031. 


1747. (6341) Statuetta, rappresentante un uomo ritto in piedi, col braccio sinistro 
teso in avanti, nell'atto di offrire un oggetto, che stringeva col pugno e che manca 
attualmente. Ha i capelli cortissimi, e veste lo s/kex/i intorno ai fianchi; nudo il 
resto del corpo. Il braccio sinistro, solo che sia conservato, è posticcio e in due 
pezzi. Con questa immagine si intese probabilmente di rappresentare nna per- 
sona, che offriva alla statua del defunto un fiore o un fascio di rami od altro 
dono, quali si vedono rappresentate ad ogni momento nei bassorilievi e nelle pit- 
ture delle tombe. Lavoro mediocre, mancante di quasi tutta la sezione destra, 
dalle spalle ai piedi, e da riferirsi al medio impero in largo significato. — 
Acquistata a Zugsor (Tebe). Legno in parte stuccato e colorito, in cattivo stato 
di conservazione; alt. 0,250. 


1748. (6.356) Piccola immagine di barcajuolo, che faceva parte dell'equipaggio di una 
di quelle barchette funebri, che si mettevano nelle tombe, e colle quali proba- 
bilmente si celebrava la cerimonia del mistico viaggio, che il defunto faceva ad 
Abido, e che è rappresentato in quasi tutte le pitture e bassorilievi delle tombe. Ha 
capelli cortissimi, coperti, a quanto pare, da un berretto aderente al cranio, ha 
sui fianchi una corta veste bianca, la carnagione dipinta in rosso molto scuro, 
che indica un colorito specialmente abbronzato, e su cui spiccano gli occhi, dipinti 
in color bianco e nero: le braccia mancano attualmente, ma dovevano essere 
tese in avanti per manovrare il remo; è ritto in piedi colle gambe giunte. 

Lavoro assai buono, da riferisi all'antico o medio impero. — Gurnah (necro- 
poli di Tebe). Legno dipinto; alt. 0,099. 

1749. (6357) Altra immagine di barcajuolo, come la precedente. Spinge avanti la 

gamba sinistra in atto di far forza nel manovrare il remo, che teneva con 


60 


STATUE, FRAMMENTI ECC. 


o + — n 4 n n mer n rr ——— ————_—_—— 


amendue le mani e ora mancante in un colle braccia. Porta una fascia stretta intorno 
al fianchi, e ha i capelli cortissimi. La carnagione è colorita in rosso chiaro. 

Lavoro mediocre, da riferirsi al medio impero. — Gurzah (necropoli di Tebe). 
Legno dipinto, in cattivo stato di conservazione; alt. 0,127. 


1750. (6358) Immagine d'uomo colle gambe accocolate, avvolto intieramente in un 

paludamento, sotto cui si nascondono anche le braccia. È l'immagine simbolica 

e caratteristica del defunto, quale nelle pitture e nei bassorilievi delle tombe 

sì vede rappresentato nell'interno della barca, che fa il mistico viaggio di Abido. 

Ha i capelli cortissimi e dipinti in nero, e nei tratti del viso egregiamente 
scolpiti si rivela uomo di età avanzata. 

Buon lavoro, da riferirsi all'antico o medio impero. — Dial abu I Neggah 


(necropoli di Tebe). Legno dipinto, ma l'antica coloritura è ora scomparsa quasi 
intieramente; alt. 0,065. 


1751. (6327) Immagine di Faraone, visto di fronte e rappresentato in piedi in alto 
rilievo sopra una scheggia di pietra. Veste dai fianchi fin sotto alle ginocchia 
lo shenti reale, ha al collo una larga collana, una pesante perrucca sul capo, e 
nudo il resto del corpo; tiene le gambe giunte, il braccio sinistro disteso lungo 
il fianco, col pugno chiuso e il braccio destro ripiegato sul petto, nell'atto di 


stringere colla mano lo scettro f Questa immagine presenta tutti i caratteri 


di un esercizio di artista, ed è il resto del materiale di un antico studio di 


scultura. — Acquistato a Zugsor. Pietra calcare con traccie di pittura; alt. 0,190, 
larg. 0,090. 


1752. (6361) Piccolo busto di Faraone, in altissimo rilievo sopra una laminetta di 
forma irregolare. Ha il capo coperto colle fascie nemes ( Da) e l'ureo sulla fronte. 


Lavoro assai buono, ma probabilmente di tempo non molto antico. — Acqui- 
stato a Zwugsor (Tebe). Piombo; alt. 0,024. 


1753. (6344) Testa muliebre, frammento di una piccola immagine di genere. Nella 
vivacità degli occhi, nel sorriso delle labbra e nei tratti del viso, già accentuati 
secondo il tipo egiziano, ma non deformati come nelle donne, si riconosce un 
bellissimo tipo di fanciulla. L'acconciatura del capo, diversa da quante ne cono- 
sciamo, doveva essere in uso solo per le fanciulle in giovane età; i capelli 
assai corti, ma foltissimi, lasciano scoperte le orecchie e sono rasi sopra la fronte, 
sopra di cui scendono otto piccole ciocche, che si staccano dalla parte superiore 
del cranio. Aveva al collo una piccola collana. Stupendo lavoro della diciotte- 
sima o diciannovesima dinastia. — Acquistata a Zugsor (Tebe). Smalto; ì ca- 
pelli, gli occhi, le ciglia, le sopraciglia, e la collana sono segnate in nero, il viso 
e il collo in bellissimo celeste; alt. 0,027. 


STATUE, FRAMMENTI ECC. 475 


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1754. (6360) Frammento superiore di una piccola immagine d'uomo, coricato sopra un 
materasso e dormiente. Statuetta di genere, come la precedente, artisticamente 
assai pregevole, ed eseguita senza alcun dubbio sotto l'impressione di un modello 
vivente. — Abdido. Smalto celeste con macchie turchine; lung. 0,018, larg. 0,022. 


009: (6347) Frammento di immagine di donna, dal petto in su. È nuda fino ai 
fianchi, stava probabilmente ritta in piedi, e ha le braccia amendue distese e 
aderenti ai fianchi: ha i capelli lunghi, lisci e cadenti confusamente sul collo e 
intorno alle spalle. Ancor questa era. come le precedenti, una statuetta di genere, 
e nel tratti del viso riproduce mirabilmente le fattezze di una donna del popolo, 
quale anche oggi si riconoscono nelle donne /e/lah. Ottimo lavoro, ma probabil- 
mente posteriore alla ventesima dinastia. — Acquistata a Minzeh. Smalto: i 
capelli sono segnati in nero e il corpo in turchino; alt. 0,089. 


1756. (6348) Statuetta rappresentante un uomo nudo, coi capelli non molto lunghi, 
seduto per terra, col ginocchio sinistro in alto, colle braccia appoggiate amendue 
sopra di esso, e colla testa fra quelle, nell'atto di dormire. Le carni sono dipinte 

‘in color rosso chiaro. Statuetta di genere. Lavoro assai rozzo, di periodo nou 
ben determinato. — Abdido. Calcare dipinto; alla base, 0,045X0,032, alt. 0,057. 


1757. (1336) Sezione destra di un'immagine di donna, dalla testa fino ai piedi, mo- 
dellata espressamente quale oggi si vede, frammentata alle due estremità, e man- 
cante della gamba destra e della sezione destra del capo. Alcune parti del corpo 
sono 0 esagerate o dimagrate in modo mostruoso, per cui questa piccola imma- 
gine deve ritenersi modellata con scopo burlesco o satirico. — Rinvenuta presso 
Karnak (Tebe). Terra cotta; alt. 0,064. 


1758. (6333) Immagine di donna intieramente nuda, e mancante espressamente dei 
piedi. Tiene le gambe giunte insieme, e le braccia distese o aderenti ai fianchi: 
la parte posteriore del cranio è rasa, eccettuato in un punto sopra il cervelletto 
e in due altri punti laterali, ove nascono grosse treccie isolate, che scendono sul 
collo e sulle spalle, mentre per contro la parte anteriore del cranio è coperta 
da una foltissima capigliatura, che scende intorno al viso, fino a toccare il collo 
e le spalle. Le ciglia, le sopraciglia e i peli in vari punti del corpo, sono indi- 
cati da striscie o da punti coloriti in nero. Il resto del corpo è bianco. 

Ignoriamo lo scopo di queste immagini, che da taluno sì crede servissero come 


bambole alle bambine egiziane. — Acquistata a Zuysor (Tebe). Calcare bianco; 
alt. 0,150. 


1759. (6334) Altra immagine intieramente simile alla precedente. — Acquistata, come 
quella a Zuysor. Calcare bianco; alt. 0,110. 


476 STATUE, FRAMMENTI ECC. 


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1760. (6335) Altra immagine della stessa natura delle due precedenti, ma mancante 
del capo; al pari di quella ha le gambe giunte, ma colla mano destra tiene 
per un piede una bambina, che le si arrampica sul fianco opposto e la sostiene 
col braccio sinistro, secondo l'abitudine, che anche oggidì si conserva fra le 
donne fellah. — Gurnah (necropoli di Tebe). Calcare annerito sotto l'azione 
atmosferica; alt. 0,098. | 


1761. (6343) Testa muliebre, frammento di una immagine di regina, vista di profilo, 
e lavorata in bassorilievo a due faccie, in guisa da potersi incastrare in un 
mobile o in un oggetto di legno, visibile ed egualmente completo da due lati 
opposti. Ha i capelli spartiti in grosse treccie, che le cadono sulle spalle e sul 
collo, stretti intorno alle tempia con un nastro, e raccolti insieme con un altro 


di giallo, i nastri di giallo e di verde, e i capelli in color di viola oscurissimo. 
Attraverso al diadema sono praticati due fori, forse per un filo metallico, che 
| teneva unita l’immagine alla tavola di legno in cui doveva essere incastrata. 
Lavoro pregevolissimo e di ottimo stile, da riferirsi al medio o al nuovo impero. — 
Acquistato a Keseh (DNenderah). Pietra smaltata; alt. 0,046, larg. 0.052. 


1762. (6345) Maschera virile, che rappresenta una figura d'uomo, con viso piatto. 

occhi sproporzionatamente larghi, e per ogni rispetto diversa dal tipo egiziano. 
Ignorasi lo scopo preciso di queste maschere, di cui noi non conosciamo alcun 
esemplare veramente completo: forse rappresentano visi di prigionieri, le cui 
immagini sono sovente incastrate nei mobili di legno di lusso usati dai Faraoni. 
Lavoro buonissimo, da riferirsi, secondo ogni probabilità, alla diciottesima o dicia- 
novesima dinastia. — Acquistata a Zugsor. Smalto celeste: gli occhi e le sopra- 
ciglia sono segnate in color turchino; alt. 0,037, larg. 0,036. 


1763. (6346) Frammento di maschera virile, come la precedente: in essa si accentua 
anche maggiormente che nella prima un tipo etnografico straniero all'Egitto. 
Ottimo lavoro, da riferirsi allo stesso periodo della prima. — Gurnah (necropoli 
di Tebe). Smalto celeste; gli occhi, le sopraciglia e le labbra sono segnate in 
color turchino; alt. 0,043, larg. 0,045. 


1764. (6353) Piccola immagine d'uomo colle gambe rannicchiate, avvolto in un ampia 
veste e colle mani incrocicchiate sul petto, visto di protilo e rivolto verso sini- 


stra. Essa rappresenta il segno geroglifico SRI e faceva parte di una iscrizione 


di segni in pasta di vetro, incastrata in un sarcofago o in qualche mobile di 
‘ legno. — Abdido. Pasta vitrea di colore bleu scuro; alt. 0,024. 


CSS ANSLANSSNL SL ASAAINSTSI Sv 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


1765. (6363) Lastra rettangolare di pietra calcarea, che insieme con altre rivestiva 
le pareti di una antichissima tomba della necropoli di Memfi. Sull’intiera parete 
così ricoperta, furono scolpite alcune scena colle relative iscrizioni in leggiero 
rilievo, una delle quali, che succede sopra un canale del Nilo, è in parte con- 
servata dal nostro frammento. Sulla riva destra del canale sono rappresentati due 
alberi, di cui riproduciamo il disegno, e due uomini col dorso curvato, nell'atto 

di tirare con forza una fune, probabilmente 
per rimorchiare una barca, o per estrarre 
fi le reti dell'acqua; ma questa parte della 
scena era rappresentata sulla lastra di pie- 
tra attigua, e però più non si vede. Nel 
canale, sul cui fondo sono rappresentate 
delle piante acquatiche e due fiori di loto, 
si vede la parte posteriore di una barca: 
un uomo, di cui non è visibile se non una 
gamba, punta al fondo del canale un remo 
lungo e sottilissimo, imprimendo alla barca 
una gran velocità. Sopra la scena predetta 
‘ vola uno stormo di uccelli di varie specie, 
e sopra a questi, in una linea orizzontale, 
leggesi il seguente frammento di iscrizione, 
in cui sì contiene una delle frasi, che si 
scambiavan fra loro gli uomini della barca 
e quelli che stavano”sulla riva: 


FURIEINESINAI 
: IG DDA IZ 
Cibi la campagna; î nostri alberi ne sono il cuore». — ....... 
Tutti e tre gli uomini vestono lo skezti, e i due che sono sulla riva, soli 
visibili intieramente, hanno i capelli acconciati secondo l'uso più frequente del- 
l'antico impero, cioè trattenuti sopra le orecchie e condotti indietro sul collo. 


478 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


——————€ —m6€6- - ee —- + —. 2 — —.. —-- e I | e e E en — —_ --. -——_-—————+— 


Lavoro assai buono, prodotto dell'arte della quinta o della sesta dinastia: il 
frammento di figura del barcajuolo è sopratutto notevole per lo sforzo, rappre- 
sentato mirabilmente, dei muscoli della gamba, che fa indovinare lo sforzo sop- 
portato dal remo e la velocità impressa alla barca. 

— Questo frammento fu acquistato al Cairo, ma proviene indubbiamente da 
triseh o da Sayyarah e più probabilmente da (Gisel, e faceva parte della tomba 
di qualche gran dignitario dell'antico impero memfitico. Nel periodo arabo servì 
come materiale di costruzione per qualche abitazione privata, perchè sul di 
dietro, coperto con uno strato di gesso, si leggono tuttora due segni arabi di 
gran dimensione, tracciati corsivamente con colore rosso. Pietra calcare, alquanto 
annerita sotto l'azione atmosferica; alt. 0,525, larg. 0,425, spessore 0,080. 


1766. (6367) Stele di forma rettangolare. Vi è rappresentato, in leggiero rilievo a 
due piani paralleli, il defunto, seguito da un cane levriero: un altro levriero è 
rappresentato in incavo, pnre dietro al defunto. Questi è ritto in piedi, veste lo 


shenti, ha braccialetti alla radice della mano, strige lo scettro i colla destra, e 


tiene colla sinistra un lungo arco. Ha i capelli assai lunghi, raccolti sopra le 
orecchie e condotti sul collo, stretti intorno alle tempia con un lungo nastro, 
che sì annoda di dietro e cade sul dorso. Davanti al defunto, una tavola 


per offerte ( Do), e sopra di questa e intorno alla di lui immagine, le seguenti 


iscrizioni: 


« Una offerta è fatta da parte delre ad Osiride, (affinché conceda) le prov- 
vigioni funebri în pani e în bevande, al devoto, amico intimo, Ptahiu. È 
suo fratello, che lo ama Nebsutenneterneyt, che fece questa (stele) ». 

L'immagine del defunto coll'arco ci è data finora soltanto da un ristretto 
numero di stele, provenienti dai dintorni del moderno villaggio di MNegadde, e 
raccolte oggidì nel Museo di Bulaq: questa stele fu acquistata a Zugsor, ma 
proviene certamente dalla medesima località. Giudicando dallo stile della figura 
e dei geroglifici, essa si deve ritenere come anteriore alla undecima dinastia, 
o appartenente probabilmente alla decima, di cui non si conoscono finora monu- 
menti sicuri. — Calcare bianco, con traccie di color rossiccio, che copriva unifor- 
memente tutta la superficie della stele; alt. 0,275, larg. 0,310. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 479 


e = - -_ cun ca ri — —-.- —_ — —— —————_———_—————_—_—_——È—— ——__________——m— 5_—m_ _——_—_——_—_—_—_.+ si = *- impe -- - - ——_— — 


1767. (6385) Frammento di bassorilievo sepolcrale o di una gran stele, su cui vedesi 
ancora la parte superiore di una 
immagine di defunto e di quella di 
sua moglie. Amendue stanno diritti 


in piedi, il primo collo scettro 7 


nella destra, e probabilmente col 
lungo bastone nella sinistra, 6 
la seconda si appoggia al marito 
cingendone il corpo col braccio 
sinistro. Il defunto veste lo shenti, 
ha al collo una larga collana, brac- 
‘ cialetti alla radice della mano, e i 
capelli lunghi, trattenuti sopra 
le orecchie e cadenti sul collo, 
coperti con un velo: la moglie 
veste un abito dai fianchi in giù, 
diverso da quello che era in uso 
per lo più fra le donne egiziane, 
e simile alla veste di cui sì ri- 
produce un disegno col numero 
seguente: ha ancor essa braccia- 
letti alla radice della mano, larga 
collana al collo, e i capelli cadenti 
sopra il dorso e coperti con un 
velo, eccettuate alcune treccie che 
le cadono sul petto. 


Sopra l'immagine muliebre leggesi tuttora la seguente iscrizione: 


\v/ <> 
di “_ A 
Kr VEE 


| 5 


es 
« Sua moglie, che lo ama, la devota Sonit ». 

La maniera con cui queste due figure sono lavorate, si avvicina assai a quella 
della stele precedentemente descritta, ma nei tratti del viso. sia del de“unto che 
della moglie, si riscontra un tipo speciale, che poi si ripete nel gruppo di stele, 
descritte sotto i due numeri seguenti nonchè nella successiva, benchè in que- 
st ultima l'esecuzione tecnica sia notevolmente progredita. Questo frammento, non 


480 


BASSOLRILIEVI E ISCRIZIONI 


meno che le tre stele che seguono, rappresentano quindi a parer nostro uno svi- 
luppo parallelo a quello della stele di /egadde, e si devono riferire approssi- 
mativamente alla decima dinastia, o al più tardi al principio della undecima, 


anteriori cioè a tutti i monumenti con cartello reale di Faraoni di quel periodo. — 
Drah abu’l Neggah (necropoli di Tebe). Calcare; alt. 0,255, larg. 0,295. 


1768. (6374) Stele di forma rettangolare. A sinistra è rappresentato il defunto in 


piedi, vestito collo shexzi, collo scettro i nella mano destra e il ]lungo bastone 


nella sinistra, larga collana al collo, e i capelli lunghi, trattenuti sopra le orec- 
chie e cadenti sul collo, coperti con un velo e stretti presso le tempia con un 
nastro, che si annoda di dietro e i cui capi gli cadono sul dorso. Diritta in piedi 
presso di lui è rappresentata sua moglie, nell'atto di abbracciarlo col braccio 
sinistro, coi capelli acconciati come nella stele precedentemente descritta, e con 
una veste assai larga, che dai fianchi le scende fin quasi al piedì, sostenuta 
sulle spalle con due cinghie, lasciando scoperto quasi tutto il 
petto. Fra le due dette immagini, che sono lavorate in leggiero 
rilievo a due piani perfettamente paralleli, è incisa in solo con- 
torno una immagine virile, in proporzioni assai piccole, che 
rappresenta uno dei figli del defunto. Davanti al defunto è 
deposto per terra un vaso, e poscia, nuovamente in leggiero 
rilievo, un altro uomo, meno alto del defunto, col braccio destro 
sul petto e vestito collo shezt e coi capelli lunghi, cadenti sul 
collo e coperti: questa immagine rappresenta un altro figlio del 
defunto, e probabilmente il più anziano di età. 

Sopra e accanto alle dette figure erano incise iscrizioni di 
difficilissima lettura, e di cui la parte superiore manca presen- 
temente, sicchè non si leggono oggidì che i segni seguenti: 


a — Riferentesi al defunto: 


NIKNNSN 


(fpog= ho 
A 


Ko 
(?) | 


« Una offerta [da parte del re è fatta]ad Osiride, in tutte le sue residenze, 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 481 


[affinchè conceda le provvigioni] funebri in pani e bevande, al devoto, soprin- 
tendente [ delle vettovaglie (!) della] montagna occidentale »......... 


ò — Riferentisi ai due figli: 


Gi Gi 


Xen Dm 
dì, Di 
« il suo figlio ÀAusefa >», « il suo figlio Àu». 


c — Sopra l'immagine del defunto: 
; ANSA 
N 


2 
6) 


>? 
O a 
Cisti devoto, Neytu ». 


d-— Sopra l’immagine della moglie: 
Y*a e 
dk > Ke 


| 
« sua moglie che lo ama, Anit». 
e — Fra l’immagine del defunto e quella della moglie, e riferentesi a persona che 
non è rappresentata: | 


<= Ji 
> <> 
DI Se 
« fece questo (monumento) îl suo fratello, che lo ama, (rivestito della dignità 
di) Semer Bes». 

Le parti nude delle figure conservano traccie di color rosso scuro; tutte le 
altre parti della stele furono dipinte uniformemente in giallo scuro. Per la ma- 
niera di lavorazione e per il tempo a cui deve essere riferita, vegg. il num. 
prec. — Acquistata a Zugsor. Calcare bianco e dipinto; alt. 0,320, larg. 0,420. 


(1) La traduzione di questo vocabolo è incerta, perchè è incerta la lettura dei geroglifici cor- 


rispondenti. 
6l 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Tm T_———m6__ —+— _ _ —-.____. ; — e—- —--- a PS ci ci i cc 


1769. (6368) Stele di forma rettangolare. A sinistra, vedesi rappresentato il defunto 


in piedi, collo scettro î nella destra e il lungo bastone nella sinistra, stent sui 


fianchi, collana, braccialetti alla radice delle mani, i capelli lunghi, trattenuti 
sopra le orecchie e cadenti sul collo, coperti con un velo bianco. Sua moglie 
sta diritta in piedi presso di lui, nell'atto di cingergli il corpo col braccio sini- 
stro: veste l'abito largo, descritto nel numero precedente, ha al collo una collana, 
e le treccie lunghe, cadenti in piccola parte sul petto e le rimanenti sul dorso. 
Presso l'immagine della donna giace per terra un oggetto, che parrebbe un ventaglio 
a uno specchio. Un uomo rappresentato in proporzioni più piccole, e vestito come il 
defunto, offre loro una coscia di bove, mentre in altra parte della tomba una donna 
sta inginocchiata, col corpo ricurvo sopra un mobile che ha la forma di un piano 
inclinato, nell'atto di preparare la pasta per i pani funebri (cfr. s. num. 1494), 
e un altra donna che è seduta lì presso, intende a cuocerli e sta attizzando la brace. 

Iscrizioni. — Nella parte superiore della stele, e riferentisi al defunto e alla moglie: 


Do 


sh 
Ne ne Rina n AA 
’ ]\ (D CS N Essi CS 
ie °9 A — <TD> 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Anubi sopra la sua montagna, che 
presiede all’imbalsamainento e signore di Toser, (affinchè conceda) le prov- 
vigioni funebri in pani e bevande al gran ciambellano, amico intimo, soprin- 
tendente del magassino dell'agricoltura, Aker. Sua moglie, che lo ama, prima 
real favorita, Menreku». 

Presso l’immagine dell’uomo offerente: 


(NI 


I : 
“= « Il suo figlio Aker». 
VA, 


<> 
Presso le gambe del defunto, e riferentesi a un individuo che non è rappresentato: 


« Fece questo (monumento) il suo 
| | È d figlio che lo ama, Mehfà ». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI — 483 


——————————@—@—l—@—@—@—@—@—@—@—@— 


La carnagione degli uomini è dipinta 


_——-——— T——_—_ rc cm0———_ — "rr 


in rosso scuro, e in giallo quella delle 


donne: i segni conservano parimenti traccia di coloritura rossa e gialla. Malgrado 
la mediocrità del lavoro, questo monumento è assai notevole per la natura delle 
rappresentazioni. Sul tipo delle figure e del tempo a cui devesi riferire, vegg. i due 
num. prec. — Acquistata a Zugsor (Tebe). Calcare bianco; alt. 0,360, larg. 0,440. 


1770. (6375) Stele di forma rettangolare. A 


destra, vedesi rappresentato il defunto 
ritto in piedi, col lungo bastone nella 


mano sinistra e lo scettro I nella destra: 


veste una tonaca bianca dai fianchi fin 
quasi ai piedi, ha al collo una larga 
collana di stoffa bianca, i sandali ai piedi, 
il capo raso e coperto con una cuffia 


- bianca stretta al cranio, analoga a quella 


che ancor oggidì è portata dai ellah. 
Davanti a lui e in proporzioni più piccole 
è rappresentato il suo figlio maggiore, 
nell'atto di presentare colla destra il 
calice dell'incenso, mentre dalla sinistra 
stretta in pugno lascia cadere alcuni 
granelli di quel profumo: veste lo shexti, 
ed egli pure ha al collo una collana di 
stoffa e il capo raso e coperto da una 
cuffia bianca. A queste due immagini 
corrispondono rispettivamente le seguenti 
iscrizioni: 


isa 


« L'amico intimo, sacerdote-capo, 
Hotpà». 


« Offre l'incenso al di lui sembiante (ka), © suo figlio maggiore che lo ama 
. e che lo onora nel corso del giorno di ogni giorno, amico intimo, sacerdote- 


capo,'Takekà ». 


Nella parte opposta della stele, il defunto è rappresentato assiso sopra un 
alto sedile di legno scolpito, insieme a sua moglie: questa veste il solito abito, 


484 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


- tte A eni Votre RIMINESE 
— —@———Ò_mP——_———_—Èm———m6— 6 —r ._..e- = —...-_— — ———— ———m——_——__ -—-__ __ ____—y -. o ue @ cz 


stretto al corpo, ha al collo una collana di stoffa bianca, i capelli spartiti in 
molte treccie, delle quali alcune cadono sul petto e le altre sul dorso, e cinge 
col braccio destro il corpo del marito; quegli veste lo shenti, ha la collana c. s. 
e i capelli lunghi, spartiti in piccole ciocche, trattenuti sopra le orecchie e 
cadenti sul collo. Sotto al sedile, vedesi una cassetta, che pare piena di farina, 
e sopra di questa, uno specchio: davanti ad essi, una tavola per offerte, e sparse 
per terra intorno alla tavola, alcuni vasi, dei quali uno con fiori freschi, una 
coscia e una testa di bove, altre parti della vittima, pani e oche. Sopra le dette 
immagini, l'iscrizione seguente: 


12 Aes Ze Ralf 


— — ——————_——_—_—_—_—_—_—————_———_—_——__——mP————_———————_———_m —————@—@—@————@——ltl1@1@@@t—t@@@@— 


inv aLiih ie Tal 


| 765 
[ato 
[SO 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Anubi sopra la sua montagna, 
che presiede all’imbalsamamento, signore di Toser, (affinchè conceda) le 
provvigioni funebri in pani e bevande all'amico intimo, sacerdote-capo, devoto 
al Dio grande signore del cielo în ogni sua residenza, Hotpà. — La sua 


moglie diletta, prima real favorita, devota ad Hathor, Anyentefes ». 


Le figure erano dipinte, e ì segni parimente conservano tràccia di color rosso. 
Pel tipo delle figure sì connette direttamente colle tre stele precedenti, ma le 
supera per la regolarità .del disegno e per più accurata esecuzione: nel tipo 
dei geroglifici sì lega strettamente alla stele precedente, ed è probabilmente 
opera del medesimo artefice, e certo proviene dalla stessa officina. — Drah abu ’l 
Neggah (necropoli di Tebe). Pietra calcare; alt. 0,480, larg. 0,710. 


1771. (6369) Stele di forma rettangolare. A destra, il defunto e sua moglie ritti in 


piedi; davanti ad essi una specie di tavola, come quelle che erano comunemente 
in uso nelle case egiziane per tenervi i vasi, e dall'altra parte di questa, un 
uomo, rappresentato in proporzioni più piccole, che presenta al defunto una coppa. 
Il defunto veste lo shezii e ha, sopra di questo, un grembiale più lungo, 
sostenuto con due cinghie che si incrociano sul petto’ e passano sopra le spalle, 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 485 


— ——— . = sc—e-  — ——- -....-__—e-— —— ——————@ ——————————_————m€——————_—————8 8 —_—_—_—_—_——— __ x 


ha braccialetti alla radice della mano e del piede, una collana al collo, e i 
capelli corti: ha il braccio destro disteso e la mano stretta in pugno, e colla 
mano sinistra tiene un fiore di loto, che sta odorando. L'uomo offerente ha i 
capelli parimente corti, veste lo shezzii e sopra di questo, una sopravveste di poco 
più lunga e trasparente. La moglie del defunto veste l'abito stretto al corpo, ma 
più corto di quello che era abitualmente usato, ha i capelli non molto lunghi, 
trattenuti sopra le orecchie e cadenti sulle spalle. Sotto alla tavola è deposta 
la coscia e la testa della vittima, e sopra di essa, quattro grossi vasi, focaccie, 
altre parti della vittima, ecc., I vasi sono dipinti di rosso, come pure le parti 
nude del corpo degli uomini: l'immagine della donna non conserva traccia di 
coloritura. 
Alle dette figure si riferiscono rispettivamente le seguenti iscrizioni: 


iLSTa SII 
Te] 0 
QAR ] So 


gesto 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Osiride, signore di Tatu, Dio 
grande, sovrano di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e 
bevande al devoto Bebi, figlio della donna Hapi». 


« Il devoto »......... (l’uomo offerente). — La devota verso di lui, Any, 
figlia della donna Hotpu ». 


I geroglifici sono incisi, e le figure lavorate in leggiero rilievo ad incavo 
sopra una traccia indicata con inchiostro nero: sia quelli che questi, non meno 
che il complesso della rappresentazione, hanno un carattere talmente primitivo, 
che si dovrebbe credere che questo monumento sia di molto anteriore alla decima 
dinastia, e al gruppo di stele precedentemente descritte; non oseremmo però 
affermarlo, fino a che lo studio di esso non può essere accompagnato dall'esame 
di altri monumenti, analoghi per tecnica e rappresentanza. — Acquistata a Zugsor 
(Tebe). Calcare; alt. 0,330, larg. 0,420. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


1772. (6364) Stele arcuata nella parte superiore. È occupata quasi intieramente dalle 


immagini del defunto e di sua moglie, rappresentati in piedi, in 
rilievo ad incavo. Il defunto veste lo shenti, stringe colla mano destra 


lo scettro È, e colla sinistra il lungo bastone, ha una ricca collana al 


collo, braccialetti alla radice della mano, i capelli corti, spartiti ìn 
piccole ciocche e inanellati. Sua moglie veste l'abito stretto al corpo, 
ma sostenuto con una sola cinghia, che passa sopra la spalla sinistra, 
ha al collo e alla radice della mano una collana e braccialetti, come 
quelli del marito, e i capelli spartiti in treccie, di cui parecchie scen- 
dono sul petto e le rimanenti sul dorso: tiene il braccio destro disteso, 
e col sinistro abbraccia il marito. Le parti nude del corpo, sia del 
defunto che di sua moglie, sono dipinte in color rosso scuro, gli occhi 
segnati in bianco, le ciglia, le sopracciglia e i capelli in nero, e le 
unghie in bigio: le vesti e le collane conservano il colore naturale della 
pietra, e ì braccialetti sono dipinti in color giallo chiarissimo. Sparse 


per la tomba, davanti alle dette immagini, offerte di varie specie, pani, un vaso | 


cipolle, la coscia, la testa e altre parti della vittima. Sopra e accanto alle figure, 
le iscrizioni seguenti: 


esi. ee 0 I Ao 


bia Vi III 


LA © 


i Cd 


Immagine tl Immagine na 
della moglie del defunto 3 


IS dba 


er 00000 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 487 


« Una offerta da parte del re è 
fatta ad Anubiì, sopra ia mon- 
tagna, (affinchè conceda) le prov- 
vigioni funebri in pani ed in be- 
vande, vittime bovine e oche, per 
il devoto a Ptah-Sokari-0si- 
ride signore di Tatu, questo 
Aneyt (che è qui rappresentato), 
partorito dalla donna Tentà- 
tefes, giustificata ». 


« (Sua moglie) la donna À» par- 
torita dalla donna Nebatef ». 


I geroglifici, non meno che le 
offerte, per quanto incisi con molta 
cura, presentano nel loro disegno 
un carattere alquanto primitivo, che 
non si riscontra sui monumenti 
della duodecima dinastia, e neanche 
nei bei tempi dell’antico impero 
memfitico : per contro le figure del 
defunto e di sua moglie sono trat- 
tate con arte meravigliosa, e certo, 
specialmente la figura virile, si 
deve annoverare fra ì più bei rilievi 
che sieno stati prodotti da scalpello 
egiziano: il corpo della donna, non 
meno che la testa e il torace del 
defunto, sono lavorati con delicatezza 
squisita, mentre le gambe ed il 


488 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


ginocchio sono indicati con tanta verità anatomica, che non ricordiamo maggiore 
in alcun altro monumento. — Questa stele fu acquistata a Zugsor, e da quanto 
ci venne assicurato, proveniva da £4/u: certo essa è anteriore alla duodecima dina- 
stia, e deve ritenersi come uno dei monumenti più notevoli della dinastia prece- 
dente. Calcare gialliccio; alt. 0,430, larg. 0,250. 


1773. (6380) Frammento di stele, che era probabilmente arcuata nella parte supe- 


riore. La sezione destra della stele era occupata in tutta l'altezza dall'immagine 
del defunto, rappresentato in piedi col lungo bastone e collo shert? sui fianchi, 
ma di essa non rimane che piccola parte: nella sezione sinistra e nella parte 


inferiore, sono rappresentate alcune offerte, cioò il vaso i un'oca, la coscia 


e un'altra parte della vittima, e sopra queste, è incisa la seguente iscrizione: 


CAAAZAAAA AA AAZAAIAAZAZA/A, 

A MAAANGIAGAAZAAG, 

ra ADACGGAATICGIG, 

CAZAZAZIACAAASGA/A/0//4//7, 

<—> ) CUIAAAAA AAA ACI 

db) > x 

AAAANIM Ù o/24, 

‘-, Gi 

, > Gi 

SS 


INS VIRS 
INnHANRZSIIUN 


I III A IT | 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 489 


———k&€€+_ #_ #€»"————————————_——————_—Ò ___T__T___T—  ————_—__—_—_—_—_—_—_—_—É6—ÉÈTT_———m—__»m — ——m—__—É—_——___T—___  __m_——r———_r_rrTÉ—__________mÉ 


« Una offerta da parte del re è fatta «ad Anubi [sopra la sua montagna e 
signore di Toser]. Il nobile di schiatta, sacerdote-capo, Antef [fece questa 
(stele)] all'amico intimo (del Faraone), servo (divino), Sentuà. (Il defunto) 
dice: io feci [ciò che desideravano] gli uomini, diedi grano all’affumato, non dimi- 
nuii il patrimonio della madre ...... , accrebbi i pani (di offerta) nella festa 
Uaka, nelle due feste di Thot, in quella dell’anno, in quella del principio del- 
l’anno e în ogni festa solenne: che migliaia di pani e di vasi di birra, migliaia di 
oche della specie sar e della specie set, migliaia di piccioni, migliaia di bovi e 
di gasselle, steno (concessi) all’amico intimo, servo (divino) Sentu». 

È notevole l'espressione di questa stele, « non diminuii il patrimonio della 
madre (mia) », perchè concorda con quanto sappiamo sui principii fondamentali 
del diritto privato egiziano, secondo i quali il diritto di proprietà risiedeva di 
preferenza nella moglie che nel marito. 

Sia l’immagine del defunto, che quelle delle offerte, conservano alcune traccie 
di antica coloritura. 

Lavoro discreto, da attribuirsi all'undecima dinastia. — Drah abu’l Neggah 
(necropoli di Tebe). Calcare bianco, annerito sotto l’azione atmosferica ; alt. 0,350, 
larg. 0,245. 


1774. (6365) Stele arcuata nella parte superiore. Nella parte inferiore, a sinistra, 
l'immagine del defunto, seduto sopra un sedile di legno scolpito, collo shentz 
sui fianchi, il lungo bastone nella mano sinistra, larga collana al collo, e i 
capelli lunghi, trattenuti sopra le orecchie e cadenti sul collo. Sotto al sedile, 
un levriero femmina, e davanti al defunto, sopra una tavola, analoga a quelle 
comunemente in uso fra gli Egiziani, varie parti della vittima, una focaccia, 
un'oca, cipolle e sedani, e per terra in altra parte della tomba, il vaso di liba- 


zione (Î): e quello dell'olio profumato ({f). L'immagine del defunto, stupenda- 


mente lavorata in leggiero rilievo ad incavo, e notevole per la maniera reali- 
stica con cui la testa è trattata, e per la morbidezza che sì distingue in tutte 
le parti del corpo, è riprodotta in eliotipia nella tav. V, num. 1. 

Sopra la detta rappresentanza, l'iscrizione seguente in si di disegno un 
po incerto, ma accuratamente incisì: 


IEEE IEEE VIETATE ER I IEEE I E AI II AI ALII 


(*) C], segno inserito per errore. 


62 


490 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


CIUATE LA i lt 
da e an EL 
SS e ere 


19913 #] huge be htt 


«(Quelli che passano presso questo monumento) ricordino Samentuuser. 
(Egli) dice: io fui il primo dell'aula, il maggiordomo del vestibolo nel tempio 
di Mentu; adempii (!) incarichi nella casa del governatore, îo preparai la 
strada della sua città, abbellii (*?) è laghetti innalzando dei sicomori, io co- 
struiù una dimora grande nella sua città, scavai (per lui) una tomba nella 
sua montagna: î0 fabbricai i vasi (*) per la mia (sua) città, e li trasportavo 
colla mia barca; io stavo pronto a trasportare î suoî coloni (con essa), fino 
a che venne per me il giorno felice, e în esso diedi quella (la barca) al mio 
figlio con quanto vi era in casa ». 


Per la curiosità delle indicazioni e per la naturalezza del racconto, questa 
iscrizione non è inforiore ad alcuna delle più interessanti, che si sieno trovate 
finora sopra monumenti sepolcrali privati. La città, a cui il defunto accenna, è. 
probabilmente Ermontis, e giudicando dallo stile del monumento, devesi rite- 
nere che questi sia vissuto sotto qualche Faraone della undecima dinastia, che 
a quanto parrebbe, era originaria di quella località. — Acquistata a Zugsor 
(Tebe). Calcare bianco e fine, ingiallito sotto l’azione atmosferica. Le figure con- 
servano quasi per intero l'antica coloritura, e i segni conservano traccie di color 
celeste; alt. 0,375, larg. 0,230. 


1775. (6386) Piccolo frammento di una stele. Nella parte più bassa, vedesi rappre- 
sentata la porta della tomba, e nella parte superiore, in cui si doveva rappre- 
sentare l'interno, vedonsi ancora. un cane levriero e un cane bassotto. che accom- 
pagnavano il defunto. L'immagine del levriero è lavorata assai bene in leggiero 
rilievo, e la seconda è indicata leggermente in semplice contorno. 


(1) Il vocabolo Sa do si incontra per la prima volta in questa stele, con significato ver- 


bale: il significato di « adempire, riempire n da me proposto, è quindi congetturale, ma è nondi- 
meno assai probabile. 


Kc ; Kr 
(*) inesattamente per 
> <TD> 


(3) & = D: vocabolo nuovo, ma il significato di « vaso, ziro » non può essere dubbio. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 491 


- ———P—— ————————P— ———_—_ _6———_——_———y——P—————————_——_—_—__ __e——»_ 


Da riferirsi probabilmente all'undecima dinastia. — Drah abu'l Neggah (necro- 
poli di Tebe). Arenaria scura; alt. 0,150, larg. 0,120. 


1776. (6871) Stele arcuata nella parte superiore. In alto, i simboli FO Fi, e 


nella parte inferiore, a sinistra, in bassorilievo ad 
incavo, il defunto in piedi, colle braccia sollevate 
in atto di adorazione. Ha i capelli non molto lunghi 
e spartiti in piccole ciocche inannellate, che scen- 
dono sulla fronte, sulle orecchie e sul collo; ha al 
collo una larga collana, veste lo shezti, e sopra di 
questo, una tonaca trasparente, che dai fianchi 
scende fin quasi ai piedi. L'intiera figura è lavo- 
rata con arte squisitamente fine, ed è da ritenersi 
uno dei più bei prodotti dell'arte industriale egi- 
ziana al tempo della duodecima dinastia, a cui 
questo monumento deve essere riferito. Intorno all'immagine del defunto, le 
iscrizioni seguenti: 


TITASCIRSICSAI 
AMENI ZIONI 
IZINILI R 208 
{21 


+3 gLi 


SI A O È SS 
YVPpLLEyyv 


\.Ì vvN 


« Lo scriba del magazzino, che fa l'adorazione per il Faraone, al mattino, 
sulla terrazza del palazzo, Tetàany, dice: adorazione a te, o Rà, quando 


492 


n  —  _ T e e 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


— n — — —___—__--— —  ————+———+——-——_———r—.—m _————_——mmT———————___—_—6€—T———————_—€—€—_— € —_—_—_——€@€————————_—_€_————— ——_——@6—@—1212m=@_—————Èm 


sorgi, provveduto (di forza), giustificato, ringiovanito ; i0 vengo presso di te 
e ti esalto, gonfiando i polmoni nella iua perfezione, ringiovanendo nel vedere 


le tue bellezze, rimirando ... 00.00. , anima del figlio del sole (il Faraone). 
Deh! tu concedi a me di risplendere .........00000.0 nel tuo splendore, 
di passare presso le porte del mondo inferiore, e di adorare .......... nel 
corso del giorno... ......... ». 


Per la prima volta in questo monumento troviamo indicata l'usanza di ado- 
rare il sole al mattino, dall'alto della terrazza del Faraone, come dall'alto dei 
minareti fanno attualmente i Mwuessin. Per quanto la moderna consuetudine 
dipenda direttamente dai principî dell'Islamismo, nondimeno è utile notare, come 
tale usanza esistesse pure nell'antico Egitto, ove il concetto più grandioso della 
Divinità si concretava appunto nel sole. — Acquistata a Zwgsor (Tebe), e prove- 
niente indubbiamente dalla necropoli tebana. Calcare finissimo: ricoperta antica- 
mente da una tinta gialla uniforme, di cui rimangono traccie sulla figura, sui 
segni e in varie parti della sua superficie; alt. 0,420, larg. 0,240. 


1777. (6366) Stele di forma rettangolare. A sinistra sono rappresentate due donne, 


vestite coll'abito stretto al corpo, con armille alla radice delle mani e dei 
piedi, larga collana al collo, e i capelli divisi in treccie, delle quali alcune cadono 
sul petto e le rimanenti sul dorso, coperte con un velo. Ambedue stanno diritte 
in piedi, e la prima che rappresenta la defunta a cui la stele è dedicata, tiene 
nella mano sinistra un fiore, mentre la seconda si appoggia a lei e le cinge il corpo 
col braccio sinistro. Davanti ad esse, una tavola per offerte, sotto di cui sono 
deposti un pane e un vaso per conservarvi freschi i fiori; e quindi un dignitario in 
piedi, col lungo bastone nella destra, lo scettro i nella sinistra, shenti, larga col- 


lana, braccialetti alla radice della mano, capelli lunghi, trattenuti sulle orecchie 
e cadenti sul collo, coperti con un velo. A ciascuna delle dette immagini corri- 
spondevano speciali iscrizioni, ma oggidì manca intieramente quella che si rife- 
riva alla donna che abbraccia la defunta. 


Iscrizione riferentesi alla defunta: 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Osiride...... [affinchè conceda] 
le provvigioni funebri in pani e bevande alla real cugina Chereh, dl cui buon 
nome è Hesit». 


— in io i e " 


BASSOBILIEVI E ISCRIZIONI. 493 


Sopra l'immagine del dignitario: 


STA 


« Il di lei figlio, amico intimo, Tefà ». 
Lavoro assai buono e di buono stile, però la stele è attualmente consunta in 
parecchi punti. | 
Da riferirsi certamente al medio impero, e probabilmente alla duodecima dina- 
stia. — Acquistata a Zugsor (Tebe), e proveniente dalla necropoli tebana. Cal- 
care bianco con coguli silicei; alt. 0,310, larg. 0,390. 


1778. (6376) Stele arcuata superiormente, e circondata con un fregio in leggiero 
rilievo, simile al disegno qui unito. Nella parte inferiore, a sinistra, è 
rappresentato il defunto, seduto con sua moglie sopra un alto sedile di legno 
dalle gambe scolpite: questa veste l'abito stretto al corpo, sostenuto sulle 
spalle con due cinghie, ha i capelli spartiti in treccie cadenti sul petto 
e sulle spalle, e coperti da un velo, e cinge col braccio destro il corpo 
del marito, mentre colla mano sinistra tiene un fiore di loto con lungo 
stelo, e lo sta odorando. Il defunto tiene pure colla destra un grosso 
fiore di loto, veste una tonaca dai fianchi fin sotto il ginocchio, ha al collo una 
larga collana e i capelli corti e ricciuti. Davanti ad essi, un'ara di libazione, e 
quindi un uomo, rappresentato in proporzioni molto più piccole, vestito collo shenti, 
nell'atto di stringere per le ali un'oca, e di presentarla al defunto. Accanto all'ara, 
sopra un palchetto che ha l'apparenza di essere appoggiato al muro, sono deposti 
un mazzo di cipolle, una testa di vitello, una coscia ed altre parti della vittima, 
mentre oche, pani ed altre offerte sono ammonticchiate per terra. Sopra la scena 
sopradescritta, è incisa in bellissimi geroglifici l'iscrizione seguente: 


SJ 
=s°]sfJe 
TINTE OT \ 


Ren 9: 
GINE = 

« Una offerta da parte del re è fatta ad Osiride, signore di Tatu, Dio 
grande signore di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani, 
bevande, vittime bovine e oche, migliaja di fascie (e di cose buone e pure 
di ogni specie) di cui la Divinità vive, al devoto Asà. Sua moglie Tutut». 

I geroglifici sono incisi, e tutte le altri immagini sono lavorate in leggiero 
rilievo e con grandissima accuratezza, ma non con grande abilità. Da riferirsi, se- 
condo ogni probabilità, alla duodecima dinastia. — Acquistata a Zugsor (Tebe). 
Pietra calcare. annerita sotto l'azione atmosferica; alt. 0,530, larg. 0,340. 


494 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


——_—_m———__6P»—mÈ_____—— —b 


1779. (6382) Stele arcuata nella parte superiore. In alto, i simboli FO GI: 


a sinistra, nella parte inferiore della stele, il defunto seduto sopra un sedile di 
legno scolpito, colla mano destra sulle ginocchia, col braccio sinistro ripiegato 
sul petto, tenendo colla mano un fiore con lungo stelo. Veste lo shent:, e sopra 
di esso una tonaca trasparente, dai fianchi ai piedi, ha al collo una larga col- 
lana, e i capelli lunghi, trattenuti sulle orecchie e cadenti sul collo, coperti con 
un velo. Sotto il sedile, un vaso con manico lungo e sottile, che direbbesi di 
bronzo, e davanti al defunto una tavola con pani, focaccie, cipolle e varie parti 
della vittima, e per terra intorno alla tavola, tre vasi e il calice dell’ incenso. Dal- 
l’altra parte della tavola, di fronte al defunto, una donna in piedi, nell'atto di 
odorare un fiore, che tiene nella mano destra: è vestita con abito strettissimo dalla 
metà del petto ai piedi, ha al collo una larga collana, una treccia di capelli 
sul petto, e le altre trattenute sopra le orecchie e cadenti sul dorso, coperte con 
un velo. Sopra e accanto alle dette immagini, le iscrizioni seguenti: 


}2\djStTTF=sJA 
ANFPos[s2 SITt7 
DIN TES)TYU LA81|x 


TZ Ko 
È 
__ 


« Una offerta da parte del re è fatta a Ptal, a Osiride signore della 
vita delle due regioni, a Kem sovrano di Coptos, affinchè essi concedano le 
provvigioni funebri in pani e in bevande, vittime bovine, oche, fascie e cose 
buone di ogni specie, di cui la Divinità vive, e che dona il cielo e la terra 
produce, al sembiante (ka) del barcajuolo Iuf, giustificato, signore di pietà ». 
« Sua moglie, che lo ama, la signora di casa Nub amnit ». 
« Da parte del figlio, che fa vivere il di lui nome, Sesu, Horemyaf(!)». 
Nè le figure, nè i segni conservano alcuna traccia di coloritura, però gli uni 
e le altre sono eseguiti con molta cura, e segnatamente la testa del defunto. 


(1) V. infra pag. 498, nota (1). 


FASSORILIEVI E iSCRIZIONI l 495 


— — Len. ———__—_—_—mT——>»—>&6 


Da riferirsi probabilmente al principio della decimaterza dinastia. — Acqui- 
stata a Aeneh, ma proveniente da Coptos. Calcare ingiallito sotto l'azione atmo- 
sferica; alt. 0,495, larg. 0,330. 


1780. (6378) Piccola stele di forma rettangolare. Vi è rappresentato il defunto in 
piedi, insieme a sua moglie, davanti ad un'ara di libazione. Il defunto veste lo 
shenti, ha una larga collana al collo, un elegante braccialetto alla radice della mano, 
i capelli corti e spartiti in piccole ciocche inannellate: tiene il braccio destro 
disteso lungo il fianco, colla mano stretta in pugno, e colla sinistra, il lungo 
bastone. La moglie gli sta ritta accanto, e ne cinge il corpo col braccio sinistro; 
ancor essa ha al collo una larga collana, veste un abito stretto senza maniche, 
che le copre tutto il corpo dal collo ai piedi, e ha i capelli lunghi, spartiti in 
grosse treccie, di cui due cadono sul petto e le rimanenti sul dorso. Sopra l'ara 
di libazione, tre papi, la testa e altre parti della vittima. 


Sopra le dette immagini, l'iscrizione seguente: 


—— 


iui lt io 
o sn Lomo 28 Sl 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Osiride signore dell'occidente. 
(affnchè conceda) le provvigioni funebri in pani e in bevande, vittime bovine 
e oche, e ogni specie di cose buone e pure, al devoto che seguì la figlia dî 
Ra (la regina), Sebekhotpu. Za devota, il cui nome è Anysatetà >». 


Le figure erano accuratamente dipinte, e dell'antica coloritura rimangono tut- 
tora moltissime traccie: le parti nude dell'immagine muliebre erano dipinte in 
giallo chiaro, e in rosso scuro nell'immagine del defunto. I segni sono di ottimo dise- 
gno, e accuratamente incisi sopra un piano che è leggermente rilevato su quello 
della stele, e le figure sono lavorate in leggiero rilievo con arte finissima, sia nella 
testa che nelle gambe, e non molto inferiore a quella delle stele, descritte sotto 
i num. 1772, 1774 e 1776. Il nome del defunto assegna questo monumento a un 
periodo ben determinato, cioè alla dinastia decimaterza, sotto il regno di uno dei 
Faraoni Sebekbotpu, confermando le recenti induzioni, che durante la dinastia 
decimaterza l'arte egiziana conservasse in gran parte il grado di splendore, rag- 
giunto sotto la dinastia precedente. — Acquistata a Zugsor (Tebe). Calcare 
annerito sotto l’azione atmosferica; alt. 0,240, larg. 0,195. 


L) 


1781. (6377) Stele di forma rettangolare, circondata con un fregio variopinto, simile 
al disegno che fu riprodotto sotto il num. 1778. Nell'alto, i simboli #F 3. 


e nella parte inferiore, il defunto in piedi davanti a una tavola ricolma dì offerte, 
e dall'altra parte di questa, una donna in piedi, nellatto di presentarle al 


496 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


_————————€_—————T ——————————_____.__r__—_—— _r____———P——T—— 6m—@wP————_————__—_—_————————————————————————@@——ÉÈ@1@@—————__———112121À2ÀÀÀàx%=À=——.1É__f6——212222z1_.È_-z-pm2|_m—___È_ T__—_—T____—_—r_T__r—_—rr__—_—_—__—_—_——————_—__—_—_—n2p11Î1Î____ 


defunto. Questi veste lo shentz, ha al collo una piccola collana, i capelli lunghi, 
trattenuti sopra le orecchie e cadenti sul collo, e tiene le braccia distese: quella 
veste l'abito stretto al corpo, sostenuto con una sola cinghia, che passa sopra 
la spalla destra, e ha i capelli trattenuti sopra le orecchie e cadenti sul dorso. 
Sopra le dette figure, l'iscrizione seguente: 


ja MSTISS Sf] 
Pell St UA 


ANNA ZIA 


LI 
ANIA 
II 
NANNA ) 
« Lina offerta da parte del re è fatta ad Osiride, signore di Tatu, Dio 
yrande, sovrano di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e 
pevande, vittime bovine e oche, ogni specie di cose buone e pure di cui la 


Divinità vive, al sembiante (ka) di chi soprintende alla scala d’oro, Tutu, 
yiustificato, partorito da Ressenb ». 


Ce: -:2 


Questa stele, e le altre descritte sotto i due numeri seguenti, se non sono 
opera dello stesso artefice, provengono certamente dalla stessa officina, e proba- 
bilmente debbono riferirsi a un medesimo periodo di tempo, o certo a tempi 
poco lontani fra loro. Secondo le maggiori probabilità, si devono tutte riferire 
alla dinastia decimaterza. — Acquistata a Gurnah (necropoli di Tebe). Calcare 
gialliccio; alt. 0,375, larg. 0,235. 


1782. (6373) Stele arcuata nella parte superiore, e circondata da un fregio vario- 


pinto, come la stele precedente. Nell'alto, i simboli = SS, © nella parte 


inferiore della stele, il defunto in piedi, e davanti a lui, in due scompartimenti 
paralleli, due donne inginocchiate, che gli presentano un pane e un vaso sopra 
una piccola tavola di offerte, e poi un uomo, una donna in piedi, e da ultimo un 
altro uomo c. s. Tutte le immagini virili, compresa quella del defunto, sono 
rappresentate in piedi con una mano sul petto, vestite collo shenti, con una piccola 
collana al collo e coi capelli lunghi, trattenuti sopra le orecchie e cadenti sul 
collo. Le donne vestono l'abito stretto al corpo, e hanno i capelli trattenuti sopra 
le orecchie e cadenti sul dorso, e due di esse, le parti nude del corpo dipinte 
in color giallo assai scuro, come osservasi in altra stele, descritta sotto il 
num. 1562 (pag. 282). Sopra un sostegno, che pare appoggiato al muro della 
camera sepolcrale, sono dipinte varie offerte, fra cui pani, cipolle, oche, la coscia 
e la testa della vittima. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 497 


n ---- - ___——P—_—-- —_—_——_—m 0 ;_—T_— ————_—+€ TT —_—T——«__——_—————_—_—_—____—T—_————€mm6€6 


Iscrizioni. 
a — Riferentesi al defunto: 


VE AIST9 tipa ni 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Osiride, signore della vita delle 
due regioni, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e bevande, vit- 
time bovine e oche, ogni specie di cose buone e pure, di cui la Divinità vive, 
al sembiante (ka) del gridatore (!), il cui nome è Senb, giustificato ». 

4 — Riferentisi rispettivamente alle altre cinque persone: | 


vii 4 A 
VEE CN C 


| 
sala 


LP 
sita 
D 


«sua moglie Renesu » (?), 
« la signora dî casa, Touhati», 
« suo figlio Aunef>, 
«sua figlia Àbenter, giustificata », 
« suo figlio Sebeku, yerheb». 
Lavoro mediocre: i geroglifici sono dipinti in verde. — Acquistata a Zugsor 
(Tebe). Calcare gialliccio; alt. 0,540, larg. 0,360. 


1783. (6372) Stele arcuata nella parte superiore, circondata, come le due precedenti, 
da un fregio variopinto. Vi è rappresentato, nella parte inferiore, il defunto in 
piedi, colla mano destra sul petto, coi capelli acconciati come nelle figure virili 
delle due stele precedenti, ma coperti con un velo, con collana al collo e shenti 
sui fianchi. Davanti al defunto, una piccola ara di libazione, e quindi una donna 
inginocchiata, colla mano destra tesa verso il defunto, nell'atto di presentargli 
una coppa, probabilmente colma di birra. La donna veste l'abito stretto al corpo, 
sostenuto con due cinghie, e ha una treccia di capelli cadenti sul petto e le 
altre sul dorso, coperte con un velo. Sopra una tavola di legno, che pare infissa 
nella parete, offerte di varie specie. 


(1) | IS fi Hi 0 5 | 4) , letteralmente tradotto « colui che spinge la voce n, doveva desi- 


gnare un ufficio corrispondente a quello di araldo, se pure non indicava quelle persone, uomini e donne, 


<> 
che seguivano urlando la barca funebre, e che con termine più proprio erano chiamate Ò Ì Ì 


(*) V. s. pag. 281, nota (2). 


63 


498 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


Iscrizioni. — Sopra l'immagine del defunto: 


2 SMS ISi 
ris] 
IS I VIRIT j ISoÈ 


#23 
Ad 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Osiride, signore di Tatu, Dio 
“grande, signore di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e 
bevande, vittime bovine e oche, ogni specie di cose buone e pure, di cui vive 
la Divinità, al sembiante (ka) del Sesu(!)Asusenb, partorito dalla signora 
di casa Tetà, giustificata ». 
Sopra l'immagine dell'offerente: 


“\gl=3= 


« la gridatrice Sebekaa, giustificata ». 
Lavoro mediocre: rotto in molti pezzi e restaurato. — Acquistata a Gurnal 
(necropoli di Tebe). Calcare; alt. 0,440, larg. 0,255. 


1784. (6370) Stele di forma rettangolare. Vi è rappresentato il defunto in piedi, 
collo scettro î nella destra, e colla mano Sinistra tesa verso un mucchio di 


offerte deposte sul suolo, pani, oche, varî pezzi di vittima, cipolle, fiori ecc.; 
veste lo shezti, ha una larga collana al collo, i capelli non molto abbondanti, 
tagliati sulla fronte e sopra le orecchie, e cadenti sul collo. Sopra l'immagine 
del defunto, la seguente iscrizione : 


SEI 
Josh ScIR5IAI 
EE 


(1) Il vocabalo I. dato sotto la forma N 4) in una stele infradescritta (v. pag. 500), 


designava un qualche ufficio, che non saprei ben determinare: però il determinativo d). che lo accom- 
pagna nella stele testè indicata, e la circostanza di trovarlo nel nostro monumento unito al titolo 
5 | 4) «pubblico gridatore n, farebbero credere, che esso si riferisca a qualche ufficio poco diverso 


da quest'ultimo o dal medesimo dipendente. Per quanto mi risulta, questo titolo non fu trovato finora 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 499 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Osiride, signore di Tatu, Dio 
grande, signore di Abido, (affinchè conceda) migliaja di pani e di vasi di birra, 
migliaja di vittime bovine e oche, migliaja di fascie di varie specie e di cose 
di cui vive la Divinità, al [sembiante (ka)]del devoto Tat, partorito da ...it ». 

L'immagine del defunto è lavorata in leggerissimo rilievo, ma le offerte e 
le iscrizioni sono semplicemente tracciate con color rossc e nero. Questa stele ci 
pare ricordi quelle della dinastia decimaterza. — Acquistata a Zugsor (Tebe). 
Calcare bianco; alt. 0,370, larg. 0.325. 


1785. (6383) Piccola stele, arcuata nella parte superiore e circondata da un fregio, 
come quello riprodotto sotto il num. 1778. In alto, i simboli = WS, e sotto 
di essi, l'iscrizione: 


<@—> Fam ORA a 

NA Lario di E si 

LIT Pen[ el 
« Una offerta da parte del re è fatta ad Osiride, signore di Tatu, Dio 
grande, sovrano di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri in pani e 
bevande, viltime bovine e oche, cose buone e pure d'ogni specie, di cui la Divi- 
nità vive, al sembiante (ka) di Any, il cui nome (proprio) è Senb, giustificato ». 

Sotto alla detta iscrizione, l'immagine del defunto, ritto in piedi davanti ad 

una tavola di offerte: veste una tonaca dai fianchi fin sotto al ginocchio, ha il capo 
coperto con una cuffia bianca aderente al cranio, e le braccia amendue distese 
lungo i fianchi. Sotto alla tavola, due vasi, e sopra di essa, un altro vaso, due 
focaccie, un mazzo di cipolle o un'oca. I due vasi collocati sotto la tavola e le 
parti nude dell'immagine del defunto, sono colorite di rosso. 


Lavoro rozzissimo, da riferirsi forse alla dinastia decimaterza. — Gurnah 
(necropoli di Tebe). Calcare; alt. 0,280, larg. 0,175. i 


1786. (6384) Stele arcuata nella parte superiore e circondata da un fregio, simile a 
quello riprodotto nel n. 1778. Nella parte inferiore di essa, a destra, in leggerissimo 


che sopra monumenti, che devono essere riferiti, secondo ogni probabilità, alla dinastia decimaterza. 


V. s. la stele n. 1779, e anche quella n. 1561 (pag. 280 e seg.), ove la lettura da me data del gruppo 
[n 


VEE ASS | Vp o) deve esser corretta in quest'altra « il padre suo Sesu, Ses, figlio 


di Tegin. 


500 


—- —r————_—_—_—————€——— = 2-20 e a — — rr — Eee": _——— __—— — o. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


mn mn n nin i e cn 


rilievo ad incavo, è rappresentato un individuo in piedi, probabilmente il defunto, 
coi capelli corti, larga collana al collo, tonaca dai fianchi in giù, nell'atto di 
odorare un fiore di loto, che tiene colla mano sinistra. Di fronte a questi, un 
uomo e una donna, amendue inginocchiati, il primo vestito come il defunto, pari- 
mente nell'atto di odorare un fiore di loto, e la seconda vestita coll'abito solito 
e coi capelli lunghi, trattenuti sopra le orecchie e cadenti tutti sul dorso. Sopra 
le dette figure, la seguente iscrizione: 


7a N À 
VII: VIEOWYVWRIO: N ISS NN ReSieS 1 ® & 
\ NN àhì SSN N AVERI N “TR | î na | 


a ENYTY*YYwY/ sy, ist Ah fee 
Ken T(OU(O(WQu_ Ww_W_WwWw_W « _«;{x NS TARITÎ I i | Yan ran 
ci — 5 BO nm 
a 3 Wa N f > 
Asa * re E 
ala III 4, 0 


PT Tesi s4/o5= 
ANA NS ASSNISI PE a & _ 


AA MAMA TL FORA 
L_] ([_.VTVCWWWW_,&wW|k\|\|\XùWkùkk a —> 
RW.XYY__i NY ail A | ea 


CAAVAAVAA! 


TPPp7R  _:z:® i) 
) Fan) ur wWWwzsyy=-s-"="syN > eg 
CV] OSS a 
Ke 11 LYYT_.«.È=à <= | i Da} 


« Una offerta da parte del re è fatta ad [Osiride signore di] Tatu, Dio 
grande sovrano di Abido, affinchè conceda le provvigioni funebri, [vittime 
bovine, oche, fascie e] ogni specie di cose buone, che il cielo dona, la terra 
produce e porta il Nilo, offerte în natura e manufatte, ogni specie di cose 
buone e pure, [di cui la Divinità] vive, al sembiante (ka) del Sesu (!) Nofrit- 
hotpu, giustificato, e al sembiante (ka) di Anyen[aui]........... xet, 
giustificato e signore di pietà. Una offerta da parte del re è fatta ad [Osi- 
ride, signore di] Tatu, Dio grande sovrano di Abido, affinchè conceda le 
provvigioni funebri, vittime bovine, [oche, fascie), incensi, al sembiante (ka) 
di Anyenaui». 

Le figure sono lavorate assai rozzamente, e i segni sono di pessimo disegno, 
malamente incisi, e indicati talora da una sola graffiatura nella pietra, impossibile 
a decifrarsi senza l'aiuto del senso dell'intiera iscrizione. Nessuna traccia di 
antica coloritura. — Acquistata al Cairo e proveniente probabilmente da Gizeh 
(necropoli di Memfi). Calcare gialliccio; alt. 0,320, larg. 0,220. 


(1) V. sopra pag. 498, nota (1). 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 501 


1787. (6386 .!") Frammento di stele arcuata nella parte superiore. Vedesi rappresen- 
tato un gruppo di quattro oche, che seguivano probabilmente qualche persona, 
che era rappresentata nell'altra parte della stele, ora perduta. Lavoro assai buono; 
per la natura della rappresentazione dovrebbe supporsi, che appartenga di pre- 
ferenza al medio impero. — Xarnak (regione non funeraria di Tebe). Calcare 
grigio; alt. 0,130, larg. 0,115. 


1788. (6381) Stele arcuata nella parte superiore, divisa in due sezioni. La prima 
di esse manca quasi intieramente, e più non si vedono che i resti di due figure, 
l'una virile e l'altra muliebre, rappresentanti certamente il defunto e sua moglie, 
seduti sopra un sedile di legno scolpito. La seconda sezione è occupata dall’ iscri- 
zione seguente: 


CAZZI) 

GTO ISS SS O rig" 00 SN 

ZIZZARIZAR= LI x a | a 

Gg A a => x = 

Gu 4 ISAIA CÒ \\ 

a = dl TIT 

SOT 
| e? 


THIENE 
GIS EL'RIK 


« Una offerta[da parte del re è fatta] ad Amonrî, signore dei troni delle 
due regioni, affinchè conceda ogni specie di pani, che compare innanzi (sulla 
sua tavola), fiori freschi del Nilo di ogni specie, al sembiante (ka) dello 
scriba Sa. Egli dice: 0 voî, ogni scriba, ogni Kerheb,ogn: sacerdote purifica- 
tore, che passi presso questo monumento sepolcrale, onorerete e amerete i vostri 
Dei se direte: una offerta da parte del re è fatta ad Àmon[rà signore, dei 
troni] delle due regioni, affinchè egli conceda cose buone di ogni specie al 
sembiante (ka) dello scriba Sa, giustificato e signore di pietà. 


I segni sono di elegante disegno e accuratamente incisi, e parimenti le figure, 
giudicando dai resti tuttora visibili, dovevano essere di eccellente lavoro: nè 
i primi, nè le seconde conservano traccia di antica coloritura. Questa stele non 
ha caratteri cronologici ben determinati, che ci permettano di attribuirla con 
precisione alla duodecima o tredicesima dinastia, anzichè alla diciottesima: però 
la seconda ipotesi ha maggiori probabilità. — Acquistata a Zugsor (Tebe). 
Calcare bianco e finissimo; alt. 0,295, larg. 0,280. 


TA 
AN 


502 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


1789. (7231) Stele arcuata nella parte superiore. In alto, il simbolo 


GS cali 
e ai due lati di esso, l'iscriziono ——_ @ « ©! Dio di Hut». Sotto il detto 
simbolo, nella parte centrale della stele, l'iscrizione: 


& 1} 
©, 
cè CS 


n 
\TA | 


«(Sotto il regno del) Dio benefico, sovrano delle due regioni, Menyeperrà, 
e (della) real consorte legittima Hat$epsesrà, largitori di vita in eterno ». 

Quindi, a destra, il Dio Chem itifallico, e a sinistra, di fronte a questi, 
Iside Hathor, in piedi, collo scettro | nella sinistra e l’amuleto + nella 


destra: questa veste l’abito solito delle Divinità femminili, ha una larga collana 
al collo, l'ureo sulla fronte, sul capo le corna di' vacca col disco solare, e i 
capelli cadenti sul petto e sul dorso, coperti con un velo. Alle dette Divinità 
corrispondono, rispettivamente, le due iscrizioni seguenti: 


SF 
> 5 
ls 18 


«Kem, figlio d’Iside », 
« Hathor, signora di Denderah ». 
Sotto alla scena ora descritta, l'iscrizione seguente: 


EA NESI BEI Essa 
RO LISÀT-N7iIS® 
iagresrilpa=ià 


Pu IN EQ 


(1) L'ultima linea di iscrizione, non era compresa nella distribuzione generale della superficie 
della stele, e vi fu aggiunta in seguito. 


NAÙÒ 


TIÎ 
Ò 


ld 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 503 


« Quegli che prepara il belletto per la regina, Thutimes, figlio di Userà ah, 
fece incidere (questo monumento) con splendore (!) d'oro ad Hathor, signora 
di Denderah. Suo figlio Aa, sua moglie, che lo ama, N ef. Esegui lo scriba 
Noferhotpu: sua moglie Tetàsenb, /a di lei figlia, Sepseshat dana ». 

Dell’antica doratura, a cui accenna l'iscrizione, non rimane più alcun resto, 
ma rimangono traccie visibilissime dell’incausto giallo, su cui la doratura soleva 
applicarsi. — Stele votiva, proveniente assai probabilmente dal santuario di Den- 
derah, e notevole per i cartelli reali e per la curiosità delle sue iscrizioni: ci fu 
donata al Cairo per il Museo di Firenze dal comm. De Martino, Console gene- 
rale d'Italia in Egitto. Lavoro assai buono della dinastia diciottesima. Calcare 
bianco assai fine, attualmente dipinto di giallo, e anticamente dorato; alt. 0,450, 
larg. 0,300. 


1790. (6392) Frammento di stele, arcuata nella parte superiore, in cui era rappre- 
sentato il Faraone Amenofi III, nell'atto di presentare offerte di ogni specie, 
sopra una tavoletta di legno, cht solleva con ambe le mani, ad una Divinità, 
che era probabilmente Ammone. Il frammento che ci rimane contiene parte 
della sezione destra superiore: nell'alto di essa, vedesi il simbolo del cielo, che 


segue la curva della stele (DD). poi sotto di esso, l'estremità dell'ala 


destra del disco alato ) e accanto a questa, l'iscrizione A 


« largitore di vita ». Sotto ai detti simboli, l'immagine del Faraone, in piedi 
e nell'atteggiamento sopraindicato: veste lo shezti reale, ha sul capo il duplice 


diadema (9), l’ureo sulla fronte, il pizzo di barba al mento, una ricchissime 
collana al collo, braccialetti alla radice delle mani, e ì capelli coperti colle fascie 
nemes (AD) Davanti e dietro all'immagine del Faraone. rimangono tuttora i 


seguenti resti d'iscrizioni, in geroglifici eleganti, sottili e nettamente incisi, secondo 
la maniera artistica che è caratteristica di una parte della diciottesima dinastia: 


NÈ 
N dd y 


Ooh 
se SÒ Ni i 


—% 


> 


vel 


AS Ad 


(1) | JS fi. vocabolo nuovo e di lettura incerta, ma il significato suo non può essere 


molto diverso da quello che gli abbiamo assegnato. 


504 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


«............ Amenbotpu.hikuas, offre l'incenso .......0.>. 
« L’amuleto di ogni specie di vita, di ogni specie di stabilità e felicità, di ogni 
specie di salute, [è dietro di lui]». 

Lavoro assai buono: regno di Amenofi III. — Acquistato a Zugsor, ma 
proveniente da Bad el- Moluk (necropoli reale di Tebe). Basalte; alt. 0,290, 
larg. 0,160: lo spessore della stele oltrepassa undici centimetri, segno certo che 
doveva essere assai grande, e probabilmente molto alta, e contenere una lunga 


iscrizione. 


1791. (6387) Stele arcuata superiormente, e mancante della sezione superiore e di 
parte della sezione sinistra, lungo tutta l'altezza. Dai frammenti che ne riman- 
gono tuttora risulta, che la parte più alta della stele era occupata da una scena, 
in cui era rappresentato il defunto insieme a una donna, probabilmente sua 
moglie, e a una bambina, sua figlia; il defunto, vestito collo shenti a punta, 
era seduto sopra un sedile di legno scolpito, presso di lui, la bambina nuda, 
con capelli corti, ne sta accarezzando le ‘gambe, quindi una tavola di offerte, 
e poi una donna vestita coll'abito stretto al corpo, usato generalmente dalle donne 
egiziane, diritta in piedi, nell'atto di presentare al defunto una piccola fascia. 
Dietro alla donna, un vaso; davanti a lei, un cane levriero accovacciato. Sopra 
l'immagine della bambina, leggesi tuttora in geroglifici rilevati, l'iscrizione: 


S&S 
vi 
Xor 
2 
« la sua figlia Aahmes ». 
La sezione inferiore della stele è occupata intieramente dalla seguente iscrizione : 


AAA AAMAMAAT 

pg 
CALICAGAMIISSAANE 

RALE 
Gi N; ai | ASCA 
CAAAAAAA A AAA, 
ADSAAAIAGA AA | 
VADA =}f 
VA DIM NIIAIREA 
VIAZZAA/NAANNASANIAIABAA/AA//A EIA 
VACANZA 
AAA TA G S| Da dir È Fax 
AAA AIA 
CRAAAAAAAAIAN, Ò A ne 
CAAIAASAAAVAA, 
DIA i 
AAA Gigi GG 
CAAAAA AAA AAA e 
GIGGGGG CAS, 4, 
4 VANNA O DA 4 ug 
DAAAGAAATA, sui 
AAA AA AAGRAAA 
GG i 7 Sia 

ZZZ IIAZAZIAZI AA VIIAIZAO, 

VAZAIAANNAZAAZAIA//4 <> «> 
e ___———=er_—_——_——_—r——_—_———————————  —_Y ————_tnr=2=—o_z= 


TT 


BAsSORILIEVI E ISCRIZIONI 50) 


-——- «- —————_—_—_—_—nRnu u0Aw==@<-s>————.mm ———————_——  —_——__ _y——tm——————_———_——_——ÈP€—————_— __— T—€È€—_———__—————————— 


«[Una offerta da parte del re è fatta a Tum] signore di Eliopoli, ad Osì- 
ride signore di Tatu, Nio grande, sovrano di Abido [ce ad Anubi sella sua 
montagna, affinchè concedano] migliaja di provvigioni funebri in pani ed in 
bevande, migliaja di vittime bovine e di oche, migliaja di fuscie, [miyliaju 
di granelli di incenso, migliaja] di vasi d'olio, migliaja di offerte in natura 
e di prodotti manufatti, [migliaja di cose buone e pure) di cui la Divinità 
vive, e che il cielo dona, la terra produce [e il Nilo trasporta] dalla sua 
sorgente, al sembiante (ka) dello scriba del nomo, Aihmes. [Hgli dice io 
eseguii gli] ordini dello scriba dei campi, io feci compire le costrustoni (2), 
feci fiorire... eee iiieri er .0 006. è devoto verso Osiride, lo sercha 


Aahmes, giustificato, siguove di pietà ». 


Nè le figure, nè i segni conservano traccia di antica coloritura, ma sia le une 
che gli altri sono lavorati con singolare eleganza, le prime in leggiero rilievo 
e gli ultimi incisi. Stile del principio della dinastia diciottesima, e da riferirsi 
forse al reno di Amenofi I.o di Tutmosi I. — Acquistata a Zuysor (Tebe). 
Calcare bianco e finissimo; alt. 0,390, larg. 0,225. 


1792. (6379) Stele arcuata nella parte superiore, e divisa in tre sezioni, delle quali 
la prima manca intieramente, e la seconda non rimane che in parte. In quest'ul- 
lima erano rappresentate sette persone, due uomini e cinque donne, in piedi, 
nell'atto di rendere omaggio al defunto, che era certo rappresentato nella sezione 
superiore: delle figure virili non si vedono oggidì che le gambe, ma le immagini 
delle donne rimangono quasi per intero e colle relative iscrizioni. Esse sono 
tutte figlie del defunto, vestono l'abito stretto al corpo, di tela sottilissima, 
hanno ì capelli cadenti sul dorso e coperti con un velo, eccettuate alcune 
treccie che cadono sul petto; portano il braccio destro disteso lungo il fianco e 
il sinistro ripiegato sul petto, stringendo colla mano un fiore con lungo stelo. 
Accantg alle cinque immagini sopraindicate sono rispettivamente incise le iscri- 
zioni seguenti: 


YI È Di ba 
[am Ci Fan Fan 
— (i «i. # i 
i x 
d_ 


«sua figlia Thuti», 

« sua figlia Amonri », 

sua figlia Tàt », 

«sua figlia Sonsenb», 

« sua figlia Amonpa ». 


& 


64 


906 BASSORIL'EVI E ISCRIZIONI 


La terza sezione è occupata dalla seguente iscrizione: 


VAI 5 jdjo J Fmi È 


RIT 
ea 25 AS Pala 5 nz Dì 


MO ASSENTE al 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Ammone, signore del trono delle 
due regioni, risiedente nella dimora di Karnak, e ad Osiride yentàmenti, 
affinchè concedano le provvigioni funebri in pani ed in bevande, vittime bovine 
e oche, fascie, incensi, olii, cose buone, pure [e dolci] di ogni specie, che il 
cielo dona, la terra produce, e il Nilo porta come sua offerta (sic), al ser 
biante (ka) del Kerheh della Panofer, Sem, Nehmutnoferper: su 
moglie, la signora di casa, Ihu ». 


N _ 


Le figure sono lavorate finamente in rilievo, ed anticamente erano dipinte: 
segni sono incisi e non conservano traccia di coloritura. Stile della innain 
dinastia. — Acquistata a Zugsor (Tebe). Calcare bianco e finissimo; alt. 0,370, 
larg. 0,535: .rotta in due pezzi e restaurata. 


1793. (6338) Frammento di stele arcuata nella parte superiore, divisa in due sezioni. 


Nella prima sezione, in alto, i simboli AG O = SZ, e quindi, sotto di essi, il 


defunto, seduto davanti ad una tavola ricolma di offerte di ogni specie. Dell'im- 
magine del defanto non rimangono che pochi frammenti, dai quali. si vede che 
vestiva lo shexti, ed aveva la mano sinistra sul petto, tenendo fra le dita un 
fiore di loto con lungo stelo; fra l immagine del defunto e la tavola, l'iscrizione: 


n 9 
S 


Le, 
ff 


«lo spirito perfetto di AGRbmes ». 


Nella seconda sezione erano rappresentati un uomo e una donna, ma dell'im- 
magine di quest'ultima non rimane quasi nulla: l'uomo veste lo shenti, ha i 
capelli corti, e solleva le braccia, quasi per adorare lo « spirito perfetto di 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 507 


—— _w————_r__T__——_—r___—_——r—__—_—__—_m—P—r_rr_——_—r___—_—_—_—_—r_—r__—m_—r_—_—__——__—_—rr_—__——_——_———T_—_—m6—€m€——_————m——————_—_—_—_—_——6m > 


Aîhmes», rappresentato nella sezione superiore. Davanti alle dette immagini, 
ì seguenti resti di iscrizioni: 


NARÙ £_ ORD N, NE? 
RSS Fani 
VÒI| UU | . 
TY AMNAAA S N i 
NA NN \NÌ L NN DN N i 
NRÒ AG, AVA NR 
NAÈ < 4 à A S ARRINI 
AIN ASI y 
ANSNE RA ol 
NON 
ANTS Jose VA 
NS x 
WI SUI 
A 

— || ate 

CN <> 

<> 


T[=<[0)N 
a ale N) I 
«[Una offerta da parte del re è fatta a]......... [affinchè conceda]..... 
cose buone e pure d'ogni specie, al sembiante (ka) di [Aahmos]. Da parte 
di suo fratello, che ne fa vivere il nome, valletto nella gran sala delle puri- 
ficasioni del Faraone - vita, salute, forsa -, Ney(t)u: la sua sorella, signora 
(lÎ CUSU Le iiiierre.e 

Per la qualità della pietra questa stele si sfasciò in minuti frammenti, e ricom- 
ponendola non si potè salvare una breve iscrizione, che era incisa sul rovescio. 

L'arte squisita con cui è lavorata ricorda i migliori monumenti della stessa 
natura della diciottesima dinastia, periodo a cui crediamo debba essere riferita. — 
Acquistata a Zugsor (Tebe). Calcare gialliccio, annerito per l'azione atmosferica; 
alt. 0,230, larg. 0,165. 


1794. (6397) Frammento di architrave di una porta di tomba, colla cornice relativa 
e con piccola parte dello stipite sinistro. Sia l'architrave che gli stipiti erano 
coperti di figure e di iscrizioni: sopra ciascuno degli stipiti vi era'un doppio 
mQocxvrzua, 6 probabilmente terminava con una duplice immagine del defunto, 
mentre la superficie dell'architrave doveva essere divisa in due sezioni da una 
linea verticale, in ognuna delle quali era rappresentato il defunto, seguito da sua 
moglie, nell'atto di adorare una Divinità. Nella sezione sinistra, sola che ci 
rimanga, la Divinità adorata è Osiride yentamenti, rappresentato seduto 
sopra un trono massiccio, che è collocato sul piedestallo simbolico (—), coi 


simboli i A, |; T nelle mani: davanti a lui, e sul piedestallo medesimo, una 


piccola ara di libazione, e sopra di questa, tre tiori di loto stretti in un mazzo. 
Segue quindi una tavola ricolma di offerte di ogni specie, pani, vasi, cipolle, la 
testa e la coscia della vittima, e poscia il defunto adorante, e da ultimo sua 
moglie, col braccio destro sollevato in segno di adorazione, avendo nella sinistra 
un mazzo di tre fiori di loto. Il defunto veste lo sherti, e sopra di questo un 


t 


508 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


—_ — —— y———P———6m————P————————————___m___r__—r—T- —-—— ————_———*+—-- r—  — 


abito talare trasparente a maniche corte e strette: tiene al collo una larga collana, 
ed ha i capelli lunghi, trattenuti sopra le orecchie e cadenti sul collo: la donna 
veste l’abito stretto al corpo, porta una collana come quella del marito, ed ha i 
capelli lunghi e sciolti, cadenti confusamente sulle spalle, sul dorso e sulla fronte ; 
intrecciato coi capelli, un fiore di loto. 


Iscrizioni. — Sopra l’immagine di Osiride: 
Td 
ZII 
Je 
« Osiride, sovrano dei viventi ». 


Sopra l’immagine del defunto e della moglie: 


EI 
dh - 


LEA CI | 
i-=% 
tile 2 
Kn 
SÒ 
od 
« Porge adorazione all’Unnofer(Essere buono) dl regi0 artefice dalle mani 
pure, Anesemyetànef, giustificato ; (sua moglie) la signora di casa, che lo 
ama, Mutnofrit ». 
Sullo stipite: 
JeAeh 
(XE 
La cornice è ornata con baccelli, dipinti alternativamente in color bleu, rosso 
e verde; le figure e i segni sono coloriti uniformemente in bleu, eccettuate alcune 
parti del trono, che sono dipinte in giallo e rosso, le collane in giallo, e gli 
occhi in bianco. L'antica coloritura è conservata in tutta la sua freschezza. — 
Proviene da una tomba ruinata di Gurzah (necropoli di Tebe), da riferirsi alla 


diciottesima dinastia. Calcare bianco; alt. 0,540, larg. 0,520, spessore dello 
stipite 0,100. 


1795. (6391) Busto virile, rappresentato in leggiero rilievo ad incavo, frammento di 
una immagine di defunto. Ha i capelli lunghi, cadenti sulle spalle e sul collo, 
coperti con un velo, e una larga collana al collo: il profilo del viso è lavorato con 
grande morbidezza, secondo la miglior maniera della diciottesima dinastia. Sopra 


la figura, leggonsi tuttora i segni -|- È , resti di una iscrizione più lunga. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 909 


Potemmo constatare, che questo frammento di bassoriliero proveniva dalla celebre 
tomba del dignitario 19 pen Annà o Anni, scavata nella regione supe- 


riore della collina di Guraah (necrop. di Tebe), da riferirsi al regno di Tut- 
mosì III, e certo una delle più notevoli di quel periodo, per l’arte con cui è 
lavorata e per l’importanza delle scene, che vi sono rappresentate. La figura e 
ì segni sono dipinti uniformemente in celeste. — Calcare bianco e finissimo; 
alt. 0,117, larg. 0,157. 


1796. (6398) Frammento di un bassorilievo sepolcrale, o di una gran stele. Vedesi 
rappresentato, dai fianchi in su, il defunto nell'atto di offrire l'incenso ad una 
Divinità, la cui immagine doveva trovarsi nella parte ora mancante del bassori- 
lievo: il defunto veste l'abito talare, a larghe maniche e pieghettato, ha una 
ricca collana al collo, e i capelli spartiti in piccole ciocche, non molto lunghe, 
che gli scendono sulla fronte, sulle orecchie e sul collo. Colla mano destra tesa 
in avanti tiene un ricco incensiere, e colla sinistra getta dei granelli di incenso 
sulla fiamma che vi arde. Fra l'immagine del defunto e quella della Divinità, 
vi era una tavola ricolma di offerte di ogni specie, delle quali alcune si vedono 
tuttora, fiori, pezzi di carne e focaccie. 

Sopra l'immagine del defunto, il seguente frammento di iscrizione: 


1\ ALL ù 4 27 SMR 
NS >> SN A so ANEÒÒ DS 
LIAN | 22 | I À 
sù Hi «2 N° NÒ 


FATA VATACACAS 
= Sx Pure 
Iata | SS Ù. 
=. = n L]j Xv: N SÒ 


D- SE nea MANA Tn IBS 
1 13) ui RE ==|d Lr Ù X ISS NI SN 


« Una offerta da parte del re è fatta ad Osiride yentàmenti, Dio grande, 
affinchè [conceda] il soffio piacevole del [vento del Nord] al sembiante (ka) 
del flabellifero alla (destra o sinistra) del re, regio scriba ........». 
Lavoro assai buono: stile della seconda metà della dinastia diciottesima. — 
Acquistato ad Achmim; potrebbe provenire da un gruppo di tombe della diciot- 
tesima dinastia, che si trovava nella valle deserta non lungi da quella città, ma 
potrebbe anche esservi stato portato da Tebe, dal negoziante da cui l'acquistammo. 
Calcare bianco, annerito sotto l’azione atmosferica; alt. 0,225, larg. 0,190. 


1797. (6408) Frammento di stele in legno, su cui era dipinta la Dea Amenti, che 
usciva dal sicomoro, e versava dal vaso I l'acqua della vita; questa veniva rac- 


colta nella palma delle mani dall'uccello, a testa e braccia umane, simbolo del- 
l'anima del defunto, dedicatore della stele. Questa scena era accuratamente dipinta, 
e a quanto pare, sotto una forma in alcune parti poco comune, ma non ne riman- 
gono oggidì che pochissimi resti. Da riferirsi alla diciottesima o diciannovesima 
dinastia. — Gurnah (necropoli di Tebe). Legno stuccato e dipinto, ora in molta 
parte scrostato; alt. 0,340, larg. 0,120. 


BASSORIZIEVI E ISCRIZIONI 


—- ———n<r@———Zz_—6@€&@@<,@ /@@@@@—@m—_m_______—_——_m@—_@—@—_@—@m—6_——@r@——@——@—@—_@——_———@—@—@—@—————_——————————————+++———  — ———_@——n 2@ 


198. (6396) Frammento di soffitto di una tomba, dipinto a tempera con vago 


disegno e a varii colori, che conservano tuttora la loro antica freschezza. La 
tomba, da cui questo frammento fu tolto, era in gran parte ruinata ed abitata da 
una famiglia di Felluh: appartiene alla regione occidentale della necropoli di 
Drah abu’l1 Negah, e devesi riferire alla diciottesima dinastia. — Stucco; 
alt. 0,290, larg. 0,430. 


1759. (0393) Frammento proveniente, secondo ogni probabilità, dal tempio di Seti I 


1500. 


in Abido, ove doveva essere collocato in modo da essere visibile da due parti 
opposte. Probabilmente faceva parte di un reticolato a giorno, di pietra, simile 
a quello che nella sala ipostila di Karnak serviva a dar luce all’interno. Sul 
diritto e sul rovescio, in segni lavorati in leggiero rilievo, l'iscrizione: 


O 


si 


I 
« Rimenma (Seti I), amato da...... ». 
— Abidlo. Calcare bianco e finissimo; alt. 0,340, larg. 0,310. 


(6394) Frammento di parete di un piccolo tempio, costruito da Ramesse II 
presso lo sbocco della valle dell'Alsassif. Il nostro frammento non contiene 
che la parte inferiore di una iscrizione, che accompagnava una scena di offerta: 
a sinistra doveva esservi Ammone, e a destra il re, che presentava al Dio, 
fra le altre cose, un grosso mazzo di fiori, tuttora visibile; dell'immagine del 
Faraone non rimane nulla, e di quella di Ammone non vedesi più che lo 


«cettro I Dell' iscrizione, che era incisa sopra la detta scena, rimane il seguente 


frammento: 
Z%. SS Da VEE ue NE::'ÎÎÒÎ 
AG | Li y $ 
Va A Ù) 
DS SI | = 
VARIA 
44 PISIIA 
Lon 
MNIIPA 
get | 
oÌ 
| Sil =I 
-LIRCTSOSNNFOR ..re dell'alto e basso Egitto, Rauserma-sotepenra, ama/o 


da Ammone........... a lui, per seguire il suo padre ÀAmmone in eterno ». 
«00000000 figlio di Ri, Ramesses-meriàmon; dl mio cuore ........, 
io mi rallegro vedendo [le tue perfezioni]........». 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI oll 


Fra l'iscrizione e il mazzo di fiori, si vedono due linee di scrittura jeratica, trac- 
ciate corsivamente da uno scriba, che ispezionò quel tempio; alcuni segni sono tanto 
sbiaditi da essere ge gli altri possono essere trascritti nel modo seguente: 


rs NR] a Pei LL dare 
DER ev U N Il —>Giiish 
G% \ 17% 3 : DACIA 
MANETTA è SL 
Gi Dil VACAAAGA 


NA TA A 
« Essendo stabili le cose di Ammone (!), quelli si misero a fare ........>». 


« Lo scriba Thutimes, figlio di Amonàuf, leleine VOM Lori 
gli artefici ........». 

Di quel piccolo tempio di Ramesse II furono rinvenuti gli ultimi resti solo 
nell'anno 1885, cioè oltre al nostro frammento, due grossi pezzi di parete, che 
furono portati al Museo di Bulaq. 

Il mazzo di fiori è lavorato in leggiero rilievo ad incavo, e conserva mirabil- 
mente le sfumature dell'antica coloritura: i segni sono incisi, e dipinti alter- 
nativamente in colore rosso e celeste, su fondo giallo scuro, eccettuato lo spazio 
compreso dai cartelli reali, che è dipinto di bianco. Ottimo lavoro del regno di 
Ramesse II. — Pianura di Nrah adbu ’l Neggah (necropoli di Tebe). Arenaria 
coperta da uno strato leggerissimo di stucco; alt. 0,350, lare. 0,300. 


1801. (6395) Frammento di parete di tomba, comprendente una scena di carattere 
religioso, raramente raffigurata sui monumenti egiziani. Si riferisce all'accoglienza 
che vien fatta al defunto dalle due Dee, simbolo l'una della montagna occiden- 
tale, in cui il defunto tramonta, e simbolo l'altra dell'orientale, da cui il defunto 
sorge col sole, per raggiungere il sommo del cielo: l'immagine della Dea del- 
l'oriente manca nel nostro frammento, ma rimane quella di Amenti, la Dea 
dell'occidente, che solleva le braccia, quasi in atto di accogliere il defunto. 
Questi è ritto in picii, colle braccia sollevate in segno di gioia, veste lo sUeus 
e una corta maglia fino alla metà del torace, sostenuta con due cinghie, che 
passano sopra le spalle e si incrociano sul dorso. A destra e a sinistra del defunto, 
due Genii delle mitiche città di Pa e di Tepu, l'uno con testa dì sparviero e 
l'altro con testa di sciacallo, inginocchiati, e nella posizione loro caratteristica, 
indicante esultanza: quindi, a destra, dopo la Dea Amenti, una figura vinile, 

_ che rappresenta probabilmente di nuovo il defunto, colle braccia sollevate in segno 
di adorazione, e poscia, dietro di questi, il simbolo 


(1) Cioè: «essendo in regola ogni cosa riguardante il culto di Ammonen 


512 BASSOLILIEVI E ISCRIZIONI 


i ‘‘‘.<cu<@—@cce@e@nmoogp n ui II III 


« Dice la montagna orientale: sollecato verso il cielo, vedrai ogni cosa ». 


Riferentesi alla Dea Amenti: 
ST 


SES 
Se I p) 
i L<O> 
li 
EX AR 
î VER 
DI RI 
«[/ice lu] montagna occidentale: chiude... i... ». 


Riferentesi, rispettivamente, al Genio con testa di sparviero e all'altro con testa 
di sciacallo: 


LU» > 
INTO IIS 
ST 
dali 
PALA Va AnTA TA) 
(1) <> S 
Ì Wai _X i 
Cc CA 
i 
ta 


« Jo faccio esultanza per il tuo sorgere felice ». 
« Io faccio esultanza per il tuo ventre în pace ». 

Le tigure sono lavorate assai finamente in leggerissimo rilievo ad incavo, e 
nello stile della diciannovesima o ventesima dinastia. — Ad4i4o. Calcare gial- 
liccio, in stato di deperimento; alt. 0,250, larg. 0,560. 


1802. (6389) Scheggia di pietra calcare, su cui è stata abbozzata con inchiostro rosso 
una scena di adorazione al Dio Thot. Questo è rappresentato în piedi, con testa 


di ibis e corpo d'uomo, crescente e disco lunare sul capo, lo scettro | nella sinì- 


stra, la tavolozza dello scriba nella destra, e vestito dalla metà del torace ai 


(1) » errore dell'artefice per &- 


PASSORILIEVI E ISCRIZIONI 913 


_—————___—— + ———— 0... —_- —- . a ice SEL 
- e ---_— —— _ ——_—_—---- -—.: iii ii ES 


piedi con una tonaca assai larga, stretta intorno ai fianchi con lunga sciarpa. 
Davanti a lui è inginocchiato un uomo, colle braccia sollevate per supplicare il 
Dio, in un atteggiamento poco comune nelle scene religioso e funebri, e simile 
a quello in cui sono rappresentati i principi dei popoli vinti davanti al Faraone. 
Ha capelli abbondanti e lunghi, raccolti in una reticella, imitando anche in ciò 
l’acconciatura caratteristica di alcuni popoli della Siria, veste l'abito talare a 
larghe maniche, con braccialetti alla radice del braccio e della mano. 
Sopra l'immagine adorante, l'iscrizione seguente: 


gun NNO ) ( NNSS 

SLLLIA 

RENENOESI Ù (10 orasaone Cl Nu v 
Fal I f | AIN 

MT? | nl} x 


Qui 


E 
| 
e 

7 


« Presta adorazione ai... .... del tuo semhiante (ka), o Thot, <l defunto, 
scriba della necropoli (*), N...aemmut, giustificato ». 


Secondo ogni probabilità, questo abbozzo dovette servire di traccia a qualche 
artefice, per incidere una stele di maggior dimensione o una parete di tomba. 
Da riferirsi alla diciannovesima o ventesima dinastia. — Gurzal (necropoli di 
Tebe). Calcare bianco e fine; alt. 0,290, larg. 0,240. 


1803. (7225) Stele arcuata nella parte superiore, divisa in due sezioni. Nella prima 


sezione, a sinistra, Ammone seduto sopra un trono, collo scettro | nella sinistra 


e l'amuleto f nella destra; davanti a lui, un'ara di libazione, sopra di cui il 


vaso nemes (4}) e un pane, e quindi un uomo adorante, seguito da una donna, 
che solleva pur essa il braccio sinistro in segno di adorazione, e presenta un 
fiore di loto, che tiene nella mano destra. Il defunto, rappresentato dalla prima 
figura, veste dai fianchi in giù, una tonaca ampia e pieghettata, simile a quella 
riprodotta sotto il num. 1622, ma di essa più larga; ha al collo una piccola col- 
lana, armille alla radice della mano e del piede, e il capo intieramente raso. La 
donna veste l'abito talare ampio, trasparente e pieghettato, con maniche larghis- 
sime, ha i capelli spartiti in piccole treccie legate all'estremità con piccolì nastri, 
cadenti tutti sul dorso, e coperti sulla nuca da un pezzo di tela di forma cir- 
colare, sopra di cui, il cono funebre: ha pur essa armille alle braccia e alle 


gambe, e grossi pendenti alle orecchie. 


(1) V. s. pag. 358. 


514 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


- — —Fr————+—+—-—. +-+} - mt nn —_ ___——_—————66——_—  —+6————————_6_____m—È€_..—r—  ———= 


Sopra le dette figure, le iscrizioni seguenti: 


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600 AAA 
tao 1A [al 000 
VA ne DADI n 
Sd Ei dqde=> la SI n {DD | 


\pguulfi D RE 
sora Ì ® 
« Una offerta da puite del re è fatta all Ammone, signore del cielo e so- 
crvano di Tebe ». 
« Fece (questo monumento) il cesellatore Bokenurnu: sua madre Hunuro ». 
Nella seconda sezione sono rappresentati nuovamente il defunto e la madre, 
amendue adoranti, rivolti verso sinistra; le figure, intieramente simili alle due 
precedenti, sono precedute e seguite dalle seguenti iscrizioni: 


FESA, 


29 


5 


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N AN NI vi a 
ANAQUEESNN 
NES 


Td 
Cresibabilea lo se... È sOffti del vento ........., che io riceva le offerte 
correre cere sese s e» [CO] dito di Dio, che io sia liberato da........». 
« Fece (questo monumento) il cesellatore Bokenurnu: sua madre, la signora 
di casa, Hunuro giustificata ». | 

Lavoro assai accurato e di buono stile, da riferirsi, secondo le maggiori pro- 
babilità, alla dinastia ventesima. — Questa stele ci fu donata a Lugsor per il 
Museo di Firenze, dall'Agente consolare d' Italia, sig. Andreus Bisciara, e proviene 
probabilmente da XAarnak (Tebe). Calcare ingiallito sotto l'azione atmosferica; 
alt. 0,350, larg. 0,220. 


‘ 1804. (6390) Piccola stele, arcuata nella parte superiore. Vi è rappresentata a sini- 


stra una Dea leontocefala con corpo di donna, ritta in piedi, vestita coll’abito 


stretto al corpo, col disco solare circondato dall'ureo sul capo, lo scettro Î nella 
mano sinistra e l'amuleto ia nella destra. Davanti ad essa, un'ara di libazione, 


sopra di cui il vaso 7267228 (Y)) e un fiore di loto, e quindi una donna in piedi e 


” __ 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 515 


_ —-. — _TT_e=e=—-——— ee ———P————_—r_r—rrr_——< — — + 


adorante. Questa veste un abito stretto al corpo dai fianchi ai piedi, e sopra di 

esso, un ampio abito trasparente con maniche larghissime; ha i capelli spartiti 

in lunghe treccie, di cui molte cadono sul petto e le altre sul dorso, ha un 

tiore di loto sul capo; solleva colla mano destra un sistro, nell'atteggiamento 

di scuoterlo davanti alla Dea, ed alza il braccio sinistro in segno di adorazione. - 
Sopra e accanto alle dette immagini, l'iscrizione seguente: 


Oo—+# 


B 
I 
È | 


AT 


sil 


« Fece (questo monumento) la signora di casa, sacerdotessa di Mentu, Mer- 
tiriaa (ala) Dea Tenen, sovrana delle due regioni, che risiede in An, uffin- 
chè conceda una lunga vita, impiegata a contemplare le di lei perfezioni ». 

La città di An, qui nominata, è certamente l’An del sud o Ermontis, 
ove sorgeva un gran santuario al Dio Mentu. Questa stele è un monumento 
votivo, che dovette essere deposto in quel santuario, ed è uno dei pochissimi 
che ci facciano conoscere l'esistenza di una Dea leontocefala, chiamata Tenen, 
che era certamente ritenuta consorte di Mentu ed adorata nello stesso santuario. 

Lavoro assai buono; da riferirsi alla diciannovesima o ventesima dinastia. — 
Acquistata a Lugsor (Tebe), ma proveniente senza alcun dubbio dalle rovine della 
vicina Ermontis. Calcare giallo-scuro; alt. 0,260, larg. 0,200. 


Ni 


1805. (6400) Frammento di una piccola stele votiva, arcuata nella parte superiore. 
A sinistra è rappresentata la Dea Aptaurt con testa e torace di ippopotamo, 


il diadema Wi_ulz7 sul capo, e sopra di questo il disco solare circondato 
dall'ureo, ritta in piedi, nell'atto di ricevere adorazione da due donne e da una 
bambina, ritte in piedi di fronte ad essa. La prima di queste e la bambina che 


l'accompagna, vestono l'abito talare lungo e trasparente; l'una solleva il braccio 
destro in segno di adorazione, offrendo colla mano sinistra un ramo d'albero, e 


516 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


I 


l'altra solleva il braccio sinistro, e tiene il destro ripiegato sul petto: la donna 
che segue veste l'abito stretto al corpo, e solleva come la prima il braccio destro 
in atto di adorare la Dea. Tutte tre hanno la carnagione dipinta in rosa, i capelli 
sciolti, cadenti sulle spalle e sul dorso, coperti con un velo: probabilmente, le 
due donne dovevano avere il cono funebre sul capo. | 

Tutte le fivure sono lavorate assai rozzamente nella maniera che è propria di 
una parte della ventesima dinastia. Rappresentazione rarissima. — Aarnak. 
Calcare grigio; alt. 0,110, larg. 0,143. 


1806. (7207) Stele arcuata nella parte superiore. In alto, il simbolo 


sotto di esso, a destra, un uomo in piedi, col capo raso, vestito collo shenti e 
con sopravveste trasparente dai fianchi in giù, nell'atto di presentare alla Dea 
Bast,e ad Oro, un oggetto simile al disegno qui accanto riprodotto. 

La Dea Bast, con testa di leonessa e corpo di donna, sta 


ritta in piedi, tenendo l'amuleto "a nella destra e lo scettro Î 
nella sinistra, e Oro, che la segue, è rappresentato con corpo d'uomo 


e testa di sparviero, lo scettro 5 e l’amuleto F nelle mani, e il du- 


plice diadema (19) sul capo. Fra l'immagine della Dea Bast e 


quella dell'uomo oll'erente, un'ara di libazione, sopra cui è deposto 
un oggetto, simile a. quello sopraccennato. Alle tre figure predette 
corrispondono rispettivamente le seguenti iscrizioni: 


ui |M |nî3 


72 na 
Uil x ST 


« Il capo lavandajo di Bast, Hormeh». 
« La Dea che parla è Bast, regina degli Dei ». 
« Il Dio che parla è Oro, figlio di Bast». 


Presso i piedi delle due Divinità, sono incise le iscrizioni seguenti: 


) € fs 
ATRIA 


ANvYESI 


RU 


BASSOZILIEVI E ISCRIZIONI 517 


a_n + —_ — -- ——— gp —-- 


che sono unite con un breve testo, racchiuso nella seguente iscrizione, disposta 
in linee orizzontali sotto la scena di offerta sopradescritta: 


Egg x 
os NEI TESO FAN: 
UA mR 4 

v O i A" 4, 4 Da ra 


ACHNN 


z a ANNIDA 

4 RARE Ya | OLI BEEN vÌ - (A 
GS \\ {uj \\ doi iii AAA 
AIANA LIA 

7 N 

ABESGRESI 
> “a il A, a |VooUAniz= Da 
Fre ADANLLA 


«(Solto il regno del Faraone) Ruusermi- sotepenàmon-Tak[lot] 
sads-meriàmon, l’anno ventitre, il presente giorno, fu doto un altro (!) 
campo di tre ettari al lavandajo [capo] di Bast, Hormeh. Questo (campo) 
è el di là dell’obelisco, alla sua base, e lo[ donò] îl re vittorioso (*): esso appar- 
tiene al granajo della Dea Seyet: questo (campo) è al di là dell'obelisco ». 

Questa stele è meritevole di particolare interesse, come uno dei pochissimi 
monumenti incisi e con carattere religioso, in cui sia stato regisirato un atto 
di donazione; e ciò probabilmente perchè il campo donato apparteneva al patri- 
monio del culto, e l'atto che lo consacrava dovera essere conservato nel tempio 
medesimo. Ma questo monumento trae la sua maggiore importanza dalla data 
in esso contenuta, la quale, malgrado la lacuna di uno dei segni numerali, non può 
essere letta, se non « l’anno ventitre », ed è perciò la sola che assegni una durata 
non inferiore a ventitre anni al regno di Taklot II, mentre tutte le date finora 
conosciute si arrestavano all'anno quindici. Taàklot II appartiene, come è noto, 
alla ventesimaseconda dinastia, che ebbe la sua residenza in Bubasti. Oltre alla 
memoria di quest'atto di donazione, compiutosi nell'anno 23 del regno di Taklot II, 
questa iscrizione fornisce ancora la notizia di un obelisco, che sorgeva nella città di 
Bubasti, probabilmente nelle adiacenze del tempio: di questo obelisco non abbiamo 
finora altra indicazione, nè fra i frammenti informi di enormi blocchi di granito, 
giacenti sull'area dell'antico tempio, sì può oggidì riscontrarne alcuna traccia. — 
Questa stele fu da noi scelta al Cairo nella collezione dell'avv. Alessandro 
Morpurgo, che voleva offrire un suo ricordo al Museo di Firenze: proviene indub- 
biamente dalle rovine dell'antica Budastz. Calcare gialliccio e poroso di pessima 
qualità; alt. 0,670, larg. 0,325. 


> (1) Prendo <—x come equivalente a i attribuendogli il valore pronominale, converrebbe 


considerarlo come equivalente a x YA e tradurre «....... in questo giorno, 10 (Tàklot II) 


diedi un campo di tre ettari etc. n, ma la prima interpretazione mi pare più probabile. 

(*) A motivo della lacuna, la traduzione di questa frase rimane alquanto incerta, poichè invece 
dell'espressione «[/0 donò] il re vittorioso », potè trovarsi «[/0 dond il luogotenente (od altro 
impiegato)] del re vittorioso n, ma la seconda ipotesi mi pare meno probabile, e in ogni caso non 
altererebbe il significato generale del passo. 


518 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


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acre si iti nie oe e nie = i —_—& 


1807. (6396) Frammento di parete di un tempio, comprendente parte di una scena 
religiosa, in cui era rappresentato un Faraone, nell'atto di presentare il simbolo DG 


al Dio Thot e ad una Divinità femminile, amendue ritti in piedi davanti ad una 
tavola, ricolma di ogni specie di offerte. Attualmente l'immagine del Faraone manca 
intieramente, e la sua presenza non ci è ricordata se non dall'iscrizione che lo precedeva, 


À_D 
«Qpr 
RE i 
mo 
ANIPINA 
(CY 


« (egli) offre l’uta al padre suo, che largisce la vita »; 
delle due figure delle due Divinità manca la parte inferiore, con parte delle iscri- 
zioni che le accompagnavano. Il Dio Thot ha sul capo il disco lunare, stringe lo 


scettro | nella mano destra, e tiene colla sinistra l'amuleto i la Dea, che l’ac- 
compagna, veste l'abito stretto al corpo, ha le treccie cadenti in parte sul petto 
e in parte sul dorso, le corna di vacca sul capo, e fra queste, il disco solare, 
l'ureo sulla fronte e l' amuleto ” nella mano sinistra: solleva il braccio destro, 


quasi fosse in atto di adorazione. 

Sopra e accanto alle dette immagini erano incise, in bei geroglifici, parecchie 
iscrizioni; ma oltre all'essere alcune interrotte dalla rottura del monumento, sono 
generalmente consunte o coperte da uno strato di stucco durissimo, sicchè non 
sono leggibili che ì frammenti seguenti: 


rr IIYÎDIX- gi \ O | TN 
ANIMA TA | \ Ai 
re E NNIENNN | i 
i gi NN| + 7 | 
ngi —=| 9 | ga 
ZA | = N 
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Ng | vl > | i 
RAI "1 RE $ e BI CC 
mem | Sa |A ST di | 
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te [= ©) ; DD 
Ep o pi "En 
TA ia x AS S (s>) 
e NA “N fo 
, SEL Nd! sE 
CL? | re TDI pe TI 
« [Dice Thot]ApreRui: [/0 do a]tfe (al Faraone) ................ , d0 
do a le incensi... .. iii , ‘o do a te oyui Villoriua ....0.0000. de 


[Hice Thot] che è nella residenza di Bubasti ». 
« Nice la Dea Himuauai-t, occhio di Ra......, che è nel santuario .... ». 


- e 


BA-SOLILIEVI E ISCRIZIONI 519 


DI 


La Dea Himuiuai-t qui nominata, non è se non una forma di Iside 
Hathor, con cui sì confonde ìintieramente per la natura dei suoi attributi. 
Le figure sono lavorate in leggiero rilievo ad incavo, e i segni sono incisi: lo 
stile di questo frammento farebbe supporre, che esso facesse parte di un qualche 
tempio, costruito da uno dei Faraoni della dinastia ventesimaseconda, che ebbe 
per capitale la città di Bubasti. — Acquistato al Cairo, ma proveniente da 
Zagaszig, la città moderna che sorge presso le rovine dell'antica Bubasti. Calcare 
bianco, con traccie appena visibili di antica pittura; alt. 0,620, larg. 0,520: 
servì posteriormente come materiale dì fabbrica. 


1808. (6401 e 6402) Stele di forma rettangolare, sopra di cui è scolpita in altis- 
simo rilievo una porta, sostenuta ai lati da due eleganti colonne con capitello a 
fiore di loto, e sormontata da una cornice con fregio di urei nella parte supe- 


riore, e col disco alato ( Fa dipinto nella parte centrale. Dentro questa 


prima porta, egualmente in alto rilievo, ne è rappresentata una seconda più pic- 
cola, sostenuta da due piccoli pilastri -e sormontata da cornice, sopra di cui è 
parimente dipinto il disco alato, come nella cornice della porta maggiore. Sopra 
i due pilastri laterali, sono tracciati con color verde scuro le iscrizioni seguenti: 


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E) 
520) BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


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i YEN 

« Che Osiride, l’Essere buono, conceda la vita (eterna) alla defunta, scriba, 
Nis, giustificata, figlia dî Petuàs, partorita dalla donna .............» 
« Che Osiride, l'Essere buono, conceda la vita (eterna) alla defunta, scriba, 
Nas, giustificata, figlia di Petuas, giustificata e partorita dalla donna 
Repaker(?)... 

Nello spazio compreso fra l'architrave e gli stipiti della porta minore, è inca- 
vata una stele, arcuata nella parte superiore, e su cui vedesì tuttora dipinta una 
scena di adorazione, accompagnata da un breve mTOOCKUII UA! In alto, il sim- 


bolo ; sotto di esso, a sinistra, una Divinità virile, che pare abbia 


testa di sparviero, fasciata a guisa di mummia, conservando libere le mani, con 


cui stringe lo scettro ] e lo staftile, seguita da una Dea, probabilmente la Dea 


Amenti, che porta sul capo il simbolo dì: davanti alle dette Divinità, un'ara 


di libazione, sopra di cui il vaso nesmzes (43) e un fiore di loto, e quindi la 
defunta, vestita con ampia veste talare, colle treccie sparse sul dorso, e ado- 
rante. Sotto alla detta scena l'iscrizione seguente: 


VAT, a” 
sli 
(DG G, 


dh 
o CARI 


« Che Osiride yent[àmenti](?), io grande, signore di Abido, conceda la 
vita (eterna) al sembiante (ka) della defunta, scriba, Nàs, giustificata, figlia 
di Petuàs giustificato, e partorita dalla signora di casa [Repaker (?)], 
giustificata e devota verso il Dio [grande] >». 

In questa stele ci occorre per la prima volta di trovar nominata una donna, 
che portasse titolo di scriba, concordemente all'indicazione di Erodoto, che in Egitto 
parecchie professioni fossero esercitate dalle donne, al pari che dagli uomini. 

Questa stele deve riferirsi approssimativamente alla dinastia ventesimasesta, 
e non è certo anteriore a quel periodo. — Acquistata a Drah adbu'l Neggah, presso 


RAssoORILIEVI E ISCRIZIONI 521 


— — na, - — dla i nu i Lu ne nm nn  _— -—__—_—È—mn——————— a — ——————————€€——+_——— e - —————€—++———_———_—_——_—_r6€_m66_6yT6_rc6mm 


l'Alsassif (necropoli di Tebe). Calcare bianco e finissimo ; alt. 0,360, larg. 0,260: 
rotta in quattro pezzi e restaurata: mancante di parte della sezione destra: con 
coloritura in parte sbiadita. 


1809. (6399) Frammento, comprendente la sezione sinistra inferiore di una stele. 
La sezione superiore era divisa in due scompartimenti da una colonna verticale 
di geroglifici, di cui non rimangono che gli ultimi segni, N I i che corrispon- 


dono al nome del defunto: quindi, a sinistra, era rappresentato il defunto che 
adorava il Dio Chem, accompagnato quest'ultimo da due Divinità, l'una ma- 
schile e l'altra femminile, forse Oro ed Iside, e a destra un'altra scena corri- 
spondente, che è intieramente perduta. La sezione inferiore era occupata da una 
iscrizione di otto linee, delle quali sette in segni geroglifici, e l'ottava in carat- 
teri demotici. Delle prime sette linee rimane il frammento seguente, che ne 
contiene circa la metà: 


4; LYPANI ae fl Ì > 
4 X* a 

A\CSY TA: II; =iT 
L65105 SE FIS 


9 VARA: ALA s 
RT HI SAINEMADTIZE 
i, | Gi 


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Gi! =) Zi Me © Abe da (T] fe 
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GGI E To | > AVVIA 
LA 17% MINA GI AL, 
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PAAATAAG ZA Di AGGAADAA N a 2 GS 2A 
doo GGI GAIA: x 
ppi ® 9 Gigi SY > LI da 7 


«i... al defunto, confratello (!) di quarta classe, Horàs, giustificato, 
partorito dalla signora di casa, addetta al culto divino, Nofer.......... 
sieve. Una offerta [da parte del re] è fatta ad Osiride gent 
ani Dio grande, signore di Abido, a Ptah Sokari Osiride. Lada 
[a Iside], a Nefti, divine sorelle, ad Anubi signore di Toserti, a on 
che è Rî di Apu (Chemmis)..............-...- . [a tutti gli Dei 
e a) tutte [le Dee] che sono in Àpu (Chemmis); e in Hot (2), ad Àmset, 


. . . . È ‘ o. a n 
(1) Così traduco congetturalmente il titolo 1 I i} di cui non si conosce l'esatta corrispondenza. 


(?) La moderna Esnch. 
66 


522 BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 
Hapàau, Tuau[mutef, Kebehsonuf].............. Lo. 000. [affinché 
concedano le provvigioni funebri in pani e bevande], vittime bovine, oche, 
vino, latte, incensi, cose buone e pure d'ogni Specie..........00. a 
[affinchè concedano] di adorare Ra-Oro, signore dello splendore, quando st 
leva nell’orizzonte orientale del cielo .......... rale) esca la tua (sua) 


anima ogni giorno ». 


Dell’ iscrizione demotica non rimane che la terza parte, che così ci è tradotta 
dal nostro collega e maestro E. Revillout: 


l'idea rosa la durata della sua vita fu di settant'anni ». 


Da riferirsi al periodo tolemaico. — Acquistata a Zwugsor, ma da persona 
che veniva da Achmim, la città moderna che corrisponde all'antica Chemmis. 
Calcare bianco, poco compatto; alt. 0,310, larg. 0,260. Sotto l’azione del nostro 
clima, la pietra si va disgregando progressivamente; nel timore che in un tempo 
non lontano l'iscrizione andasse perduta, ne fu presa una fotografia, che è ripro- 
dotta nella tav. VIII, annessa al primo volume di questo catalogo. 


————r-s;-.# 0 


1810. (7226) Frammento di parete di un tempio, su cui erano rappresentate varie 
scene di adorazione al Dio Consu. A destra vedesi un resto dell'immagine di 
un Faraone, vestito collo shent: reale, col pizzo di barba al mento e il duplice 


diadema sul capo, che offre il simbolo dÌ al Dio Consu, rappresentato con 
>? 

testa di sparviero e corpo d'uomo, ureo, crescente e disco lunare sul capo. 

lo scettro | nella sinistra e l'amuleto f nella destra, seduto sopra un trono 


massiccio, che è collocato sopra un alto piedestallo. Dietro a Consu, una Dea 


in piedi, vestita col solito abito, coll'amuleto + nella destra, colla sinistra sol- 


ESP à 
N 


Fi 
1 


capo. Dietro all'immagine della Dea, un'iscrizione in colonna verticale, che separa 


questa scena da un altra, di cui non vedesi più che un piccolo resto, contenente 
7 ae 
parte dell'immagine di una Divinità femminile, e i segni (PAY « con gioja », 


as 


levata quasi in atto di adorazione, coll’avoltojo e il simbolo 


con cui terminava l'iscrizione incisa davanti all'immagine stessa. 
Iscrizioni. — Sopra e davanti l’immagine del Faraone: 


ISSN 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 523 


Cla) hi 
DD 
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5 O 
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Mo 
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« Il signore del Sud e del Nord.............. ('), fglio di Rà, Ptulmis 


offre la Verità al padre suo ». 
Sopra l'immagine di Consu: 


O | 
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139 
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Ga] 
[amo 
3 A III 
«Consu in Zebe, Noferbhotpu, Oro signore di gioja nella residenza di 


Karnak». 
Sopra, davanti e dietro l’immagine della Dea: 


LU | fisici 
SG S ANNA 
© A O I 


| 

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SÌ 

ANIA 5 
TA == 
(a PALI È 

A 
O 1 XS 
DA | ANNA 
-# oe 
Fao mem 
= AS Ill 


«Hathor, protettrice di Benen-t (dice): 10 do ate la durata di Rà nel cielo ». 
« Il signore Uel Sud e del Nord, Àmonra, re degli Dei, Dio grande, signore 
del cielo, della terra, del mondo sotterraneo, delle acque e dei monti ». 

Le figure sono rozzamente lavorate in rilievo ad incavo e i segni incisi: sia 
le une che gli altri conservano traccie appena visibili, di antica coloritura. — 


(1) I segni leggibili di questo cartello, non concordano coi cartelli pronomi di alcuno dei Tolomei. 


524 RASSORILIEVI E ISCRIZIONI 


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Questo frammento proviene indubbiamente da Aarna%, ove sorge tuttora un 
grandioso tempio al Dio Consu: ci fu donato per il Museo di Firenze dal 
sig. Andreus Bisciara, Agente consolare d' Italia in Lugsor. Arenaria; alt. 0,260, 
larg. 0.340. 


1811. (6404) Stele arcuata nella parte superiore. In alto, il simbolo _£ 


sotto di esso, la mummia distesa, fiancheggiata da due urei che portano sul capo 


il diadema 4, ; ai due lati, uno sciacallo. Sotto di questi, il segno del cielo (F=2), 


e sotto di esso, alle due estremità laterali, il simbolo I e quindi a sinistra, 


Osiride yentàmenti seduto sopra un trono massiccio, accompagnato da. 
Iside Hathor in piedi, colle treccie cadenti sul dorso, e le corna col disco 
solare, sul capo. Davanti alle dette Divinità, una tavola ricolma di offerte di ogni 
specie, e quindi Anubi con corpo umano e testa di sciacallo, vestito con lunga 
tonaca talare, nell'atto di presentare la mummia del defunto, che sostiene ritta 
in piedi colle proprie mani. Sotto alla detta scena, la seguente iscrizione, in 
parte greca e in parte copta, 


UIOC ITETELLINMEWC 


riferentesi alla mummia sopra rappresentata, e che può interpretarsi « il (defunto) 
quale è seppellito ». Monumento rozzamente lavorato, secondo la maniera carat- 
teristica degli ultimi tempi della civiltà egiziana, e da riferirsi ad un periodo 
non anteriore al secondo secolo dell'èra nostra. — Abd?do. Arenaria; alt. 0,310, 
larg. 0,230. 


1812. (6405) Piccola stele votiva, arcuata nella parte superiore. Vi è rappresentata 
una donna, vestita coll'abito trasparente, largo e talare, colle treccie cadenti sul 
petto e sul dorso, coperte da un velo, colle braccia sollevate nell'atto di ado- 
rare Osiride yentàmenti, che è raffigurato in piedi davanti a lei. Fra le 
due immagini, un'ara di libazione, sopra di cui il vaso nemes (Y}) e un fiore 
di loto. Mancano caratteri speciali, per determinare con precisione a qual tempo 
appartenga. — Abido. Calcare bianco, intaccato dal salnitro per l'umidità del 
nostro clima: alt. 0,095, larg. 0,078. 


é 


1813. (6406) Piccolissima stele votiva. Non vi è rappresentato che un ureo sul sim- 


bolo =( h) e davanti ad esso, una tavola con alcune offerte. Tempo in- 
NE 


certo. — Xarnak (Tebe). Calcare gialliccio; alt. 0,054, larg. 0,035. 


1814. (6407) Piccolissima stele votiva, sulla quale sono rappresentati due orecchi, offerta 
certamente alla Divinità da qualche devoto, che sofferse di malattia in quella parte 
del corpo. Tempo incerto. — KarnaX (Tebe). Calcare roseo; alt. 0,068, larg. 0,057. 


BASSORILIEVI E ISCRIZIONI 92 


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1815. (6403) Stele mortuaria cristiana, che riproduce nelle sue linee generali la 
facciata di una cappella copta, del quarto o quinto secolo. 
Come vedesi dal disegno, qui accanto riprodotto, il motivo 
di ornamento dominante sul monumento è la croce, accom- 


pagnata da ramoscelli di palma: accanto alla croce maggiore, 
sono incise le lettere 


A WU 
e sopra la seconda croce, la brevissima iscrizione 
ANA NAYAOC 


« il monaco Paolo ». 


Iscrizioni cristiane di questa forma non erano conosciute 
finora, e solo nell’anno 1885 ne furono rinvenute alcune nei 
dintorni di Erment, l'antica Ermontis, che vennero portate 
al Museo di Bulaq. — Questa proviene anche da ment, 
“ed è incisa al pari di quelle sopra un piccolo blocco di arenaria, proveniente 
dall'antico tempio di Mentu, che sorgeva in Frmontis; alt. 0,840, larg. 0,335. 


[-derarara te vel al alora sloveleltelalenatetoa. 


ARE DI LIBAZIONE E DI OFFERTA 


1816. (6415) Ara di libazione, di forma circolare, piana alla superficie inferiore, e 
convessa alla superiore, che è ornata, presso l'orlo e in quattro punti equidistanti, 
con quattro appendici. Tempo incerto. — Sak/karah. Granito grigio; larg. mas- 
sima, fra le due appendici opposte, 0,360, spessore 0,105. 


1S17. (6414) Ara per libazione, di forma ellittica, piana alla superficie inferiore e 
circondata alla superiore da un orlo assai alto, eccettuato in un punto, che serve 
come di beccuccio per lasciarne uscir l'acqua. In quattro punti diversi di essa, 
sono modellati una testa e una coscia di bove, un piccolo pane piramidale e un 
grosso pane >. Secondo le maggiori probabilità, dovebbesi riferire all'antico 
o medio impero. — Drah abu’l! Neggah. Terra cotta; lung. 0,290, larg. 0,250. 


1818. (6414!) Ara per libazione, affine per forma a quella precedentemente descritta, 
circondata come quella da un orlo, munita di beccuccio, e priva di qualsiasi 
rappresentazione. Tempo incerto. — Dial abu ‘I Neggah. Terra cotta; lung. 0,305, 
larg. 0,220. 


18154. (6413) Piccola tavola per offerte, di forma elegantissima e di squisito lavoro. 
Sulla superficie superiore di essa è scolpita in alto rilievo la testa della vittima: 
sulla superficie inferiore vedonsi incavati otto fori, a cui corrispondevano otto 
piccoli pernii di legno, che tenevano unita la tavola alla sua base. Da riferirsi, 
secondo le maggiori probabilità, all'antico impero. — Dial adu °l Neggah. Legno 
scolpito; alla superficie superiore misura 0,118 per ogni lato; alt. 0,075. Manca 
una piccola parte, che era posticcia e trattenuta con due pernietti di legno, nonchè 
un altro frammento, in seguito a rottura. 


1820. (6417) Frammento di piccola tavola per offerte, di forma rettangolare e munita di 
beccuccio. Sulla superficie superiore sono rappresentate alcune offerte in leggiero 
rilievo, due oche, due grappoli d'uva, una coscia e due altri pezzi di carne della vit- 
tima, un vaso pieno di pasta, altro per liquidi, e una focaccia di forma circolare (O). 

Sulla superficie laterale, il seguente frammento d'iscrizione: 


presen REREEONE RE AZ i N <O> SESSESSS 
o ir I Nu i A Ai Da cu DR 

DI 4, x ahi 1, n 

N Di ROSEN { 


CI \ 2 SES | ESNENEGESS 
Ciara giustificato, figlio del [sacerdote di} Ammone în Karnak, 
Petuamonnebnestoui, giustificato e partorito dalla signora di casa.... 


ARE DI LIBAZIONE E DI OFFERTA 027 


Lavoro accuratissimo, da riferirsi probabilmente alla dinastia ventesimaprima. — 
Acquistato a Drah abu'l Neggah (necropoli di Tebe). Calcare bianco e fine, con 
resti di antica coloritura; lung. 0,085, larg. 0,113, spessore 0,041. 


1821. (6410) Tavola per offerte, di forma rettangolare e munita di beccuccio. Sulla 
superficie superiore e nella parte centrale sono rappresentati, in leggiero rilievo 
a due piani paralleli, quattro pani di forma circolare (O), sopra di questi la 


coppa ©, e a ciascuno dei lati, un vaso Il Un getto d'acqua esce dalle bocche 


dei vasi | e passa nella coppa 7. Sull'orlo, ai due lati del beccuccio, è rap- 
presentata in incisione un'immagine virile, che vorrebbe fisurare un Faraone, 
ed ha sul capo il diadema J e nelle mani due ossetti, che paiono scettri; 


sotto ciascuna di queste, alcuni segni graffiti, varii dei quali hanno la forma 
di segni geroyglifici, ma tutti privi di significato. Monumento di tempo tardis- 
simo, forse del quarto o quinto secolo dell'èra nostra. — Lielmim. Calcare 
bianco; lung. 0,285, larg. 0,275, spessore 0,060. 


1822. (6411) Tavola per offerte, simile alla precedente per forma e per tecnica: sulla 
superficie superiore, nel centro, un vaso ©, e a ciascuno dei lati, un vaso NÉ 


dalla bocca di ciascuno di questi vasi, esce un getto d'acqua, che passa nel 
vaso ©, e un altro getto uscendo dal beccuccio degli stessi vasi, scorre sulla 
tavola ed esce dal beccuccio di questa. Da riferirsi, come la prima, ad un pe- 
riodo assai tardo, benchè di lavoro alquanto migliore. — Acli. Calcare bianco; 
lung. 0,365, larg. 0.290, spessore 0,095. 


1823. (6412) Altra tavola per offerte. simile per forma e per tecnica alle duc pre- 
cedenti, e da riferirsi allo stesso periodo. Sulla superficie superiore è rappresen- 


tato, nella parte centrale, un vaso I sopra di questo un piccolo pane O, e a 


ciascuno dei lati, due grossi pani della stessa forma. — Aclmim. Calcare bianco; 
lung. 0,215, larg. 0,210, spessore 0,070. 


FINE DEL VOLUME PRIMO 


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